LA RIVOLTA DI TORINO

LA RIVOLTA DI TORINO

DI FRANCESCO RAPARELLI

uniriot.org

L'articolo che segue sarebbe dovuto uscire sul manifesto di oggi (ieri, ndr). Una scelta opportuna, di fronte al linciaggio mediatico subito dal movimento dell'Onda. A commento della straordinaria giornata di Torino, infatti, una sola voce, quella di Lucia Annunziata, ha provato a dire la verità. Per il resto, dal Corriere a Repubblica, dalla Stampa al Messaggero, uno sguardo omogeneo, tra condanna e menzogna. A seguire omissione e silenzio, quasi a dire che neanche il linciaggio mediatico basta, è preferibile mettere tutto a tacere.

Forse per ingenuità, forse per serietà, ci aspettavamo qualcosa di diverso dal quotidiano il manifesto. Eppure abbiamo sbagliato. Avremmo dovuto capire, dopo l'ignobile articolo di Mauro Ravarino (domenica 17 maggio), che anche nel manifesto l'aria è cambiata e che al linguaggio della verità si preferisce la piccola bega di condominio (il condominio è un modo rispettoso ed elegante di definire la sinistra), al coraggio di raccontare il risentimento e il moralismo stizzito. Non sono bastate le dichiarazioni di Maroni e Mantovano, evidentemente neanche le minacce repressive impongono al manifesto la serietà che porta con se la scelta di identità politica del giornale. Anzi, mentre Battista sul Corriere di oggi propone un alleggerimento delle parole di Maroni, il manifesto al pari di Repubblica preferisce far finta di nulla, far finta che non ci sia uno studente milanese arrestato, far finta che il governo non abbia intenzione di far procedere un'inchiesta tutt'altro che leggera.Siamo davvero troppo ingenui. Ma forse è il caso di smetterla, forse è il caso di cominciare a replicare a scelte editoriali di merda! Forse è il caso di cominciare a far sentire il nostro dissenso! Non fosse altro perché i siti di movimento in questa fase sono letti più del manifesto e che del manifesto probabilmente non c'è davvero più bisogno. Non ci vuole un economista raffinato per capire che nell'aumento di vendite dello scorso autunno c'è di mezzo l'esplosione dell'Onda, basterebbe un po' di buon senso. Ma quando alla miseria politica si accompagna scarsità di buon senso non resta che prenderne atto e mollare la presa. Che il manifesto sprofondi nel suo destino, di certo l'Onda e i movimenti non lo soccorreranno!

LA RIVOLTA DI TORINO

L'Italia è davvero un paese insopportabile e questo non tanto perché a governarlo c'è una solida maggioranza razzista e neocon, una maggioranza radicata nel tessuto produttivo, imbattibile nella scena mediatica, ma soprattutto per la mediocrità della sua opposizione. Un'opposizione senza coraggio né passioni. Basta leggere i giornali di oggi, meglio la Repubblica, o leggere le dichiarazioni di Franceschini per fare questa breve considerazione.



Quando sono esplosi gli studenti greci, al seguito dell'omicidio del povero Alexis, Ilvo Diamanti ha scritto per Repubblica analisi per nulla banali sul tratto comune della nuova generazione in lotta: dalla Francia all'Italia, dalla Grecia alla Spagna - parafrasando le parole di Diamanti - una generazione estranea al patto sociale alza la testa e pretende di riavere indietro il futuro che la precarietà le ha sottratto. Nelle scorse settimane, mentre in Francia venivano sequestrati i manager, Bernardo Valli ha dedicato pagine importanti all'anomalia d'oltralpe.



Il radicalismo francese è una sorta di modello da coccolare per la sinistra italica, sempre utile per ricordare a Berlusconi che anche la destra neocon più raffinata, quella di Sarkò, è tutt'altro che al sicuro. Poi Londra e l'assedio della City: per la prima volta capita di leggere Ezio Mauro e Massimo Giannini che si spingono a giustificare la rabbia anti-banche. Certo entrambi condannano la violenza, ma ratificano la necessità di un nuovo patto sociale contro la crisi. Aggiungo infine un elemento non marginale. L'Italia è un paese in cui le sue sinistre celebrano da quasi mezzo secolo i fasti del sessantotto studentesco. Un sessantotto senza operai e senza rivoluzione, indubbiamente, educato e pieno di buona società, comunque anno straordinario e senza pari. Nel sessantotto romano spicca un'esperienza che nessun politico della sinistra italica ha mai ripudiato: Valle Giulia.

Quanto accaduto ieri a Torino non si discosta molto, nella sostanza materiale, dai fatti di quarant'anni fa, così come, seppur con molte differenze, dalle rivolte greche e francesi. Ma ripercorriamo, fuori dalle menzogne giornalistiche, gli eventi torinesi. Almeno 10.000 studenti si mettono in corteo, giunti da tutta Italia, oltre che dalle facoltà torinesi. Desiderio condiviso da tutti è quello di violare la zona rossa, per dire basta a città militarizzate e per opporsi alle riforme universitarie. Migliaia di studenti dell'Onda hanno messo da parte la paura, quella propria della solitudine, e con il coraggio intenso dell'esperienza collettiva hanno provato a camminare, nonostante la polizia in assetto antisommossa cingesse d'assedio il castello del Valentino. Scudi di plexiglass e caschi a proteggere la propria testa dai tonfa. Poi le cariche, già violente il giorno prima. Manganelli, ma soprattutto tanti lacrimogeni, quelli al Cs di genovese memoria, come Mortola. Poi la difesa, agita tutti assieme, senza alcuna separazione tra buoni e cattivi. Immediata la gestione giornalistica: no global e violenti prendono l'Onda in ostaggio. Corriere e Repubblica sostanzialmente omogenei, per la prima volta da settembre.

Occorre dirlo a voce alta, in questo paese di razzisti e codardi, ieri migliaia di studenti dell'Onda hanno alzato la testa, nei confronti di chi alla contrattazione sociale ha sostituito l'autoritarismo. Dopo mesi di lotte gli studenti italiani hanno ricevuto porte chiuse e manganelli. Da che parte sta la violenza, quella vera, quella del potere cieco e sordo? Ieri a Torino c'era solo indignazione, forte e ragionevole.

Francesco Raparelli, (Dottorando di ricerca in Filosofia politica )

Fonte: www.uniriot.org

Link: http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content&view=article&id=540:la-rivolta-di-torino-&catid=87:editoriali&Itemid=281

20.05.2009




LA RIVOLTA DI TORINO E IL MANIFESTO

L'articolo che trovate più sotto (sopra,ndr) con il titolo “La rivolta di Torino” sarebbe dovuto effettivamente uscire sul “manifesto” non di oggi (giovedì 21), come si sostiene nel corsivo che lo precede, ma di domani (venerdì 22), essendo pervenuto in redazione mercoledì pomeriggio troppo tardi (18.49) per essere messo in pagina, come i militanti di un movimento tanto attento alle tecniche della comunicazione dovrebbero afferrare al volo. All'autore, Francesco Raparelli, già chiamato volentieri in altre circostanze a scrivere per noi, era stata infatti data assicurazione in tal senso. Ma in tempi di paranoia sociale, l'impazienza gioca dei brutti scherzi. E' un pessimo scherzo infatti quello di averlo pubblicato non su ma contro il manifesto (sul sito www.uniriot.org) nella forma che vedete.


Dunque al manifesto «l'aria è cambiata» Dunque preferiamo le beghe di condominio al linguaggio della verità, e il risentimento e il moralismo stizzito al coraggio di raccontare. Dunque, pubblichiamo articoli «ignobili» - a quando un articolo «infame»? - e chiudiamo non uno ma due occhi sulla repressione di Stato. Pertanto, siamo diventati inutili e ci meritiamo di sprofondare nel nostro destino. Prendiamo atto e ringraziamo di cuore. Non prima però di aver fatto qualche domanda.

L'estensore del corsivo, che con graziosa supponenza mostra di saperne più di noi sull'andamento delle nostre vendite, ci richiama al rapporto del manifesto con l'Onda. Che effettivamente ci era parso di aver costruito. Sbagliavamo, visto che ci ritroviamo una pistola puntata alla tempia per difetto di organicità. Che idea hanno l'estensore del corsivo e chi l'ha pubblicato della relazione con un giornale come il manifesto? Il manifesto è l'house organ dell'Onda? E' uno schermo su cui proiettare fantasie di potenza? O è un interlocutore a cui rivolgersi in amicizia, foss'anche per litigare? Ammesso che su Torino non siamo stati all'altezza o abbiamo commesso degli errori: si procede con sollecitazioni o con minacce? Si pratica una relazione, o si esigono rendiconti? Si usa il buon senso, o si accusa l'altro di averlo perso e di essere sprofondato nella miseria politica?

A proposito di miseria politica: il linguaggio del corsivo parla da sé, strappandoci almeno l'oscar. Ma lasciamo perdere e andiamo al sodo. A noi non interessa rispondere occhio per occhio né mandare l'Onda o altri a sprofondare nel loro destino. Il destino dell'Onda ci riguarda. Il destino della stampa di opposizione ci riguarda. I modi del potere ci riguardano: quando sono violenti – porte chiuse e manganelli – e anche quando non lo sono, o non lo sono apparentemente. Di questo ci piacerebbe discutere più di quanto l'Onda ci solleciti a fare. Quali sono le forme di violenza del potere oggi in Italia? La violenza è solo quella riconoscibile sotto forma della consueta catena – porte chiuse, manganelli, cariche della polizia, arresti, processi? Quali sono le forme di resistenza e di opposizione? Sono solo quelle riconoscibili dalle forme già sperimentate dell'antagonismo degli ultimi anni? E' possibile spezzare quella catena e le sue ripetizioni? E' possibile contestare le norme di riconoscibilità della catena della violenza? O non c'è altro da fare che onorare quelle norme e stringere le maglie di quella catena, dalla parte del potere e dalla parte dell'antagonismo?

A noi piacerebbe discuterne. Diversamente, c'è la recita di un copione già scritto. Nella quale il manifesto farà come sempre la sua parte anch'essa già scritta, che l'Onda conosce bene al di là, o al di qua, degli attacchi di isteria.



Fonte: www.ilmanifesto.it/

Link: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/05/articolo/815/

21.05.2009

Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. radisol 24 maggio 2009

      "Allineato e di regime" mi sembra una esagerazione ...
      Semplicemente ha scommesso tutto sul progetto Vendola - Sinistra e libertà e quindi sulla possibilità di un qualche rapporto tra una certa area della cosiddetta "sinistra radicale" col PD, sperando magari che dentro il PD si affermi la posizione ( meno alla "corro da solo") di D'Alema e di Bersani .....
      Un progetto decisamente minimalista ... e che vede con fastidio ogni reale "radicalismo di massa" ( che siano gli operai Fiat che contestano i sindacati o gli studenti di Torino ) che ritiene di disturbo a questo progetto ..... ed alla possibilità, vitale e per me decisamente illusoria, che "Sinistra e libertà" raggiunga il fatidico 4% alle elezioni europee .....
      Ma rispetto a questo progetto "Il Manifesto" ha anche un altro interesse più diretto ... visto che economicamente vive in pessime acque .... e visto che Ferrero si è ripreso "Liberazione" .... quello di diventare il quotidiano di riferimento di questa area e poter quindi usufruire delle agevolazioni previste per la "stampa di partito" ....

    1. Comandante_Che_Guevara 23 maggio 2009

      Questo perche' spesso i rivoluzionari si trasformano poi nei peggiori tiranni.

    1. Comandante_Che_Guevara 23 maggio 2009

      Insomma anche il manifesto non va piu' bene,e' diventato un giornale
      allineato e di regime:e' rimasto in italia un quotidiano veramente libero?

    1. radisol 23 maggio 2009

      Veramente io ho oltre 50 anni e non mi occupo di università nè l'ho mai frequentata nemmeno da giovane.

      Semplicemente mi informo e cerco di formarmi un giudizio.

      Ed il mio giudizio mi porta pressochè regolarmente a schierarmi con chi fa casino.

      Credo che questa società faccia schifo e quindi per scelta sto dalla parte di contesta il potere, qualunque potere.

      Su questo sito, non tanto negli articoli quanto nei commenti, vedo invece gente che fa sempre "più uno", che ogni protesta non è mai fino in fondo "correttamente rivoluzionaria", che "il problema è sempre un altro", che "gli italiani fanno schifo" mettendo nello stesso calderone sfruttati e sfruttatori, oprresi ed oppressori, onesti e disonesti e finendo così per schierarsi regolarmente di fatto dalla parte del potere .....

      In alcuni casi, è spudorato, del tutto consapevolmente ... in altri forse meno ..... ma poi il risultato non cambia .....

    1. dannati 23 maggio 2009

      del vostro programma anomalo non mi frega nulla basta guardar quanto tempo è durata la "super rivoluzionaria" okkupazione settembrina , x capire quanto ipocriti e vigliacchi siete . Le universita' ,pubbliche o private , geniacci , sempre gabbie sono e voi poveri scemi dopo aver preso un bel pezzo di carta ,continuerete a leccar il culo a dirigenti, politici, industriali, all'inizio x prender un posto e poi x continuarlo a scaldarloo QUESTI X ME SONO I GIOVANI ITALIANI!svegliaaaa a rincoglionire la gente oggi c'è internet perchè vedi x me una xsona che guarda la tv è idiota tanto quanto un'altra che investe il proprio tempo dietro a un pc. proclamando la libera informazione ... forse gli italiani meritano questo , corruzione e ipocrisia ,perchè i primi ad esser mediocri sono proprio gli italiani .

    1. Earth 22 maggio 2009

      Suvvia, ingenui, non pensi di esagerare? Cosa ci rimane allora il suicidio o la schiavitu'? Perche' e' questo a cui stiamo andando. Qualcosa dovremo pur fare oltre che a parlare tramite un pc e informarci da casa, quando alla fine cio' che realmente e attivamente facciamo e' STARE SEDUTI, forse questi ragazzi sperano che persone come noi incazzati informati e anche il popolo disinformato ma pur sempre incazzato, scenda in piazza a protestare con tutti i mezzi disponibili e farci sentire "non soli nel disagio sociale".

    1. Earth 22 maggio 2009

      Madoooo madoooo, quando leggo sto qua mi metto le mani in faccia... smonto immediatamente sto cialtrone analizzandolo pezzo per pezzo. "bisogna ovviamente considerare tematiche sociali, politiche e soprattutto "storiche" talmente vaste ed articolate che se ne potrebbe discutere per mesi senza venirne a capo." Praticamente tu parli per concludere nulla, beh non mi meraviglio per niente, a capo ci si arriva quando una persona argomenta e utilizza la logica. "Non appoggio invece l'ideale che autorizza manifestazioni pubbliche anche violente (o che possono generare violenza) quando assumono posizioni quasi autoritarie, EMANATE da ideali tutto sommato MINORITARI, aleatori, discutibili e non del tutto compresi dai propri sostenitori." E qua cade l'allocco, se un ideale e' di maggioranza (fascismo) invece e' giusto. La violenza della polizia su chi protestava pacificamente pero' non ne parli, ma inciti tu alla violenza della polizia quando dei ragazzi picchiati ingiustamente il giorno prima (o vogliamo parlare della carica della polizia sulla manifestazione anti-discarica composta da tanti anziani disarmati, di cui in un video uno si vede con la testa sanguinante?) hanno avuto una REAZIONE perche' l'azione sbagliata e' stata da parte della polizia in primis. Concludo. "Politici e poliziotti sono uomini fatti della nostra stessa pasta, non sono poi tanto difficili da capire". Sono fatta di pasta tua e di sicuro non mia, con questo si capisce come sei fazioso e non sei aperto al dialogo, e' vero che con persone come te, alla fine non si arriva a capo di nulla, perche' io non riuscirei mai a fare il poliziotto e manganellare una persona che non ha fatto niente (primo giorno).

    1. Earth 22 maggio 2009

      "Un uomo degno di essere definito tale prende di petto gli ostacoli che gli si presentano davanti e, se ve ne fosse bisogno, collabora con altre persone per trovare una soluzione." Questo ti definisce un uomo di una ignoranza assoluta, se siamo arrivati a questo punto e' proprio perche' la polizia reprime le manifestazioni con la forza pure quando si svolge in maniera ordinata e pulita (se non lo sai allora documentati). Il paragone del televisore invece e' validissimo perche' se mi dice che non puo' riparare il televisore e mi fa caricare di botte da qualcuno, allora la mia diventa REAZIONE e io ci metto anche la bomba nel negozio non ci lancio solo le pietre, oh ma guarda un po' quando uno ti attacca non esiste la difesa personale? Vuoi levarci anche quello? Senza considerare che le soluzioni ci sono ma non ne vogliono nemmeno discutere, figurati attuarle. Sei bravo tu che vuoi che i civili vengano presi a legnate e fai svendere la dignita' della comunita' per il tuo proprio tornaconto, per ora a parole, ma se lo dici probabilmente lo attui. Ebbene si la vita e' difficile ed e' proprio colpa di persone come te, che pensano che il governo siano degli stinchi di santo (col paragone del tecnico tv impossibilitato) e dei poveri ragazzi a cui hanno tolto il futuro sono dei teppisti (terroristi?).

    1. radisol 22 maggio 2009

      Gli studenti dell'Onda innanzitutto, salvo rarissime eccezioni, non partecipano alle elezioni per gli organismi ed invitano gli studenti ad astenersi dal voto, quindi non hanno "rappresentanti" ...

      E poi, oltre a fare assemblee e manifestazioni ... peraltro quelli di Torino, in ormai 9 mesi di inziative dell'Onda, sono i primissimi incidenti di piazza degni di nota, anche se comunque "robetta" in confronto a quello che succede negli stadi di calcio quasi ogni domenica .... promuovono ormai da svariati anni ( in effetti quel movimento nasce nel 2005 anche se ancora non aveva questa denominazione) "corsi di autoformazione" aperti a tutti, non solo agli studenti universitari ... e largamente frequentati, anche appunto da non universitari ....

      Se qualcuno ha qualche curiosità in merito può consultare i programmi in tutta Italia di questi corsi nel sito www.uniriot.org .....

      Ma, al di là di questo, trovo veramente stucchevole voler a tutti i costi parlare di un qualcosa di cui non si sa praticamente nulla ... salvo le cazzate profuse ad arte da giornalacci di varia natura ( buon ultimo "il manifesto") e peggio ancora dalle televisioni lobotomizzanti ....

    1. dannati 22 maggio 2009

      a me questi studenti o infiltrati fanno proprio ridere ma cosa manifestano a fare se poi son i primi a leccar il culo a baroni e rettori chi per un 30 chi per un dottorato chi x un 18 che stupida farsa ! tanto rumore per nulla! le riforme finanziarie e didattiche prima devo esser approvate in senato accademico piuttosto che fare tutto questo inutile casino che andessero a insultare i vari rappresentanti da loro eletti ma forse sono cosi' imbecilli da non saper nulla di senato accademico

    1. Starway 22 maggio 2009

      Quoto con entusiasmo questa risposta... condivido il fatto che (parecchio) tempo fa la situazione per quanto riguarda lo stato sociale era molto migliore, bisogna ovviamente considerare tematiche sociali, politiche e soprattutto "storiche" talmente vaste ed articolate che se ne potrebbe discutere per mesi senza venirne a capo.
      Non appoggio invece l'ideale che autorizza manifestazioni pubbliche anche violente (o che possono generare violenza) quando assumono posizioni quasi autoritarie, emanate da ideali tutto sommato minoritari, aleatori, discutibili e non del tutto compresi dai propri sostenitori.
      Politici e poliziotti sono uomini fatti della nostra stessa pasta, non sono poi tanto difficili da capire. Non voglio ora addentrarmi in discorsi un po' troppo "off topic", mi limiterò ad esprimere il mio pensiero a riguardo con poche parole: niente consenso, niente potere.

    1. Starway 22 maggio 2009

      Paragonare un guasto a un tv con problemi macroscopici ed articolati come (nel caso) l'istruzione è una strategia che ha molto effetto ma che vale anche meno di uno sputo....
      E pretendere di risolverli allo stesso modo non è ridicolo, è grottesco: se il tecnico ti dicesse che non può ripararti il tv tu che fai? Gli lanci un pezzo di marciapiede in testa in segno di ribellione?

      Pretendere che qualcun altro risolva i tuoi problemi è un atteggiamento che sopporto davvero poco. Significa non sapersela cavare, non esser pronti ad affrontare le difficoltà. Un uomo degno di essere definito tale prende di petto gli ostacoli che gli si presentano davanti e, se ve ne fosse bisogno, collabora con altre persone per trovare una soluzione. Un uomo ma, ovviamente, anche una donna. Di una cosa t'informo: fuori dal tuo substrato c'è un mondo vastissimo, quasi infinito, in cui uomini e donne non si lamentano dei propri problemi con il governo, con il comune, con il medico o col tecnico tv. Quel ragazzo nella foto in testa all'articolo, che si fuma la siga con le mutande firmate bene in vista, spero per lui che si sia preso un bella legnata. Forse avrà imparato che la vita non è fatta solo di belle parole ma anche (e soprattutto) di sofferenza. E che solo gli individui che possiedono un'intelligenza maturata nell'esperienza tale da conoscere il terreno su cui si muovono possiedono i mezzi per migliorare la condizione propria e degli altri. O che quantomeno capiscano che urlare e picchiare senza cognizione di causa fa davvero di loro un'onda anomala, indefintia, utile solo per i loro nemici.

    1. radisol 22 maggio 2009

      Con questa vicenda il sionismo c'entra poco, comunque se ti consola tutti gli altri sionisti stanno più coerentemente dalla parte dei manganelli della polizia, dei rettori manager, dell'università/azienda ecc. ecc. ecc.

    1. radisol 22 maggio 2009

      veramente l'obiettivo dei casini di Torino erano proprio i rettori riuniti a convegno ... quanto al ministero della Gelmini è già stato assediato decine di volte da ottobre ad oggi ... e facciamola finita con la retorica dei poveri poliziotti .... in realtà uno dei più riusciti slogan dell'autunno caldo del 1969 "la truppa difende la trippa di chi ha troppo" è oggi largamente più vero che allora .... e quindi per contestare rettori e ministri "la truppa" te la trovi fatalmente di fronte .... c'è poco da fare ....

    1. radisol 22 maggio 2009

      Io so solo che quando le piazze erano piene di "invasati", peraltro molto più veramente invasati di quelli di oggi - che a volte anche io ho visto con qualche disprezzo - la stragrande maggioranza della popolazione però stava molto meglio .... nonostante l'inflazione a due cifre andavi in farmacia e non pagavi niente, andavi all'università e pagavi una iscrizione simbolica, con uno stipendio medio campavi abbastanza tranquillamente una famiglia di 4 persone, c'era la scala mobile per lavoratori e pensionati ecc. ecc. ecc. ... se c'è bisogno del ritorno degli "invasati" per migliorare una condizione ormai di merda a questo punto dico che ben venga ...... del resto adesso gli "invasati" ce li abbiamo al governo ed al parlamento ...... come definire altrimenti i personaggi, politici e non, che affollano i talk show ?

    1. Earth 22 maggio 2009

      Tu invece meriteresti di perderlo il lavoro. Grazie a loro che hanno avuto le palle di ribellarsi al sistema al posto di fare masturbazione d'informazione, chissenefrega sapere cosa non va, fatto sta che c'e' qualcosa di sbagliato e chi e' al governo deve sistemare la situazione. Ma piu' ti scrivo e piu' mi arrabbio... ma per protestare su qualcosa che non va devo per forza sapere cosa non va? Se ti si rompe la tv vai dal tecnico e gli dici riparamela io ti pago e basta, stessa cosa col governo, prendono fior di quattrini... Sarei curioso cosa fai tu come ATTIVISTA, oltre a spostarti da un blog a un altro per informarti ma pur sempre a casa stai.

    1. Starway 22 maggio 2009

      Me lo dici tu cosa c'entra il mio commento con la reazione generale alle proteste degli operai della fiat o te lo dico io che non c'entra un cazzo?
      Secondo te io sarei terrorizzato da quattro stronzetti imborghesiti con la testa piena di cazzate/aria? per carità...

      Altro giro altra corsa... tu sei uno che spera che anche in Italia succeda quello che fu in Grecia lo scorso anno?
      Immagino che tu abbia gioito alle immagini di auto di proprietà incendiate e negozi di onesti commercianti devastati da beoti impazziti...

      Quei ragazzi non avevano coraggio, non erano nemmeno disperati, erano solo invasati. Gli italiani sono notoriamente un popolo dalla memoria corta, perchè noi di morti ammazzati dagli invasati (indipendentemente dalla parte politica) ne abbiamo già avuti tanti in un passato recente, auguriamoci che certe stronzate non capitino più. E smettiamola di giocare battaglie politiche (da parlamento e da bar) sulla pelle dei ragazzini annoiati.

    1. radisol 22 maggio 2009

      Ma non diciamo stronzate ...
      Soltanto pochi gioni fa le stesse critiche ed accuse, dagli stessi ambienti partendo dal governo di centrodestra fino ai cronisti del Manifesto, sono state fatte agli operai della Fiat sui quali non esistono dubbi sul fatto che
      abbiano "il coraggio di affrontare la fatica e sporcarsi le mani" ....
      La verità è che ogni piccolo segno di RIVOLTA che viene fuori terrorizza tutta questa gente, compresi un pò di "arguti" commentatori di Don Chisciotte .... ma lo dicevo prima .... la Grecia e la Francia sono relativamente lontane, ma non poi così tanto come sembra ....

    1. guru2012 22 maggio 2009

      Non conosco abbastanza bene le rivendicazioni dell'onda, dico però, che il coraggio dei ragazzi deve essere rispettato.

      Mettete in stand by il vostro pc e andate a esprimere il vostro dissenso per strada. Giusto o sbagliato che sia, prenderete comunque mazzate.
      E non sto parlando di ultras da stadio, ma di ragazzi che credono di poter cambiare il mondo.

      Ingenui? Sì, ma con le palle!

    1. Truman 22 maggio 2009

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