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LA STRAGE DEI COPTI, IPAZIA, ELENA D'ALESSANDRIA E LA GLOBALIZZAZIONE TENEBROSA

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebeklerblog.com

In questo blog, per mancanza di tempo, ho potuto scrivere poco di originale in questi giorni. E quindi non ho scritto nulla a proposito della strage nella chiesa di San Marco ad Alessandria, in Egitto.

Quando un individuo ancora non identificato fa una strage non rivendicata, i complottisti fanno festa.

E quindi si ipotizza di tutto: al-Qaida che vuole rovesciare il Governo Amico dell’Occidente, la Manovra dell’Opposizione, l’Attacco all’Occidente, l’Insulto al Papa oppure, perché no, il Complotto Governativo per criminalizzare l’opposizione. O magari un atto di elementi estremisti, per creare guai all’opposizione democratica dei Fratelli Musulmani, che cercano da tempo di formare un’ alleanza con i cristiani.

Non lo so; e forse non sapremo mai.

Ma ho vissuto ad Alessandria, conosco i luoghi e ho una mia percezione personale della vicenda, per ciò che può valere. Nulla di documentato e mi posso anche sbagliare.

Intanto parlo di copti, perché non credo che quel cristianesimo abbia molto a che fare con ciò che chiamiamo cristianesimo in Europa, almeno oggi.

Qualcuno avrà visto le radici della Chiesa Copta nel film Agorà, dedicato alla storia di Ipazia uccisa, proprio ad Alessandria, dai cristiani. Chi non conosce l’Egitto, avrà pensato soprattutto all’uccisione della protagonista; ma chi invece lo conosce, pensa per forza anche agli egiziani che hanno messo a morte la filosofa greca.

Forse il film aiuta a cogliere alcuni aspetti fondamentali di quel particolarissimo cristianesimo, anche se in maniera critica.

Innanzitutto, quello copto è sin dalle origini un cristianesimo radicato nelle campagne e tra il popolo delle città. Che in qualche modo univa i discendenti degli antichi egiziani contro tutti gli stranieri – ad esempio, i greci e i romani che troviamo rappresentati dal mondo di Ipazia; ma anche contro gli arabi, di cui solo lentamente avrebbero adottato la lingua.

Poi è un cristianesimo che nasce contro le istituzioni, attorno a figure di santi e asceti. Mentre, come sottolinea Philip Jenkins, il cristianesimo del resto del Nord Africa è scomparso completamente, perché strettamente legato alle istituzioni imperiali, quello dell’Egitto è sopravvissuto proprio perché perseguitato dai romani e dai bizantini.

Infine, è un cristianesimo profondamente orientale. Mi ricordo di persone che facevano la fila per baciare icone o per prostrarsi di fronte alle immagini, le lunghissime liturgie in una lingua molto più estinta del latino, l’interminabile ciclo dei digiuni, le croci tatuate sui polsi quando non anche sulla fronte, l’assoluto divieto di divorzio, la pratica della circoncisione femminile ( comunemente esercitata dai fedeli cristiani e musulmani, comunemente condannata dalle autorità religiose di entrambi), l’importanza dei gesti e delle preghiere, i santini di asceti barbuti del tutto ignoti ai calendari europei, accompagnati da misteriose fiere, gli adesivi della Madonna incollati sulle copertine dei quaderni degli studenti universitari.

Una comunità umana priva di potere politico. Ma proprio per questo, sotto alcuni aspetti privilegiata.

Storicamente, chi detiene il potere in Medio Oriente, non essendo benedetto dalla sacralità dei re occidentali o dalla mistica della nazione, vive in perenne pericolo di essere rovesciato. E quindi si circonda proprio di coloro che senza di lui, verrebbero spazzati via: eunuchi senza famiglia, schiavi, cristiani ed ebrei.

Qualcosa di questa dinamica rimane oggi: almeno quando ero in Egitto, i copti potevano fare brillanti carriere nella pubblica amministrazione e nell’esercito, proprio perché non si sarebbero mai permessi di compiere un colpo di stato.

Non tutti i copti sono ricchi, anzi. Cristiani sono per la maggior parte gli zabbalin, che raccolgono casa per casa i rifiuti, li scaricano sui loro carretti trainati da asini e poi procedono a mano alla raccolta differenziata. Nel salotto di casa. Suscitando più o meno lo stesso tipo di rancore dei mendicanti zingari che secondo me c’hanno tutti la Mercedes.

Le mani di uno zabbal, raccoglitore di rifiuti, con tatuato il volto di Gesù (anzi, a ben guardare due mani di due zabbalin diversi, per evidenti motivi di chiralità)

Però, una minoranza di copti ha una presenza sproporzionata nell‘economia egiziana. Sproporzionata non vuol dire dominante, ma certamente nelle grandi imprese, nelle banche, come tra i proprietari di negozi grandi e piccoli, è assai facile trovare dei cristiani.

L’Egitto è un paese nervoso, nonostante abbia una popolazione con la singolare caratteristica di non aver mai fatto una rivoluzione in cinquemila anni. La povertà storica non ha più la copertura dello stato sociale che si era cercato di creare negli anni Cinquanta e Sessanta.

La sopravvivenza del paese dipende in grandissima parte dal turismo, che genera capitali notevoli. Ma il turismo riguarda pochissime località e poche persone, che non hanno in genere alcuna intenzione di reinvestire i propri capitali in Egitto: molto meglio un conto in banca a Londra.

Per il resto, l’Egitto dipende in larga misura da quanto il governo riesce a farsi regalare dagli Stati Uniti o dalle reti bancarie, in cambio della propria utilità alle mire imperiali. In un clima di collasso di tutte le strutture sociali, di miseria crescente e di disoccupazione per milioni.

E’ chiaro che sia le ricchezze del turismo, che i soldi che provengono da istituzioni internazionali, passano attraverso pochissime mani, tutte vicine all’intramontabile presidente Hosni Mubarak. E’ il mondo descritto nel romanzo di Alaa al-Aswani, Palazzo Yacoubian, in cui riconosco decisamente l’Egitto che ho visto io. Vi consiglio vivamente di leggerlo.

Gli altri egiziani subiscono, mugugnano, raccontano straordinarie barzellette, lavorano dall’alba a ben dopo il tramonto per mettere insieme qualcosa. E si incarogniscono. Molti musulmani, anche non particolarmente religiosi, vedono al potere un connubio di ladri, mafiosi e cristiani.

Almeno per quanto riguarda il ruolo cristiano, è una versione distorta, però conosciamo visioni ancora più distorte in Italia – alzi la mano chi non ha sentito mugugnare cose demenziali, tipo “stanno islamizzando l’Italia con la complicità della sinistra“, oppure “i Rom hanno una corsia preferenziale per i posti all’asilo“. Che maschera il vero problema: che i posti all’asilo stanno diventando sempre di meno per tutti.

Ma qui da noi, ci possiamo permettere di prendercela con gli sfigati. La situazione in Egitto fa invece venire in mente lo Sri Lanka, dove la maggioranza buddhista ha scatenato da tempo una guerra implacabile contro i tamil, più istruiti e molto più presenti nell’economia.

Nei paesi dominanti, i media riescono a sedurre. Nei paesi dominati, l’inganno è talmente evidente, e la censura quindi così palese, che le Voci riescono a essere più credibili dei media. Ora, una caratteristica delle voci, anche da noi, è che riguardano cose che colpiscono l’attenzione. Un Travaglio che esplora i meandri delle proprietà di Berlusconi fa sbadigliare, le amanti di Berlusconi galvanizzano le masse. Ora, in un sistema come quello egiziano, sia Travaglio, sia il gossip sulle veline, devono affidarsi al circuito delle voci. Facile indovinare quali si sentano di più.

Questo significa che certe voci, fondate o meno che siano, assumono una reale importanza. L’ “>islamofobia da noi ha molte cause, sia sociali che frutto di precise decisioni, ma per gli islamofobi, si tratta sempre di storie – il crocifisso che si presume offeso, la carne di maiale che scompare da una mensa scolastica, la rumorosa predica dell’imam, il modo in cui una donna copre i propri capelli.

Nel Medio Oriente molte azioni reali sono prodotte davvero da storie. Sarà vero che la guerra di Troia riguardava il controllo delle vie commerciali dell’Egeo, ma se ce la ricordiamo, è per via della storia di Elena.

E nel conflitto tra copti e musulmani, ci sono molte Elene.

Infatti, la straordinaria convivenza di etnie in Medio Oriente si è sempre basata su un patto, che si può riassumere nel concetto, io non guardo tua figlia e tu non guardi la mia. Che molti italiani di ceto medio-alto non riterranno il massimo, ma che è quasi inevitabile in una società in cui l’unica barriera contro la morte per fame è costituita dalle reti familiari.

Qualunque siano i motivi incoscienti degli scontri tra copti e musulmani in Egitto, i motivi coscienti, quelli che girano nel circuito delle Voci, riguardano quasi sempre un unico tema: la violazione di tale patto.

Se la Chiesa copta è riuscita a sopravvivere a 20 secoli di dominio altrui – tra pagani, ortodossi e musulmani – è anche per la sua intransigenza su queste faccende.

Nel 2004, Wafa Constantine, moglie del prete copto di un villaggio nel delta del Nilo, abbandonò il marito (prete), accusandolo di usarle violenza  e si dichiarò musulmana,  suscitando un’ondata di manifestazioni di protesta cristiane; fu presa dalla polizia e riconsegnata ai cristiani.

Da allora, non se ne hanno più notizie, ma i musulmani ovviamente l’hanno inserita nella propria lista di martiri.

Nel 2005, due giovani laureate in medicina cristiane del Fayyum, Marianne Makram Ayad e Teresa Ibrahim scomparvero, per poi riapparire dichiarandosi convertite all’Islam. Migliaia di cristiani scesero in piazza, brandendo croci e sostenendo che le conversioni erano state forzate, finché la polizia non le interrogò. Pur constatando  che le conversioni erano state volontarie, la polizia le riconsegnò ai copti, che poi le sottoposero a “consulenza pastorale” in un luogo segreto.

A ottobre del 2008,  il cristiano Rami Khilla è riuscito finalmente a rintracciare, al Cairo, il musulmano che aveva osato fuggire con sua sorella, Maryam: entrato nell’appartamento, Rami ha ucciso lui e ferito gravemente lei e la loro bambina. Appena una settimana prima, un cristiano era stato ucciso in una lite con un musulmano che lui accusava di aver corteggiato una ragazza cristiana.

A novembre del 2009, un cristiano fu accusato di aver violentato una musulmana dodicenne a Nag Hammadi – alcuni musulmani reagirono sparando sui cristiani che uscivano da una messa, uccidendone sei.

L’ultima strage è invece legata a un episodio che ha suscitato un’ondata di follia: Camelia Shehata Zakher, un’insegnante di scienze naturali copta trentenne, moglie di un prete, si è recata presso l’università di al-Azhar per formalizzare la propria conversione all’Islam.

I copti hanno cominciato a organizzare manifestazioni di protesta, per cui l’università di al-Azhar, probabilmente sotto pressione governativa, ha negato la conversione; e Camelia è stata oggetto di un drammatico rapimento da parte di uomini della sicurezza di stato egiziana, che l’hanno riconsegnata ai cristiani.  In seguito, Camelia è scomparsa.

Nel frattempo,  l’avvocato cristiano della Chiesa,  Naguib Gibrail, dopo aver ringraziato la polizia, ha suggerito come soluzione definitiva al problema delle conversioni il raddoppio dello stipendio ai preti, in modo che potessero tenere le proprie mogli in casa, lontane da islamiche tentazioni sul posto di lavoro.

Voi potete immaginare l’effetto che fa su una gioventù poco cinica come quella araba musulmana, una vicenda da principessa-rapita del genere.

Aggiungiamo che i musulmani fanno in genere confusione tra “i cristiani” all’incirca come gli occidentali fanno confusione tra “i musulmani”.

Aggiungiamo che invece il numero di musulmani che conoscono lingue occidentali è infinitamente superiore al numero di occidentali che conoscono lingue orientali. E quindi hanno ben chiaro che ovunque in Occidente si dice che in nome della Civiltà Giudeo-Ateo-Cristiana, bisogna sconfiggere l’Islam.

Ergo, c’è una campagna mondiale cristiana per distruggere l’Islam, e il predicatore della Florida o il leghista di Bergamo sono uguali al negoziante copto sotto casa.

Così, alcuni mesi fa, in nome di Camelia, un gruppo estremista a Baghdad ha compiuto una  spaventosa strage in una chiesa di cristiani che non hanno mai avuto nulla a che fare con i Copti, anzi sono dottrinalmente agli antipodi.

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza in Egitto per la libertà di Camelia, che è diventata una causa come, alcuni decenni fa da noi, lo fu l’omicidio di Pinelli nella questura di Milano. Umm Usama presenta sul suo blog  la versione diffusa tra i musulmani: non è tanto importante se corrisponde fedelmente ai fatti, quanto sapere che è così che tanti musulmani pensano che siano andati i fatti.

Per una storia, purtroppo, si può uccidere, se dietro ci sono dietro le pressioni e le motivazioni sociali necessarie.

Speriamo che Camelia faccia meno morti di Elena.

Miguel Martinez
Fonte: www.kelebeklerblog.com/
Link: http://kelebeklerblog.com/2011/01/04/la-strage-dei-copti-ipazia-elena-dalessandria-e-la-globalizzazione-tenebrosa/
5.01.2011

LEGGI ANCHE: SEMPLICE RITORSIONE O DESTABILIZZAZIONE PIANIFICATA ?

GIANLUCA FREDA – ALESSANDRIA D’EGITTO; UNA NORMALE STRAGE ISRAELIANA

Pubblicato da Davide

  • guido

    Articolo interessante che aiuta a capire il contesto, e che non esclude comunque l’ipotesi legata alla politica internazionale proposta nel precedente articolo “SEMPLICE RITORSIONE O DESTABILIZZAZIONE PIANIFICATA ?”.
    In termini semplici, se non esistessero le storiche forti tensioni tra i gruppi religiosi non si potrebbero certo trovare kamikaze e fanatici a quel livello e l’azione di destabilizzazione esterna risulterebbe palese ottenendo probabilmente un effetto contrario.

  • Hamelin

    Ma che kazzo sta dicendo sto qua?!! :

    “Per una storia, purtroppo, si può uccidere, se dietro ci sono dietro le pressioni e le motivazioni sociali necessarie.”

    Ma mi sa che è un po’ fuori.
    Se veramente si giustificasse l’omicidio per delle storie , con tutte le palle che ci raccontano ci ammazzeremmo tutti quanti in 10 minuti…

    Questa è follia…

  • Random

    Analisi culturale e sociologica da Università.
    Complimenti per l’articolo, mi è piaciuto molto.
    Random

  • mircea79_MI

    Il patto su cui kelebek afferma si sia sempre fondata la convivenza in estremo oriente, io non guardo tua figlia e tu non guardi la mia, è un falso colossale. In medio oriente la convivenza da 1400 anni si fonda sull’ide aio seguace di maometto posso guardare stuprare e percuotere tua figlia, tu cane infedele cristiano od ebreo mi devi ringraziare se dopo di ciò ti lascio vivere da subumano e non ti scanno “letteralmente” per l’offesa che la tua fede fa alla mia per il solo fatto di esistere. Questo è il patto, conosciuto con il nome di condizioni di Omar, che vige in tutto il dahr al islam da sempre. Purtroppo è vero che Umm Usama rappresenta bene il punto di vista della grande maggioranza, e non di tanti, mussulmani, il che è tutto un dire sul danno fatto da un avanzo di yeshiva che si creò una propria religione ad uso e consumo dei sui bassi appetiti.

  • Tao

    il latino i soloni italiani della kultura lo vogliono estinguere in Italia, lo studio del latino aiuterebbe i nostri infelici studenti a RAGIONARE, e sarebbe un dramma per i piccoli furbastri, sarebbero molto meno manovrabili e assoggettabili, quindi :via il latino. Fuori di Italia dove sono mediamente meno cretinamente conformati a certa vulgata finto progressista, lo studiano, lo seguono , e sanno perchè va studiato ed insegnato. Povera Italia e poveri italiani!!
    maristaurru (http://www.maristaurru.com/)

  • Tonguessy

    lo studio del latino aiuterebbe i nostri infelici studenti a RAGIONARE.
    Quindi TUTTI i seminaristi hanno indubbie e superiori capacità intellettive. Meraviglioso! Perchè allora non associare il latino alla pedofilia di stampo ecclesiastico?

  • Rolfly

    questo si chiama: “fare di tutta un erba un fascio”. E personalmente credo che le generalizzazioni non sempre aiutino.

  • martiusmarcus

    Io NON sono in grado di sapere se Miguel dice cose attendibili o meno sulla strage di Alessandria. Ma una cosa LA SO DI SICURO: la SUA VOCE. Il modo di esprimersi di Miguel è come un’acqua fresca e pulita che ti dice che arriva purificata da un lungo percorso, da una PROFONDITA’. Profondità verosimilmente scavata personalmente con sofferenza, pazienza, esperienza. In generale riesce a dire COSE NUOVE o cose viste da NUOVE angolazioni. Lo si potrebbe definire l’esatto opposto di Barnard, e anche di Freda: l’uno e l’altro sempre e comunque troppo sicuri di quello che dicono, l’uno in generale inventando favole per bambini, l’altro appuntando la sua intelligenza e usandola come uno stiletto un po’ paranoicale. Se Freda (in positivo) e Barnard (in negativo) sono la SPOCCHIA, Miguel è l’antidoto, l’ANTI-SPOCCHIA. Da consigliare a tutti, me compreso.

  • Rolfly

    era da tanto che non leggevo un post cosi’ sconclusionatamente offensivo.

  • Rolfly

    COLPO DI SCENA !

    La penso ESATTAMENTE come te !

    Parola per parola … su Martinez Freda e Barnard …

  • Affus

    Miguel raccontaci cosa andavi a fare davvero ad Alessandria invece di raccontarci chi erano i cristiani di Alessandria , forse riesci ad essere piu interessante .

  • Affus

    sono articoli a senso unico , se poi ti informi su chi li ha scritti, fai subito 2+2= 4

  • Affus

    non riesce a dire cose nuove,riesce solo bene a mascherare il suo odio anticristiano ed il suo filoislamismo . Ma cosa ci va a fare ogni anno in Iran costui ? Da che parte stava quando da Alessadria si trasferì in sud america ? Con i contras, con le bande paramilitari o con i narcos ?

  • Affus

    la tesi di farfalla è sempre stata questa :
    in conclusione i fondamentalisti musulmani non esistono, non esitono I Fratelli Musulmani, non esistono i morabitun ben oragnizzati in tutta europa, suddvisi in cellule , con moltissimi elementi europei ben preparati culturalmente, non esiste odio islamico anticristiano nel mondo , in asia , nelle Filippine , in Indonesia , in Germania dove i copti hanno paura finanche di uscire sull’uscio di casa perchè minacciati dalla cia e dal mossad. Gli aggressori sono sempre stati i crociati esendo l’islam una religione pacifica che dopo che hai pagato il pizzo ti lascia a mani libere di fare quel che cavolo vuoi .
    A Vienna nel 1529 i Turchi vennero per una passegiata e la bosnia fu semplicemente civilizzata e resa un giardino fiorente. Lepanto invece non esiste perchè non sta sui manuali scolastici della massoeria italiana da sempre alleata degli islamici contro il cristianesimo . Ecco perchè la P2 non ebbe problemi a trovare un giovane turco contro il papa.

  • geopardy

    Ribadisco quanto ho già scritto in un commento dell’articolo di MOZCAR.

    Ritengo sia un’ analisi da tenere in considerazione.
    Comunque, occhio! Le volpi sanno per istinto quando è il momento di colpire. Le br colpirono nel momento di massima lotta sindacale e ne indebolirono senz’altro l’azione, allora erano i comunisti sotto il mirino. La stessa strategia potrebbe essere in atto nei confronti dell’islam. Su chi realmente abbia, almeno, favorito la nascita delle br ci sono molte analisi controverse e lo dico, poiché Martinez cita eventi nazionali dell’epoca come esempio odierno per le masse islamiche ed in più li accomuna alla leggenda omerica di Elena di Troia, un salto quanto meno enorme sia per il tipo di società vigente all’epoca sia per la lontananza storica e cognitiva degli esseri umani dell’epoca (sempre ammesso che la guerra di Troia sia realmente esistita). Quando si parla di islam da parte occidentale sembra sempre che la storia sia immutabile per essi , addirittura da ancor prima che esistessero, dimenticandoci che per secoli (durante quello che per noi e ribadisco solo per noi fu quell’epoca che riteniamo oscurantista detta medioevo) ci sono stati superiori e ci hanno insegnato molte cose. Non penseremo mica che gli odierni mussulmani siano precisi ai greci di 32-33 secoli fa (a parte certe zone che aldilà dell’islam sarebbero ancorate a situazioni di secoli addietro)? Questi lanciano satelliti nello spazio, conoscono l’elettronica, la robotica, la clonazione, l’nformatica e così via, certo che qualche gruppo di folli fanatici c’è sempre e non solo nell’islam, ma sono generalmente manovrati da altri e rappresentano i famosi utili idioti. Le manifestazioni ci sarebbero state anche da noi, ammesso che fosse successa una cosa simile in senso contrario e se qualcuno avesse voluto destabilizzare il nostro paese, dato che la presenza islamica è ormai milionaria in numeri, avrebbe potuto fare un attentato alla moschea di Roma e sarebbe stato, probabilmente, il patatrac. Quindi le chiavi di lettura possono essere molteplici e più complesse di quelle di qualcuno che è stato per un periodo ad Alessandria. C’è gente che non riesce a capire ancora il proprio paese di nascita in cui vive sin dall’inizio della sua vita, figuriamoci se possa bastare un periodo di permanenza da straniero (con tutto il rispetto per chi scrive) in un determinato paese e così diverso dal Messico e dagli Usa (terre di provenienza di Martinez), aldilà delle indubbie capacità di chi analizza. L’analisi Martineziana va, comunque, tenuta in considerazione per avere una maggiore comprensione di certi meccanismi psico-sociali. Ciao Geo

  • martiri_alessandria

    Sono profondamente disgustato da questo articolo orrendo di Miguel Martinez che è capace di difendere i musulmani con motivazioni disgustose, anche se uccidessero sua madre.

    Si rende conto il signor Miguel Martinez che, giustificando un massacro per una “voce” che non ha alcun fondamento, sta giustificando qualsiasi crimine? Avrebbe lui il coraggio di uccidere la sua fidanzata, solo perché ha sentito una voce che parla di corne? Se sì, avrebbe anche il coraggio anche di giustificare un’azione tanto inqualificabile come questa? Ne dubito. Però se lo fanno i musulmani, ah beh, tutto va bene.

    Concordo con l’altro commentatore sul fatto che questo presunto patto “io non guardo tua figlia e tu non guardi la mia” è, detta alla Fantozzi, una cagata pazzesca. Ieri, oggi, domani i musulmani pensano che è loro diritto abusare delle donne dei dhimmiyyin che li devono ringraziare, strisciando a terra, leccando le scarpe, se dopo li lasciano vivere da subumani e non li scannano “letteralmente” per l’offesa che la loro fede fa all’islam per il solo fatto di esistere. Questa è la grandissima misericordia dell’islam e la storia ne è testimone! Grazie islam!

    Perché il grande esperto Miguel Martinez non parla dei milioni di musulmani che hanno abbracciato Cristo e che vivono come cripto-cristiani, chiusi nelle loro catacombe, come ai tempi di Diocleziano? Perché non parla di quei pochi, coraggiosi convertiti che hanno reso noto a tutti il loro amore per Cristo e vivono segregati a casa, minacciati, picchiati con bastoni e insultati con sputi senza che nessun musulmano si indigni? Due cose posso pensare: o Miguel Martinez non lo sa, o nasconde la testa nella sabbia perché deve difendere i musulmani per mantenere intatta la sua bella idea tranquillizzante del mondo che si è fatta. Passi che non lo sa, perché non si informa? Cerca in internet in inglese o in arabo nomi come Naglaa El Imam o Mohammed Hegazi (e centinaia altri) e vieni a illuminarci, o grande esperto dei miei stivali. Addirittura, andare a pescare dal V secolo Ipazia per giustificare la carneficina islamica di 30 persone è veramente ignobile.

    Quelli morti ad Alessandria sono MARTIRI, uccisi SENZA ALCUN MOTIVO, soltanto perché cristiani, che piaccia al grande esperto Martinez o no. Sono le vittime dell’odio islamico che non risparmia nessuno.

    VERGOGNATI MARTINEZ! GLORIA E ONORE AI MARTIRI DI ALESSANDRIA!

  • anacrona

    Arrampicarti sugli specchi per raccontarci favolette ben confezionate non è né leale né serio … Comuque la si voglia girare quando entrano in gioco gli esplosivi in un attentato è difficilie che sia un’operazone esterna a un servizio segreto.

  • Random

    Scusa se mi intrometto: io non credo che l’autore difendesse i musulmani.
    Ha fatto solo un analisi sociale-culturale delle motivazioni che hanno spinto o che spingono le etnie a scontrarsi, senza dare giudizi in merito.
    Dire che è un articolo a difesa dei musulmani, o viceversa dei cristiani, penso sia una “forzatura”.
    Forse è meglio se rileggi con calma l’articolo.
    Ciao
    Random

  • alverman

    forse è per questo che mio nonno mi diceva sempre che i preti studiano molto per poter fregare gli ignoranti? Mah…

  • Tao

    I fatti di sangue che hanno stravolto Alessandria d’Egitto nelle primissime ore del 2011 meritano tutta l’attenzione della comunità internazionale, e non aggiungerò neanche una parola alle ovvie considerazioni che da giorni riempiono i notiziari.
    Tuttavia non posso fare a meno di rilevare un paio di cose, forse banali — così banali da risultare invisibili.

    La prima: è bello che il Vaticano inviti a vegliare sulla sicurezza dei cristiani copti. I quali peraltro, non essendo cattolici, non sembra abbiano mai posseduto (o forse in minima parte) la libido convertendi che caratterizza da sempre la Chiesa di Roma. Troverei bellissimo anche un maggior impegno del medesimo Vaticano nei confronti della sicurezza di altre comunità confessionali — e non sto pensando, che so, ai musulmani palestinesi: ma ai cristiani cattolici di certe infelici plaghe centroamericane, per dire. Così, mi suona bizzarro che l’Osservatore Romano concluda un articolo sul “sangue dei fedeli” scrivendo «versare il sangue dei fedeli, di ogni credente e di ogni creatura umana, offende Dio». Sono certa che il Santo Padre e i suoi arcivescovi (mons. Fisichella, per esempio) non ignorano che, perlomeno dai tempi di Pietro l’Eremita, il Dio cattolico ogni po’ vult qualche massacro o guerra o sterminio. (Tant’è che il 6 giugno 1249 il re di Francia Luigi IX, artefice della Settima crociata, non ti va proprio in Egitto a conquistare Damietta? Conquista effimera, è vero: ma durata quanto bastò per trasformare la moschea di Abu el-Maati in cattedrale, e chiudere gli occhi su qualche eccesso dei cristiani copti, alcuni dei quali pensarono che fosse cosa buona e giusta incendiare qualche altra moschea e qualche casa musulmana). Dunque Sua Santità e i suoi collaboratori, dicevo, certo non ignorano queste storie: magari possono essersele dimenticate, con tutto quello a cui hanno da pensare; ma apposta per questo sono qui a ricordarglielo.

    La seconda: sembra che il mondo scopra adesso l’inaudita realtà di una comunità cristiana in partibus infidelium. In verità, la convivenza fra comunità musulmana e comunità cristiana copta in terra d’Egitto è di lunga data, e pur annoverando una fisiologica alternanza di periodi più e meno pacifici è indubbio che siano gli ultimi anni a registrare un incremento di violenze ai danni dei soli copti. Al contrario, centocinquant’anni fa lo studioso Odoardo Cusieri, nella sua Storia fisica e politica dell’Egitto dalle prime memorie de’ suoi abitanti al 1842 (Firenze 1859-1861, vol. III, parte II, libro IV, pag. 212) notava con rispettosa ammirazione: «È rimarchevole in fatto di tolleranza, che sotto il dominio musulmano i cristiani Copti tengono aperte in Egitto non meno di cenventisette chiese, oltre a diciotto conventi. (Mengin ne ha pubblicato l’elenco nel T. II, p. 284-89, della sua storia dell’ Egitto, ec.).». Qualcosa, quindi, è mutato da allora negli equilibri di quelle regioni. E piuttosto di recente, direi.

    Alessandra Colla
    Fonte: http://www.alessandracolla.net/
    Link: http://www.alessandracolla.net/index.php/2011/01/04/alessandria-degitto-la-strage-e-un-paio-di-banalita/
    5.01.2011

  • ottavino

    Sì, fai un’offerta per le bare…..

  • martiri_alessandria

    Leggi quello che scrive Martinez e capirai che hanno sempre ragione i musulmani anche quando fanno cazzate. In secondo luogo, visto che non sa nulla della tensione cristiani-musulmani in Egitto, è meglio che si stia zitto invece di fare lo spaccone con quest’apologia di reato.

  • Affus

    Random , siccome conosciamo bene martinez , forse è meglio che ti rileggi tu l ‘ articolo con calma per capire da che parte sta .

  • Rossa_primavera

    Finalmente una voce che esce dal coro ed ha il coraggio di dire che
    questa strage non e’ da imputare alla solita cricca-lobby massonica e
    sionista,ma ha le sue profonde radici nella volonta’ di sopraffazione e
    nell’intolleranza islamiche.Bravo Martinez

  • Tonguessy

    Tuo nonno aveva perfettamente ragione. Magari era anche analfabeta. Il che spiegherebbe tutto…..altro che latino!

  • illupodeicieli

    L’importante ,per chi vive in Italia, è che non ritorni l’uso di bombe e l’incubo delle stragi: per qualsiasi ragione, religiosa o civile. Si sa che per avere effetto la strage deve essere di innocenti, di persone che non hanno nessuna colpa se non quella di esistere. I motivi che riporta l’articolista possono anche essere veri, ma non mi paiono esaustivi, penso ne esistano altri che sfuggono a chi come me è ignorante in materia. Il fatto di essere ignorante non significa che non si abbia diritto di vivere in pace nè desiderio,se questa c’è, di salvaguardarla: di certo non con sistemi repressivi o polizieschi.

  • Rossa_primavera

    Tranquillo quei tempi sono fortunatamente lontani,non torneranno le
    bombe fasciste e non tornera’ la macelleria della giustizia proletaria,
    ora abbiamo altri spettri da combattere:disoccupazione,recessione,
    globalizzazione,immigrazione,crisi e stagflazione.Probabilmente si
    stava meglio una volta.

  • mircea79_MI

    Commento profondo ed elegantemente argomentato thanks!!!

  • mircea79_MI

    Banalità per banalità ne rilevo un paio anche io:

    la prima è: se il vaticano tace sulle stragi è vigliacco, se invece ne denuncia qualcuna è sicuramente in malafede perchè non parla di altre. Della serie cmq fa sempre la cosa sbagliata. Complimenti maggiore sciocchezza non potevi dire!!! Dulcins in fundo rimestiamo giustappunto qualche evento di otto secoli fa un pò come fanno i giudei quando qlc parla del loro modo criminale di trattare i palestinesi: siete nazisti nostalgici di Hitler per questo ci infamate!!! Modo banale e infantile di mettere a tacere un problema contemporaneo, parlare del passato così da sviare l’attenzione.

    Quanto alla cosidetta convivenza fra le due confessioni religiose mi complimento per l’ipocrisia davvero pretesca con cui parli di “alternanza di periodi più e meno pacifici” in luogo di periodi di persecuzioni e massacri, conditi da conversioni forzate di cristiani in massa, alternati ad epoche di puri e semplici oppressione e sfruttamento. Sulla situazione reale dei copti già all’epoca del buon Cusieri aggiungerei che allora come oggi laconversione pubblica di un mussulmanno al cristianesimo era punita con la morte sia dell’apostata che di chi lo aveva “traviato” che le suddette chiese non potevano essere riparate senza permesso del governatore e che non se ne potevano costruire di nuove. NULLA E’ CAMBIATO IN 150 anni…