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LA VOCE DEL PADRONE – NUOVI FASCISTI E NUOVI CRIMINI

DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergia

Qual è la cosa più giusta da fare, salvare vite in pericolo oppure limitarsi a denunciare i crimini del passato senza sollevare un dito verso quelli che si possono evitare nel presente?
Sembrerebbe una domanda molto sciocca, dato che la risposta dovrebbe essere scontata.
Ma non lo è per le nostre autorità, che ritengono più grave non sollevare indignazione per i crimini passati che non agire per impedire quelli attuali. Non ci credete? Eppure il sindaco di Roma Gianni Alemanno, in occasione della presentazione del futuro museo della Shoah a Roma non ha fatto altro che denunciare i crimini del vecchio fascismo, sostenendo che “la Shoah degli ebrei d’Europa è stato senza dubbio uno degli eventi più tragici e aberranti che il genere umano abbia mai conosciuto”. Peraltro, Alemanno non è molto preparato in Storia, ignorando che molti altri genocidi erano già stati perpetrati in Africa, in Asia e in America.

Come mai le nostre autorità sono così attente all’Olocausto degli ebrei e ai possibili comportamenti antiebraici mentre ignorano con molta disinvoltura i massacri che avvengono oggi nel Terzo mondo o le tante vittime che perdono la vita nel tentativo di fuggire dall’inferno del loro paese?

Le nostre autorità, essendo corrotte, seguono pari pari quello che il gruppo di potere decide, perdendo non soltanto la dignità ma anche il minimo senso di umanità verso i loro simili. Il gruppo di potere ha deciso che il razzismo più grave è quello contro gli ebrei, specie quelli già morti, uccisi dai vecchi nazifascisti. Inoltre, nel sistema attuale viene generata miseria in molti parti del mondo, e i poveri diventano colpevoli, specie se decidono di espatriare sperando di trovare un lavoro che permetta loro la sopravvivenza. Il “reato” più grave nel sistema attuale non è il crimine ma la povertà.

Di conseguenza le nostre autorità si prodigano ad assecondare i loro padroni, trattando con disumanità inaudita gli immigrati, e mentre denunciano i crimini nazifascisti si macchiano di delitti assai simili a quelli.

Per Alemanno il “fascismo è disumano”, ma non risulta che egli, come altre autorità, abbia definito “disumano” il respingere centinaia di persone condannandole ad un destino atroce. Due pesi due misure: gli ebrei del passato avrebbero meritato un trattamento umano mentre gli immigrati di oggi meritano un trattamento disumano.

Qual è il reato degli immigrati? La povertà. Infatti se una persona extracomunitaria danarosa viene in Italia può rimanervi tutto il tempo che desidera, a meno che non venga identificata come dissidente, ovvero come colui che lotta per la libertà del suo popolo, in tal caso viene bollata come “terrorista” e perseguitata.

Il nostro ministro dell’interno Maroni è ben felice di rispedire indietro gli immigrati poveri, esponendoli al rischio di morte, e non viene definito “fascista” dai suoi colleghi politici, e nemmeno solleva la voce del nostro presidente della Repubblica, sempre tanto attento a ricordare i crimini del passato fascista, ma non quelli del presente. Tutte le maggiori autorità italiane sono ben allineate ai loro padroni, e talvolta assai zelanti, anche quando si tratta di mandare a morire o alle torture persone innocenti.

I media fanno in modo da suscitare poco interesse verso il destino di coloro che cercano di sfuggire alla povertà andando verso le zone ricche. Nei nostri telegiornali raramente vengono intervistati gli immigrati approdati in Italia. Le nostre autorità non vogliono mostrarceli come persone che stanno vivendo un incubo a causa dell’occupazione dei loro paesi da parte delle corporation e dei banchieri, attivi finanziatori di guerre, dittature e massacri. Se li intervistassero farebbero sapere a tutti la realtà che vivono queste persone.

Raccontano alcune donne nigeriane, etiopi e somale: “Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no… erano fuggiti dopo essere state violentati e torturati. Non solo le donne, ma anche gli uomini”.(1)

Spiega una ragazza somala: “Quando ho lasciato il mio villaggio ho impiegato 4 mesi per arrivare al confine libico, e lì ci hanno vendute ai trafficanti e ai poliziotti libici. Ci hanno messo dentro dei container, la sera venivano a prenderci, una ad una e ci violentavano. Non potevamo fare nulla, soltanto pregare perché quell’incubo finisse”.(2)

L’insicurezza e la povertà producono disagio anche al mondo ricco, presentando come “normale” una situazione in cui i diritti umani vengono calpestati impunemente. Amnesty International a questo proposito osserva: “Viviamo in un mondo pericoloso e diviso dove il rilievo dato ai diritti umani è quotidianamente messo a dura prova, la legittimazione dei diritti umani messa in discussione, e la “responsabilità vacante” di governi, istituzioni internazionali, gruppi armati e attori imprenditoriali in continua crescita. È esattamente in un mondo come questo che abbiamo bisogno di una sempre più ampia fascia di umanità pronta a dichiarare: “Basta. Le cose devono cambiare”.(3)

La povertà è diventata una questione di polizia, e viene “affrontata” con metodi militaristici. Si diffonde l’idea che alcune persone, in quanto “clandestine”, possano essere trattate da sub-umane. Eppure la povertà è creata da quelle stesse persone il cui potere viene protetto e rafforzato dalle autorità.
Proprio da quando le multinazionali hanno imposto la cosiddetta ‘globalizzazione’, la povertà e la morte per fame sono cresciute, mentre le ricchezze si sono ulteriormente concentrate nelle loro mani.
La cultura che ne deriva è una cultura della sopraffazione e della morte, in cui l’estrema povertà di molti è la risorsa di pochi altri.

In Africa il processo di decolonizzazione ha provocato una scia di guerre e di morte dovuta al mantenimento del dominio economico da parte delle vecchie potenze colonizzatrici che non volevano rinunciare a sfruttare le risorse dei paesi sottomessi. Durante il colonialismo i paesi colonizzatori producevano ed esportavano prodotti tecnologicamente più avanzati, che i paesi colonizzati erano costretti ad importare pagandoli a prezzi molto alti mentre le loro ricchezze venivano saccheggiate dal paese colonizzatore. Le loro economie sono quindi diventate dipendenti dalle economie ricche che controllavano anche i commerci. Veniva così impedita ai paesi colonizzati una loro formazione e strategia economica, e questo provocherà la persistenza del potere economico da parte dei gruppi di potere dei paesi più ricchi. Persistenza spesso aiutata fomentando e provocando guerre e disordini la cui causa vera è spesso diversa da quella indicata ufficialmente.
Ad esempio, si parla di guerre etniche e religiose, ma in realtà spesso non c’entra niente l’etnia o la religione, e si può capire veramente la situazione soltanto comprendendo la storia coloniale e gli interessi neocoloniali. I conflitti dei paesi del Sud del mondo, con l’apparenza di guerre religiose o etniche, sono in realtà provocati dai paesi industrializzati perché è più facile dominare in una situazione di caos e di guerra, e anche per vendere le armi (gli Usa e la Gran Bretagna sono i maggiori produttori mondiali di armi e spendono gran parte della loro ricchezza per la ‘difesa’).
Paradossalmente, le stesse autorità che hanno difeso gli interessi dei più forti, decretando l’impoverimento di molti, approvano leggi per penalizzare i poveri, impedendo loro di uscire dall’inferno creato nel loro paese. Ad esempio in Italia già il Decreto Legislativo del 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico di Pubblica Sicurezza) individua negli apolidi e nei cittadini non appartenenti all’Unione Europea l’ambito soggetto alle discriminazioni, come recita l’art. 1
“Il presente testo unico, in attu
azione dell’articolo 10, secondo comma, della Costituzione, si applica, salvo che sia diversamente disposto, ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea e agli apolidi, di seguito indicati come stranieri”.
Questo decreto legislativo individua ed indica le caratteristiche che mettono fuori legge un soggetto presente o aspirante ad entrare nel territorio nazionale. I soggetti, per entrare nel territorio devono avere i documenti in regola, provare di non essere poveri e di avere un motivo compatibile con la legge, cioè un motivo che non sia quello che i poveri hanno per valicare i confini. Nell’art. 3 si parla di quote massime, cioè lo stato può escludere l’immigrato perché non ne ha bisogno lavorativamente. Lo straniero per entrare non deve essere povero, non deve aver bisogno di espatriare, se si scopre che ne ha bisogno diventa un fuorilegge, un clandestino. Egli può ottenere il visto d’ingresso se possiede un documento e dimostra di non essere povero. L’art. 4 comma 3 pone il reddito come una condizione legale:

” L’Italia (…) consentirà l’ingresso nel proprio territorio allo straniero che dimostri di essere in possesso di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno (…) Non potrà essere ammesso in Italia lo straniero che non soddisfi tali requisiti”.

La Corte di Cassazione ha riaffermato questo principio con la sentenza Cass. sez. I n. 420 del 9 gennaio 2004:

“Integra il delitto di cui all’art. 12 comma 1 D. L.vo 286/1998 anche la condotta del vettore dichiaratamente diretta a procurare il transito (…) di cittadini extracomunitari, qualora questi risultino privi di mezzi di sussistenza idonei ad un soggiorno turistico”.(4)

Il reato è la povertà stessa in quanto lo Stato decide di non accogliere persone povere o in stato di bisogno. L’avere un reddito rappresenta una condizione necessaria proprio come il passaporto o il visto. Nascondere di essere poveri è reato, osserva Gennaro Varone:

“Dovrebbe essere chiaro, (…) che è illegale non soltanto l’ingresso occulto (…) ma anche quello che, pur avvenendo alla luce del sole, simula l’esistenza delle altre condizioni per l’immigrazione: perché nasconde l’impossidenza dello straniero; ovvero, perché dissimula la reale finalità del viaggio – che, se conosciuta, avrebbe determinato, senz’altro, il respingimento alla frontiera”.(5)

Per questa legge è un reato essere poveri e per questo si viene respinti o espulsi, quindi anche colui che richiede asilo diventa un fuorilegge sia perché di solito è sprovvisto di documenti (occorre ricordare che non tutti i paesi forniscono documenti), sia perché spesso è in uno stato di indigenza per le medesime cause che lo inducono a fuggire. In altre parole i requisiti richiesti dalla legge permettono la libera circolazione soltanto delle persone che vivono nelle zone non povere.
In tutta Europa soffiano venti di guerra contro gli immigrati, che non possono difendersi adeguatamente, una guerra tanto più odiosa quanto più nascosta e mascherata dal concetto di “multiculturalismo”.

La povertà, pur non essendo un crimine, espone queste persone ad un trattamento riservato ai criminali. Essere rispedite indietro significa in molti casi essere mandati nei lager libici o morire.
Per tentare di raggiungere l’Europa queste persone, che fuggono da paesi in guerra o in cui c’è una situazione infernale, dalla Somalia, dal Sudan, dall’Etiopia o dalla Nigeria, rischiano sofferenze atroci. Nei campi di prigionia allestiti in Libia succede di tutto, alcune persone impazziscono per le violenze subite e molte altre devono vivere in schiavitù.

Oggi le autorità occidentali esibiscono i loro sentimenti compassionevoli soltanto nel ricordo degli ebrei morti oltre 60 anni fa, ma non si fanno alcuno scrupolo a far rinchiudere persone nei nuovi lager o a mandarle a morire nel deserto. I loro padroni hanno potere persino sulle loro coscienze, e danno loro il compito di condizionare anche le nostre coscienze, facendoci credere che alcune persone, soltanto perché povere o con un colore di pelle diverso dal nostro, debbano ricevere un diverso trattamento rispetto a quello che vogliamo per noi stessi e per i nostri connazionali.

Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/05/la-voce-del-padrone-nuovi-fascisti-e.html
11.05.2009

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Articolo correlato
“Schiavitù e immigrazione”
http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/04/schiavit-e-immigrazione.html

NOTE

1) www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/reduci-pinar/reduci-pinar.html
2) www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/reduci-pinar/reduci-pinar.html
3) Amnesty International, Rapporto Annuale 2004, “Perché ci si occupi di diritti umani”, Messaggio di Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International,
http://www.amnesty.it
4) Varone Gennaro, La repressione dell’immigrazione illegale, Laurus Robuffo, Roma 2005, p. 27.
5) Varone Gennaro, op. cit. p. 38.

Pubblicato da Davide

  • schidax

    Chi è andato al governo con lo slogan “Roma Ladrona” e poi ha fatto di peggio, dovrebbe avere il buon gusto di TORNARE A CASA. Ma in Italia, la poltrona non si lascia … sulla poltrona ci si muore (oppure nel cofano di una macchina).
    miserabili, miserabili TUTTI.
    Un’altra elezione disertata.

  • Bazu

    Mi meraviglia Antonella Randazzo questa sua espressione: “nemmeno solleva la voce del nostro presidente della Repubblica, sempre tanto attento a ricordare i crimini del passato fascista, ma non quelli del presente”. Lei avrà senz’altro letto di Giorgio Napolitano gli scritti su “l’Unità”, su “Rinascita”e le prefazioni ai tanti pamphlet del PCI pubblicati dagli Editori Riuniti. Nel caso non li conoscesse, provi, senza sprecare troppo tempo, a dare loro una occhiata: potrà meglio comprendere l’attuale presidente della Repubblica italiana.

  • AlbaKan

    E non è quello che vogliamo tutti? Cioè che ci “shiattino” su quelle poltrone? 😉 😉 😉 ….Abbi fede!

  • AlbaKan

    Cosa c’è di così strano in tutto questo? Abbiamo un Duce che emana leggi razziali…è già successo una volta mi sembra…a Lampedusa abbiamo un campo di concentramento…a me sembra tutto ovvio e naturale…quello che mi stupisce è la gente che si fa rimbambire dalle storielle sulla sicurezza…la gente che non si ribella, perchè ha perso la capacità di indignarsi…
    E’ di ieri la notizia dei 2 stranieri che hanno salvato in sicilia la coppia di anziani che un pazzo stava massacrando con un martello…adesso daranno loro il permesso di soggiorno….ma io mi chiedo…”in questi casi non bisognerebbe espellere o mandare in esilio gli italiani che non hanno mosso un dito per aiutare i vecchietti?”

  • sultano96

    Cos’è un articolo test attuato dalla redazione di CDC per valutare se i propri lettori sono svegli o stanno dormendo?
    E’ difficile trovare tante demenzialità raccolte in un elaborato!
    Questa è l’apoteosi del più becero materialismo, rappresentato onorevolmente, all’interno della redazione, da Truman.
    Quand’è’ che realizzerete che l’uomo NON è di sola carne?
    Spesso ospitate post di Paolo De Gregorio che magnificamente, a giusta ragione, contraddice tutte le tesi esposte nello scritto della Randazzo.
    Mi rifiuto di evincere una realtà delimitata sola dalla materia, dal momento che questa non esiste, ci riduciamo a dissetare del nulla!

  • mendi

    Non condivido quasi niente di questo articolo.
    Terra terra, sono o non sono padrone di invitare chi voglio a casa mia, che poi puo essere la mia abitazione, il mio paese, la mia regione, ecc.?
    Perché, se non lo sono, o non lo sono più, ditemelo e la piantiamo lì.
    Poveri? Non erano poveri forse tutti i veneti emigrati in SudAmerica o i meridionali in USA? Eppure non ci sono andati da clandestini, ma con tutte le carte in regola e sottomettendodi a tutte le imposizioni, a volte totalmente razziste.
    La mia solidarietà verso questi derelitti sui barconi è pari allo zero, che poi tanto poveri non sono, visto il prezzo del biglietto che devono pagare ai trafficanti di carne umana.

  • helios

    Si sta tentando di dire che i poveri veneti emigrati erano più poveri degli extracomunitari di adesso?
    E perchè i veneti si emiograti e ora gli estracomunitari no?Finchè le aziende li volevano per sfruttarli e pagarli una miseria allora tutto bene, ora c’è la crisi ed è meglio lasciare gli extracomunitari in balia del mare…..Perchè deve intervenire l’ONU ora a dire qualcosa a favore di questi poveri malcapitati senza che nessuno (e il vaticano dov’è…quello che-bisogno-aiutare-i-poveri?) si preoccupi della loro sorte…
    Ora si sta inculcando nella popolazione che quelli che arrivano sono ricchi perchè hanno pagato il biglietto (alle mafie ,,,del resto).Solo ora?Quanti extracomunitari ci sono, e da anni, che hanno pagato fior di quattrini per arrivare qui e avranno anche la cittadinanza italiana?
    Che al governo non siano svegli lo sappiamo ma che la popolazione li segua appecoronata come non mai è disgustoso.

  • marco08

    Il problema non si può risolvere in maniera semplicistica rivendicando la povertà di questa gente, ma stabilendo delle regole di diritto internazionale e di aiuto per questi popoli che portasse loro a essere autosufficienti, ma in questo caso come ben dice la Randazzo le grandi multinazionali non lo permetteranno mai.Per quanto riguarda il mio paese vorrei invitare la Randazzo a leggere i post di risposta al suo articolo come quello di alcuni razzisti che dipingono come casa loro un agglomerato di mafie e delinquenze difendendo il loro orto sperando che nessuno rubi la loro carota, spero ardentemente che un giorno ,come loro si auspicano, saranno liberi da ogni interferenza extracomunitaria e si ritroveranno finalmente liberi e comunque senza lavoro perchè il debito pubblico li sprofonderà dopo che esso crescerà ancora di più grazie all’ evasione e allo sperpero dovuto alle ingerenze mafiose e massoniche rendendosi conto finalmente, che forze, gli unici che dovrebbero migrare sono “LORO” con tutto il loro bagaglio di ipocrisia .

  • Truman

    Dai un’occhiata a questo articolo:

    UNA LETTERA AGLI ANTIAMERICANISTI:

    Nel momento in cui il materialismo storico sembra aver vinto su tutti i fronti – “Noi siamo ciò che mangiamo” era uno dei motti del marxismo e oggi potrebbe esserlo per il linguaggio mercificato della tv – non mi appare sufficientemente osservato questo fatto: che nel sentire comune siamo giunti ad un livello diffuso di materialismo che forse Marx si aspettava solo con la dittatura del proletariato.

    Ma lì dove sembra che il materialismo sia inarrestabile riemerge l’idealismo. “Non di solo pane vive l’uomo” diceva Cristo. E non per nulla alcuni gruppi di opposizione radicale sono cattolici. Perché ci vogliono idee ed ideali oltre alle nude analisi dei fatti ed al necessario per vivere.

    Poi nei commenti
    qui:

    se sai guardare troverai una citazione dell’Ecclesiaste (Qoelet o Qohelet nelle grafie più usate in Italia).

    Ti lascio per esercizio quello di capire la citazione presente
    qui.

  • Borokrom

    Tralascio i commenti sui fatti, sono inutili.

    Mi stupisce che non si faccia cenno alle ragioni globali per cui questa gente è disposta a rischiare la buccia, a scappare, abbandonare terra e famiglia etc etc.

    Non si pyuò affrontare il problema immigrazione senza prescindere dalle ragioni per cui questo fenomeno esiste.
    Quello di cui si discute qui sono le conseguenze, e basta.

    Questo sfugge sempre, e l’informazione come al solito strumentalizza e utilizza tutti i mezzi possibili per confondere le acque.

    Per cui diventa una discussione tra scemi e una lotta tra poveri.
    Si riesumano leggi razziali, fascismi, e altre idiozie.
    A prescindere si si è d’accordo o no sui piani di contingenza delle conseguenze si dovrebbe portare al centro del discorso le ragioni globali per cui non si vogliono aiutare questi popoli e paesi a migliorare a casa loro.

    Con le spese delle inutili guerre si potrebbe emancipare tutti i paesi che ne hanno bisogno.
    Invece lasciano morire questi popoli, negano loro la legittima autodeterminazione, fanno si che si riversino da noi, e ci costringono ad accettarli e ci fanno sentire in colpa se non li vogliamo.

    Il fattore di volerli o no deve comunque essere lasciato alla libertà di coscienza, nessuno mi può giudicare male se io non gradisco forti flussi immigratori.
    Flussi che per altro si interromperebbero non appena si dessero mezzi nei paesi disastrati per poter “iniziare un percorso” di emancipazione economica e culturale.
    Solamente iniziare, nemmeno diportare a termine.

    La prima dignità lesa è quella dell’immigrato, costretto a scappare da casa, e normalmente nei processi di migrazione si ha un’emorraggia di forze sane.
    Cioè, a lasciare il paese sono i giovani, i forti, quelli più predisposti a migliorare il mondo in cui vivono.
    Per cui al paese restano i più deboli, i più malati, i più inutili, peggiorando ulteriormente lo stato di salute delle forze del paese di provenienza.

    Si dovrebbero fare pressioni enormi sui nostri governi, in modo ce garantiscano progetti seri per l’Africa est Europa e tutto il resto del Mondo bisognoso.

    Ma è chiaro che ormai la cosa è sfuggita di mano, è già troppo tardi, purtroppo.
    I tentativi di respingere dei barconi di poveracci sono assolutamente una cazzata. Non dovrebbero partire proprio.

    In ogni caso ricordiamoci che il 65% dell’immigrazione clandestina arriva via terra dall’est Europa, e una enorme percentuale di SudAmericani e Santo Dominchio arrivano semplicemente da turisti e poi si dimenticano di rientrare.

    Purtroppo è tardi, i danni li hanno fatti da 20anni a questa parte.
    E’ veramente tardi.

    E mi dispiace.

  • idea3online

    Chi ha scritto l’ARTICOLO si informi che negli Stati Uniti che esportano la DEMOCRAZIA nel mondo se non si è in regola non si entra, il MESSICO ha il “MURO”, e chi è in regola se non lavora dopo un periodo se non sbaglio( Aiutatemi a capire questo aspetto), deve ritornare in terra di origine.
    Sia chiaro per me possono entrare anche 1.000.000 di esseri umani e fratelli ma criticare il GOVERNO su un aspetto così delicato è PATETICO.

    Certo per me possono entrare ma certamente IO non posso offrire un lavoro a questi nostri fratelli sfortunati, poichè è il GOVERNO che deve gestire aspetti così delicati noi cittadini italiani non abbiamo il DIRITTO di parlare, a meno che chi parla non OSPITI A CASA SUA 100 nuovi arrivi, poi scrive un articolo ci avvisa di avere fatto la BUONA AZIONE, e dopo avrà il DIRITTO di scrivere anche 100 articoli come questi.

  • bluerik3

    Scusate, ma a questo punto sarà meglio eliminare le frontiere!
    Perché non dite che in altri paesi le leggi sull’immigrazione sono molto più severe, Zapatero fà sparare ai clandestini!
    Secondo me, molti benpensanti che se la passano bene, invece di parlare di immigrazione illimitata, non si attivano per un miglioramento della situazione dei paesi di provenienza, forse perché l’impatto negativo di un’immigrazione incontrollata non li sfiora nemmeno, anzi forse ci lucrano.

  • AlbaKan

    Impossibile non darti ragione…Si sente sempre dire “che stessero a casa loro”….e noi occidentali perchè non ce ne staiamo a casa nostra, invece di depredare di tutte le LORO risorse e ricchezze i paesi più poveri? Siamo NOI che creiamo la povertà in quei posti, per eliminare il problema, basta eliminare la causa!

  • duca

    Leggo questo interessante articolo http://www.altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=101357&mode=thread&order=0&thold=0 da cui si evince che il gongolante Maroni sosterrebbe che, avendo intercettato i migranti al di fuori delle acque territoriali e avendoli riaccompagnati da dove sono partiti (per l’ultima tratta), non avrebbe violato la lettera delle varie convenzioni a tutela dei diritti umani che parlerebbero tutte di respingimento dal suolo di una nazione… A parte lo sdegno di sentire argomentare in maniera così cavillosa sulla pelle di persone innocenti, mi sembra che anche scendendo a tale basso livello si potrebbe argomentare che trasbordando i migranti sulle unità della marina italiana, i migranti toccano il suolo della Nazione per cui tutte le convenzioni sarebbero in realtà in vigore e cogenti. Spero di no naver evidenziato una falla formale per cui i barconi saranno prossimamente presi a traino col rischio di provocare vittime… e in caso di rovesciamento dei barconi cosà verrà ordinato ai nostri marinai, di aprire il fuoco a volontà? Di abbattere a colpi di remo i migranti che annaspano sotto la murata e non ne vogliono sapere di annegare?

  • nonrexnoniusnonmos

    PREMETTO CHE HO UNA GRANDE STIMA NEI CONFRONTI DELL’ONESTA’ INTELLETTUALE DI ANTONELLA RANDAZZO…
    UNA VOLTA L’ITALIA ESPORTAVA MANO D’OPERA OGGI LA IMPORTA…PRIMA CONSIDERAZIONE…
    SECONDA CONSIDERAZIONE…IL NOSTRO NOTORIAMENTE E’ UN PAESE PRIVO DI MATERIE PRIME..ED E’ UN PAESE SOSTANZIALMENTE POVERO …
    GLI ITALIANI NON FANNO PIU’ FIGLI (RICCHEZZA?…)E QUINDI LE INDUSTRIE HANNO BISOGNO DEI FIGLI DEGLI EXTRACOMUNITARI PER TRASFORMARE QUELLE MATERIE PRIME CHE NONOSTANTE TUTTO IMPORTIAMO…
    LA MASSA DI LAVORATORI IMMIGRATI ALLA FINE SPODESTERA’ GLI INDIGENI ITALIANI E DI QUESTO PAESE – COME LO CONOSCEVAMO – NON RIMARRA’ CHE IL RICORDO…
    PS
    SE SI CREANO E SI ALIMENTANO SFRACELLI IN MEDIORIENTE DA QUALCHE PARTE DOVRANNO PURE RIFUGIARSI STI POVERI CRISTI O NO???
    E SE VERO CHE SE SI SPARTE RICCHEZZA SI DIVENTA MISERABILI…ALLA FINE SAREMO TUTTI MISERABILI…
    C’E’ SPAZIO PER UN NUOVO VICTOR HUGO…!

  • giop

    Dopo aver letto le CAZZATE scritte fin qui nei commenti, frutto di ignoranza e manipolazione ideologica, mi viene in mente sempre la solita frase di Sylos Labini: ” Saremo presi per fame”.

    E non è una battuta. Forse allora, ci sveglieremo.

  • bluerik3

    Scusa, ma perché ti accanisci così tanto sui commenti postati?

  • myone

    Dovevano da prima, ancora con l’ albania, far sbarcare i primi arrivati, e bombardare traghettatori e mezzi.
    Un paio di vicende cosi, e di profughi non ce ne sarebbero piu’ stati.
    Inutile foraggiare con i nostri soldi e affari e accordi, il controllo dell’ imigrazione illegale, sopratutto con tipi come gheddafi.
    Il mondo, anziche’ buttare soldi e mangiarci sopra, dovrebbe adottare un paese piu’ povero, nazione con nazione, ed esportare civilta’, democrazia, e organizzazione.
    Se non si fa o non si e’ fatto, e’ perche’ di questa roba, non c’e’ nemmeno qui da noi.
    Dispioca per chi lascia nella miseria e disperazione i loro luoghi natii.
    ma la cosa va’ anche cosi: e’ora di finirla.
    Il danno e’ economico ( tanto ormai con i soldi delgi altri ci fanno quello che volgiono), ma sopratutto sociale. E chi se ne frega. Piu’ ci sono problemi, e piu’ ci si mangia sempre sopra.
    E la politica e’ il companatico ideale e unico.

  • myone

    Dimenticavo: la randazzo ci ricama tropo sopra, ora come ora, su ogni questione, ci si mette dentro la lettura da genesi ad apocalisse.

  • Alex84

    L’Italia non è un pozzo senza fondo capace di dare benessere e lavoro a tutti. Ci riesce a malapena coi suoi cittadini, figuriamoci con un numero di immigrati sempre crescente. Gli USA ci riuscivano perché erano immensi e avevano bisogno di forza lavoro, ma noi no. Capisco che questi poveri disperati suscitino pietà, ma gli stati non sono associazioni umanitarie.

  • giop

    “il GOVERNO che deve gestire aspetti così delicati noi cittadini italiani non abbiamo il DIRITTO di parlare”

    quando si scrivono cose del genere,tanto per citarne una, è come fare il discorso dello schiavo, ci si rende conto della propia condizione ma in fondo ci si trova bene; la casta siamo noi.

    Ma come si fa a rimpicciolirsi così e non pensare che come cittadini meritiamo di aver più voce in capitolo?

  • duca

    Ah, no? Gli Stati, almeno quelli che si vorrebbero definire democratici, come il nostro, si reggono proprio su un patto sociale volto a perseguire il bene della comunità nel suo complesso, nel garantire condizioni minime di vita a ciascun membro della popolazione, quindi in ultima analisi sì, sono anche associazioni umanitarie.
    Se capisci che questi poveri disperati suscitino pietà, non è alzando un muro che risolvi il problema: come dire “non posso vederti lavorare così, chiudi la porta così non ti vedo”.
    Ti faccio poi notare che senza gli immigrati diversi settori non funzionerebbero, dato che molti italiani sono diventati troppo schizzinosi per svolgere certi lavori. Certe famiglie, senza la colf o la badante straniera, non potrebbero permettersi di avere ambedue i genitori che lavorano e con uno stipendio una famiglia con figli non campa più.

  • Melkitzedeq

    Premetto che non sono per nulla favorevole ad accogliere ulteriori immigrati.

    Questo mi sembra il solito articolo che denuncia l’ipocrisia dei governi (sai che novità) ma non va per nulla ad approfondire il problema centrale limitandosi a fare la solita demagogia buonista che si oppone alla demagogia xenofoba dell’altra parte.
    Il problema immigrazione e’ troppo complesso per affrontarlo con del buonismo da 2 soldi. C’era una volta qualcuno che disse che siccome l’Africa ormai e’ perduta tanto vale trasferire tutti gli africani in Europa, pazzia! E’ cosi’ che li si vuole aiutare?

    E’ giusto denunciare che dietro ai barconi non c’e’ solo la poverta’, ma ci sono enormi organizzazioni di trafficanti estese a livello mondiale.
    Dobbiamo combattere sia chi sfrutta il continente africano, creando le situazioni che obbligano le persone a fuggire per poter vivere decentemente sia chi traffica in esseri umani, perche’ quello dell’immigrazione non e’ una “fuga” stile profughi di guerra come vogliono farci credere certe campane, ma un vero e’ proprio mercato illegale gigantesco, gli immigrati pagano un biglietto per salire sui barconi, non prendono la prima barca che vedono e scappano, c”e un gigantesco traffico dietro che va stroncato.

    Inoltre uno dei miti da sfatare e’ che gli immigrati che vengono qui “muiono di fame” e quindi dobbiamo per forza accoglierli altrimenti nel loro paese andrebbero incontro a morte certa. Non e’ vero, chi muore di fame in genere e’ cosi’ povero che non ha i soldi neanche per spostarsi da una citta’ all’altra dell’Africa, figuriamoci per pagare il viaggio fino in Italia, in genere i passeggeri dei barconi sono giovani nel pieno delle forze, che vengono in Europa perche’ attirati dal mito dell'”Occidente”, andate a vedere il film “Lamerica” che riguardava i barconi degli albanesi di qualche anno fa, ma che riguarda anche il caso dell’Africa. Se ci fate caso gli africani che vengono qui quasi mai sono vestiti con abiti “tradizionali” ma quasi sempre portano abiti firmati di marche occidentali. Perche’ anche li’ si e’ diffuso il mito del “gangsta” rapper dei ghetti americani, le culture tradizionali africane sono state distrutte dalle multinazionali e dagli aiuti degli occidentali.

    Le televisioni di Berlusconi sono visibili, con la parabola, fino all’Ucraina, e a sud in tutto il nord Africa. Immaginatevi queste masse di giovani africani che non hanno lavoro ne’ cultura ne’ progetti nel loro paese che vedono in tv le veline scosciate, i quiz dove gente qualunque vince miliardi per puro caso (altro che i quiz di Bongiorno di 30 anni fa che per vincere per lo meno dovevi essere colto) le trasmissioni piu’ ridicole dove chiunque puo’ diventare ballerino, cantante, insomma una personalita’… cosa credete che pensino questi extracomunitari? Che qui e’ il paese della cuccagna, l’eldorado del consumismo, poi vengono qui e si accorgono della verita’, e inevitabilmente finiscono nella delinquenza o a fare i parassiti sociali con vitto, alloggio e sussidio di disoccupazione pagati dalla Caritas (non sto scherzando) che a sua volta prende i soldi dallo Stato.

  • bluerik3

    Hai ragione, anche perché le conseguenze le paghiamo sempre noi.
    Visto che la classe dirigente probabilmente non cambierà mai, ci resta solo la possibiltà di esprimere la nostra opinione, almeno quella per fortuna.

  • pourparler

    Nell’articolo si citano le solite nigeriane e somale abusate da cattivi libici ma come al solito non si dice che la maggioranza dei clandestini che vengono via mare sono nord-africani, che non devono sfuggire a fame o guerre ma che vogliono soltanto più benessere materiale. desiderio legittimo questo, che potrebbero però realizzare in casa propria se eliminassero i regimi corrotti che, come in algeria, si sono pappati la manna petrolifera lasciando al popolo le briciole.
    e poi signori, in tempi come questi non possiamo lasciar entrare orde di clandestini, sarebbe un disastro per noi e per loro.

  • sultano96

    Quali che siano i credi e le convinzioni di Marx a me poco importa, è sufficiente conoscere un po’ di scienza dell’alimentazione per concludere che il pensatore ebreo sostiene una baggianata, come, a mio avviso, tutto il resto del suo pensiero.
    Per il resto, sostanzialmente, condivido le sue proposte sui collegamenti, perchè, mi si può taciare da immodesto, sono l’unico che ha avvanzato una soluzione evolutiva all’attuale situazione sociale, dimostrando di fatto di essere “per” e non “contro”.
    La pertecipo del fatto che pur essendo nato in un suolo cattolico, maggiormente mi identifico nella proposta manichea, in effetti i primi li ritengo ancora coinvolti nel più becero materialismo e poco nella spiritualità, quindi è fuori luogo attribuire una qualche citazione evangelica alla chiesa romana, questa l’interpreta in modo filisteico.
    Cordialità.

  • tersite

    Pieamente daccordo con quanto esposto nell’articolo, affatto digeribile ,come si evince da alcuni commenti. Mi ero accorto in prima persona di quanto fosse difficile per certa gente accettare QUESTA realtà. vero sultano? …spero che 96 sia la tua data di nascita……se no, sei grave! per conservare il suo benessere, l’occidente, stritola le vite di milioni di innocenti, ma guai a dirlo! guai ricordarlo o farlo sapere a chi non se ne avvede ancora, nel caso vieni accusato di estremismo(!????!), pessimismo, catastrofismo…..Spero che l’impagabile autrice dell’articolo non finisca sul rogo, come piacerebbe a certi nostalgici, commentatori!

  • sultano96

    tersite, lei dovrebbe esimersi da giudizi trancianti e cercare di usare quel lato oscuro, per lei, della sua persona che normalmente viene definito intelligenza o capacità sinaptica. Se una scialuppa è stata progettata per ospitare 10 persone non se ne possono imbarcare 15, pena l’affogamento di tutti, perciò lotterò con tutto me stesso perchè ciò non avvenga, e se per mantenere la capacità di galleggiamento del natante dovrò disfarmi di qualche ospite inizierò da lei! La scelta è nel suo campo. Il mio ingresso in questa vita è antecedente di circa 1/2 secolo al ’96 e, grazie a ciò, sono arrivato a concludere che solo i più beceri materialisti sono mossi da un’arroganza smisurata che li induce a vedere la vita solo sotto quell’unico aspetto. Non di solo pane vive l’uomo. Se vuole confrontarsi con qualsiasi individuo le consiglio il rispetto e l’equanimità, l’aggressività provoca solamente reattività, la tolleranza e la moderazione aprono qualsiasi cuore.

  • tersite

    scusi Sultano, ha perfettamente ragione.