L'AUTO-TRADIMENTO DI GRILLO

L'AUTO-TRADIMENTO DI GRILLO

DI COMIDAD (BLOG)

Il tradimento non ha nulla di strano; anzi, in politica come in ogni altra relazione umana, rientra tra gli eventi a più alto tasso di probabilità. Ciò che invece risulta strano, è che il "tradito" si adoperi per fornire alibi e giustificazioni ai traditori. Già in campagna elettorale, Beppe Grillo aveva affermato di mettere in conto un 10-15% di defezioni fra gli eletti del Movimento 5 Stelle. Si trattava di una dichiarazione realistica, che gli avrebbe fatto onore, se oggi non si dovessero riscontrare a riguardo le ambiguità dello stesso Grillo.

Le critiche nei confronti di Grillo si sono sinora centrate soprattutto sulle carenze di democrazia interna del M5S, sulla sua gestione dispotica, "leninista", e sul soffocamento dei dissensi. Ma un movimento che nasca su base carismatica, e che abbia un uomo-immagine che si ponga come garante nei confronti della pubblica opinione, non può certo basarsi su quel sistema di guerra per bande che va sotto il nome di "democrazia interna", e che caratterizza partiti come il PD. Ciò che invece a suo tempo rese incongruente e ridicola la sortita del Buffone di Arcore contro Gianfranco Fini, consistette nel fatto che non si appuntava contro un seguace qualsiasi, bensì contro colui che era assurto a cofondatore del nuovo partito PdL, smentendo così tutta l'operazione politica e propagandistica che era stata costruita in precedenza.



A rendere inattendibile l'irrigidimento di Grillo nei confronti di Bersani, è stata invece la pretesa di far passare una sorta di identità antropologica tra il PD ed il PdL, come se si trattasse di fenomeni del tutto assimilabili. Ma non si può mettere un padre di famiglia e procuratore d'affari della Lega delle Cooperative sullo stesso piano di un Sardanapalo che ha costruito le sue fortune sul riciclaggio del denaro mafioso. Non era proponibile e non era credibile; e sembrava fatto apposta per dare fiato a quell'atteggiamento "menopeggista" che alla fine è uscito fuori nel M5S durante l'elezione del presidente del Senato. Tanto più che il rifiuto di incontrare Bersani si accompagna oggi alla decisione dei 5 Stelle di accettare l'invito ad incontrare l'attuale ambasciatore USA, David Thorne; la cui minacciosa blandizie avrebbe meritato, quanto meno, una presa di distanze.



Grillo avrebbe avuto invece facile gioco a demolire l'immagine di un Bersani come "meno peggio", se lo avesse sfidato ad una trattativa sui temi concreti, a cominciare dal buco nella montagna (e nella spesa pubblica) che si sta allestendo in Val di Susa; proseguendo magari sul mega-radar super-inquinante e super-aggressivo che gli USA stanno costruendo a Sigonella. Invece Grillo lo ha sfidato sulla questione dei costi della politica, rispetto ai quali Bersani non ha avuto eccessiva difficoltà a venirgli incontro. Il dimissionario governo Monti ha aumentato le tasse, tagliato la spesa pubblica, ma, nel contempo, ha portato il debito pubblico ad un livello record. In tal modo Monti ha smentito se stesso e tutta la politica basata sull'emergenza-debito. Perché allora non chiedere a Bersani un'inchiesta parlamentare sull'operato del governo Monti?

Ancora sino a qualche mese fa Grillo si lanciava in elogi (1) nei confronti della presidente argentina Kirchner per la sua politica anti-FMI. Ma ancora nel gennaio scorso gli ispettori del Fondo Monetario Internazionale sono arrivati in Italia non soltanto a stilare pagelle e voti nei confronti del nostro Paese, ma anche a dettare l'agenda (2) a cui il prossimo governo, quale che esso sia, si dovrà attenere.



Negli anni '80 è diventato di moda lo slogan della "complessità"- tuttora in voga -, che costituisce un espediente retorico di provata efficacia confusionale, poiché non vi corrisponde alcun allargamento dei dati da considerare, bensì soltanto un rifiuto aprioristico di confrontarsi con i fatti più evidenti. Nella vicenda imperialistica degli ultimi sessanta anni, il FMI rappresenta una di quelle costanti di più scandalosa evidenza, come si è potuto riscontrare ad ogni passo anche nell'attuale crisi europea, compreso il recentissimo caso della crisi finanziaria di Cipro.

L'anno scorso era stata diffusa la fiaba di un FMI pentito a proposito delle politiche di austerità, e il tutto si era basato su qualche generica dichiarazione di Christine Lagarde. A leggere i punti che oggi il FMI ripropone, in Italia come a Cipro, ci si rende conto che la strada maestra indicata per la crescita del famoso PIL rimane sempre quella di tagliare-privatizzare-impoverire. Un'altra formula magica che poi viene nuovamente spacciata dal FMI come "misura per la crescita", è la "liberalizzazione delle professioni". Confindustria ha fatto immediatamente propri i punti programmatici del FMI; ma da tempo Confindustria agisce più come una lobby della finanza che come un'associazione industriale.



Perché allora Grillo non ha chiesto a Bersani di imitare la Kirchner e di cacciare il FMI dall'Italia? Al contrario, Grillo si è lanciato in dichiarazioni che riecheggiano quelle del FMI, scagliandosi di recente contro il parassitismo della pletora degli avvocati; ma ciò appare come scegliersi bersagli un po' troppo facili, dato che a tutti è capitato di prendere bidoni dagli avvocati. D'altra parte urta contro il buon senso voler far credere che il parassitismo delle categorie professionali costituisca oggi uno dei principali ostacoli all'economia. Sembra più il pretesto per sostituire alcuni parassiti con altri più voraci.



A proposito, da quanto tempo Grillo non nomina più il FMI? Forse da quando è iniziato il suo feeling con la stampa estera.
Si ha l'impressione che il Grillo attuale abbia ormai poco a che vedere con quello di dieci anni fa; e che non persegua propri obiettivi, ma si barcameni in un circuito occulto di lusinghe, pressioni e ricatti.



Fonte: www.comidad.org

Link: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=536

21.03.2013

1) https://pagellapolitica.it/dichiarazioni/analisi/192/beppe-grillo

2) http://www.professionistiitalia.it/n_2498.html

Commenti (36)

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    1. andyconti 21 marzo 2013

      Assurdo: il 5 Stelle e' nato innanzitutto per risolvere le enormi questioni interne (il parassitismo statale non dipende dall'FMI!!) e in una settimana, senza peraltro apportare nessuna prova, gia' si accusa Grillo di abbandonare le sue posizioni. Visto che si cita l'America Latina, dove personalmente vivo, cerchiamo di renderci conto di cosa significa trattare di un cambiamento nell'ambito degli equilibri fra i popoli e i superpoteri mondiali, e' una guerra, non una chiacchierata da salotto, intere nazioni nel continente latinoamericano stanno lottando da decenni per trasformare la storia, cosi' come in tutto il mondo includendo settori degli Stati Uniti. Il 5 Stelle ha cambiato per sempre la coscienza italiana, comunque vada a finire, perche' ha innescato un meccanismo di consapevolezza che nessuno potra' piu' fermare e che non necessariamente si deve basare esclusivamente sull'azione del 5 Stelle stesso. Manipolato, improvvisato, autoritario, potete dire quello che volete, ma Grillo ha reso un servizio inestimabile a tutti noi, ripeto, comunque andra' a finire.

    1. FreeDo 21 marzo 2013

      "Perché allora Grillo non ha chiesto a Bersani di imitare la Kirchner e di cacciare il FMI dall'Italia?" Questione molto grossa, per affrontare la quale ci vuole ben altra statura. Io spero che Grillo si stia organizzando anche in questo senso, perche' e' nell'affrancarsi da quel tipo di poteri che vedo la possibilita' di riscatto. Finche' rimaniamo elementi insignificanti di un puzzle che altri hanno disegnato, funzionali solo ai loro progetti, la revoca dei privilegi a chi di quei progetti e' il rappresentante dentro i nostri confini rimane un contentino.
      Guardiamo all'America Latina, qualcosa potrebbe tornarci utile.

    1. vraie 21 marzo 2013

      non andrebbe tanto male se ci fosse qualcuno intenzionato a farlo andare bene .... pensi anche tu alla "fata turchina"(beppe)????

    1. vraie 21 marzo 2013

      non andrebbe tanto male se ci fosse qualcuno intenzionato a farlo andare bene .... pensi anche tu alla "fata turchina"(beppe)????

    1. vraie 21 marzo 2013

      cianciano del presente, e immaginano il futuro;
      ... dovrebbero "sognare"?

    1. Jor-el 21 marzo 2013

      Calmi tutti. In questo momento non è importante quello che fanno gli eletti in Parlamento (basta che non votino fiducia a cazzo e va tutto bene), quanto quel che fa il movimento fuori. So che Grillo sta parlando con moltissima gente e credo voglia mettere insieme una specie di gabinetto economico ombra (avrebbe pure potuto pensarci prima!). Quelli in Parlamento fanno bene a menarla con gli stipendi e le auto blu, che altro devono fare? Non c'è governo, i piedini in Senato non sanno più a che santo votarsi (adesso stanno adescando qualche leghista)... Mi sembra che non vada tanto male.

    1. Lando 21 marzo 2013

      " Ma non si può mettere un padre di famiglia e procuratore d'affari della Lega delle Cooperative sullo stesso piano di un Sardanapalo che ha costruito le sue fortune sul riciclaggio del denaro mafioso. "

      come diceva il Necchi:
      - tutti pezzi dello stesso ingranaggio -

      e rispondeva il Mascetti:
      - tutti pezzi di merda! -

    1. A 21 marzo 2013

      appunto, e te la do io l'america è il minimo sindacale che si meritano sti rincoglioniti sopra, che il comidad in toto andasse a riguardarsi le puntate, si trovano anche su youtube, dopo c'è anche te lo do io il brasile da vedersi, chissà che non gli faccia bene anche al cervello, staccare un attimo...

    1. radisol 21 marzo 2013

      Comunque oggi l'incontro con l'ambasciatore americano non c'è stato ... si è parlato di un generico rinvio ... senza aver destinato nessuna data precisa ...

      Ennesimo pandemonio basato sul nulla o quasi ...

      Bisognerebbe abituarsi a questo .... oggettivamente nulla sarà mai come prima ... e meno male ...

    1. A 21 marzo 2013

      è grottesco e non se ne rendono neanche conto, sembra un articolo di repubblica, continuano imperterriti a sparare a casaccio pur di colpire il vero nemico: grillo giuseppe. a prescindere dalle opinioni, se c'è un risultato che ha già messo in grande evidenza il 5 stelle e l'ipocrisia triste e demenziale di un presunto "antagonismo" in salsa italiota che alla fine, dopo tanto gridare alla rivoluzione, si dimostra per quello che era: una costola putrefatta di uno scalfari qualsiasi.

    1. Denisio 21 marzo 2013

      quoto

    1. Lestaat 21 marzo 2013

      Non è un po puerile quello che state facendo?
      Si sono insediati da meno di una settimana, non contano ancora un cazzo, non c'è una commissione attiva, un sottosegretariato.....ma di che andate tutti cianciando?

    1. A 21 marzo 2013

      TE LA DO IO L'AMERICA

    1. Tonguessy 21 marzo 2013

      er..scusate l'italiano orrendo. Roba da Di Pietro.

    1. Tonguessy 21 marzo 2013

      Tutto secondo copione. Grillo ha avuto la sfortuna di incassare ben più di quanto tutti pensassero/sperassero. Con queste cifre non può più permettersi di urlare i suoi vaffanculi, qualcosa di politico lo deve pur fare. Sarebbe stato meglio per tutti se avesse avuto un 10% di preferenze, tutto avrebbe continuato come prima, ma almeno c'era lui a denunciare gli scandali. Con il 25% invece ha rovinato la scena. Anche a sè stesso. E adesso...pedalare!

    1. yago 21 marzo 2013

      In effeti la cosa comincia a dare aditi a sospetti . Tutti in attesa dei grandi temi che dovrebbero caratterizzare il movimento che invece sembra preoccuparsi piu' dei pasti a montecitorio che di altro.
      Suona strano inoltre il silenzio stampa. Preferisco credere che sia un momento di transizione e che il vuoto sui temi veri sia momentaneamente dovuto al concitato evolvere della composiszione del governo , ma rimane il quesito " se non ora quando?"

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