LE BUGIE DI UN USCIERE NEOLIBERISTA

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DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Aggiornamento Il Più Grande Crimine 15

Si faccia curare e non mi importuni più, che
ho cose più serie di cui occuparmi
”. Marco Travaglio così risponde a un
lettore che criticava il suo lavoro sulla base di quanto io ho documentato a
fondo. L’usuale arroganza cafona di questo uomo sarebbe solo una sua piaga
privata che non ha pubblica rilevanza, non fosse che costui ha “cose più importanti di cui occuparsi”.
Ecco di cosa si occupa Marco Travaglio:

Ingannare
incessantemente gli italiani in prima serata e sulla stampa per abbattere il
governo del politico che non obbedisce alla finanza speculativa internazionale
e per riportare in Italia gli uomini del modello
Neoliberista anglosassone
nel pugno d’acciaio di Wall Street, della City e
del Trattato di Lisbona: Il Vero Potere. Riportare cioè a Palazzo Chigi gli
affiliati italiani alla Mafia di coloro che hanno “distrutto il 40% della ricchezza planetaria con una frode criminale” (Matt Taibbi, Democracy Now)
e che sono autori di “un colpo di Stato
finanziario in piena regola
” (Michael Hudson, New Economic Perspectives),
cioè Mario Draghi e i notori ‘tecnici’. Questo fa Marco Travaglio, oltre a
tacere il motivo per cui lui, Genchi e De Magistris hanno abbandonato di colpo
il giudice Clementina Forleo, quella dell’altrettanto abbandonato slogan “Clementinafaccisognare”, la protagonista
di un intero capitolo scomparso misteriosamente dalle bozze del noto libro di
Genchi, quella soprattutto che aveva messo le mani sul centrosinistra
interamente manovrato dal Vero Potere. Non ci è dato sapere se egli esegua
ordini discussi con gli uomini che ho elencato nel precedente Aggiornamento, o
se semplicemente le sue idee coincidano con le loro. Il risultato è il
medesimo, egli funge da loro usciere mediatico in Italia.

Chi
mi legge sa bene quali crimini contro la democrazia e contro i salari quel
modello ha commesso, li ho documentati con fonti autorevoli. Ha svuotato del
tutto la democrazia stessa e sta portando il più feroce attacco ai redditi
della Storia moderna. Marco Travaglio lo ammira. Fin dalla storica intervista
da Daniele Luttazzi, ha martellato gli italiani con bugie sulla probità di quel
modello criminale. Va smentito, lui più di altri come lui, per via dell’enorme
potere di persuasione che è riuscito ad ottenere, infatti egli è oggi il più
potente infiltrato neoliberista e filo sionista del Vero Potere nelle fila
dell’alternativa in Italia (e questo la dice lunga sull’acume della sinistra
italiana che ne ha fatto un eroe, troppa pena per commentare oltre).
Altrimenti, credetemi, non passerei queste ore a scrivere di un Vip cafone.
Dunque ecco le sue falsità di usciere del Vero Potere, con l’evidenza del
contrario.

 

1)
La Gran Bretagna è “un Paese serio”. 
I conservatori inglesi cacciarono in galera il ministro Jonathan Aitken
perché aveva mentito in un’ aula di giustizia su chi pagò la camera d’hotel
della figlia in ferie
.

Se
ne uscì con questa falsità durante la sopraccitata intervista a Luttazzi in Tv.
Al tempo rimasi stupito, e non compresi subito il significato di quell’esaltazione
della destra britannica, cioè di Thatcher allieva di Milton Friedman. Disse
Travaglio che il ministro inglese Jonathan Aitken era stato ammanettato per
quella pur minima violazione di etica politica. Applausi dal pubblico adorante,
ma tonto. Vi sembra possibile che si finisca in carcere per una cosa simile,
pur anche in Gran Bretagna? La realtà: Aitken era ministro per gli appalti
bellici del governo Major 1992, e fu beccato a dirigere un traffico illegale di
armi in una triangolazione col trafficante libanese Said Ayas e con un principe
saudita, in un mare di mazzette milionarie che coinvolgevano grandi aziende
inglesi come VSEL, GEC, Westland, cioè una Tangentopoli in piena regola. Mentì
non sulla ridicola storia dell’hotel della figlia, ma su un incontro coi
malfattori in un hotel di lusso a Parigi, pagato dal trafficante Ayas. Mentì su
uno scandalo criminale di proporzioni storiche, e finì in galera, anche per
aver costretto la povera figlia a mentire in tribunale. Fu sfortunato, perché questo
è il Paese dove c’è un intero governo che ha mentito alla nazione sull’entrata
nella Guerra al Terrorismo, che è costata la vita a 541 suoi concittadini e a
circa 2 milioni fra iracheni e afghani, in un intreccio sordido con i servizi
dell’odiato Berlusconi; che precedentemente aveva violato ogni norma di
legalità internazionale bombardando in Kosovo 372 fabbriche pubbliche e solo 14
carri armati serbi, per poi vendere il Kosovo per intero ai privati attraverso
la Kosovo Trust Agency; che ha armato i torturatori indonesiani a Timor e
quelli turchi in Kurdistan. Il leader di questa banda di criminali è oggi
libero e persino ammirato: l’esimio Tony Blair. E’ lo stesso Paese dove una
massa di parlamentari sono stati beccati nel maggio 2009 a rubare soldi pubblici
per decine di milioni di sterline falsificando fatture su ogni sorta di finta
spesa; implicato fu l’intero parlamento eletto nel 2005, in galera sono finiti
in 3 su 650 e per pochi mesi. Il Paese dove “lo scarico sui poveri contribuenti delle perdite delle banche d’affari
ha lasciato la maggioranza delle famiglia schiacciata da tagli nel loro reddito
paragonabili a quelli degli anni ‘20
” (Philip Stephens, Financial Times),
cioè un trasferimento truffa di immensi capitali dalla gente a chi delinque coi
loro risparmi, e dove nessuno dei criminali è oggi in carcere, roba da far
impallidire Tangentopoli e Craxi 200 volte. Dove i tagli all’istruzione
lasciano la nostra Gelmini a sembrar compassionevole, infatti una ricerca della
Ipsos Mori in Gran Bretagna ha rivelato che il vertiginoso aumento dei costi
universitari pianificato dal presente governo taglierà fuori dagli atenei fino
ai 2/3 (sic) degli studenti meno ricchi. Ma nelle menzogne di Travaglio questo
è il “Paese serio”, quello che mette
in galera i politici per aver mentito sulle vacanze di una figlia. E’ anche,
incidentalmente, la culla storica del modello Neoliberista e di una delle due
sedi dalla Mafia internazionale: la City.

 

2)
Nel sistema americano non c’è conflitto d’interessi.

Per Travaglio questo fenomeno è la vergogna di Berlusconi, negli
USA, cioè “nei Paesi seri” non s’è
mai visto nulla del genere. Più falso di così si muore. E’ vero che negli Stati
Uniti non vi è un politico preminente con un conflitto d’interessi, ma questo
solo perché il conflitto d’interessi in America è la politica tutta. Come dire:
sulla loro maglia non c’è una macchia nera, perché è la maglia tutta a essere
nera. Esempio: 2001-2008, tutta l’industria petrolifera e militare USA è alla
casa Bianca in blocco, letteralmente. E cosa fa? Incendia il mondo intero per
far fluire profitti immani nelle sue casse. Gli attori sono il vicepresidente
Dick Cheney, il Segretario di Stato Condoleezza Rice, il ministro della Difesa
Donald Rumsfeld, l’ex Segretario di Stato di Bush sr. James Baker III, il
ministro della Giustizia Alberto Gonzales, il consigliere Carl Rove, il capo
del Carlyle Group Frank Carlucci (CIA), e i funzionari governativi Robert
Zoellick, Thomas White, George Schultz, Jack Sheehan, Don Evans, Paul O’Neill,
Zalmay Khalilzad, William Winkenwerder, Mark Weinberger, Kathleen Cooper,
Eugene Hickock, Larry Lindsay; tutti personaggi che escono dal business
petrol-militare, entrano al governo, e finito il mandato rientrano nello stesso
business dopo averlo ingrassato a dismisura, cioè rientrano in Shell, Mobil,
Union Carbide, Huntsman, Amoco, Exxon, Alcoa, Conoco, Carlyle, Halliburton,
Kellog Brown & Root, Bechtel, Enron ecc. George W. Bush è il politico più
‘oliato’ nella Storia americana. Dick Cheney: 1991 al governo incendia l’Iraq
letteralmente – esce dal governo e torna in Halliburton – ricostruzione Iraq,
appalti a pioggia ad Halliburton – 2000 esce da Halliburton e torna al governo,
Halliburton gli finanzia la campagna elettorale a suon di milioni di dollari –
2003 re-incendia l’Iraq – Halliburton riemerge in un mare di appalti – oggi
Cheney prende un bonus da Halliburton di 1 milione di dollari all’anno.

2008-2011: Wall Street entra a palazzo con Obama, in blocco, con Larry Summers (Citigroup), Bob Rubin
(Goldman Sachs),
Tim Geithner (FED di New
York),
Henry
Paulson
(Goldman Sachs), William Daley (JPMorgan Chase ), Gene Sperling (Goldman Sachs), Paul Volcker
(Rothschild, Rockefeller), Mark Patterson (Goldman Sachs). Daley addirittura ha
mantenuto 8 milioni di dollari d’interessi in JP Morgan e nessuno ha fiatato.
Obama ha come maggior finanziatore della sua campagna elettorale Goldman Sachs,
e infatti mentre 60 milioni di americani con figlie e mogli tremavano a rischio
di sfratto e rovina finanziaria per causa delle truffe di Wall Street, Obama ha
sborsato 11 mila miliardi di dollari per salvare solo i suoi amici banchieri,
per primi Goldman Sachs con subito 14 miliardi di dollari. Sono prestiti
scandalosi che funzionano così: Washington ci mette l’85% del denaro per
ripianare i buchi delle banche, queste ci mettono il 15%. Se le cose gli
andranno bene, le banche s’intascano i profitti; se invece andranno male
perdono solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo. L’economista Warren
Mosler ha calcolato che quello che oggi negli USA è chiamato ‘Government Sachs’ ha diretto il più
colossale trasferimento di ricchezza dal basso all’1% degli americani
nell’intera storia degli Stati Uniti. Conflitto d’interessi di Berlusconi = 7,5
miliardi di dollari – Conflitto d’interessi di ‘Government Sachs’ = 11 mila miliardi di dollari. Fate le
proporzioni. Qui è il Cavaliere a impallidire 200 volte.

Alcune
altre chicche: Bill Clinton e Al Gore sono stati fra
i principali elargitori dei contratti No-bid
Cost-plus
, dove l’appalto è assegnato dallo Stato senza gara, mentre i
costi sono rimborsati alla ditta prescelta semplicemente in base alle sue
dichiarazioni di spesa, e senza che alcuna Authority statale possa controllare
alcunché. I fondi così sperperati da Washington hanno raggiunto le decine di
miliardi di dollari di denaro pubblico a favore dei soliti amici dentro e
fuori, fuori e dentro il governo. Poi c’è la saga dei coniugi Phil e Wendy
Gramm, inzuppata nel conflitto d’interessi a tal punto da essere grottesca. Nel
1992 la Enron ricevette favori dalla US
Commodity Futures Trading Commission
sotto la direzione di Wendy Gramm.
Fatto il favore, la signora Wendy lasciò la commissione e divenne membro del
consiglio di amministrazione della stessa Enron. Indisturbato, suo marito Phil,
finanziato in politica da Enron, sedette al Senato degli Stati Uniti fino al
novembre del 2002 dove sfacciatamente coprì Enron fino all’inevitabile crack.
Berlusconi sembra la bottega del calzolaio della Fantuzza di Medicina confronto
a questi. Travaglio lo sa benissimo, mai che s’intacchi il “Paese serio” governato da
Government Sachs’.

 

3) Tangentopoli, vergogna italiana.

Idem come sopra, ma peggio. Negli USA le mazzette sono state molto
più immorali di quanto Craxi abbia mai saputo fare. La più recente Tangentopoli
americana ha trionfato sul sangue di oltre un milione di iracheni e oltre 4.600
americani, e su una nazione ridotta in macerie. Guerra in Iraq, Cheney dirige
le operazioni ed è un uomo della Halliburton (si legga sopra). Halliburton
importava in Iraq del petrolio sotto la supervisione USA, e lo metteva in
vendita ai civili iracheni. Fu scoperto che frodavano gente ridotta alla
disperazione facendosi pagare il greggio 2,64 dollari al gallone, quando
l’esercito americano lo poteva importare per soli 1,57 dollari. Una tangente
più ignobile di questa è difficile da ricordare. La consociata della
Halliburton, Kellog Brown & Root (KBR), si face pagare 73 milioni di
dollari dal governo di Bush jr. per le roulotte destinate alle truppe statunitensi;
si scoprì che il preventivo per delle caserme in muratura costruite da altri
era della metà esatta, Halliburton aveva amici alla Casa Bianca. KBR intascò
poi 88 milioni di dollari per tre milioni di pasti destinati alle truppe che in
realtà non furono mai forniti. La stessa ditta ottenne dai soliti noti
l’appalto per le riparazioni radio dell’esercito statunitense in Iraq,
un’attività espropriata ai tecnici militari americani e pagata alla KBR sei
volte di più del preventivo dell’esercito USA. Halliburton organizzò in Iraq i
cosiddetti Burn Pits, e cioè degli
immensi roghi dove gettava equipaggiamento nuovo ma solo leggermente difettoso,
oppure camion e jeep perfettamente funzionanti ma con un semplice pneumatico
forato. Ogni pezzo di equipaggiamento così sprecato veniva poi rimborsato da
Washington a prezzo di nuovo. La Tangentopoli USA ha anche visto cifre da
capogiro passare dal governo a grandi aziende come Carlyle, DRS Technologies,
Engineered Support Systems, United Defence Industries, e da queste aziende
tornare in parte ai sopraccitati politici in contributi elettorali e, una volta
usciti dai loro mandati, in consulenze milionarie. Travaglio è silente su tutto
ciò.

 

4) In America
Obama è stato eletto coi soldi della gente. In Italia i politici si fanno leggi e trucchi per finanziarsi i partiti.

Nel
Paese col più colossale conflitto d’interessi al mondo non occorrono leggicole
per trovar soldi, perché i soldi sono il governo e il parlamento, punto. I
‘ladroni’ italiani sono solo rimasti indietro, e devono rubacchiare per stare
in politica. Negli USA le corporations e le lobby finanziarie semplicemente
dividono elargizioni da capogiro fra i due massimi partiti a seconda di chi gli
promette più favori. Un’occhiata alla documentazione della Federal Election Commission americana toglie
ogni dubbio su quanto ho appena affermato. Per venire a Obama, nel 2008 egli ha
preso un totale di 116 milioni di dollari dal comparto Wall Street,
Farmaceutici, Assicurazioni Salute, Avvocatura, Computers, e i cosiddetti soldi
della gente sono in realtà suddivisi in un pool di spiccioli da parte dei
cittadini comuni, e un mare di milioni di dollari in donazioni di singoli
capitalisti e investitori. Il modello Neoliberale che Travaglio esalta è
proprio quello che si fregia di aver introdotto la corsa al Libero Mercato nel
finanziamento alla politica, con i risultati di cui la maggioranza degli
americani si vergogna.

 

5)
Freedom House.

E’ l’organizzazione che per qualche tempo è sembrata tutt’uno con
Marco Travaglio, anzi, sembrava l’avesse fondata lui, ne parlava sempre. E’
quella che stila ogni anno le classifiche della libertà d’informazione negli
Stati. E poiché aveva riservato all’Italia del Cavaliere un piazzamento
pessimo, allora apriti cielo… la Freedom House qui, la Freedom House là, la
Freedom House su, la Freedom House giù… tutti gli adoranti seguaci del cronista
a citarla, strombazzarla, gridarla, conviti tutti, a centinaia di migliaia in
Italia, che si tratti di un’autorevole bastione della democrazia dove belle
anime dedite ai diritti civili studiano per svelare al mondo i despoti
massmediatici come Berlusconi. Una balla olimpionica, e naturalmente pedalata a
tutta forza da Travaglio, perché si tratta invece di un bastione di canaglie di
destra e neoliberali con un pedigree da far vomitare. Ecco la Freedom House:

Fondata nel 1941, giudica il lascito storico americano
in Asia come “straordinariamente valido”, chissenefrega delle fosse
comuni di oltre 2 milioni di filippini e di indonesiani trucidati direttamente
o indirettamente dagli Stati Uniti. E’ contigua alle maggiori lobby
ebraico-americane pro Israele, come l’AIPAC o il B’nai B’rith, con loro uomini
del consiglio d’amministrazione. 
Con Reagan promuove i ‘valori’ americani nel Centro America, cioè le squadre
della morte del Salvador e i Contras del Nicaragua, responsabili
dell’annientamento della società civile di quei Paesi (gli USA condannati nel
1986 alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja per “terrorismo”). Giudica le elezioni salvadoregne di quell’epoca come
ammirevoli”, mentre gli Stati Uniti e il battaglione Atlacatl
massacravano migliaia di contadini civili. Giudica le elezioni razziste della
Rodesia di Ian Smith come “libere
(sic). Vi ha lavorato Otto Reich, lobbista
per l’industria di armamenti Lockheed-Martin coinvolto nello scandalo
Iran-Contras.
Nella Board of Trustees della Freedom House hanno militato
i più noti neoconservatori del club di George W. Bush, come Donald Rumsfeld,
Paul Wolfowitz, Jeane Kirkpatrick, Samuel Huntington, Zbigniew Brzezinski, l’ex
capo della CIA James Woolsey. Zbigniew Brzezinski era a busta paga della Amoco,
che nel 1997 aveva interessi petroliferi in Azerbaijan. Ma l’ Azerbaijan di
Geidar Aliyev era un incubo dei diritti umani e questo non figurava benissimo,
per cui che fare? Brzezinski si piazzò alla Freedom House ed ecco che nel suo
rapporto sulla libertà nel mondo l’Azerbaijan di colpo salì di merito: via ai
contratti del petrolio. Ha criticato il governo tedesco nel 2001 per aver messo
fuori legge la propaganda nazista su Internet (sic). Il fondo del grottesco si
tocca nei voti al Sudafrica dell’Apartheid, anch’esso “quasi libero”. Travaglio sa questo, non è un ignorante, e di nuovo
usa una cloaca di destra neoliberista e neoconservatrice come arma per attaccare
il nostro ‘regime’ (quel ‘regime’ fra parentesi che gli permette di stare in
prima serata Tv da 5 anni).

 

6) In America chi froda lo Stato va in galera.

Falsificare
la realtà oltre il livello di quest’affermazione richiede genio. Se Marco
Travaglio pronunciasse questa menzogna in un bar della Middle America sarebbe
linciato, meglio che ste oscenità le dica al sicuro alla RAI dei suoi patron.
Ecco chi va in galera negli Stati Uniti per aver frodato lo Stato: una ragazza
madre nera dell’Ohio con due bimbi che ha mentito sulla residenza per ottenere
fondi pubblici per mandare i suoi figli in una scuola migliore. L’hanno
processata e il giudice ha insistito su una condanna modello di 5 anni di
carcere (commutata dopo rivolta popolare). Ecco chi NON va in galera negli
Stati Uniti: gli autori della più scandalosa frode finanziaria della storia
dell’umanità, quella che è costata il lavoro a 30 milioni di esseri umani, che
ha messo in ginocchio l’economia mondiale, e che sarà pagata da due generazioni
di nostri figli almeno. Sto parlando dell’amministratore delegato di Goldman
Sachs Lloyd Blankfein e di John Paulson, proprietario dell’omonimo Hedge Fund,
che da una parte vendevano a cittadini, pensionati, Comuni e banche miliardi di
dollari in prodotti finanziari che i loro tecnici in telefonate intercettate
chiamavano “merda” “fogne”, ma che i loro complici della
agenzie di rating garantivano come eccellenti, mentre dall’altra scommettevano
miliardi che gli stessi prodotti sarebbero falliti (trascinandosi dietro
milioni di risparmiatori e famiglie). Non va in galera Joseph Cassano della
AIG, che con una frode da 500 miliardi di dollari ha messo in ginocchio il
sistema creditizio del pianeta, con conseguenze così drammatiche da essere già
scritte nei libri di Storia. Non è in galera Dick ‘il gorilla’ Fuld, il boss di
Lehman Brothers, che ha compiuto pressoché tutti i reati di falso in bilancio
esistenti nella giurisprudenza americana, che ha evaso 250 milioni di dollari,
che ha mentito sotto giuramento al Congresso USA. Non sono in galera, e sapete
dove sono? A contare i milioni su milioni che hanno invece guadagnato dai loro
reati: Goldman incassa dalla crisi che ha alimentato con immensi inganni 15
mila milioni di dollari di bonus per i suoi manager– John Paulson incassa dalla
medesima truffa 12 mila milioni di dollari – Joseph Cassano 315 milioni di
dollari – Dick Fuld 485 milioni di dollari, e i suoi 5 top managers mille
miliardi di dollari. E questi sono solo la punta dell’iceberg, ce ne sono
centinaia di impuniti così in America. Mi si dirà che uno in galera c’è, si
chiama Bernard Madoff.  Prima cosa
Madoff ha frodato per cifre ridicole confronto ai sopraccitati, secondo non era
coinvolto nel grande crimine di Wall Street, e infine costui sta dentro per un
solo motivo: perché le sue vittime erano miliardari di New York, e non
pensionati, insegnanti, camionisti, o coppie di semplici impiegati freschi di
nozze. Questa è la realtà del “Paese
serio
” che Travaglio propaganda incessantemente, descritta da quelli che
questo usciere nostrano non citerà mai, come il senatore Carl Levin, che ha
detto: “Questa è la storia di un assalto
finanziario che è costato a milioni di americani i loro lavori e le loro case,
mentre ha spazzato via chi investiva, le aziende sane e i mercati… E’ una
lurida storia di conflitti d’interesse e di estrema cupidigia
”.

E
c’è molto di peggio, perché nel “Paese
serio
” di Travaglio, il sistema giudiziario è forse ancora più corruttibile
del nostro. Domanda: perché la magistratura americana non è riuscita a fermare
quei banditi prima del crollo? Risponde il giornalista investigativo Matt
Taibbi, da sempre alle calcagna di Wall Street: “Perché nella magistratura americana ci sono conflitti d’interesse e
pressioni politiche sconcertanti. Tutti i più autorevoli magistrati o
funzionari incaricati di sorvegliare Wall Street si erano venduti a Wall
Street, nei nomi di Mary Jo White, Linda Thompson, Gary Lynche, Paul Berger,
cioè hanno lasciato i pubblici uffici e sono diventati consulenti delle grandi banche,
con stipendi da tre o quattro milioni di dollari all’anno. Il segnale per i
colleghi è preciso: non disturbare le banche, se no a fine mandato addio alle
consulenze milionarie. I pochi che invece hanno tenuto fede al mandato di
giustizia sono finiti malissimo. Due brevi esempi: uno è Gary Aguirre della Security
Exchange Commission, indagava sul banchiere John Mac, amico di Bush jr. e di
Hilary Clinton e coinvolto nell’insider trading. La SEC gli dice “non
continuare”, Aguirre insiste, è licenziato su due piedi. Poi Oliver Budde,
avvocato, prima cacciato dalla Lehman per essersi rifiutato di truffare, poi
ignorato dai magistrati quando si rivolse a loro per denunciare Lehman. Oggi è
un uomo bruciato
”. Nel “Paese serio
di Travaglio, quando uno degli impuniti della Mafia finanziaria è sotto il
mirino dei pochi magistrati ancora integri, ci pensa il sistema stesso a
garantirgli l’impunità. Sempre Taibbi: “L’attuale
capo del braccio investigativo della SEC, Robert Khuzami, incontra gli avvocati
di Wall Street e gli dice: abbiamo una nuova politica, per cui se i vostri
clienti sono indagati o già sotto accusa, potete venire da noi e noi vi diciamo
se i magistrati vi stanno incriminando. Se sì, potete patteggiare con noi un
condono, e non avrete più problemi
”. Immaginate una legge del genere
proposta da Berlusconi. Ma gli strali di Travaglio viaggiano solo nella
direzione del Paese non serio, e mai verso i lidi di ‘Government Sachs’. Eppure queste realtà sono davanti agli occhi di chi
di mestiere fa (farebbe) il cronista.

Che
i lettori sappiano cosa accade inoltre nei “Paesi
seri
” del Neoliberismo anglosassone sdoganati da questo usciere del Vero
Potere: ci sono 40 milioni di persone che mangiano una sola volta al giorno
(USA, dati Dipartimento dell’Agricultura); ci sono 45 milioni senza assistenza
sanitaria (USA) con Obama che ha fatto una riforma che ha regalato per legge 70
miliardi di dollari alle assicurazioni private; c’è il sistema scolastico più
iniquo del Pianeta (USA); c’è un ministro del lavoro che si chiama Jeffrey
Immelt, che era l’AD di General Electric con metà della sua forza lavoro
delocalizzata in Cina… è ministro del lavoro! (USA); ci sono le menzogne
dell’ammirato Obama (da Travaglio) che parla di iniquità sociale e ha appena
varato tagli al budget che “per ogni
dollaro preso dalle tasse dei ricchi ne ruba 2 da istruzione, sanità, e benefit
alle famiglie
” (USA, da The Nation); c’è una situazione di Stato Sociale
talmente disastrosa che Medicines du Monde ha dovuto aprire delle tende per
fornire assistenza sanitaria ai poveri del quartiere di Hackney a Londra (GB); c’è
un abbandono industriale che, secondo il The Guardian, “ha riportato i livelli di povertà nel nord industriale ai livelli
Vittoriani della fine ottocento
” (GB). Fa venire la nausea quando il
falsario Marco Travaglio, uno degli uomini più informati d’Italia, infarcisce le
sue prediche ad Annozero con parole come “i
poveri operai italiani… il futuro dei precari
”, lui che incessantemente nasconde
tutti i sopraccitati disastri sociali ma esalta i loro potenti esecutori nei “Paesi seri”.

 

***

Questo
usciere del Neoliberismo finanziario è celebre per la sua lotta a un politico
italiano che nella scala dei pericoli per la democrazia e per la Costituzione
del nostro Paese sta al ventesimo posto e forse più sotto. Chi ha letto Il Più
Grande Crimine sa benissimo di cosa parlo e come l’ho documentato. I veri
crimini che Travaglio deve far espiare a Berlusconi non sono affatto le leggi
ad personam o la sua possibile contiguità con la Mafia regionale, ma il fatto
che “Berlusconi vuole evitare le urgenti
riforme strutturali del mondo del lavoro e delle pensioni
”, come confessa
al New York Times l’opinionista del Fatto Quotidiano Fabio Scacciavillani, uomo
di Goldman Sachs e degli Hedge Funds dentro il giornale del buon Marco; e il
fatto che “Berlusconi è un nemico
dichiarato del Libero Mercato che non fa ciò che è necessario
”, scritto in
prima pagina dal Wall Street Journal nel marzo 2008. E’ per questo che
Travaglio lavora forsennatamente per sdoganare alla sinistra italiana degli
elettori PD e IDV, ma anche oltre, il modello Neoliberista anglosassone
responsabile della morte della democrazia e del più feroce attacco ai salari
della Storia moderna. E lo fa ingannando in prima
serata Tv. Ora lo sapete.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=220
17.04.2011

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