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LA VICENDA DE MAGISTRIS

DI SOLANGE MANFREDI
PaoloFranceschetti

In questo articolo cercheremo di spiegare sinteticamente la vicenda De Magistris e i suoi ultimi sviluppi.

Nel farlo non ci soffermeremo sui nomi degli indagati, perché quello che qui interessa è mettere in evidenza un sistema criminale che, riteniamo, riguardi l’intera penisola.

Comunque, chi fosse curioso, o chi volesse conoscere più nel dettaglio la vicenda e magari, riconoscendo qualche nome, aiutare la Procura nelle indagini, può scaricare direttamente gli atti a questo indirizzo: http://www.ilresto.info/11.html

La sottrazione delle indagini a De Magistris

De Magistris nel 2006, a seguito di una denuncia, inizia ad indagare sul fenomeno della illecita gestione pubblica, locale e nazionale, di finanziamenti, convenzioni, commesse e appalti nel settore della depurazione delle acque e della emergenza ambientale.
Il procedimento è il c.d. Poseidone.

Un altro filone di indagine porta De Magistris ad indagare sul fronte della illecita gestione regionale di commesse, appalti e finanziamenti pubblici nei settori della informatizzazione ed innovazione tecnologica degli uffici pubblici, del lavoro interinale, della sanità, dell’energia eolica. Tale procedimento è il c.d. Why Not

All’interno della Procura, alcuni magistrati pongo in essere delle attività illecite allo scopo di sottrarre le suddette inchieste a De Magistris, nonché di delegittimarlo ed isolarlo professionalmente. Lo scopo viene raggiunto e a De Magistris vengono tolte le inchieste.

I procedimenti sottratti a De Magistris, vengono, poi, senza che vi sia una giusta causa, smembrati in tanti procedimenti diversi ed assegnati ad altri procuratori, ovviamente del tutto estranei alle indagini sino a quel momento svolte.
Tutto ciò porta ad una stagnazione delle indagini e al dissolversi di importante tracce investigative.

Il dott. De Magistris, ritenendo illegale quanto successo, inoltra regolare denuncia la Procura della Repubblica di Salerno, ovvero la Procura competente (ex art. 11 c.p.p.) ad indagare sulle ipotesi di reato commesse dai magistrati di Catanzaro.

Trasferimento di De Magistris

A questo punto succede una cosa di gravità assoluta. Il Ministro di Grazia e Giustizia, Clemente Mastella, coinvolto nelle indagini, chiede al CSM il trasferimento cautelare urgente di De Magistris; ovverosia chiede il trasferimento del magistrato che sta indagando su di lui.

Il Procuratore Generale promuove, quindi, un’azione disciplinare contro De Magistris, che molti autorevoli giuristi valutano assolutamente infondata.

Il giorno prima della seduta in cui verrà discusso il caso De Magistris, Letizia Vacca, il Vice Presidente della Prima Commissione del CSM rilascia dichiarazioni alla stampa dove esprime giudizi di disvalore nei confronti di De Magistris e parla chiaramente dell’intento di “colpirlo” (Forleo e De Magistris sono cattivi magistrati”, tengono “condotte devastanti”, “devono fare le inchieste e non gli eroi). In altri termini, anticipa l’esito della seduta ancora prima che questa venga discussa.

Il CSM, quindi, come anticipato, condanna De Magistris. Si badi bene che De Magistris viene condannato per aspetti disciplinari, ovvero per aspetti che riguardano la “forma” con cui sono state condotte le indagini; non si giudica cioè la fondatezza delle indagini stesse.

Le motivazioni della sentenza lasciano, ancora una volta, ai giuristi ben più di una perplessità.

De Magistris decide di impugnare la sentenza davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Il ricorso è ben fatto e, secondo l’opinione di molti giuristi, ha ottime possibilità di venire accolto.

Però c’è un colpo di scena. L’avvocato di De Magistris si sbaglia e deposita il ricorso in ritardo. Il ricorso viene quindi giudicato inammissibile e non valutato nel merito. In altri termini non vengono esaminate le motivazioni del ricorso, la sentenza del CSM diventa definitiva e De Magistris viene trasferito a Napoli.

Inchiesta della Procura di Salerno

La Procura della Repubblica di Salerno, intanto, investita delle indagini dalla denuncia presentata da De Magistris (e quindi obbligata ad indagare), a febbraio chiede alla Procura di Catanzaro di trasmettergli gli atti relativi alle indagini di De Magistris, ma questa rifiuta di inoltrare i fascicoli.

La Procura di Salerno, grazie ad altre prove raccolte, ritiene che siano ravvisabili delle ipotesi di reato nei comportamenti tenuti da alcuni magistrati della Procura di Catanzaro. Dalle indagini, infatti, emerge che gli indagati, dal un lato avrebbero indebitamente rifiutato di compiere atti del proprio ufficio non procrastinabili e, dall’altro avrebbero compiuto, invece, diversi atti contrari ai doveri dei propri uffici sulle indagini portate avanti da De Magistris. Sempre secondo la Procura di Salerno tali comportamenti sarebbero stati attuati, sostanzialmente, per favorire, mediante la deviazione del regolare procedimento penale, alcuni indagati.

A suffragare tale ipotesi investigativa vi sarebbe anche il comportamento tenuto da alcuni indagati dei procedimenti di De Magistris che, una volta sottratte a questo le indagini, avrebbero assicurato a parenti ed affini di coloro che avevano reso possibile la sottrazione, l’ingresso in studi professionali di grande prestigio, quote societarie, e posti di lavoro vari.

La Procura di Salerno rinnova, quindi, la richiesta di trasmissione degli atti relativi alle indagini di De Magistris alla Procura di Catanzaro. Ma, anche questa volta, la Procura rifiuta di inoltrare i fascicoli. La Procura di Salerno per ben sette volte inoltra la suddetta richiesta ma, per ben sette volte, la Procura di Catanzaro si rifiuta di consegnare gli atti.

La Procura di Salerno, quindi, dopo aver atteso nove mesi ed inviato ben sette richieste, decide il sequestro degli atti.

Questo iter, fin troppo corretto, viene dipinto dalla stampa come una guerra tra Procure. Ciò è assolutamente falso. E vi spiego perché.

Facciamo un parallelo per rendere le cose più chiare.

Io presento una denuncia contro Tizio affermando che questi spaccia cocaina in via X al numero civico 3 all’interno di una panetteria. Il magistrato ha l’obbligo di accertare se il reato da me denunciato è stato commesso.
Il reato ipotizzato è lo spaccio di sostanze stupefacenti, il corpo del reato è la cocaina e il luogo della commissione del reato è il negozio di panettiere.

Il PM ordina la perquisizione della panetteria (ed anche della casa del presunto spacciatore, vi potrebbe essere cocaina conservata anche li), nonché il sequestro, ove rinvenuta, della cocaina (corpo del reato) o di altro materiale inerente l’indagine (magari polveri necessarie a tagliarla).

Nulla di strano vero? Tutto normale.

Bene, veniamo a quanto fatto dalla Procura di Salerno.

La Procura di Salerno riceve una denuncia su presunte ipotesi di reato (ricordiamo gli indagati avrebbero indebitamente rifiutato di compiere atti del proprio ufficio non procrastinabili compiendo, invece, diversi atti contrari ai doveri dei propri uffici sulle indagini portate avanti da De Magistris) compiute all’interno della Procura di Catanzaro da alcuni magistrati.

Abbiamo come luogo della commissione del reato la Procura della Repubblica di Catanzaro, come corpo del reato gli atti omessi o compiuti dai magistrati indagati e, come materiale inerente l’indagine, i fascicoli sottratti a De Magistris.

Il Pm, dunque, ordina la perquisizione della Procura della Repubblica di Catanzaro, luogo del commesso reato, nonché della casa degli indagati (alcune carte potrebbero essere conservate a casa) e, ove rinvenuto, il sequestro del corpo del reato (gli atti contrari ai doveri dei propri uffici) e/o di altro materiale inerente l’indagine (es. i fascicoli sottratti a De Magistris).
Conclusione: se il comportamen
to del PM era corretto per l’ipotesi di denuncia di spaccio di sostanze stupefacenti, altrettanto lo deve essere in questo caso. Qual è la differenza qui? NESSUNA! L’agire della Procura di Salerno è stato assolutamente corretto e legittimo.

Perché, allora, la stampa ci vuol far credere falsamente (non si sa per ignoranza o per mala fede), che sia in corso una guerra tra Procure?

Contenuti delle inchieste Poseidone e Why Not

Sino ad ora si è parlato tanto della vicenda De Magistris, dello scontro tra Procure, ecc.. ma pochissimo del contenuto delle indagini, perché?

Probabilmente perché il contenuto di quelle indagini fa paura ed è meglio non parlarne.

Infatti gli elementi raccolti indicano l’esistenza di una metodologia criminosa costante e comune riconducibile, attraverso sofisticati reticoli societari, ad esponenti della politica di rilievo delle aree UDC, Forza Italia e DS.

E’ la criminalità dei c.d. “colletti bianchi” – afferma De Magistris – …opera in modo assolutamente ramificato e consolidato in questo settore con capacità tecniche criminali di assoluto rilievo. Le condotte di reato hanno ad oggetto, in estrema sintesi, i seguenti passaggi: la deliberazione del finanziamento a livello nazionale e regionale. Questo è il passaggio in cui determinanti divengono le forti collusioni con esponenti della politica e della burocrazia (in particolare alti funzionari)… per ottenere illecitamente immani risorse pubbliche la criminalità organizzata – quella dei c.d. “colletti bianchi” – che agisce con consolidate convergenze parallele con la ‘ndrangheta, che rappresenta, allo stato, l’organizzazione mafiosa più potente, utilizza in particolare, lo strumento apparentemente lecito, delle società, soprattutto miste pubblico-private che sono proliferate in Calabria, ma non solo, in tutti i settori, soprattutto quelli dove è consistente la presenza di erogazioni pubbliche: l’ambiente, la sanità, i lavori pubblici, l’informatica, il settore interinale, il terziario. …altro momento decisivo in cui intervengono le modalità operative dei sodalizi che ho potuto ricostruire nelle mie indagini è quello dell’approvazione dei progetti che debbono ottenere l’erogazione pubblica. Spesso è in tale fase che vengono abilmente nascoste dilazioni illecite quali prezzo di corruzioni che vengono mascherate quali consulenze o attività legate alla predisposizione di progetti vari….Altro momento determinante in cui si realizza il pactum scelleris, e/o stessa vita della organizzazioni criminali, è quello delle assunzioni dei lavoratori nelle società e nelle attività finanziate…. Si sono potute constatare assunzioni di persone strettamente collegate o comunque segnalate da magistrati, prefetti, appartenenti alle forze dell’ordine, personaggi inseriti in istituzioni varie. E’ ovvio che quale contrapposizione vi è in diversi casi la copertura istituzionale che garantisce la sostanziale impunità a queste persone…”

In altri termini, per assicurarsi l’impunità chi gestisce e ruba queste immani risorse di denaro compra il silenzio di magistrati, prefetti, forze dell’ordine, politici, finanzieri, regalando posti di lavoro ad amici e parenti di questi.

Grazie a questo collaudato sistema i finanziamenti della Comunità europea per costruire strutture necessarie al paese finiscono nelle mani dei soliti noti. Ma chi sono i soliti noti?

Agli atti si legge che in questo scandalo “un ruolo centrale assume la c.d. Loggia di San Marino”. Inoltre, una delle società maggiormente coinvolte è ricollegabile ad una persona che non solo era iscritto nella loggia P2, ma era già stato coinvolto nel c.d. processo Enimont.

In sostanza, ancora una volta, la massoneria.
Le persone coinvolte, inoltre, sono di primissimo piano e, leggendo le cariche ricoperte, la mente non può che tornare agli anni ’80 a agli elenchi P2:
Presidente del consiglio,
Ministri,
vertici della guardia di finanza
vescovi
magistrati
forze dell’ordine,
servizi segreti
imprenditori
industriali
ecc…

Tutti legati da un vincolo di comune appartenenza, probabilmente da un giuramento, che evidentemente, vale ben più di quello fatto alla Repubblica (vedi articolo su questo blog http://paolofranceschetti.blogspot.com/2007/12/chiarezza-sulla-massoneria.html )

Trasferimento del Procuratore di Salerno.

Il CSM ha affermato che sta prendendo in esame la possibilità di trasferire d’ufficio il Procuratore di Salerno. Pér quali motivi non si sa.

Infatti un Procuratore può essere trasferito d’ufficio solo per due motivi:
– per incompatibilità che è determinata da rapporti, nell’ambito della procura, di parentela o affinità con avvocati o forze dell’ordine;
– per comportamenti, non colpevoli, che nella sostanza però screditano il magistrato agli occhi della collettività.

Ovviamente il CSM, per operare il trasferimento del Procuratore di Salerno, dovrà motivare con la seconda delle previsioni, ovvero per comportamenti, non colpevoli, che nella sostanza però screditano il magistrato agli occhi della collettività.

Il procuratore di Salerno screditato davanti alla collettività?
Personalmente ritengo che l’azione portata avanti da Procuratore di Salerno rappresenti, in una Italia corrotta, un segnale di grande speranza, altro che discredito.
Quello che è certo, comunque, è che, grazie a questa iniziativa del CSM, anche i magistrati di Salerno, nei prossimi mesi, saranno molto impegnati a difendersi, tempo che verrà sottratto inevitabilmente alle indagini, con , ancora una volta, un vantaggio per gli indagati.

Conclusioni.

Questa in estrema sintesi la vicenda De Magistris. Questa l’opera di disinformazione. Questo l’ennesimo attacco ai magistrati onesti. Questo l’ennesimo aiuto dato all’associazione criminale dei colletti bianchi.

Il meccanismo che viene usato nelle Procure, quando indagato è un uomo che fa parte del potere occulto, è sempre lo stesso.
Quanto successo alla Procura di Catanzaro, probabilmente, è successo e continua a succedere nelle Procure di tutta Italia.
Una volta capito il meccanismo non è difficile vederlo ed indagare su di esso. Inoltre il marcio è talmente tanto che non si deve fare molta fatica per individuarlo, basta aprire gli occhi anche solo 5 minuti al giorno.
Il problema è che oggi, con tutti questi atti di intimidazione operati anche in ambito istituzionale, sarà difficile trovare un magistrato che abbia il coraggio di fare il proprio dovere.
Oggi un magistrato onesto, se non viene ucciso, viene massacrato personalmente e professionalmente….mentre il nostro Presidente del Consiglio, in televisione, elogia il suo stalliere Mangano, condannato all’ergastolo per omicidio.

Solange Manfredi
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com/
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/12/la-vicenda-de-magistris.html
10.12.08

Pubblicato da Davide

  • Tao

    NORBERTO LENZI

    FONTE: PIERO RICCA (BLOG)

    La lettera del magistrato bolognese Norberto Lenzi (nella foto)

    “L’opinione pubblica e quelli che la creano dovrebbero cercare di spiegare quella che appare come una contraddizione insanabile.
    E’ di tutti i giorni un reportage giornalistico, una inchiesta televisiva o una indagine sociologica che ci mostra come e qualmente esistono perversi intrecci tra politica, imprenditoria e criminalità più o meno organizzate.
    Tale esistenza è data e ricevuta come certa e suscita preoccupazione ed indignazione universali. Ma ogni qualvolta la magistratura si imbatte in qualcosa che pare celare uno di questi intrecci e tenta di fare luce l’atteggiamento degli opinion maker (e di conseguenza dei loro destinatari) muta completamente ed irragionevolmente.
    Si comincia con l’invocare la presunzione di non colpevolezza per gli indagati, si continua alimentando sospetti sulle reali motivazioni degli inquirenti (unica categoria rimasta in Italia per la quale tale presunzione non vale), si fanno indagini sulle loro propensioni politiche e, se non si trova proprio nulla, si stigmatizza comunque il loro protagonismo.

    In sintesi si opera scientificamente una delegittimazione preventiva delle indagini fondata su quella che potremmo chiamare incultura del sospetto.
    Nei pochi casi nei quali si è faticosamente riusciti a pervenire, con decisioni definitive, all’accertamento di precise responsabilità (vedi caso Andreotti) non solo queste vengono ignorate, ma si stravolge la informazione fino ad attribuire loro un significato contrario.
    Ma è possibile che tra i tanti comportamenti criminali denunciati genericamente (verrebbe da dire virtualmente) come una emergenza insopportabile per il Paese, che tutti dicono di voler superare, non ci siano mai quelli su cui la giustizia inizia ad indagare?

    Anche raffigurandola cieca come la fortuna, possibile che non ci si prenda mai neppure per caso e che si colpisca sempre, come in un assurdo giuoco di battaglia navale, le poche isole innocenti in un mare di corruzione?
    Così tutti ci scandalizziamo quando ci mostrano le cosiddette cattedrali nel deserto, opere incompiute ed inutili iniziate per poter ottenere fondi europei e nazionali che poi spariscono in mille rivoli, suddivisi secondo i vari manuali Cancelli locali sotto lo sguardo indifferente (e a volte esoso) dei controllori.
    Se qualcuno però, come De Magistris, cerca di capire e comincia ad individuare delle possibili responsabilità, prima viene invitato alla prudenza dai suoi superiori e poi viene allontanato con procedure urgenti per minimi (e non si sa ancora quanto dimostrati) addebiti. Vengono punite le pagliuzze di De Magistris mentre la trave resta saldamente conficcata nel corpo martoriato della società calabrese.

    Ora si profila un trasferimento delle indagini a Roma. L’auspicio, doveroso, è che si siano diradate le nebbie nel porto di quella Procura. Purtroppo quell’ufficio ha spesso dimostrato in passato orecchio molto sensibile ai richiami della politica e non vorremmo dover riadattare il proverbio in ‘tra i due litiganti il terzo ode’”.

    Norberto Lenzi
    Fonte: http://www.pieroricca.org/
    Link: http://www.pieroricca.org/2008/12/09/norberto-lenzi/
    10.12.08

  • Marcusdardi

    Io resto sempre più sconcertato di fronte al potere che hanno poche persone contro l’interesse di intere popolazioni.

    Io so che non sono niente e che non posso fare nulla, ma mi limito
    a sfogarmi cantandoci sopra nella speranza di un futuro più
    roseo.
    Ecco una mia canzone:
    http://it.youtube.com/watch?v=nik2QICJGcU

    Ciao
    Marcusdardi

  • Tao

    La nuova P2 per Luigi De Magistris non è un guscio vuoto: ha il nome di diverse società (tra loro in qualche modo collegate) dalle quali il magistrato stava risalendo al bandolo della matassa affaristico-massonica che imbriglia anche politica e ‘ndrangheta.

    «Una rete di soggetti – dichiara testualmente il 3 gennaio 2008 ai colleghi di Salerno – che all’interno delle Istituzioni erano in grado di influire ad ogni livello, con collusioni di non secondaria rilevanza proprio all’interno della magistratura. Non a caso il lavoro di delegittimazione e disintegrazione professionale si consolida quando comincio a contestare la violazione della cosiddetta legge Anselmi».

    Questa rete occulta – secondo De Magistris – occupava il cuore e gli organi vitali dello Stato e per seguire il suo ragionamento basta fare un salto a pagina 484 dell’ordinanza della Procura di Salerno. «Le società Tesi e Cm sistemi- dichiara il 28 settembre 2008- rappresentavano il fulcro dell’inchiesta Why Not e degli intrecci tra politica (in modo assolutamente trasversale) e affari, nonché per le commistioni con vari ambienti istituzionali».

    Tesi, in Calabria, gestirà in maniera fallimentare la società dell’informazione,ma la sua attenzione è tutta volta a Cm sistemi, che cura l’informatizzazione degli uffici giudiziari, anche quelli calabresi attraverso la controllata Cm sistemi Sud, la cui amministratrice era Enza Bruno Bossio moglie dell’exvicepresidente della Giunta calabrese, Nicola Adamo (entrambi indagati nelle inchieste di De Magistris). Bruno Bossio – in particolare -entra anche nel filone che porta alla loggia coperta di San Marino, sulla quale De Magistris stava indagando. Cm sistemi – che a fine 2007 aveva un fatturato di 32 milioni – fino a tre anni fa aveva il 3% di Brutium, ” creatura” di Antonio Saladino ( principale indagato nelle inchieste di De Magistris).

    Cm sistemi, fa mettere a verbale De Magistris l’8 ottobre 2008, ha un ruolo di primo piano «nei sistemi di natura più riservata ». A partire dalla realizzazione del primo sistema informativo di gestione dei registri penali. È un sistema -utilizzato da 20mila operatori – aperto ai collegamenti e all’interscambio informativo tra uffici dei pubblici ministeri, giudici per le indagini preliminari e giudici del dibattimento, casellario giudiziario, Corte di cassazione, Corti di appello, procure generali, Direzioni distrettuali antimafia e Direzione nazionale antimafia.

    Cm sistemi, che lavora con il ministero della Giustizia dall’84, nega ogni profilo illecito o di appartenenza a gruppi affaristici. E a nulla vale far notare all’impresa che intercorrevano rapporti non sempre limpidi tra Marcello Pacifico (ad di Cm fino al 7 dicembre 2004), la responsabile commerciale Francesca Gaudenzi e Antonio Saladino (come fa mettere a verbale la superteste Caterina Merante il 15 gennaio 2008 a Salerno).

    Il direttore commerciale di Cm, Alberto Cappiello dichiara al Sole 24 Ore che la società «non ha nulla a che vedere con cupole o centri di potere occulti. Da questa storia stiamo ricevendo solo danni ». Il Sole 24 Ore è in grado però di rivelare che il direttore finanziario di Cm, Carlo Nardinelli, è stato recentemente ascoltato dalla Procura di Paola (Cosenza), che conduce un filone dell’inchiesta madre avocata a De Magistris.

    La “nuova P2”, secondo De Magistris, ha il pallino fisso della penetrazione dello Stato dall’interno. Non è un caso che punti l’ago della bussola investigativa su un altro pezzo forte della rete: Franco Bonferroni, indagato per gravi reati sia nell’inchiesta Poseidone che Why Not e considerato legato ad ambienti massonici. De Magistris scopre che Finmeccanica – nel cui cda Bonferroni siede – mira a diventare il gestore unico delle intercettazioni telefoniche. Finmeccanica, attraverso Datamat è già fornitrice del ministero della Giustizia anche nell’ambito dei progetti finanziari dal Pon Sicurezza.

    «Quando l’inchiesta Why Not mi fu illecitamente tolta – dichiara De Magistris ai colleghi salernitani il 1° ottobre – mi pare che uno dei fautori del piano di Finmeccanica fosse proprio il ministro della Giustizia Clemente Mastella». Da notare che Elio Mastella, figlio di Clemente, è ingegnere di Finmeccanica. La gestione dei tabulati e delle intercettazioni viene revocata al consulente Gioacchino Genchi il 30 ottobre 2007. In serata, con una nota scritta, il commento di Finmeccanica al Sole 24 Ore.

    «Un possibile ruolo operativo di Finmeccanica – si legge – nell’ambito della razionalizzazione delle attività di intercettazione telefonica è fatto noto. Finmeccanica dispone infatti di tecnologie e competenze che anche a tale scopo potrebbero essere utilmente impiegate. In particolare Finmeccanica ha elaborato un proprio progetto, denominato Sisp, presentato al ministero di Giustizia nel 2004 (all’allora ministro Castelli), che è tuttora all’esame degli attuali organi competenti. È interesse di Finmeccanica rendere le proprie tecnologie e competenze disponibili agli organi istituzionali cui competono le decisioni in materia di affidamento e gestione».

    Roberto Galullo
    Fonte: http://www.ilsole24ore.com/
    10.12.08

  • alcenero

    Davvero un ottimo articolo, grazie Solange

  • myone

    De Magestris l’ ho sentito da Santoro, capisco che c’e’ un inchiesta in corso, ma l’ ho sentito troppo moscio per le ragioni che poteva avere, e penso ai modi della giustizia e per la giustizia.

    So’ piu’ o meno che l’ europa mutua bisnes, ha stanziato fino al 20014 un toto tipo 114 miliardi di euro per lo sviluppo della regione calabria, e che a partire fa roma in giu’, c’era gia’ l’ acaparramento clientelismo che gestiva il chi e il come, e c’erano tutti. (sbalgio cifre o che, correggete voi)

    Ho lsentito oggi Cossiga, e diceva che una delle cause, o melgio, un intoppo che lo hanno tolto, era che aveva sotto controllo 365.000 intercettazioni telefoniche, con costo tot per lo stato (noi).

    Avevo letto, che la Forleo, prima di andare a braccetto con De Magistris, era stata pure lei co-partecipe, di inoltri su altri, nella stessa misura di De Magistris.

    Sono stato citato a giudizio con innocenza e senza colpa, tutto basato sul falso, e con accuse inventate dall’ avvocato stesso, pur di percepire ed estorcere soldi alle assicurazioni e al sottoscritto.

    Alla fine hanno ritratto, vista l’ evidenza, creando dolo (giusto) alla parte querelante e difesa dal fenomeno, che deve pagare il mio di avvocato le spese processuali, e pure il suo. Ma fra avvocati, giudice, ecc ecc, non c’e’ verso di andare contro l’ avvocato, perche’ il giudizio si da’ alla causa, e non a chi l’ assiste, essendo sopratutto consapevoli, l’ avvocato stesso, il mio, il giudice, che il tutto sarebbe andato a puttane, poiuche’ dopo alcuni mesi, tutto sarebbe andato in archivio per prescrizione dei termini.

    Se faranno una riforma della giustizia, oltre al comodo o a ragione di Berlusca, dovrebbero mettere che una parte legale, diviene parte stessa dei modi della parte che difende, prendendo le responsabilita’ stesse della parte, nel caso di gravi o tendenzione o false motivazioni ecc ecc, e che verrebbe perseguito di conseguenza. La legge sarebbe piu’ obiettiva e giusta. E che, chiunque amministri la legge, senza richiesta di alcuna parte, o denuncia o che, deve far andare la legge per il verso giusto, portando a giudizio tutto e tutti. Altroche’ economia o politica, si farebbe un spolverone che tutti diventano santi, saggi, e amministratori della propia e della altrui vita, qualunque essa sia.