LA STRADA DEI PIGS

A CURA DI MARCO DELLA LUNA
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Intervista di Marco Della Luna al Prof. Claudio Pioli

Recentemente diversi articoli sono comparsi sulla stampa italiana e straniera, a indicare che l’Italia non è messa meglio della Grecia, in fatto di conti pubblici, e che esiste una concreta possibilità che i paesi con le finanze più dissestate dell’Eurozona si trovino presto costretti e misure radicali, come l’uscita dall’Euro (vi è chi la ritiene legalmente possibile, e chi no), oppure altre. 

Abbiamo richiesto al Prof. On. Claudio Pioli, esperto di finanza e macroeconomia, di delineare gli scenari secondo lui più verosimili per l’Italia.

La sua risposta è stata efficace quanto inquietante:

In effetti è l’Italia il vero pericolo per la zona EURO, nel senso di dare credibilità ad un gruppo di stati non omogenei fra di loro per politica economica, sociale, fiscale e tributaria, uniti, in effetti, soltanto da un’unica moneta.

Che cosa potrebbe succedere (mi permetta pur sempre il condizionale, visto che non sono io a prendere delle decisioni, ma cerco soltanto di pensare a quello che potrebbe accadere di fronte ad un default del debito pubblico italiano, che sta diventando il pericolo pubblico italiano numero uno).

Occorre fare delle premesse e ricordare innanzitutto i patti di “>Maastricht, che impongono dei tetti al deficit ed all’indebitamento complessivo della Pubblica Amministrazione (60% del PIL, per quanto riguarda l’indebitamento complessivo. L’Italia era entrata nella zona EURO «in deroga», in quanto Ciampi, il solito, aveva previsto un aumento del PIL italiano, che avrebbe permesso di rientrare nei parametri entro una decina d’anni, ormai trascorsi…., e 2,5% o giù di li’ per il deficit annuo dei paesi aderenti).

La crisi ha fatto si’ che la Commissione Europea abbia concesso alcuni anni di respiro: gli stati aderenti ne hanno approfittato per finanziare i rispettivi sistemi bancari.

Ma la Commissione, in occasione dell’esplosione della crisi greca, ha sottolineato che non ci saranno aiuti «europei», anche perché nessuno stato da solo o insieme ad altri potrebbe permetterselo in questi momenti.

In tal caso, se entro il 2012 gli stati non daranno segni palesi di buona volontà e di gestione budgetaria, saranno richieste delle garanzie (versamento di penalità alla BCE).

Ma esistono anche altre «voci», che vorrebbero alcuni paesi messi «al di fuori» della zona EURO: se «costituzionalmente» pare impossibile (chi è entrato non può’ più uscire, in quanto non è prevista la procedura), è pur vero che la BCE potrebbe prendere delle decisioni contemporanee a quelle della UE, o, è meglio dire, di concerto con….

Come afferma il premio Nobel per l’economia 1999 Robert Mundell, l’Italia ha usufruito sino ai nostri giorni, e cioè da una decina d’anni a questa parte, di tassi d’interesse bassi, inferiori al tasso d’inflazione (parliamo in termini medi, prendendo in considerazione la serie storica 2000 – 2010).

I risparmiatori sono stati remunerati di meno del dovuto (il tasso di remunerazione dovrebbe essere sempre maggiore di quello inflazionistico: in caso contrario si invoglia il risparmiatore a cercare altre destinazioni delle sue scorte monetarie, quali i «beni rifugio» ed il risparmiatore farebbe ancora la sua parte, come ben affermava Luigi Einaudi, in quanto il risparmio è insito nel carattere umano, ma in misura minore. Keynes sosteneva praticamente le stesse cose, più con concetti macroeconomici e con modelli econometrici che di comportamento sociale e psicologico) ed il montante: * capitale + interesse * delle loro economie è stato notevolmente ridotto, favorendo, invece, il sistema bancario, che notoriamente gioca sul differenziale tra interessi attivi ed interessi passivi.

Non solo il risparmiatore ci ha perso, ma ne ha risentito anche il contribuente italiano, che non riesce ad evadere e che è chiamato a sorreggere soggetti finanziari ed economici astronomicamente più forti di lui: ne risentirà ancora in futuro, tenendo conto del fatto che il debito pubblico si riconverte, prima o poi, in una maggior pressione contributivo – fiscale.

La Corte dei Conti ha ricordato che l’indebitamento della Pubblica Amministrazione, gestito con forme e procedure di ingegneria finanziaria, lascerà uno strascico sul debito pubblico per oltre vent’anni.

Che i tassi d’interesse debbano aumentare nei prossimi anni non c’è dubbio: Mundell fa capire che il problema «Italia» è ben notevole, perché l’Italia potrebbe non essere in grado di veder rinnovati i titoli del debito pubblico (aumentando il tasso d’interesse, il «costo del servizio del debito pubblico» aumenterebbe paurosamente).

Ed il debito pubblico italiano, nei confronti di quello greco, è come un elefante rispetto al topolino.

Le azioni che potrebbero essere decise dalla Commissione Europea e dalla BCE, riguardano pertanto la creazione di «base monetaria in senso ampio», definita tecnicamente M3 dalla BCE, come ricorderemo ancora nel nostro discorso.

Le soluzioni, che non possono essere benefiche e senza effetti negativi nei confronti di tutti i soggetti, pubblici o privati che siano, potrebbero essere diverse.

Ma sia chiaro che i fallimenti ed i concordati puniscono sempre i creditori.

Bisognerà vedere in quale misura reagiranno la domanda e l’offerta di euro, in concomitanza dei rinnovi e delle nuove emissioni di titoli :

  1. Il consolidamento di parte del debito pubblico (BOT) o l’attribuzione di cedole a tasso d’interesse «politico», inferiore al tasso d’inflazione, probabilmente non spendibili subito.

      • Le decisioni sul debito pubblico esistente potrebbero, comunque, scaturire da un mix di soluzioni riguardanti il tasso d’interesse, il capitale o l’allungamento, che piaccia o no, della durata dei titoli.

      • Decisioni di questo genere vennero prese in Italia negli anni Settanta, quando si stabili’ di limitare gli effetti dell’inflazione pagando una parte dei salari in BOT pluriennali.

      • In effetti la base monetaria allargata (M3, nella definizione della BCE), comprende anche i titoli di stato a breve, e cioè con scadenza sino a due anni, come i BOT italiani.

      • Se si vuol agire nei confronti della massa effettiva e potenziale della moneta in circolazione occorre pertanto agire, sulla base dei patti di Maastricht, sulla dinamica e sullo stock del debito pubblico, facendo rispettare i parametri di Maastricht senza deroghe di alcun tipo.

      • Sarà l’Italia (ed altri del gruppetto dei P.I.G.S.), a prendere le decisioni politiche (taglio drastico della spesa pubblica, liberalizzazioni, aumento delle imposte) per eseguire «gli ordini superiori» della UE.

      • Le conseguenze sociali si tradurranno inevitabilmente in gravi tensioni di ordine pubblico.

  2. La Commissione Europea potrebbe chiedere un controllo ferreo sulla circolazione monetaria italiana (M0, secondo la definizione della BCE), facente parte della base monetaria, ben sapendo che questa componente costituisce, più dei depositi bancari, una bomba «a miccia corta», fermo restando la costituzione di una garanzia in denaro da costituirsi presso la BCE.

      • E’ facile pensare ad una misura propria di una «politica monetaria restrittiva», anche tenendo conto del fatto che l’Italia vanta un’elevatissima economia parallela (la velocità di circolazione della moneta corrente, proveniente dall’economia sommersa, è notoriamente ben superiore a quella dell’economia legale di un paese).

  3. La Commissione Europea, di concerto con la BCE, potrebbe decidere di sovrastampare la moneta «uscente dai paesi in défaut», come successe in Germania ai tempi della Repubblica di Weimar.

      • Questa decisione corrisponderebbe, di fatto, alla coesistenza di due monete: una più forte per i paesi del nord ed una debole per quelli del sud Europa.

      • Come vede parlo anche degli altri paesi in crisi, poichè ormai si è capito che, l’omogeneizzazione monetaria, non preceduta dall’omogeneizzazione delle politiche sociali, industriali, fiscali eccetera, ha semplicemente permesso di far provare alle popolazioni sud-europee un fenomeno già visto in Argentina, quando volle ancorare la propria moneta al dollaro (economie deboli con moneta forte).

La domanda che ci si pone: che cosa avverrà dei depositi, nei casi estremi di sovrastampa della moneta o di decisioni analoghe?

E’ ovvio che verrebbero svalutati proporzionalmente alla diminuzione di potere d’acquisto della «nuova moneta», salvo, forse, per quelli detenuti da non residenti, per i quali si potrebbero stabilire delle moratorie e delle sostituzioni.

La mossa dello scudo fiscale, che non ha dato i risultati sperati (85 miliardi contro i 110 sperati da Tremonti e compagni, ma, nel passato, si è parlato di 1000 miliardi di Euro portati all’estero), è stata fatta forse, tra l’altro, anche per non far entrare più tardi, dopo un eventuale default del debito pubblico, una valanga di denaro spendibile ed un numero maggiore di contenziosi con gli stati e le banche estere (tipo bond argentini, messicani eccetera di qualche anno fa).

Marco Della Luna
Fonte: http://nuke.lia-online.org/Default.aspx
20.02.20101

22 Commenti
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novecento
novecento
22 Febbraio 2010 2:29

tutti numeri e cifre che non vogliono dire nulla, se hanno deciso che l italia dovrà collassare ……collasserà e vi sarà caos, unico vero grande obiettivo.

Se sei il Della Luna di neuroschiavi, perchè hai scritto un libro cosi prolisso e ostico al lettore medio? Perchè non hai approfondito l argomento tv e dei danni da essa provocati ? Perchè ti sei limitato ad un breve accenno? Perchè voi grandi psicologi tanto bravi a psicoanalizzare le masse e a sottolinearne i difetti non siete altrettanto bravi a psicoanalizzare il potere, di chi lo detiene, degli obiettivi psicopatici di essi ? Vorse per puro servilismo ? O per semplice codardia ?

MATITA
MATITA
22 Febbraio 2010 4:40

tante menate tecniche per fottercie e basta.
ridiamo al governo,cioe al popolo democratico,il controllo del denaro e tutti i loschi figuranti che speculano sulla pelle altrui dovranno rimboccarsi le maniche e andare a pulire i cessi per avere di che mangiare.
diciamo le cose come stanno,basta con questi articoli che non vanno al nocciolo del problema…..che siamo fottuti lo sappiamo,che ci aspetta la miseria e forse anche l’orrore di una terza guerra anche ;
Che almeno si facciano nomi e cognomi dei responsabili cosi che invece di scannarci tra poveri cristi chissa mai che nella miseri si riesca a…..

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Febbraio 2010 4:44

Finalmente siamo tutti d’accordo, il default dello stato è cosa certa, il giorno del giudizio arriverà e non è più tanto lontano. Visto che abbiamo ancora qualche momento per pensare con relativa calma e ponderazione, vogliamo anche parlare delle CAUSE del disastro, magari PRIMA di trarre o proporre SOLUZIONI? So benissimo che anche su questo argomento non è facile concordare, vista l’ignoranza, la stupidità, la convenienza, l’ipocrisia che mescolandosi dominano ormai anche i più elementari ragionamenti nei più “illuminati” salotti “free”. Vediamo almeno i paletti fissi. Il debito pubblico aumenta esponenzialmente a fronte di uno stato sociale sempre più carente e di una pressione fiscale sempre più esagerata, insostenibile, accompagnata da un’evasione ormai maggioritaria in termini di (mancato) gettito. Tutte cose che sanno anche i muri, non serve negarle se non per perdere altro tempo. Questo “quadretto” economico in tempi di crisi globale, di deindustrializzazione, di aumento della disoccupazione, non lascia speranze ne troppo tempo residuo all’ineludibilità della facile profezia. Ma com’è che un paese fondato sul lavoro, non perchè lo dice la sacra Costituzione ma perchè è l’unica vera risorsa rinnovabile che abbiamo in termini economici, non riesce più a lavorare in piena ricetta di PRIVATIZZAZIONI? Qualche residuo imbecille… Leggi tutto »

osva
osva
22 Febbraio 2010 4:45

Avete letto? Non si può uscire dall’Euro. Ma non eravamo una Repubblica autonoma? E a nostra Costituzione? A già, non c’è più, adesso abbiamo un bellissimo Trattato di Lisbona!!

Allarmerosso
Allarmerosso
22 Febbraio 2010 5:38

E ci sono i fessi che ancora si riempono la bocca di “minchiate” del tipo : Salviamo la costituzione , la costituzione non si tocca e banalità simili con il seguito di utili idioti che si reputano ancora Democratici e costituzionali .

Chissà , se sirenderanno conto di quel che succede realmente anche quando si ritroveranno per bene che vada con un pasto al giorno alla caritas . Sempre che di cibo ce ne sarà ancora !!!

Allarmerosso
Allarmerosso
22 Febbraio 2010 5:38

IL DEBITO PUBBLICO E’ UNA TRUFFA !!!!

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Febbraio 2010 6:07

Hai ragione, ma devi solo spiegare cosa sia il “popolo democratico”. A me sembra che sia come l'”uomo” di Diogene, bisogna cercarlo col lanternino, chissà, si sarà nascosto in qualche nicchia chissà dove. Quando manca del tutto l’informazione, la verità dei fatti, è quasi impossibile ragionare. Però la ragione può fare miracoli, se ci si dedica con la dovuta buona volontà. Lasciamelo sperare …. (nonostante le continue delusioni, anche qui)

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Febbraio 2010 6:10

Già, una truffa sia per i debitori che per i creditori. Ben congeniata, non c’è che dire!

lucamartinelli
lucamartinelli
22 Febbraio 2010 7:11

bene, ottime considerazioni. aggiungerei solo un particolare per me assolutamente fondamentale: la mancanza di democrazia nel nostro paese e non solo. Regimi massonico-mafiosi non hanno nulla a che vedere con la democrazia, ma solo con la finta-democrazia. ebbene solo con l’inganno si puo’ portare una nazione allo sfascio. il sottoscritto è sempre senza speranza! subiremo tutto. Come diceva il filosofo dell’antica Grecia Eraclìto:”la maggior parte della popolazione è costituita da imbecilli”. salviamo noi stessi, i nostri cari e i nostri amici togliendo i risparmi dalle banche. solo cosi’ non verseremo sangue nella notte del cambio forzoso, che gli Argentini conoscono bene. insisto, non esiste altro modo. saluti a tutti

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Febbraio 2010 7:12

Se avessimo salvato la Costituzione non saremmo a questo punto. L’alternativa cos’è, la violenza stupida? Le classi dominanti hanno sempre ottenuto i privilegi con l’arma più potente dell’uomo, il cervello. Se le “masse” non ne vogliono sapere di farlo funzionare, pur avendone i mezzi materiali, con chi dovrebbero prendersela?

marcop
marcop
22 Febbraio 2010 7:18

Ai debbitori azzeramento e pagamento dei danni morali e materiali, hai creditori 2 banane al giorno per campare fino al giudizio di Dio. Modalita di uso delle 2 banane… ficcamento profondo nel loro culo di mmerda nella dose consigliata di una al giorno, consigliabile non eccedere dato che poi non avrebbere di che sfamarsi.

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Febbraio 2010 7:23

Quando vedo citato Eraclito quasi mi commuovo, lo considero archeologia del pensiero, la sorgente della nostra cultura. Anche il paragone con l’Argentina è una cosa che mi trova assolutamente concorde, dovremmo approfondirlo, discuterne, proprio per trarne insegnamento quanto mai prezioso in queste circostanze. E’ attualità la recentissima posizione dell’Argentina sul problema dell’informazione libera, rilanciata da Giulietto Chiesa. Sono i nostri “parenti” più stretti, dovremmo degnarli di molta più attenzione! Quanto al “si salvi chi può” ti capisco, ma dovrebbe essere anche questo uno stimolo a partecipare al cambiamento collettivo.

lucamartinelli
lucamartinelli
22 Febbraio 2010 8:07

Alberto, il sistema è cosi’ diabolico da non permetterti nessun cambiamento. se ti porta ai vertici lo fa quando è certo di controllarti per benino.Non mi risulta che dall’interno siano possibili i cambiamenti: l’inutilita’ della nostra sinistra lo dimostra. la storia insegna che i veri cambiamenti o la ricerca della democrazia avviene sempre in maniera cruenta. come vuoi che cambi anche una piccola cosa se manchiamo anche della piu’ piccola organizzazione e della benche’ minima strategia? togliere i risparmi dalle banche non è solo un modo di cautelarsi ma anche di accelerare la fine di questo sistema da sempre inaccettabile (per me almeno). per 30 anni ho boicottato Nestle’ e Coca Cola, col risultato di andare a letto con la coscienza tranquilla mentre quelli aumentavano il fatturato. occorre colpirli dove sono piu’ sensibili. il denaro. ma che possiamo fare noi navigatori di CDC e di siti simili? quando siamo in tanti siamo in qualche migliaio. Comunque è vero che il discorso è complesso ed è vero quello che dici sulla partecipazione al cambiamento collettivo. io rimango senza speranza. saluti

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Febbraio 2010 8:11

Bravo, è sempre un passo avanti rispetto alla rivoluzione francese. Però se vogliamo che tutto cambi per davvero, e non per non cambiare nulla come al solito, come mafia insegna, occorre sforzare le meningi un altro po’. Dai che ce la facciamo!

kenzo60
kenzo60
22 Febbraio 2010 8:11

La soluzione?
Semplice: dobbiamo sostituirli fare proggetti di indipendenza alimentare, energetica, di monetica, scolastica, sanitaria etc.etc.
Ormai è chiaro LORO non hanno soluzioni se non quelle di creare sempre più poveri ed infelici.
Noi abbiamo le informazioni per sostituirli:
gruppi di acquisto equo solidale,
Azionariato diffuso per impianti fotovoltaici, eolici, geotermici,
Moneta locale (vedi SCEC)
Pluriversità (università preferenziale)
Omeopatia, naturopatia,
Etc.etc.etc.

In altre parole il movimento cinque stelle!
http://www.movimentocampania.it

marcop
marcop
22 Febbraio 2010 8:57

grazzie der suggerimento, …sperio che anche tu le suguia

maumau1
maumau1
22 Febbraio 2010 9:22

però l’articolo non è privo di realismo… allora se non si può usicre dall’euro attuale si finirebbe come l’argentina ma ci finirebbero troppe nazioni quindi finirebbe l’UE e sarebbe il caos ingovernabile..e loro questo non lo vogliono! ecco quindi che potrebbe essere possibile una soluzione con una nuova moneta che svaluti l’attuale euro ma ovviamente solo per certi paesi quelli con più debito …come dire ci tolgono il 30% del debito (o ci pagano o ci annullano il 30% del debito )ma in cambio del 30% della svalutazione del nuovo euro (per i paesi poveri d’europa) al posto del vecchio euro.. come è già avvenuto senza portare a nessuna rivoluzione.. d’altronde il potere di acquisto della lira si è dimezzato del 50% passando ll’euro senza che nessuno abbia detto nulla e non ci è stato nessun caos. e questo soprattutto per l’Italia che era il paese con più difficoltà ad entrare nell’euro l’accordo di svalutazione del 50% l’hanno fatto sottobanco.. una casa nel 2000 che costava 100milioni di lire dopo solo 1 anno dall’entrata dell’euro costava 90.000euro.. quindi il cambio era 1 a 1.. e dopo qualche anno si è adeguato per tutti i generi.. cosi’ i depositi si sono… Leggi tutto »

Arco
Arco
22 Febbraio 2010 9:34

Analisi Logica:

In Italia esiste un PIL Bianco ed un PIL nero
il PIL nero non so se sia quantificabile, ma esiste.
Sicuramente abbiamo 3 organizzazioni mafiose di livello mondiale
(mafia, ndrangheta, e camorra) le quali generano e creano reddito.
Se voglio analizzare i conti pubblici dovrei tener conto di queste due economie che viaggiano parallele?

P(ortogallo) I(irlando) G(recia) S(pagna) di nero credo ne facciano molto poco….

Fantascienza?

amensa
amensa
22 Febbraio 2010 14:29

quanto dici non fa una grinza…..
non sono solo d’accordo sul fatto che non ci sia soluzione.
la soluzione ci sarebbe, e la indicherò nel quarto scritto, quello in cui analizzo “lo stato” dopo il sistema bancario, il denaro, il valore.
certo che occorrerebbero governanti degni di questo nome, cosa che non solo noi, non abbiamo.

backtime
backtime
22 Febbraio 2010 15:13

Ma esistono anche altre «voci», che vorrebbero alcuni paesi messi «al di fuori» della zona EURO: se «costituzionalmente» pare impossibile (chi è entrato non può’ più uscire, in quanto non è prevista la procedura), è pur vero che la BCE potrebbe prendere delle decisioni contemporanee a quelle della UE, o, è meglio dire, di concerto con…. Sono solito aprire il post e comporre di getto nel “from” predisposto all’eventuale risposta da esporre poi sotto l’articolo, questa volta invece mi riserbo di scrivere il mio intervento in word, perché voglio che sia principalmente a «me» chiaro, esporre un lucido pensiero e non farne una accozzaglia di supposizioni, che poi avranno da essere imput per eventuali interventi aggiuntivi, dai vari fruitori del forum CDC. Il testo estrapolato dall’articolo e messo da me a cappello della risposta che andrò ad esporre e che fintanto non terminata, non so per primo come andrà poi ad evolversi, non l’ho esposto così a caso, infatti credo che ogni mente pensante dovrebbe proprio lì soffermarsi e rendersi principalmente conto, di quanto come cittadini siamo stati adoperati, da un sistema politico suddiviso ipoteticamente tra governo e opposizione, ma nella sostanza ben coeso a farsi affari e retribuzioni proprie… Leggi tutto »

idea3online
idea3online
22 Febbraio 2010 15:17

L’Impero Romano si divise in 2, Occidente e Oriente, Carlo Magno cercò di riunificarlo, il Sacro Romano Impero si è dissolto, Bonaparte era contrario al Sacro Romano Impero…..con questo voglio dire che prima esisteva l’Unico Impero Romano, dopo scomparve, adesso esiste l’Unione Europea, ma non dobbiamo meravigliarci se domani alcuni stati non ci siano più, in questa parte di Mondo le Unioni e le divisioni si alternano da 1534 anni.

stefanodandrea
stefanodandrea
23 Febbraio 2010 3:43

Bel commento!