LA VITTORIA DI BUSH

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di Truman Burbank

Dunque Bush ha vinto. La prima sensazione è di rabbia. Come al solito ha vinto il peggiore.

Certo, se avesse vinto Kerry cambiava ben poco.
Ma ha vinto Bush e questo è preoccupante, perché in questo modo il piano dei neocons è più forte che mai. La guerra infinita (Enduring Petroleum, mi pare si chiamasse) dell’impero per la conquista del pianeta riprende forza.
I piani geopolitici puntano sull’Eurasia: Chi controlla l’Eurasia controlla il pianeta.

Che il prossimo obiettivo di Bush sia l’Iran è abbastanza noto. Certo, l’esercito USA è per ora bloccato in Iraq, ma ci sono piani per sganciarsi e lasciare la patata bollente agli ascari locali.

Alcuni buoni obiettivi sono stati raggiunti in Iraq. Nessuno pensa più di farsi pagare il petrolio in euro anziché in dollari. I profitti delle aziende legate al governo USA sono stati eccezionali. Lo stato di guerra permanente ha consentito una parziale ripresa dell’economia USA. Certo il petrolio è ancora fuori portata, ma non era quello l’obiettivo principale della guerra (almeno così disse la volpe all’uva). Il controllo geopolitico dell’area non sta andando gran che, ma basta fare un’altra guerra in zona e prima o poi il tutto si stabilizzerà.
L’Iran allora. Ma la lezione della Corea del Nord che si è dotata di armi nucleari e nessuno la tocca, mentre Saddam disarmato è stato attaccato, l’hanno imparata tutti.
Se ci sarà guerra in Iran sarà probabilmente guerra nucleare. La guerra irachena sembrerà in confronto una scaramuccia. Non credo che sarà possibile una guerra che non coinvolga tutto il Medio Oriente, Israele compreso. Una volta seppelliti i cadaveri, tutto il petrolio sarebbe a disposizione degli USA.

Insomma, agli USA ed ai neocons la distruzione totale del Medio Oriente potrebbe anche fare piacere. A noi europei di meno.
E qui tocca distinguere. L’Europa Occidentale è asservita agli USA e potrebbe esserlo di più dopo questa elezione. Ma la Russia non se ne starà con le mani in mano.

Diamo un’occhiata ora allo scacchiere globale.

Mentre i neocons puntano al cuore della Terra, l’America Latina sta sfuggendo loro di mano. La collaborazione tra Cuba ed il Venezuela di Chavez è sempre più forte. L’Uruguay è da pochi giorni governato dalla sinistra (Vazquez). La collaborazione tra i vari stati sudamericani è sempre più forte. L’ostilità contro gli USA aumenta.

Nel Sudest asiatico la Corea del nord, ormai armata nuclearmente, resta indisturbata. Altri stati potrebbero prendere esempio. La Cina sembra stia comprando missili russi (quelli che Vialls definiva di gran lunga i migliori) in grado di distruggere le portaerei USA. L’India è governata dalla sinistra.

Insomma, se i neocons non si sbrigano a conquistare il centro della Terra, perdono da tutte le parti. Ma per continuare nella loro strategia dovrebbero scatenare una guerra nucleare, che incendierà come minimo il Medio Oriente, ma potrebbe estendersi facilmente all’Europa ed alla Russia. Sono abbastanza matti da farlo? Probabilmente si.

vedi anche:

L’Iran nel mirino

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