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LA STREGA

A CURA DI: AGORA’ DI CLORO

Quando pensiamo alla caccia alle streghe, pensiamo ad un’epoca ormai superata: l’epoca della religione imperante, degli inquisitori che se la prendevano con chi pensava, parlava, si comportava un po’ diversamente, sopprimendo il dissenso nel peggiore dei modi.

Oggi la maggior parte della popolazione, grazie a Voltaire, a Diderot, a Rousseau, a Kant, a Cesare Beccaria e a tutti gli intellettuali dell’illuminismo, ritiene che no, queste cose non ci siano piu’, che la repressione della libertà di parola non appartenga piu’ a questa civiltà, che essa sia relegata alla barbarie islamica, per esempio, con cui per ogni minima minchiata: vignette, documentari ecc… , l’occidente si sente obbligato a difendere i “sacri valori della libbertà” di fronte al suo modo fanatico di intendere il Corano.

…e quindi i nostri “ometti di sinistra” si sentono in crisi di coscienza, quando si tratta di decidere, per se stessi, se stare dalla parte di una comunità religiosa contro la quale si stanno spendendo risorse per muovere guerra a livello globale, o , piu’ risolutamente e in nome di soli “principii”, stare dalla parte della loro “superiore” cultura, indiscutibile e indiscussa, che afferma che la libertà di parola, qualunque cosa contenga (anche frasi irrispettose verso il Corano e l’Islam, nella fattispecie) , è un diritto fondamentale dell’individuo.

E la frase: “non sono d’accordo con quello che dici , ma son pronto a dare la vita perchè tu abbia il diritto di dirlo” viene vissuta come se contenesse una verità così universale da mettere da parte ogni distinguo contingente: anche l’apparato mediatico che conferisce all’Islam tout court, l’immane torto di essere intrinsecamente fondamentalista, con lo scopo esplicito di avere “buone ragioni” di principio per muovergli guerra.

Questo 8 marzo 2008, lo voglio dedicare all’avvocatessa Sylvia Stolz, che, per difendere Ernest Zundel dal reato di “negazione dell’Olocausto” in Germania, ha dovuto entrare nel merito di alcune affermazioni di Zundel .

Ecco che, tra i fantasmi di un passato con cui abbiamo fatto solo apparentemente ed ipocritamente i conti (altrimenti il presente non sarebbe quello che è) si erge, nuovamente, il fantasma di quel buio XVI secolo: coi suoi roghi, le sue gogne, i suoi aguzzini incappucciati e quella fede, quel credo imposto come universale, messo in dubbio il quale, si muore civilmente, trascorrendo anni al gabbio coperti dalla coltre ignominiosa delle peggiori accuse che si possono rivolgere ad un ente umano: stare dalla parte dei nazisti, assassini di ebrei, fautori dell’olocausto. Male assoluto nell’immaginario collettivo del nostro tempo, il XXI secolo, che però, guardato bene, non è proprio quel “paradiso della ragione” che i media spacciano quando parlano delle vignette islamiche .

Che Sylvia Stolz fosse una strega già era chiaro quando ha accettato di difendere il pericolosissimo storico settantenne tedesco Ernest Zundel che, colpevole di “negazionismo olocaustico“, sta al gabbio da una vita (penso 6 o 7 anni) e qui si trattava di scagionarlo in appello.

Quando la Sylvia ha visto che non c’era niente da fare, che il giudice aveva già deciso il destino di Zundel a prescindere da quello che lei portava per scagionarlo, dopo che l’aveva piu’ volte ammonita di non entrare nel merito dei fatti storici, perchè stando alla versione di Zundel, si sarebbe potuti essere incolpati di negazionismo a propria volta, la ragazza si è esasperata.

E così ha scritto provocatoriamente su un biglietto “heil Hitler” e l’ha consegnato alla corte.

A ’sto punto è stata arrestata, poco dopo processata e le sono stati comminati tre anni e mezzo per oltraggio alla Germania, alla Shoah, e per aver affermato che il processo era inquinato. Sta al gabbio dalla metà di gennaio e le è stata sospesa la facoltà di poter esercitare la propria professione. Rovinata, praticamente. La strega è stata azzittita, tolta dalla circolazione, messa in condizione di non poter piu lavorare, nè parlare, nè esistere, nè respirare libera.

Oggi la religione che nega, nel cuore della nostra civiltà occidentale, la libertà di parola al singolo su certi argomenti, si chiama “religione dell’Olocausto” : agisce nelle “interiora” della nostra tanto apologizzata “civiltà occidentale” e ha i suoi inquisitori, sparsi in tutt’Europa (paradossalmente in America la libertà di parola è maggiormente rispettata che da noi) che schiacciano qualunque personale dissenso, con una violenza e una rabbia tribale che lascia intravedere le possibilità genocide dell’umano in un singolo atto.
In un contesto così, le azioni e le parole provocatorie di una donna, intenzionata a portare alle estreme conseguenze le contraddizioni di un sistema ipocrita ed asservito alla religione, non possono altro che essere interpretate come simpatia per il nazismo: la nuova stregoneria, il nuovo peccato ideologico, di cui, stavolta, ha fatto le spese una giovane donna coraggiosa a cui va il mio pensiero e anche la mia gratitudine.
In attesa che l’ Occidente si rincivilisca.

Fonte: http://www.cloroalclero.com/
Link: http://www.cloroalclero.com/?p=391
8.03.08

Pubblicato da Davide

  • edo

    Con questo si evidenzia che dal nazismo ad oggi nulla è cambiato.
    Ai tempi della dittatura Hitleriana era vietato parlar male di Hitler ed oggi ai tempi della moderna democrazia è vietato parlar bene di Hitler.
    D’evesserci qualcosa che sopravvive nel tempo alle etichette che gli uomini si danno per sentirsi “governati” e che vieta loro di concedersi la libertà… della libertà.

  • sultano96

    E chi ha orecchie per intendere intenda…!