LA SOLUZIONE FINALE A RAFAH, NEI FATTI

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Di Francesca Picone per ComeDonChisciotte

Sembra siano passati mesi se non anni da quando perfino Biden premeva perché il suo primo alleato e Primo Ministro di Israele concedesse, prima del suo pianificato attacco a Rafah, una via di fuga ai rifugiati nell’ultima tendopoli, di un vicolo cieco che ha per muro terminale il valico con l’Egitto.

Chi aveva una macchina ed i mezzi per partire è fuggito tornando indietro verso le zone già desertificate dai bombardamenti. Ma poi a che pro? Che non ci sia luogo sicuro a Gaza ormai lo ripetono gli occidentali con i loro stolti mezzi di stampa, così come le vittime palestinesi.

Israele intanto ha definito il campo nei pressi dell’UNWRA come area sicura. La Corte Internazionale di Giustizia intanto si è pronunciata ed ha preteso lo stop al piano di sterminio a Rafah.

La risposta è stata religiosa: non facciamo quello che ci dicono gli infedeli (non ebrei), ma gli anawim (noi umili fedeli, gli eletti).

Prima, durante e dopo la pronuncia della Corte, i raid contro la popolazione civile, in sole 48 ore sono stati ripetuti e sparsi, si sono intensificati, per poi concentrarsi nel luogo dove poter fare più morti, l’area sicura per i rifugiati, di notte. 53 ore dopo, lo sterminio . Un chiaro messaggio agli infedeli.

Il raid aereo che ha sganciato almeno otto bombe contro le tende dove dormivano i palestinesi, è venuto improvviso e senza preavviso, con il falso scopo, poi annunciato dall’IDF di voler colpire due militanti di Hamas e con il più che falso risultato di essere riuscito nella sua “nobile” impresa antiterroristica, nell’ aver causato per un “incidente” collaterale, che come tutti gli altri sarà inquisito, solo qualche ferito.

Almeno 45 morti. Verso le dieci di sera. 14 tende bruciavano e “le fiamme erano enormi”, racconta una ragazzina. Corpi bruciati, senza testa, bambini, un inferno. 249 feriti, alcuni molto gravi. In questo campo non esistevano combattimenti, e proprio per questo dall’est i palestinesi si erano spostati qui, ad ovest .

La falsa e più che falsa legittima difesa con cui viene giustificato questo sterminio, afferma che prima erano avvenuti lanci di missili da parte di Hamas, provenienti da Rafah. “Una precisa munizione” di risposta, diretta a due militanti. Falso. E seppure fosse vero come fanno sei, sette, otto missili su un campo con decine e decine di tende, a puntare su due e soli, due, uomini? La legittima difesa è semmai proprio quella di Hamas, che è appunto la resistenza palestinese, votata e con pieno diritto di esistere e che ora, dopo quattro mesi, ha reagito.

Purtroppo questa resistenza, che era stata zitta e ferma nella speranza di un accordo e che pure prova a rispondere, ora, ha pochissimi mezzi e non può che lanciare pochi missili come un urlo di rabbia al cielo di Israele, Tel Aviv, che prontamente disinnesca.

Le scene di timore, tra l’indifferenza e l’ilarità generale al suono delle sirene a Tel Aviv, nei volti non abituati ad averne, fanno davvero molta pena perché si vedono persone con la faccia ed i vestiti puliti, con le guance ben nutrite, che per il solo fatto di vivere a ridosso di Gaza, nei territori occupati, sono i veri oppressori .

Oppressori e assassini di un popolo che è lì accanto e che sta morendo di bombe e di fame, di malattia senza ospedali e di disperazione senza chiese e senza scuole, senza neanche l’ombra di una speranza in un intervento istituzionale. E questo le facce pulite e improvvisamente timorose dei coloni scesi prontamente al loro sicuro (quello sì) e pulito rifugio non lo sanno, o sembrano non saperlo.

Gli israeliani festeggiano, in questi giorni, con un bel falò, la celebrazione di Lag Ba Omer “una festa allegra, che spezza il lutto” .

Proprio in questi giorni, domenica, si è conclusa questa festività ebraica che celebra la “luce spirituale” di Shimon bar Yochai, un riverito rabbino del secondo secolo. Ed è così che si conclude l’orrore, sacralizzato da una festa, per cui perfino il giornalismo, diciamo giornalismo, di Yinon Magal postato su X e riportato poi da Channel 14, sente le parole di un cosiddetto giornalista che esclama: “La principale illuminazione dell’anno a Rafah” .

Parole poi prontamente cancellate. Ma non si cancella l’onta, l’ ignobile onta di una perversa umanità. Non ci sono i mezzi per cancellarla, per adesso.

Di Francesca Picone per ComeDonChisciotte

28.05.2024

FONTI

https://www.aljazeera.com/program/newsfeed/2024/5/27/israel-kills-dozens-in-attack-on-rafah-refugee-camp

https://www.middleeasteye.net/news/headless-child-charred-bodies-survivors-recount-israels-rafah-camp-massacre

https://www.youtube.com/watch?v=h6SJBqeB4jc

https://www.ucei.it/festivita-ebraiche/lag-ba-omer/

https://www.middleeasteye.net/news/israelis-celebrate-rafah-massacre-jewish-holiday-bonfire

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