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LA TRAGEDIA DI KACINSKI, COME QUELLA DI SIKORSKI !

DI GIANNI CAROLI
napolibera.eu

Una atroce catastrofe, che ricorda la Grecia antica, degna di Euripide Sofocle ed Eschilo, i tragèdi del Fato. Questo ci suggerisce il ‘crash’ dell’ aereo del Presidente polacco Lech Kacinski. che RICORDA, PER PERFETTA ANALOGIA, in maniera davvero sconvolgente, la caduta dell’ aereo del suo omologo Wladislaw Sikorski, avvenuta a Gibilterra nel settembre del 1943. Con la morte di entrambi. Tutto questo avviene nel bel mezzo, e forse a suo contrasto, di una storica riconciliazione Russo-Polacca, che aveva visto giovedì il primo atto, con la visita del Premier Vladimir Putin alle ‘fosse di Katyn’, mano a mano con l’ omologo Donald Tusk; mentre oggi era prevista l’ incontro a livello Presidenziale, tra Kacinski e Medvedev, al Sacrario che ricorda quell’ orrore, nella vicina Smolensk…. Cosa nasconde allora per DAVVERO, quale tabù intoccabile, la terribile storia della strage di migliaia e migliaia di ufficiali polacchi a Katyn? E come mai venne tenuta segreta la responsabilità dei russi nel crimine nefando, il cui attuatore, pensate un po’, fu NIKITA KRUSCEV, il filo-occidentale autore del ‘disgelo’ con gli USA, alla testa di reparti speciali dell’ NKVD, la tremenda polizia segreta sovietica degli anni ’30’-40 ? La responsabilità infatti, dal Processo di Norimberga in poi, venne attribuita ‘ai tedeschi’.

MA DI COMUNE ACCORDO, TRA ENTRAMBE LE PARTI VINCITRICI IN GUERRA! TANTO I SOVIETICI QUANTO GLI ANGLO-AMERICANI FALSIFICARONO E NASCOSERO LE PROVE SU QUEL MASSACRO: CHE RIMASERO PER DECENNI E DECENNI SEPOLTE PROPRIO A NAPOLI, FOTO E RELAZIONE DELLA COMMISSIONE INTERNAZIONALE D’ INCHIESTA NOMINATA DALLA CROIX ROUGE E PRESIEDUTA DAL MEDICO NAPOLETANO VINCENZO MARIO PALMIERI…..E NATURALMENTE, SEPOLTE NEGLI STESSI ARCHIVI GINEVRINI.

Dove personalmente andai a ripescarli, dopo avere ottenuto, da privati, le loro corrispondenti documentazioni napoletane nascoste per ben 56 anni in scaffali ed archivi, sotto falso nome…. Perché intanto gli altri componenti la commissione stessa o sparirono nei carceri sovietici, dacché l’ URSS occupò i loro paesi dell’ Europa Orientale; o furono costretti al silenzio, con metodi pesantemente dissuasivi in Occidente, come il Palmieri stesso. Che fu poi premiato con la carica di sindaco di Napoli, eletto nel 1963, dopo la caduta di Achille Lauro, causa tradimento dei famosissimi ‘sette puttani’, consiglieri comunali che abbandonarono la maggioranza monarchica.

Ma da chi, veramente, Palmieri e colleghi, furono dissuasi dal ‘dir tutto’? Solo dai comunisti del PCI, ed a partire dal 1948 , come afferma una stupida vulgata quale quella che ci offrono certi libriccini in merito, per esempio di Viktor Zaslavskji, lo storico transfuga dalla Russia scomparso di recente? Stiamo ai fatti:
A) la strage avviene nell’ autunno del ’40, quando la Russia, secondo il noto Patto stipulato fra Ribbentrop e Molotov, si spartisce la Polonia con la Germania che la invase per prima, col pretesto di Danzica. Ed occupa Smolensk e la sua regione, prendendo prigionieri gli ufficiali che poi verranno tutti quanti assassinati a freddo. (Tenete presente che la ‘Polonia’ era ricomparsa come nazione autonoma, sulle cartine geopolitiche, solo dal 1919, quando si erano dissolti sia l’ Impero Absburgico che quello Tedesco; e la Russia aveva proprio a quello ceduto, con la pace di Brest-Litovsk successiva alla rivoluzione bolscevica del ’17, le sue terre occidentali, cioè proprio la c.d. ‘Polonia Orientale’ ove Katyn si trova. Ed inoltre: che la Polonia stessa, in funzione eternamente anti-russa, si era legata proprio alla Germania, con analogo patto ‘difensivo’ nel 1934. Dunque, anche considerando che con il Patto di Monaco ’38 le potenze occidentali avevano dato ‘via libera’ ad Hitler nel suo ‘spazio vitale’ verso Oriente, alla Russia non sembrò vero di potersi riprendere quanto già suo prima che la Polonia rinascesse dopo quasi due secoli di inesistenza statuale.)

B) La commissione d’ inchiesta, invece, si mette in moto solo due anni e mezzo dopo, primavera 1943. Quando i tedeschi, dopo avere a loro volta cacciato i russi da Smolensk, a seguito della nota Operazione Barbarossa dell’ estate ’41, scoprono queste macabre fosse al disgelo seguente, e chiedono su quelle salme una Commissione Internazionale d’ Inchiesta, che stabilisse la realtà dei fatti. Passa un anno, la Commissione si costituisce, formata dalla Croix Rouge Internationale, nonostante l’ opposizione sovietica a livello diplomatico. La compongono eminenti luminari, e la presiede l’ anatomo-patologo napoletano Vincenzo Mario Palmieri.

Quando questi parte l’ Italia, ben prima della destituzione di Mussolini, è un paese ‘fascista’ e combattente contro gli Alleati, legato alla Germania dal Patto d’ Acciaio cosiddetto. Quando egli torna a Napoli carico di foto e documenti, Mussolini è in galera già al Gran Sasso, il Re è fuggito, e tutto il Sud-Italia è caduto nelle mani degli anglo-americani. A Napoli è attivissimo il Warfare Psychological Branch, l’ altissimo ufficio di spionaggio inglese che ha il compito di ‘ricostruire la narrazione bellica’ secondo quegli interessi; ed anche di governare il dopoguerra, soprattutto dal punto di vista giornalistico. Ha il potere di dare la carta ai quotidiani nascenti, e pure le notizie: quelle sole, da pubblicare. Le altre, kaputt. Esistono a Napoli INNUMEREVOLI testimonianze, registrate o scritte, spesso anche pubblicate da editori ‘minori’ (insoma, a spese dell’ autore), e molto dettagliate, circa l’ attività di questo Ufficio copertissimo.

Floriano Del Secolo, importante giornalista ed editore; Guglielmo Peirce, un comunista eretico che si era fatto tre anni di carcere sotto il regime, poi espulso dal PCI; Libero Villone, un docente di filosofia che fu ‘decano’ del bordino-trotzkismo; Massimo Caprara, notissimo segretario di Togliatti CHE NE FACEVA ADDIRITTURA PARTE EGLI STESSO, per sua stessa ammissione; Norman Lewis, una spia inglese di minore rango, che ne parla in maniera obliqua e reticente nel suo journal de guerre pubblicato da Adelphi nel 1994, ’Napoli 1944’ ; Peter Tompkins, l’ ufficiale dell’ OSS che ne parla nel suo ultimo libro pubblicato da Mursia, ‘L’ altra Resistenza’. Vi allude Maurizio Valenzi, specie nel suo ultimo libro di memorie ‘Confesso che mi sono divertito’. Ma soprattutto, oltre alla famiglia stessa di Palmieri CHE BEN SAPEVA DA QUALE PARTE VENISSERO LE ‘DISSUASIONI A PARLARE’, E AD IMPEDIRE LA VERITA ’, CUSTODENDONE LE PROVE, di tali dissuasioni stesse; ed oltre ad ai suoi allievi, era ‘La Sfinge’, lo scrittore polacco Gustaw Herling. Che visse quasi cinquant’ anni a Napoli senza mai aprire bocca su questo fatto, di cui ben a conoscenza, come pure di Palmieri in persona. Russòfobo nato, come naturalmente sono tutti i polacchi e per naturalissime ragioni, era anche un anticomunista ‘ontologico’: tendenze che doveva tenere a freno per la semplice ragione che, tramite gàmos contratto a Napoli con la figlia di Don Benedetto, era dovuto diventare ‘anglo-crociano’. Così Herling, che aveva scritto un boicottatissimo libro, anche da suo suocero, che vanamente lo propose a Laterza! sulla sua detenzione in un gulag sovietico sul Mar Bianco, ‘A world apart’, pubblicato a Londra il 1951 nel silenzio più assoluto della stessa stampa inglese, SAPEVA TUTTO, MA NON DICEVA NULLA. E d’ altra parte, nel pieno di quella recita chiamata Guerra Fredda, tacque addirittura la Commissione Stevenson, nominata per far luce sul caso dal Senato USA nel 1952! Nonostante che Palmieri avesse spiegato ai Senatori ogni dettaglio, per filo e per segno….

Herling, va precisato, una volta ‘liberato’ da quel gulag stesso, si era riunito all’ Armata-fantasma del Gen. Anders, che faceva da ‘contrappunto’ al Governo Polacco in esilio a Londra, presieduto da Wladislaw Sikorski: entrambi, in realtà, del tutto inesistenti, perché gli inglesi, ad esempio, NON LI FECERO COMBATTERE NEPPURE A CASSINO (gli inglesi hanno grande paura della Polonia e dei polacchi stessi, che tengono al guinzaglio strettamente, impedendogli ogni movimento reale); soltanto concedendogli di ‘posare’ in fotografia con drappo biancorosso sulle macerie, proprio come a Iwo-Jima i marines dell’ analogo trucco fotografico. E’ un famoso paradosso di quella ‘drole-de-guerre’ che fu la propaganda circa la stessa guerra che fece 50 mln. di morti, in Europa, in Africa e in Oriente. Insomma: Palmieri, quando torna a Napoli, consegna tutto l’ incartamento agli ufficiali inglesi del PWB, CHE GLI IMPONGONO IL SEGRETO. Tranne qualche copia trafugata, che finisce a Roma a ‘La Vita Italiana’ di Giovanni Preziosi, il noto antisemita che la pubblica semi-clandestinamente, oramai alla vigilia della occupazione alleata della Capitale. Questo segreto a Katyn, a Gibraltar, in piazza San Pietro, ed a Smolensk è veramente custodito ad oltranza, e per quale ragione? Solo perché la Russia era allora diventata, con l’ entrata in guerra degli USA, ‘Alleato di Guerra’ anche dei britannici? No: perché gli inglesi avevano tutto l’ interesse a ‘sputtanarli’ comunque, visto che solo un anno dopo la fine del conflitto, Churchill, col discorso di Fulton-1946 (o ‘della caffettiera’), gli dichiara ‘Guerra Fredda’. Promettendogli pure quella calda, proprio come imminente! La metafora della ‘caffettiera che bolle’, cioè l’ Europa oppressa dai russi, questo voleva dire. E dunque: la vera ragione è che gli inglesi TEMONO LA POLONIA almeno la temono quanto i Russi e i Tedeschi, che ne hanno spesso ‘fatto le spese’ nei secoli di secoli. E soprattutto temono una loro eventuale riconciliazione ‘in simultanea’, che segnerebbe le fine era e propria dell’ Inghilterra, altro che a Giarabub! Ma al contrario di quelli, russi e tedeschi, può avvenire anche perché non hanno confini di terraferma in comune con la Polonia: grazie ai loro ‘servizi’, riescono magnificamente a strumentalizzarne la causa, senza mai farla ‘vincere’ davvero. E cioè ne impediscono regolarmente ogni riconciliazione coi vicini: cosa di meglio allora che lasciar covare, sotto la cenere, la brace sorda del ‘risentimento polacco’ contro i due grandi vicini? Fare finta di prenderne le parti, per subalternizzarli, ma senza emanciparli; per usarli a dovere, e poi GETTARLI VIA QUANDO NON SERVONO, o diventano essi stessi pericolosi….

E’ una politica inglese storica, quella di dividere il continente fra reami rivali, per insinuarsi fra di essi. Proprio come facevano pure con gli esuli italiani a Londra, nell’ Ottocento: è storia questa del nostro Risorgimento, la sua parte più brutta e oscura ancora adesso. Ed è il caso di Sikorski. Questi era, oltre che un militare-patriota ferocemente antirusso e antitedesco, anche un famoso ingegnere aeronautico, inventore dell’ omonimo elicottero: gli inglesi lo fanno Capo del Governo Polacco in esilio dopo l’ occupazione tedesca, e lo ospitano sul loro territorio, a Londra. Quando viene da loro occupato (luglio-settembre ’43) tutto il Mezzogiorno d’ Italia, Sikorski si trova a Gibraltar, tappa per Londra, di ritorno dal Medio Oriente, dove segue da vicino le sorti della Guerra in Medio Oriente e le truppe di Anders acquartierate in Siria. Una guerra ormai in via di conclusione anche in Nord Africa. Ci si prepara già al successivo D-Day, l’ invasione massima, ben più poderosa che gli sbarchi successivi di Gela, Salerno ed Anzio: questi, col periglioso risalir di penisola, furono imposti dagli inglesi agli americani (che invece volevano concentrarsi sul fronte principale Nord-Europeo), per le loro buone ragioni di atavica ‘politica mediterranea’; e cioè controllare, dalla Portaerei-Italia, tutto il bacino intero. Una intuizione strategica che tuttora scontiamo sulla pelle….

Sikorski decide allora, il momento è fatale, di ritornare a Londra, per prepararsi al prossimo ‘sbarco in Polonia’: e da Vincitore! Per quanto lo sue truppe non sparino un sol colpo da nessuna parte, limitandosi alle foto d’ onore, come poi si vedrà a MonteCassino. Sale allora a bordo di un DC-3 Dakota della Royal Air Force, l’ aereo di Ingrid Bergman in Casablanca. Manco si solleva dalla pista di Gibilterra, che subito si schianta al suolo, uccidendo Sikorski: amarissima sorte! Subito dilagò il sospetto che Churchill, temendone una prossima riconciliazione con la Russia , —come del resto dettavano i fatti stessi della guerra comune contro la Germania : andando anche ‘oltre Katyn’ ed il torto gravissimo subito— si fosse regolato di conseguenza. Come suo costume di fare, già con i curdi, che fece gassare nel 1924 perchè volevano davvero l’ indipendenza promessa dagli inglesi, per farseli alleati nella guerra mondiale contro i turchi. E pure con gli ebrei: vedi Menahem Begin, Hotel King David…

Se ci pensate bene… sorte analoga a quella di Wojtila, se quello fosse stato davvero ucciso dal boia Ali Agca, quel 13 maggio del 1981, di solo pochi mesi successivo alla grande rivolta dei cantieri di Danzica, ed al trionfo di Solidarnosc in Polonia, che porterà al collasso dell’ URSS. Agca è un terrorista turco, appartenente ad una organizzazione ultra-kemalista, e filo-occidentale. Anche oggi certi ambienti anglicani aggrediscono il Papa a mezzo stampa, guarda caso, con la scusa dei pedofili, che proprio Ratzinger escusse per primo dal seno della Chiesa, esponendo la piaga nel costato…. E anche Ali Agca cercò di accusare ‘i bulgari’ di essere i mandanti, smentito clamorosamente dalle prove contrarie, nonostante l’ accanimento mediatico-giudiziario in favore della tesi. Così accade oggi, tale e quale, pure a Kacinski, incredibile dictu: un aereo polacco, in più Presidenziale, che schiatta a terra proprio mentre il Presidente si accinge alla Massima Vittoria. Il riconoscimento russo, al massimo livello degli Stati, di un torto storico gravissimo dai russi inflitto ‘in corpore polacco’, QUALE PRODROMO DI UNA STORICA RICONCILIAZIONE, di incalcolabile portata strategica e geopolitica, vi rendete un po’ conto? Come quella, forse, anzi certamente, che anche Sikorski avrebbe compiuto 67 anni fa, magari evitando la successiva ‘Rivolta di Varsavia’ della primavera ’44 (dopo quella del ghetto dell’ aprile ’43), che i nazisti schiacciarono nel sangue perché i sovietici, privi di interlocutori polacchi ‘in loco’, non intervennero per sostenere, pur essendo propinqui. Fosse rimasto vivo Sikorski, questa riconciliazione, non sarebbe per caso già stata compiuta a quell’ epoca? Anziché ‘avvelenare i pozzi’ di Europa intera, prima divisa; e iugualata poi dal basto di Brussel-Francoforte, entrambe al servizio di Wall Street e della City ? E magari qualcuno che la Polonia ha utilizzato come testa d’ ariete in piena guerra fredda, non è che si poteva ugualmente ingelosire ????…..

Cadono due piccioni con una sola fava: perché anche i russi prendono una brutta botta, tipo quello che gli affondò il Kursk dieci anni fa, e gli stava affondando pure Putin insieme. Tutto dopo che in Kyrgisztan e in Thailandia scoppiano due rivoluzioni vere, contro le oligarchie filo-angloamericane, con grandi masse in piazza per rovesciare i governi infeudati agli USA e alla G.B., detto proprio papale da centinaia di migliaia: assai poco, colà, ‘berlingurianizzati’ come chez nous. E mentre iniziano i lavori del North Stream, inaugurati insieme da Medvedev e Schroeder esattamente tre giorni fa, dopo il ‘via libera’ dato dalla Svezia. Un chiarissimo invito alla Polonia a ‘riunirsi al progetto’, per non restare esclusa: in cambio si riconosce l’ insulto gravissimo di 70 anni fa. Ma dopo questa atrocissima tragedia, che ci lascia tutti ‘umiliati ed offesi’, proprio come i polacchi, non c’è allora anche il rischio che questa riconciliazione venga per l’ ennesima volta, rinviata ‘sine die’?

Gianni Caroli
Fonte: napolibera.eu
10.04.2010

Pubblicato da Davide

  • Truman

    Vedi anche discussione nei forum:
    Morto presidente polacco Kaczynski (mmmmhh!)

  • nettuno

    Il Presidente della Polonia Leh Kacinski è morto nell’incidente aereo vicino a Smolensk. Nell’aereo che è precipitato si trovava la delegazione polacca che doveva partecipare alla cerimonia commemorativa del 70esimo anniversario del massacro nella Foresta di Katin. Tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio sono morti, includendo la moglie di Kacinski Maria, il capo di Stato maggiore dell’esercito polacco e molti esponenti politici della Polonia. Il Ministero della Russia per le Situazioni di emergenza ha comunicato che nell’aereo si trovavano 96 persone, 88 delle quali erano membri della delegazione polacca. Il portavoce del Ministero dell’Estero della Polonia Pjiotr Paskovski ha detto che nell’elenco dei passeggeri si trovavano 89 nomi, uno dei quali non è entrato nell’aereo. I media hanno riportato che l’aereo aveva dei problemi durante l’atterraggio a causa della nebbia e che dopo che aveva sfiorato gli alberi si è incendiato. Gli esponenti della città di Smolensk hanno detto che al pilota è stato consigliato di atterrare a Minsk. Il Presidente della Russia Dmitrij Medvedev ha nominato una commissione dell’esecutivo guidata dal premier Vladimir Putin, la quale svolgerà le indagini. Il presidente della Camera bassa del parlamento polacco Bronislav Komorovski ha assunto la carica di presidente dello stato. _

    Quell’aereo caduto segnerà una svolta nelle ralazioni Russo Polache ? Io credo che questa disgrazia porterà ad un riavvicinamento, il mondo è cambiato da sessantanni a questa parte e rivangare non serve più di tanto. Ci sono pericoli ben maggiori all’orizzonte ora. E’ la Russia che vuole relazionare con l’Europa , mentre L’Inghilterra vuole dividere .. I lavori del North Stream, inaugurati insieme da Medvedev e Schroeder esattamente tre giorni fa, sono l’anello di congiunzione per una futura alleanza che nasce da esigenze comuni sia di vendere che di consumare il Gas naturale , che è il motore dell’economia.

  • backtime

    Sarà che non sono più abituato a credere alla befana, ma ultimamente si assiste a disgrazie di taluni che fanno la fortuna di altri e fatalità queste disgrazie accadono sovente, a personaggi che cercano di liberarsi dalla morsa che il potere bancario che opprime i Popoli, non a caso la Polonia è l’unico paese dell’est ad avere conti in attivo e questo grazie a quella che è stata sino a ieri la politica economica della sua dirigenza dirigenza che è stata con l’incidente di ieri eliminata in toto, non mi meraviglierebbe affatto che, la prossima consumerà quello che è stato fatto di buono finora e porterà anche la Polonia, ad essere l’ennesimo stato coi conti prima in rosso e poi in debito.

    Che lo si accetti o no, il mondo nel suo intero è sotto attacco delle èlite bancarie, che con la complicità e la superficialità dei politici di tutto il mondo, giorno dopo giorno, anno dopo anno, hanno acquisito troppo potere, tanto che, ci si trova a sentire politici di rilievo internazionale, fare affermazioni aberranti del tipo – non si può far fallire una banca, perché questa è un ente troppo grande da far fallire – come si noterà, tutti possono fallire Stati compresi, ma non le banche? constatare che questa è una castroneria elevata all’ennesima potenza e arroganza, alla quale purtroppo c’è anche chi ci crede! vuoi perché c’è chi non sa ragionare di suo, vuoi perché potrebbe esserci la solita complicità… quando invece i politici non sono complici, chissà perché, hanno tutti funesti e rocamboleschi incidenti, come quello avuto tempo fa in Austria da Hider, dove quel buco perfetto posto sopra la cabina di guida sa tanto di attentato, benchè vi siano state testimonianze che quella sera non avesse bevuto, guidasse una delle macchine più sicure del pianeta, senza contare che stava andando dalla madre, è stato tacciato per ubriacone, che fosse gay e quant’altro, l’importante era screditarlo davanti all’opinione pubblica, ma nessuno si è sognato di dire che anche Hider voleva togliere in Austria il potere alle banche.

    Queste incidenti accadono, sempre e solo a persone che difendono le Popolazioni che governano dai ricatti delle banche.

    Ora uno può essere un caso, due fatalità, ma quando tali inconvenienti superano la cifra di tre, è certezza cazzo! l’unica difesa che ci rimane è abbandonare i sogni e combattere per ottenere a nostra volta concretezza e libertà.

  • Tao

    Poche ore fa il Tupolev su cui viaggiava il presidente polacco Lech Kaczynski si è schiantato durante l’atterraggio nei pressi dell’aereoporto di Smolensk, in Russia. Da sempre feroce anticomunista aveva da pochi mesi firmato una legge che modificava l’articolo 256 del codice penale polacco introducendo il divieto di esporre e possedere simboli comunisti, con sanzioni che prevedevano da multe salate fino a due anni di carcere per i trasgressori. La furia iconoclasta di una Polonia sempre più zerbino degli Stati uniti lo aveva portato a vietare perfino le magliette raffiguranti il “Che”. A bordo dell’aereo vi erano, oltre a Lech Kaczynski, il capo di stato maggiore polacco, Frantiszek Gagor, il capo delle forze sul campo, Bronislaw, il capo dell’Aeronautica militare, Tadeusz Buk, il capo dell’esercito, Andrzej Blasik, il capo delle forze speciali, Wojciech Potasinki, il vice ammiraglio Andrzej Karweta, il viceministro degli Esteri, il governatore della banca centrale, 13 ministri, l’ex presidente Ryszard Kaczorowski, alcuni deputati, il candidato conservatore alle prossime presidenziali Przemyslaw Gosiewski, il vescovo cappellano dell’esercito e 8 membri dell’equipaggio. Ironia della sorte, al momento dell’incidente la delegazione si stava recando a Katyn per partecipare all’ennesima liturgia anticomunista.
    Ci dispiace veramente… per il personale di bordo.

    Militant
    Fonte: http://laclasseoperaia.blogspot.com/
    Link: http://laclasseoperaia.blogspot.com/2010/04/occhio-malocchio-prezzomolo-e-finocchio.html
    11.04.2010

  • Eli

    Inviato: EDomenica50 Oggetto:
    Non tutti gli aeroporti sono dotati d’impianti radar adeguati a fronteggiare una situazione di fitta nebbia persistente, ed a quanto pare quello di Smolensk è un piccolo aeroporto militare.
    Se è vero poi che il pilota ha fatto tre tentativi di atterraggio, più il quarto che è stato fatale, ha contravvenuto ad una regola internazionale di navigazione aerea: infatti, dopo tre tentativi di atterraggio, si dirotta altrove, il quarto tentativo non è contemplato. Tuttavia, se il pilota lo ha fatto, non può essere stato che su richiesta dei notabili presenti a bordo.
    Mi dispiace per coloro che vogliono vedere complotti ad ogni costo, ma gli incidenti aerei accadono, e la nebbia è una causa importante.
    Inoltre, non è sufficiente che l’aeroporto sia dotato di un impianto radar antinebbia, ma anche l’aereo deve possedere un radar adeguato per il volo cieco, e non credo che il Tupolev 154, costruito vent’anni fa, lo sia, ed i piloti debbono essersi sottoposti ad un apposito addestramento. Tutte condizioni probabilmente assenti nell’incidente in questione.

    Quanto al fatto che Ratzinger abbia allontanato i pedofili dalla chiesa, è vero il contrario: per più di vent’anni occultò i delitti, pretese che fossero giudicati solo da tribunali ecclesiastici, ed invitò tutti i vescovi a “sopire e tacitare” i rumors al riguardo. Leggete il “Crimen sollicitationis”, cioè il “Crimine di adescamento” emanato da Ratzinger quando era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, ex Sant’Uffizio:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Crimen_sollicitationis

  • Tao

    I SOSPETTI MAI SOPITI VERSO MOSCA E IL PASSATO DI UNA NAZIONE-VITTIMA

    DI SERGIO ROMANO
    corriere.it

    L’idea della macchinazione è profondamente radicata. Chi crede ai complotti penserà al caso Sikorski

    Il corpo del generale Wladyslaw Sikorski, primo ministro del governo polacco in esilio durante la Seconda guerra mondiale, riposa nella cattedrale di Cracovia. Ma il suo scheletro è stato riesumato un anno e mezzo fa nell’ambito di una ennesima indagine sulle cause della sua morte. Non sarei sorpreso se gli stessi dubbi e le stesse ipotesi accompagnassero le indagini sull’incidente aereo di Smolensk, la morte del presidente Lech Kaczynski, e la decapitazione dello Stato polacco.

    Chi crede ai complotti troverà fra i due avvenimenti alcune interessanti analogie. Sikorski aveva avuto una parte considerevole nella politica polacca fra le due guerre: primo ministro e ministro della Difesa all’inizio degli anni Venti dopo la restaurazione della Polonia, rivale di Józef Pilsudski e esule a Parigi dopo il colpo di Stato del maresciallo nel 1926, nuovamente in campo verso la fine degli anni Trenta e capo del governo ombra che gli esuli polacchi avevano creato a Londra dopo la disfatta e la spartizione del Paese fra tedeschi e sovietici nel 1939. Nei mesi che seguirono l’invasione hitleriana dell’Urss, Sikorski, in omaggio alla nuova alleanza fra la Russia e gli Alleati, aveva ricucito i rapporti diplomatici con Stalin. Ma nell’aprile del 1943, con una mossa che era stata motivo di fastidio e imbarazzo per il governo sovietico, aveva chiesto a Mosca di aprire una indagine sulla morte dei 22.000 ufficiali polacchi di cui i tedeschi, qualche mese prima, avevano rinvenuto i cadaveri fra gli alberi della foresta di Katyn nei pressi della città di Smolensk e non lontano dal luogo in cui l’aereo di Lech Kaczynski è precipitato nelle scorse ore.

    Pochi mesi dopo, in luglio, Sikorski era a Gibilterra con sua figlia Zofia e un gruppo di ufficiali polacchi in attesa di un aereo che lo avrebbe riportato a Londra. Pilotato da un ufficiale ceco, il Liberator decollò il 4 luglio, ma rimase in cielo pochi secondi prima di inabissarsi nella baia della colonia britannica. Fra i cadaveri riemersi dalle acque non vi era, misteriosamente, quello di Zofia. Esplose immediatamente la ridda dei sospetti. Un semplice incidente o una riuscita operazione di sabotaggio? Un omicidio mirato progettato dai sovietici, ansiosi di creare per la Polonia del dopoguerra un governo comunista? Un’operazione dei servizi britannici, desiderosi di eliminare l’uomo che stava guastando in quel momento le relazioni con Mosca? Vi fu addirittura, molti anni dopo, una interpretazione ancora più fantasiosa e affascinante. Apparve quando un giornalista scoprì che il direttore della sezione dell’MI6 (l’intelligence del Regno Unito) nella zona di Gibilterra era Kim Philby, uno dei «Cambridge Five», i cinque brillanti intellettuali che negli anni Trenta erano passati al servizio dell’Nkvd, vale a dire dell’organizzazione responsabile dei 22.000 cadaveri rinvenuti nelle foreste di Katyn.

    Con questi precedenti, non è difficile immaginare quali e quante ipotesi verranno formulate nei prossimi giorni sull’incidente dell’aereo di Kaczynski. Il Tupolev del presidente polacco era diretto a Smolensk per la celebrazione del settantesimo anniversario del massacro di Katyn. Kaczynski era certamente poco amato a Mosca. Aveva sostenuto le rivoluzioni colorate e anti-russe dell’Ucraina e della Georgia. Aveva entusiasticamente accordato agli americani il permesso di costruire una base antimissilistica in territorio polacco. Era andato in Georgia per dare man forte al presidente Mickeil Saakashvili dopo la guerra con la Russia dell’estate 2008. Ed era con il presidente georgiano quando un aereo, durante la sua visita, aveva preso di mira il loro convoglio. Chi scrive non crede ai complotti e alla loro importanza determinante nelle tragedie della storia. Ma non è necessario essere «complottisti» per riconoscere che questi sospetti sono profondamente radicati nella tradizione e nella memoria della nazione polacca e rappresentano quindi un problema politico. Vista da Varsavia la storia del Paese, dal Settecento alla guerra fredda, è un lungo rosario di vessazioni e ingiustizie. Fu più volte aggredito e alla fine smembrato dai suoi potenti vicini, Austria, Prussia e Russia.

    Gli esuli delle sue grandi rivolte cercarono rifugio nelle capitali delle democrazie europee e combatterono valorosamente nei loro eserciti, ma ottennero soltanto un sostegnomorale. Lo Stato rinato nel 1918 fu nuovamente smembrato da Russia e Germania nel 1939. Quando la resistenza polacca insorse contro i tedeschi nel 1944, l’Armata Rossa attese sulle sponde della Vistola che la Wehrmacht completasse la «purga» della sua classe dirigente, così meticolosamente iniziata dall’Nkvd nella foresta di Katyn. Dopo l’avvento del comunismo i polacchi furono, con gli ungheresi, tra i primi a scendere in piazza per chiedere libertà. Lo fecero coraggiosamente nel 1953, nel 1956, nel 1980. Il «cattivo», in questa rappresentazione della storia nazionale, è certamente la Russia, zarista o comunista. Ma ai polacchi non spiace ricordare che alla cordiale simpatia delle democrazie occidentali non ha corrisposto, se non occasionalmente, un aiuto concreto. Quando il Paese fu aggredito, nel 1939, gli Alleati dichiararono guerra alla Germania ma non all’Urss. Quando l’Urss s’impadronì del Paese, stettero a guardare. Quando gli operai di Danzica dettero vita a un nuovo movimento politico, l’aiuto venne soprattutto dal Papa.

    Qualcuno potrebbe osservare che la vittima può spesso compiacersi del proprio stato, cancellare la memoria dei propri trascorsi e dimenticare che nessun Paese è interamente innocente. Anche la Polonia è stata un impero e ha aggredito, conquistato, sottomesso. Quando i russi riconquistarono la loro libertà nel 1612, il nemico contro il quale dovettero prendere le armi era la Polonia, allora padrona di Mosca. Quando la Russia bolscevica stava nascendo, il suo primo e più agguerrito nemico fu la Polonia, decisa a riconquistare le terre ucraine e bielorusse che avevano fatto parte del suo impero due secoli prima. Dopo il ritorno alla libertà, alla fine della guerra fredda, la sua politica ucraina e georgiana è stata spesso, agli occhi di Mosca, invasiva e imprudente. Nella storia vi è quindi un’abbondante materia per reciproche accuse e recriminazioni. Se ne saranno consapevoli, i russi e i polacchi, nei prossimi giorni, eviteranno di ripetere gli errori del passato avanzando sospetti e assumendo posizioni che nuocerebbero, in definitiva, a entrambi.

    Sergio Romano
    Fonte: http://www.corriere.it
    Link: http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_11/romano_70203cc4-453e-11df-93de-00144f02aabe.shtml
    14.04.2010

  • Emanuele_C

    Scusate, ma al di la dei complotti di vario genere o dei corsi e ricorsi storici, nessuno s’è domandato (o almeno così mi sembra) nulla sulla cosa più ovvia e scontata. Ed è su questo che mi piacerebbe una risposta.

    Ma com’è possibile mettere su un unico aereo tutto il gruppo dirigente di un paese occidentale come la Polonia?

    Voglio dire che anche non ci fossero terroristi o delinquenti in tutto l’universo, anche se avessimo bel tempo permanente, lo sanno anche i ragazzini che c’è la possibilità che un aereo possa cadere. Anche se remota, la possibilità appunto esiste e considerando le dimensioni della eventuale catastrofe (cioè decapitare di fatto l’intero gruppo dirigente di un paese), pure mio “cuggino” avrebbe fatto volare queste persone, non dico tanto, ma almeno su due velivoli.

    Cioè, qui il livello di stupidità è tale da essere colpevole. Ma chi cacchio si occupava della sicurezza del presidente? Big Jim? Barbie? Pulcinella? No, Pulcinella no, paraculo com’è non gli sarebbe mai accaduto di fare una cazzata planetaria di questo titpo.

    Inoltre si parla di un Tupolev, cioè di un nome che pure i sassi sanno essere legato da SEMPRE ad una triste storia di sciagure aeree.

    Siamo in presenza di ovvietà tali che sono stupito io per primo di come non gli sia stato dato il peso che meritavano. Altro che rivangare la storia fino al 1612, qui siamo in presenza di mancanza assoluta e totale di minimo buon senso.

  • maumau1

    ormai le ipotesi si sprecano:
    tra lezioni date dai produttori di farmaci avendo la Polonia sputtanato le case farmaceutiche nella produzione del vaccino suino..

    c’è chi parla di un riavvicinamento tra Polonia e Russia e quindi cosi’ si bloccano eventuali riappacificamenti..

    ma i fratelli gemelli e l’intera dirigenza erano pedine in mano USA e quindi nessun motivo avrebbe legittimato chicchessia ad eliminarli..
    vero cavallo di troia Nato nel continente russo..che aveva appoggiato la Georgia schierandosi contro la Russia e richiedendo l’intervento della Nato(io lo ricordo bene cosa disse Putin più o meno cosi’ ”a suo tempo le pulci che oggi fanno la voce grossa saranno punite”)quando l’intera Europa e perfino gli USA erano contrari..
    infine hanno richiesto più volte e si sono lamentati dei ritardi Nato nel piazzare lo scudo antimissile in Polonia..

    infine le basi militari vicino ai confini russi siano essi in Polonia o Kirgikistan
    costituiscono cmq un grave pericolo per gli interessi russi..non solo militari ma anche di organizzazioni destabilizzanti o con finalità di addestramento terroristico o da cui parte lo spionaggio e le intercettazioni(come avviene in Europa dove la maggior parte della basi Nato con la scusa di ascoltare potenziali terroristi intercettano politic,giornalisti,industriali..questo è stato accertato ad esempio in Francia..in Italia nessuno lo può fare ma siamo sicuri che se avviene/avveniva in Francia,avviene a maggior ragione in Italia)..

    infine Putin dopo una serie di numerosi attentati questa volta pare aver messo la parola fine all’attendismo quando ha affermato ”sappiamo chi sono i responsabili e li ammazzeremo”
    curioso che non abbia detto chi fossero..ma a pochi giorni abbiamo avuto
    un misterioso incidente dove l’intera casta di burattini pagati dagli USA con la rivoluzione colorata è andata giù letteralmente..
    ed anche la rivoluzione USA in Kirghikistan è stata annientata..
    titolava il giornale: ”Un golpe abbatte la rivoluzione dei tulipani”

    chi l’ha fatto il golpe?
    Chi se non i russi?
    Ed difatti come primo atto il neo presidente ha detto:”l’affitto della base USA è confermato fino a luglio” quindi ne vedremo delle belle

    anche queste coincidenze temporali sono casuali?
    Due regimi andati su con l’appoggio degli USA annientate praticamente nello stesso giorno!!
    Non è forse questa la risposta più eloquente che la Russia stanca di essere assediata e sbeffeggiata poteva dare?

    I russi abbozzano ma poi sono rudi e quando decidono di intervenire..non guardano in faccia a nessuno..non vi è nulla di chirurgico ..vi ricordate cosa combinarono quando i terroristi ceceni(presunti)presero il teatro di Mosca fecero fuori tutti terroristi e ostaggi..

    Io non penso sia un caso troppe coincidenze sia nel passato e sia temporali..
    Ora voglio vedere dopo l’ucraina 2 mesi fa,il Kirghikistan e la Polonia 2 giorni fa..cosa faranno gli USA che stanno perdendo tutte le loro pedine..
    rimane solo la Georgia..dove se si votasse il regime sarebbe rovesciato all’istante..ma si impedisce il voto..
    vedremo che succede..

    a proposito ve lo ricordate quando qualche settimana fa la tv georgiana annunciò che i sovietici stavano prendendo la capitale..
    un pò quello che è successo in Kirghikistan..
    evidentemente avevano avuto delle soffiate che ha permesso alla Georgia
    di salvarsi dalla controrivoluzione popolare..
    ma il bello deve ancora venire..

    ciao

  • maumau1

    ah
    la commissione russa che dovrà indagare sulle cause dell’abbattimento è presieduta da Putin..ma non è già il primo ministro?
    Berlusconi che è Berlusconi non lo avrebbe mai fatto!

  • Truman

    In occidente siamo così abituati agli sprechi che non riusciamo a capire chi fa cose normali. La scelta di far viaggiare tutti insieme era la scelta più economica.
    Proprio con una serie di scelte “normali”, del tipo mantenere la propria valuta, evitare l’acquisto di vaccini inutili e così via, la Polonia si sta riprendendo da una grave crisi. Anzi mi pare che sia tra i pochi paesi che hanno goduto di crescita economica nel 2009.

  • Truman

    Su wikipedia c’è un riassunto dei fatti. Sembra che il pilota abbia fatto un solo tentativo e non tre, il che è perfettamente normale. E’ il pilota a decidere se atterrare o meno, ed il controllo a terra deve fornire le migliori informazioni possibili.
    Tra gli elementi da valutare:
    – non è chiaro se l’aeroporto di Smolensk avesse apparecchiature per l’atterraggio strumentale, ma se c’erano erano a standard russo, mentre il pilota sembra avesse a bordo attrezzature per comunicare con l’ILS occidentale (instrumental landing system);
    – sembra che il pilota capisse male il russo, mentre i controllori parlavano russo (una delle lingue riconosciute dall’ICAO);
    – la scelta di basarsi sulla propria esperienza più che sui consigli dei controllori potrebbe essere stata dovuta alla difficoltà di comunicazione;
    – vale forse la pena di ricordare che, anche se non si dice, nell’est europeo spesso i piloti sono ubriachi.

    Comunque il parlare di tre tentativi quando le scatole nere ne danno uno solo puzza di depistaggio. Ma tutte le persone coinvolte tendono a mentire a proprio favore in questi casi.

  • Eli

    Truman, su diversi giornali ho letto dei tre tentativi di atterraggio, più il quarto. Ora è difficile capire se sia vero o no, non eravamo là! Impossibile, comunque, che sia già stata decrittato il contenuto della Scatola Nera dell’aereo, essendo questa un’operazione che richiede un paio di mesi, e le apparecchiature idonee a farlo stanno a Londra; ma dove l’hai letto? L’unica lingua adottata per le comunicazioni radio è l’inglese. E’ vero che è il pilota a decidere se atterrare o no; ma se a bordo c’è il Presidente della Repubblica che magari insiste per atterrare a Smolensk e non a Mosca, come si comporta un comandante polacco? Io non lo so. La verità è che la nebbia è una brutta bestia: ho assistito un paio di volte ad atterraggi con ILS, e ti assicuro che non si vede un accidente fino agli ultimi metri dalla pista! Ciao.

  • Eli

    Putin è una garanzia: è stato il capo del KGB!!! 😀

  • buran

    Son cose che succedono….

  • Emanuele_C

    Non è una risposta né convincente né logica. Primo perché semplicemente non soddisfa la domanda e secondo perché è folle che per risparmiare quattro soldi se ne perdano infinitamente di più.
    Altro dato di fatto, se proprio di risparmio si vuol parlare: quanti denari andranno in fumo, adesso, in Polonia a causa di questa catastrofe? E quanti se ne sono già andati? Sai quanti voli meglio pianificati sarebbe stato possibile realizzare?
    Inoltre, e lo dico con cognizione di causa visto che ho parenti polacchi, Kaczinsky erano mesi che si lamentava apertamente del fatto che i suoi voli non erano sicuri e che avrebbe dovuto avere a disposizione quantomeno un aereo dedicato ai suoi spostamenti. Tusk il premier, che tra l’altro non era a bordo, gli ha sempre risposto che non si poteva perché non c’erano soldi. Ebbene, se proprio non potevano permettersi un mezzo privato, avrebbero potuto quantomeno usare gli aerei della LOT, compagnia di bandiera, certamente più sicuri del Tupolev: oppure debbo credere che in Polonia non hanno manco i soldi per pagare un biglietto aereo al Presidente della Repubblica?
    Da dieci anni a questa parte la Polonia ha cambiato faccia, Varsavia è irriconoscibile e in continuo mutamento: il Paese polacco non ha le pezze al culo pur avendo alle spalle un passato recente molto travagliato. E a maggior ragione, in tali condizioni, non si può non pensare alla sicurezza minima ELEMENTARE non solo del Presidente ma di tutto il gruppo dirigente! E’ da pazzi, l’ho detto e lo ripeto, al punto da sembrare follia “colpevole”.
    Non ci scordiamo che Kaczinsky era favorevole all’ingresso in Europa ma solo a determinate condizioni, condizioni che non mettessero in ginocchio l’economia del suo paese al punto da gettarlo nelle mani delle banche e tanto basta a pensar male…

  • Truman

    http://www.icao.int/icao/en/assembl/a35/wp/wp208_en.pdf
    Currently there are six official ICAO languages, with Arabic and Chinese having recently been added with no net increase in translation staff.
    Le quattro lingue base mi risultano essere inglese, francese, spagnolo e russo.

    Per il resto la pagina di wikipedia, che fornisce un buon numero di rimandi è:
    http://en.wikipedia.org/wiki/2010_Polish_Air_Force_Tu-154_crash
    La notizia di un solo tentativo di atterraggio sembra rimandare ad un giornale polacco, che è un po’ duro da comprendere per me.

  • Truman