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L’AGONIA GRECA CONTINUERA' FINO ALL'ASFISSIA

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
blogs.telegraph.co.uk

L’establishment europeo è felice per la vittoria di Nuova Democrazia ed è disponibile a tenere ancora in vita un paziente che non riesce più a respirare. Ma, questa sensazione, non potrà andare avanti ancora per molto.

I nuovi leader della Grecia hanno ricevuto un mandato dall’inferno. In un modo o nell’altro quasi il 52% del voto popolare è andato a partiti che si opponevano al salvataggio previsto dal Memorandum. Comunque la nazione non ha accettato le politiche di austerità della troika.

La sinistra dura del partito Syriza di Alexis Tsipras adesso è forse più pericolosa all’opposizione, con un gran numero di seggi in Parlamento, e potrà tartassare il governo senza assumersene la responsabilità, dato che lo Stato sta mandando a casa 150 mila lavoratori del settore pubblico, un quinto del totale.

Fu per questo fatto che lo scorso anno il governo greco fu rovesciato da un Putsch della UE. Apprendiamo ora dall’ ex-premier George Papandreou che fu “tutta colpa di Sarkozy”. Il leader francese si rifiutò di fare indire a Papandreou un referendum sul salvataggio (che quasi certamente sarebbe passato), e il Cancelliere Angela Merkel impose quell’atto meschino da colonialismo della UE. L’UE, in effetti, minacciò di tagliare tutti i pagamenti della troika. Il governo del PASOK fu sostituito da un tecnico nominato dalla UE.

Si è creato un precedente spaventoso, e per nessun motivo : tutto quello che la UE è riuscita a fare è stato sostituire un torbido parlamento greco con uno completamente inutile.

Per quanto riguarda la Nuova Democrazia, non sarà in grado di soddisfare le condizioni di nessuno dei prossimi pagamenti trimestrali richiesti dalla Troika, nemmeno se otterrà l’appoggio dei socialisti del Pasok, perché i termini sono – politicamente – impossibili da rispettare.

Ci vorranno anni di “svalutazione interna” per portare la disoccupazione a livelli catastrofici prima di far disintegrare il movimento operaio e spianare la strada a tagli drastici sui salari. Si tratta essenzialmente di una politica fascista. Mussolini la tirò fuori nel 1928 nel quadro della politica di una Lira Forte, ma Lui aveva strumenti coercitivi.

Questa vittoria elettorale non è abbastanza determinante per rimettere in moto l’economia e non ci sarà nessuna ripresa degli investimenti e nessuna speranza di ritorno a una vita normale. Persino le grandi aziende non hanno più accesso al credito commerciale corrente. Il coro a favore del Memorandum dice che la Grecia si troverebbe in mezzo al caos, se dovesse uscire dall’euro. Ma che pensano che ci sia ora in Grecia?

L’agonia si trascinerà fino a quando capiterà qualcosa di drammatico.

Sarebbe una cosa differente se la Troika avesse capito quello che stava facendo. Ma non è stato così. Le indicazioni del FMI sono state ignorate dagli ideologi della BCE. La necessaria uscita dall’euro è stata esclusa fin dal primo giorno – ovviamente – così la Troika ha fatto tutti i passi per far andare avanti le cose proprio come adesso vanno avanti.

Le loro prime previsioni avevano massicciamente sottovalutato il livello di contrazione del PIL, perché, a torto, avevano creduto che il settore privato greco avrebbe beneficiato della contrazione del settore pubblico.

Tutto quello che è successo è che lo Stato ha smesso di pagare i conti ai subappaltatori privati, spingendo migliaia di aziende al fallimento. L’economia è entrata in una spirale viziosa di una crudeltà che poteva essere facilmente prevista.

Questa è una dichiarazione sulle politiche della troika rilasciata dal professor Vanis Varoufakis dell’Università di Atene:

“Cercate di capire quello che stanno dicendo al popolo greco: dicono che la Grecia, per rimanere nella zona euro, deve:

A. Continuare a prendere prestiti dal EFSF al 4% (quindi aumentando il debito pubblico) per pagare la BCE (che trarrà un utile del 20% da questi pagamenti, come gentile concessione per aver già acquistato dalla Grecia obbligazioni a un tasso dal 20% al 30%)

B. Ridurre la spesa pubblica di 12 miliardi di euro per “essersi permessa” di prendere dei prestiti per garantire alla BCE i profitti di queste operazioni che hanno portato la Grecia alla bancarotta.

Se il diavolo avesse voluto garantire alla Grecia di essere spinta fuori dalla zona euro, sia lui che le sue ancelle del male non ci sarebbero riusciti in uno scenario tanto satanico, come questo.

Nel frattempo, lo stesso accade in Spagna, dove il governo è costretto a prendere in prestito (a quasi il 7%) soldi che difficilmente potranno risollevare le banche che stanno prestando i soldi della BCE ( presi all’ 1%) al governo spagnolo ( che li paga al 7%) in modo che lo stesso governo possa provvedere al … loro salvataggio. Nemmeno il più malato di mente potrebbe far funzionare questo marchingegno ! “

Infatti, non ci riuscirebbe nessuno.
Ambrose Evans-Pritchard

Fonte : http://blogs.telegraph.co.uk
Link : http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100017978/greek-agony-drags-on-as-asphyxiation-bloc-wins/
18.06.2012

Tradotto per www.ComeDonChisciotte.org da ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • AlbertoConti

    “L’establishment europeo” ha dovuto anche lui pagare dazio alla crisi greca, e lo ha fatto venendo allo scoperto, interferendo in modo plateale nelle elezioni greche, per paura di perderle. Sembra un dettaglio marginale, invece è per lorsignori è un fatto gravissimo, che sgretola il loro alibi della “democrazia” nella gestione degli affari europei (non a caso Barroso e Rompuy hanno sottolineato, in risposta alle tirate d’orecchi da parte USA, che mettere d’accordo “democraticamente” 27 paesi richiede tempo: escusatio non petita, accusatio manifesta). In altre parole sta venendo allo scoperto il partito della cricca finanziaria trasnazionale, a guida rigorosamente anglosassone in tutte le salse localistiche, tedesca e francese in primis. Il modello antidemocratico degli “esportatori di democrazia” emerge dalle fogne in cui si è sempre nascosto, è il nuovo Re Nudo di questo inizio di secolo, dove i bambini che lo vedono per primi sono i più diseredati del grande circo occidentale, che già fa acqua da tutte le parti ma imperversa più che mai sulla scena mondiale. Siamo all’epilogo di un mondo ormai finito, denunciato pubblicamente dai suoi privilegi esagerati e ormai insostenibili, come ai tempi della rivoluzione francese. L’insostenibilità degli spread sarà la causa “tecnica” della caduta di questo sistema fondato sulla truffa, che non li ha voluti gestire a cominciare dagli spread inflattivi che hanno minato l’euro molto rapidamente, in una dozzina di anni, q.b. per squilibrare irrimediabilmente il rapporto di forze interno all’area euro, e non solo. Già, perchè la Germania è ora in grado di fare pazzie a livello mondiale, destabilizzando il circo finanziario anche dal proprio stesso interno.

  • Tao

    A voler essere precis(in)i, e senza tenere conto per un attimo del solo numero degli eletti (che poi dipende anche dalla legge elettorale), c’è da dire che la maggioranza dei greci che si sono recati alle urne ha votato contro il memorandum d’intesa tra Atene e la comunità internazionale (Ue-Bce-Fmi), contro l’austerity, e quindi – come hanno sintetizzato (troppo brutalmente) i giornali in queste settimane – contro l’euro. Non sono un esperto di politica greca ma, da un rapido sguardo alle piattaforme politiche delle liste che si sono presentate, ecco la somma dei voti ricevuti dai “partiti No-memorandum”.

    Syriza 26,89%
    Indipendenti greci 7,51%
    Alba Dorata 6,92%
    Sinistra democratica 6,26%
    Partito comunista 4,50%

    — Quelli che seguono non hanno superato la soglia per ottenere seggi in Parlamento —

    Laos 1,58%
    Verdi 0,88%
    Movimento “Io non pago” 0,39%
    Partito anticapitalista 0,33%
    Koinonia (ortodossi) 0,29%
    Partito marxista-leninista 0,20%

    –> Totale anti-memorandum: 55,75%

    Per i risultati delle varie liste mi sono affidato ai dati del ministero dell’Interno greco ( http://ekloges.ypes.gr/v2012b/public/index.html?lang=en#%7B%22cls%22:%22level%22,%22params%22:%7B%22level%22:%22epik%22,%22id%22:1%7D%7D ) . Per le loro posizioni sul memorandum mi sono affidato a Google. Se avete fonti migliori che possano farmi correggere il tiro, segnalate pure.

    Marco Valerio Lo Prete
    Fonte: http://www.ilfoglio.it
    Link: http://www.ilfoglio.it/contrarian/141
    18.06.2012

  • Giancarlo54

    Mi sembra che essere contro il memorandum non sia essere contro l’euro, mi sembra un po’ la posizione di chi vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca.

  • IVANOE

    C’è di mezzo la nato ?
    Le elezioni di sicuro son truccate…
    ragazzi avrei scommesso qualsiasi cifra che le elezioni sarebbero finite così…
    Ancora pensiamo che le elezioni nei paesi della nato siano regolari ?
    Madechè !!!
    Ancora credete che in italia il berlusconismo sia uscito fuori spontaneamente ?
    Madeche !!!
    E’ semplicissino mettersi d’accordo e mischiare le schede, pilotare i voti, taroccare i numeri elettorali a favore del partito più antisindacale, anticostituzionale che fa comodo alla nato per i suoi intrallazzi.
    Signori siamo semplici numeri e pure taroccati !!!
    Ma secondo voi popoli occidentali fascisti, ma quando mai vrebbero fatto vincere la sinistra radicale greca ?
    Eppoi avete visto il leader della sinistra radicale greca ? E’ uguale uguale al nostro vendola chiaramente impostore di sinistra ma frocio sicuro… La nato si premunisce anche in questo se per qualche recondito motivo avesse vinto la sinistra radicale anche li ci avrebbe messo una pezza…utilizzando il capo di quella sinistra loro scagnozzo personale….

  • ericvonmaan

    dare del frocio a vendola conferisce al tuo intervento un valore uguale a zero

  • IVANOE

    Scusa ericvonmaan, hai ragione… azzardo di più sono tutti froci quelli che votano vendola !!!!

  • Truman

    E’ una discussione vecchia. Però tutti quelli che si sono opposti frontalmente all’euro hanno sofferto di salute cagionevole. Perciò può essere sensato parlare di una opposizione al memorandum senza esplicitare un’uscita dall’euro.