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LA STORIA SIETE VOI

DI FRANCESCO PECORARO
tashtego.splinder.com/

Possibile che io, che da quindici anni a questa parte non sarei più andato a votare, mi sia poi sempre sentito in dovere di andarci per votare contro quello lì?
Veltroni, l’ultimo che ho votato alle politiche, non l’avrei votato se non perché si «opponeva» a Berlusconi Silvio.
Anche quando ho capito che la differenza tra i due era minima, l’ho votato lo stesso, contro ogni mio istinto e contro ogni mia ragione.
Da quando ho avuto l’età per votare l’ho sempre fatto, tranne le penultime elezioni comunali di Roma che non ce la facevo a votare per Veltroni.
Però alle ultime, quelle vinte da Alemanno ci sono ri-cascato e ho fatto questo ragionamento: io voto Grillini, perché è gay e ateo, se per caso si va al ballottaggio voto Rutelli.

Mi costava molto votare Rutelli, sopra-tutto per quelle sue ultime posizioni cattolicanti che in lui che partiva come radical-pannelliano significavano che proprio non c’è niente da fare e tutti lì prima o poi finiscono, pure Bertinotti che non esclude er trascendente, pure Vendola che lo voterei se non fosse credente, e mi viene da supporre che pure Lenin sarebbe diventato un credente, se solo ne avesse avuto il tempo…

Però alla fine lo votai lo stesso, contro ogni mia propensione e principio, per non far vincere Alemanno, insomma anche alle comunali il mio è stato un voto non per qualcuno, ma contro qualcun altro: anche se poi averci Alemanno non sarà mica la fine del mondo e, a parte il fatto che più o meno ha reso edificabile l’Agro romano e che non ha la faccia proprio gradevole e che l’ha votato l’intera categoria professionale dei tassisti che a Roma è la peggiore, seconda forse solo a quella dei dentisti, che differenza sostanziale ci sarà mai con la consigliatura Veltroni?
In che modo Alemanno incide negativamente sull’assetto delle nostre vite?
In che modo Veltroni e i veltroniani incidevano positivamente sull’assetto delle nostre vite?
Per esempio Alemanno ha abolito le sciocche e disagiate Domeniche Ecologiche, ha tolto l’idiotissima e fastidiosa Notte Bianca, ma non ha avuto il coraggio politico sufficiente ad abolire la stronzissima e provinciale Festa del Cinema (meglio dire «Festa del Cinema come lo vede Veltroni»).
Mi aspettavo di più da Alemanno, mi aspettavo una tabula rasa fascista, una rifondazione culturale dell’Urbe, l’abbattimento di incongrui edifizi moderni, l’apertura di nuovi/vecchi assi viari in pieno Centro Storico, in attuazione del Piano Regolatore fascistico del 1931 e invece niente…

Solo qualche prescrizione – ingenua, ignorante – di travertini all’EUR, subito accolta con approvazione deferente da quella categoria di puttane mentali che siamo (diventati?) noi architetti: il fascismo annacquato dell’oggi si limita a convivere con la democrazia, senza sapere bene che fare, mentre la «sinistra» pedonalizza ed esibisce atteggiamenti «ecologici», senza differenziarsi affatto dalla solita logica che ci conduce sempre & inevitabilmente alla costruzione di una città demmerda, senza incidere minimamente sulla realtà primaria della distruzione in atto del Pianeta: e tuttavia, qualora volesse incidere, come potrebbe? E dove si sono viste, a Roma, campagne severe metti per la raccolta differenziata?

Insomma, che deve fare, tra oggi e domani, uno che odia Veltroni e D’Alema, che vede bene che Franceschini è un cattolicuccio, che disprezza il bertinottismo e Bertinotti ipse per l’esemplare e vanesia dis-onestà intellettuale, che non vede il motivo di mandare al Parlamento Europeo una come Giuliana Sgrena per il solo fatto che è stata rapita in Irak e Vendola non può votarlo perché si professa credente, che Bonino non può votarla perché troppo prossima a quell’atroce nulla politico, esibizionista e piagnone, che da decenni è diventato Pannella?
Dov’è Grillini? Dove sono i froci atei che voterei? In quale di questi partiti si nascondono?

La sensazione, ma posso sbagliare, è che (in assenza di proposte politiche, vale a dire di progetti di futuro di cui si chiede la condivisione, ai quali si potrebbe pure partecipare) la vera differenza, il vero discrimine tra quelli che non-voglio-a-nessun-costo-votare e quelli che voterei – essendo destra e sinistra diventate troppo simili per la smania di prendere voti dal Grande Ripieno sociale che domina un paese demmerda – sia tra cattolicesimo e laicità, tra quelli che vogliono farmi vivere & morire come vogliono loro e quelli che mi lascerebbero, con molta cautela, qualche spazio di scelta personale (solo i froci atei, appunto, danno questo tipo di garanzia): ma dove sono questi ultimi?
C’è chi dice (oggi, Scalfari) che gli atteggiamenti come il mio non siano altro che «narcisismo elettorale», che è inutile cercare la perfetta corrispondenza tra ciò che si pensa e si è e un partito politico, che bisogna accontentarsi di quello che passa il convento, che non bisogna avercela coi politsci in quanto classe, ma solo con certi politici, eccetera: anch’io l’ho pensata, un tempo, così.

Ma erano tempi in cui c’era davvero qualcosa da perdere a lasciar vincere la destra, erano tempi in cui si pensava che un governo di centro-sinistra avrebbe fatto qualche legge contro il monopolio della televisione, dell’informazione, dell’editoria, contro il così detto conflitto di interesse: invece niente: solo qualche «risanamento» delle finanze pubbliche e nessun risanamento politico, nessun risanamento civile, nessun passo avanti in tema di diritti civili.
Va bene, mi dico, sarò anche un narcisista elettorale: ma, se pur avendo avuto più di un’occasione avete non solo lasciato la porta aperta a Berlusconi, ma lo avete forsennatamente inseguito e imitato, per quale cazzo di motivo dovrei ancora votarvi?

Se vi siete inchinati davanti ai vari papi per paura di perdere voti cattolici e oggi ci ritroviamo col dover morire come dicono loro, con l’impossibilità di veder riconosciuto nessun tipo di convivenza al di fuori del matrimonio, con leggi demmerda su fecondazione assistita, cellule staminali, eutanasia, eccetera, perché dovrei ancora votarvi?
Perché dite di essere «contro Berlusconi»?
E in che modo, in passato, avete dimostrato con i fatti di essere contro Berlusconi?
Allora, nel mio narcisismo elettorale, ho pensato meglio che si sfasci un Partito Democratico fatto in questo modo, meglio qualcosa di più piccolo capace di crescere, che questo ornitorinco politico privo di laicità, promesse, proposte, capacità di azione, di lucidità, di percezione, guidato da un pretino.
Qualcuno dirà: e Di Pietro? Non ha ragione Di Pietro?
Si ha ragione, ma solo per quello che dice contro Berlusconi: dov’è il resto?
Cos’altro è condivisibile con Di Pietro?

Possibile che non ci sia un partito, un uomo politico capace di tenere assieme un convincente e non strumentale anti-berlusconismo con un ragionevole e per me condivisibile progetto di crescita civile (in senso politico, economico, spaziale, etico, scientifico, tecnologico, strutturale & infrastrutturale, ambientale) del Paese?
Sembra impossibile, ma le cose a mio modo di vedere stanno proprio così: non c’è.
C’è invece un’Italia cui in maggioranza piace Berlusconi: bene questa è la democrazia: vincerà la maggioranza, ma io col mio narcisismo elettorale non sono più disposto a votare gente che non mi piace per oppormi ad uno che non mi piace ancora di più.

A quelli che mi rimproverano per questo ragionamento risponderei: la storia siete voi, fatevela.

Francesco Pecoraro
Fonte: http://tashtego.splinder.com/
Link: http://tashtego.splinder.com/post/20701737/La+storia+siete+voi
6.06.2009

Pubblicato da Davide

15 Commenti

  1. Mi piace, articolo simpatico ed efficace. Che dimostra come non sia sempre necessari drammatizzare, ma con un po’ d’ironia si possono dire molte verità.

  2. Ecco un articolo che son riuscita a leggere tutto senza che la mia mente divagasse, grazie, cominciavo a temere un mio rimbambimento precoce, invece non è così evidentemente.

  3. La gente e’ come te.
    Vota uno per demolire l’ altro.
    Arriva persino a votare gay, per poi opzionare un prendilo ancora una volta Sam.
    Alla fine, si cerca un sostituto di berlusca, purche’ non ci sia.
    Fra pari e dispari, rimane il vuoto del fare e come fare.

    Questa societa’, sta bene cosi, e pareggia anni grassi con vacche magre.
    Il salto di qualita’, ancora deve essere concepito.
    Quindi, masturbatevi pure in congetture, tanto al toc toc, nessuno risponde e rispondera’ per il momento.

    Cambiare, significa tornare al fondo, e rifare tutto, come concetto e come reale.
    Troppo difficile, meglio toccare il fondo sicuri di perdere tutto, per poi fare gli stessi sbagli peggiori prima.
    Anzi, il vizio rimane, e l’uomo vecchio continua.

    E’ una sagra. La musica e le giostre non si fermano mai, e l’ unica salita, per chi vuol girare, rimane sempre quella.

    In italia e nel mondo, ancora non hanno pensato, che le giostre sono retrogade, anticulturali, misere, infantili, diseducative, demolitrici di coscenze e di intelligenze.
    Padri e figli, ci vanno e ci mandano, da generazione a generazione

  4. PS= Ovvio, lui come architetto, farebbe di meglio e di piu’, solo che il concetto visivo e filosofico, cambierebbe.

  5. Boh, sono nel tuo stesso identico stato d’animo, ma domani andrò lo stesso a votare, perchè? Perchè sarebbe comunque peggio non farlo.
    Capisco che non è un argomento vincente, però…

  6. Cari “Mona “, non avete capito una mazza. Il popolo si guida come fa il pastore con le pecore. A volte qualche pecore sconfina ma poi rientra nel recinto . O si è pecore o pastori. Ma c’è la terza via , che è sempre stata reazionaria , ma non è da pecore, per questo sempre ostacolata dai pastori . L’dea è quella della falce ed il martello , che mette limiti alle oligarchie . La falce ed il martello, ricordo, sono i simboli del lavoro nei campi e nelle fabbriche. I pastori hanno convinto le pecore che per loro è meglio restare pecore . I padroni della informazione, sponsor delle privatizzazioni ci hanno inculcato che in questo modo, migliora la vita per le pecore . Ma poi in realtà soltanto chi ha il capitale guadagna e con la globalizzazione sposta la produzione della lana nei pascoli a basso costo. Quindi, per cambiare, icoratevi che ci vuole la falce ed il matello e votare , votare sempre contro i padroni ( dicasi banchieri ) del mondo.

  7. materialeresistente

    Sarà,
    ma mentre questo si interroga io voto falce e martello (questa volta si!!), poi (tanto per fare) vado ad occupare un palazzo vuoto e ci metto dentro un pò di famiglie sfrattate, Sabato si va a vendere il pane ad 1€ al kg di fronte alle case popolari. Qualcuno oltre che le chiacchiere ha idee migliori?
    p.s.
    Ah, dimenticavo, di solito arriva la polizia quando fai un’occupazione e so’ cazzi (tanto per ricordarlo ai furiosi tastieristi)

  8. perdona maristaurru, cosa non è così evidente, il tuo rimbambimento?

    Sensa animo di offendere, però detta così…

  9. FRANCESCO PECORARO:

    A quelli che mi rimproverano per questo ragionamento risponderei: la storia siete voi, fatevela.

    bell’articolo e bellissima la frase finale.
    te la ruberò.

  10. perdona Galileo, ma a me sembra che se davvero non capisci, sia detto senza offesa, un po’ di Gerovital bisogna che lo prendi di corsa,

    Marista

  11. Un aechitetto, mangia con la produzione, a come siamo messi.
    E di architetti e company, di ogni risma, ce ne sono che vanno a giro,
    che non lavorano, e che avrebbero idee migliori sull’ urbanizzazione.
    Ma un titolato, oggi come oggi, deve uscire dal concetto di professione a se’,
    e dare il suo contributo, per architetture globali e locali, dove in una comunita’, si tiene conto di tutto, e si sa’ cambiare tutto, non facendoci mancare quasi nulla di quello che serve veramente.
    Un professionista, lo puo’ essere chiunque, ma oggi quello che conta, e’ che ogni essere sia professionista della comprensione e dell’ adattamento.
    Ma sopratutto, che tutti siano per un cambiamento.
    Facciamo cadere i valori del danaro e delle speculazioni e del potere,
    e mettiamo i parametri della vita, del rispetto della vita e dell’ ambiente, e da li’,
    costruiamoci sopra, facendo un percorso all’ opposto;
    prima si architetta come si dovrebbe vivere, e poi ci si applica e ci si adatta.
    Sistemi ciechi che sussistono e fanno sussistere solamente nel caos dei numeri e delle speculazioni, dei poteri e delle ricchezze, che alla fine sono e diventano sopravvivenza, e tutto perche’ si ha solamente una visione delle cose.
    Sovrapopolazione, immigrazione, inquinamento, risorse primarie, urbanizazzione, investimenti a senso unico, fiscalita’, ingrovigliamento dei meccanismi, e via discorrendo.
    E come e’ qui lo e’ nel rimanente del mondo, come nel rimanente del mondo si ripercuote qui.

    Ma sono onde leggere, dove fa’ piu’ fracasso il dire che non il vero reale.
    E’ qui il pericolo. Piu’ si va avanti, e piu’ì l’ onda cresce, e spazza via cose che avremmo dovuto cambiare prima; solo che cambiandole le avremmo ancora, non cambiandole, ce ne troveremo senza.
    E quando le cose falciano, tolgono.

    Fare come prima, e’ come lasciare l’ erbaccia che rinasca.
    Bisogna sradicare un sistema, che principalmente e’ mentale, burocratico, e insinuato in tutto, sopratutto nella mente e nell’ impossibilita’, che ha messo milioni di persone a non pensare e a non fare.

    Pure i media, come la tv, quello che ha eurdito ha erudito, il suo corso l’ ha fatto, non rimane che vedere sui tg le conseguenze e gli eventi.

    Se non arriva dall’ alto la cosa, che e’ il riflesso alla fine della base, la cosa non arrivera’ piu’.

  12. …ultima frase.
    La storia devrebbero essere quelli che vengono votati, e che non sanno nemmeno cosa pensano chi li ha votati.
    La storia siamo sempre noi, se non a farla, almeno a subirla.
    Alla fine, ogniuno galleggia con il suo peso materia.

    Berlusconi, non e’ altro uno fra tanti, di miliaia e miliaia di politici e miliaia e miliaia di ricchi, che fa quello che puo’ seguendo l’ andamento del sistema.
    Piu’ il sistema va, e piu’ rimangono pure le comunita’ nazionali.
    Meno il sistema va, e piu’ si ripercuote sulla gente.

    Rifare tutto un sistema, implica tutto un radicale ripensamento delle cose.

    Oscenamente parlando: non si dovrebbe cambiare nulla di quello che abbiamo e siamo,
    si dovrebbe cambiare modo di vederlo e di usarlo.
    Ma anche qui, non ci siamo.
    Si vede che bisogna arrivare a degli elettroschok, per dimenticare.
    Ma anche questa e’ una terapia inefficace, dicono.
    Ma il sistema, per forze maggiori, questo lo usa, e lo usera’ ancora, a tal punto, che lo usera’ su se stesso.

  13. molto carino…

    Falce e martello, ribattezzata calce e carrello per una “certa vocazione” sarebbe un freno a che cosa?

    Scusate ma son passati due anni poco più dalla firma del dodecalogo
    SI TAV
    SI DAL MOLIN
    SI INCENERITORI
    Si MISSIONI DI PACE

    firmati da tutta la SINISTRA ANTAGONISTA a chi vorrebbe mettere un freno calce e carrello?!?!?!?
    Alla “fuoriuscita” dalla poltrona Semmai.

    Ragazzi, dovremmo avere una giornata della memoria sui tradimenti politici degli ANTAGONISTI onde evitare di ripercorrere gli stessi errori

  14. molto carino…

    Falce e martello, ribattezzata calce e carrello per una “certa vocazione” sarebbe un freno a che cosa?

    Scusate ma son passati due anni poco più dalla firma del dodecalogo
    SI TAV
    SI DAL MOLIN
    SI INCENERITORI
    Si MISSIONI DI PACE

    firmati da tutta la SINISTRA ANTAGONISTA a chi vorrebbe mettere un freno calce e carrello?!?!?!?
    Alla “fuoriuscita” dalla poltrona Semmai.

    Ragazzi, dovremmo avere una giornata della memoria sui tradimenti politici degli ANTAGONISTI onde evitare di ripercorrere gli stessi errori