Home / ComeDonChisciotte / LE METAMORFOSI DEL TEMPO

LE METAMORFOSI DEL TEMPO


DI TRUMAN BURBANK

Comedonchisciotte

Il primo tempo che l’uomo percepisce è quello scandito dal giorno e dalla notte e poi dalle stagioni, il tempo circolare del contadino che si ripete sempre uguale. Sul tempo circolare del contadino si innesta il tempo liturgico, quello dei riti religiosi, anch’esso ripetitivo.

Gli inizi

I primi riferimenti temporali vengono dal ciclo giorno/notte e subito dopo dalle fasi lunari e dal ciclo delle stagioni. Dall’osservazione dei corpi celesti si costruiscono poi i primi calendari.

Cerimonie e rituali rendono ripetibile l’esperienza del mondo, soddisfacendo così una delle esigenze primarie dell’individuo, quella di controllare la propria esperienza, di rendere la propria vita prevedibile senza il bisogno di interrogarsi in continuazione.

I colori liturgici fanno parte del rito e scandiscono un tempo che si ripete in modo circolare. In questo modo l’esperienza non solo è ripetibile, ma lo è anche in modo regolare.

Il tempo del contadino

E’ un tempo che si articola in stagioni e generazioni, scandito da nascite, matrimoni, funerali.
Il contadino misura il suo tempo ciclico con le stagioni. Gli anni vengono ricordati con eventi: l’anno della grande nevicata, l’anno in cui morì una persona cara.

Il tempo del contadino è normalmente basato sul ritmo delle stagioni, ma si stende su un periodo ben più lungo quando pianifica acquisti e nuove attività.
Se il contadino mette qualcosa da parte e decide di acquistare una vigna deve prevedere un notevole impegno di lavoro, ma anche una probabile rendita abbastanza regolare.

Gli investimenti vengono pianificati anche in base alla famiglia che cresce ed alle braccia disponibili, sono spesso legati alla costruzione di nuove abitazioni.

Il contadino tende a pianificare la sua vita e quella delle generazioni successive. Per esempio nell’acquisto di terre vengono privilegiate le terre confinanti.

Nel mondo del contadino lo sviluppo del singolo è dato dall’accumulo di proprietà (come evidenziato nella “roba” di Verga). In questo caso esso segue logiche lineari.

Egli controlla il suo mondo molto meglio di ciò che può fare oggi un lavoratore medio, che dipende da moltissime altre persone e conosce il mondo attraverso la TV, con poca esperienza diretta della realtà sensibile. Così il contadino conosce la realtà molto meglio di un intellettuale. Per questo i maggiori no-global sono contadini, almeno come origine.

Il tempo industriale

Il tempo contadino viene scalzato gradualmente dal tempo industriale, che introduce quella freccia unidirezionale solitamente chiamata progresso. Il tempo assume un aspetto di movimento da un passato verso un futuro.

Ancora fino a Machiavelli “tutti li tempi tornano e li uomini restano sempre li medesimi”.

Con L’Illuminismo (XVIII secolo, fino al 1789) appare un’elite convinta che l’uomo possa prendere la propria vita nelle sue mani e decidere il proprio futuro.

Si spezza così la simmetria tra passato e futuro che era stata assunta implicitamente come valida per millenni. Appare una visione finalistica della storia, presumibilmente influenzata dall’escatologia cristiana. Compare il mito del progresso.
Ma perchè questa visione si propaghi alle masse serve la rivoluzione industriale (fine del XVIII secolo), la quale si propaga a macchie di leopardo nei diversi paesi. Nel XX secolo tutti condividono il tempo unidirezionale basato sull’idea di progresso.

A questa tipologia di tempo si associano le grandi ideologie (l’Illuminismo, il marxismo, lo scientismo).
Ma l’ideologia vincente è il capitalismo.
L’eccesso di merce tipico del capitalismo porta gradualmente alla società dei consumi.

Il tempo dello spettacolo

L’eccesso di merci provoca la necessità di distruggerle con regolarità, non c’è più accumulo ma un ciclo frenetico di produzione, consumo e distruzione.


L’accelerazione dei processi sociali è […] ormai un processo inarrestabile, ingovernabile, fatale. Alimentata dai meccanismi del desiderio, della seduzione e del consumo, in cui i soggetti diventano pedine impotenti di un gioco sistemico che non solo non riescono più a governare, ma da cui sono inesorabilmente governati, l’irrealtà, cioè la virtualità, dilaga in modo incontenibile e incontrollabile. Senza la possibilità di congetturare né un happy end né qualcosa come un buco nero sociale in cui l’ordine attuale imploda.
(Baudrillard)

Nella società dei consumatori, quella che per Debord è la società dello spettacolo, il tempo si congela e si ferma. Resta solo la rappresentazione di un eterno presente, senza passato, senza futuro, senza storia. Tutte le ideologie evaporano e resta solo la religione del consumo.

Il tempo consumistico/terroristico è analogo a quello della fiaba: tutti i giorni sarebbero perfetti per divertirsi all’infinito (come nel paese dei balocchi) se non ci fosse il cattivo di turno a spezzare l’armonia: Satana, Hitler, Saddam Hussein, Bin Laden …

E’ opportuno precisare che il congelamento del tempo non è la Fine della storia preconizzata da Francis Fukuyama; anzi la storia avanza oggi furiosamente mentre le masse non sono più in grado di vederla.

Sempre di più

Man mano che avanza la religione consumistica le giornate più pesanti, quelle più faticose, diventano quelle del fine settimana.
La religione consumistica pretende ormai due giorni riservati (il sabato e la domenica) per i suoi riti, al posto del singolo giorno (sabato o domenica) delle religioni precedenti.

Fuga dallo spettacolo (il tempo dell’ozio)

Nella società dello spettacolo tutte le ore di vita sono ore lavorative (il consumatore lavora e non lo sa, diceva Baudrillard). Va notato che le ore del sonno sono tra le più importanti per il lavoro/consumo.
Durante il sonno si rielaborano gli spettacoli quotidiani e ci si prepara ai successivi spettacoli sempre più surreali.

Ma chi sfugge a questo meccanismo infernale recupera molto tempo per fare i propri interessi. Qui ci si rende conto che la quantità di lavoro necessaria per vivere è calata nel corso del tempo. Si riesce così a recuperare il tempo dell’ozio, quel tempo necessario per vivere la propria vita e riflettere sui suoi valori.

Truman Burbank
Fonte: www.comedonchisciotte.org
13.06.08

Nota: non è uno sforzo ozioso ricostruire il tempo lì dove qualcuno vorrebbe ricostruire la sinistra; se non riusciamo a scoprire che fine ha fatto il nostro tempo non riusciremo a costruire alternative.

Vedi anche: Bauman – Il grande fratello e la fortezza assediata

Pubblicato da Truman

  • lino-rossi

    fuori tema.
    certo, ricostruire la sinistra.
    ma fintanto che non passerà la sbornia zapaterista, mettendo finalmente al centro l’uomo e le sue reali esigenze, come fece, o apparve che fece, il PCI negli anni ’50 e ’60, la vedo nera.
    pannellismo, zapaterismo, ecc. sono i veri eredi nel nazismo e dell’eugenetica.
    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=4564

  • Grossi

    Uno scrive una cosa anche interessante e poi la rovina con la solita pietosa frase sulla “ricostruzione della sinistra”, ragazzi la frase è patetica, che volete ricostruire partendo dal “patetico”, è proprio questo piagnucolare continuo della sinistra che la rende così detestabile.
    E questo non va bene, e ci sono i fascisti, e il cielo oggi non è bello sembra un cielo di desta, e c’è il regime, e c’è Berlusconi, e l’acqua era troppo fredda quanto ho fatto il bagno… la pasta era scotta, e così via, il pianto greco della sinistra non ha mai fine è eterno !

    E che vuoi ricostruire ? Il piagnisteo che ci siamo sorbito dalla fine della seconda guerra mondiale ?
    I patetici film sul fascismo mandati in TV ogni volta che ci sono le elezioni ?
    Come si fa ad ammirare e a condividere valori con gente dal piagnisteo millenario e totale, incapaci di accorgersi che il tempo è passato ?

    Voi vorreste che il tempo fosse sempre fermo agli anni 50, ma mi spiace non si può !

    Voi dovreste essere gli ultimi a parlare di tempo dato che fondamentalmente non capite che cosa sia.

  • GioCo

    Hahaha,
    è bellissmo leggere queste cose Truman.
    Bellissimo perché i commenti sottolineano come siano largamente incompresi e incoprensibili dagli schemi dettati alla massa: un ragionamento simile fu per me uno dei primi, che rimetteva in discussione tutta la mia concezione del tempo.

    Ma io sono già un caso limite. Lo sono sempre stato.

    Ora parlo apertamente di deliri. Quello che dico e puro delirio.
    Non perché non sappia che è tutt’altro ma per rispondere a una semplice esigenza pratica: se parli in modo saggio tra i folli, chi è il folle ?

    E pur vero che la massa recepisce il cambiamento solo dietro pressioni ambientali che obbligano al cambiamento: l’abbondanza di petrolio in america decretò la sua ascesa economica e lo spreco, la sua attuale dipendenza dal petrolio estero ne sta segnando la fine e la riporterà alla parsimonia.

    Quello che ti domando invece Truman è questo: perché fare sottotitoli per non vedenti e segnali acustici per non udenti ?
    Abbiamo avuto la fortuna e l’occasione per storia, cultura o per particolartà caratteriali di resistere alla più devastante opera di disintegrazione sprirituale che sia possibile concepire a livello biologico.

    Ciò che ci manca e la forza di ammettere che siamo solo spettatori, o nel tuo caso l’equivalente di un bambino che voglia fermare un onda anomala con i palmi delle manine aperte.

    Presto internet chiuderà il cerchio verso il potere, raccogliendo nella rete tutti i suoi pesci. Grandi o piccoli che siano.
    Mai nome fu più appropriato per definire la rivoluzione tecnologica del presente: “rete”.

    Allora verrà meno la speranza anche per coloro che pensavano di avere acquisito uno spazio, anche piccolo, per operare la vera rivoluzione umana.

    Ma l’evidenza della incapacità comunicativa della rete mi pare lampante fin da ora: io stesso raccolgo quotidianamente commenti surreali ai miei “deliri”. Io stesso devo ammettere che i miei “deliri” sono letti con attenzione da una cerchia ristrettissima di persone, che non ne hanno bisogno.

    Tuttavia c’è una verità che mi conforta: quelli che la Randazzo chiama stegocrati, uomini illusi di dominare un potere attraverso la leva dell’economia, sono destinati a sparire. La loro fine è certa, anche se non vicina e sarà il giusto compendio di generazioni spese nell’ombra ai danni altrui.
    Perché se è vero che nell’ombra il tuo potere sulle masse aumenta è vero anche che ti lascia terribilmente esposto alla follia di chi ti conosce: e loro per ragioni di potere, sono letteralmente immersi nella follia.
    A un certo punto, uno dopo l’altro dovranno sceglere se emergere dall’ombra o sparirci dentro. Il caso Yukos in questo senso è illuminante. In entrambi i casi, saranno fottuti. La decisa sterzata verso una dittatura impressa in questi ultimi decenni, alle finte democrazie occidentali, non è che il primo vero colpo di grazia che infliggono a se stessi.

    Nelle loro menti invece, non è altro che la risposta alla necessaria salvaguardia delle loro posizioni dominanti seguendo un modello Cinese e Russo.

    Buffo no ? A parole stiamo esportando democrazia e nei fatti stiamo importando dittature: ed il tempo che ci rimane da spendere prima che ciò divenga reale è poco.
    Molto poco.

  • Truman

    Forse non mi sono spiegato bene, ma lo scopo principale della frase era chiarire che la speculazione filosofica è utile, probabilmente ben più utile che piagnucolare sulla scomparsa della sinistra.

    Ma forse hai intuito che prima o poi vorrei parlare della sinistra e questo argomento ti infastidisce. Beh, al momento buono (se riesco a scrivere qualcosa di decente) ne parliamo.

  • Truman

    Ancora una volta leggo un tuo commento ed ho difficoltà a seguirti.
    Indipendentemente da chi è saggio e chi è folle la chiarezza d’espressione di solito viene apprezzata dai lettori. Poi si possono scatenare critiche anche feroci, ma dove c’è chiarezza si sa anche di cosa si parla.