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L'ATTACCO A FINMECCANICA

DI GIACOMO GABELLINI
conflittiestrategie.it

Nel corso dell’anno 2011 la quotazione in Borsa dell’azienda Finmeccanica ha fatto registrare un sonoro -64%, e solo nell’ultimo mese la perdita totale è ammontata alla significativa quota di -32%.

Il compito di dedurre a cosa sia dovuto questo impressionante e repentino tracollo rappresenta un enigma di non difficile risoluzione.

Negli scorsi anni Finmeccanica aveva beneficiato dello stretto rapporto di collaborazione tra Italia e Libia ottenendo lucrose commesse dall’alleato Muhammar Gheddafi; le quali vanno dalla realizzazione di strutture ferroviarie lungo i litorali mediterranei alla cooperazione con la difesa libica per quanto concerne i settori dell’aeronautica e dell’elicotteristica.

Nella foto: l’ex Presidente Pier Francesco GuarguagliniTuttavia, la crociata contro Gheddafi sferrata da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna ha interrotto bruscamente questi affari e costretto l’azienda romana a fare fagotto.

Parallelamente, alcune indagini condotte dalla magistratura riguardo ad un oscuro giro di tangenti raggiunsero il vertice della società, ovvero il Presidente Pier Francesco Guarguaglini, contro il quale venne orchestrata una sontuosa campagna di pressione affinché abbandonasse spontaneamente l’incarico.

I più “autorevoli” organi di riferimento della grande finanza angloamericana, ovvero il Financial Times e il Wall Street Journal, colsero l’occasione per gettare ulteriore benzina sul braciere italiano, gettando enorme discredito sia sull’impresentabile governo in carica sia su Finmeccanica, che stava subendo durissimi attacchi in Borsa (-20% in un solo giorno).

Malgrado ciò che viene comunemente creduto, il mercato azionario necessita di essere inderogabilmente spogliato del carattere ludico (“giocare in Borsa”) che i principali organi informativi sono soliti affibbiargli, perché le tendenze di base vengono regolarmente indirizzate a porte chiuse dai più navigati protagonisti della politica e della finanza, nell’ambito dei vertici del Club Bilderberg e della Commissione Trilaterale, ove si stabiliscono le regole del “gioco”.

Alla luce di questo fatto risulta quindi chiaro il motivo per cui al crollo pilotato di Finmeccanica abbia fatto seguito un significativo calo azionario delle compagnie possedute dal Primo Ministro Silvio Berlusconi, finito anch’esso, come Guarguaglini, nell’occhio del ciclone giudiziario.

Con il valore di Mediaset e Mondadori dimezzato (rispettivamente -53% e -50,5% annuale) e la considerevole flessione subita da Mediolanum (-12% nell’anno 2011) Berlusconi si è deciso a recidere il nodo gordiano relativo alla sua posizione di governo, dimettendosi dall’incarico di Primo Ministro.

Una volta insediatosi, il capo del governo Mario Monti ha convocato d’urgenza Guarguaglini per “accettare” le sue dimissioni, conferendo pieni poteri all’Amministratore Delegato Giuseppe Orsi ma tergiversando sull’opportunità di assecondare il “suggerimento” dato dal Financial Times lo scorso 26 novembre, relativo alla necessità di cedere la quota statale dell’azienda.

Ciò provoca la pronta reazione di Standard & Poor’s, che cala la propria scure su Finmeccanica affibbiandogli un BBB- con outlook negativo.

E’ opportuno sottolineare che Finmeccanica è una delle poche compagnie italiane ad investire nella ricerca e a mantenere in Italia un alto livello di competenze per quanto riguarda i settori strategici della difesa e delle nuove tecnologie d’avanguardia.

Per questa ragione grandi multinazionali come la General Electric, la Siemens, la Alstom stanno puntando all’acquisizione delle aziende controllate da Finmeccanica, come la Selex, la STS Ansaldo e l’Alenia, il cui capitale strategico si rivelerà fondamentale nella regolazione dei rapporti di forza internazionali nell’ambito del nuovo assetto multipolare che va inesorabilmente instaurandosi.

Qualora l’Italia dovesse procedere quindi alla cessione all’estero di compagnie di punta come appunto Finmeccanica, ma anche ENEL ed ENI – che non a caso sta subendo pesanti attacchi finalizzati allo scorporamento della rete del gas gestita dalla SNAM – finirebbe per sottoscrivere il proprio, definitivo suicidio politico che completerebbe il processo di smantellamento iniziato nel 1992, con “mani pulite”, con la riunione sul Panfilo Britannia e con gli attentati a danno degli eminenti rappresentati istituzionali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Giacomo Gabellini
Fonte: www.conflittiestrategie.it
Link: http://www.conflittiestrategie.it/2011/12/13/l%E2%80%99attacco-a-finmeccanica/
15.12.2011

Pubblicato da Davide

  • PaoloDucoli

    Non sono un esperto, non mi consumo la vista sui libri e sulla stampa internazionale, ma santo cielo … sull’affaire Finmeccanica avrebbe dei sospetti anche un bambino !!
    Condivido e apprezzo quanto scritto.
    Vedremo che fine farà il 30% di Finmeccanica in mano allo stato, vedremo a quanto lo venderanno ‘costretti’ dalla crisi e dalla ‘pressione dei mercati’ e dell’europa …
    Possiamo riparlarne tra 6 mesi ?

  • clausneghe

    Non verserei nessuna lacrima per finmeccanica, nota spacciatrice di morte con i suoi strumenti bellici.
    Ma non si vergognano coloro che vi lavorano?
    Basta spacciatori di morte, basta guerre.
    Spero che fallisca, assieme a tutta l’Italia marcia.
    Chi semina vento raccoglie tempesta.

  • dana74

    claus son d’accordo che Finmeccanica è una spacciatrice di morte ma con la sua svendita le commesse di guerra non cesseranno purtroppo

  • Franky_Ramone

    non è che fallisce, la comprerà uno straniero e se c’è ancora un minimo di know how tecnologico in italia è grazie a lei.

  • Franky_Ramone

    Ormai penso che ci troviamo di fronte ad un autentico piano di spoliazione delle grandi risorse economiche italiane, con tutte le maggiori aziende italiane privatizzate e passate in mano straniera

  • ElTano

    Finalmente un articolo scritto in buon italiano. Deduco che l’autore abbia già superato i quaranta anni, anche se per ovvi motivi spero che non sia così.

  • clausneghe

    Certo che non finiranno le guerre e qualcun’altro la acquisirà,mica sono così ingenuo…che credete..
    Ma uno sfogo irrazionale ogni tanto di fronte a tanta bruttura…
    Siamo ridotti ad auspicare che si fabbrichino bombe pur di lavorare..
    Allora per paradosso,non hanno meno dignità gli spacciatori di droga,morte pure quella, ma che almeno dà piacere, non come le schegge che ti dilaniano la carne..

  • Truman

    E io continuo a pensare che se Gheddafi avesse avuto le giuste armi (preferibilmente un buon numero di atomiche montate su buoni missili) non avrebbe fatto la fine che ha fatto.

  • lpv

    Purtroppo mi trovo d’accordo con entrambi i commenti, pur esprimendo visioni radicalmente diverse. O forse non così tanto. E’ difficile conciliare idealismo e pragmatismo al giorno d’oggi, conoscendo quali sono le forze in gioco e gli strumenti ad esse disponibili.

  • Hamelin

    Avendo attaccato L’Italia in primis tramite la guerra finanziaria del debito , sembra una mossa logica e conseguente il tentativo del sacco delle imprese migliori e redditizie ( Tra l’altro era già partito prima con Parlamalat ,Edison ).
    Finmeccanica è solo una delle tante vittime “facili” semplicemente perchè è piu’ attaccabile ( Livelli di Corruzione oltre ogni crisma ).
    A seguire verranno le altre …Unicredit ,Intesa , Eni , Saipem e Snam…
    Questo rientra nella logica mercantilistica lobbistica Anglofona che applica al pianeta da piu’ di un secolo tramite il braccio armato FMI…
    Tutti i paesi che hanno subito la “Shock Economy” sono finiti nel baratro…
    I tecnici sono qui apposta per questo…SVendere…SVendere…Svendere…
    Purtroppo se non riusciamo a cacciarli insieme a tutti i partiti politici…Il paese è condannato a subire la legge del neoliberismo, ovvero 1% di ricchi che controlla il 90% della ricchezza e una massa infinita di poveri…

  • puntoaccapo

    Finmeccanica non produce solo armi (che comunque, dopo la svendita, continuerebbero ad essere prodotte da altri)

    Ma, ad esempio, produce anche treni tramite la AnsaldoBreda.

    Certo che se Napolitano si complimenta con Montezemolo per la “sua” compagnia NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) che acquista i treni dalla francese Alstom a danno quindi della industria nazionale…

  • maremosso

    Spacciare morte o droga è la seconda cosa più grave che ci sia. La prima è spacciare scemenze.

  • maremosso

    Finalmente siamo arrivati al punto essenziale

  • maremosso

    L’atteggiamento di subalternità del mondo finanziario e industriale nazionale al blocco angloamericano è lo specchio dell’atteggiamento dei popoli italiani. Inflessibili con i deboli e riverenti con i potenti. Guardate la Germania, non possiede l’atomica ma è molto meno malleabile. Non c’è nulla da fare. L’educazione negli ambienti mafiosi al Sud e in quelli oratoriali al Nord hanno reso obbedienti e timorosi la maggioranza degli italiani.