Le crisi umanitarie della globalizzazione

DI TERRORISMO IN TERRORISMO. QUEL numero non ce lo danno. DATECELO VOI ! Nel bombardamento quotidiano dei dati Covid, manca quello vero.

di Fulvio Grimaldi
comedonchisciotte.org

Amici, stavolta siamo lunghissimi. Ma anche fondamentali, credo.

Questo è un pezzo assolutamente legittimo e deontologicamente ineccepibile, basato su considerazioni logiche e dati oggettivi. Che, perciò, non verrà mai ammesso su Facebook e, se ci provassi, verrei immediatamente censurato, se non sospeso, se non escluso.

Ci dà la misura della democrazia, civiltà, libertà, verità, onestà nella quale siamo stati collocati e che sono gli stessi valori della cui presunta cancellazione gli stessi mandanti ed esecutori si lamentano ora per l’Afghanistan. Ci vuole poco a vedere la strategia unica che avanza su entrambe – “guerra al virus” e “guerra al terrorismo” – queste gigantesche mistificazioni.

Ora è la fase, nel caso dell’aggressione sanitaria e totalitarista all’umanità, per imporre l’annientamento finale tramite l’imposizione coatta, o da ricatto, dell’obbligo del rimedio peggiore del male presunto, Nel caso della cosidetta guerra al terrorismo siamo al  momento in cui dall’occupazione fallita si passa allo sradicamento e spostamento dei popoli. Eliminare Stati Nazione, identità, storia, invadendo e destabilizzando chi accoglie e privando delle proprie generazioni più giovani e formate chi subisce la deportazione. E’ la globalizzazione, baby.

Dalle bombe di Pentagono-Nato (Figliuolo compreso), ai diritti umani (parassitari) delle ONG e di Amnesty

Non c’è stampa generalista che in entrambe queste campagne terroristiche dei globalizzatori non si sia fatta mercenariato, tipo ISIS, al servizio dei mandanti assisi sull’Olimpo. Ma se volete cogliere un’espressione in nuce dell’operazione che ci investe coglietela nel “manifesto”, il foglio locale del Deep State che con più furia inconoclasta si lancia contro le fondamenta ontologiche dell’informazione.

Nel numero del 25 agosto vi troverete una sfuriata contro il tradimento degli afghani commesso dall’Occidente, combinato all’appello all’accoglienza (deportazione) incondizionata di tutti coloro cui si assicura che si troveranno meglio nel mondo di Pfizer, con tanto di minaccia integrativa di imminente catastrofe climatica “se non si cambia tutto”. Perfetto riferimento al “Great Reset”.

Chi poteva non riunire in un solo fascio (termine appropriato) le tre scuri del terrorismo di guerra, terrorismo da crisi umanitaria e terrorismo climatico, se non uno dei grandi “antifa” spurgato dal clan dirigenziale di Lotta Continua? Guido Viale.

Pfizer-Biontech, è fatta

Così Pfizer, la società farmaceutica più condannata dai tribunali USA per crimini contro la salute, con miliardi in ammende e risarcimenti, è riuscita a farsi riconoscere dalla FDA (Food and Drugs Administration), dopo un anno di abuso “d’emergenza e sperimentale” dei suoi cosiddetti vaccini su milioni di inermi cittadini, la definitiva approvazione del siero. Quella che, prima che tutto l’apparato sanitario mondiale finisse in mano a una banda di corrotti e corruttori, impegnati nella sottomissione e riduzione del genere umano, richiedeva una sperimentazione dai 5 ai 10 anni e test su centinaia di migliaia di soggetti (qui se la sono cavata con poche migliaia). L’incredibile pressione politico-finanziario-commerciale esercitata dal conglomerato farmaceutico digitale, con la decimazione, a volte anche fisica, delle più autorevoli e qualificate voci critiche, ha fatto sì che centinaia di milioni di persone fossero inoculate, con perfettamente prevedibili effetti avversi anche letali, con un composto “sperimentato” in meno di 18 mesi.

Dati ufficiali effetti avversi VAERS (USA) al 13 agosto 2021
Dati ufficiali UE (Eudravigilance) al 31 luglio 2021

Il grido di Barillari, l’appello di Byoblu e Visione TV

Il 29 luglio scorso Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio, in un documento video, molto opportunamente rilanciato da Byoblu, ha sconvolto coloro che si affidano al pallottiere Covid ufficiale, i cui numeri vengono fedelmente riferiti, in grande e minacciosa pompa, da tutti i media generalisti. Ha invece consolidato i dubbi e i sospetti che ogni essere raziocinante storicamente nutre a cospetto dei divulgatori di dogmi coercitivi, oggi detti pensiero unico. 

L’altamente meritoria ricerca di questo coraggioso consigliere, già 5 Stelle e ora con R2020 di Sara Cunial, deve però lasciare esterrefatti perfino coloro che hanno visto stravolgere vita e società nel nome di una procedura imposta a dispetto del suo carattere SPERIMENTALE e, dunque, a rischio di conseguenze non prevedibili.

Barillari ha rotto quel grande silenzio complice di tecnici, medici, politici, scienziati, giornalisti che dall’inizio della pandemia ci terrorizzano con gli effetti letali del virus e dall’inizio della vaccinazione ci persuadono ad affidarci a quello che era (fino alla compiacenza della FDA, cui segue quella UE dell’EMA e Italiana dell’AIFA), appunto, un esperimento. Un esperimento giustificato da un’emergenza asserita e proclamata e delle cui conseguenze a breve tutto si occulta e di quelle a medio e lungo termine nulla si sa e nulla si vuole dare a sapere.

La sua ricerca nel Lazio ha fatto finalmente emergere quanto di pericoloso si annidi nella pratica vaccinale e quanto di irresponsabile nei suoi propagandisti. Gli effetti avversi, gravi fino alla morte, che si verificano e moltiplicano in tutto il mondo, si sono manifestati, ovviamente, anche nel Lazio e Barillari ce ne ha fornito un campionario impressionante. Ci ha anche illustrato i meccanismi, di occultamento e autocensura, per i quali i dati di questi eventi vengono minimizzati, soppressi e nascosti a un pubblico cui si impone un solo obbligo, “morale” secondo il capo della Chiesa e il capo di questa repubblica, l’obbligo della prima, seconda, terza e poi chissà di quante altre dosi.

Ringraziando Barillari per la lotta che sta conducendo anche a livello di Consiglio Regionale del Lazio, da solo contro un’assemblea unanime, mi sono permesso di riferire qui sotto di un’iniziativa che ha avuto risonanza nel blog di Visione Tv e che vorrebbe rafforzare la denuncia di Barillari e di tanti scienziati, soprattutto all’estero, con la testimonianza viva di coloro che quegli effetti li hanno subiti, o ne hanno conosciuto l’esito sui propri congiunti.

Nascondono il dato che più conta: quello che ci permette di decidere Germania, 23.000 medici si oppongono

Quanti e quali sono gli effetti avversi subiti in seguito all’inoculazione di un vaccino anti-Covid 19? E’ l’unico dato, nella quotidiana, martellante, elencazione dei numeri della pandemia, che ci viene negato. Perchè? Eppure ci sono gli organismi ufficiali degli Stati e dell’UE che, almeno parzialmente, gli effetti avversi li registra.

Perchè non rimediare a questa incredibile mancanza con un intervento diretto, dal basso, di coloro che questi effetti, avversi, ma taciuti, li hanno subiti? O di coloro  che li hanno constatati sui loro congiunti?

Dal blog di Visione Tv abbiamo colto un geniale spunto dell’amico Gianluca e io mi sono premurato di rilanciarlo in sintonia con il sito. Vale la pena impegnarsi sull’iniziativa per il suo indiscutibile valore intrinseco di arma di contrasto alle falsità e strumentalizzazioni che tracimano dalla narrazione ufficiale Covid, l’unica consentita nei tempi in cui la Scienza, una certa scienza, è diventata fede e dogma.

Per una volta, dopo quasi due anni di passivizzazione e assuefazione all’irrazionale e al palesemente disonesto impostici da una setta di sociopatici arrivati al potere grazie a un’ipnosi collettiva da paura senza precedenti dall’invenzione dell’inferno eterno, abbiamo l’opportunità di far sentire una voce cui nessuno potrà attribuire, come suole per le proteste di piazza, un carattere denigratorio e diffamatorio, tipo “negazionista, ultradestra, complottista, fascista, terrapiattista, untore”.

Regno Unito: morti e danni da vaccino al 4 agosto 2021

Paura indotta, che paralizza, e paura che fa reagire

Perché qui si tratta di numeri. Numeri tanto veri, quanto drammatici, tragici, occultati perché in controtendenza rispetto a quelli del terrore indotto. Numeri da terrore vero, concreto, fondato non su artifici propagandistici, ma sulla pelle abusata di esseri umani.  Numeri di cui Gianluca ha osato mettersi alla ricerca. Ne ha ricavato una sospensione di 30 giorni della sua presenza su FB. E pour cause: numeri di cui la possibile epifania sconvolgerebbe tutto lo story telling covisiano e vaccinista. Polverizzerebbe un assunto comunicativo che a quattro delinquenti assisi sull’Olimpo e ai loro utili idioti sguinzagliati nei bassifondi dell’umanità, permette il rilancio dell’accumulazione capitalista, con conseguente capacità di potere da usare per lo sterminio psicofisico cui stiamo assistendo da statue di sale, come Niobe davanti allo scempio dei suoi figli.
Potenza dei numeri! Sono quelli che di giorno in giorno,. di ora in ora, da tempi ormai immemorabili e per incalcolabili tempi futuri, marcano la vita con più accanimento di ogni altra scadenza. Sono quelli della paura indotta, la paura-panico da nemici invisibili e subduli, quella che deve evolversi in angoscia e impotenza.

Un numero che fonda la scelta sulla conoscenza.

Eppure ne basterebbe uno solo in più, detto magari anche una sola volta, ma a tutti, per spazzare via la paura paralizzante dell’ignoto e dell’incontrollabile e sostituirla con la paura sana, propria, fondata sul riconoscimento di un pericolo, di un nemico concreto e che stimola la difesa e la reazione. E’ il numero più vero di tutti, forse l’unico vero: quello degli effetti nocivi che ti può causare la somministrazione di un presunto rimedio. Quello che ti porta a mettere in discussione l’intera architettura che sorregge le temperie nelle quali sei incastrato. Quello che ti rende essere umano dotato di libera scelta. Una dote, fondata su scienza e coscienza, aborrita da tutti i codificatori di dogmi.

Quello che ti consente un confronto e di respingere l’apodittica e anche scellerata affermazione che del vaccino i benefici superano i rischi. E come se dalla tolda gridassero all’uomo in mare che la ciambella di salvataggio lanciatagli ha più probabilità di restare gonfia che di sgonfiarsi. La chiamano scienza.

Ininterrotte edizioni radio, tv, di stampa, grafici, statistiche, fino a penetrare nei bollettini parrocchialifumetti, nel gossip, nelle parole crociate, nei convegni. Ossessione compulsiva di subalterni mediatici, ansiosi di mostrarsi più realisti del re e che il gregge infantilizzato riecheggia potenziandone l’effetto angoscia, persuasione e disciplina. Tot nuovi “casi”, tot “positivi”, tot ricoverati, tot in terapia intensiva, tot sintomatici e tot no, tot vaccinati di una dose, tot di due, tot di terza, tot di nessuna (gli infami da rogo), tot morti (ovviamente “da Covid”, grazie al ben tarato tampone negato a nessuno, nemmeno al caduto dal quinto piano).

100 effetti avversi? Sì, ma 101 benefici

Non vi è mai capitato, tra il rumoreggiare indistinto e lontano di parole deseuete ed evanescenti, chissà come scappate al filo spinato dei numeri ammessi, tipo “effetti avversi”, “miocarditi, trombosi, cecità, paralisi, problemi renali”, addirittura “decesso” (rigorosamente al singolare, e solo se  inevitabile, visto che quello, dopo la siringata, è proprio morto e ha perfino un nome e addirittura parenti che lo sanno appena vaccinato!), di trovarvi annesso un numero. Un numeretto quanto meno alla pari con quegli altri numeri, quelli che ti devono paralizzare di paura e basta. Un numero  che dica al popolo costituzionalmente sovrano se alla “salvezza” garantita da Pfizer, Moderna, J&J, o Astrazeneca non sia succeduto qualcosa di poco salvifico.

Si tratta di un numero custodito meglio degli utili ricavati nella congiuntura Covid dal grande Big Tech, o dal potente Big Pharma. Anche perchè di quegli utili rivelerebbe, oltre al costo socio-economico, uno abbastanza imbarazzante: il costo in vite e in danni all’integrità psicofisica di singoli esseri umani, sacrificati in massa sull’altare della divinità Mammone. In particolare quelli giovani, storicamente insofferenti dell’esistente e del prestabilito. I numeri buoni devono mettere ordine tra quanto di sedizioso gli frulla tra le orecchie. L’ordine del credo. Quella della messa, tutti in piedi e osservanti, che il sommo sacerdote con la penna in capo celebra negli hub.
E, allora, se lacerassimo il velo di Maia,  se al nubifragio di numeri che giorno dopo giorno ci vorrebbero inchiodati alla colonna infame della nostra “irresponsabilità verso gli altri”, opponessimo la carne viva dei nostri corpi compromessi, o azzerati dal vaccino? Da coloro che ci prendono per mattoncini Lego, da usare o scartare, per rifare il mondo all’insegna di un’Intelligenza artificiale che ponga i licantropi al sicuro di ogni contestazione.

Qualche medico e infermiere ha avuto l’integrità e il coraggio di segnalare danni e decessi da vaccino. Esistono agenzie ufficiali cui queste segnalazioni possono essere fatte. Possono, non devono. Anzi, meglio di no. Infatti non vengono sollecitate. Dipendono dalla buona volontà del sanitario, o del paziente, o del suo congiunto. Sono volontarie. Devono sfidare la disapprovazione del primario, o di altri. Nessuno si è azzardato a sfidare Big Pharma installando un meccanismo automatico di registrazione e segnalazione degli “effetti avversi”, come sarebbe obbligo di ogni autorità sanitaria.

Non negli Stati Uniti e non nell’UE. Dove però esistono due enti ufficiali, VAERS e EUDRAVIGILANCE, incaricati di ricevere quelle segnalazioni volontarie e temerarie. E ne danno conto, ovviamente  per enorme difetto, data la volontarietà e i rischi che comporta. Decessi e altri danni alla salute, a migliaia, a decine di migliaia, di settimana in settimana. Tanti da rovesciare il calcolo “rischi-benefici” come propagandato dai vaccinari del 96% di sicurezza, nel suo contrario. Sempre precisando che, per il morto da vaccino con embolo, l’insicurezza, cioè il rischio, sono del 100%.

La grandinata di effetti avversi che si verificano ogni giorno rimane come sospesa sopra le nostre teste. Trattenuta dall’ombrellone dei media, svapora nell’aria, salvo penetrare fino a qualche congiunto o amico per passaparola. E’ che la segnalazione la fanno in pochi, medici, pazienti, infermieri: si rischia di essere malvisti nell’ambiente. E poi la pratica modulistica è talmente farraginosa da scoraggiare il più volenteroso. Anche perchè, spesso, l’AIFA le respinge perchè “prive si informazioni sufficienti”. E così succede che l’AIFA sottostima di 100 volte gli eventi avversi: 82 ogni 100.000 dosi somministrate. Sapete quante ne segnala dai trial la stessa casa farmaceutica Moderna? 87.800 dopo la prima dose e 92.000 dopo la seconda. Ricordate chi dirige l’EMA, l’agenzia dei farmaci sovrana nell’UE? Emer Cooke, signora islandese che per una vita ha fatto la lobbista per Pfizer e altri colossi farmaceutici.

Morti da vaccini negli USA dal 1990 al 2021

Whatever it takes, pur di non darci quel numero

Avete mai visto questo numeretto sul Fatto Quotidiano, su Repubblica, Corriere, manifesto? E’ mai su di voi è calato, in nome della deontologia, dagli schermi di Gruber, Formigli, Mentana? Che sia per non causarvi inutli preoccupazioni, qualche dubbio su cosa ne viene a versare oceani di soldi nelle fauci dei farmaceutici? O a dar retta a generaloni degli alpini esperti in civili ammazzati in  Afghanistan, ora impegnati con la siringa su bambinelli nostrani? O a piegare le ginocchia e congiungere le mani davanti agli oracolanti virologi tv, ognuno dei quali vanta più conflitti d’interessi di Draghi quando svendeva l’industria italiana alle multinazionali, o intimava  “whatever it takes” ai miserabili che non godevano del bail in e, con letterine BCE, ordinava al governo Italiano o l’austerity o la vita e a quello greco di far crepare i figli di Omero facendogli credere che così volevano gli dei (anticipazione della depopolazione di Bill Gates)?

Strappare il velo di Maya
Dare corpo, sangue e nome alle cifre di questi enti (ne cito una: ci sono stati negli USA più decessi da vaccino anti-Covid tra dicembre e aprile che nei precedenti trent’anni da TUTTI i vaccini allora somministrati) significherebbe estrarli dalla nebbia di un’informazionme “distratta” e rimettere il rapporto “rischi-benefici” su un piano di realtà.

Da lì l’idea, circolata nel blog di Visione TV e approvata dal suo direttore, Francesco Toscano, di raccogliere le testimonianze dirette di chi ha subito o visto subire gli effetti avversi dei vari vaccini. Occorrerebbe una dichiarazione in video di pochissimi minuti, con nome, cognome, luoghi, date e dati clinici. Già, tocca metterci la faccia. Ma non potranno contestarti. Anzi, a contestare loro e tutta la guerra all’umanità sarai tu.

In nero il totale dei decessi, in rosso i decessi in eccesso dall’inizio delle vaccinazioni (inverno 2010-2021)

FULVIO GRIMALDI
FONTE: https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2021/08/le-crisi-umanitarie-della.html

Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org

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suresh
Utente CDC
30 Agosto 2021 7:43

Egregio Dottore, spiegami perché dovrebbero essere proprio i giornalisti a salvare il mondo. Perché non i barbieri o gli impiegati delle poste invece?? i giornalisti vengono selezionati sulla base della loro lealtà al potere costituito e non del loro coraggio: come i cani, non sapendo procurarsi il cibo per conto loro o fare nulla di utile da scambiare sul mercato, vengono cooptati da sta più in alto di loro nella catena del cibo che ne fa degli schiavi da cortile.

Cataldo
Utente CDC
Risposta al commento di  suresh
30 Agosto 2021 10:04

Perche senza i Giornalisti Veri, Come Fulvio Grimaldi, siamo cechi e sordi … purtroppo ne abbiamo sempre di meno.

Cataldo
Utente CDC
30 Agosto 2021 10:13

Leggere Fulvio Grimaldi è sempre un tonico per il cerebro, un grande conforto.
CDC con Fulvio e gli ultimi aggiustamenti di tiro della redazione sta facendo un grande lavoro.

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