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LA VERITA' SULLA SECONDA GUERRA MONDIALE


DI ERIC MARGOLIS
ericmargolis.com

Metz, Francia. La visita in Normandia del presidente americano Barack Obama, per commemorare il 65mo anniversario dello sbarco, ci ha portato a riflettere sull’intero corso della Seconda Guerra Mondiale e sulla sua perdurante propaganda come sui miti che tuttora ne circondano il ricordo.
Come istruttore decano appassionato di storia e docente di storia militare, permettetemi di sottolineare quattro di questi “miti” che sono particolarmente irritanti e fuorvianti.

Primo: L’esercito francese non si è semplicemente arreso né è fuggito via nel 1940, così come proclamano gli Americani conservatori che non sanno nulla.
Il Blitz tedesco che fra il maggio ed il giugno 1940 ha colpito la Francia travolgendo e scuotendo le sue armate come foglie sotto una tempesta, ha segnato una rivoluzione storica nel modo di condurre la guerra. La guerra lampo ha agito unendo la rapidità di movimento delle armate e della fanteria mobile, la precisione dei punti da bombardare, una logistica di supporto flessibile e nuove alte tecnologie in 3 C: comando, controllo e comunicazioni.Nel 1940 la Germania era al vertice nel mondo per le tecnologie avanzate: il 75% di tutti i trattati tecnologici erano perciò stati scritti in tedesco.
Le armate francesi ed i generali, addestrati a rispondere secondo i metodi della I Guerra Mondiale, furono sopraffatti da questo modo veloce di combattere. La Francia si basava ancora su una popolazione che in larga parte si occupava di agricoltura. L’attacco lampo, che ora viene adottato da tutte le forze armate più moderne, era studiato per colpire la mente più che il corpo, paralizzando la sua capacità di gestire grandi spiegamenti di forze o di combattere. I tedeschi chiamarono “pallottola d’argento” questa loro strategia.

E in effetti lo era. La Francia si affidava ancora ai corrieri per consegnare informazioni vitali. La Germania fu leader nel mondo nell’uso delle radiocomunicazioni mobili. E’ stupefacente sapere che il comandante in capo delle Forze armate francesi, Generale Gamelin, non aveva ancora il telefono nel suo quartier generale appena fuori Parigi.

Le forze di spedizione inglesi ben preparate, furono battute in Francia altrettanto velocemente di quelle francesi, e si salvarono soltanto abbandonando i loro alleati francesi e dileguandosi attraverso il canale della Manica.

Nessuna armata al mondo, in quel momento avrebbe potuto resistere davanti alla guerra lampo tedesca, strategicamente pianificata dal brillante Erich Von Manstein e portata avanti dagli audaci Heinz Guderian ed Erwin Rommel, tre dei più grandi generali della storia moderna.

Ma essi furono anche incredibilmente fortunati. Una bomba su un ponte tedesco sulla Mosa, o l’impossibilità di attraversare la foresta delle Ardenne con i mezzi bellici avrebbero potuto significare una differenza sostanziale tra vincere e perdere. I Francesi avevano momentaneamente spostato le riserve più deboli proprio nel settore che la Germania attaccò. Fu, come ebbe a dire Wellington dopo Waterloo, un dannato vicolo cieco.

La nuova fluida tattica germanica infranse le armate francesi. Essi non riuscirono a riordinare le loro file nonostante la loro fiera resistenza. Gli agili panzer tedeschi furono costantemente dietro di loro incalzandoli. Una ritirata sotto il fuoco è la più difficile e pericolosa delle azioni militari. Dopo sei settimane, e la pugnalata alle spalle dell’Italia di Mussolini, le armate francesi furono disintegrate.

La Francia perse 217 mila uomini e altri 400 mila feriti. Paragonate queste cifre alle perdite dell’America, 416 mila morti, in quattro anni di guerra nel Pacifico e in Europa. Ma alla fine la Francia non soffrì una perdita pari a quella della I Guerra Mondiale : 2 milioni di morti. La Germania perse 46 mila uomini nel corso delle varie azioni, altri 121 mila furono feriti e perdette 1000 velivoli. Se paragoniamo i dati, gli Stati Uniti, l’Inghilterra e il Canadà persero qualcosa come 10 mila soldati fra morti e feriti nel giorno dello sbarco in Normandia.

Secondo. Le fortificazioni francesi della Linea Maginot non furono tecnicamente aggirate, come racconta il mito. I tedeschi attaccarono la zona Nord Occidentale della parte terminale della Linea, passando attraverso la foresta Belga-francese delle Ardenne, lungo una strada che era stata creata in precedenza, nel 1939, dall’esercito francese che aveva svolto in questa zona le esercitazioni belliche. Fu l’immobilità dell’esercito francese che fallì e non la Linea Maginot. Può anche essere stata troppo costosa, avere richiesto l’impegno di troppi uomini ed essere diventata il simbolo del modo di difendersi della Francia, ma la grande struttura fortilizia (la Grande muraglia di Francia) adempì bene lo scopo per cui era stata costruita.

La Linea era stata progettata solo per difendere le industrie del carbone e dell’acciaio dell’Alsazia e della Lorena, e lo fece.

I tedeschi decisero che un attacco alla Linea sarebbe stato troppo costoso in termini di uomini ed optarono per una strada diversa, attraverso il Belgio.

Ma a causa della falda freatica delle Fiandre e del fatto che la Francia non aveva voluto costruire fortificazioni davanti agli alleati belgi, i confini Franco-Belgi avevano solo ridottissime difese fisse.

Per ironia della sorte, dopo che i tedeschi erano entrati a Sedan, sulla Mosa, un distaccamento dei Francesi, tenuto di riserva per proteggere questo punto vitale, si spostò ad est sulla breccia di Stenay per proteggere la Linea Maginot da un aggiramento e in tal modo aprì la strada ai panzer di Guderian che entrarono così nella Francia Nord Occidentale dietro le linee francesi.

La seconda grandiosa operazione anfibia nell’Europa Occidentale durante la II Guerra Mondiale fu l’attraversamento del Reno, un fatto completamente dimenticato, che i tedeschi effettuarono sotto il fuoco nemico nel Giugno del 1940.

Quelli che difesero l’inconquistata Maginot mantennero la loro posizione sino all’armistizio. Quelli che hanno preso in giro la Francia per avere costruito una fortezza che supponevano “aggirabile” dovrebbero conoscere le “inespugnabili” moderne fortificazioni statunitensi a Manila e il Forte Singapore edificato dagli inglesi che furono entrambe presi alle spalle dall’esercito imperiale giapponese. Le tanto vantate difese della “Westwall” e costiere non si comportarono meglio.

Terzo. La Wehrmacht e la Luftwaffe tedesche furono sconfitte molto prima dello sbarco. Nel commemorare la guerra, dobbiamo ricordare il coraggio e il valore degli intrepidi soldati e piloti russi che, come i soldati tedeschi, combatterono in modo magnifico sebbene per un regime criminale. La Seconda Guerra Mondiale in Europa non fu vinta per lo sbarco in Normandia, come vuole il mito. L’esercito e l’aviazione tedesche erano già state sconfitte dalle titaniche battaglie del fronte orientale.

I numeri parlano da soli. Gli eserciti Sovietici distrussero il 75 / 80% delle divisioni tedesche, 4 milioni di soldati, e la maggior parte della Luftwaffe. La Russia perdette almeno 14 milioni di uomini ed un analogo numero di civili. L’Armata rossa distrusse 507 divisioni Axi. Sul fronte occidentale, dopo lo sbarco, gli alleati distrussero 176 divisioni tedesche in cattive condizioni.

Quando gli alleati atterrarono in Normandia, incontrarono le forze tedesche già colpite e prive di copertura aerea, in difficoltà per la mancanza di carburante e di rifornimenti, incapaci di muoversi in tempi brevi. Nonostante questo i tedeschi combatterono come tigri. Se gli americani, gli inglesi e i canadesi avessero dovuto affrontare la Wehrmacht e la Luftwaffe del 1940 il risultato sarebbe stato molto diverso.

Quarto. La Seconda Guerra Mondiale non fu una lotta tra il bene e il male, tra le democrazie occidentali e le potenze totalitariste, come tuttora erratamente si ritiene.

Fu un conflitto per i territori e per le risorse che ha visto contrapporsi tra loro l’Impero Britannico che controllava il 25% dell’intero globo, l’Impero Francese, l’Impero Olandese e quello Belga e, più tardi, l’impero Statunitense (che possedeva le Filippine, possedimenti nel Pacifico, l’isola di Cuba e l’America Centrale), contro gli imperi italiano e Giapponese. L’Unione Sovietica era essa stessa un Impero.

Nel 1939, le uniche grandi potenze senza colonie, che quindi non rappresentavano un potere imperiale, erano la Germania (che aveva perso le sue poche colonie nella Prima Guerra Mondiale) e la Cina. Una volta conclusa la guerra l’Inghilterra e l’Olanda, che protestarono per avere subìto le crudeltà dell’occupazione nazista, chiesero di poter riavere le loro antiche colonie, alcune delle quali avevano dichiarato la propria indipendenza.

E’ difficile chiamare tutto questo una crociata per la libertà. Fu certamente una liberazione per la popolazione bianca della Germania e dell’Europa occupata. Ma non lo fu per le popolazioni dell’Asia e dell’Africa. Comunque, alla fine, la guerra mise in moto forze che avrebbero sicuramente determinato la fine del colonialismo. Il collasso dell’Impero britannico, che Winston Churchill aveva cercato di difendere ad ogni costo, aprì la strada alla decolonizzazione di tutto il mondo.

E questo non dobbiamo dimenticarlo.

Eric Margolis
Fonte: www.ericmargolis.com
Link: http://www.ericmargolis.com/political_commentaries/getting-to-the-truth-about-world-war-ii.aspx
8.06.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PAOLA BOZZINI

Pubblicato da Davide

13 Commenti

  1. Diciamo anche che l’esercito tedesco non era questa potenza indistruttibile fin dall’inizio, viene mitizzato perche’ piu’ grande e’ il nemico sconfitto piu’ grande sono io che l’ho sconfitto.
    Gli americani sono entrati in guerra quando la guerra era gia finita…l’esecito tedesco era arrivato al limite della sua espansione ad est, i giapponesi avevano appena iniziato, ma come avrebbero mai potuto restire quando era
    tutto il mondo contro di loro?

    L’ Italia combatte’ molto meglio di quanto non si voglia ammettere, i tedeschi li umiliano con l’olocausto, noi dicendoci che siamo degli inetti vigliacchi.
    I tedeschi i russi e i giapponesi sono ricordati come soldati incredibili ma dei veri e proprio barbari…non si parla mai pero’ degli stupri di massa compiuti dalle truppe “alleate”…

    La guerra e’ stata uno scontro fra poteri “nazionali”, Germania Italia e Giappone, e imperi economici, i soldi hanno vinto sul sangue e le banche hanno imposto il loro “impero del male” sulla terra. che stermina stupra devasta in una scala molto maggiore di quanto non abbia mai fatto alcun (comunque condannabile) regime nazionalistico.

  2. “Quarto. La Seconda Guerra Mondiale non fu una lotta tra il bene e il male, tra le democrazie occidentali e le potenze totalitariste, come tuttora erratamente si ritiene.
    Fu un conflitto per i territori e per le risorse che ha visto contrapporsi tra loro l’Impero Britannico che controllava il 25% dell’intero globo, l’Impero Francese, l’Impero Olandese e quello Belga e, più tardi, l’impero Statunitense (che possedeva le Filippine, possedimenti nel Pacifico, l’isola di Cuba e l’America Centrale), contro gli imperi italiano e Giapponese. L’Unione Sovietica era essa stessa un Impero.”

    Mi pare totalmente condivisibile questa conclusione. C’e’ chi però queste cose le diceva nel…1948:

    http://www.quinterna.org/archivio/1945_1951/seconda_guerra.htm

    La critica scientifica del marxismo ha posto assai bene in luce che l’involversi disgregativo della società capitalista (contrasto insanabile fra le forze produttive e rapporti di produzione) caratterizzato, oltre che dalle continue lotte degli strati sociali antagonisti, dai conflitti e dagli urti formidabili che la sfrenata concorrenza capitalistica per la conquista dei mercati di smercio e di sfruttamento, il vorticoso moto accentratore dei mezzi di produzione ed il loro elefantiaco sviluppo, hanno prima attuato su scala nazionale ed ora, nell’epoca dei grandi blocchi super-statali, tragicamente pongono su scala intercontinentale. Studiando tale antitesi sorge marxisticamente la previsione dell’ineluttabilità di un terzo conflitto mondiale se il proletariato non tornerà ad avere piena coscienza dei suoi interessi e del compito rivoluzionario che la storia gli ha affidato.

  3. l’esercito tedesco ha avuto un solo grande limite: hitler.
    senza di lui, chissà……

  4. Sicuramente Hitler fu un limite per l’esercito tedesco, ma sono convinto che in realta’ non abbiano mai avuto alcuna speranza di vittoria, senza Hitler o si arrendevano prima, con una resa trattata, o semplicemnte la guerra sarebbe durata di piu’.

    Ti invito a dare uno sguardo alla consistenza delle squadre…;) anche senza gli USA la russia avrebbe spazzato via i tedeschi, e’ una questione di numero e risorse, sono retrocessi fino a quando gli ha fatto comodo, spostando con tutta calma le produzioni belliche dietro agli Urali, dove erano inattaccabili, honno fermato i tedeschi e poi li hanno sterminati con metodo e calma, sfruttando questa magnifica occasione per spazzare via anche quel poco che restava dell’opposizione interna al regime comunista, e’ poco noto, ma nella campagna di russia ben DUE MILIONI di soldati russi passarono a ranghi compatti dal lato tedesco (fonte History of second World War) era tutta genete che veniva da famigli fedeli allo zar o kulaki…insomma gente a cui il regime comunista non piaceva, molti cercarono a fine guerra di fingersi prigionieri dei tedeschi, infatti dei russi liberati dai campi di prigionia tedeschi non se ne salvo nessuno furono tutti “liberati” e poi uccisi…non si ando per il sottile, non erano morti combattendo quindi erano dei traditori e furono fucilati…

    Comunque la storia e’ una faccenda complicata, certo e’ che militarmente parlando non si puo’ proprio parlare male della wehrmacht, hanno combatutto una guerra soli contro tutti, e ovviamente hanno perso, ma per come l’hanno combatutta alla fine o si doveva sterminare l’intero popolo tedesco o lo si doveva umiliare hanno deciso di umiliarlo.

  5. Gia’, e il compito rivoluzionario che la sotia ha affidato ad ogni uomo,
    e’ che le risorse sono di tutti, e bisogna prenderne ed usarne quanto basta per vivere un passo indietro da come viviamo.
    Ma questo concetto, se lo sono bruciato da sempre, e un’ estinzione umana,
    dovuta a questo difetto di concetto e abuso.
    E’ per questo, che il globale si unifica, perche’ si assomiglia ed e’ una stessa cosa,
    e’ un mostro concettuale umano, che prende, che ne e’ untore, che riduce al tutto negativo,
    e che da solo, si autoepurera’.
    Gli uomini, non saranno altro che i burattini della faccenda e di se stessi.

  6. da quello che ho capito io, assieme ad altri, i tedeschi uscirono perdenti e beffati dalla prima guerra mondiale.
    Comandare e prendersele, equivale a comandare e darle.
    Questo pensiero e’ divenuto totalitario nella mente di un uomo,
    che ha tirato delle linee, degli scopi, e se ci deve essere un vincitore o un sopravissuto, e’ meglo che sia io e la mia razza.
    E’ un po’ la logica che corre oggi, fra tante infarinature, nella vita degli stati e dei blocchi.
    Alla fine, arriveranno pure loro ai ferri corti.
    Dai tempo al tempo, quando le intenzioni si faranno fatti, attraverso quello che hanno imparato a vivere e a far vivere,
    con questi sistemi filtrati economici e militari,
    che non sono altro che matrioske, dove l’ uomo non e’ mai cambiato,
    ma ha affinato del meglio sulle stesse rime, con forme piu’ talgienti e piu’ deleteree, alla fine.

  7. allora aggiungiamo pure mussolini.
    perchè probabilmente fu lui a causare la disfatta tedesca in russia, avendo costretto hitler a ritardare di un mese l’attacco alla russia per tirar fuori dai casini il nostro esercito che le stava prendendo dai greci.
    probabilmente con un mese in più a disposizione mosca l’avrebbero presa, ed essendo questa città il maggior snodo ferroviario del paese avrebbero ridotto di parecchio le capacità logistiche di stalin, senza contare l’aspetto psicologico.

    in ogni caso l’errore fondamentale, secondo me, fu quello di consentire agli inglesi di ritirarsi da dunkerque praticamente indisturbati.
    avessero finito con l’inghilterra quando potevano farlo senza troppe perdite, con tutta probabilità in russia sarebbe stata una passeggiata: tieni conto che con gli inglesi fuori gioco avrebbero potuto concentrare tutte le forze disponibili ed in quel caso non so quanto avrebbero potuto ritirarsi i russi prima di collassare.
    se poi non ci fossero stati gli ordini di hitler ed avessero trattato meglio le popolazioni dei territori conquistati, che in molti casi (vedi ucraina) li accoglievano da liberatori……

  8. In mezzo agli eventi, c’e’ sempre qualcosa da capire e imparare,
    e non e’ mai tutto oro colato quello che raccontano.
    Interessante la lettura dei fatti, e alla fine sempre pochi dettagli fanno la differenza.
    Difficle mettere sulla bilancia i pro e i contro.
    Vero pure, che se gli ucraini li accolsero come liberatori, non c’era troppo da stare allegri da quelle parti.
    Una disgrazia, spesso, se si vuole leggerla cosi, viene sempre su una disgrazia maggiore.

  9. Io vorrei, visto che si è aperto un dibattito di esperti, che qualcuno mi spiegasse come mai visto che la guerra è scoppiata per difendera la Polonia invasa, la Francia e la Gran Bretagna non abbiano dichiarato guerra anche alla Russia.
    La mia non è una domanda provocatoria è veramente una curiosità che nonostante tutti i tentativi fatti non sono mai riuscito a capire; voglio dire la cosa che pare impossibile è di avere una risposta vera, non quelle ufficiali di comodo.

  10. Con il senno del poi si possono fare tutte le congiunture più fantasiose…..noi non potremmo mai saperlo.
    Una cosa é sicura il III Reich é stato annientato.

  11. “I numeri parlano da soli. Gli eserciti Sovietici distrussero il 75 / 80% delle divisioni tedesche, 4 milioni di soldati, e la maggior parte della Luftwaffe. La Russia perdette almeno 14 milioni di uomini ed un analogo numero di civili. L’Armata rossa distrusse 507 divisioni Axi. Sul fronte occidentale, dopo lo sbarco, gli alleati distrussero 176 divisioni tedesche in cattive condizioni.

    Quando gli alleati atterrarono in Normandia, incontrarono le forze tedesche già colpite e prive di copertura aerea, in difficoltà per la mancanza di carburante e di rifornimenti, incapaci di muoversi in tempi brevi.”

    Si sapeva che buttare tra le braccia dei nazisti, ormai allo stremo e ridotti ai minimi termini, migliaia di giovani virgulti senza esperienza invece che aspettare le forze di terra che avrebbero sicuramente avuto la meglio con un po’ di pazienza furono solo gli accordi di Yalta. Presentarsi senza un’adeguata lista di morti non avrebbe favorito il piano (Marshall?) di penetrazione USA nel vecchio continente. Quindi l’epifonema “Il collasso dell’Impero britannico, che Winston Churchill aveva cercato di difendere ad ogni costo, aprì la strada alla decolonizzazione di tutto il mondo” non è del tutto esatta. Fine dell’impero britannico sì, ma inzio dell’impero americano. Proprio grazie a quei sciagurati militari USA del D-Day

  12. è una domanda che mi son sempre fatto pure io…. senza peraltro avere una risposta.
    una vecchia canzone dice “era già tutto previsto”……
    non vorrei che sia stato proprio così.

  13. Posso sapere da che fonti derivano 507 divisioni sul fronte Est e 176 divisioni Tedesche sul fronte Ovest?