L'ALTRA META' DEL CIELO

DI LUCA PARDI
Rientro dolce

Recentemente è stato pubblicato in lingua inglese l’ultimo libro di Robert Engelman intitolato More (di più) che ha, per sottotitolo, Popolazione, Natura e quello che vogliono le donne. Il libro tratta del tabù primario dei nostri tempi: la sovrappopolazione.

Molti sono gli indicatori che danno una stima della pressione antropica sugli ecosistemi terrestri. Ognuno di questi include, ovviamente, implicitamente o esplicitamente, il numero degli umani oltre ai loro consumi di risorse. La più popolare fra le misure escogitate per stimare la pressione antropica è, indubbiamente, l’Impronta Ecologica che mostra come Homo Sapiens, già oggi, consumi nel suo complesso la Natura ad un tasso che supera la capacità di ricostituzione delle risorse terrestri di un 20%. Inoltre questo indicatore mostra che se l’attuale popolazione umana sviluppasse un metabolismo socio economico analogo, per intensità, a quello di quello del miliardo di persone che abitano i paesi industrializzati, non basterebbero quattro o cinque pianeti per sostenerla.

Un’altra misura impressionante è quella che stima il consumo di prodotti vegetali che ogni anno le piante verdi producono sulla Terra, grandezza tecnicamente indicata come Produttività Primaria Netta (PPN), al netto cioè della respirazione. Le stime indicano che l’umanità si appropria di almeno il 25% della PPN. Il grado di tracimazione ecologica della nostra specie è sinteticamente esemplificato in un singolo dato che viene riportato in diverse pubblicazioni. Della biomassa totale dei vertebrati terrestri (mammiferi, uccelli, rettili e anfibi) solo il 2% è biomassa selvatica, il restante 98% consiste per un terzo di biomassa umana e per due terzi di biomassa degli animali domestici (bovini, ovini, suini e pollame). Un dato che da solo dovrebbe far riflettere sul peso imposto dalla nostra specie, questo eccezionale primate, sugli ecosistemi terrestri.

L’eccezionalismo umano è proprio nel fatto che esso è l’unico grande primate ad essersi imposto a tutte le latitudini e adattato a tutti i climi. La sua intraprendenza e la sua vivace dinamica riproduttiva, lo ha portato, gia nel lontano passato, a modificare pesantemente gli ecosistemi da lui colonizzati con grandi estinzioni della megafauna e vere e proprie rivoluzioni botaniche. Nel lavoro di Engelman si inverte una tesi fondamentale della storia biologica umana. La cosiddetta rivoluzione agricola del paleolitico, iniziata circa 10000 anni fa, non sarebbe la causa della prima espansione demografica, come spesso affermano i demografi, ma l’effetto di una continua espansione della popolazione e di un successo nel portare ad età riproduttiva il terzo figlio, che gia si manifestava nelle società di cacciatori raccoglitori.

Il passaggio alla coltivazione e all’allevamento delle società agricole, sarebbe quindi l’effetto di una prima espansione demografica del cacciatore raccoglitore che aveva escogitato tecniche di caccia più efficaci in un ambiente dove le popolazioni animali non lo temevano perché lui, ultimo arrivato, non si era coevoluto con loro. A riprova di questo fatto sarebbe l’osservazione che nella sola Africa, culla originaria degli ominidi, non ci sono state estinzioni di massa dei grandi mammiferi, e questo perché essi si erano evoluti insieme all’uomo ed avevano darwinianamente “imparato” a temerlo.

Per quanto riguarda l’ultima grande espansione demografica, da alcuni definita Bomba Demografica, si potrebbe argomentare che essa più che dalla rivoluzione industriale e dal benessere da essa determinato, sia stata indotta dalla scoperta dell’uso dei combustibili fossili.

Una riserva intatta di energia solare accumulatasi nel corso di centinaia milioni di anni in una forma particolarmente vantaggiosa e accessibile. La moltiplicazione per un fattore ormai prossimo a 7 della popolazione mondiale in poco più di due secoli non sarebbe tanto e solo l’effetto di una crescita socio- economica, come dicono i cantori dell’industrialismo, ma piuttosto l’effetto di una scoperta analoga a quella che 10000 anni fa portò l’uomo a addomesticare animali e piante, ma più repentina e densa di conseguenze, almeno in un presente in cui si cominciano a scontare gli effetti del declino delle fonti energetiche fossili.

Non è colpa di nessuno se tutto questo è successo. Non si tratta qui infatti di osservare l’evoluzione naturale e sociale dell’uomo con la lente della morale, ma di capirne l’essenza sociobiologica e immaginare le possibili soluzioni. La tesi del libro è che l’eccezionalismo umano risieda nel genere femminile e che anche le soluzioni siano nelle mani delle donne, purché si dia forza alla loro capacità di decisione e di autodeterminazione. Non sono slogan politici veterofemministi quelli che escono dal lavoro di Engelman, ma tesi ragionevoli degne di discussione a tutti i livelli della nostra società globale.

Qualcuno si è maliziosamente chiesto come faccia un maschio a sapere quello che vogliono le donne, ma a questo qualcuno, lui sì portatore di un femminismo un po’ stantio, ha risposto in modo esemplare una donna con una semplice frase: “Basta che abbia avuto la pazienza di ascoltarle”. Ed Engelman le ha ascoltate. Così dal suo lavoro si viene a sapere che nella comunità più remota e povera del mondo, un villaggio del Chad o del Malawi, per esempio, le donne sanno che esistono i sistemi anticoncezionali e vorrebbero usarli essendo stanche di avere un bambino al seno, uno sulle spalle ed uno per mano. Stanche di vivere la propria sessualità come macchine da riproduzione.

Si mettono di mezzo formidabili cortine ideologiche per nascondere questa semplice verità: le donne non vogliono più figli, ma vogliono di più per i propri figli. Sarebbe sufficiente dare alle donne di tutto il mondo il potere di scegliere se, quando, come e con chi, avere figli, godendo della propria sessualità con l’ausilio degli anticoncezionali, per far convergere rapidamente il tasso di natalità a quello di 2,1 figli per donna. E’ possibile che questa tesi sia troppo ottimistica, è possibile che molte donne, ancora condizionate da tradizioni nataliste fortemente radicate nelle comunità, siano indotte a desiderare una famiglia numerosa. Ma certo come punto di partenza non andrebbe preso quello dell’ineluttabilità della dinamica demografica come processo sul quale non abbiamo controllo. Del resto, in relazione agli aiuti che si dovrebbero dare ai paesi poveri, si parla sempre di aiuti alimentari, economici e tecnologici, ma non si fa mai menzione della semplicissima tecnologia che si nasconde nella prevenzione delle gravidanze indesiderate. E lo si fa in ossequio al dettato di ideologie maschiliste spesso portate da gerarchie religiose sessuofobiche ed oscurantiste appoggiate da interessi politici ed economici di potenza coloniale.

In sostanza la questione della sovrappopolazione diventa principalmente una questione femminile. Una questione di diritti civili. Certamente sulla questione della popolazione e dell’estensione della salute sessuale e riproduttiva, la conferenza ONU del Cairo del 1994 non era stata granché, tuttavia la barriera al dispiegamento dei progetti da essa iniziati, opposta dall’amministrazione americana sotto i Bush, in accordo con il Vaticano e molti paesi islamici è stata molto peggio. Seduti sul picco del petrolio, in piena crisi climatica e con le conseguenze che questi due fatti hanno sulla produzione di cibo non possiamo più attendere il prossimo ciclo malthusiano di “controllo” della popolazione in modalità naturale, non basta immaginare nuovi mezzi di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, o predicare il risparmio e l’efficienza nello sfruttamento delle risorse e nel conferimento dei rifiuti del nostro metabolismo.

Ogni persona che non sia un analfabeta nelle Scienze Naturali, dovrebbe abbandonare la torre d’avorio della discussione accademica e diventare un militante del rientro dolce della popolazione umana entro limiti ecologicamente e socialmente sostenibili. Tale rientro dolce potrebbe proprio essere nelle corde dell’altra metà del cielo: le femmine di Homo Sapiens, le donne.

Luca Pardi
Fonte: www.rientrodolce.org
Link: http://www.rientrodolce.org/index.php?option=com_content&task=view&id=635&Itemid=127
23.06.08

Visto su: http://crisis.blogosfere.it/

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Lif-EuroHolocaust
Lif-EuroHolocaust
30 Giugno 2008 19:52

Tralasciando la questione della coevoluzione degli animali africani con l’uomo (che come impostata nell’articolo mi sa di balla), ma quand’è che i militanti del rientro dolce si attiveranno in Africa e in Asia, magari aggiugendo anche l’integrazione necessaria che anche emigrare non è così salutare per gli equilibri del pianeta?

Altrimenti, sì, si raccontano balle…

Drachen
Drachen
1 Luglio 2008 3:06

tipico esempio di propaganda femminista, che cerca dati a sostegno di un’ideologia e poi li mette insieme senza un minimo di buon senso.
smettere di fare figli, perchè di questo stiam parlando, provoca un invecchiamento della popolazione prima di una sua diminuzione.
in realtà nessuno comprende che per giungere ad un controllo demografico bisogna morire prima, non “non nascere”.
Il non nascere porta a problemi demografici ancora più critici.
Gli anticoncezionali van bene, ma non devono diventare un pretesto per
una cultura del FIGLI ZERO.
è l’industrialismo e la tecnologia perpetuante il blocco ad una riduzione
demografica che avverrà con tutta probabilità (purtoppo) grazie a guerre e carestie.
questo è quello che nessuno vuole sentirsi dire: la scienza medica è il prb della ns. demografia perchè ha annullato la selezione naturale.

Hassan
Hassan
1 Luglio 2008 6:27

Sì hanno davvero rotto i testicoli tutti questi maschietti (perchè questo è il termine giusto per definire questi svertebrati) che passano tutto il tempo ad incensare le femmine, come fossero “creature superiori”, o “eccezionali” o che la “salvezza” starebbe nelle loro mani. Evidentemente ‘sta gente vive in un mondo parallelo, dove non sono mai nate la Tatcher, la Rice, la Clinton, Lindie England etc.etc.etc.etc.etc.etc.

Hassan
Hassan
1 Luglio 2008 6:34

Ah e visto che parla di femminismo e di “salvezza” o “eccezionalità del femminile”, a questo svertebrato interesserà sentire le parole di Doris Lessing (recente premio nobel):

“Le femministe degli anni Sessanta hanno buttato via il loro tempo in chiacchiere e gruppetti”, ha detto la scrittrice. Per loro nessuna comprensione o giustificazione, sono ree di avere creato una nuova generazione, quella attuale, di donne arroganti e dalla mentalità ristretta, di aver devastato il potenziale femminile, e soprattutto di avere stupidamente e rovinosamente denigrato gli uomini. Quanto ai progressi nella condizione femminile, il merito non è dell’ideologia (femminista), ma della tecnologia, dai contraccettivi alla lavastoviglie. Lessing si è fatta questa idea soprattutto guardando in tv il modo in cui le giovani donne di oggi parlano di se stesse, del sesso e dei maschi, un modo da lei definito “rivoltante”.

Oppure di un’altra femminista atipica, Camille Paglia:

“Se la civilta’ fosse stata consegnata in mani femminili, vivremmo ancora in capanne di frasche”

Hassan
Hassan
1 Luglio 2008 6:39

Dal libro di Tiziano Terzani, “Un altro giro di giostra” (ed. Longanesi, Milano 2004) : “Una guerra a cui non ero abituato, essendo vissuto per più di 25 anni in Asia, era la guerra dei sessi, combattuta in una direzione soltanto: le donne contro gli uomini. Seduto ai piedi di un grande albero a Central Park, le stavo a guardare. Le donne: sane, dure, sicure di sé, robotiche. Prima passavano sudate, a fare il loro jogging quotidiano in tenute attillatissime, provocanti, con i capelli a coda di cavallo; piu tardi passavano vestite in uniforme da ufficio – tailleur nero, scarpe nere, borsa nera con il computer -, i capelli ancora umidi di doccia, sciolti. Belle e gelide, anche fisicamente arroganti e sprezzanti. Tutto quello che la mia generazione considerava “femminile” è scomparso, volutamente cancellato da questa nuova, perversa idea di eliminare tutte le differenze, di rendere tutti uguali e fare delle donne delle brutte copie degli uomini. Folco, mio figlio, anche lui cresciuto in Asia, mi aveva raccontato che, pochi giorni dopo essere arrivato da studente alla New York University Film School, aveva cercato di aprire la porta di un’aula per lasciar passare una sua compagna e quella lo aveva… Leggi tutto »

albertgast
albertgast
1 Luglio 2008 10:44

Che vi succede signori maschi? A fronte di un articolo pacato che porta avanti una tesi, così come fanno tanti, che può essere condivisibile o meno……che cosa mi tocca leggere? Una vera e propria levata di scudi contro il femminismo, il controllo delle nascite e alla fine proprio contro le donne. Che c’entra l’immigrazione? Che c’entra morire prima? Che c’entrano le varie Tatcher, la Rice, la Clinton…? E soprattutto che c’entra la guerra fra i sessi? Ma davvero: “Se la civilta’ fosse stata consegnata in mani femminili, vivremmo ancora in capanne di frasche”???? E allora come mai tutti questi MASCHI continuano a vivere con mammà e non sanno nemmeno come si lava un calzino o come si cuoce un uovo? Tirare in ballo le donne indiane….. Certo, sono molto belle ma…..sono anche costrette a sposarsi come vuole la famiglia, sottostare alla suocera in tutto e per tutto e fare tutti i figli che vengono. A meno che non siano femmine, nel qual caso le si abortisce prima. Vogliamo parlare delle donne afgane sfigurate con l’acido o costrette a suicidarsi? O preferite parlare delle vittime dell’infibulazione? Ohhhh, certo!!!! Qui siamo in occidente e le donne sono arroganti, vero? E come mai… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 12:02

Ora posto pure io qualcosina… personalmente non ho più voglia di commentare,è una battaglia contro i mulini a vento correggere le sinistre nel loro buonismo vuoto,sono convinti di essere i migliori,esaltano il loro ego,perchè loro sono nell’ordine:1)antimperialisti(esattamente come nella questione cina-tibet,perchè quello cinese non è imperialismo è rivoluzione proletaria)2)ecologisti(predicano la riduzione dei consumi per motivi ambientali e nei fatti inzuccherano la pillola della recessione,che comporterà volenti o nolenti la tanto auspicata riduzione dei consumi3)vegan4)femministi5)filo-islamici e anticristiani(chissà mai perchè?Pubblicano un articolo in cui si congratulano perchè brigitte bardot viene condannata a pagare una multa per aver protestato contro la crudeltà della macellazione halal,e poi pubblicano odifreddi che spara a zero sui cristiani…lui niente multa?6)no-global(però guai a chi boicotta la cina,è razzista,loro sono ”compagni”,e allora come si fa a fermare la globalizzazione cari compagni?7)insultano tutti quelli che non la pensano come loro e che non votano il loro partitino di merda8)amici dei rom fintanto che i rom non siano prossimi alle loro abitazioni e chi più ne ha più ne metta.Un insieme di incoerenze che dovrebbe mettere sull’attenti le persone dotate di un briciolo di spirito critico,in linea di massima questo movimento(se è lecito chiamarlo movimento),mette in ridicolo le persone di sinistra… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 12:20

Consiglio la lettura del ”MATRIARCATO AMERICANO” di Alain De Benoist,un intellettuale di destra,che rivela come la demonizzazione del padre e di ogni forma di autorità è un fenomeno prettamente MADE IN USA CHE PURTROPPO ha travalicato l’oceano con conseguenze nefaste per la famiglia e per l’intera società.Non condivido in toto le opinioni di Benoist ma trovo la sua analisi specifica interessante,insomma ragazzi rifatevi una cultura,non date retta ai libretti di psico-pedagogia della Randazzo identificazione-separazione o cosa cazzo ha detto.Su su.

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 13:16

Pur rappresentando non più del 5 % della popolazione, in Norvegia e in Danimarca due terzi di tutti gli uomini arrestati per stupro sono “di origine etnica non-occidentale”, un eufemismo usato per designare gli appartenenti alla religione musulmana. Nel 2001 Unni Wikan, professoressa di antropologia sociale all’università di Oslo, ha dato la precedenza al multiculturalismo sul femminismo, spiegando in un’intervista al quotidiano Dagbladet che “le donne norvegesi hanno la loro parte di responsabilità in questi stupri” perché, essendo ormai la Norvegia una società multiculturale, le donne norvegesi devono adattarsi ai costumi degli immigrati, abbigliandosi e comportandosi in maniera giudicata non provocatoria dalla loro cultura. Per i multiculturalisti, quindi, i norvegesi sono solo una delle tante etnie che popolano il paese dei fiordi (forse neanche la più importante), e sulle decisioni che riguardano la Norvegia non hanno più voce in capitolo dei somali o dei curdi giunti la settimana scorsa. La risposta degli uomini scandinavi a queste continue aggressioni è stata quasi inesistente. Viene da chiedersi dove siano finiti i vichinghi di un tempo, che certo non si sarebbero voltati dall’altra parte se degli ospiti stranieri avessero violentato le loro donne. Probabilmente la mancata protezione delle donne da parte degli uomini… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 13:26

Non sono contro l’islam,neanche a favore,mi sono limitato a trascrivere alcuni pezzi(quelli che condivido) di un articolo ben fatto che mette in rilievo le enormi contraddizioni del femminismo e in senso lato della sinistra.Comunque l’ultima parola l’avrà la storia chi vivrà vedrà.

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 13:49

Sconfortati pure perchè ci siamo rotti i coglioni

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 13:59

C’entra perchè mi sono stufato delle scemenze buoniste della sinistra TUTTE,e ho voluto far capire che il femminismo è parte di un sistema più ampio che si chiama politically correctness che ha avuto il centro della sua evoluzione negli Stati Uniti e che finirà per distruggere l’occidente stesso,i miei interventi a dire la verità possono centrare o meno,ma devono fare il punto della situazione.Il femminismo si è spinto a livelli parossistici e non è più accettabile.Io non contesto il femminismo ottocentesco e quello del novecento che ha portato la donna ad avere gli stessi diritti dell’uomo come è giusto.Contesto la sua parodia sessantottarda e contemporanea,che si è configurata come una crociata contro l’uomo il padre e la famiglia con le conseguenze che tutti vediamo.Il bullismo per esempio è figlio di famiglie senza una figura maschile paterna,comunque il discorso è ampio e non può essere affrontato in maniera banale(gli uomini,anzi i maschi…come sono cattivi…)ma va un’attimino decontestualizzato per stemperare gli umori,che di questi tempi soprattutto in ambito maschile sono fumosi.Se io non appaio pacato è perchè dico delle cose,l’articolo in sintesi non dice nulla.

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 14:17

Comunque ognuno ha le sue statistiche,si possono trovare anche quelle che dicono che il 40% degli stupri è condotto da extracomunitari,il balletto delle statistiche non ha senso. Molte delle statistiche femministe sono palesemente false,risegnalo per l’ennesima volta il seguente articolo che mostra come fondamentalmente quella femminista sia propaganda e basta(però che palle!)ti prego di avere la pazienza di leggerlo:Violenze in ambiente domestico Chi è il colpevole? Chi è la vittima? Qual è la soluzione Un rapporto speciale di: Revs. Sam e Bunny Sewell Co-direttori della Best Self Clinic (testo originale in inglese) Science, Politics and Domestic Violence Perché vi è stato mandato questo rapporto? Stiamo mandando questo rapporto ai media, e a quelle persone ed enti che si occupano di violenze in ambiente domestico, nella speranza di poter correggere un grave equivoco su tale tema. Vogliamo rendere noto innanzitutto che lavoriamo contro le violenze in ambiente domestico da più di 10 anni. Uno di noi è tra i fondatori del dipartimento locale contro gli abusi. Siamo membri del “Century Club”; quelli che contribuiscono con più di 100 $ al centro di assistenza alle donne. Abbiamo sponsorizzato manifestazioni di beneficenza per il nostro centro di assistenza contro gli abusi. Appoggiamo i… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
1 Luglio 2008 14:42

Posto anche questo studio,ma ritengo che non si possa continuare la discussione su questo piano,di materiale ce n’è a bizzeffe ma non è questo il fulcro della questione,ritengo che se ho lanciato la prima pietra contro il politically correct non me ne posso di certo pentire,è dinanzi all’incapacità di porsi in maniera radicalmente autonoma dinanzi a queste categorie di pensiero che io gemo…”che sconforto”.Poi la crescita zero ”controllo delle nascite” tra poco l’Europa non esisterà più se è questo che volete,ve la vedrete coi vostri amici islamici che a differenza dei maschietti europei tanto teneri non sono.E’ un problema vostro,svegliaaaa!!!!!!!!Poi mi chiedi cosa c’entra…Io personalmente credo nella civiltà occidentale che dà dignità alla donna e che non è da confondere con la merdaccia consumista-multiculturalista-femminista americana.Chi vi ha dato la dignità è stata la civiltà occidentale,fatta di uomini.E’ una balla quella delle lotte femministe.L’emancipazione della donna è un processo graduale che è iniziato con i versi di Dante ”così gentile e onesta pare” ed è culminato con la costituzione del ’48 che sancisce pari dignità.Il sessantotto è STATA una rivoluzione FINTA,NON AVETE CONQUISTATO NULLA CON ESSO CHE NON ERA GIà STATO CONQUISTATO,IL SESSANTOTTO VI HA TRASFORMATO(NON TUTTE PER FORTUNA)IN DELLE MISANDRICHE… Leggi tutto »

albertgast
albertgast
1 Luglio 2008 16:45

Daccordo sulle statistiche, ma fosse anche 1 donna su 1000 a subire molestie non sarebbe una di troppo lo stesso? Cmq se vuoi divertirti a vedere cosa succede qui in Italia puoi andare sul sito dell’Istat o su quello dei carabinieri. Se è vero quello che hai riportato nel tuo post, penso che in America stiano proprio messi male. Ma penso anche che qui da noi non sia affatto così, basta ascoltare un telegiornale. Ci sono poi le esperienze dirette. Chi, come me, le ha vissute sulla propria pelle non può sentirle minimizzare, semplicemente NON PUO’. Non me ne importa niente delle statistiche, dei cervelloni, del politically correct o meno, della destra e della sinistra. Oggi hanno arrestato il consulente di Alemanno per la famiglia, un prete, per pedofilia. Non credo che fosse un buonista di sinistra. Per quanto mi riguarda manderei tutti i violenti in galera e butterei la chiave. Infine mi sembra che siamo andati davvero fuori tema. Si parlava di sovrappopolazione mondiale e di scarsità delle risorse. p.s. la Famiglia non è quella dove il maschio va a lavorare e la femmina gli fa da serva e mette al mondo i suoi figli “ma basta che stia… Leggi tutto »

Lif-EuroHolocaust
Lif-EuroHolocaust
1 Luglio 2008 18:06

Dici bene: il tema è la sovrappopolazione mondiale, ma in rapporto al volere delle donne. Prima hai detto che c’entra l’immigrazione? Negli USA sta aumentando la poligamia, e non per colpa dei mormoni, ma degli immigrati islamici. Come pensi di controllare la natalità in Europa o in America (e rendere le donne protagoniste) senza controllare chi circola nei nostri territori e senza iniziare delle campagne di sensibilizzazione nelle terre altrui?

WONGA
WONGA
2 Luglio 2008 4:07

So che gli stupratori esistono,ma non trovo giusto che per colpa di pochi venga criminalizzato l’intero genere maschile,tanto più che il concetto di violenza sessuale grazie a questo folle femminismo moderno è diventato sempre più labile,posto un articolo semplicemente agghiacciante,orwelliano:un giovane condannato per aver semplicemente ”guardato”(a dire della diretta interessata perhè non vi sono altri testimoni) una signora per altro non più tanto giovane:’Aiuto, quell’uomo mi guarda sul treno’ Condannato a dieci giorni di prigione Sul regionale Lecco-Sondrio una signora di 55 anni, infastidita dallo sguardo di un passeggero trentenne, non protesta ma denuncia alla polfer. Il giudice condanna, pena sospesa per indulto Commenta LECCO, 17 aprile 2008 – Il suo avvocato giura che lui quella donna la guardava per caso, solo perché era seduta davanti a lui sul treno. Lui magari aveva anche tentato di ammaliarla con lo sguardo, sognando chissà quale liason, o forse si era solo ‘incantato’ con gli occhi persi davanti a sè. Di certo non si sarebbe mai aspettato di essere denunciato e poi condannato – dieci giorni di carcere e 40 euro di multa, il tutto però cancellato dall’indulto – per quel muto quanto insistente sguardo. E’ successo tre anni fa sul treno regionale… Leggi tutto »

Drachen
Drachen
2 Luglio 2008 5:34

c’entra. se leggi bene, se non vuoi leggere è affar tuo. – i maschi vivono con mamma, appunto, e non con papà. primo problema. dersponsabilizzazione dei padri e monopolio materno son uno dei prb + gravi. – noi in compenso con tutta la ns. libertà di fare quello che vogliamo siamo più infelici degli indiani. l’assioma libertà=felicità è un falso. – nessuno ha parlato di donne afgane. ma invece di portare la ns. libertà agli altri, nessuno si è mai chiesto se gli altri la vogliono? – le statistiche sulle violenze domestiche vanno prima lette, poi va usato il cervello per capirle. ti accorgerai che il mondo è un tantino diverso da come ti vien dipinto e che anche molti maschi subiscono dalle donne violenze domestiche. guarda un pò. – l’esaurimento delle risorve indovina da dove deriva? dal sistema industriale di produzione-consumo che è tipico di una matrice egualitaria, modernista e femminista. il voler rendere tutti consumatori, tutti liberi di fare, donne uguali a uomini, bambini uguali ad adulti, ecc. – la donna si considera vittima a prescindere, vero? ecco perchè il diritto di critica al genere femminile è tabù. “non dovremmo criticarle” : lo hai detto tu. nemmeno il… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
2 Luglio 2008 22:07

Questa una lettera che fu inviata a Blondet,che esplica bene la situazione,se tu albertgast,ti domandi il perchè di questa ”levata di scudi” contro il femminismo,leggiti questo è capirai perchè abbiamo il dente avvelenato:Carissimo Direttore, Le racconto ora la mia separazione perchè a me sembra di una ingiustizia abnorme e ne voglio dare la massima evidenza e pubblicità in tutti i modi. Io e mia moglie abbiamo avuto fin dall’inizio un rapporto conflittuale lei era stata in casa accudita dai genitori fino all’età di 36 anni (non riusciva a prendersi nemmeno una maglietta senza la madre) aveva un carattere fobico e ansioso e spesso diventava collerica sbatteva la porta di casa scappava scendeva dalla macchina ti mollava in mezzo alla strada e il tutto per futili motivo o ansie. Lei stava nel nord Italia io a Roma abbiamo avuto un lungo fidanzamento poi io ho messo i paletti: o ci sposiamo o la nostra relazione finisce. Lei mi sposa con un ni più che con un si ma una sposa si sa non è mai infelice nei giorni del matrimonio e della luna di miele. Poi invece quando si è trasferita a Roma ha incominciato ad accusarmi di averla allontanata dalla… Leggi tutto »

icemark
icemark
4 Luglio 2008 14:28

Dal rapporto sulla sicurezza 2006, fonte Polizia di Stato:

Le violenze fisiche sono state commesse dal partner nel 62,4% dei casi, le violenze sessuali, senza considerare la molestia, nel 68,3% dei casi e gli stupri nel 69,7% dei casi. I partner sono dunque responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica e delle forme più gravi di violenza sessuale.

Ci vorrebbero più norvegi in Italia, o più immigrati in Italia, comunque meno italiani…

Tornando a noi concordo con:
quarantenni sole e “maschilizzate”;
uomini sempre più “femminili”, basta guardare i ragazzi;
meglio campare meno ma meglio.

Non dico che le donne devono portare il velo ed essere sottomesse agli uomini, ma neanche prendere a “modello” i peggiori comportamenti degli uomini! La virtù sta nel mezzo, ovvio!