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LA RITUALITA' DELL' 11 SETTEMBRE

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Sulla retorica del ‘siamo tutti americani’ che avvolse (e ancora avvolge), l’intero Occidente dopo gli attentati dell’11 settembre 200I il filosofo francese Jean Baudrillard scrisse, con crudezza, con lucidità e con coraggio (e ce ne voleva moltissimo in quel momento) “che l’abbiamo sognato quell’evento, che tutti senza eccezioni l’abbiamo sognato – perchè nessuno può non sognare la distruzione
di una potenza, una qualsiasi, che sia diventata tanto egemone – è cosa inaccettabile per la coscienza morale dell’Occidente, eppure è stato fatto, un fatto che si misura appunto attraverso la violenza patetica di tutti i discorsi che vorrebbero cancellarlo”
( J. Baudrillard, Lo spirito del terrorismo, 2002).

Per tutta la vita ho sognato che bombardassero New York e non posso essere così disonesto con me stesso e con i lettori da negarlo ora che il fatto è avvenuto. Eppure ho provato anch’io un instintivo orrore per quella carneficina, per quello sventolar di fazzoletti bianchi, per quegli uomini e quelle donne che si buttavano dal centesimo piano. E allora?

L’America è una Potenza che da più di mezzo secolo colpisce, con tranquillità e spietata coscienza, nei territori altrui, che negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale ha bombardato a tappeto Lipsia, Dresda, Berlino premeditando
di uccidere milioni di civili perchè, come dissero esplicitamente i comandi politici e militari statunitensi dell’epoca, bisognava “fiaccare la resistenza del popolo tedesco”, che ha sganciato un terrificante, e probabilmente inutile, Bomba su
Hiroshima e Nagasaki e che nel dopo guerra ha fatto centinaia di migliaia di vittime innocenti in ogni angolo del pianeta ( lo scrittore, americano, Gore Vidal ha contato 250 attacchi militari che gli Stati Uniti hanno sferrato senza essere provocati).

L’11 settembre invece gli americani, per la prima volta nella loro storia, venivano colpiti sul proprio territorio. Pensavo che questa tragedia avrebbe insegnato loro qualcosa: l’orrore di vedere le proprie case cadere come castelli di carta, seppellendo uomini, donne, vecchi, bambini, famiglie, affetti. Che gli avrebbe insegnato l’orrore dell’orrore ora che lo avevano vissuto sulla propria pelle. Che gli
avrebbe insegnato che anche le vite degli altri hanno un valore, poichè tengono tanto alle proprie. Invece hanno continuato imperterriti. Come prima, peggio di prima. Loro hanno sempre la coscienza tranquilla, le tragedie degli altri non li riguardano, al massimo sono ‘effetti collaterali’.

Hanno cominciato con l’Afghanistan. Poteva esserci una ragione perchè da quelle parti stava Bin Laden, anche se nessuna inchiesta seria Ë mai stata fatta per dimostrare che dietro gli attentati alle Twin Tower o quelli del 1998 in Kenya e Tanzania ci fosse effettivamente il Califfo saudita (sarà il motivo per cui il Mullah Omar ne rifiuterà l’estradizione non accettando l’arrogante risposta Usa “Le prove le
abbiamo date ai nostri alleati”). Ma dopo dieci anni di occupazione rimangono sul terreno 60 mila vittime civili la maggior parte delle quali provocate dai bombardamenti a casaccio sui villaggi e persino sui matrimoni. A stretto giro di posta Ë venuta l’aggressione all’Iraq: 650 mila vittime civili. Giuliano Ferrara sul Foglio (6/9) proprio mentre dichiarava di detestare l’iperbole ha definito l’11 settembre “l’attentato più grande e infame della storia”.

E’ solo una delle tante tragedie della storia recente, forse quella che ci ha colpito di più ma non certo la più infame. E io mi rifiuto di piangere ogni anno, ritualmente e a comando, lacrime di coccodrillo per tremila vittime. Rituali che tentano di far entrare nel buio sgabuzzino del dimenticatoio tutte le altre. Che sono milioni.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
10.09.2011

Pubblicato da Davide

  • zufus

    Da condividere parola per parola.

    Secondo me Fini non durerà ancora molto al Fattoquotidiano.
  • Allarmerosso

    infatti quando sento discorsi moralisti dagli e sugli americani mi sento un po’ in mezzo fra il sorriso sarcastico e l’esplosione di rabbia essendo questi ultimi gli unici ad AVER USATO UNA BOMBA ATOMICA CONTRO DEI CIVILI
    poi si mettono e gli si mettono in bocca parole come democrazia libertà e tutte le fesserie moraliste del genere …

  • nuvolenelcielo

    che articolo intellettuale e inutile. quando si parla dell’11 settembre bisognerebbe commentare ciò che è realmente successo, non la demenziale propaganda ufficiale di quello che è successo.

  • glab

    chissà perchè a me questo mi sembra proprio un homeless che dorme sdraiato per terra:
    ps: non sono riuscito a capire come si mettono le immagini; comunque chi vuole provi a girare l’immagine di 90 gradi CW e vedrà che è proprio sdraiato per terra.

  • illupodeicieli

    Non sono tanto d’accordo con te: occorre anche partire da lontano per poi entrare nello specifico, onde poter rispondere a chi ha definito “sempliciotti” (tal Teodori su rai uno ieri mattina), con argomenti sia tecnici che politici. Una volta che si risponde, con cognizione di causa, che ciò che successo l’11/9 è grave, certo, può dispiacere, certo anche quello, ma che poi e con argomenti falsi ha generato l’invasione di paesi sovrani e causato la morte di migliaia di civili, ecco che anche altre questioni di politica estera, anche italiana, possono essere “lette” in chiave diversa da chi è servo ,nei fatti, degli Usa (e non solo). Certo Fini usa un linguaggio forse troppo serio e pacato, ma non credo che si sia posto (Fini) il proposito di convincere il lettore. Del resto ho visto e letto pochi interventi critici nei media , in pochi hanno chiarito che le torri cadute non sono solo due, ma quasi tutti danno per scontato che sia stato Bin Laden il mandante, mentre per zittire chi potrebbe avanzare dubbi e riserve sull’accaduto si ricorre addirittura ai protocolli dei savi di Sion, all’antisemitismo: cioè non si vogliono esaminare i fatti e nemmeno con una “versione breve” di quanto è accaduto. Ovvero nessuna obiezione alla versione ufficiale e si prende per buono ciò che “dicono le autorità” (a meno che non siano libiche, iraniane, siriane o palestinesi o di paesi con cui non corre buon sangue): chi pone domande diventa amico dei terroristi. Ecco che prima di entrare nello specifico, cosa difficile per chi non è un ingegnere o un esperto in aerei o pilotaggio, giusto per mettere i puntini sulle i è bene essere d’accordo su alcune premesse, e Fini credo abbia assolto bene il compito (anche se altri hanno fatto di meglio).

  • s_riccardo

    Condivido tutto, sperando che gli amerikani imparino a convivere con il mondo e con le sue diversità senza un altro 11/9 o altra data.

  • cardisem

    Mi preoccupa quanto possa durare ancora non solo il fatto quotidiano, ma tutta la carta straccia di regime. Ier l’altro, facendo lavare la macchina, ho visto che venivano utilizzate pagine di giornale per asciugare i vetri: ecco la vera utilità dei giornali della carta stampata.

  • illupodeicieli

    Una volta ho letto degli articoli in cui “vengono fuori” le vere idee degli americani e che erano,e penso siano ancora oggi, ben diverse da quelle che sono sbandierate dai media (compresi quelli della propaganda cinefictionmusicaleculturale). In sostanza credo che,un po’ come avviene da noi, dove non tutti sono filogovernativi, anche lì una buona parte delle persone vuole vivere tranquilla e senza dover andare ,per vivere, a rompere le scatole al prossimo. Invece l’immagine che ne abbiamo, supportata dalle varie serie tv e dal cinema, è quella del giustiziere: ma almeno Walker, il texas ranger, faceva i “fatti suoi” nel Texas: altri invece vengono mandati in missione o pensano di portare e di esportare il modus operandi dello zio Sam. Il punto è che si sente sempre più spesso la frase “non possiamo stare a guardare” e poi arrivano i consigli di Obama (ieri quelli di Bush e così indietro nel tempo) ai vari governanti di altre nazioni, su come si devono comportare: se devono fare riforme o cambiamenti e su come devono agire. Penso sia intollerabile e non si può più accettare. Mi chiedo che cosa ne pensano davvero gli abitanti degli Usa. La stessa domanda, per altre questioni e senza andare fuori tema, si potrebbe rivolgere ai tedeschi o ad altri abitanti dell’Ue, sulla situazione economica e sui famosi sacrifici. Forse ci sarebbero,in entrambi i casi, delle sorprese … in positivo. Scopriremo di essere più simili gli uni agli altri.

  • Zret

    “L’11 settembre invece gli americani, per la prima volta nella loro storia, venivano colpiti sul proprio territorio”. Ma se è stata la CIA! Questo scempio ben si accoppia alle fandonie di Piperno.

    Da restare basiti.

  • Zret

    Giusto! Questi patetici articoli propagandano la propaganda. A dismisura.

  • Santos-Dumont

    Mi trovi in totale disaccordo.
    La carta di giornale é totalmente inadeguata ai fini di un’efficace pulizia del parabrezza. 😀

  • Santos-Dumont

    A me sembra Clark Kent in procinto di transformarsi. 😀

  • Mel

    Da un popolo che si crede John Wayne e che sterminato per primo le popolazioni che da centinaia di anni vivevano in America appare veramente impossibile credere che un qualsiasi attacco contro di esso possa insegnare qualcosa…….al massimo solo l’ennesima scusa per dimostrare che sono la potenza militare prima al mondo e giustificare i loro massacri nel resto del mondo stesso!

  • mendi

    Condivido, anche se penso che gli attentati siano stati organizzati e diretti da settori dell’amministrazione statunitense in combutta con la lobby degli armamenti e con i servizi sionisti.
    Nel mio piccolo, da ingegnere edile, non è possibile che dei grattacieli con struttura portante in acciaio cadano a quel modo. Sono stati demoliti con l’esplosivo e tecnici americani hanno trovato le tracce dell’esplosivo tra le macerie.

  • RicBo

    Detesto Fini lo considero un pennivendolo parolaio ma per una volta sono d’accordo con lui, anche se qui non dice niente di nuovo, intellettuali di tutto il mondo e di ben altra caratura hanno detto le stesse cose decine di volte.

  • Kiddo

    Scherzi?? Vuoi mettere l’efficacia della pelle di daino???

  • guido

    In gergo i tipi come Fini vengono chiamati “gatekeeper”