Noterelle visionarie sul futuro che ci attende
DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com
Neanche questa volta, con il voto a scrutinio segreto sulla richiesta d'arresto del braccio destro di Tremonti, Berlusconi è caduto. Ci avevano sperato i pezzi da novanta dell'establishment, scesi in campo, questa volta senza ambiguità, con gli editoriali di Corriere e Sole 24 ore. Per non dire delle esternazioni della Marcegaglia.
La tenuta del blocco parlamentare berlusconiano ha effettivamente dell'incredibile. L'ectoplasma sembra indistruttibile. Con le bufere che si sono abbattute di recente sull'euro, e in primis sul debito italiano, pochi avrebbero potuto resistere, ma nessuno ci sarebbe riuscito dopo aver mostrato tanta dabbenaggine.
La domanda è la seguente: come si spiega questo fenomeno, che fa pensare al paradosso del calabrone? Stefano Folli, su Il Sole di ieri, se la cava dicendo che se Berlusconi l'ha scampata è per l'inconsistenza delle opposizioni più che per forza sua propria. Intende che se il Pd fosse ancor più ligio di quanto non sia alla linea delle oligarchie europee (e della cricca confindustriale), pezzi consistenti dell'ectoplasma si sarebbero staccati. Io non lo credo. Tantomeno credo alle spiegazioni di quelli che a ragione Giuliano Ferrara chiama "puritani", alla Scalfaro per intenderci, per cui, siccome questo paese è putrido fino alle midolla, la forza della compagine berlusconiana dipende da questo suo essere quint'essenza del marciume.
Il berlusconismo è minoritario nel paese. L'abbiamo detto più volte semplicemente contando i voti espressi alle elezioni: Pdl e Lega non rappresentano che un terzo degli italiani, e se sono al governo è solo grazie a sistemi elettorali truffaldini della Seconda repubblica. Ma in politica è come in borsa, i voti si pesano anzitutto, prima ancora di essere contati. E i voti che vanno al blocco berlusconiano sono voti che pesano. Dopo un trentennio di abdicazione della politica al mercatismo, dopo un trentennio di smantellamento dello Stato e di privatizzazioni, dopo un trentennio di costante deindustrializzazione, dopo un trentennio in cui la classe dominante dall'industria si è via via dedicata all'intrallazzo finanziario e parassitario, dopo un trentennio di americanizzazione culturale: noi abbiamo un paese in cui proprio i ceti sociali rappresentati dal berlusconismo sono quelli trainanti.
L'abbiamo detto più volte e lo ripetiamo: il centro del sistema sociale berlusconiano è la piccola e media borghesia padana, attorno alla quale, dentro una geometria corporativa, ruotano vari satelliti, dagli operai alla gran parte dei bottegai e delle partite Iva. Con la sua discesa in campo Berlusconi agì come catalizzatore di questo blocco intimamente reazionario. Un blocco che esprimeva già allora, in fieri, la rivolta della borghesia lavorista contro le elite dominanti, alle quali la vecchia sinistra, via Prodi e Mani Pulite, ha tenuto e tiene il moccolo.
Chi ci legge sa che noi vediamo solo una via per evitare una catastrofe di portata storica: la cancellazione del debito e l'uscita dall'euro. Abbiamo spiegato perché, e continueremo a farlo, speriamo in modo ancor più convincente. Una via che implica, com'è evidente, una radicale rottura con le compatibilità sistemiche.
Se questo non avverrà la catastrofe sarà inevitabile —ove per catastrofe intendiamo non il crollo del capitalismo, ma un periodo lungo segnato da pauperizzazione di massa e da sacrifici durissimi per le masse popolari. La distruzione del tessuto sociale è infatti la condizione per un risorgimento del capitalismo sulle sue fondamenta mercantili. Non solo quindi noi non ci auguriamo la catastrofe, ma vogliamo evitarla a tutti i costi. E c'è solo una maniera per evitarla: strappare il potere prima che essa ci piombi addosso. E questo potere si prende in un solo modo: con la sollevazione di popolo.
dana74 25 settembre 2011
ma che apologia del capitalismo, non avete capito l'articolo ma da tania a materiale non mi stupisce.
Pasquinelli ha scritto che l'attuale borghesia si riciclerà e per non soccombere visto che abbisogna di 400miliardi per rimanere al potere e visto che SONO GIA' STATI SPREMUTI gli ultimi, SARA' disposta anche a tassare e cercare i redditi e rendite ad oggi sfuggite.
E dice Pasquinelli che per staccare la spina a questa borghesia occorre togliere loro la possibilità attraverso il debito e l'euro di poter rimanere al potere, a quel punto, si creerà un vuoto ed è decisivo che questo blocco anticapitalista si dimostri forte onde evitare il risorgere sotto altra forma di questa borghesia.
Non era difficile da capire eh