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LA RUSSIA PREPARA L’INVIO DI TRUPPE AL CONFINE SETTENTRIONALE IN ATTESA DI UN ATTACCO OCCIDENTALE

DI F. MICHAEL MALLOF
g2bulletin.wnd.com

Secondo fonti militari russe risulta che, entro la prossima estate, le forze armate prevedano un attacco contro l’Iran ed hanno già programmato un piano d’azione per inviare truppe russe, attraverso la vicina Georgia, per farle stanziare in Armenia, uno stato che confina con la Repubblica islamica.

Il Consigliere di sicurezza russo Viktor Ozerov ha detto che il Comando Generale Militare russo ha pronto un piano d’azione in caso di un attacco all’Iran.

Dmitry Rogozin, che di recente è stato ambasciatore russo presso la NATO, ha messo in guardia contro un attacco all’Iran.

“L’Iran è un nostro vicino”, ha detto Rogozin. “Se l’Iran è coinvolto in qualsiasi azione militare, questa è una minaccia diretta alla nostra sicurezza.” Rogozin è ora Vice Primo Ministro russo, è considerato come anti-occidentale e sovrintende il settore difesa della Russia.

Fonti del Ministero della Difesa russo dicono che l’esercito non crede che Israele disponga di sufficienti mezzi militari per sconfiggere le difese iraniane e ritiene inoltre che sarà necessaria un’azione militare degli Stati Uniti.

Le implicazioni per la preparazione di uno spostamento di truppe russe non è motivato solo dalla protezione degli interessi vitali nella regione, ma anche da un aiuto all’Iran in caso di attacco.

Le fonti aggiungono che una concentrazione militare russa nella regione potrebbe potenzialmente coinvolgere l’esercito russo contro le forze israeliane, le forze americane, o contro entrambe.

Fonti bene informate dicono che i russi hanno messo in guardia contro “conseguenze imprevedibili” in caso di un attacco contro l’Iran, tanto che qualcuno afferma che l’esercito russo prenderà parte ad una eventuale guerra, perché si sentirebbe minacciato nei suoi interessi vitali nella regione.

L’influente quotidiano russo Nezavisimaya Gazeta riporta che una fonte militare russa ha affermato che la situazione che si sta verificando attorno a Siria e Iran “fa sì che la Russia acceleri l’invio delle sue truppe nelle regioni nel Caucaso meridionale, del Mar Caspio, del Mediterraneo e del Mar Nero”.

Questa ultima informazione proviene da una serie di rapporti e dichiarazioni di portavoce ufficiali russi e da agenzie di stampa governative che affermano che entro l’estate è certo un attacco israeliano.

A causa dell’impatto sugli interessi vitali russi nella regione, le fonti russe dichiarano che i preparativi per un attacco di questo genere sono iniziati due anni fa, quando la Base Militare Russa 102 di Gyumri, in Armenia, è stata rimodernata. Si dice per occupare una posizione di maggior importanza geopolitica della regione.

Fonti russe affermano che le famiglie dei militari russi sono già state evacuate dalla base russa di Gyumri, in Armenia, nella zona vicina ai confini della Georgia e della Turchia.

La “Base Militare 102 è un punto chiave, un avamposto della Russia nel Caucaso meridionale,” ha detto una fonte militare russa al giornale. “Occupa una posizione geopolitica molto importante, per questo il Cremlino teme se dovesse cambiare la attuale situazione”.

Con il ritorno di Vladimir Putin alla presidenza della Russia, la prospettiva di un ordine per un nuovo attacco alla Georgia, come quello di agosto 2008, è diventata possibile, sempre secondo quanto dicono fonti informate.

I russi credono che la Georgia voglia collaborare con gli Stati Uniti nel blocco di tutte le forniture inviate alla Base Militare 102, che ora viene effettuato principalmente per via aerea. In questo momento, la Georgia blocca l’unica via di comunicazione terrestre attraverso la quale potrebbero viaggiare le forniture militari russe.

Il carburante per la base russa in Armenia arriva dall’Iran. I funzionari russi credono che questo valico di frontiera potrebbe essere chiuso in caso di una guerra.

Secondo Yury Netkachev, ex Vice Comandante delle forze russe della Transcaucasia “Forse, sarà necessario impiegare i militari per violare il blocco ai trasporti messo dalla Georgia e stabilire corridoi di trasporto per raggiungere l’Armenia”. Guardando la geografia, le strade e la topografia della regione, però, si comprende che qualsiasi corridoio di approvvigionamento di questo tipo dovrebbe passare attraverso il centro della Georgia, vicino alla capitale Tbilisi.

Per il mese di settembre, l’esercito russo programma di tenere le Kavkaz 2012, le esercitazioni militari annuali. Tuttavia, fonti russe informate dicono che la preparazione e la distribuzione di attrezzature militari e di personale sono già iniziate in previsione di una possibile guerra con l’Iran.

Queste fonti riportano che nella regione sono stati schierati nuovi armamenti di comando e controllo, in grado di utilizzare il sistema russo GPS, GLONASS per informazioni di monitoraggio.

“E’ stato segnalato che le forze aeree del Distretto Militare Sud sono state riarmate quasi al 100% con nuovi jet ed elicotteri”, secondo quanto riferisce l’esperto sulla regione Pavel Felgenhauer, della Jamestown Foundation di Washington.

Felgenhauer ha ricordato che le manovre Kavkaz 2008 permisero all’esercito russo di inviare segretamente l’esercito che nel mese di agosto dello stesso anno poi invase con successo la Georgia.

Il ministro della Difesa Anatoly Serdyukov ha già annunciato che le Spetznaz, le nuove forze speciali, saranno impiegate sia a Stavropol che a Kislovodsk, località che si trovano nelle regioni del Caucaso del Nord.

Fonti russe dicono che, se gli Stati Uniti andranno in guerra contro l’Iran, l’esercito russo potrà dispiegare forze militari in Georgia e navi da guerra nel Mar Caspio con il possibile supporto dell’ Azerbaigian, che ha già dichiarato che non permetterà che il suo territorio sia utilizzato da Israele per lanciare un attacco al confinante Iran.

C’era stata una speculazione che dava per migliorate le relazioni tra Israele e Azerbaijan, e che lo Stato ebraico potesse usare le basi da cui lanciare attacchi aerei sui vicini i siti nucleari iraniani, forse perché recentemente Israele ha concordato una vendita per 1,6 miliardi di dollari di attrezzature militari all’Azerbaijan.

Un altro motivo che ha irritato il presidente della Georgia, Mikhail Saakashvili, è la prospettiva che le truppe d’assalto aeree russe, le unità VDV, possano essere trasportate con gli elicotteri nelle due province georgiane secessioniste di Abkhazia e Sud Ossezia. Queste due province sono state occupate dai militari russi durante la guerra russo-georgiana nell’agosto 2008. Inizialmente Mosca li ha dichiarati “paesi indipendenti”, ma ora il Cremlino dà segnali che indicano una possibile annessione alla Russia.

Allo stesso modo, il tenente generale Vladimir Shamanov, comandante del VDV, ha annunciato che le truppe russe in Armenia saranno rinforzate con paracadutisti ed elicotteri d’attacco e di trasporto.

Felgenhauer ha dichiarato che “Potrebbero ordinare agli avamposti russi (dalla regione transcaucasica) di colpire a sud per vietare lo stanziamento di basi americane in Transcaucasia, ed il loro collegamento con le truppe in Armenia per prendere il controllo del corridoio energetico meridionale del Caucaso lungo il quale il gas naturale e il petrolio azero, turkmeno e di altri paesi del Caspio raggiungono i mercati europei”.

“Con un rapido colpo di mano militare, la Russia potrebbe riprendersi il controllo su tutto il Caucaso e sugli stati del Caspio, il suo vecchio regno, con il beneplacito di un Occidente, troppo occupato con l’Iran, per contrastarlo” ha detto ancora Felgenhauer.

“Allo stesso tempo, la vittoria di una piccola guerra potrebbe riunire la nazione russa intorno al Cremlino, consentendo di schiacciare i resti del movimento democratico “per le elezioni eque”, e come ciliegina sulla torta, l’azione militare russa finalmente potrebbe distruggere il regime di Saakashvili.”

Putin non ha fatto mistero del suo disprezzo per Saakashvili e con il suo ritorno alla presidenza, non è escluso che consideri il presidente georgiano come un suo “lavoro incompiuto”.

Proprio come nel 2008, Putin non dovrà preoccuparsi molto se invierà truppe russe in Georgia, perché non ci fu nessuna la reazione messa in atto né dagli Stati Uniti né dai paesi europei per l’invasione russa e per la successiva occupazione

F. Michael Maloof
Fonte: www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article31069.htm
12.04.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org ac ura di ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Davide

  • s_riccardo

    Sono d’accordo. Una possibile azione contro l’Iran potrebbe portare a sconfinamenti e a pressioni sui confini dei paesi limitrofi.
    Importante è far vedere agli aggressori che una loro azione militare non sarebbe accettata di buon grado e la presenza di un esercito di una grande nazione che non accetta l’imperialismo amerikanosionista gli può riportare a miti consigli.
    Dovremmo opporci tutti all’aggressione dell’Iran.

  • brezzarossa

    Giusto qualche articolo fà mi domandavo quale fosse l’atteggiamento russo nei confronti di un attacco all’IRAN, successivo solo a quello incorso attualmente verso la Siria. Sono convinto che la Russia non starà a guardare. Riguardo al riferimento al precedente invio di truppe per “l’invasione russa e per la successiva occupazione” lo scrivente afferma che la Russia abbia invaso la Georgia e se ne sia presa una parte. E’ vero solo dal punto di vista di quelli che consideravano l’Ossezia del sud come parte della Georgia. Gli Osseti non erano d’accordo con questa visione tanto che la Georgia una mattina manda il suo esercito con l’ordine di aggredire la capitale Tskhinvali. Fu un bel macello. A quel punto la Russia interviene, una parte della popolazione sud-osseta è di lingua russa, e mette in rotta l’esercito georgiano fermandosi a pochi chilometri da Tbilisi e ribadendo che la Ossezia del sud è uno stato indipendente. Ovviamente dato che la Russia ha una struttura statale che le permette di avere un orgoglio nazionale ed una visione strategica mantiene una “delegazione” militare in Ossezia del sud. Se c’è una Ossezia del sud significa che ce ne un’altra a nord, quella a nord fa parte della Russia.

  • Aironeblu

    Di fronte al servilismo con cui Nazioni Unite e Europa sostengono le azioni militari USA e nazisioniste, non resta che sperare nella superpotenza russa: si muova pure per proteggere i suoi interessi geo-strategici, purchè eviti un ennesimo macello yankee!

  • brezzarossa

    Guarda caso Putin negli ultimi tempi è finito nel mirino dei portatori sani di democrazia per conto affari, quella che se vinci le elezioni e non fai comunque come vogliono loro allora fanno partire i loro pubblicitari e ti fanno scrivere sui giornali che hai fatto brogli, minacciato gli elettori e ti rifiuti di far giocare a scacchi quel genio di Kasparov. Ma come si permettono i russi di volere ostinatamente una loro area di influenza? Lo vogliono capire o no che il mondo non è degli Stati ma del Business? Prendessero esempio dall’Europa! Anche quell’IRAN lì, dopo la Siria vedrai che botte!
    La realtà e che la Russia è ancora uno Stato. L’IRAN è ancora uno Stato. Non lo so chi vincerà, ma sicuramente non si troveranno davanti un’altro IRAQ. Saranno dolori.

  • brezzarossa

    Ovviamente ogni volta che parlo di Stato e penso all’Italia mi viene da piangere…..

  • Zret

    Gog e Magog…

  • brezzarossa

    La mitologia religiosa……….

  • alberto_his

    La Russia non può certo permettere che gli USA e i loro ispiratori sionisti si prendano anche l’Iran, mettendo sotto controllo la regione più importante del globo sotto il profilo geo-strategico. La Cina segue la vicenda in maniera attenta ma più defilata, mostrando meno i muscoli secondo una tradizione militare che vedrebbe nella vittoria senza combattimento (i. e. reciproca distruzione dei due contendenti principali) la sublimazione dell’arte bellica. L’Italia, gigantesca portaerei Nato nel Mediterraneo, è messa se non dalla parte sbagliata almeno in un ruolo scomodissimo: piena di armi atomiche di cui non può disporre, risulta un bersaglio preferenziale senza essere potenza militare in grado di controbattere. Il redde rationem sembra vicino, molto più vicino di quanto lo fosse ai tempi della guerra fredda.

  • siletti86

    Mi chiedo in tutta questa situazione che cosa ne pensano l’Arabia Saudita e la Turchia. Di fronte a questo palese attacco sionista-occidentale sul Medio Oriente, non è che l’Islam se ne approfitterà e, superando le antiche divisioni tra sciiti e sunniti, si riunificherà in una macroregione islamica che andrà dal Pakistan alla Sierra Leone?

  • brezzarossa

    E’ vero la tensione sta salendo parecchio. Ma conto sul fatto che che sia Israele che gli USA vengono tutti da esperienze di guerra con “mezze calzette” militarmente parlando. Stati debilitati da anni di sanzioni o divisi nei fatti. Qui si trovano di fronte un IRAN motivatissimo e niente popòdimeno che la Russia. Roba molto dura, considerando le figure che hanno fatto in IRAQ e Libano.

  • Zret

    E’ una partita a scacchi con un giocatore solo… Intelligenti pauca.

  • ericvonmaan

    I russi vendono petrolio. L’ Iran vende petrolio. Le sette sorelle sono quasi tutte americane. Negli ultimi anni, si è verificata una abbondanza di petrolio e gas naturale sul mercato, dovuta alla scoperta di nuovi giacimenti e all’estrazione dalle sabbie bitumunose e dalle rocce (fracking). Quindi: molta offerta=calo del prezzo. Come si fa a tenere alto il prezzo: minacciando un continuo stato di tenzione, probabilità di guerra ecc. Mi immagino una stanza piena di petrolieri, americani, russi, iraniani ecc ecc che stappano bottiglie di champagne e si danno grandi pacche sulle spalle mentre noi paghiamo la benza 2 euro al litro…

  • wld

    Sodoma e Gomorra, sono città della Mesopotamia, distrutte da una pioggia di fuoco radioattiva, menzionata anche da Abramo quando si aggirava tra le rovine di quella terra per sacrificare il figlio Isacco.

    Una distruzione che ha reso la penisola del Sinai un posto deserto ed inospitale, sembra che la storia sia destinata a ripetersi. wlady

  • albsorio

    La base 102 e l’Armenia servono anche per il conttrollo della zona comtesa del Nagorno Karabach, dove è stato trovato il piú grande giacimento di metano della terra. Gli americani e noi con loro si trovano a dover combattere per le risorse naturali, il fraking non è conveniente dal punto di vista economico ne ambientale, dobbiamo dare all’umanitá nuove fomti energetiche, riscrivere totalmente lo sviluppo dell’umanitá… una cosetta da niente. Comunque l’1% che governa il mondo deve smetterla con queste logiche predatorie.

  • idea3online
  • idea3online
  • geopardy

    Le nuove fonti petrolifere sono sempre più costose da estrarre e raffinare, perchè il petrolio, a basso costo di estrazione e raffinazione, è sempre meno disponibile sul mercato.

    Il miglior petrolio, sia dal punto di vista della facilità d’estrazione che da quello della qualità, ce l’hanno la Libia e l’Iran, mentre il peggiore in entrambi i sensi, ce l’hanno sicuramente gli Usa e la Gb.

    Bloccare il petrolio iraniano dminuirebbe la possibilità di avere un concorrente futuro di notevoli proporzioni, infatti, se l’Iran completasse il suo programma nucleare, avrebbe a disposizione una notevole quantità di petrolio e gas da esportare, non avendo più la necessità di produrre energia interna con il proprio gas e petrolio, quindi, gli idrocarburi meno vantaggiosi avrebbero certamente meno mercato.

    L’Iran non avrebbe neanche la necessità di importare uranio, ne ha buone quantità del suo e, padroneggiando l’arricchimento, sarebbe, praticamente indipendente dal punto di vista energetico, anzi, potrebbe anche esportarlo il combustibile nucleare.

    Questa potrebbe essere,anche senon l’unica, una delle ipotesi per tanto clamore.

    Ciao

    Geo