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LA STRAGE DEL PANE A NATALE: CONTRADDIZIONI E MANCANZA DI PROVE NEI VIDEO DELL'OPPOSIZIONE

DI MARINELLA CORREGGIA
sibialiria.org

E’ troppo chiedere ai media di analizzare le denunce e i materiali video che ricevono, facendosi le classiche domande: chi, come, se, perché, cui prodest eccetera? Non lo hanno fatto, né in Italia né all’estero, di fronte alla cosiddetta “strage del pane” ad Halfaya, Siria, 23 dicembre: “Mig di Assad uccidono trecento persone mentre in mille facevano la fila per il pane”. Gli oppositori dell’Osservatorio siriano per i diritti umani basato a Londra e dei Comitati di coordinamento locali hanno diffuso video che proverebbero un bombardamento dell’aviazione siriana (Mig russi) contro mille civili in coda per il pane ad Halfaya. Perché? Per ritorsione contro l’avanzata dell’opposizione armata, sostengono i media.
Mandare un aereo a massacrare per ritorsione persone inermi affamate e per di più intorno a Natale, sarebbe non solo un atto diabolico ma anche suicida. Quel che ci vuole per tirarsi addosso l’ira armata del mondo, alienandosi anche chi continua a sostenere il negoziato anziché interventi militari.

Tanto più che in Siria e dunque nel mondo infuria quel che l’emittente Russia Today ha definito guerra chimica delle parole (con governo e gruppi armati a reciprocamente accusarsi dell’uso di armi vietate; ma solo le accuse dei gruppi armati sono tenute per buone). E tanto più che nello stesso giorno arrivava a Damasco l’inviato dell’Onu Lakdar Brahimi per parlare con il presidente Assad.

Eppure le notizie e i video sul 23 dicembre sono ripresi da tutti i media internazionali – e italiani – esattamente nella versione proposta dall’opposizione, senza avanzare dubbi di natura giornalistica sulle “prove video” le quali mostrano molte contraddizioni e nulla rivelano sui colpevoli, né sulla dinamica.

L’unica cosa certa, come per tantissime immagini e notizie su questa orrenda guerra fomentata, è che ci sono morti.

LA GUERRA MEDIATICA NON SI CHIEDE “CHI COSA COME PERCHE’”

Madrina della “notizia” è stata la tivù satellitare saudita al Arabiya, con la cifra di 300 uccisi che ha rotto ogni argine nella diffusione della notizia. La tivù saudita non è nuova agli exploit: nel febbraio 2001 un suo twitter lanciò la enorme e tragica bufala dei “diecimila morti in Libia”, una strada senza ritorno. Nel poco tempo in cui l’ Ansa ha dato per certo il numero di 300 morti la notizia – poi ridimensionata, questa è stata posta in testa alla home page del sito, dopo il ridimensionamento è tornata in una posizione meno visibile. Poche ore dopo, l’emittente qatariana al Jazeera metteva in evidenza la denuncia di “attivisti” di Homs per i quali sette persone sarebbero morte per aver inalato un gas sconosciuto.

In questi giorni, è una coincidenza?, i paesi del Golfo si sono incontrati e hanno parlato anche di Siria. Inoltre, nei giorni festivi o prefestivi ci sono meno notizie, addirittura mancano i quotidiani (a ferragosto e natale), le agenzie staccano almeno per qualche ora completamente. Quindi le notizie hanno una “persistenza” molto maggiore. Insomma una notizia in un giorno del tipo ferragosto, Natale, capodanno, può avere un impatto molto superiore a una notizia analoga uscita in un giorno feriale qualsiasi.

Oltre a ciò i media, non solo italiani, prendono per buone le denunce dell’opposizione senza cercarne le prove.

Per il Tg3: “Novanta morti secondo fonti ufficiali, oltre 300 secondo il canale satellitare al Arabiya”. Per il Tg3, dunque, “ufficiale” è la fonte dell’Osservatorio siriano di Londra.

Surreale anche il Fatto quotidiano (versione stampata) del giorno 24 dicembre: “Nessuno si aspettava che lo spietato regime siriano avrebbe fermato i suoi jet carichi di bombe e il lancio di scud, per concedere ai cittadini siriani di fede cristiana di prepararsi al Natale” (eppure, come tutti sanno, i cristiani in Siria sono nel mirino non dei Mig e degli Scud ma dei gruppi armati dell’opposizione islamista). Il Fatto online cita l’emittente saudita, con le sue fonti: testimoni oculari e attivisti anti-regime dei comitati locali (Lcc) e dall’Osservatorio per i diritti umani.

Qualche richiamo internazionale. Dall’agenzia Reuters: “Decine di persone uccise e molte altre ferite in un attacco aereo governativo contro una panetteria, domenica, secondo gli attivisti” (…); “se confermato, l’attacco ad Halfaya, presa dai ribelli la settimana scorsa, sarebbe no egli attacchi aerei più mortali nella guerra civile in Siria”. Come prova si citano i video e un “attivista” locale: “Quando sono arrivato sul posto c’erano pile di corpi a terra, e fra questi donne e bambini” (NB. L’attivista non parla di aerei) (…) “I residenti di Halfaya parlano di 90 morti, l’Osservatorio di Londra di 60”.

Cifre in libertà anche sulla Cnn (che almeno fin dal titolo precisa che è una denuncia dell’opposizione): secondo i Comitati di coordinamento locale – che riforniscono di notizie l’Osservatorio a Londra – “sono state uccise oltre 100 persone ma il numero è destinato a salire; un attivista ha visto la sepoltura di almeno 109 persone”. (…) L’attivista locale – sono sempre chiamati attivisti anche gli armati – spiega che “gli addetti dell’ospedale hanno dichiarato che l’area del panificio non era raggiungibile” (NB. Come mai se Halfaya è nelle mani dei gruppi armati?). Subito dopo lo stesso attivista sostiene che “gli ospedali non riescono a curare tutti i feriti”.

Ma le contraddizioni sarebbero state molto maggiori se i media si fossero dati la briga di analizzare per bene i video portati come prova…

LE SMENTITE IGNORATE

Naturalmente quasi nessuno riporta la smentita del governo di Damasco, veicolata dalla agenzia Sana. Eccola, per un po’ di par condicio: “Gruppi terroristi hanno attaccato la cittadina di Hilfaya e commesso crimini contro la popolazione (…) per poi girare video in modo da accusare l’esercito siriano di questi crimini. Residenti di Hilfaya hanno accusato i gruppi armati di aver attaccato il dispensario e la municipalità” (NB. Un video mostra armati trionfanti sui tetti di questi edifici). “Gli abitanti hanno detto di aver chiamato l’esercito il quale ha affrontato i terroristi eliminandone un gran numero”. La Syrian Tv ha analizzato i video sottolineando le incongruità nelle denunce verbali che accompagnavano le immagini e le non corrispondenze fra lo stato e il numero dei corpi (e l’essere questi tutti uomini) e la denuncia di un massacro per via aerea su una folla enorme di donne e bambini.

ANALISI DEI VIDEO. COSA E’ SUCCESSO DAVVERO AD HALFAYA, E NON SOLO ?

Gruppi di persone sparse in diversi paesi (Siria inclusa) si sono permesse il lusso di ignorare entrambe le versioni (essendo esse di parte) e di studiare i video. Tutte le loro versioni – e il buon senso – concordano nel dire che a) i video non sono credibili perché sono contraddittori, b) i video non portano alcuna prova sul colpevole e sulle circostanze.

Ci soffermiamo su questi due link:

www.youtube.com/watch?v=-wO9fGIQdqA#t=09m41s

e https://www.youtube.com/watch?v=SpFyiom7Nog

Rileviamo quanto segue.

– Non c’è traccia di passaggio di aerei e nessun segno che possa indicare chi ha sparato e in quale circostanza e contro chi.

– Non ci sono donne e bambini fra gli uccisi, i quali ultimi sembrano meno numerosi di quanto denunciato.

– Nessun indizio per capire che si tratti di un panificio, anzi… un particolare mostrerebbe la messinscena: nel video un uomo depone per terra un pane tondo tradizionale, sul sangue. Per mostrare al mondo che si trattava di una panetteria? Poco dopo un’altra mano raccoglie il pane. Ma come ha tradotto il Tg1 della Rai sul suo sito? “Uno scatto fra gli altri testimonia la strage, quello di un ribelle che raccoglie una tradizionale pita, il pane siriano, da una pozza di sangue”. A conclusioni simili sono arrivati anche gli attivisti europei di Mediawerkgroep Syrië

Ed ecco www.syriatruth.org/news/tabid/93/Article/8848/Default.aspx

l’analisi del sito siriano Syriatruth che non è governativo né sostiene l’opposizione armata: “Anche volendo trascurare la solita “coincidenza” tra la strage e l’arrivo di Brahimi a Damasco, da una prima analisi dei filmati emergono alcune incongruenze rispetto alle notizie poi diffuse:
– non si vedono donne o bambini, eccetto una donna e un ragazzo, forse solo dei passanti; e tutte le vittime sono uomini adulti.

– Il numero massimo delle vittime dovrebbe essere tra i 20 e i 30 (cifra ben distante dai 90 di cui si parla, figuriamoci dai 300!).
Se i primi due elementi possono ridimensionare la tragedia, ma non diminuirne la gravità, il terzo sembra più significativo:

– dalle immagini non risultano macerie tali da far pensare a un bombardamento aereo, non ci sono tracce dell’impatto della bomba o missile lanciato dal presunto Mig, ma solo un foro sull’edificio e rovine di piccola entità, più facilmente riconducibili a un ordigno di modesta portata. Questo particolare genera un altro quesito: da dove arrivano le macerie visibili sotto l’edificio? Non certo dall’unico foro che sembra visibile.

– Ulteriore interrogativo: se, come si racconta, sono state colpite delle persone in fila per il pane, perché si vedono solo corpi al di fuori della struttura e l’interno non è quasi inquadrato? E come mai è ancora quasi perfettamente integro?

– Un altro particolare riguarda la data: in un video più volte si ribadisce che è sabato 21 dicembre; mentre in un altro si parla del 23 dicembre.

– Il luogo, poi, è pieno di gruppi armati, alcuni in uniforme, altri in abiti civili, ma comunque armati (in una scena è chiaramente visibile che uno di loro toglie un kalashnikov dalle mani di un cadavere)”.

Non si sa dunque cosa sia successo. Le ipotesi sono diverse e nessuna per ora verificabile, ma la più assurda è proprio che un Mig bombardi sotto gli occhi del mondo mille persone in fila per il pane. Le vittime potrebbero essere come in altri casi (ad esempio il “massacro di Tremsheh”), membri di gruppi armati utilizzati per creare un altro possibile casus belli contro il governo siriano. Il sito potrebbe in effetti essere stato bombardato dall’esercito, negli scontri che avvengono quotidianamente con l’opposizione armata, in ambito anche urbano, là dove la guerra è stata portata. Poiché non ci sono prove che fosse un centro per la distribuzione del pane al momento della tragedia, potrebbe essere stato uno spazio preso dai gruppi armati per fabbricare esplosivi ed essere esploso. C’è poi chi (come la radio Irib) sostiene che potrebbe essersi trattato di un colpo portato da una delle fazioni dell’opposizione all’altra, piazzando un ordigno in piena città.
Non si sa. Quel che è certo è che a causa della guerra, delle sanzioni, dei furti il pane scarseggia.

Abbondano invece le “notizie” di bombardamenti aerei su file per il pane e panifici: il Consiglio nazionale siriano, un po’ detronizzato dalla neonata Coalizione di Doha, denuncia alla tivù satellitare saudita un attacco a Homs con dieci bambini morti; e i Comitati di coordinamento di Homs parlano di un bombardamento aereo a Talbise, anche lì colpito un panificio (e un ospedale da campo) con vari morti fra cui bambini e donne. Anche lì, sul “chi, come, se, perché” non ci sono prove.
La disinformazione legittima l’ingerenza anche militare e quest’ultima aumenta la guerra e i morti, in un perfetto circolo vizioso.

CASI PRECEDENTI: GLI AEREI DI GHEDDAFI E IL MERCATO DI SARAJEVO

Ricordiamo en passant che la guerra Nato in Libia dovette molto, nella fase di preparazione anche mediatica, alle denunce senza prove circa i Mig governativi che massacravano manifestanti pacifici. Tutto falso, si è scoperto. Ben presto, ma troppo tardi.

Ricordiamo anche alcuni episodi a Sarajevo negli anni 1990. Citando Michel Collon, giornalista belga da tempo attivo sulle “menzogne di guerra”:

“Il 27 maggio 1992 una bomba uccide almeno sedici persone che facevano la coda davanti a una panetteria a Sarajevo; un centinaio i feriti. Subito vengono accusati gli assedianti serbi. Il Consiglio di Sicurezza Onu decreta sanzioni economiche contro quel che rimane della Jugoslavia, ovvero Serbia e Montenegro, accusata di appoggiare i serbi di Bosnia. Un’inchiesta sui responsabili, effettuata in seguito all’Onu, non verrà mai pubblicata. Il giornale britannico The Independent spiegò in seguito: ‘I responsabili delle Nazioni Unite e alti funzionari occidentali ritengono che alcuni dei peggiori massacri a Sarajevo, e anche la strage del pane, siano stati compiuti dai musulmani, difensori della città, e non dagli assedianti, per forzare un intervento militare occidentale’. (…) I due attentati che colpirono il mercato di Sarajevo nel febbraio 1994 e nell’agosto 1995 si possono far risalire alla stessa strategia. Il primo arrivò giusto per far fallire il piano di pace proposto dagli europei di fronte all’intransigenza degli Usa e del leader musulmano della Bosnia, Izetbegovic (la percentuale degli statunitensi favorevoli a un attacco armato contro i serbi passò d’un colpo da un terzo a oltre la metà). Il secondo legittimò i massicci attacchi contro le postazioni serbe intorno a Sarajevo”.

Aggiungiamo che mesi dopo la prima strage di Markale, 5 febbraio 1994, Jasushi Akashi, delegato speciale ONU per la Bosnia, dichiarò alla Deutsche Presse Agentur che un rapporto segreto Onu aveva attribuito da subito ai musulmani la paternità della strage, ma che il Segretario Generale Butrous Ghali non ne aveva parlato per ragioni di opportunità politica. Poco tempo dopo Akashi venne rimosso dall’incarico.

ìMarinella Correggia
Fonte: www.sibialiria.org
Link http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1240
25.12.2012

Pubblicato da Davide

  • Mondart

    Purtroppo un ben noto dejà-vù.

    Ne approfitto invece per spostare la messa a fuoco su un’ altra questione: portare sempre, solo e comunque l’ attenzione a focalizzarsi sulla malafede dei media ( come se “l’ orrore” fosse sostanzialmente quello della loro reticenza ) non rischia appunto di mettere in ombra il vero “quid”, l’ orrore in sè ??

    Non rischia di trasformare ancora una volta in “freddo tecnicismo”, in fredda analisi logica la più spontanea e innata repulsione che dovremmo provare verso il fatto in sè ( e non tanto verso i media che ben sappiamo essere “logicamente” asserviti ?? ) … Perchè insomma, la mia sempre più crescente impressione è che attraverso tutta questa informazione ( data in maniera “dissociata” sia da una parte che dall’ altra ) non si stia facendo altro che puntare a “toglierci l’ anima” ( per dirla alla Malanga … )

  • marcopa

    La manipolazione dei media puo’ essere maggiore o minore a seconda delle condizioni in cui operano. Se in questo momento in Italia ci fosse un maggior equilibrio di forze tra media di diverso orientamento tutta l’ informazione ne trarrebbe vantaggio. I meccanismi usati per la propaganda non sono sempre sofisticati o diabolici, a volte sono semplici e si possono neutralizzare con un impegno non eccezionale………………. La notizia di oggi pomeriggio del generale capo della polizia o comunque una carica di alto livello che passa dalla parte dei ribelli e accusa Assad di aver usato armi chimiche si puo’ neutralizzare almeno in parte se si rende noto quello che e’ presente su media stranieri ma non sull’ Ansa………………… Cioe’ che questa persona era gia’ in contatto con l’ opposizione quindi tutta l’ operazione era gia’ preconfezionata, compresa l’ accusa per le armi chimiche usate guarda caso due giorni prima……. La giornata festiva come fa notare la Correggia aiuta le notizie ad avere piu’ impatto (era successo anche a Ferragosto con la pubblicazione del rapporto CoI dell’ ONU)……….. Se si fa notare che il video e’ stato preparato prima evidentemente e diffuso da Al Arabya, la tv saudita che ha diffuso anche la falsa notizia dei 300 morti del 24 dicembre al panificio (particolare riportato anche da M.Correggia)………………Il particolare dei bambini vittime dei bombardamenti viene spesso sottolineato senza alcuna prova, era stato detto anche per la strage del pane, ma i video facevano vedere soprattutto uomini adulti e non bambini o donne…………insomma si puo’ contrastare la propaganda e dovremmo rafforzare media diversi, in questo modo i potenti media manipolatori sarebbero costretti a ridimensionare le loro operazioni propagandistiche.

  • Jor-el

    Non capisco cosa intendi. Quale “fatto in sé “?

  • Servus

    Occorrerebbe anche contrastare le fonti delle notizie, ad esempio questo “Osservatorio siriano per i diritti umani” pare sia un ufficio di londra dove lavorano un paio di persone. Pagate da chi? e come mai hanno tanto valore presso i media internazionali? E come fanno da Londra a verificare le notizie che arrivano dalla Siria?

  • Ercole

    le analisi su i giochi imperialisti ci devono interessare relativamente , la domanda che bisogna porsi e: da chi sono armati , a quali interessi rispondono,il dramma che si sta consumando, e il sangue versato dal proletariato siriano per la contesa imperialista , non certo per la propria emancipazione dal punto di vista di classe……. quante vite regalate al nemico di sempre :la borghesia.

  • Mondart

    Voglio dire che è come con la “crisi”: tutti a guardare il dito e non la luna; tutti a trasformarsi in strateghi, esperti e fini analisti e nessuno che veda la COMPLICE DEBORDIANITA’ ( si può dire debordianità ? Insomma, da Debord ) del tutto. In altre parole: l’ ineluttabilità di eventi tanto a lungo “annunciati”, e che si ripetono sempre con lo stesso identico clichet, implica necessariamente la CONNIVENZA, e la mancanza di una vera VOLONTA’ DI EVITARLI E/O OPPORVISI. Esattamente come con le crisi, la debordianità e artificiosità del meccanismo rasenta il comico, e supera Stanlio e Ollio nella improponibile credibilità di una teatralità spacciata per vera.

    Generando là la risata generale quale “riflesso critico spontaneo”, qui la “sapienza” ottundente di questi inutili analisti del pelo nell’ uovo, di questi vuoti specialisti della spaccatura in quattro del capello ( e dei miei maroni ). E alimentando ancora l’ ingenuità che ci sia un solo, ben preciso ed ovviamente ben individuato “mostro”, ahimè così ben prevedibile ma al tempo stesso così incoercibile … Ma va là, parbleu !!!

  • MartinV

    I mezzi di comunicazione alle masse sono tutti di proprietà del potere finanziario… da organi di informazione sono oggi divenuti organi di propaganda…

    Finché la gente non lo avrà chiaro, è purtroppo inutile fare queste analisi se non per il ridotto numero di persone che si informa al di fuori dei detti mezzi…

  • marcopa

    Sono abbastanza vecchio per ricordare che la domenica precedente le elezioni politiche del 1979, nel mio paese, che aveva 10.000 abitanti, abbiamo venduto 1.000 copie dell’ Unità andando casa per casa, piano per piano. Non dimenticherò mai questo dato, si può lavorare a media non allineati con il potere economico e politico. Occorre fatica, ma si può fare.

  • Mondart

    Oh bella, i media mentono. Il nunzio natalizio che ancora ci mancava … Almeno si accorgono questi scopritori dell’ acqua calda last minute di quanto siano “donchiosciottescamente” -è proprio il caso di dire-, funzionali al sistema ??

    Voglio dire che è come con la “crisi”: questi crociati dell’ ultima ora invitano, ancora una volta, a guardare il dito e non la luna; ed eccoli a trasformarsi tutti quanti in strateghi, esperti e fini analisti, e nessuno che veda invece la COMPLICE DEBORDIANITA’ ( si può dire debordianità ? Insomma, da Debord, quello della “società dello spettacolo” ) di tutto quanto l’ impianto.

    In altre parole: l’ “ineluttabilità ad oltranza” di eventi tanto a lungo e tanto ripetutamente “annunciati” e mandati in ennesima replica, eventi che si ripetono tra l’ altro sempre con lo stesso identico clichet, implica necessariamente la CONNIVENZA SOVRANAZIONALE DEI VERTICI, e la mancanza di una qualsivoglia VOLONTA’ ( politica, militare, diplomatica, oppositiva, Comunitaria Occidentale o Putiniana o Vattelapeschiana che sia, fate un po’ come volete ) DI ALMENO TENTARE DI AFFRONTARLI “ANTE” per EVITARLI E/O OPPORVISI. Esattamente come per le crisi, la debordianità e sempre stessa, reiterata e ciclica artificiosità del meccanismo rasenta ormai il comico, e supera Stanlio e Ollio nella improponibile credibilità di una teatralità spacciata per vera.

    Generando là la risata generale quale “genuino riflesso critico spontaneo”, qui la “sapienza” ottundente di questi inutili analisti del pelo nell’ uovo, di questi vuoti specialisti della spaccatura in quattro del capello ( e dei miei maroni ). E alimentando ancora l’ ingenuità che ci sia un solo, ben preciso ed ovviamente ben individuato “mostro”, ahimè così ben largamente prevedibile in tutto e per tutto, ma al tempo stesso guarda caso così stranamente, grottescamente incoercibile …

    RIPETO: è come per la crisi, come per Monti … stesso copione: un mostro prevedibilissimo nelle sue sciagurate azioni, un mostro che nessuno vuole a parole, ma che guardacaso tutti fanno a gara per tenersi più stretto possibile … ma va là …

    E allora le vostre piluccose e saccenti, insulse e inutilissime analisi, le vostre ennesime scoperte dell’ acqua calda andate a proporle a qualcun altro che abbia cuore e pazienza di sorbirsi voi, dopo l’ antipasto televisivo, mediatico, De Benedettiano che sia. Parbleu.

  • Mondart

    E, una tantum, mi trovo d’ accordo con Ercole.

  • reio

    ricucci e tinazzi dicono che la correggia è una bugiarda

  • reio
  • Allarmerosso

    in parole povere direi i morti ammazzati !

  • marcopa

    Veramente vergognoso il giornalista di Rai 3 Ricucci. L’ ho sentito una volta e non mi ha fatto una grande impressione. Molta la presunzione. Perche’ questa uscita ora ??

  • reio

    a me ricucci pare onesto, è stato uno dei pochi a dire la verità durante la guerra in libia, se ti leggi il blog spiega anche i motivi per cui ce l ha con la correggia

  • marcopa

    A parte la volgarita’ del titolo e il maschilismo che a me sembra davvero vergognoso, lo ripeto vergognoso,

    Uno puo’ anche essere a favore delle guerre Nato o dire, come ha detto lui in un incontro a Roma, “ci vuole un intervento della Comunita’ internazionale ” “Quale ?” “Non lo so io faccio il giornalista” ma perche’ offendere una persona che non la pensa come te, che fa il tuo stesso mestiere e non ha spazio sulla Rai come lui.

    Qui sembrano rancori personali e suggerirei di leggere gli scritti del monaco buddista vietnamitaTic nah han (che non mi ricordo come si scrive ma dice cose saggissime su come gestire la nostra rabbia).

  • reio

    dove sarebbe il maschilismo? mica ha deto che è incapace perchè donna

  • Jor-el

    Noi poveri complottisti siamo portati a credere che se hanno mentito su Pearl Harbor, se hanno mentito su Hiroshima, se hanno mentito sull’11/9, se hanno mentito sulle armi di distruzione di massa di Saddam, se hanno mentito sui bombardamenti dei cortei di civili di Gheddafi, allora, è probabile che mentano anche sulle stragi alle code per il pane di Assad. Invece, ho sentito alla radio l’altra mattine, questo ragionamento (da parte di un giornalista dell’Unità): “Nel caso delle armi chimiche di Saddam, Bush mentiva perchè VOLEVA andare in Iraq, serviva un motivo. Nel caso di Gheddafi la NATO mentiva perché Sarkozy VOLEVA andare in Libia, e serviva un pretesto. Ma siccome la NATO NON VUOLE intervenire in Siria, allora significa che le stragi alle code del pane sono vere!”…

  • marcopa

    be e’ evidente che se fai alcuni giochi di parole con un uomo finisce a botte. se lo fai con una donna e’ perche’ vuoi far pesare la superiorita’ fisica e farle ingozzare le offese…..E’ un articolo vergognoso e inconsistente, l’ unica sua obiezione a cui io non saprei rispondere e’ sulla presenza o meno di impronte di bombe, che io non ho mai visto. >le altre obbiezzioni sono inconsistenti.