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LA STAFFETTA VELTRONI-RUTELLI E LA FILOSOFIA DEL CAPPUCCINO DEI ROMANI

DI CARLO GAMBESCIA

Sono nato e vivo a Roma. E la cosa che più mi fa inferocire è che i romani, quelli moderni, mandano giù tutto. Sono delle spugne… Veltroni, se ne va, ma prima, aumma aumma, si mette d’accordo con Rutelli, il sindaco che voleva costruire un’autostrada sotto Castel Sant’Angelo, per lasciargli la poltrona. E i soliti ruffiani delle redazioni romane, targate Pd, parlano subito giulivamente di “staffetta”. Ha ragione Grillo. Ma vaff….

E i romani? Se la bevono. E tirano a campare… O peggio a sopravvivere. Sono fatti così: “Er cappuccio cor cornetto”; ” ‘A Roma e ‘a Lazio”; “Anvedi quella quanto è bona”; “Mo’ devo anna’ in pensione”; “Domenica co’ mi moje annamo in montagna. C’avemo ‘na casetta”… Ma vaff…

E le primarie per scegliere un candidato-sindaco alternativo a Rutelli? Non c’è più tempo. Ovviamente. E la sinistra rifondazionara si accoda… Tutti allineati e coperti, come i fratelli litigiosi, immortalati da Trilussa, all’arrivo della mamma con la pastasciutta. Ma vaff…
Del resto il centrodestra a Roma non se lo fila più nessuno… E poi chi può candidare? “Er Pecora”, in tutto lo splendore del suo vello residuo, un po’ ingrigito? Troppo estremista. Non per la sinistra che più rosso non si può… Ma per il centrodestra…. Oppure qualche imprenditore di terza-quarta fila con la foto del Berlusca incorniciata in saccoccia e lo stesso sorriso di plastica. Certo, restano sempre prefetti, questori, generali e monsignori… Chi si contenta gode, ma poi perde le elezioni.
E così quei pochi romani che non toccano il cielo solo quando possono inzuppare il cornetto nel cappuccino, finiranno per ritrovarsi sul groppone CiccioBello Rutelli. Uno non proprio calce e martello. Ma insomma …
E i romani, quelli del cappuccino ? Si stanno preparando spiritualmente alla partita di calcio di domenica prossima. Ma vaff…

Carlo Gambescia
Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2008/02/meta-political-la-staffetta-veltroni.html
8.02.08

Pubblicato da Davide

  • handyboy24

    La prima cosa che mi viene in mente leggendo la presentazione di questo articolo sono le interminabili code per sosta ai semafori dove si respirano un bel pò di polveri sottili e si fa lo slalom tra pedoni, moto e auto intorno a CastelSant’Angelo che come nel medioevo è circondato da recinzioni e da un fossato.
    Penso che sarebbe una cosa meravigliosa per Roma di avere un tunnel che passa sotto il castello, a patto che sia costruito con una libera gara d’appalto e senza corruzioni. Un parco attraversabile a piedi o in bici intorno al monumento potrebbe essere un punto per relax e sosta dei visitatori del Vaticano soprattutto con la possibilità di sedersi sul prato sotto i pini secolari e magari si potrebbe anche costruire una linea di tram sopraelevata sul Lungo Tevere. Credo dovremmo pensare prima di tutto al nostro futuro e alle nostre esigenze fisiologiche di persone che hanno bisogno di cibo biologico, aria accettabile e servizi di pubblica utilità efficienti: quindi strade non intasate, servizi medici aggiornati con i più recenti ritrovati in campo scentifico e non con con le indicazioni dei sacerdoti che adorano la croce o la squadra e il compasso. I politici non dovrebbero essere giudicati per la propria appartenenza politica ma in base a quanto facciano per gestire nel modo più onesto e civile le finanze dello Stato che tutti ci impegnamo a mantenere con il nostro lavoro. Lo Stato non dovrebbe essere democratico, né libero, né del popolo. Lo Stato dovrebbe semplicemente essere meglio di quello che è, e per esserlo dovremmo noi- nome e cognome a sentirci meglio con noi stessi. Basta ai politici che parlano per spiegare chi sono o cosa faranno. Giudichiamo solo quello che hanno fatto finora. Le parole esistono solo per essere interpretate e nessuno potrà mai concordare sul come giudicare se un qualcosa è libero o democratico o popolare. L’unico appiglio è nella linguistica: la politica riguarda la molteplicità quindi anche gli animali, le piante, gli insetti e i minerali. Il significato della parola Stato indica invece ciò che si è, ovvero il modo in cui i nostri attributi organici, carne, sangue, cartilagine, osso, legno, clorofilla e foglie svolgono un azione chimica sulla dimensione di esistenza in cui scegliamo liberamente di esistere. Quindi perché lo Stato continui ad esistere con la sua componente umana dovremo fare in modo che tutti la molteplicità possa esistere nell’armonia tra le forze che la compongono. Infatti l’unica vera libertà è quella tra l’essere e il non-essere: a=-a