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L'AUTOMOBILE NON LA VUOLE PIU' NESSUNO

DI MARCO CEDOLIN
ilcorrosivo.blogspot.it

Il crollo delle vendite riscontrato nel mese di giugno all’interno del mercato automobilistico italiano é di quelli da mettere i brividi anche al più inguaribile degli ottimisti. Le cifre parlano di una diminuzione delle immatricolazioni nell’ordine del 24,42% rispetto allo stesso mese del 2011, che arriverebbe a toccare il 27% se il mercato non fosse stato “drogato” attraverso un massiccio ricorso alle offerte a km zero.

Il crollo del mese di giugno va ad innescarsi sulla drammatica diminuzione del 19,73% riscontrata nei primi sei mesi dell’anno e riporta di fatto il volume delle vendite al 1979, quando la motorizzazione del paese era ancora in corso e doveva conoscere un altro ventennio di crescita e fulgore….

Alla luce di questi dati lo stato dovrebbe incassare nell’anno in corso circa 2,5 miliardi in meno
rispetto a quelli previsti, a causa della contrazione delle vendite, determinando la necessità di aumentare percentualmente la tassazione, nonostante questa operazione provocherà per forza di cose un ulteriore e più marcato calo delle immatricolazioni.
Somigliando sempre più ad un cane che gira su sè stesso, nel vano tentativo di mordersi la coda.

Ostentare stupore di fronte al crollo delle vendite auto, sarebbe però un esercizio estremamente scorretto, perché esistevano tutti i presupposti necessari a determinarlo, così come esistono tutti i presupposti utili per vaticinare che il trend al ribasso si acuirà ulteriormente nel corso dei prossimi mesi e degli anni a venire.

Da un lato la motorizzazione del paese è ormai completata da almeno un decennio e le vendite di auto nuove riguardano in larga misura quasi esclusivamente il rinnovo del parco circolante.
Dall’altro la spesa necessaria per sostenere il possesso di un’auto ha ormai raggiunto livelli
estremamente gravosi che in moltissimi casi diventano insostenibili
qualora si tratti di acquistare e “mantenere” un’auto nuova.

Le automobili ed i carburanti necessari per farle muovere, insieme alle sigarette, sono da sempre il target preferito ogni qualvolta lo stato abbia la necessità di reperire nuove risorse. Passando di aumento in aumento e di tassa in tassa, il costo globale di un’autovettura ha continuato a gravare in proporzione sempre maggiore sui bilanci familiari e da ormai qualche tempo è stata raggiunta la soglia critica.
La consistente riduzione del potere di acquisto degli italiani intervenuta negli ultimi anni, unitamente al crollo delle prospettive occupazionali, all’aumento dei prezzi e della tassazione, sta riportando l’auto allo status di bene di lusso, dal quale era uscito negli anni 70.
Ed essendo la nostra una società strutturata a misura di auto (prima ancora che di uomo), dove le
quattroruote sono ormai diventate praticamente indispensabili per lavorare (non è forse l’auto il primo requisito richiesto in curriculum?), andare a fare la spesa, intrattenere rapporti sociali, l’unica possibilità per milioni di persone è quella di arrangiarsi con ciò che hanno o procedere all’acquisto di un’auto usata.
La spesa correlata alle auto, acquisto (spesso a rate), benzina, assicurazione, bollo, manutenzione, multe,
molto spesso risulta la prima voce del bilancio familiare, perfino superiore alla rata del mutuo o alla spesa alimentare.
Ci troviamo perciò nella situazione paradossale in cui il costo di acquisto e di gestione di un bene
diventa insostenibile, ma quello stesso bene è ormai radicato così in profondità nel nostro modus vivendi da rendere praticamente impossibile la prospettiva di rinunciarci.
La prima reazione a questo paradosso consisterà per forza di cose nell’evitare la prospettiva dell’acquisto di un’auto nuova, che oltre ad indebitarci con rate insostenibili comporterebbe maggiori costi di assicurazione.
La seconda reazione sarà quella di limare il più possibile i costi di gestione, magari facendo ore di coda dinanzi a un distributore che pratica qualche centesimo di sconto, non rinnovando la polizza assicurativa (oggi in Italia 3,5 milioni auto circolano senza assicurazione), non facendo la manutenzione e non pagando le multe.
La terza reazione non potrà essere che quella della rinuncia, ma in assenza di una rivisitazione radicale del modello sociale in cui viviamo, costruito in funzione dell’automobile, potrebbe trattarsi di una “scelta” drammatica.

Marco Cedolin
Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.it
Link: http://ilcorrosivo.blogspot.it/2012/07/lautomobile-non-la-vuole-piu-nessuno.html#more
3.07.2012

Pubblicato da Davide

  • tortnoise

    Cosa` ci sara` mai di cosi` drammatico nel vivere senza auto io proprio non lo so.
    Io ci vivo, e bene, senza auto da quando sono nato.
    Si tratta solo di cambiare mentalita` e qualche pigra abitudine.
    Lo so che questo puo` essere drammatico per molti ma l`uomo e` animale molto adattabile, reimparerete tutti presto a prendere mezzi pubblici e biciclette tranquilli si puo` vivere.
    E non vi preoccupate se per caso avete avuto la stronza idea di fare un mutuo quarantennale per comprarvi una piccola cella in periferia dove non c`e` un cazzo: quando la gente smettera` di usare la macchina come per magia cominceranno a rifiorire piccoli negozietti all`angolo dove fare la spesa senza alienarsi per ore dentro megacentri commerciali.
    Senza dimenticare che grazie a internet in realta` molte cose si possono gia` fare online….
    Tra un paio di generazioni l`uso di possedere una o due macchine a famiglia sara` comunemente condannato per quello che e`: uno spreco criminale di risorse e una manifestazione estrema di consumismo ottuso che ha caratterizzato per pochi decenni alcuni paesi autonominatisi “avanzati”.

  • Aironeblu

    Questa è una di quelle occasioni in cui un elemento di crisi, quale il crollo del settore automobilistico, potrebbe essere trasformato in una risorsa, ovvero in un catalizzatore che porti ad un miglioramento della qualità di vita. Il modello di sviluppo urbanistico centrato sull’automobile è profondamente sbagliato, per i costi sociali che comporta in termini di inquinamento, congestione del traffico, consumo di suolo pubblico, e spese di manutenzione, che come osserva Cedolin diventano insostenibili in un periodo di crisi come quello attuale. …. È un modello di sviluppo obsoleto, nato agli inizi del secolo scorso, quando le condizioni fisiche ed economiche per la sua applicazione erano completamente differenti: un territorio ancora “vergine” da occupare con strade e automobili, crescita della produzione industriale, assenza di inquinamento da traffico (evidentemente…) e carburante a basso costo, tutto contribuiva a creare quella aspettativa di fiducia nel futuro a quattro ruote che si è trsdotta nella costruzione dei mega-impianti produtivi a catena di montaggio di Mirafiori, che hanno mosso degli investimenti tali, di denaro e forza lavoro (si pensi solo ai milioni di italiani emigrati a Torino dal sud Italia), da condizionare per oltre un cinquantennio le politiche a favore del settore auto, con cassa integrazione, leggi speciali e incentivi alla vendita in tutte le salse. ….. E mentre paesi come l’Olanda facevano enormi passi avanti nello sviluppo della pianificazione urbanistica, nei paesi mediterranei le risorse strategiche venivano dirottate su questo enorme apparato industriale che ha condizionato la nostra qualità di vita costringendoci a passare intere ore di traffico giornaliere dentro un abitacolo, respirando aria avvelenata dai milioni di motori a scoppio, in città congestionate dalla presenza di altrettanti milioni di ingombranti mezzi di trasporto privati. Il tutto al costo di enormi sacrifici economici per le famiglie italiane. …. Oggi che i nodi vengono al pettine, è l’occasione per orientarsi verso NUOVE STRATEGIE DI MOBILITÀ soprattutto nelle città, che si traducono in un ridotto uso dell’automobile (possibilmente in affitto, o in multiproprietà), e in un potenziamento e miglioramento delle linee di trasporto pubblico, oltre che alle forme alternative di trasporto individuale, con lo sviluppo dei percorsi ciclabili e dei mezzi a due ruote elettrici. Io mi muovo quotidianamente in bicicletta, a piedi, e con i mezzi publici da almeno 10 anni, utilizzando una vecchissima auto solamente in occasione di spostamenti “straordinari” fuori città, e la qualità della mia vita non è affatto peggiorata, anzi, mi muovo molto più rapidamente evitando code e tempi di parcheggio, faccio esercizio fisico, e risparmio qualche centinaio di euro ogni mese, che spendo per attività più piacevoli di quanto possa essere restare bloccati in ingorghi di migliaia di scatole di lamiera a suonare il clacson. ….
    Insomma, se questa crisi ci porterà fuori dalla “civiltà dell’automobile”, ben venga la crisi!

  • Tonguessy

    Parlando con un mio amico che vende vernici, salta fuori che c’è una crisi tale che neanche i carrozzieri lavorano più come una volta, e lui non vende più vernici. Gli chiedo come stiano le cose, visto che l’Italia ha uno dei più alti tassi di motorizzazione al mondo.
    “La gente si muove di meno e con maggiore attenzione, quindi ci sono meno incidenti”. Ovviamente questo dovrebbe incidere nel costo delle polizze RCA, ma non mi risulta.
    Poi leggevo poco tempo fa che i ggiovani non si interessano più molto all’auto, dato che restano in contatto con facebook. Non so se sia vera questa notizia.
    Infine condivido le scelte dei due commentatori di evitare come la peste l’auto per gli spostamenti. Che ci sia pioggia, neve o altro mi muovo sempre in scooter. Con 10€ faccio 170km, ovvero quasi due settimane avanti/indietro casa/lavoro. Alle volte sennò la bici. Mai l’auto.
    Interessante notare poi come l’auto, status symbol per eccellenza, adesso significhi poco più che fastidio con le interminabili code e gli insostenibili costi che comporta. Parcheggiare il rutilante SUV in doppia fila ormai non paga più? Qualcosa di positivo dallo schiacciamento verso il basso che questa crisi sta causando in effetti c’è.

  • snypex

    Personalemte, costretto a viaggiare per lavoro, per risparmiare sul consumo ho dimezzato la velocita’ di percorrenza, dimezzando il consumo di carburante.

    E’ vero impiego il doppio del tempo, ma ho ridotto lo stress e mi godo il panorama.
    Con 20 euro di gasolio faccio 300 km con un 1400cc.

    Piu’ si corre e piu’ tasse si pagano… riflettete.

  • Stopgun

    Un auto è stata costruita per durare oltre 15 anni (300.000Km).

    Voi in quindici anni quante auto avete cambiato (sprecato ndr)?

  • terzaposizione

    Snipex se esistono Pompe Bianche dalle tue parti,Ti conviene usufruirne.
    Per le città il Car Sharing è un mondo di opportunità da sviluppare, magari anche in provincia.
    Effettivamente Tonguessy anchio ho letto che grazie alla rete ed alle opportunità che offer, i giovani under ’25 sono poco interessati all’auto, molto all’uso condiviso, ovvero car sharing.

  • WarezSan

    Anche io vivo senza macchina da quando sono nato.
    Possiedo uno scarabeo 100 per muovermi e un V4 per mio godimento ogni tanto in pista e ogni tanto in strada.

    Detto questo, sono uno di quelli che ha avuto la “cogliona idea” di farsi un mutuo trentennale per comprarsi la casetta in periferia di Bergamo.
    Pensa un po’?
    Il “coglione” ha tutto sotto casa, e quando dico tutto dico TUTTO.

    Detto questo, senti un po’ sto “coglione”, vai a infilarti in una comune e smettila di spaccare il cazzo con sentenze non richieste.

  • reio

    15 anni = 300000
    chi te l’ ha detto? henri ford?

  • Fabriizio

    Tu avrai pure TUTTO e siamo TUTTI contenti per te

    ma rimane il fatto che il modello di urbanizzazione a macchia d’olio attorno i centri urbani,

    si regge solo ed esclusivanmente sull’assunto di avere una automobile per ogni membro adulto della famiglia.
    Incrinandosi questo presupposto, il modello urbanistico è insostenibile.
    E sottolineerei “Grazie a Dio” è insostenibile.

    In quanto è stata proprio la diffusione veicolare la causa prima dello scempio del territorio extraurbano.

  • alberto_his

    Concordo. Automobile e cemento sono andati sempre di pari passo: strisce di cemento/asfalto con tutti gli annessi e connessi (svincoli, servizi, poli logistici, ecc.) per portare in giro scatole di metallo.

  • Aironeblu

    L’abitudine ci fa adattare a tutto, o quasi: se ci pensate, e’ piuttosto paradossale che per andare a lavorare o a comprare il pane una persona deva spostare una tonnellata di lamiera rumorosa e inquinante, e sottrarre 12.5 metri quadrati di superficie pedonale per parcheggiarla. Non e’ proprio il massimo dell’efficienza…

  • Stopgun

    Me l’ha detta mia cugina: Esperienza Della Vita, di anni 61, di origini genovesi.

  • Matt-e-Tatty

    Tonguessy, quello che dici sul minor lavoro dei carrozieri è vero, confermato da 2 carrozieri che conosco, ma, vedo anche moltissime auto ammaccate in giro che fino a un pò di anni fa non c’erano. Tendo molto a notarle perchè io stesso circolo con auto gibbolata ( fuoristrada usato come fuoristrada) e periodicamente autoriparata “made in garage”.
    La ragione è la stessa delle minori vendite di auto nuove secondo mè.

    Altra cosa, il parco auto italiano (europeo) è composto maggiormente da auto “moderne” e questo avrà effetto devastante sul trasporto privato: io che per passione e necessità mastico un pò di meccanica sono cosciente del fatto che la maggior parte delle auto non saranno longeve, sono fatte in modo da rendere le riparazioni alla lunga sconvenienti sia per materiali impiegati nella costruzione, sia per particolari progettuali (ad esempio le regolazioni punterie che nelle auto di concezione vecchia come la mia si regolano con il solo impiego di semplici atrezzi e nelle più moderne richiedono sostituzione di piattelli se va bene o bicchierini spesso molto costosi se proporzionati alla frequenza delle registrazioni), poi ci sono le parti elettroniche! Le persone non possono acquisire le competenze fai da tè per certi veicoli e i costruttori hanno ben pensato di introdurre atrezzature di riparazione su misura che in diversi casi forniscono solo alle officine autorizzate (fiat ad esempio), penso sia imporoponibile far eseguire riparazioni costose per persone che gia non possono permettrsi di cambiare auto.
    Ricordo che un amministratore Skoda anni fà disse che per sostenere il mercato dell’auto, bisogna costruire auto che siano inriparabili dopo 7 anni… da quello che vedo non solo la skoda è di questo avviso.
    Le mitiche R4 e le 127 (che si aggiustano con una patata e del fil di ferro) sono quasi finite, traine te le conclusioni… io ipotizzo strade sgombre nel giro di 10/20 anni, la mia e qualche altro ferro vecchio costruito con criterio forse circoleranno oltre, ma tutto finisce prima o poi.

  • ericvonmaan

    Speriamo sia la volta buona che i costruttori, invece di costruire mostri costosissimi imbottiti di elettronica con 200 cavalli capaci di sfrecciare a 250 Km/h, non inizino a fare veicoli razionali, semplici, economici, ALIMENTATI INTEGRALMENTE AD ENERGIA ELETTRICA. Statisticamente la percorrenza media dell’automobilista è ben sotto i 50 km al giorno, quindi una auto elettrica con 100/120 km di autonomia e una velocità di 100 km/h sarebbe assolutamente adeguata. Un sistema di batterie sfilabili da sotto al telaio, dispinibili in 2/3 misure standard ai distributori e sostituibili in 2 minuti, ne aumenterebbe l’autonomia anche per i viaggi lunghi. La gente è ora che inizi a concepire e usare l’auto per quello che è, un utile mezzo di trasporto, e non uno status symbol. A volte dalla crisi può venir fuori qualche buona idea.

  • Tonguessy

    verissima l’idea di rendere le auto delle black box inespugnabili dal faidatè.
    Ho moltissimi dubbi sul cambiare la mia auto che, sulla soglia dei 20 anni, ha ancora molto delle caratteristiche che citi: punterie, freni, etc..sono alla mia portata. Niente da fare se ha la centralina elettronica con l’autodiagnosi che rileva ogni manomissione e si incazza. Anche il meccanico a cui saltuariamente mi rivolgo conferma che sulle auto di ultimissima generazione o hai la diagnostica proprietaria oppure non se ne fa nulla, con la centralizzazione del potere che ne consegue. Pochi centri specializzati che costano come primari ospedialieri. Mettici pure perversioni costruttive, come la sostituzione delle luci di posizioni di una VW che richiedono la rimozione della calandra e paraurti, con costi attorno ai 250€. Per una lampadina…..
    La democrazia si vede specialmente da questo, dalla negazione di libertà del singolo che si deve necessariamente affidare a costosissimi professionisti, siano essi politici, medici o meccanici.

  • eresiarca

    Per alcuni anni si sono inventati anche la truffa delle “euro4”, “euro5” ecc.

  • Matt-e-Tatty

    Pensa che per riparare l’R4, (monumento alla alla mobilità tuttoterreno e per giunta con discrete capacità di carico nonostante le dimensioni), non serve nemmeno avere una buca o un ponte… e non parlo di lampadine, in quella macchina con i procedimenti che hai descritto ci cambi la frizione, ci smonti il cambio… da seduto con qualche atrezzo comune! Se non è razionale questo…
    Non darla via la tua auto di 20 anni, potenzialmente può sopravvivere alle immatricolazioni 2012. 🙂

  • Quantum

    Seee vabbè 300.000km, ma dove?

    Quasi tutte le auto oggi vengono prodotte con i medesimi strumenti di ingegneria che calcola la durata dei materiali e accoppiamenti e ti impongono spese insostenibili a metà di quella percorrenza che hai citato, per invogliarti a cambiare.

    Qualche esempio? Ford Mondeo Station Wagon 2002-2003, parco auto aziendale, tutti modelli identici 2000TD rottura sistematica di 9 su 10 modelli del volano frizione tra 160.000 e 185.000km, il modello 10 è stato più fortunato ha rotto a 200.000, ma perché usata dalla stessa persona con lo stesso stile di guida prudente (un mio collega fermone tranquillo).

    E potrei continuare a lungo con numerose marche e modelli.

    La truffa è sistematica per ogni prodotto della tecnica, dai computer ai cellulari agli elettrodomestici, i motocicli, ecc.

    Tanto perché ho citato i computer, i laptop hanno una durata predefinita in numero di battiture dei tasti della tastiera, e numero di aperture delle cerniere del display. A seconda della fascia di prezzo ci sono anche fasce di durata di questi componenti, tutto finemente calcolato con test in produzione.

    Sui cellulari viene previsto il numero di battiture sui tasti, lo spessore delle scocche e l’altezza di caduta sopra la quale il danno deve essere irreversibile.

  • davide-lak

    negli ultimi 2 anni ho fatto un uso massivo della bicicletta, sia per sport che per lavoro, spesa, commissioni etc.
    ho percorso circa 30.000 km n 2 anni in bici, in auto solo 7500 km. ne hanno guadagnato le tasche e soprattutto la salute.

  • Stopgun

    idem per la mia Focus del 2003 il volano si è rotto a 90mila Km.

    Riparato con 900 euro, ora sto a 210mila km.

    Prevedo di arrivare a 300mila nel 2016, poi si vedrà.

  • Georgejefferson

    La famosa obsolescenza pianificata.Imporre regole con un minimo di pianificazione alla durata nei privati e’sacrilegio..tabu..odio i dittatori socialisti CONTRO LA LIBERTA.Loro(i miliardari privati)invece sono liberi di imporre la pianificazione all’obsolescenza senza regole comunitarie.Se c’e’una liberta nella globalizzazione liberista e’quella di morir..specie se produci in cina ad orari massacranti e sottopagati senza tutele.Per la liberta di cambiare un prodotto ogni anno e distruggere l’ambiente

  • Matt-e-Tatty

    Vero che la roba oggi non è costruita per durare, ma cosa centra il volano con il buttare via l’auto?
    Non esiste un’auto che non si rompe prima di 300000 km ma non per questo è da buttare… il problema è semmai COSA si rompe e con che frequenza. I 300000km sono davvero i km che un’auto poteva fare fino a qualche anno fà senza particolari disturbi… se è per questo un’auto ne fa anche il doppio e li può fare anche oggi, la discriminante sono i costi.
    La “nonna” ci vedeva bene… 300000 erano mediamente quella oltre la quale non valeva piu la pena insistere.

  • Tonguessy

    E il frigo allora? La fine del bulbo contenente il gas refrigerante (oh, ecologico ultimamente, ma meno efficiente) è semplicemente pressato invece che saldato. Così nel tempo perde pressione e…tanto vale comprarne uno nuovo,no?
    Obsolescenza programmata, la nuova frontiera del mercato. Consumatori perenni. Ma esiste anche la curva asintotica, che contrasta la retta della crescita infinita. Ormai ci siamo, obsolescenza o meno.

  • Tonguessy

    E’ mai esistito un qualche rapporto di corrispondenza diretta tra abitudine ed efficienza?

  • nuovaera89

    Sono d’accordo sul fatto che utilizzare la macchina in modo sprecoso (per fare la spesa con il supermercato a 1 km, andare a lavorare a 3 km di distanza ecc) sia dannoso e si può evitare con una bella e sana camminata o con una biciclettata, ma non tutti hanno queste fortune! Bisognerebbe comprare macchine a poco consumo di benzina e con una manutenzione semplice! è inutile comprarsi dei veri bolidi o delle ferrari da corsa! purtroppo, ci hanno riempito la testa con questa assurda teoria della crescita, del benessere mentre si guida, del confort e delle macchine da corsa per rimorchiare più donne possibili! ora i sogni si sono smaterializzati e la realtà si è fatta davanti, beato colui che da furbo è riuscito a rimanere sempre (o quasi) reale!!

  • ligius

    Mi dispiace avere dei problemi in futuro per andare a trovare amici che vivono qualche centinaio di km da me, alcuni li potrei raggiungere comunque con il treno, per altri sarebbe più problematico.
    Ma qquesta storia delle auto è insostenbile, non è possibile essere costretti dalla pubblicità a cambiare auto ogni tre anni, dallo stato a cambiarla perchè dei bastardi si inventano le varie categorie euro 0 euro 3 euro 5…., poi le multe che si moltiplicano se solo non ricevi la raccomandata, grande fonte di guadagno per i comuni affossati da una politica delinquenziale, allucinante!!
    Vivere senza un’auto a testa si puo’, ci si mette d’accordo fra vicini e se ne tiene una in diverse famiglie, chi ne ha bisogno la usa, ma il mezzo principale dovrebbe essere la bicicletta, in Emilia ricordo fiumi di bici fino a pochi anni fa, adesso molte meno, non le legavano neppure, non le rubava nessuno…
    Tornare indietro si deve e si puo’, non è possibile continuare a fare finta di niente. E’ stato bello (ma neppure tanto) finchè è durata, adesso basta!

  • giali

    dipende da dove vivi, se devi andare a lavoro a 30 km non vai a piedi, non vai in bici e come ci vai sei i treni stanno scomparendo e gli autobus non ci sono? in moltissimi posti in italia ora vivere senza auto e praticamente una condanna!

  • albsorio

    Il costo delle manutenzioni è poca cosa rispetto alla perdita di valore, se uno cambia l’auto frequentemente sono dolori, sarebbe bello creare un valore che rappresenti i costi medi di esercizio, bollo, assicurazione, consumi medi, ammortamento etc. se si facesse si scoprirebbe che l’auto ha un costo insostenibile, un mio amico ha perso 7000€ solo di valore in un anno oltre a bollo assicurazione e gasolio se li sommi e li dividi per dodici ti si rizzano i capelli in testa.

  • Aironeblu

    Sono d’accordo, ma come fate a circolare con le varie leggi euro 1 euro 4 (non sono molto aggiornato) ecc… fatte apposta per incentivare le vendite?

  • Aironeblu

    No, appunto.

  • Aironeblu

    Cosa significa “per alcuni anni”? (non sono aggiornato, non sono più in vigore?)

  • Tonguessy

    GPL, mio caro. Sono un gasato della prima ora. La mia vecchia Panda aveva un serbatoietto da 200km di autonomia sotto al vano posteriore. Quando l’ho cambiata, quasi 20 anni fa, ho subito fatto l’impianto sull’auto nuova. Funziona ancora benone. Ed evita tutti i blocchi del traffico (che tanto a me non interessano, visto che l’auto la uso solo per andare in vacanza con la famiglia).

  • Matt-e-Tatty

    Idem, GPL…. anche se guardo co favore il metano.

  • zingaro

    Ormai l’automobile è finita. Oltre a tutte le cause messe in evidenza dai commentatori prima di me, c’è anche (e lo dico da appassionato di motori) che non è più un piacere possedere e guidare un’auto. E’ diventata uno strumento delle case automobilistiche (e delle banche loro azioniste) per succhiare i risparmi (nonché la vita stessa) al popolo che crede di averne bisogno. Tagliandi “obbligati” presso i concessionari a costi proibitivi (che fai non paghi? Decade la garanzia e poi dai, hai l’auto nuova…. dimenticavo… se non ti azzeriamo il computer di bordo si arresta automaticamente). Partono, si fermano, posteggiano, sorpassano, ti portano a casa quando sei ubriaco, vanno dal benzinaio quando il serbatoio è vuoto… tutto da sole, nemmeno più il gusto di guidare…. Obsolescenza programmata (si devono rompere per forza),
    Se fosse per me, tutte a noleggio (se appartengono alle case costruttrici e se l’utente trova che non va bene la può cambiare in ogni momento vedi come te le fanno durature e facili da manutenzionare), quando ti serve la vai a prendere, quando non ti serve più la rendi.
    Oltre a tutti i motivi….. se non ce ne sono non ce ne sono e a risparmiare si impara

  • Viator

    L’unica cosa per cui l’auto è indispensabile è godersi le ragazzine costrette a prostituirsi sulle strade.

    Per il resto l’insostenibilità dell’auto è solo un aspetto della rincorsa verso il baratro di questa società di lemmings profittatori. Il nodo scorsoio si avvicina, lento all’inizio, duro e stretto alla fine.

  • bstrnt

    tutto va bene fino a quando qualcuno con un SUV non ti mette sotto …

  • uomospeciale

    Ci credo che non la vuole più nessuno.

    Con il costo del carburante, bollo, assicurazione,tagliandi, rate, guasti, multe, autostrada e chi più ne ha più ne metta, in pratica se hai uno stipendio medio devi lavorare solo per mantenerti la macchina….

    Sei tu al suo servizio, e non il contrario……… Sei tu che lavori per lei.

    Al limite chi non può proprio farne a meno fa come me e si tiene quella vecchia, (quelle vecchie sono più affidabili nelle nuove invece l’elettronica ti lascia sempre a piedi…)
    Tutti gli altri invece, (E qui mi riferisco ai moltissimi che vivono e lavorano nella stessa città….) possono semplicemente eliminare l’auto usando mezzi pubblici o biciclette….

    Io stesso se non dovessi farmi più di 70 chilometri al giorno l’avrei già venduta da un pezzo e non vedo l’ora di smettere di lavorare per poterne fare a meno.

  • reio

    non dico che una macchina non duri 300.000km, è che dipende da quanto la usi, ho appena buttato nel cassonetto la mia, 280.000 ma con 8 anni di vita.
    il problema è che dopo i 150.000 i consumi schizzano, e il mio 1100 di cilindrata mi beveva come un hummer

  • fefochip

    non ci credo nemmeno se ti vedo che hai fatto 30000 km in bicicletta per 730 giorni alla media di 41 km al giorno …ma chi sei coppi?

  • giorgiolx

    straquoto :D:D:D

    un cicloamatore che riesca a farsi 3/4000 km all’anno è supercontento 😉

    cala cala

  • davide-lak

    guarda che tra ciclisti non è nemmeno considerata una media elevata, anzi piuttosto bassa. non so se vai in bici pure te, se no prova a chiedere in giro a qualche tuo amico.

  • illupodeicieli

    Uso l’auto per lavoro: forse qualcuno crede che i rappresentanti godano a utilizzare l’auto? Intanto è una modesta Clio sport tour, 1400 turbodiesel, che a mio parere consuma poco. Cerco di usarla il meno possibile, parcheggio (se fa) dove non si paga ticket, uso valigie con le ruote e ,logicamente, cammino a piedi. La mia idea (non realizzabile) per il mio lavoro? Usare un camper e avere una bici al seguito, possibilmente con pedalata assistita. Idea partorita pensando al fatto di dover stare alcuni giorni fuori casa per lavoro, ed evitare di pagare troppo per i pernottamenti e il vitto. Non si può perchè un camper, anche usato costa un occhio e ,come ricordava Marco e come sanno anche i bambini ci sono i costi di manutenzione e le spese vive, oltre al fatto che non ti fanno sostare in molte aree cittadine. Per il resto ,per il costo auto in generale, penso che le spese di assicurazione e di parcheggio siano troppo elevate, ma come ricordava anche Giali, come fai a recarti a lavoro senza usare l’auto ,se il tuo luogo di lavoro è distante da casa? Come potresti presentarti da un cliente sudato o bagnato come un pulcino o sporco di fango per via della pioggia? E i famosi ferri del mestiere come li porti appresso? Alcune soluzioni vanno bene per certe professioni, ma non per tutti. Per cui se alcuni possono e vogliono, liberi di non recarsi a lavoro in auto, come pure per andare al mare mi pare strano andare in pullman.

  • Longoni

    Il calo delle vendite delle scatole di lata spinte (per modo di dire) da un motore termico anziano di 130 anni ormai con un’efficenza energetica del 20-25% nella migliore delle ipotesi, simbolo della barbarie chiamata progresso, è un’ottima notizia. Certo guardando dalla prospettiva di chi lavora nell’indotto auto sarà un disastro… Detto questo, anch’io sono costretto ad usarla dove non posso arrivare in bici ma ormai da 15 anni vado solo a gas e con 20€ faccio 400km. Oltre ad inquinare molto di meno, con il gas 65-75 centesimi trovo anche il costo ancora sostenibile.