Home / ComeDonChisciotte / L’ASSASSINIO DI HARIRI ASSECONDA I PIANI DI WASHINGTON

L’ASSASSINIO DI HARIRI ASSECONDA I PIANI DI WASHINGTON

DI MIKE WHITNEY

Per cercare di capire chi ha eliminato Rafik al-Hariri non bisogna andare troppo lontano, basta andare a Baghdad dove è in costruzione una ambasciata USA dal costo di 1 miliardo e mezzo di dollari. La nuova ambasciata, la più grande del suo genere nel mondo, darà lavoro a 1.800 dipendenti e costituirà il centro nervoso dell’attività politica ed economica americana. Che cosa c’entra con la morte di Hariri?

Serve a dimostrare che gli USA stanno costruendo un enorme centro di comando per il controllo dell’intero Medio Oriente. Ciò suggerisce che il Libano dovrà fare parte della cerchia degli stati satellite che volontariamente si sottomettono al ruolo assegnato loro dalla potenza economica e militare USA, secondo le direttive del vassallo regionale, Israele.L’eliminazione di Hariri fornisce il motivo per interrompere i legami con la Siria, e il Libano potrà diventerà uno stato vassallo degli USA. Il piano si adatta perfettamente con l’ambizione di Israele di circondarsi di stati non pericolosi e di avere accesso alle vitali risorse idriche del fiume Wazzani nel Libano. In altre parole, l’assassinio di Hariri ha creato delle opportunità molto fortunate per Israele e gli USA; confluendo senza distinzione nei loro obiettivi generali nella regione.

L’ipotesi che la Siria fosse coinvolta nell’assassinio non vale un soldo. Non esiste un disastro più grande per la povera Siria che invece sta cercando, da quattro anni a questa parte, di evitare i fulmini di Washington. Pochi si rendono conto che la Siria ha fornito, nel primo anno dopo l’11 settembre, il maggior aiuto di tutti nella guerra al terrore. Però adesso non serve a niente, dal momento che gli USA hanno il compito di integrare al più presto tutta la regione sotto il loro volere dimostrando al mondo di meritare ancora fiducia grazie al suo continuato dominio sull’economia mondiale.

Per fortuna, qualche crepa nella costruzione USA si comincia già a vedere, e nuove alleanze fra ex alleati dell’America si formano ogni giorno. Questo fatto crea nuove minacce all’impero e va contro i “tre grandi imperativi” della strategia imperiale: “prevenire l’unione degli stati vassalli mantenendoli nel loro stato di dipendenza, mantenere i sottoposti obbedienti e sotto protezione, impedire che i barbari si riuniscano.” (Zbigniew Brzezinski, Il grande scacchiere, p. 40). Le alleanze fra i maggiori protagonisti (India, Iran, Brasile, Venezuela, Russia, Cina e Unione Europea) dimostrano che i “barbari” si stanno riunendo più rapidamente di quanto immaginato, creando così un potenziale grosso ostacolo al consolidamento della situazione in Medio Oriente. Questo spiega anche perché è iniziato questo gioco pericoloso.

Dovremmo considerare l’attentato anche in termini di caduta del dollaro. Se Washington non riesce a controllare il petrolio del Medio Oriente, il dollaro è destinato a essere sotterrato. Non ci sarà più nessun motivo che gli altri stati continuino a mantenere della carta corrispondente a un debito di 8 triliardi di dollari, a meno che non sia l’unico mezzo con il quale si possa acquistare del petrolio, vitale per le loro industrie. Washington ha molto poco tempo a disposizione e deve fare ricorso a tattiche anche maldestre pur di comparire nelle strade delle capitali estere. L’assassinio di Hariri si adatta perfettamente alla strategia di questa regione.

E’ stupefacente vedere come le forze dell’impero siano pronte ad entrare in azione quando accade un avvenimento importante come questo. A meno di dieci ore dall’assassinio Washington ha richiamato il suo ambasciatore senza avere ancora il minimo sentore di chi fosse il responsabile. La stampa, naturalmente, è entrata subito in campo per compiere il suo dovere di “puntare il dito” contro la Siria e inventare una storia che spiegasse perché una tale azione suicida sarebbe stata nell’ interesse di quest’ultima. Gli USA hanno anche organizzato delle dimostrazioni di protesta a Beirut davanti a telecamere in adorazione per creare l’impressione che le masse libanesi consideravano la Siria responsabile. (Un vero tocco di classe, che gli USA hanno già utilizzato con successo in Ucraina e in Georgia). La squadra di Bush ha lavorato febbrilmente per inondare la Siria di accuse e insinuazioni prefabbricate. Ormai la tattica è ben conosciuta: i personaggi principali, come Bush, stanno al di sopra e non emettono sentenze di colpevolezza contro la Siria, mentre i suoi accoliti della stampa e il Congresso sollevano sospetti e insinuazioni contro lo stato preso di mira. (Esattamente quello che è successo con il fiasco delle “lance veloci”. Mentre Bush faceva finta di non essere coinvolto nelle accuse i suoi sottoposti e la stampa facevano a pezzi Kerry davanti a tutta l’opinione pubblica.)

La prossima fase della farsa richiede che siano ritirati i 15.000 soldati siriani dal Libano, in modo che Israele e l’America possano condurre a termine il difficile compito di crearsi un altro stato satellite.

Per quanto riguarda la Siria, la Russia è entrata nel gioco annunciando che procederà con “la controversa vendita di armi malgrado le obiezioni di Sharon.” (Si tratta di missili terra-aria SA-18. La settimana scorsa si è appena conclusa un vendita con il Venezuela.)

Si tratta di una nuova corsa al riarmo in Medio Oriente per contrastare le ambizioni di Israele e dell’America?

Sembra ormai che alcuni stati “vassalli” si stiano stancando delle antiquate minacce americane e vogliano contrastarle con il solo mezzo che possa scoraggiare ulteriori aggressioni, un deterrente affidabile.

Mike Whitney
vive nello stato di Washington e può essere contattato a:
[email protected]
Fonte:http://dissidentvoice.org/

17.02.05

Traduzione per Comedonchisciotte.net a cura di Vichi

Pubblicato da Davide