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LA RIVOLTA DI TORINO

DI FRANCESCO RAPARELLI
uniriot.org

L’articolo che segue sarebbe dovuto uscire sul manifesto di oggi (ieri, ndr). Una scelta opportuna, di fronte al linciaggio mediatico subito dal movimento dell’Onda. A commento della straordinaria giornata di Torino, infatti, una sola voce, quella di Lucia Annunziata, ha provato a dire la verità. Per il resto, dal Corriere a Repubblica, dalla Stampa al Messaggero, uno sguardo omogeneo, tra condanna e menzogna. A seguire omissione e silenzio, quasi a dire che neanche il linciaggio mediatico basta, è preferibile mettere tutto a tacere.

Forse per ingenuità, forse per serietà, ci aspettavamo qualcosa di diverso dal quotidiano il manifesto. Eppure abbiamo sbagliato. Avremmo dovuto capire, dopo l’ignobile articolo di Mauro Ravarino (domenica 17 maggio), che anche nel manifesto l’aria è cambiata e che al linguaggio della verità si preferisce la piccola bega di condominio (il condominio è un modo rispettoso ed elegante di definire la sinistra), al coraggio di raccontare il risentimento e il moralismo stizzito. Non sono bastate le dichiarazioni di Maroni e Mantovano, evidentemente neanche le minacce repressive impongono al manifesto la serietà che porta con se la scelta di identità politica del giornale. Anzi, mentre Battista sul Corriere di oggi propone un alleggerimento delle parole di Maroni, il manifesto al pari di Repubblica preferisce far finta di nulla, far finta che non ci sia uno studente milanese arrestato, far finta che il governo non abbia intenzione di far procedere un’inchiesta tutt’altro che leggera.Siamo davvero troppo ingenui. Ma forse è il caso di smetterla, forse è il caso di cominciare a replicare a scelte editoriali di merda! Forse è il caso di cominciare a far sentire il nostro dissenso! Non fosse altro perché i siti di movimento in questa fase sono letti più del manifesto e che del manifesto probabilmente non c’è davvero più bisogno. Non ci vuole un economista raffinato per capire che nell’aumento di vendite dello scorso autunno c’è di mezzo l’esplosione dell’Onda, basterebbe un po’ di buon senso. Ma quando alla miseria politica si accompagna scarsità di buon senso non resta che prenderne atto e mollare la presa. Che il manifesto sprofondi nel suo destino, di certo l’Onda e i movimenti non lo soccorreranno!

LA RIVOLTA DI TORINO

L’Italia è davvero un paese insopportabile e questo non tanto perché a governarlo c’è una solida maggioranza razzista e neocon, una maggioranza radicata nel tessuto produttivo, imbattibile nella scena mediatica, ma soprattutto per la mediocrità della sua opposizione. Un’opposizione senza coraggio né passioni. Basta leggere i giornali di oggi, meglio la Repubblica, o leggere le dichiarazioni di Franceschini per fare questa breve considerazione.

Quando sono esplosi gli studenti greci, al seguito dell’omicidio del povero Alexis, Ilvo Diamanti ha scritto per Repubblica analisi per nulla banali sul tratto comune della nuova generazione in lotta: dalla Francia all’Italia, dalla Grecia alla Spagna – parafrasando le parole di Diamanti – una generazione estranea al patto sociale alza la testa e pretende di riavere indietro il futuro che la precarietà le ha sottratto. Nelle scorse settimane, mentre in Francia venivano sequestrati i manager, Bernardo Valli ha dedicato pagine importanti all’anomalia d’oltralpe.

Il radicalismo francese è una sorta di modello da coccolare per la sinistra italica, sempre utile per ricordare a Berlusconi che anche la destra neocon più raffinata, quella di Sarkò, è tutt’altro che al sicuro. Poi Londra e l’assedio della City: per la prima volta capita di leggere Ezio Mauro e Massimo Giannini che si spingono a giustificare la rabbia anti-banche. Certo entrambi condannano la violenza, ma ratificano la necessità di un nuovo patto sociale contro la crisi. Aggiungo infine un elemento non marginale. L’Italia è un paese in cui le sue sinistre celebrano da quasi mezzo secolo i fasti del sessantotto studentesco. Un sessantotto senza operai e senza rivoluzione, indubbiamente, educato e pieno di buona società, comunque anno straordinario e senza pari. Nel sessantotto romano spicca un’esperienza che nessun politico della sinistra italica ha mai ripudiato: Valle Giulia.

Quanto accaduto ieri a Torino non si discosta molto, nella sostanza materiale, dai fatti di quarant’anni fa, così come, seppur con molte differenze, dalle rivolte greche e francesi. Ma ripercorriamo, fuori dalle menzogne giornalistiche, gli eventi torinesi. Almeno 10.000 studenti si mettono in corteo, giunti da tutta Italia, oltre che dalle facoltà torinesi. Desiderio condiviso da tutti è quello di violare la zona rossa, per dire basta a città militarizzate e per opporsi alle riforme universitarie. Migliaia di studenti dell’Onda hanno messo da parte la paura, quella propria della solitudine, e con il coraggio intenso dell’esperienza collettiva hanno provato a camminare, nonostante la polizia in assetto antisommossa cingesse d’assedio il castello del Valentino. Scudi di plexiglass e caschi a proteggere la propria testa dai tonfa. Poi le cariche, già violente il giorno prima. Manganelli, ma soprattutto tanti lacrimogeni, quelli al Cs di genovese memoria, come Mortola. Poi la difesa, agita tutti assieme, senza alcuna separazione tra buoni e cattivi. Immediata la gestione giornalistica: no global e violenti prendono l’Onda in ostaggio. Corriere e Repubblica sostanzialmente omogenei, per la prima volta da settembre.

Occorre dirlo a voce alta, in questo paese di razzisti e codardi, ieri migliaia di studenti dell’Onda hanno alzato la testa, nei confronti di chi alla contrattazione sociale ha sostituito l’autoritarismo. Dopo mesi di lotte gli studenti italiani hanno ricevuto porte chiuse e manganelli. Da che parte sta la violenza, quella vera, quella del potere cieco e sordo? Ieri a Torino c’era solo indignazione, forte e ragionevole.

Francesco Raparelli, (Dottorando di ricerca in Filosofia politica )
Fonte: www.uniriot.org
Link: http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content&view=article&id=540:la-rivolta-di-torino-&catid=87:editoriali&Itemid=281
20.05.2009

LA RIVOLTA DI TORINO E IL MANIFESTO

L’articolo che trovate più sotto (sopra,ndr) con il titolo “La rivolta di Torino” sarebbe dovuto effettivamente uscire sul “manifesto” non di oggi (giovedì 21), come si sostiene nel corsivo che lo precede, ma di domani (venerdì 22), essendo pervenuto in redazione mercoledì pomeriggio troppo tardi (18.49) per essere messo in pagina, come i militanti di un movimento tanto attento alle tecniche della comunicazione dovrebbero afferrare al volo. All’autore, Francesco Raparelli, già chiamato volentieri in altre circostanze a scrivere per noi, era stata infatti data assicurazione in tal senso. Ma in tempi di paranoia sociale, l’impazienza gioca dei brutti scherzi. E’ un pessimo scherzo infatti quello di averlo pubblicato non su ma contro il manifesto (sul sito www.uniriot.org) nella forma che vedete.

Dunque al manifesto «l’aria è cambiata» Dunque preferiamo le beghe di condominio al linguaggio della verità, e il risentimento e il moralismo stizzito al coraggio di raccontare. Dunque, pubblichiamo articoli «ignobili» – a quando un articolo «infame»? – e chiudiamo non uno ma due occhi sulla repressione di Stato. Pertanto, siamo diventati inutili e ci meritiamo di sprofondare nel nostro destino. Prendiamo atto e ringraziamo di cuore. Non prima però di aver fatto qualche domanda.
L’estensore del corsivo, che con graziosa supponenza mostra di saperne più di noi sull’andamento delle nostre vendite, ci richiama al rapporto del manifesto con l’Onda. Che effettivamente ci era parso di aver costruito. Sbagliavamo, visto che ci ritroviamo una pistola puntata alla tempia per difetto di organicità. Che idea hanno l’estensore del corsivo e chi l’ha pubblicato della relazione con un giornale come il manifesto? Il manifesto è l’house organ dell’Onda? E’ uno schermo su cui proiettare fantasie di potenza? O è un interlocutore a cui rivolgersi in amicizia, foss’anche per litigare? Ammesso che su Torino non siamo stati all’altezza o abbiamo commesso degli errori: si procede con sollecitazioni o con minacce? Si pratica una relazione, o si esigono rendiconti? Si usa il buon senso, o si accusa l’altro di averlo perso e di essere sprofondato nella miseria politica?

A proposito di miseria politica: il linguaggio del corsivo parla da sé, strappandoci almeno l’oscar. Ma lasciamo perdere e andiamo al sodo. A noi non interessa rispondere occhio per occhio né mandare l’Onda o altri a sprofondare nel loro destino. Il destino dell’Onda ci riguarda. Il destino della stampa di opposizione ci riguarda. I modi del potere ci riguardano: quando sono violenti – porte chiuse e manganelli – e anche quando non lo sono, o non lo sono apparentemente. Di questo ci piacerebbe discutere più di quanto l’Onda ci solleciti a fare. Quali sono le forme di violenza del potere oggi in Italia? La violenza è solo quella riconoscibile sotto forma della consueta catena – porte chiuse, manganelli, cariche della polizia, arresti, processi? Quali sono le forme di resistenza e di opposizione? Sono solo quelle riconoscibili dalle forme già sperimentate dell’antagonismo degli ultimi anni? E’ possibile spezzare quella catena e le sue ripetizioni? E’ possibile contestare le norme di riconoscibilità della catena della violenza? O non c’è altro da fare che onorare quelle norme e stringere le maglie di quella catena, dalla parte del potere e dalla parte dell’antagonismo?
A noi piacerebbe discuterne. Diversamente, c’è la recita di un copione già scritto. Nella quale il manifesto farà come sempre la sua parte anch’essa già scritta, che l’Onda conosce bene al di là, o al di qua, degli attacchi di isteria.

Fonte: www.ilmanifesto.it/
Link: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/05/articolo/815/
21.05.2009

Pubblicato da Davide

  • materialeresistente

    Mah,
    il Manifesto fa tutte quelle belle domande (retoriche) solo che quando si tratta di narrare i fatti usa il manganello mediatico come altri.
    Ad iniziare dalla vicenda Rinaldini.
    Dopo di che ci spieghi lui (il Manifesto) l’orgasmo per quanto accade in Francia o in Grecia e l’urlo sdegnato su Torino.

  • AlbaKan

    “(…)il dovere di offrire un’informazione opportuna e imparziale, come una mediazione indispensabile per dare ai recettori le conoscenze che permettessero la loro formazione democratica e cittadina. (Dragnic, 2005)”

    “(…)la redistribuzione della conoscenza e della formazione dell’individuo per esercitare a pieno i suoi diritti politici, economici, sociali e culturali, era un’altra missione da compiere dai mezzi di comunicazione. E dopo la Seconda guerra mondiale, si è assunto il compito di promuovere e di difendere i Diritti Umani. Ma uno in particolare è stato innalzato al di sopra di tutti gli altri diritti: la libertà d’espressione”.

    “Sono finiti i giorni in cui i media erano indipendenti, cioè senza rappresentare gli interessi dei diversi gruppi sociali, ed erano semplici mezzi per la trasmissione dell’informazione oggettiva ed imparziale. (…)strumenti per la manipolazione e , in sintesi, la corruzione della coscienza dell’individuo”

    E’ dai media che sorge la sfida più insinuante per lo Stato di Diritto [www.vocidallastrada.com]

  • Starway

    Premetto che concordo pienamente sul fatto che il modo in cui si sta riformando l’università e l’istruzione in generale sia totalmente sbagliato ed intellettualmente suicida… ma ogni volta che vedo ragazzi di 20 anni o poco più così animosi e desiderosi di scontrarsi, di cui la maggior parte sa che c’è qualcosa di sbagliato ma non sa spiegare bene cosa, tutti che pretendono di sapere cosa è meglio per tutti gli altri prima ancora che per se stessi, allora non riesco proprio a togliermi dalla mente l’unico pensiero totalmente coerente a riguardo: a lavorare!

  • ottavino

    Potrà sembrare paradossale, ma questi “studenti” sono tutti dei borghesucci. Come del resto tutti noi. La società occidentale moderna è composta praticamente solo di borghesi consumatori.
    Dunque che cosa chiede questa gente? Poter studiare, laurearsi, lavorare, avereun titolo, ecc. Tutte minchiate. Naturalmente la colpa di questa situazione è della classe politica, perchè nessun politico osa prendersi la responsabilità di affrontare ‘sta gente e dire la VERITA’, ovvero che la nostra società non ha più bisogno di migliaia di ricercatori, medici, scienziati, e via dicendo. Quindi inutile sforzarsi: era meglio se andavi a lavorare subito.
    Il vero ribelle non va all’università, il vero ribelle snobba questa stronzata chiamata scuola.

  • Gariznator

    Il vero ribelle si istruisce, fa in modo di riuscire a capire un articolo, di usare il suo senso critico. In poche parole fa in modo di poter essere libero. Se inizi a lavorare da subito ti metti nella condizione che io vedo intorno a me: quella di chi “ha altro cui pensare”, quelli che fanno i conti per arrivare a fine mese e che non hanno il tempo per capire la situazione. Il suffragio universale ci ha fregati, la massa è stata mediocrizzata e omologata. Andiamo tutti a lavorare, smettiamo di pensare e godiamoci le trasmissioni evasive che ci ovattano il cervello.
    Io penso che l’unica cosa che ci può salvare sia la cultura, e nonostante tutto la scuola ha ancora molto da dare (ci sono insegnanti che svolgono il loro lavoro e ruolo sociale con passione, e ci sono anche studenti che si pongono domande come ogni ribelle che si rispetti). Sugli studenti borghesucci sono in linea di massima d’accordo, ma non sono tutti così (c’è chi da vera persona di sinistra non ha votato il PD, e gli altri partiti di falsi compagni), c’è aria di rivolta, e forse arriverà…

  • rosumella

    Ritengo che su quanto è successo a Torino si possa discutere liberamente, e così dovrebbe essere per ogni argomento, però ogni volta che sento levarsi queste voci: “A LAVORARE!”, due cose accadono:

    1)ho i brividi dalla paura

    2)mi girano i coglioni

    e la causa di ciò è, stampatevelo bene in testa, che:

    solo gli SCHIAVI, ripeto gli SCHIAVI, lavorano e basta, zitti a testa basta senza la possibilità di lamentarsi per come vengono trattati.

  • ottavino

    In effetti mi sono espresso male dicendo “a lavorare”. Volevo dire: a fare qualcosaltro. Anche a fare il bandito, se necessario, le rapine, lo spaccio, il mendicante, quello che vuoi….ma non a protestare per “avere” qualcosa che non ha un senso…..possono anche studiare, se vogliono, ma non possono pretendere niente….la situazione è quella che è….abbiamo foraggiato uno stupido capitalismo da crescita infinita ben sapendo che prima o poi si schiantava, quindi si sapeva che prima o poi il luna park finiva…dunque inutile chiedere assistenza allo stato per i propri desideriucci…..d’altra parte, intuitivamente, lo sappiamo tutti che questa giostra non può durare ancora per molto, perciò….a che pro tutto queso casino?

  • radisol

    La verità vera è che “Il Manifesto” è in questa fase completamente impegnato a cercare di far raggiungere il fatidico 4% alle europee alla accozzaglia che si è messa insieme sotto il nome “Sinistra e libertà” …..ipotesi peraltro improbabile, io dubito pure che quella percentuale possa raggiungerla la lista Rifondazione + PdCI, figuriamoci l’armata brancaleone che va da Bobo Craxi a Vendola, passando per la Francescato fino a Giuliana Sgrena del “Manifesto” …… ED OVVIAMENTE OGNI COSA CHE DERAGLIA DA QUESTO PATETICO OBIETTIVO VIENE IGNORATA O PEGGIO ANCORA “CRIMINALIZZATA” ……
    Sinceramente non amo Raparelli e mi piacciono poco pure i toni dannunzian/negrian/casariniani di certi ambienti dell’Onda, quella romana di cui Raparelli è l’oggettivo “leader maximo” in particolare ….
    Ma nel merito mi sembra che stavolta Raparelli abbia ragione da vendere ed il “Manifesto” stia invece una volta tanto sul serio “dalla parte del torto”, quello VERO …
    Stesso discorso per come questo quotidiano, per le stesse precise ragioni elettoralistico/politiche ha trattato la vicenda Rinaldini….

    La Grecia e le banlieues francesi sono relativamente lontane … ed allora i prodi conisti di Via Tomacelli possono pure abbandonarsi a volte all’elogio della “rivolta” ….. In Italia invece no, la cosa può portare danni a Vendola … ed alla agognata alleanza di ferro di questi e della sua variopinta coalizione col PD per ricostituire un improbabile centrosinistra, magari guidato da D’Alema o da Bersani … ed allora ….

  • Starway

    Non so in che mondo vivi per convincerti di idiozie come quelle che hai scritto, sicuramente non quello in cui vivo io con milioni di altre persone… schiavi? testa bassa? Per lavorare, ed intendo un lavoro utile, produttivo, non i milioni di servizi inutili a cui tanto aspirano gli “studenti”, serve una caratteristica che ormai è sempre più difficile trovare nella gioventù italiana: il coraggio di affrontare la fatica e sporcarsi le mani.
    Una caratteristica che non manca agli “schiavi” che odi tanto… potresti dire lo stesso per te?

  • Alex84

    Lanciare sassi contro la polizia significa protestare e lottare per l’università? Secondo me significa solo fare casino. Bisognerebbe assediare i rettorati e lanciare sassi ai propri professori, piuttosto, oppure prendere d’assalto il ministero dell’istruzione. Troppo pericoloso, si rischia davvero la galera in questo caso…

  • Starway

    Mah… non sono d’accordo, scienza, ricerca etc. servono, sono molto utili e purtroppo non sufficentemente supportati dalle nostre istituzioni.
    Quello che è totalmente inutile invece sono la miriade di figure professionali nel campo dei servizi a cui aspirano gli studenti di cui sopra… milioni di posti di lavoro per parassiti che succhiano denaro dalle tasche di chi svolge un lavoro produttivo. Inutile figure dirigenziali, inutile marketing (a che serve curare l’immagine di un utensile per fresare? mah..) inutili comunicazioni, pubbliche relazioni, promotori, etc. etc. etc.

  • ottavino

    Amico mio, guardala bene questa società….è tutta, tutta, tutta inutile anche gli scienziati, anche la ricerca….anzi controproducente…..è un complotto contro il semplice uomo …….E noi dovremmo supportare questi milioni di fessi che chiedono di essere “qualcuno”? Che chiedono di diventare inutili dottori, inutili giornalisti, inutili teste di c….?

  • brezzarossa

    Mah, quello che posso dire io come ex abbonato de Il Mnifesto, è che l’ho abbandonato senza rimpianti 3 anni fa perchè dopo un anno di lettura avevo maturato l’idea che fosse un giornale insulso. Certo c’era qualche articolo critico verso il sistema ma il tutto immerso in un certo filo-atlanismo unito ad una crescente simpatia, se pur fra le righe, verso Israele. Di comunista francamente ci vedevo e ci vedo poco.

    Riguardo alle proteste penso che in Italia siano sempre troppo poche.

    Saluti a tutti.

  • Melkitzedeq

    Che la sionista dichiarata Annunziata si schieri a favore dell’Onda questo la dice lunga…

  • Truman
  • guru2012

    Non conosco abbastanza bene le rivendicazioni dell’onda, dico però, che il coraggio dei ragazzi deve essere rispettato.

    Mettete in stand by il vostro pc e andate a esprimere il vostro dissenso per strada. Giusto o sbagliato che sia, prenderete comunque mazzate.
    E non sto parlando di ultras da stadio, ma di ragazzi che credono di poter cambiare il mondo.

    Ingenui? Sì, ma con le palle!

  • radisol

    Ma non diciamo stronzate …
    Soltanto pochi gioni fa le stesse critiche ed accuse, dagli stessi ambienti partendo dal governo di centrodestra fino ai cronisti del Manifesto, sono state fatte agli operai della Fiat sui quali non esistono dubbi sul fatto che
    abbiano “il coraggio di affrontare la fatica e sporcarsi le mani” ….
    La verità è che ogni piccolo segno di RIVOLTA che viene fuori terrorizza tutta questa gente, compresi un pò di “arguti” commentatori di Don Chisciotte …. ma lo dicevo prima …. la Grecia e la Francia sono relativamente lontane, ma non poi così tanto come sembra ….

  • Starway

    Me lo dici tu cosa c’entra il mio commento con la reazione generale alle proteste degli operai della fiat o te lo dico io che non c’entra un cazzo?
    Secondo te io sarei terrorizzato da quattro stronzetti imborghesiti con la testa piena di cazzate/aria? per carità…

    Altro giro altra corsa… tu sei uno che spera che anche in Italia succeda quello che fu in Grecia lo scorso anno?
    Immagino che tu abbia gioito alle immagini di auto di proprietà incendiate e negozi di onesti commercianti devastati da beoti impazziti…

    Quei ragazzi non avevano coraggio, non erano nemmeno disperati, erano solo invasati. Gli italiani sono notoriamente un popolo dalla memoria corta, perchè noi di morti ammazzati dagli invasati (indipendentemente dalla parte politica) ne abbiamo già avuti tanti in un passato recente, auguriamoci che certe stronzate non capitino più. E smettiamola di giocare battaglie politiche (da parlamento e da bar) sulla pelle dei ragazzini annoiati.

  • Earth

    Tu invece meriteresti di perderlo il lavoro. Grazie a loro che hanno avuto le palle di ribellarsi al sistema al posto di fare masturbazione d’informazione, chissenefrega sapere cosa non va, fatto sta che c’e’ qualcosa di sbagliato e chi e’ al governo deve sistemare la situazione. Ma piu’ ti scrivo e piu’ mi arrabbio… ma per protestare su qualcosa che non va devo per forza sapere cosa non va? Se ti si rompe la tv vai dal tecnico e gli dici riparamela io ti pago e basta, stessa cosa col governo, prendono fior di quattrini… Sarei curioso cosa fai tu come ATTIVISTA, oltre a spostarti da un blog a un altro per informarti ma pur sempre a casa stai.

  • radisol

    Io so solo che quando le piazze erano piene di “invasati”, peraltro molto più veramente invasati di quelli di oggi – che a volte anche io ho visto con qualche disprezzo – la stragrande maggioranza della popolazione però stava molto meglio …. nonostante l’inflazione a due cifre andavi in farmacia e non pagavi niente, andavi all’università e pagavi una iscrizione simbolica, con uno stipendio medio campavi abbastanza tranquillamente una famiglia di 4 persone, c’era la scala mobile per lavoratori e pensionati ecc. ecc. ecc. … se c’è bisogno del ritorno degli “invasati” per migliorare una condizione ormai di merda a questo punto dico che ben venga …… del resto adesso gli “invasati” ce li abbiamo al governo ed al parlamento …… come definire altrimenti i personaggi, politici e non, che affollano i talk show ?

  • radisol

    veramente l’obiettivo dei casini di Torino erano proprio i rettori riuniti a convegno … quanto al ministero della Gelmini è già stato assediato decine di volte da ottobre ad oggi … e facciamola finita con la retorica dei poveri poliziotti …. in realtà uno dei più riusciti slogan dell’autunno caldo del 1969 “la truppa difende la trippa di chi ha troppo” è oggi largamente più vero che allora …. e quindi per contestare rettori e ministri “la truppa” te la trovi fatalmente di fronte …. c’è poco da fare ….

  • radisol

    Con questa vicenda il sionismo c’entra poco, comunque se ti consola tutti gli altri sionisti stanno più coerentemente dalla parte dei manganelli della polizia, dei rettori manager, dell’università/azienda ecc. ecc. ecc.

  • Starway

    Paragonare un guasto a un tv con problemi macroscopici ed articolati come (nel caso) l’istruzione è una strategia che ha molto effetto ma che vale anche meno di uno sputo….
    E pretendere di risolverli allo stesso modo non è ridicolo, è grottesco: se il tecnico ti dicesse che non può ripararti il tv tu che fai? Gli lanci un pezzo di marciapiede in testa in segno di ribellione?

    Pretendere che qualcun altro risolva i tuoi problemi è un atteggiamento che sopporto davvero poco. Significa non sapersela cavare, non esser pronti ad affrontare le difficoltà. Un uomo degno di essere definito tale prende di petto gli ostacoli che gli si presentano davanti e, se ve ne fosse bisogno, collabora con altre persone per trovare una soluzione. Un uomo ma, ovviamente, anche una donna. Di una cosa t’informo: fuori dal tuo substrato c’è un mondo vastissimo, quasi infinito, in cui uomini e donne non si lamentano dei propri problemi con il governo, con il comune, con il medico o col tecnico tv. Quel ragazzo nella foto in testa all’articolo, che si fuma la siga con le mutande firmate bene in vista, spero per lui che si sia preso un bella legnata. Forse avrà imparato che la vita non è fatta solo di belle parole ma anche (e soprattutto) di sofferenza. E che solo gli individui che possiedono un’intelligenza maturata nell’esperienza tale da conoscere il terreno su cui si muovono possiedono i mezzi per migliorare la condizione propria e degli altri. O che quantomeno capiscano che urlare e picchiare senza cognizione di causa fa davvero di loro un’onda anomala, indefintia, utile solo per i loro nemici.

  • Starway

    Quoto con entusiasmo questa risposta… condivido il fatto che (parecchio) tempo fa la situazione per quanto riguarda lo stato sociale era molto migliore, bisogna ovviamente considerare tematiche sociali, politiche e soprattutto “storiche” talmente vaste ed articolate che se ne potrebbe discutere per mesi senza venirne a capo.
    Non appoggio invece l’ideale che autorizza manifestazioni pubbliche anche violente (o che possono generare violenza) quando assumono posizioni quasi autoritarie, emanate da ideali tutto sommato minoritari, aleatori, discutibili e non del tutto compresi dai propri sostenitori.
    Politici e poliziotti sono uomini fatti della nostra stessa pasta, non sono poi tanto difficili da capire. Non voglio ora addentrarmi in discorsi un po’ troppo “off topic”, mi limiterò ad esprimere il mio pensiero a riguardo con poche parole: niente consenso, niente potere.

  • dannati

    a me questi studenti o infiltrati fanno proprio ridere ma cosa manifestano a fare se poi son i primi a leccar il culo a baroni e rettori chi per un 30 chi per un dottorato chi x un 18 che stupida farsa ! tanto rumore per nulla! le riforme finanziarie e didattiche prima devo esser approvate in senato accademico piuttosto che fare tutto questo inutile casino che andessero a insultare i vari rappresentanti da loro eletti ma forse sono cosi’ imbecilli da non saper nulla di senato accademico

  • radisol

    Gli studenti dell’Onda innanzitutto, salvo rarissime eccezioni, non partecipano alle elezioni per gli organismi ed invitano gli studenti ad astenersi dal voto, quindi non hanno “rappresentanti” …

    E poi, oltre a fare assemblee e manifestazioni … peraltro quelli di Torino, in ormai 9 mesi di inziative dell’Onda, sono i primissimi incidenti di piazza degni di nota, anche se comunque “robetta” in confronto a quello che succede negli stadi di calcio quasi ogni domenica …. promuovono ormai da svariati anni ( in effetti quel movimento nasce nel 2005 anche se ancora non aveva questa denominazione) “corsi di autoformazione” aperti a tutti, non solo agli studenti universitari … e largamente frequentati, anche appunto da non universitari ….

    Se qualcuno ha qualche curiosità in merito può consultare i programmi in tutta Italia di questi corsi nel sito http://www.uniriot.org …..

    Ma, al di là di questo, trovo veramente stucchevole voler a tutti i costi parlare di un qualcosa di cui non si sa praticamente nulla … salvo le cazzate profuse ad arte da giornalacci di varia natura ( buon ultimo “il manifesto”) e peggio ancora dalle televisioni lobotomizzanti ….

  • Earth

    “Un uomo degno di essere definito tale prende di petto gli ostacoli che gli si presentano davanti e, se ve ne fosse bisogno, collabora con altre persone per trovare una soluzione.” Questo ti definisce un uomo di una ignoranza assoluta, se siamo arrivati a questo punto e’ proprio perche’ la polizia reprime le manifestazioni con la forza pure quando si svolge in maniera ordinata e pulita (se non lo sai allora documentati). Il paragone del televisore invece e’ validissimo perche’ se mi dice che non puo’ riparare il televisore e mi fa caricare di botte da qualcuno, allora la mia diventa REAZIONE e io ci metto anche la bomba nel negozio non ci lancio solo le pietre, oh ma guarda un po’ quando uno ti attacca non esiste la difesa personale? Vuoi levarci anche quello? Senza considerare che le soluzioni ci sono ma non ne vogliono nemmeno discutere, figurati attuarle. Sei bravo tu che vuoi che i civili vengano presi a legnate e fai svendere la dignita’ della comunita’ per il tuo proprio tornaconto, per ora a parole, ma se lo dici probabilmente lo attui. Ebbene si la vita e’ difficile ed e’ proprio colpa di persone come te, che pensano che il governo siano degli stinchi di santo (col paragone del tecnico tv impossibilitato) e dei poveri ragazzi a cui hanno tolto il futuro sono dei teppisti (terroristi?).

  • Earth

    Madoooo madoooo, quando leggo sto qua mi metto le mani in faccia… smonto immediatamente sto cialtrone analizzandolo pezzo per pezzo. “bisogna ovviamente considerare tematiche sociali, politiche e soprattutto “storiche” talmente vaste ed articolate che se ne potrebbe discutere per mesi senza venirne a capo.” Praticamente tu parli per concludere nulla, beh non mi meraviglio per niente, a capo ci si arriva quando una persona argomenta e utilizza la logica. “Non appoggio invece l’ideale che autorizza manifestazioni pubbliche anche violente (o che possono generare violenza) quando assumono posizioni quasi autoritarie, EMANATE da ideali tutto sommato MINORITARI, aleatori, discutibili e non del tutto compresi dai propri sostenitori.” E qua cade l’allocco, se un ideale e’ di maggioranza (fascismo) invece e’ giusto. La violenza della polizia su chi protestava pacificamente pero’ non ne parli, ma inciti tu alla violenza della polizia quando dei ragazzi picchiati ingiustamente il giorno prima (o vogliamo parlare della carica della polizia sulla manifestazione anti-discarica composta da tanti anziani disarmati, di cui in un video uno si vede con la testa sanguinante?) hanno avuto una REAZIONE perche’ l’azione sbagliata e’ stata da parte della polizia in primis. Concludo. “Politici e poliziotti sono uomini fatti della nostra stessa pasta, non sono poi tanto difficili da capire”. Sono fatta di pasta tua e di sicuro non mia, con questo si capisce come sei fazioso e non sei aperto al dialogo, e’ vero che con persone come te, alla fine non si arriva a capo di nulla, perche’ io non riuscirei mai a fare il poliziotto e manganellare una persona che non ha fatto niente (primo giorno).

  • Earth

    Suvvia, ingenui, non pensi di esagerare? Cosa ci rimane allora il suicidio o la schiavitu’? Perche’ e’ questo a cui stiamo andando. Qualcosa dovremo pur fare oltre che a parlare tramite un pc e informarci da casa, quando alla fine cio’ che realmente e attivamente facciamo e’ STARE SEDUTI, forse questi ragazzi sperano che persone come noi incazzati informati e anche il popolo disinformato ma pur sempre incazzato, scenda in piazza a protestare con tutti i mezzi disponibili e farci sentire “non soli nel disagio sociale”.

  • dannati

    del vostro programma anomalo non mi frega nulla basta guardar quanto tempo è durata la “super rivoluzionaria” okkupazione settembrina , x capire quanto ipocriti e vigliacchi siete . Le universita’ ,pubbliche o private , geniacci , sempre gabbie sono e voi poveri scemi dopo aver preso un bel pezzo di carta ,continuerete a leccar il culo a dirigenti, politici, industriali, all’inizio x prender un posto e poi x continuarlo a scaldarloo QUESTI X ME SONO I GIOVANI ITALIANI!svegliaaaa a rincoglionire la gente oggi c’è internet perchè vedi x me una xsona che guarda la tv è idiota tanto quanto un’altra che investe il proprio tempo dietro a un pc. proclamando la libera informazione … forse gli italiani meritano questo , corruzione e ipocrisia ,perchè i primi ad esser mediocri sono proprio gli italiani .

  • radisol

    Veramente io ho oltre 50 anni e non mi occupo di università nè l’ho mai frequentata nemmeno da giovane.

    Semplicemente mi informo e cerco di formarmi un giudizio.

    Ed il mio giudizio mi porta pressochè regolarmente a schierarmi con chi fa casino.

    Credo che questa società faccia schifo e quindi per scelta sto dalla parte di contesta il potere, qualunque potere.

    Su questo sito, non tanto negli articoli quanto nei commenti, vedo invece gente che fa sempre “più uno”, che ogni protesta non è mai fino in fondo “correttamente rivoluzionaria”, che “il problema è sempre un altro”, che “gli italiani fanno schifo” mettendo nello stesso calderone sfruttati e sfruttatori, oprresi ed oppressori, onesti e disonesti e finendo così per schierarsi regolarmente di fatto dalla parte del potere …..

    In alcuni casi, è spudorato, del tutto consapevolmente … in altri forse meno ….. ma poi il risultato non cambia …..

  • Comandante_Che_Guevara

    Insomma anche il manifesto non va piu’ bene,e’ diventato un giornale
    allineato e di regime:e’ rimasto in italia un quotidiano veramente libero?

  • Comandante_Che_Guevara

    Questo perche’ spesso i rivoluzionari si trasformano poi nei peggiori tiranni.

  • radisol

    “Allineato e di regime” mi sembra una esagerazione …
    Semplicemente ha scommesso tutto sul progetto Vendola – Sinistra e libertà e quindi sulla possibilità di un qualche rapporto tra una certa area della cosiddetta “sinistra radicale” col PD, sperando magari che dentro il PD si affermi la posizione ( meno alla “corro da solo”) di D’Alema e di Bersani …..
    Un progetto decisamente minimalista … e che vede con fastidio ogni reale “radicalismo di massa” ( che siano gli operai Fiat che contestano i sindacati o gli studenti di Torino ) che ritiene di disturbo a questo progetto ….. ed alla possibilità, vitale e per me decisamente illusoria, che “Sinistra e libertà” raggiunga il fatidico 4% alle elezioni europee …..
    Ma rispetto a questo progetto “Il Manifesto” ha anche un altro interesse più diretto … visto che economicamente vive in pessime acque …. e visto che Ferrero si è ripreso “Liberazione” …. quello di diventare il quotidiano di riferimento di questa area e poter quindi usufruire delle agevolazioni previste per la “stampa di partito” ….