La verità dei fatti della giornalista Federica D'Alessio: "Pressioni ed intimidazioni dal sistema filoisraeliano. Ho avuto paura"

La cronista non lavora più per Micromega: "risoluzione consensuale" dopo gravi pressioni esterne sulla sua persona e verso l'azienda.

La verità del potere e la verità dei fatti della giornalista Federica d'Alessio: "Intimidazioni, pressioni e minacce dal sistema filoisraeliano"
La giornalista Federica D'Alessio
La pubblica denuncia della giornalista Federica D'Alessio è chiara, quanto amara: le sue libere opinioni sui crimini israeliani in Palestina non sono state gradite da chi conta e quindi è arrivata anche la risoluzione "consensuale" del rapporto di lavoro con la rivista Micromega, organo liberal di propaganda mainstream che più non si può. E' la stessa D'Alessio che racconta delle pressioni ricevute e da quali ambienti. Per chi non lo avesse ancora capito, funziona così: o dici quel che vogliono che tu dica, o sei fuori. Eccola qua la selezione naturale, anche fra i giornalisti, ciò che separa i servi dagli uomini liberi. Ed il prezzo da pagare è spesso il proprio lavoro, pur di non vendere la propria dignità e la propria onestà intellettuale. Da Federica D'Alessio ci separano magari diversità di vedute su come interpretare la nostra contemporaneità, tuttavia, la libertà di espressione oltre ad essere un cardine della nostra Costituzione, è un pilastro di chi aspira a fare onestamente informazione, al meglio possibile. A Federica D'Alessio va la solidarietà della redazione di ComeDonChisciotte.org.

La verità del potere e la verità dei fatti

Di Federica D'Alessio

L’11 novembre, il mio rapporto di lavoro con la rivista MicroMega si è concluso, consensualmente. Ero arrivata in MicroMega due anni fa, per una collaborazione che inizialmente doveva essere di qualche mese in sostituzione di una collega, e che era stata poi convertita in un rapporto a tempo indeterminato. Il primo della mia vita.

Il terremoto che si è abbattuto su di me in questo ultimo mese, con una serie di attacchi in batteria ricevuti dalla comunità filoisraeliana italiana, ha coinvolto in pieno – secondo una classica modalità intimidatoria e ritorsiva – anche l’azienda per cui lavoravo; questo nonostante tutte le reazioni fossero state suscitate da post scritti sui miei profili social personali.

Post che la propaganda non ha gradito, giacché osavano mettere in discussione alcuni dei cardini narrativi attraverso i quali la comunità filoisraeliana in tutto il mondo giustifica la barbarie che Israele sta dispiegando da oltre un anno in Palestina. Hanno pensato bene di colpirmi dove sapevano di trovarmi più vulnerabile, come sempre fanno: nei rapporti di lavoro. Per zittirmi si sono mobilitati i loro più famosi esponenti sui media. Associazioni, giornali e pseudo-giornali, giornalisti e pseudo-giornalisti, leoni e leonesse da tastiera e via discorrendo hanno messo in campo la loro capacità d’influenza e di pressione e hanno utilizzato i social, la stampa, le comunicazioni private per diffamare la mia persona, macchiare la mia immagine professionale e deteriorare il mio rapporto di lavoro. Volevano fare paura, a questo servono le comunicazioni intimidatorie. E sono efficaci: riescono a fare paura. In queste settimane ho avuto, sinceramente, paura.

Hanno riversato sul mio conto una incessante quantità di menzogne, tanto sulle mie idee e posizioni, quanto sulle vicende che venivano via via prese a pretesto per colpirmi: i presunti stupri del 7 ottobre 2023; la vicenda della giovane iraniana denudatasi a Teheran e trasformata in un meme propagandistico alla velocità della luce; e infine, gli avvenimenti di Amsterdam, il cui racconto da parte dei media mainstream e delle principali istituzioni politiche europee ha segnato credo il punto di scollamento massimo, nelle formalmente democrazie occidentali, fra la realtà come la rappresentano le élite e quella che la gente comune esperisce.

Tutto questo, come scrivo e dico da ormai oltre un anno, non è semplicemente un modo violento di stare al mondo; è parte di un sempre più esplicito passaggio a nuovi regimi totalitari, anche nella nostra Europa; regimi che mirano ad asservire le popolazioni a nuove forme di suprematismo di classe e razziale, e che non riuscirebbero mai a instaurarsi senza colpire, come da manuale, innanzitutto la ricerca della verità e chi la porta avanti.

La mia convinzione profonda, perciò, è che la resistenza democratica a questi nuovi totalitarismi passi, così come è sempre stato nei frangenti che hanno fatto la Storia, dall’affermare testardamente la verità dei fatti su quella del potere. E dalla solidarietà, altrettanto testarda, contro chi subisce vili attacchi squadristici perché ciò che fa non va giù ai detentori del potere.

Per me, in questo momento la priorità è continuare a esprimere il mio pensiero, senza cedere al ricatto della violenza e della paura; praticare le libertà politiche di cittadina garantite dalla Costituzione, mai così minacciate per tutti e tutte; e creare le condizioni per continuare a esercitare il mio mestiere in piena coscienza e dignità. Anche a costo di doverci rinunciare, come già fatto più volte in passato, se tali condizioni non dovessero più sussistere.

Chiunque mi abbia accusata di antisemitismo, di “negazionismo” dell’Olocausto o dello stesso 7 ottobre nella sua gravità e orrore, e persino di fiancheggiare formazioni terroristiche, ovviamente non si è premurato di leggere nulla degli articoli e neanche dei post che ho scritto nel corso degli anni, prima di muovere tali pesanti accuse; ne risponderà davanti ai giudici.

Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in queste settimane, e in primis il sindacato Stampa Romana per la sua assistenza calorosa e solidale. Da un punto di vista professionale torno a essere una giornalista indipendente, dai tempi ponderati, esattamente come lo ero prima che cominciasse la mia imprevista avventura da redattrice.

La mia unica amarezza è la consapevolezza che indietro, veramente, non si torna. Due anni fa, quando entravo in MicroMega, c’era ancora mio padre con me, ad appoggiarmi nelle mie battaglie, nei traguardi e nelle peripezie. Oggi non c’è più. La mia famiglia mi è vicina, mi sostiene con amore e solidarietà ogni giorno; l’abbraccio di Alessio, ovunque si trovi in questo momento – nei nostri pensieri innanzitutto –, ci riscalda.

9:31 AM - 14 novembre 2024




La verità del potere e la verità dei fatti L’11 novembre, il mio rapporto di lavoro con la rivista MicroMega si è concluso, consensualmente. Ero arrivata in MicroMega due anni fa, per una collaborazione che inizialmente doveva essere di qualche mese in sostituzione di una…

— Federica D'Alessio (@federdale) November 14, 2024

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Commenti (24)

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    1. colzani5 20 novembre 2024

      Fanno paura finché avremo paura. Sono solo lo 0,17% della popolazione mondiale.

    1. Phantom 20 novembre 2024

      Benvenuta nella realtà.Meglio tardi che mai.Ora ti do un consiglio,lascia perdere i tribunali e gli avvocati,la sentenza è già scritta.Alla fine non otterrai niente e perderai un sacco di soldi.

    1. Balabiott 20 novembre 2024

      Buongiorno fiorellino, dormito bene?..sarò terribilmente prevenuto ma mi sa che tu sei una di quelle che difendeva/difendi il grinnkazz come misura scientifica ed il siero modalità "atto d' ammmore"..politica estera, vediamo un po': gridavi/gridi Slava Ukraini, ti bagni tutta quando vedi Zezè e leggi Kant?..la NATO? "entità puramente difensiva", of course!...dimmi, Israele, entità immonda, lo scopri solo ora col genocidio dei palestinesi o lo consideravi "unica democrazia del M.O. in cui fanno pure il Gheipraidd"?...sbaglio a giudicarti?..lo spero vivamente.

    1. andreabsni 19 novembre 2024

      Molto coraggiosa, merita tutto il nostro supporto, per quel che conta. Grazie alla redazione nel rendere noto questo esempio di coraggio attivo.

    1. nandoricciardi 19 novembre 2024

      Mah... Micromega, Eugenio Scalfari, La Repubblica, L'Espresso, Caracciolo, Flores D'Arcais, Agnelli, Elkann, li ho frequentati per una vita e me ne vergogno. Ma negli anni scorsi, in mancanza di Internet e di un'Informazione libera il panorama della Carta stampata era il deserto dei tartari. Le cose più abominevoli? Le articolesse del gattopardesco papa Eugenio. I meriti? La saltuaria presenza di qualche intellettuale serio non allineato col berlusconismo. Insomma il gruppo Gedi ha fatto anche cose buone proprio come il Duce, il primo faro politico del giovane balilla Scalfari.

    1. mago 19 novembre 2024

      La mia vicinanza e solidarietà a questa giornalista,se non ti eliminano fisicamente usano tutti i metodi possibili per farti tacere.

    1. maghi 19 novembre 2024

      mah, quando lavoravo, dovevo attaccare il ciuco, dove volevs il padrone. Non mi pare di doversi meravigliare: se vuoi lo stipendio, alla fine devi obbedire.

    1. ndr60 19 novembre 2024

      Sarebbe interessante misurare la lunghezza del guinzaglio dei giornalisti tv e dei giornaloni: per alcuni è molto corto, per altri è diventato superfluo.

    1. sbregaverse 19 novembre 2024

      Fede grandissimissima !

    1. DANILO FABBRONI 19 novembre 2024

      IL IV REICH IN AZIONE...

    1. BrunoWald 19 novembre 2024

      Malgrado la distanza siderale rispetto alle posizioni di Micromega, non si può non condividere la solidarietà espressa dalla redazione.

      La "comunità filoisraeliana", chiamiamola così, ha sempre agito in questo modo - intimidatorio e ritorsivo, nelle parole di D'Alessio - usando il ricatto economico, le minacce, la diffamazione, la canea mediatica in cui branchi di sciacalli attaccano simultaneamente un bersaglio additato alla gogna sociale, senza possibilità di difesa...

      Siamo sinceri: tutto ciò è sempre avvenuto nella negazione e/o nell'indifferenza generale. Perché come società facciamo schifo. Del resto è più facile prendersela con "l'antisemita" di turno, che guardare in faccia la realtà.

      Forse, adesso, di fronte all'insopprimibile evidenza, qualcosa potrebbe cominciare a cambiare... Sono scettico, ma dicono che bisogna pensare positivo.

    2. nicolcass 19 novembre 2024

      sai benissimo che non cambierà nulla, anzi peggiorerà...siamo di fronte ad una mafia, crudele e feroce in modalità esquadrones de la muerte

    1. Giovanni01 19 novembre 2024

      Solo due appunti. Il primo, è dal post prima guerra che nasce la tensione tra religioni in Palestina, esplosa poi alla fine del secondo conflitto mondiale.
      Secondo, quel "ne risponderà davanti ai giudici"....

    2. colzani5 20 novembre 2024

      In realtà le tansioni sono atti terroristici verso le popolazioni indigene. Il sionismo ha definito e definisce "guerra" ciò che in verità è mero colonialismo e genocidio.

    1. nicolcass 19 novembre 2024

      israele è l'unica democrazia del medio oriente...baciamo le mani a vossia

    1. nicolass 19 novembre 2024

      squadristi del pensiero unico... ti attaccano per annichilirti e sanno dove fa più male.

    2. Nonso 19 novembre 2024

      Questa è scopiazzata

    3. ric 19 novembre 2024

      questa invece e' "unica "

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    4. oliver 19 novembre 2024

      V E R G O G N A

    5. Nonso 19 novembre 2024

      Tutti in farmaci

    6. maghi 19 novembre 2024

      lo diceva anche mia nonna.

    7. Nonso 19 novembre 2024

      Cari saluti

    8. omega 20 novembre 2024

      Il simbolo di qualcosa.
      E gli altissimi meriti?

    9. colzani5 20 novembre 2024

      Per ricordarci che le uniche vittime sono coloro prediletti dal loro dio.

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