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LA SCHIAVITU' DEL DEBITO PUBBLICO E' STATA INVENTATA DI RECENTE

DI GZ
cobraf.com

L’idea che lo stato si debba indebitare con moneta che lui stesso crea e poi milioni di contribuenti debbano essere tosati per pagare gli interessi del Debito Pubblico ecc… è stata inventata di recente. Nessuno si è mai sognato per tremila anni una cosa del genere, prima di oggi.

Nella storia lo stato che si indebita in modo colossale con moneta che lui crea e viene schiacciato da interessi e poi ha default, sacrifici, tasse, depressione…. è un fenomeno creato solo dagli anni ’70 ( inizialmente in Sudamerica). Come idea era sorta a metà ‘800, ma allora lo stato aveva una spesa pubblica minima, intorno al 5% del PIL al massimo (salvo che durante la guerra), per cui anche quando aveva deficit non era un vero problema.

Il meccanismo del debito pubblico e interessi, che adesso a noi viene descritto come normale, fino a poco tempo fa incontrava tremende resistenze (di cui una delle tantissime testimonianze è l’articolo firmato assieme da Thomas Edison e Henry Ford sul New York Times nel 1922 che ho citato qui sotto). Ma qualunque pensatore occidentale degli ultimi 2 mila anni troverebbe assurdo e folle che tutta l’economia giri intorno al problema dello stato che deve pagare montagne di interessi con moneta che lui stesso può creare.

Nell’800 ci furono scontri violentissimi su questo tema, in America ad esempio William Jennings Bryan diventò candidato presidenziale per quattro volte e arrivò vicino a vincere un paio di volte, avendo come programma in pratica liberare lo stato e gli agricoltori dalla schiavitù del debito tramite il “free silver”. Come dice anche Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Free_Silver “free silver” fu il tema economico centrale dell’America dell’800.

Jennings Bryan voleva la moneta d’argento, che era però molto abbondante, in mano allo stato, contro il Gold standard che volevano i banchieri perchè l’oro era scarso e quindi se ti indebitavi dovevi ripagare in oro e vincevano i creditori e la deflazione…. Nel 1907 William Jennings Bryan tenne alla convenzione di Chicago il più famoso discorso della politica americana di questo secolo, quello sul “Crocifiggere sulla Croce d’Oro“, crocifiggere gli agricoltori e lavoratori americani come Cristo sulla croce del Gold Standard. Jennings Bryan creò una tale emozione e frenesia alla convenzione del partito che gli vale la nomina immediata come candidato presidenziale. Per batterlo dovettero mettersi assieme i vari Rockfeller, Morgan, Kuhn Loeb, Warburg, gli interessi finanziari, che spesero dieci volte di più per far vincere l’altro candidato. Ma la forza del discorso di Jennings Bryan fu tale che per altre tre volte diventò candidato presidenziale, fuori dai partiti ufficiali, come populista. Per un secolo il movimento populista in America ebbe sempre come tema economico centrale LA MONETA e riuscì a tenere a bada il partito della finanza, (si vede che una volta senza TV e cinema la gente era più intelligente…)

Negli anni ’20 e anni ’30 questa opinione, che lo stato non debba indebitarsi a interesse e debba usare la propria moneta senza interessi a favore dell’economia e della comunità, era ancora maggioritaria in molti paesi e dibattuta ovunque, anche nella Teoria Generale di Keynes, dove parla di Silvio Gesell ad esempio.

In Germania un ingegnere diventato economista, Gottfried Feder, nel 1919 teneva conferenze sulla “Zinsknechtschaft”, la schiavità dell’interesse” e un reduce e disoccupato austriaco lo sentì parlare e fu fulminato dalle sue teorie. Insieme con altri due o tre formarono il “partito dei lavoratori tedeschi” (poi rinominato con un nome diventato noto) di cui Feder creò il programma economico e quando scoppiò la crisi degli anni ’30, la Depressione e ci furono sette milioni di disoccupati vinsero le elezioni e andarono al potere. Feder centrò tutto il programma economico sul fatto che lo stato si doveva finanziare senza interessi e senza debito per sostenere l’economia e il welfare. Senza la sua soluzione per la moneta l’austriaco non sarebbe andato al potere e non avrebbe avuto il successo che lo rese un semidio per i tedeschi. Una volta adottata la loro politica raddrizzò infatti la situazione in quattro anni, dal 1933 al 1937, rendendo l’ex-pittore e reduce austriaco il politico più popolare dell’epoca (fino a quando non invase l’URSS e per sradicarlo si misero assieme l’Impero Britannico, l’America e l’URSS…).

Gli esempi di William Jennings Bryan e di Gottfried Feder/Hitler dimostrano che questa è un idea esplosiva, quando la gente viene esposta all’idea dello stato che può creare moneta senza debito, a fini di benessere pubblico, reagisce come se gli fosse rivelato un Vangelo e ti segue in massa.

La cosa incredibile è che ora invece si da per scontato tutto il contrario, che sia normale indebitare lo stato con la moneta che lui stesso crea e poi soffocare l’economia di tasse, un congegno che ha preso piede per la prima volta veramente tra il 1970 e il 1980.

(nella foto sotto il primo paragrafo del programma economico di Feder, con cui Hitler vinse le elezioni nel 1933)

GZ
Fonte: www.cobraf.com
Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=3011&reply_id=123476650
23.06.2012

Pubblicato da Davide

24 Commenti

  1. Stupidi, stupidi, stupidi !!
    La stupidità di chi insiste a proporre facili soluzioni ad un problema complesso come l’attuale crisi consiste nel continuare a credere che il denaro rappresenti ricchezza.
    Da questa idiozia deriva la spinta a richiedere la cosi detta “sovranità monetaria”, il ritorno alla lira, ecc …
    Creare denaro, a parte il fatto che poi occorrerebbe anche sapere COME farlo arrivare nelle tasche di chi ne ha bisogno, ottiene solo il risultato di far pagare la stessa pagnotta di pane anziché 1 , 10 !
    Ma la cosa impressionante è che nessuno sa dire a CHI affiderebbe poi tale sovranità ! alla banca d’Italia ed ai suoi “tecnici”, ma non ne abbiamo ancora abbastanza di tecnici al governo ? al parlamento ed alla sua “cricca” di indagati, condannati, delinquenti ? al governo fiduciato da l parlamento ? a chi insomma vorreste affidarla ?
    Il denaro , come non mi stuferò mai di ripetere (vedi domande di economia) rappresenta solo un MEZZO di scambio, e solo occasionalmente, quando viene accumulato nelle tasche di qualcuno, ricchezza, ma solo perché è valore che può essere scambiato in un secondo tempo, e tutto insieme, o comunque in tempi indipendenti da quelli in cui la ricchezza reale è stata creata e scambiata.
    Ma a livello di gruppo, di nazione, il denaro NON rappresenta ricchezza, mentre la ricchezza è rappresentata dai beni reali. Pane, carne, petrolio, abitazioni, campi da coltivare, lezioni di inglese, sono beni reali, mentre lo AUMENTO di una quotazione di un titolo, se non supportato da un aumento del valore reale (impianti, macchinari, brevetti ) dell’azienda stessa, è solo ricchezza virtuale, speculativa, che come oggi si crea per effetto della legge della domanda/offerta, domani verrà “bruciata”.
    La maggiore ricchezza poi, ciò che effettivamente CREA ricchezza, è il lavoro, e per poter sfruttare tale creatore di ricchezza occorre organizzarlo, finalizzarlo, e qui si vede la vera imprenditorialità, la fantasia, la capacità di un popolo.
    Se oggi pago 5 € un chilo di pane, e domani dovesse raddoppiare la massa monetaria in circolazione, lo pagherei 10€, ma la quantità di pane sarebbe sempre la stessa.
    Avrò più pane da mangiare solo se creerò del pane, non se creerò del denaro ! è banale ma come farlo capire a certa gente ?
    Proviamo a smettere di ragionare in termini monetari …… solo quando la quantità di moneta dovesse scendere sotto una certa soglia ( crisi di liquidità) si creerebbero difficoltà negli scambi,e, peggio, nel servizio del debito ( vedi domande di economia), ma fino ad allora, il denaro resta un puro e semplice “mezzo di scambio”.
    Vero che l’immobiliare crea lavoro, e ricchezza reale, diretta e indotta, a patto che le nuove costruzioni servano a qualcuno per abitarci, e soprattutto che quel qualcuno abbia la possibilità, in relazione al proprio reddito, di acquistarli.
    L’effetto secondario è che l’immobiliare crea e mobilita grandi quantità di denaro, per periodi lunghi, opponendosi quindi alla “crisi di liquidità”.
    Ma oggi, questa crisi che da monetaria è diventata antropologica, non è possibile che venga risolta per via esclusivamente monetaria.
    Quando troppe persone non hanno redditi sufficienti per vivere una vita decorosa, non alimentano più i mercati delle merci, e la miglior dimostrazione di ciò sta nel calo addirittura del valore degli ALIMENTARI acquistati in un dato periodo. Quando le persone riducono il cibo, è perché hanno azzerato già tutto il superfluo. Ecco che tali persone, non alimentano sicuramente più i consumi.
    E quando si parla di aumentare la produttività, in assenza di consumi e soprattutto quando anche i mercati esteri tendono a contrarsi, a chi si vorrebbe vendere tali aumenti di beni ? e se non si vendono a chi serve produrli ? e se basta meno lavoro ( aumento di produttività) a produrli, aumentando la disoccupazione e quindi riducendo i redditi , che ne facciamo di quanto prodotto ?
    Smettiamola con le solite frasi fatte, con le solite medicine adatte ad ogni occasione …… prendiamo atto che l’unica soluzione passa attraverso una redistribuzione della ricchezza, aumentando , e di molto , le aliquote marginali, tassando i patrimoni, e diminuendo le tasse indirette che gravano sull’intera popolazione in modo proporzionale.
    È una inversione a 180° nella diagnosi e quindi nella terapia del male del momento che occorre compiere, e smetterla una volta per tutte di credere che i mercati si autoregolino, cosa valida in condizioni di QUASI equilibrio, ma non in quelle di forti squilibri economici.
    Non si può usare la stessa medicina per ogni tipo di male, è come un medico che volesse curare tutto con la sola aspirina, valida si, in molti casi, ma non sicuramente in tutti e per tutti i mali.
    Smettiamola di credere che la soluzione del male attuale sia acriticamente da trovare sui testi che descrivono le crisi passate. Il peggio di esse è stato infatti creato dalle terapie sbagliate. Il passato è utile SOLO per cercare di non ripeterlo.

  2. La schiavitù di sempre è quella del debito, e non è un’invenzione recente. I debiti nascono privati, e poi diventano pubblici, in misura solitamente assai minore, ma di peso politico ben maggiore. La vera novità del secolo è la tecnica monetaria per esasperare il fenomeno del debito, per accumularlo in periodi di apparenti “vacche grasse”, che poi esplodono come le bolle di sapone e precipitano nella disperazione del debito irredimibile. Perchè questo è lo spartiacque tra debito “buono” e debito “cattivo”, la capacità dell’indebitato di uscire dalla sua condizione, di restituire i propri debiti ed evitare la schiavitù. Per questo tale spartiacque è l’obiettivo delle elite della politico-finanza, dei moderni dittatori che usano la moneta come arma di distruzione di massa. Moneta fraudolenta, ma l’importante è che il popolo non se ne accorga. E per questo è sufficiente la conoscenza della MONETODINAMICA, una “scienza” teorico-empirica ormai alla portata di chiunque abbia ancora il coraggio di ragionare con la propria testa. Le leggi basilari di questa pseudoscienza sono ormai arcinote, con tanto di prove empiriche su larga scala, ormai storicizzate e alla portatat dui tutti. E allora perchè non “se ne esce”? Semplicemente perchè gli interessi elitari lo impediscono, dominando la sfera accademica e mediatica. Solo il furor di popolo può ormai riportare la ragione nell’ordinamento sociale. E a tutti quei cretini patentati che sottovalutano le tecniche monetarie, dico solo di non darsi la briga di rispondermi, ma di usare meglio il loro tempo a studiare e capire almeno una minima parte delle mille truffe che tale tecnica consente, quando è in mano ai disonesti.

  3. Amensa, vendi fuffa e spargi fumo

    Redistribuzione della ricchezza, suona bene. Ma chi redistribuisce e come? Lo Stato aveva anche questa funzione, ma effettivamente negli anni, grosso modo tra il 70 e l’80, qualche intelligentone ha pensato di sollazzarci con lo spettacolo di una bella guerra con sangue e morti contro lo Stato, una cesura nel mondo politico, della giustizia, della cultura, una guerra cattiva, stupida più di tutte le altre guerre già di per se cattive sempre. Una guerra che ora continua con l’arma del debito, della speculazione, della moneta, voluta dai potentati economici che sono sempre esistiti, ma che lo Stato, gli Stati, tenevano a bada, come per loro funzione facevano con le burokrazie tutte. La guerra portata al cuore dello Stato, seguita da una errata valutazione o finzione che tale guerra avesse falllito, accompagnata dalla pavida inconsapevolezza di politici senza nerbo nè cervello, ha permesso a quei poteri di continuare con le armi della moneta e del debito la guerra, che alla fine, nella sostanza è contro di noi italiani, nello specifico che mi interessa; una guerra insondabile e proteiforme come i poteri che la hanno dichiarata e che trovano giusto e valido per i loro interessi che la governance della economia sia tolta alla politica del tutto e venga fatta secondo criteri “tecnici” o meglio pseudotecnici, dal potere economico / bancario stabiliti. Questo dato di fatto che dovrebbe a me pare essere ormai sufficentemente chiaro a qualunque essere di media capacità intellettiva, caro Amensa, è la morte del principio di redistribuzione ed i fatti ai quali assistiamo impotenti , questo ci stanno evidenziando.. a questo si sta mirando a redistribuire sempre meno, con lucida determinazione, c’è un progetto dietro e urlacchiare che si deve redistribuire serve solo a valorizzare finte redistribuzioni concesse per avere stabilità , quando la stabilità servirà, robaccia da sindacato corrotto ed ignorante, sbobba per poveri disgraziati sapientemente disinformati, ma tu, apparentemente non te ne sei accorto e fai, come sempre, solo confusione e susciti fuffe inutili e disinformanti

  4. Guarda amensa che effetto mi fai, ho scritto direttamente dal PC di mio marito, ma i complimenti che ti ho fatto e che risultano a firma federico lippi, sono tutti miei personali: Marista

  5. Ottimo articolo, da salvare. H.H.!

  6. Come previsto, è la moneta bancaria dell’ultima fase del capitalismo (Il Capitale, Libro ΙΙΙ, sez. V, cap. XXXVI). Servirebbe unì’altra moneta ma con urgenza serve almeno una nuova gestione del credito. http://www.ekabank.org.

  7. Storicamente, lo Stato ha sempre e solo avuto la funzione di sostenere e difendere la minoranza che ha di più rispetto alla larga maggioranza che ha di meno (e che lavora e produce).

  8. vedi cara Marisa che scrive col pc del marito, se solo allargassi un po’ le tue vedute ti accorgeresti ad esempio che i paesi nordici applicano aliquote marginali che superano il 90%, eppure nessuno dichiara guerra.
    Il debito creato sostanzialmente (almeno a questo livello) dal famoso CAF, adorato e osannato da buona parte della popolazione che godeva dei benefici elargiti a pioggia e a debito, adesso da molti indicato come il male supremo.
    Condivido il fatto che un debito pubblico delle dimensioni attuali, sia una grossa palla al piede, ma ci si rende conto di chi ce lo ha creato ? e soprattutto i famosi “mercati” che ce lo fanno pesare, chi sono ? non sono forse quelle stesse persone che hanno accumulato grandi capitali , la maggior parte evadendo ed eludendo le tasse che invece i poveracci hanno pagato da 40 anni a questa parte fino all’ultimo gello ? e non sono proprio loro, con i loro capitali , investiti direttamente o indirettamente a condizionare oggi le scelte di un governo senza autorità e senza alcuna legittimazione ? che senso ha , che un >Monti possieda 17 appartamenti ? e che senso ha che una severino paghi 4 milioni di tasse annue, mettendosene però in tasca altrettanti, anzi di più ? che cosa da una come lei alla società per fatturare 2000€ all’ora? quando una buona fetta di popolaziuone si renderà conto che la soluzione ci sarebbe, senza alcun bisogno di sparare ma solo organizzandosi, cambiare un po’ il sistema in modo che una elezione non dia carta bianca ad un manipolo di delinquenti, ma consenta un controllo effettivo e continuo sui governanti, allora, forse, si potrà cominciare a discutere su quali azioni intraprendere, ma finchè il tutto si ridurrà ad una lamentela, coloro che detengono il potere se ne sbatteranno altamente gli zibidei, delle necessità del popolo.

  9. ps. e tanto perchè la mia non è ne fuffa, ne stupide illazioni, prova a pensare ad una tassazione sulla ricchezza ( non solo il reddito ma reddito + patrimoni) che ne esenti un certo livelllo e sia per il resto fortemente progressiva, e poi riparliamo di debito pubblico. Ricorda, cara Marisa , che se c’è un debito, ci sono anche corrispondenti creditori, che in questi momenti hanno tutto interesse a nascondersi e confondersi col “popolo” ma che con esso hanno ben pocoi a spartire.

  10. l’incipit di questo commento, ad un prima impressione sembra quello di una checca isterica il cui ipertrofico ego la obbliga a declinare il proprio nome cognome e nick name attraverso uno pseudo plurale majestatis. L’incapacità di porre le proprie idee senza offendere coloro che la pensano diversamente insieme ad una mancanza di sintesi e chiarezza espositiva ,indica, secondo il mio vecchio professore delle superiori,scarsità di intelletto e debolezza di argomenti.Poi leggendo, con fatica, ho capito che la finalità del logorroico commento era una patrimonale.Bastava dirlo subito e ci saremmo evitati una fatica inutile; e con questo caldo scusate se è poco.

  11. concordo al 100%

  12. Si, per Amensa sembra che basti una patrimoniale più una spuzzata d’ideologia “comunista”. Per risolvere il problema del debito basterebbe un intervento di basso profilo, un appiattimento verso il basso (ma solo del vertice, perchè la base è già sottoterra!).
    Bravo Amensa.
    Intanto la fabbricazione della moneta dal nulla rimane nelle mani di un’agenzia privata.
    Già, ma tu sostieni che i proventi dell’euro vengono ripartiti tra gli stati… infatti vedi in che bella situazione ci si trova a furia di “guadagnarci” (gli stati) dalla fabbricazione della moneta??
    Tu dici che il problema è complesso. No, il problema è talmente semplice che per non vederlo bisogna nasconderlo dietro la tua cortina fumogena.

  13. quando capirai che quella che tu chiami “moneta” NON è ricchezza, sarà sempre troppo tardi.

  14. e quando tu capirai che la moneta si trasforma in qualunque cosa diventando ricchezza, sarà sempre troppo presto.

  15. L’ennesimo utente che non ha capito nulla!!!
    La MMT non predica semplicemente la soluzione della crisi con la monetizzazione del debito, ma enfatizza nella sua proposta economica il ruolo della moneta come mezzo pratico che facilità gli scambi di beni e servizi, descrive come la moneta viene usata effettivamente dalle persone. Tu critichi queste persone dicendo le stesse cose: la vera ricchezza non è la moneta ma ciò che si produce e le risorse naturali, la moneta agevola lo scambio tra le persone punto e basta. Dietro tutto questo poi esiste tutto un sistema che regola i rapporti commerciali tra le diverse aree monetarie. Queste regole bisogna conoscerle bene perché sono necessarie per gli equilibri commerciali. Non è aria fritta, è tutto molto concreto. E’ necessario ridare il monopolio dell’emissione della moneta per ridurre gli squilibri sociali creati negli ultimi anni e poter pensare un’economia diversa dal turbo capitalismo imperante. Non siamo noi che combattiamo questo sistema a credere che la moneta è ricchezza ma chi lo sostiene.
    Lo vuoi capire una volta per tutte o no?

  16. Allora tu non conosci la storia: la gran parte del debito non lo ha creato l’eccessiva spesa pubblica dello stato a partire dagli anni ’80, se non credi a me, devi credere ai dati forniti dal FMI e dal tesoro. In realtà, te lo devi mettere in testa, è stata la speculazione da parte del mondo finanziario sui nostri titoli. Guardati qualche dichiarazione di nino Galloni e Alberto Bagnai.

  17. Mi sembra che vi stiate accapigliando su concetti molto differenti.
    Mi spiego: una cosa è la sovranità monetaria, un’altra la politica monetaria e fiscale che il governo di uno Stato decide di attuare. Correggetemi se sbaglio.

    La sovranità monetaria è una condizione necessaria ma non sufficiente per la realizzazione di una Stato sociale, per la creazione di benessere diffuso e per la tutela del bene comune.

    Ovviamente questo può avvenire solo a patto che la creazione di moneta sia finalizzata a produrre ricchezza reale, dunque produzione di beni e servizi utili alla collettività (ma anche tutela della salute, dell’ambiente, ecc.), e questo può accadere solo se la politica monetaria e fiscale (e non solo) sono gestite da una classe dirigente realmente rappresentativa degli interessi della collettività.

    Inevitabilmente, in tali condizioni si avrebbe redistribuzione di reddito, dunque di ricchezza (potenziale, se vogliamo), perché considerata una politica equa e sociale.
    Se il mio ragionamento è corretto, perché scontrarsi su queste cose quando sono facilmente conciliabili?

  18. @lpv: forse il problema è che tutte le classi dirigenti tendono a fare i popri interessi prima che quelli del popolo. E allora bisogna stabilire un minimo di paletti per evitare di farsi fregare dalla classe dirigente.

    Questo è un buon motivo per ritornare alla sovranità monetaria, anzi alla sua forma più forte, con denaro emesso dallo Stato.
    Per il resto ci sono molte variabili da considerare, ma in linea di massima si ottengono ottimi risultati facendo esattamente il contrario di ciò che dicono i mass-media controllati dagli strozzini.
    – Le banche sono delle aziende come altre e possono fallire. Anzi sono già fallite tutte.
    – Lo Stato è sovrano e stampa la propria moneta.
    – E quindi ogni Stato deve avere la sua moneta, a meno che non decida di unirsi con un altro Stato.
    – Quando rinasceranno le banche sarà bene che trovino tutte le transazioni finanziarie tassate, e tassate in modo ben più deciso delle imposte sul reddito. Insomma se io sul mio lavoro pago il 50% di tasse, mi aspetto che lo speculatore sui suoi guadagni in borsa paghi almeno il 60%.
    Mi dirà qualcuno che sto facendo pura fantasia. Va bene, facciamo finta che sia fantasia, ma se siete convinti che si possa continuare in questo modo, fate pure. A vostro rischio e pericolo.

  19. ma infatti è proprio attraverso l’inganno del denaro che i poteri si vogliono impossessare dei beni reali.
    sia il possesso dell’uno e che la detenzione dei secondi ha uno scopo politico, e cioè l’obiettivo di mantenere il potere fine a se stesso.
    si è lavorato molto per togliere la vera ricchezza dei popoli che era avere acqua, sanità, la proprietà sostanziale di ogni risorsa del suolo e del sottosuolo esistente, servizi, scuola, che fino a qualche decennio addietro era nella piena disponibilità della gente in modo pressochè gratuito.
    Ecco perchè con un solo stipendio si manteneva una famiglia e si risparmiava pure.
    Il mercato, in quei fondamentali settori, non esisteva, era la nostra ricchezza, e salvezza.
    Poi arrivò la religione del fanatismo neoliberista, neomercantilista, anticomunista e ci siamo prima vergognati, poi rifiutati, di far parte di uno stato “assistenzialista”, che idioti………………………………….
    aumento delle aliquote marginali? tassare i patrimoni?
    esproprio totale di tutto quanto ci appartiene e che, da idioti, ci siamo fatti sottrarre. Si puo’ fare, anche pacificamente……………….

  20. Sì, queste cose le so :))

    Mi riferivo al match “amensa contro tutti”

  21. caro Amensa, un po’ ti capisco, poco poco naturalmente: fedeltà detta i tuoi vaniloqui, fedeltà al padrone che ti ha remunerato per il tuo lavoro, facendo niente altro che quello che doveva fare. La natura del gregario non si cambia e non mi sento di giudicare, ce ne son tanti come te che non si inpegnano in questa drammatica situazione come potrebbero e dovrebbero se avesseo orizzonti meno ottusi, in cui vediamo il potere speculativo finanziario pretendere di profitttare dei rivolgimenti sociali in atto e della inevitabile globalizzazione, per mettere le lor manacce sul mondo, pretendendo loro, che hanno portato fame, guerra, e spesso droga ed armi ad appestare anche angoli di paradiso,( ed è cosa nota orma a tutti tranne che a “fedeli” come te), pretendendo loro, senza altra guida che la fame e l’avidità dell’animale da preda, di architettare una “governance mondiale” bancocentrica. Titoli tossici, la truffa delle cartolarizzazioni, i danari che bruciano sui mercati, la pretesa che il conttollato sia il controllore, il lavorio per abbattere quel poco che resta delle norme che tutelano il risparmiatore, la intrusività che pretende di togliere a noi i liquidi per motivazioni sordide, la più nobile e dicibile : mangiare a scatafascio sul costo delle operazioni telematiche: milioni di movimenti al giorno.. una ricchezza incalcolabile che si aggiunge ad altre ruberie, forse per coprire le “giocate” tavoli da noi poco conosciuti, giocate fatte con i soldi altrui dopo le quali con estrema faccia di tolla si corre dagli Stati pretendendo aiuti se no.. e siamo NOI a pagare caro Amensa e non se ne esce con i luoghi comuni o togliendo le case a Monti, o raccontandoci quanto guadagna questo o quello, per poi arrivare, come da decenni si fa in questo luridume, a togliere il pane di bocca ai poveracci che son tanti e rendono di più, mollichella a mollichella magari con l’ennesima bugia di pretendere che aprano un conto in banca e non manovrino contante per combattere le mafie! Ma le mafie che contano e lo dovresti aver capito anche tu, sono quelle finanziarie.. e non operano col bancomat! Per finire: IL POTERE non è più dei politici se non nella possibilità di contrattare il prezzo della resa, i vero potere è quello finanziario.. e guarda che non è un segreto, ormai lo sbattono in faccia apertamente nei consessi che contano ..i giornalisti non ve lo raccontano, ma quei “signori” diventano ogni giorno più espliciti.

  22. Non diciamo fesserie sulla patrimoniale stile bersani, Amato, Bersani e Prodi che ne strologano dopo aver messo in sicurezza i loro patrimoni, un buon commercialista, un notaio e di rinforzo un paio di avvocati .. e arrivano nuove fondazioni, società di tutti i tipi.. e sono pronti alla patrimoniale per i fessi, come la IMU organizzata da Monti col plauso dei furboni scaltri e ricchissimi del PD. Ma che fai Amensa, da apripista per il PD e le sue porcate contro il popolo mascherate da attacchi velleitari contro “i ricchi” che si sa essere intoccabili perchè hanno sistemato le loro cose? Attacchi chi come Monti e le Severino e forse anche la fornero, hanno dichiarato quello che hanno, per coprire quelli che si son parati benissimo nel sistema burokratico truffaldino con scatole chiuse e peggio? Non compaiono, ma ciucciano da sempre da mille rivoli, pronti a distaccarseli alle brutte, come lo scorpione fa con la coda? Amensa, sveglia, acca nisciuno più è fesso …

  23. Ancora c’è chi ritiene di poter continuare a lasciare la guida dell Economia a chi ha affossato intere nazioni per propria cupidigia e anche per IGNORANZA ed incapacità di calcolare l’effetto delle proprie macchinazioni. Stupidi coloro e col botto.

    Diamo parola a Mediobanca e lo riprendo dal sito Icebergfinanza che riporta :”Analisi di R&S sulle 18 principali banche internazionali Milano, 19 giu – L’attivo delle banche europee e’ cresciuto del 4,8% nel corso del 2011 nonostante un processo di deleveraging del portafoglio titoli, azioni e bond, dell’11,9% per circa 600 miliardi.

    A far crescere la somma finale e’ stato soprattutto il “rigonfiamento delle altre attivita’ che aumentano del 28,6%, per oltre circa 1.579 miliardi di euro dei quali 1.453 miliardi relativi a maggiori derivati (un flusso non lontano dal valore del Pil dell’Italia nel 2011), posta che da sola cresce del 33%”.

    E’ quanto emerge dallo studio di R&S di Mediobanca sulle principali 18 banche internazionali, incluse Unicredit e Intesa Sanpaolo per l’Italia. Nel 2011 dunque circa un quarto dell’attivo bancario e’ costituito da derivati. “I crediti alla clientela – rileva il rapporto – sono nel 2011 pari al 39,5% del totale attivo, in calo dal 42,2% del 2009, diluiti dalla bolla dei derivati e dalla crescita della liquidita’”. ..”Per avere un’idea dell’importanza della massa dei derivati in rapporto all’economia reale, lo studio sottolinea come il totale dei derivati degli istituti elvetici e’ pari al 254,1% del pil della Svizzera mentre quello delle banche inglesi e’ pari al 106,2% del pil britannico. Seguono le banche francesi (al 55,3% del pil), quelle tedesche (al 38,4%), quelle olandesi (22,4%), quelle spagnole (15,3%) e infine le italiane al 10,7%.” Si le nostre banche hanno meno derivati, si sono fermate o sono state fermate in tempo a quanto pare, ma sante non sono e danni ne hanno fatti e bei titoli spazzatura dalle banche europee sono stati ceduti alla BCE.. insomma sono pur sempre frugoletti vivaci che spaziano qua e là a spese nostre, nei conti correnti, le commissioni e vogliamo eser liberatia dalla legge antiusura.. papale, papale: rivendicano libertà d’usura.. sono credibili? sono affidabili? Vanno regolamentate, ma per davvero e debbono abbandonare il sogno malsano di guidare loro l’economia.. ci hanno succhiato tutto, forse è ora che mollino l’osso

  24. Peccato che per sostenere il loro programma andavano avanti a botte di prepensionamenti ed implementando un’economia di guerra e di rapina. Un genio proprio!