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LE MENZOGNE PER AUMENTARE IL PREZZO DEL PETROLIO

DI DAVID ICKE (http://www.davidicke.com/)

Il titolo più appropriato per questo articolo sarebbe stato “Orchestrazione del Collasso Finanziario”.
Chiaramente il difficile nello spiegare la parte nascosta di una storia precostituita sta nel collegare i puntini per formarne il disegno. E poter constatare come tutte le cose sono connesse e funzionano assieme nel raggiungimento del fine comune.
Così vorrei spiegare alcune cose che gran parte dell’opinione pubblica non conosce e mai verrebbe a sapere. Quello di cui sto parlando è un luogo comune di ciò che gira intorno al petrolio mentre i lavoratori operosi in fondo alla piramide non si pongono mai domande su ciò che vedono. Sono stato testimone oculare di ciò che andrò a raccontare e ci sono molti altri che potrebbero fare lo stesso se solo volessero.
Nel 2000, lavoravo nel Golfo del Messico per due compagnie OSV (Ocean Station Vessel ) che fornivano servizi di supporto alle “aree di risorse petrolifere”. Le due compagnie svolgevano due lavori diversi, così dovevo tenere gli occhi aperti.

La prima cosa da dire è che attualmente quasi tutti i nuovi pozzi che esistono nel golfo vengono immediatamente ricoperti e dimenticati. Ho visto molti pozzi scoperti, chiusi e abbandonati. Non importava se era petrolio o gas naturale. Chiesi ad un paio di ingegneri petroliferi cosa stava esattamente accadendo ed entrambi mi dissero (lavoravano per due diverse compagnie) che non c’era l’intenzione di portare il petrolio sul mercato fino a che “il prezzo non era giusto”.

Non era l’unica falsità che stava succedendo. La Seismic technology [tecnica evoluta di esplorazione] si era sviluppata al punto che non solo poteva indicare dove si trovava il petrolio ma anche quanto ce ne fosse.

Tutto quello che dovevano fare era piantare un tubo e pomparlo fuori. Non lo fecero, perchè i prezzi del petrolio non erano quelli attesi. Al contrario, quando sarà ritenuto il momento giusto e lo vorranno, sapranno perfettamente dove andarlo a prendere

Un’altra menzogna che vorrei svelare riguarda il “terribile danno” fatto alle piattaforme di petrolio ed alle attrezzature nel golfo durante gli uragani. È la scusa per giustificare l’aumento dei prezzi a causa della perdita di produzione. Se qualcuno si prendesse il disturbo di viaggiare lungo l’intero Golfo del Messico in cerca di piattaforme petrolifere distrutte non riuscirebbe trovarne nemmeno una. C’è una ragione per questo ed è che tali infrastrutture sono costruite maledettamente bene da resistere agli uragani.

Pensateci. Se programmate di costruire qualcosa su un’area dove sono garantiti venti a 240-280 km/h, tempeste con onde fino a 20-25 metri ed il tutto con una probabilità che si verifichi almeno una volta ogni anno, in che modo costruireste le strutture? Le piattaforme sono progettate in modo da non offrire quasi nessuna resistenza al vento e la maggioranza di queste sono alte almeno 40 metri sopra il livello dell’acqua. Sono costruite così bene che alcune di queste sono state colpite da navi di tutte le dimensioni riportando piccoli danni alle strutture. Quando i pozzi si prosciugavano e le compagnie petrolifere non ne avevano più bisogno, la compagnia per cui lavoravo li comprava, li smantellava, li trascinava a terra, li rimetteva a nuovo e li rivendeva. Questo processo di smantellamento era molto complesso per il fatto che i pozzi erano costruiti davvero bene.

Ho lavorato sulle navi che trasportavano gli esplosivi nei luoghi di lavoro per velocizzare il processo di disassemblamento.

Un’altra menzogna riguarda la “rottura” del processo di fornitura. Le compagnie petrolifere sono avare come nessun altro sulla terra ed uno dei modi che hanno per tagliare i costi è eliminare il numero di persone di cui hanno bisogno sulla piattaforma per mantenerla in funzione. Molte piattaforme attive sono completamente autonome e non richiedono intervento umano. Le compagnie petrolifere hanno operai che viaggiano da una struttura all’altra trasportati da elicottero dedicati al controllo periodico, ma la maggior parte di loro non ha visto un essere umano poggiare il piede su di esse a meno che qualcosa vada storto e sia richiesta la manutenzione.

Durante un uragano le sole piattaforme che devono essere evacuate sono quelle per la perforazione, visto che ci sono operai. I pozzi attivi e le stazioni di pompaggio sono controllate da controlli remoti dalla costa e, se non fosse per l’evacuazione del personale di terra dalle aree in pericolo di uragani, queste stazioni potrebbero continuare a pompare anche in presenza del peggiore degli uragani.

Quindi, riguardo alla rottura della catena di fornitura non ci dovrebbe essere alcun problema e questo perchè gran parte del petrolio proveniente dal Golfo del Messico giunge alle raffinerie di Port Arthur od in altri siti in Texas mentre le petroliere dal medio oriente vengono scaricate a Galveston.

Quando il petrolio si muove lungo l’Atlantico, durante la stagione degli uragani, il tragitto delle petroliere può richiedere più tempo in modo da far passare la tempesta, per poi riprendere una navigazione spedita dietro di essa. La maggior parte di queste petroliere possono muoversi attorno ai 30-40 nodi.

La sola ragione per cui potrebbe cambiare la direzione di navigazione sarebbe se un uragano cambiasse improvvisamente corso e puntasse su Galveston. Questo anno non è accaduto [nel 2005]. Allora perchè parlare di “rottura” della catena di fornitura?

Tutto quello che sentiamo sul petrolio dalle compagnie petrolifere è una grande menzogna. Abbiamo raggiunto “il picco del petrolio” come molti insistono a dire? Scommetterò con chiunque che quando il petrolio toccherà i 100 dollari al barile (presumo che questo sia il prezzo-obiettivo) non ci sarà più scarsità. Nessuno che accetta scommesse?

Una delle cose più incredibili da vedere quando l’elite degli interessi economici si mette in azione è quello che io chiamo conservazione del movimento. Se ci sono tre eventi che volete mettere in movimento potreste applicare la stessa pressione separatamente a tutti e tre per farli muovere. Oppure potete fare come questa gente ed aspettare pazientemente fino a che vedete la giusta opportunità per applicare la pressione in un solo punto che farà muovere anche gli altri due eventi grazie al movimento del primo. La sola differenza sta nel fatto se qualcosa viene spinto o tirato durante il movimento. Lo so, è un raffinato movimento di danza. Nessuna perdita di movimento, né di energia, sarebbe quasi bello se non fosse per il marcio che sta dietro alle intenzioni.

Così per tutti quei ragazzi che stanno aspettando la chiamata alle armi io direi fregatevene, non penso che accadrà. C’è sempre stata una relazione inversa tra andamento dell’economia e numero di persone arruolate volontariamente. Più l’economia va bene più difficile è essere arruolato.

Affronteremo un inverno in Nord America che potrebbe vedere il costo per il riscaldamento eguagliare le rate del mutuo per una casa. Con 100 dollari per barile di petrolio all’orizzonte e la sicura perdita di lavoro a causa dei costi energetici l’esercito sarà uno dei pochi posti dove si potrà ancora mangiare regolarmente e avere un tetto sulla testa.

Un’altra coincidenza riguarda la Sicurezza Sociale negli Usa. È incredibile come il prezzo del petrolio ha iniziato improvvisamente a salire quando è diventato chiaro che agli americani non sarebbe stato possibile “privatizzare”* la propria pensione.
Se la carota non ha funzionato vuol dire che il bastone non era abbastanza lungo.

Nota del Traduttore
“Privatizzare”: Personalmente ritengo, ma potrei essere smentito, che l’autore voglia dire che la formazione di una pensione privata avrebbe immesso denaro nei flussi finanziari degli organismi economici privati (ex. corporations assicurative ) e impedito allo stato un’entrata certa. Perciò l’aumento del prezzo del petrolio andrebbe a compensare le aspettative degli interessi economici privati, perchè in fondo è di questo che si parla.

David Icke
Fonte: http://www.rense.com/
Link:http://www.rense.com/general67/PRICE.HTM
3.09.05

Scelto e tradotto per comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

Pubblicato da Truman

  • illupodeicieli

    se così fosse , le immagini viste in tv allora sarebbero dei falsi o fotomontaggi: io non so come sia una piattaforma se non qualcosa visto nei film: i soliti film di azione pieni di luoghi comuni, dove vogliono far saltare in aria tutto (ovvio che i cattivi sono terroristi arabi o oppure mercenari).
    è giusto che le cose comunque sia vanno spiegate e l’autore dell’articolo lo fa: non ho i mezzi economici per visitare il golfo del Messico e verificare ciò che scrive e,tra prendere per buono un tg nazionale e quello che scrive lui, dubito di ciò che ho visto in tv.
    se in tv almeno avessero spiegato anche schematicamente cos’è una piattaforma, come funziona eccetera eccetera e come viene determinato il prezzo del barile di petrolio sarebbe stato meglio per l’informazione ai cittadini.
    è chiaro che possono ancora informarci in orario di audience però.

  • Zret

    Hanno mai fatto vedere una piattaforma distrutta o danneggiata? HAARP, prezzo del petrolio che aumenta… i soliti inganni.

  • refrattario

    Le informazioni dei media degli States danno 58 piattaforme petrolifere danneggiate o distrutte di cui 30 perdute (CBS).
    Leggendo i risultati di una ricerca ittica sugli ambienti ecologici che si creano su queste strutture ho saputo che ci sono più di 4000 piattaforme nel Golfo del Messico. La durata media è di 10-15 anni poi diventano improduttive, si calcola che ne verranno abbandonate ogni anno 150-200, la legge federale impone che vengano smantellate entro un anno dalla loro dismissione, immagino con costi non indifferenti.
    I petrolieri possono ben dire che “Katrina ci da una mano”