L’AGENDA INTERNAZIONALE DEI NARCOTICI DIETRO L’INSTABILITA’ DEL MYANMAR


DI LARRY CHIN
Onlinejournal

Nel mese passato il governo militare del Myanmar è stato al centro di manifestazioni sempre più energiche, risultanti negli ultimi giorni in violente repressioni militari. Ciò che deve essere sottolineato è l’aperto sostegno dell’amministrazione Bush per i dissidenti (1), insieme al crescente appoggio internazionale (occidentale) dietro ad un tentativo di colpo di stato ed ai probabili obiettivi parapolitici dietro questa agenda.

La fine del Triangolo d’Oro: dannosa per gli affari

Secondo un rapporto di Thomas Fuller del International Herald Tribune (2), negli ultimi anni il Triangolo d’Oro ha perso la sua importanza come narcoregione. Infatti, secondo alcune stime, il leggendario Triangolo ora conta soltanto per il 5% dell’approvvigionamento mondiale di oppio. [Notorious Golden Triangle loses sway in opium trade, Thomas Fuller, International Herald Tribune, September 11, 2007]Non c’è da meravigliarsi che la Mezzaluna d’Oro e l’Afghanistan (3), ora sotto il controllo degli USA e delle agenzie di intelligence loro mandatarie, siano di gran lunga i fornitori mondiali numero uno di oppio come anche la regione produttrice di droga globalmente più importante, sminuendo la Colombia ed il Triangolo d’Oro.

Infatti, il crollo del Triangolo d’Oro negli ultimi anni può essere fatto risalire agli sviluppi geostrategici che vanno contro l’agenda di interessi internazionali dei flussi monetari multimiliardari del narcotraffico criminale dai quali dipende il sistema finanziario e bancario.

Come osservato da Fuller:

1. Le Nazioni Unite attribuiscono al governo centrale del Myanmar di condurre l’estirpazione dell’oppio.

2. Anche le milizie con legami di vecchia data al traffico di eroina hanno spinto per lo sradicamento.

3. La Cina ha giocato un ruolo importante nel sollecitare i coltivatori di oppio a sradicare.

4. Il governo laotiano ha condotto la sua campagna per lo sradicamento dell’oppio. I funzionari capiscono il collegamento tra la povertà e l’oppio ed il fatto che “sono principalmente i sindacati del crimine organizzato che ne profittano”.

Questi sviluppi del settore narco, in parallelo con 1) altri motivi finanziari e politici del perché sarebbe preferito un nuovo governo in Myanmar (4) ; 2) una fragile e traballante economia mondiale che fronteggia numerose bolle finanziarie ed insolvenze (5); e 3) il fallimento continuo nel controllare il Medio Oriente o contenere la crescente potenza politica ed economica della Cina, getta una luce diversa sull’improvviso scoppio di interesse da parte dell’amministrazione Bush a sostenere un colpo di stato o un cambio di regime in Myanmar.

L’amministrazione Bush, il simbolo del potere politico criminale, non sostiene i “diritti umani”. Utilizzerà ogni mezzo, compresa la manifesta forza militare, per proteggere gli interessi geostrategici che dipendono dal narcotraffico mondiale.

La rivitalizzazione del traffico di droga del Triangolo d’Oro e l’instaurazione o il sostegno per un regime apertamente pro-USA in Myanmar beneficiano gli interessi finanziari occidentali. Qualsiasi punto d’appoggio nel sudest asiatico avvantaggia pure gli sforzi per contenere la Cina.

Versione originale:

Larry Chin
Fonte: http://onlinejournal.com
Link: http://onlinejournal.com/artman/publish/article_2473.shtml
28.09.2007

Versione italiana:

Fonte: http://freebooter.interfree.it/
30.09.2007

Traduzione a cura di Freeboter

NOTE:

1) http://www.wsws.org/articles/2007/sep2007/bush-s26.shtml
2) http://www.iht.com/articles/2007/09/11/asia/golden.php?page=3
3) http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=6178
4) http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=6901

5) http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=6901

VEDI ANCHE: LA BIRMANIA: UN’AUTENTICA TRAGEDIA SOCIOLOGICA

4 Commenti
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Tao
Tao
29 Settembre 2007 3:44

MYANMAR: UN ALTRO SCALINO DELL’ESCALATION DI ALEX LATTANZIO Aurora Si susseguono, in questi giorni, le notizie sugli scontri in Myanmar. Scontri tra un settore del clero buddista e alcune fazioni ‘civiche’ legate ad ambienti e interessi occidentali. Difatti Aung San Suu Ky (1), nominata sul campo, dai mass media occidentali, leader dell’opposizione al regime di Yangoon, è l’icona con cui si potrà dare un marchio di rispettabilità e di presentabilità, all’ennesima operazione di scardinamento geopolitico, in funzione antieurasiatica, effettuato dalle centrali atlantiste (Washington, Londra). Perciò non è strano il fatto, che sul mutamento di regime a Yangoon, ci sia la convergenza tra il presidente degli USA George Walker Bush e la relativa consorte Laura (2) e il suo apparente ‘acerrimo nemico’ George Soros. Quando vi è in gioco l’interesse predatorio e imperialista delle centrali dominanti statunitensi, le sfumature ideologico-demagogiche svaniscono d’incanto. Le elite atlantiste e sinarchiste sanno utilizzare a loro fine le masse di manovra rappresentate da ‘idealisti’, ONG, umanitarismi formato export, ‘intellettuali’, ‘giornalisti’, e via giù così (3). Insomma quella massa di individui che Lenin, in modo netto e reciso, ha inchiodato chiamandoli ‘utili idioti’ . Ciò che non capiscono gli utili idioti, è che la centrale imperialista statunitense… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
29 Settembre 2007 4:13

E’ ovvio che questa rivolta fa comodo agli usa…se no non sarebbe in televisione,ma a me non importa granchè io sono con i monaci.
L’imperialismo statunitense comincia i primi scontri perdenti con altri imperialismi,come quello cinese.
Dire gli usa sono a favore della rivolta non la delegittima nemmeno un pò ai miei occhi,cominciando dal semplice motivo che finirà repressa brutalmente nel sangue,con buona pace degli interessi usa in loco.

Truman
Staff CDC
29 Settembre 2007 7:19

Ottimo spunto. Qualsiasi analisi seria del Myanmar deve partire dall’oppio e dal suo commercio. Finchè il Myanmar era il primo produttore mondiale era intoccabile. Adesso, grazie anche all’appoggio dell’Italia alla guerra di Bush, l’Afghanistan è diventato il primo produttore di oppio, ma soprattuttto alimenta i canali giusti e si parla di diritti umani in Myanmar.

Non c’entra niente internet nè la democrazia, è solo il mercato.

Territorio_Comanche
Territorio_Comanche
29 Settembre 2007 13:49

Quando vi è in gioco l’interesse predatorio e imperialista delle centrali dominanti statunitensi, le sfumature ideologico-demagogiche svaniscono d’incanto. Le elite atlantiste e sinarchiste sanno utilizzare a loro fine le masse di manovra rappresentate da ‘idealisti’, ONG, umanitarismi formato export, ‘intellettuali’, ‘giornalisti’, e via giù così (3). Insomma quella massa di individui che Lenin, in modo netto e reciso, ha inchiodato chiamandoli ‘utili idioti’ . Ciò che non capiscono gli utili idioti, è che la centrale imperialista statunitense sta cercando di infastidire ancora una volta la Repubblica Popolare Cinese, e non solo essa.

Trovo rivoltante questo cinismo stalinista per cui, dato che gli USA stanno facendo un gioco sporco (ma che novità!), ci si allinea tacitamente con la repressione della dittatura.
A suo tempo questa gente si sarebbe schierata anche con Pinochet, se il Cile fascista avesse trovato modo di raccordarsi con le grandi e gloriose dinamiche “euroasiatiche”.