La rotta nucleare dell’Italia

Enel, Ansaldo e Leonardo: è questo il trio che porterà l’Italia verso il nucleare?

La rotta nucleare dell’Italia

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

Un contenzioso lungo ormai decenni

La storia del nucleare in Italia è segnata da fasi alterne di entusiasmo e rifiuto, con un dibattito politico e sociale acceso che ha influenzato le scelte energetiche del Paese.

L’Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a investire nel nucleare civile. Già negli anni ’50, il governo avviò un programma ambizioso per sviluppare l’energia atomica, in un contesto di forte crescita economica e di necessità di diversificazione delle fonti energetiche. Nel 1963, entrarono in funzione le prime tre centrali nucleari: Latina, Sessa Aurunca (Garigliano) e Trino Vercellese, tutte con tecnologie diverse (britannica, americana e canadese) per testare quale fosse la più adatta al contesto italiano.

Negli anni ’70, con la crisi petrolifera, il governo accelerò il piano di sviluppo del nucleare, e vennero progettate nuove centrali, tra cui quella di Caorso, la più grande mai realizzata in Italia. Tuttavia, il clima politico cambiò rapidamente. Il disastro di Three Mile Island (1979) e la crescente sensibilità ambientale alimentarono il fronte antinucleare, sostenuto da partiti della sinistra e movimenti ecologisti.

Il vero punto di svolta arrivò con il disastro di Chernobyl nel 1986, che ebbe un impatto enorme sull’opinione pubblica italiana. Il Partito Radicale e il Partito Comunista Italiano promossero un referendum abrogativo nel 1987 su tre quesiti relativi al nucleare. Sebbene il referendum non vietasse esplicitamente l’energia atomica, impose limiti che di fatto portarono alla dismissione graduale delle centrali esistenti e al blocco di quelle in costruzione, come quella di Montalto di Castro. Nel giro di pochi anni, il programma nucleare italiano fu completamente smantellato.

A partire dagli anni 2000, alcuni governi tentarono di riaprire il dibattito sul nucleare. Il governo Berlusconi IV (2008-2011) annunciò un piano per la costruzione di nuove centrali, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’estero e abbassare i costi energetici. Tuttavia, l’incidente di Fukushima nel 2011 riaccese il timore dell’opinione pubblica, portando a un secondo referendum, promosso dall’opposizione di centrosinistra e dai movimenti ambientalisti. Con oltre il 94% dei voti favorevoli, il nucleare venne nuovamente bocciato dagli italiani.

Negli ultimi anni, la crisi energetica e la necessità di ridurre le emissioni di CO₂ hanno riportato il tema del nucleare al centro del dibattito. Il governo Meloni ha espresso apertura verso le nuove tecnologie nucleari, in particolare gli Small Modular Reactors (SMR), reattori più sicuri, efficienti e meno impattanti rispetto alle grandi centrali del passato. Il coinvolgimento di aziende italiane come Enel, Ansaldo Energia e Leonardo potrebbe rappresentare un’opportunità per il ritorno dell’Italia nell’energia atomica, puntando su un modello più moderno e sostenibile.

La nuova iniziativa, sotto l’egida del Governo Meloni

L’intento principale è aumentare l’efficienza e, al contempo, ridurre l’impatto ambientale, economico e visivo delle nuove tecnologie nucleari, rendendo gli investimenti più scalabili e sostenibili nel lungo periodo. A differenza delle tradizionali centrali di grandi dimensioni, gli SMR possono essere costruiti in ambiente industriale e successivamente assemblati in loco. Questi reattori hanno potenze più contenute, generalmente comprese tra 10 e 300 MW, permettendo una distribuzione decentralizzata dell’energia. Questa potrebbe essere la chiave per il futuro dell’energia nucleare italiana.

A conferma dell’interesse istituzionale, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato di seguire con attenzione i contatti tra le tre aziende. Come riportato da Industria Italiana, sebbene l’Italia abbia chiuso le proprie centrali dopo il referendum del 1987, il Paese conserva un alto livello di competenze nel settore. Oggi, infatti, l’industria nucleare italiana è la seconda in Europa per know-how e già 50 aziende nazionali fanno parte dell’Alleanza europea sugli SMR.

In questa prospettiva, la creazione di una nuova società potrebbe rappresentare un’opportunità per ricostruire una filiera industriale nazionale e rafforzare il ruolo dell’Italia nel panorama nucleare globale. Un esempio è Newcleo, azienda con radici italiane ma fortemente sostenuta da capitali francesi, che Emmanuel Macron ha inserito nella strategia energetica della Francia.

L’idea di investire su un nucleare innovativo, sicuro e redditizio, anziché su una tecnologia percepita come rischiosa, potrebbe trasformarsi in un asset strategico per la transizione energetica italiana, con il supporto dello Stato attraverso le sue aziende partecipate.

Possiamo elencare tre motivi per investire nel nucleare italiano, secondo quanto analizzabile con i dati forniti:

  1. Competenze industriali di alto livello: l’Italia vanta un know-how avanzato, testimoniato dal coinvolgimento di enti come l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) nel progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) a Cadarache, in Francia.
  2. Eccellenza nella ricerca: il Paese dispone di strutture accademiche di rilievo, come il Politecnico di Milano, e di centri di ricerca che operano ancora su alcuni dei reattori sperimentali attivi negli anni Settanta. Tra questi, il Triga RC-1 dell’Enea, con una potenza di 1 MW, riattivato nel 2010 dopo 25 anni di inattività. Altri impianti attivi includono il TRIGA LENA da 250 kW dell’Università di Pavia (dal 1965), il Tapiro dell’Enea a Casaccia da 5 kW e il AGN-201 “Costanza” da 1 kW dell’Università di Palermo (entrambi attivi dal 1960).
  3. Nuovi scenari e necessità energetiche: i target europei di decarbonizzazione e la crescente domanda energetica, trainata da settori emergenti come i data center e l’intelligenza artificiale, rendono il nucleare modulare un’opzione strategica per il Paese. Secondo il World Nuclear News, l’Italia ha inserito nel suo Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima un potenziale contributo nucleare che varia tra l’11% e il 22% della capacità totale, con un obiettivo di 16 GW. Inoltre, la presenza italiana in regioni chiave per l’approvvigionamento di uranio, come il Niger, potrebbe garantire accesso stabile alla materia prima essenziale per i reattori.

Il nucleare di nuova generazione, quindi, potrebbe rappresentare un’importante opportunità di rilancio per l’Italia, con un mix di tecnologia avanzata, ricerca e strategia industriale mirata.

Pur tuttavia, l’opposizione al nucleare in Italia è stata alimentata da diverse motivazioni, che spaziano dalla sicurezza ai costi, dall’impatto ambientale alla questione dello smaltimento delle scorie.

Uno dei principali timori riguarda la sicurezza delle centrali nucleari. Il disastro di Chernobyl nel 1986 e quello di Fukushima nel 2011 hanno rafforzato la convinzione che il nucleare sia una tecnologia troppo pericolosa. I movimenti ambientalisti e i partiti contrari sostengono che, anche con protocolli avanzati, il rischio di incidenti catastrofici non possa essere mai eliminato del tutto. In un Paese sismicamente attivo come l’Italia, i timori legati a eventi naturali imprevedibili hanno ulteriormente rafforzato l’opposizione.

Un’altra critica riguarda gli alti costi di costruzione, manutenzione e smantellamento delle centrali. Gli oppositori ritengono che il nucleare non sia economicamente conveniente rispetto alle energie rinnovabili, come solare ed eolico, che hanno visto una rapida evoluzione tecnologica e una riduzione dei costi; il lungo tempo necessario per costruire una centrale (spesso decenni) rende, inoltre, il nucleare una soluzione poco tempestiva rispetto alle esigenze delle varie agende ecologiste a cui il Governo italiano fa la corte. La gestione delle scorie nucleari è un altro tema centrale nel dibattito, decisamente non sottovalutabile. In Italia non esiste ancora un deposito nazionale definitivo per lo stoccaggio sicuro delle scorie ad alta radioattività e ciò ha portato al timore di una pericolosa dispersione di rifiuti nucleari e all’opposizione da parte delle comunità locali che non vogliono ospitare questi impianti.

Da ultimo, i referendum del 1987 e del 2011 hanno mostrato una chiara contrarietà dell’opinione pubblica italiana al nucleare. Tornare su questa scelta significherebbe ignorare la volontà popolare espressa più volte ma, come dice il detto, “L’occasione fa l’uomo ladro”, quindi potrebbe accadere che il Governo prenda il sopravvento per rendere felici le tre aziende strategiche Enel (energia), Ansaldo (trasporti) e Leonardo (difesa).

In guerra, è vero, l’opinione democratica dei cittadini non è interesse di nessuno.

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

09.02.2025

Lorenzo Maria Pacini. Professore associato di Filosofia politica e Geopolitica, UniDolomiti di Belluno. Consulente in analisi strategica, intelligence e relazioni internazionali.

Fonte: https://strategic-culture.su/news/2025/02/09/la-rotta-nucleare-dellitalia/

Commenti (41)

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    1. 3CENT0 13 febbraio 2025

      fermo restando che il nucleare francese-europeo è contrario agli interessi americani, che faranno di tutto per sabotarlo (partito dei verdi in germania per esempio), domando: per nucleare pulito o piccoli reattori si intende il vecchio procedimento uranio-plutonio, o il vero "pulito" cioè il nucleare al torio? Troppo semplice dire nucleare si nucleare no, i nucleari non sono tutti uguali. E comunque: sì al nucleare piccolo decentralizzato, purchè al torio!

    2. uomospeciale 13 febbraio 2025

      Quasi certamente si tratterebbe di centrali medio piccole, modernissime o al torio, anche se al 99% non si farà niente come al solito.
      In Italia perdiamo decenni in chiacchiere per qualsiasi cosa.
      Come se non bastasse, vedrai che tra un po scoppia la pace in Ucraina, ripareranno a tempo di record il Nord Stream e poi vai con grandi strette di mano e proclami, gas russo a prezzi stracciati, e tornerà tutto come prima.

    3. 3CENT0 13 febbraio 2025

      in italia e ormai anche nelle altre nazioni euro. Solo chiacchiere poltrone burocrazia polemiche propaganda proclami grida incapacità ecc e la cosa più scandalosa e assurda, per fare gli interessi di altri. Una malattia mentale. Non ho mai capito se mi auguro più una durissima sveglia per povere euromasse che tanto non capirebbero cmq (vedi covid) e quindi alla fine come dici meglio finisca tutto a tarallucci. Daranno il contentino alla germania a e tutto come prima. Almeno non mi sorbisco i piagnistei "ma... ma.. come è potuto succede??? Non anadava tutto beneeee??? non eravamo garantiti???" Cosa gli spieghi a sta gente? Poi ho il terrore dei risvegliati improvvisi. Diventano violenti. Per questo cerco un piano B-C-D-Ecc per me e compagna. Contanti bitcoin oro campagna orto (dicono basti 1000mq... mmm... ) libri disconnessione elettrica legna arco e frecce katane pistole medicinali vasca-imhoff radio a cristalli, altre famiglie con cui creare comunella con infermieri allevatori muratori esperti ecc ecc... anche non servisse e anche se sono ben lontano da ciò, comunque questo orizzonte aguzza l'ingegno... sai mai... almeno mi diverto a fare il piccolo medievalista col giusto tocco di tecnologia, conosco gente interessante, interattiva. Sopratutto, de-scalo e de-complico la mia dipendenza dal sistema.

    1. uomospeciale 13 febbraio 2025

      CIT:

      "" In guerra, è vero, l’opinione democratica dei cittadini non è interesse di nessuno ""

      Pure in pace, se è per questo 😄

      Mi sa che il nucleare in Italia non è mai decollato solo perché le tangenti e il giro di soldi sul metano e sul petrolio, erano molto superiori.
      ( vedi Qatargate, e decine di altri scandali insabbiati ) il problema del nucleare ormai non è tecnico, né ecologico*e non è manco una questione politica... È solo una questione economica:

      $oldi per i politici.
      $oldi per i giornali.
      $oldi per chiudere la bocca ai comuni.
      $oldi per dimezzare le bollette alle comunità vicine alla centrale.
      Tutto qui.

      * La tecnologia è più che matura e sicura, a patto di costruire bene le centrali...E per favore, non tiriamo in ballo Chernobyl...
      Quello è stato un sabotaggio interno criminale e deliberato, ma nelle centrali moderne i sistemi di sicurezza automatici non possono essere bypassati né spenti da nessuno. Neppure di proposito.
      Appena un qualsiasi parametro di funzionamento si discosta anche leggermente dai livelli di sicurezza la centrale si spegne automaticamente da sola, e nessuno lo può impedire.
      Certo volendo , può anche essere spenta manualmente ma non è possibile il suo contrario, non si può sabotare di proposito perché non si spenga e poi mandarla in sovraccarico fino a farla esplodere, come successe a Chernobyl.

      Comunque son tutte chiacchere premature e discorsi fatti per niente.
      Un pò come il ponte sullo stretto.

    1. Dario Lampa 13 febbraio 2025

      😱 Tu sei veramente fuori di testa!!!

    2. bepa 13 febbraio 2025

      Ti rimane solo il dileggio Vincenzo.

      Come scrissi in tempi non sospetti, hai trovato qualcuno che ti ha preso sul serio.

      Molti hanno smesso di commentare, utenti storici, e la colpa è tutta redazionale che ha portato questo portale alla fine del viaggio.

      Ormai è in fase terminale.

    3. Dario Lampa 13 febbraio 2025

      Amen. Non so veramente chi sia Vincenzo ma penso che l'unica colpa della Redazione sia quella di permettere a troll come te di bazzicare in questo forum.
      Non hai ancora risposto alla mia domanda: sei "femmina"?

    4. ric 13 febbraio 2025

      ma lascialo perdere !

    5. Dario Lampa 13 febbraio 2025

      Saggio consiglio che seguirò volentieri...

    1. Dario Lampa 13 febbraio 2025

      Ma per caso appartieni al sesso femminile?

    1. Dario Lampa 13 febbraio 2025

      Di solito i matti e i cani rabbiosi li tengono legati! Ma tu sei fuori di testa e ti tengono ancora "sciolto" in questo forum e mi chiedo perché 😂😂😂😉.
      Ma chi ca##o è 'sto Vincenzo?

    1. ws 13 febbraio 2025

      Ho lavorato "nel ramo" e posso dire che il ritardo abissale, la totale perdita di competenze ( tutti morti o in pensione), la mancanza di libertà di spesa (euro) e la ineliminabile presenza di una sinistra sempre al servizio del padrone estero( i due referendum parlano chiaro) rendono questa ricorrente idea di un "ritorno al nucleare" una pura "sparata politica"-
      Ragazzi: E' FINITA .

    2. Nonso 13 febbraio 2025

      -ws ha detto la sua
      -una scelta saggia, ma non ancora interessante

      -direi impensabile una fine dell'Italia:
      -politicamente non è mai iniziato un bel niente che possa finire, grazie alle numerose teste di c*z*o dei vari governi
      -la tendenza perpetua è di "paese decadenza", ma mica da quando ws è entrato "nel ramo", diciamo otto secoli sicuri, con rari periodi di eccezione
      -la natura intrinseca di (non sempre)lento mutamento e adattamento, non di certo la fase finale di un processo
      -male, perché siamo abituati ad essere passivamente in balìa della balia di turno, ovvero il miglior offerente, che offre un sacco di cose e mai benessere dei cittadini
      -è una sconfitta, ma non una grande novità
      -il ritardo è invece filosoficamente sacrosanto, perché protegge dalla competitività globale che paga in mutazione socio-antropologica delle sue genti le dinamiche assassine e violente della logica dei profitti, dinamiche sterili; invece in Italy si trovano ancora in giro moltissimi analfabeti digitali, e ancora di più son quelli che non capiscono la lingua del padrone angloboia, e ancora si sa generalmente riconoscere quando un ortaggio arriva dalle coltivazioni intensive, strafatto di chimica, e quando non

      -nonso vi saluta, vi augura una buona continuazione di pagamento di tasse e spera di incontrarvi un giorno, magari dal fruttivendolo

    1. absitiniuriaverbis 13 febbraio 2025

      ... se non si ha il coraggio di cambiare allora bisogna imparare da subito a resistere.

      * Dimenticavo, c'è anche il lamentarsi.
      + Beh, ma non serve.
      * Incontentabili.

    1. Nonso 12 febbraio 2025

      Unisciti alla discussione (per favore, leggi le regole per i commenti, prima)

      @RedazioneCDC quel "prima" dopo la virgola non convince, ve lo dico. Meglio mettere anche "e durante". Altrimenti, se invece è inteso per "solo al primo accesso", come atto dovuto, beh, che vio di benedica.

    1. maghi 12 febbraio 2025

      bla bla bla inutile. Non esiste sufficiente uranio per soddisfare anche solo il fabbisogno di elettricità. Figuriamoci poi gli altri fabbisogni energetici. Il torio e la fusione sono bufale che ricorrono da 50 e più anni. Mettiamoci l'animo in pace. La vera natura delle bufale è nascondere la verità, perchè quando si rivelerà, non sarà affatto piacevole.

    2. Giudice Holden 13 febbraio 2025

      La realizzazione della fusione nucleare per uso civile è una certezza. E' "solo" un problema di avanzamento e successivo sviluppo tecnologico. L'unico dubbio è su quando diverrà disponibile.
      Sicuramente molto prima dei fantomatici viaggi su Marte di Musk.

    3. maghi 13 febbraio 2025

      la fusione ad uso civile è iniziata70 anni fa insieme alla fissione. Possiamo anche smetterla di farci illudere.

    4. Giudice Holden 13 febbraio 2025

      Controllare la fusione nucleare è enormemente più complesso della fissione. Questo comporta che ottenere da essa una resa energetica positiva sia una vera sfida tecnologica. Che verrà sicuramente vinta nei prossimi decenni. Che poi ci sia stato in passato uno stupido ottimismo sui tempi necessari, è cosa vera.

    5. uomospeciale 13 febbraio 2025

      i cinesi sono avanti anche in questo.

    6. Nonso 13 febbraio 2025

      Sei invidioso?

    7. uomospeciale 13 febbraio 2025

      Più che altro, sono triste.
      Non abbiamo quasi più nessun primato in Italia.
      Siamo un paese sviluppato in via di sottosviluppo.😨😢

    8. Nonso 13 febbraio 2025

      Sei triste ed hai ragione

    9. ric 13 febbraio 2025

      ma dai.... san Remo ci riporta in vetta della classifica....

    10. maghi 13 febbraio 2025

      meno male che sono 50 anni che non lo guardo.

    11. maghi 13 febbraio 2025

      è dagli anni '60 che dicono che la sfida sarà vinta entro pochi decenni.

    12. Ghisa 14 febbraio 2025

      La fusione Nucleare, è certa nel senso la teoria la prevede e gli esperismenti la confermano.
      Che sia economicamente e energicamente vantaggiosa non lo ha ancora dimostrato nessuno... nemmeno i cinesi.

    13. Giudice Holden 15 febbraio 2025

      Vero. Hanno sottovalutato enormemente dei problemi terribilmente complessi. Ma è solo questione di tempo, tecnologicamente la cosa è realizzabile.

    14. Giudice Holden 15 febbraio 2025

      Diventerà vantaggiosa quando il guadagno energetico sarà cospicuo e stabile. Nessuno ha mai dimostrato un'innovazione tecnologica rivoluzionaria, prima della sua effettiva realizzazione. Quando in Germania von Braun negli anni '40 cominciò a parlare di un viaggio ed una missione orbitale intorno alla Luna , lo prendevano per pazzo. E non si riferiva ancora a missioni umane, sennò probabilmente lo avrebbero internato.

    15. maghi 15 febbraio 2025

      come terraformare Marte. Pensa che si sono inventati il bombardamento nucleare marziano a tappeto per rendere abitabile Marte. Io, sì, che ci andrei io a prendermi tutte quelle radiazioni. Praticamente tutto è tecnologicamente realizzabile, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Ingabbiare la fissione è tecnologicamente facile e bada quanti danni, tra piccoli e grandi, tra conosciuti e nascosti, ci sono stati. Mi ricordo che qualche anno fa in un osservatorio sulle Alpi svizzere, fu registrata una perdita radioattiva di Cesio, ma in nessuna centrale nucleare europea fu dato l'allarme. Per me è meglio lasciar perdere.

    16. Giudice Holden 15 febbraio 2025

      La differenza però è che, anche se per breve tempo, un reattore a fusione ha già funzionato con un delta energetico positivo. Non mi risulta che ciò sia avvenuto con la terraformazione di Marte.
      Sulla fissione nucleare la penso come te, è una tecnologia potenzialmente estremamente pericolosa, seppur collaudata orma da decenni.

    1. Dario Lampa 12 febbraio 2025

      Lo sappiamo che questo governo se ne frega della volontà dei cittadini, è insito nella sua natura. Ubbidisce solo agli ordini del ameri-cani (ci sono anche gli americani che però sono diversi), altro che governo "patriota"!
      Ad ogni buon conto la migliore fonte di energia resta sempre l'umile e semplice foglia che la Natura ha messo a disposizione di tutte le specie viventi.
      Con la sintesi clorofilliana si produce cibo, proteine, vitamine, medicine, sostanze chimiche, carboidrati, gomma, tessuti, combustibile e chi più ne ha più ne metta!!! E in milioni d'anni ha prodotto miliardi di tonnellate di combustibili fossili, gioia e profitto per pochi plutocrati e dolore per il resto dell'umanità e per l'ambiente. Combustibile in eccesso che la Natura ha "seppellito " nel sottosuolo permettendo alla vita di evolversi sulla terraferma così come la vediamo adesso.
      P.S.: Dimenticavo: la sintesi clorofilliana potrebbe essere una fonte di ricchezza potenzialmente infinita poiché la vegetazione nella quale avviene si rigenerava, prima dell'intervento (dis)umano, ciclicamente dalle sue ceneri, proprio come la mitica Araba Fenice; "post fata resurgo".

    2. ws 13 febbraio 2025

      Forse come "fonte energetica" vuoi tornare alla legna da ardere e al carbone vegetale del nostro medioevo , perché evidentemente non hai una minima idea di cosa parli
      Ma va bene così, sei evidentemente in "buonafede" e in questo "bar" c' è posto per ogni (s)ragionamento.

    3. Dario Lampa 13 febbraio 2025

      E' l'unica via di salvezza per l'umanità. L'unica via d'uscita da questo circolo vizioso in cui ci hanno "impelagato". Pensaci e fattene una ragione. Da quando è apparsa 'sul Pianeta Vivente, l'umanità non è mai stata così vicina all'indigenza e forse all'estinzione come lo è adesso e sicuramente lo è molto di più che nel medioevo che molti a torto lo giudicano negativamente.
      Vengo da un mondo "meravigliosamente contadino" dove i miei nonni usavano per lo più la legna per riscaldarsi e cucinare e tutti hanno superato i novanta e raramente vedevano un medico in casa e sono tutti passati a miglior vita nel loro letto circondati dall'affetto dei loro discendenti e senza " pesare eccessivamente" su di loro. E il combustibile che usavano era fatto di legna da potatura o di vecchi alberi morenti abbattuti e tutuli di mais, bucce di noci o nocciole "muniglia" di olive frante ecc ecc. Ed era tutto combustibile che la natura rigenerava ogni anno. Fattene una ragione e comprenderai come ci hanno preso e ci prendono in giro.
      La causa di tutto i problemi del pianeta non è la sovrappopolazione o altre fesserie che ci raccontano ma è il modo di vivere aberrante e consumista occidentale purtroppo sciaguratamente anelato dagli altri popoli.
      Con il modo di praticare l'agricoltura dei nostri nonni, integrata con le conoscenze di adesso, si potrebbero sfamare, vestire, curare e riscaldare più di 10 mld di persone senza devastare l'ambiente e questo è stato confermato da vari studi.
      Ripeto: fattene una ragione e comprenderai come il sistema ha ci ha ingannato e ci sta ingannando.

    4. ric 13 febbraio 2025

      si ..ma non dimentichiamo che sia l' ranio Gia' scarso ore , ed il petrolio/gas una volta bruciati non si riciclano , mentre una foresta si puo' benissimo ripiantare senza sforzo . Quello che invece non si ritiene utile da perseguire e' il risparmio energetico...

    5. simonlester 13 febbraio 2025

      Ok, l' uranio è scarso, ma se non lo usi per produrre energia si degrada lo stesso; tanto vale approfittarne finché ce n'è. Il petrolio e il gas non si riciclano ( potremmo discutere dell' aumento di CO2 che alimenterebbe nuove piante) e quindi che ne facciamo? Lo lasciamo lì a fare cosa? P.S. secondo le teorie di quelli che sostengono l' origine abiogenica del petrolio (non io) ,questi sarebbe praticamente infinito.
      D' accordo comunque sul risparmio.

    6. ws 13 febbraio 2025

      L' umanità è sempre stata per millenni "vicino all' estinzione ". L' "l'indigenza " era la condizione normale del 99% della popolazione e faceva quella "selezione naturale" che ci ha dato tutte quelle "anticaglie" oggi disprezzate ( frugalità ,moralità famiglia , spirito di appartenenza ect..)
      Solo nell' ultimo secolo siamo stati in questa "abbondanza" a prova di "cretini "( verdi , wokisti , gaudenti immigrazionisti femministi ect ect )

      Ma non temere "l' abbondanza " finirà presto (almeno per noi )

    7. ric 13 febbraio 2025

      infinito il processo che ha originato il petrolio ?

      se pur fosse vero...impiegati miliardi di anni per ottenerlo , e in due secoli soltanto lo facciamo scomparire del tutto ?

    8. uomospeciale 13 febbraio 2025

      A mio avviso non potendo competere con colossi come la Cina e non avendo le materie prime che ha ad esempio la Russia il destino dell'Italia sarà per forza quello di impoverirsi, ritornando gradualmente a una economia tipica degli anni 60-70:

      Una sola auto per famiglia, niente sprechi, mangiare sempre o quasi a casa propria, via buona parte dei ponti e delle feste che negli anni '60 manco esistevano, ferie una sola volta all'anno per pochi giorni, e sotto casa.
      Un minimo ragionevole di sanità e stato sociale resteranno, ma senza eccessi né sprechi, il tempo dei pasti gratis finirà per tutti o quasi tutti.
      È evidente che dovremo scordarci in futuro una sanità di alto livello quella sarà riservata solo a chi potrà pagarsela, quanto alla pensione ci verrà data solo quando saremo davvero inabili al lavoro e già con un piede nella fossa.
      Ovviamente non succederà tutto di colpo per non scatenare sommosse e rivolte, ci si arriverà per gradi, come ci hanno già abituati da un pezzo.

    9. simonlester 13 febbraio 2025

      Ho specificato, secondo le teorie abiogeniche che non condivido.

    10. ric 13 febbraio 2025

      l' avevo notato. ma quello che mi fa incazzare e' che il risparmio energetico non sia per nulla nei progetti di un mondo a capitalismo privato , dove si spreca di tutto pur di fare business. Penso che un paese serio debba progettare la propria esistenza invece che lasciarla alle merce' dei privati.

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