LA RISSA DEL RUBLO

DI PEPE ESCOBAR

facebook.com

Oggi il rublo è sceso ad un minimo storico, scendendo sotto gli 80 rubli per dollaro. La situazione è grave. Non c’è da stupirsi che un consigliere del governo russo ha dovuto sputare il rospo: la Banca Centrale Russa deve supportare la valuta nazionale – invece non sta facendo nulla.

Se la Banca Centrale interpreta l’ordine di non “sprecare” le riserve limitandosi a chiudere i mercati a propria discrezione “crea stupore, o si rende lo zimbello del mondo”.

Questo riflette la lotta all’ultimo sangue in atto ai più alti gradi di Mosca – che oppone il Cremlino alla Banca Centrale Russa stessa. Il fatto è che la Banca Centrale è controllata/infiltrata da una quinta colonna al soldo della gang atlanticista e non si preoccupa degli interessi della Federazione Russa.

Pepe Escobar

Fonte: www.facebook.com

Link

20.10.2015 (h.14.00)

Traduzione per www.comenchisciotte.org a cura di FA RANCO

26 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
FlavioBosio
FlavioBosio
20 Gennaio 2016 16:11

Wow! una fantastica "svalutazione competitiva" per la Russia, dovrebbero essere tutti contenti di non essere legati all’Euro, con la loro sovranissima valuta che si svaluta giorno dopo giorno rendendo le loro esportazioni ultra competitive..

Maccome, ora è colpa della "gang atlantistica" che non vuole bruciare riserve?
Poche idee ma ben confuse pare..
PietroGE
PietroGE
20 Gennaio 2016 17:11

Il crollo del rublo va visto insieme al crollo del prezzo del petrolio. Per la Russia le importazioni sono diventate carissime e sono sempre meno sostenute dal prezzo del petrolio che costituisce una parte importante dell’economia russa.

Difficile dire se il prezzo del greggio è manipolato dagli USA perché anche loro hanno molto da perdere da un barile che costa così poco. Piuttosto l’Arabia Saudita e il rientro dell’Iran nel mercato hanno certamente contribuito ad affossare il prezzo del petrolio. La Russia e il rublo ne stanno pagando le conseguenze.

giannis
giannis
20 Gennaio 2016 17:46

allora l elite anglosionistamassonicaUSA  dopo averci provato per 2 anni ce la sta facendo a mettere in crisi la russia di PUTIN 

giannis
giannis
20 Gennaio 2016 17:49

al governo USA wall Street multinazionali e le varie famiglie rotscild, rokfeller ecc…. non gli frega niente del popolo americano se fa la fame , gia’ ora il 30% degli americani sono morti di fame

clausneghe
clausneghe
20 Gennaio 2016 19:04

Più che controllata o infiltrata. la banca centrale Russa è privata proprietà della famiglia

Rothschild (scudorosso).
Non è difficile immaginare da che parte stia.
E’ la spina nel fianco, anzi nel cuore di Putin.
Boero
Boero
20 Gennaio 2016 21:48

fonti?

chieppelab
chieppelab
20 Gennaio 2016 22:15

gli usa hanno tutto da guadagnare dal petrolio basso sono importatori netti di greggio. la russia viceversa tutto da perdere; 2° produttore mondiale. ci sarà un motivo se il prezzo del petrolio è sceso visibilmente dopo l’intervento russo in siria.

Cornelia
Cornelia
20 Gennaio 2016 22:17

E’ ora che Putin gli mandi l’esercito, alla Banca Centrale. Non può sopportare ancora che un banda di stranieri lo tenga per le palle.

Qualcosa si inventa di sicuro.
clausneghe
clausneghe
20 Gennaio 2016 22:38

Digita su google..

Gtx1965
Gtx1965
21 Gennaio 2016 9:33

bravo giannis… sempre puntuale e semplice…

pippospano
pippospano
21 Gennaio 2016 9:43

Per me Pepe questa volta ha preso un’abbaglio.

Ci sarebbe una storiella da raccontare il cui sunto e’il seguente:
"non sempre chi ti mette nella mer.a ti vuol male , non sempre chi ti tira fuori ti vuol bene!! 
pderenz44
pderenz44
21 Gennaio 2016 9:46

Putin deve nazionalizzare la banca centrale russa se non vuol continuare a fare da zerbino a Usa

Poi sara’ come nel giugno 1939 quando Hitler nazionalizzo’ la banca centrale tedesca per rendersi autonomo dal capitale finanziario sionista.poi  come allora saara’la terza guerra mondiale
pderenz44
pderenz44
21 Gennaio 2016 9:46

Putin deve nazionalizzare la banca centrale russa se non vuol continuare a fare da zerbino a Usa

Poi sara’ come nel giugno 1939 quando Hitler nazionalizzo’ la banca centrale tedesca per rendersi autonomo dal capitale finanziario sionista.poi  come allora saara’la terza guerra mondiale
pderenz44
pderenz44
21 Gennaio 2016 9:48

Putin deve nazionalizzare la banca centrale russa se non vuol continuare a fare da zerbino a Usa

Poi sara’ come nel giugno 1939 quando Hitler nazionalizzo’ la banca centrale tedesca per rendersi autonomo dal capitale finanziario sionista.poi  come allora saara’la terza guerra mondiale
pderenz44
pderenz44
21 Gennaio 2016 9:48

Putin deve nazionalizzare la banca centrale russa se non vuol continuare a fare da zerbino a Usa

Poi sara’ come nel giugno 1939 quando Hitler nazionalizzo’ la banca centrale tedesca per rendersi autonomo dal capitale finanziario sionista.poi  come allora saara’la terza guerra mondiale
giannis
giannis
21 Gennaio 2016 10:20

Mmmmmm . Mi hai messo i brividi con quello che hai detto , io spero che PUTIN nazionalizzi la banca russa e se deve esplodere il mondo che esploda pure

Gtx1965
Gtx1965
21 Gennaio 2016 10:45

mi associo… nonostante abbia due figli adolescenti… questo schifo planetario deve finalmente scomparire… estinguersi…

sfruc
sfruc
21 Gennaio 2016 12:34

FlavioBosio: Non fare "ammuina". La svalutazione competitiva è positiva in un paese, come l’Italia, che ha (aveva?) un tessuto industriale diffuso e così può incrementare la sua competitività nell’esportazione di prodotti industriali FINITI (economia di trasformazione).  L’effetto è del tutto opposto su un’economia, come quella russa, basata sull’esportazione di un’unica MATERIA PRIMA, il petrolio, il cui prezzo viene stabilito a livello planetario in dollari USA, e manipolato dai futures dell’alta finanza internazionale nonché da decisioni a carattere geopolitico sulla quantità di greggio pompato dai vari attori mondiali (Saud in testa).  In questo caso, essendo la partita del petrolio giocata su ben altri scacchieri, indebolire il rublo ha solo l’effetto di rendere molto più onerosa l’importazione di tutti quei beni FINITI che in Russia non si producono più, dopo lo smantellamento eltsiniano-occidentalista dell’industria di Stato, e quindi d’impoverire la popolazione e di rendere sempre più critica la situazione dell’economia russa nel suo complesso. Per questo chiaro e semplice motivo, è ovvio, gli occidentalisti perseguono un simile scopo, sperando in un collasso economico che produca, a caduta, un regime change. In risposta, la Russia può soltanto cercare di ricomporre la sua base industriale per rispondere alla domanda interna con prodotti autoctoni – e… Leggi tutto »

FlavioBosio
FlavioBosio
21 Gennaio 2016 14:13

Peccato che il "saldo" tra import ed export (per l’Italia) non venga modificato da una svalutazione competitiva ma dalle abitudini/bisogni degli italiani.

Vendere il doppio della merce a metà prezzo è semplicemente da stupidi, tanto più se per produrla devi consumare il doppio di energia e materie prime, per poi ritrovarsi a pagare il triplo di tasse.
FlavioBosio
FlavioBosio
21 Gennaio 2016 14:22

Mah!

Gli USA importano 9 milioni di barili/giorno di greggio ed esportano 4 milioni di barili/giorno di prodotti lavorati, non sarei tanto sicuro che siano molto dipendenti dal prezzo al barile.
E’ evidente che se il prezzo al barile scende anche il prezzo dei prodotti lavorati lo seguirà e viceversa, se sanno il fatto loro l’intero sistema funziona a prescindere dal prezzo della materia prima o no?
Un produttore di pasta produce e vende a prescindere dal prezzo del grano..
Hamelin
Hamelin
21 Gennaio 2016 14:22

Putin è molto intelligente .
Ha dalla sua un asso nella manica che è il Game Changer .

Se quei coglioni degli Yankee continueranno a sfidarlo lo userà di sicuro ed allora si che saranno paduli per gli Atlantisti .

Questo Game Changer è l’oro .

In questi 20 anni l’oro si è spostato tutto verso Oriente .
Considerando che Russia e Cina sono tra i piu’ grandi produttori e che nonostante cio’ continuano ad importarne come se non ci sia un domani suggerisce chiaramente gli intenti dei 2 paesi .

Se gli Usa continuano con questa politica Russia e Cina smetteranno di utilizzare USD e cambieranno economia passando ad autarchia o a commercio Bilaterale ( trilaterale magari con l’Iran ) .

Non appena avranno completato il processo di conversione economica sfanculeranno l’USD creando una valuta Back-Covered con l’oro scatenando l’APOCALISSE in USA ed Europa .

Come vincere senza sparare un colpo .

giannis
giannis
21 Gennaio 2016 14:42

se va a finire come dici te penso proprio che i colpi si spareranno e anche grossi

pderenz44
pderenz44
21 Gennaio 2016 17:53

Putin deve nazionalizzare la banca centrale russa se non vuol continuare a fare da zerbino a Usa

Poi sara’ come nel giugno 1939 quando Hitler nazionalizzo’ la banca centrale tedesca per rendersi autonomo dal capitale finanziario sionista.poi  come allora saara’la terza guerra mondiale
calliope
calliope
21 Gennaio 2016 18:46

e questo lo abbiamo capito, forse sarà la volta buona che ci sbarazzeremo per sempre della feccia sionista.

calliope
calliope
21 Gennaio 2016 18:51

infatti, non molleranno tanto facilmente l’osso.. purtroppo.

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Gennaio 2016 15:16

Come già disse mincuo, e per una volta concordo con lui, tutto l’oro del mondo vale solo una minima frazione del patrimonio mondiale, o del PIL in alternativa come termine di paragone. L’oro è solo una materia prima, dal valore frazionario rispetto alle altre merci in circolazione, pertanto non potrà mai più (dopo il 1971) tornare ad essere una base credibile per una moneta credibile (finalmente, dico io, dal momento che l’equazione moneta=merce è la più sbagliata che ci sia, ed ha inquinato la cultura della moneta fino a ieri). Mi si dirà che la copertura in oro dev’essere frazionaria rispetto alla massa monetaria complessiva. Ma questa è l’altra bubbola della vecchia concezione della moneta, che non rasenta, ma "é" la truffa dei banchieri da quando esistono nei confronti della società civile.

Certo il possedere grosse riserve auree è un titolo di lustro, come mostrare il SUV al bar con gli amici, niente più.