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LA RETE 'PRO-ISRAELE' SI MUOVE DIETRO IL VIDEO DELL’INNOCENZA

DI JUSTIN RAIMONDO
antiwar.com

Se qualcuno avesse pensato di stravolgere la politica estera degli Stati Uniti, per distruggere completamente i basamenti su cui hanno lavorato diplomatici e militari in medio oriente e in tutto il mondo musulmano, non sarebbe riuscito a fare niente di meglio di quanto ha fatto chi ha messo insieme il video “Innocence of Muslims

Nella foto: Nakoula, l’uomo arrestato in California per truffe bancarie, è ora indagato per possibili alterazioni delle prove [Reuters]

A seguito, “Film blasfemo: opera dei servizi segreti israeliani ?” Conversazione con Aldo Giannuli” (Michele Marelli, Affari Italiani.it); Le conseguenze delle violente proteste continuano ad avere i loro effetti: la sospensione delle operazioni militari congiunte USA-afghane, la sospensione (1) dei colloqui di aiuto USA con l’Egitto, il rapido declino del prestigio USA nella regione e la crescente influenza (2) del movimento radicale islamico che la “primavera araba” supportata dagli Usa avrebbe dovuto contrastare. Gli sforzi dell’amministrazione  Obama per dividere l’ondata islamista appoggiando i “moderati” è stata freddamente stoppata.

Che sia stata l’uscita casuale di un video, un imprevisto che può capitare in qualsiasi momento per sventare i piani migliori? Forse.

Resta il fatto che non si riesce a capire quello che volevano fare i creatori di “Innocence”, se non proprio ciò che è accaduto. Secondo varie spiegazioni che galleggiavano nei media – soprattutto da quell’ agitatore anti-musulmano di Steve Klein – l’idea era quella di vendere il video ai musulmani. In un certo senso(6), Klein dice di aver sperato che il video sarebbe riuscito a “far fumare” i musulmani radicali che vivono negli Stati Uniti, organizzati in “cellule” segrete che colpiscono a comando. D’altra parte, ci è stato detto che gli autori del film e suoi promotori speravano di “convertire” i musulmani.

Nessuna spiegazione è molto convincente. Il video è così rozzo, così inetto, e così deliberatamente offensivo che è difficile credere che qualcuno avesse pensato di  convertire qualcuno a qualcosa.  E per quanto riguarda la prospettiva di “far fumare le cellule segrete islamiche” – se ci fossero queste cellule, sarebbe difficile credere che salterebbero fuori solo per un video di YouTube.

Per comprendere le vere motivazioni e gli obiettivi di chi ha creato questo film, è necessario dare uno sguardo a chi, finora, è stato identificato come autore e finanziatore.

La figura centrale in tutto questo sembra essere Nakoula Basseley Nakoula (3),  56 anni, immigrato egiziano: anche se Nakoula si è presentato in un’intervista con l’Associated Press come “Sam Bacile”,  venditore  immobiliare “israelo- americano ” e cristiano copto, (4) , membro di una minoranza perseguitata in Egitto – e  criminale condannato.

I media lo hanno descritto come figura centrale nella realizzazione di “Innocence” anche se lui nega e dice di essersi occupato solo di”logistica” (5) per il film.  Il ruolo di Nakoula sembra essere stato quello di un facilitatore – un fattorino – piuttosto che  di un “direttore creativo”, e in ogni caso non sembra certo il tipo che abbia avuto l’idea originale per il film. Dopo essere uscito di prigione, dove aveva scontato una condanna per frode bancaria (6) – appena un mese prima delle riprese, Nakoula non era certo in grado di dar vita a un tale progetto. È probabile che sia stato reclutato da qualcun altro, il vero mittente e forza trainante di “Innocence”, ma chi è questo qualcuno?

È stato rilasciato un permesso di riprese richiesto da“Media for Christ,” una organizzazione di un certo Joseph Nasrallah Abdelmasih (7). Il suo gruppo sponsorizza una programmazione cristiana in arabo, tra cui “The Way”, una società che ha presentato importanti personaggi

islamofobi come Pamela Geller e Robert Spencer. La collaborazione  Geller-Spencer risale al tempo delle proteste contro la moschea che doveva sorgere a New York nei pressi del”Ground Zero”. Il duo raggiunse una certa notorietà nazionale e Nasrallah fu uno dei relatori al loro raduno. L’idea di fare un film come“Innocence” apparve già a febbraio sul blog di Geller, in un post dal titolo “un film su Maometto: un’idea che ora di raccontare”.

In questo blog Ali Sina, ex-musulmano e membro del board di Geller e Spencer “Stop the Islamization of Nations” , chiedeva ai lettori di Geller di sostenere il progetto del film:

“Il film mostra incursioni, saccheggi, massacri, stupri, omicidi e altri crimini di Maometto. Un sottotitolo,  nell’angolo in basso a destra di ogni scena,  farà riferimento alla fonte della storia. Questo film è un documentario. Ove possibile, ho copiato il Corano, la vita e i racconti alla lettera. Si tratta di una storia avvincente. La verità su Maometto è più scioccante della fiction.

Il mondo non conosce l’Islam. Quello che si sa è una versione annacquata, piena di eufemismi che non ha basi [sic] nella realtà. La verità è che Maometto era capo di una setta, molto simile a Jim Jones, Shoko Asahara e Charles Manson. Ma lui è riuscito perché nel settimo secolo non c’era nessun potere centrale per fermarlo.

L’altra buona notizia è che mi è stato promesso un provvidenziale finanziamento sostanzioso. Ho sognato questo film per dieci anni. E’ stata questa la promessa che mi ha spinto all’azione. Mi sono estraniato da tutto per cinque mesi, ho letto tutto quello che potevo sul mio protagonista, ho selezionato gli episodi più salienti e ho scritto la sceneggiatura.
“Il seme ora è nella terra. Ora è il momento di annaffiarlo. Quello che mi serve è un produttore esecutivo esperto, qualcuno che condivida i miei valori, per realizzarlo con professionalità e zelo missionario. “Non sto pensando a un film che costi molto, ma considerata la materia, potrà diventare uno dei film più visti di sempre. (Ricordate le vignette danesi?) “

Non è detto che il film di cui si parlava a febbraio fosse lo stesso  Innocence, ma ciò che è importante è l’idea della provocazione, si parlava delle  “vignette danesi” proprio quando il film era in produzione.

Nasrallah adesso non nega la sua negazione , quando dice di essere stato ingannato – insieme con gli attori – da Nakoula che “non ha fatto il film che avevamo pensato che stesse facendo.”

Comunque ammette che Nakoula lo chiamò per affittare gli studios di Media for Christ, ci si deve solo chiedere: Ma Nasrallah non aveva capito che tipo di film stava girando il suo socio Nakoula ?

Il recente coinvolgimento di Nasrallah con il gruppo Geller-Spencer  ha coinciso con un periodo molto proficuo per la sua organizzazione: i proventi di Media in Christ’s sono recentemente saliti alle stelle (8), secondo i registri pubblici, con sovvenzioni per $200 mila dollari fino al 2009, che salgono a $633.516  nel 2010,  e $1.016.366 dollari nel 2011. Da dove venivano tutti quei soldi – “l’angelo della provvidenza” era Ali Sina “? Nakoula dice di aver finanziato il suo progetto di film con i soldi di “oltre 100 donatori ebrei.”

Quando Nakoula parlò con la Associated Press, si descrisse come un “israelo-americano” immobiliarista che lavorava fuori della California: ma fu subito smentito quando i giornalisti fecero presente che era un egiziano di fede copta e hanno anche scoperto che era un criminale condannato – non solo per un assegno a vuoto, ma anche per spaccio di droga (metanfetamina)(9). E ‘un improbabile eroe per i cristiani di destra che ne hanno fatto un martire, anche se presunti “libertari” come Matt Welch, provano a mettere Nakoula & Co.  allo stesso livello di Salman Rushdie, usando il metodo che qualsiasi convinzione deve lasciare dubbi .

L’idea che questi parassiti, che deliberatamente hanno deciso di fare un “film” per infiammare il mondo musulmano, li renda, agli occhi di qualcuno, degli eroi della “libertà di parola” è peggio di una sciocchezza: è la valorizzazione delle canaglie.

Noi non sappiamo ancora da dove siano arrivati i soldi, o la spinta per fare il film,  ma è chiaro che la forza trainante di  Innocence sia stato il desiderio di creare un incidente internazionale (10) che avrebbe dovuto portare discredito agli Stati Uniti  e potenziare gli islamisti radicali che odiano l’America e tutto ciò che essa rappresenta. E i promotori di questa immondizia li vogliono presentare come “patrioti”!

La libertà di parola non ha niente a che fare con questo problema: il Presidente ha chiesto a YouTube di riconsiderare (11) la visione del video, alla luce dei termini di servizio. YouTube ha rifiutato, tutto qui. Purtroppo, però, non è la fine di questo imbroglio, le cui conseguenze dovremo vivere per un lungo tempo a venire.

C’è una brutta ferita purulenta sotto la pelle dell’Occidente, e questa è la sua prima manifestazione – o forse e meglio dire sintomo? – Ce ne siamo accorti quando Andre Breivik (12) ha commesso il suo orrendo crimine, facendo un macello dei partecipanti ad un campo di giovani norvegesi del Partito Laburista. Anche lui ha voluto “fermare l’islamizzazione delle nazioni”, e nel suo manifesto online ha citato Geller, Spencer, e gli scritti del movimento che con le loro odiose farneticazioni hanno eccitato. L’English Defense League (13)  – una triste accozzaglia di skinhead, neo-nazisti, e teppisti – hooligans – che approva Geller, ha montato una campagna di intimidazione violenta contro i musulmani britannici, ispirando imitatori in diversi paesi europei. Questi gruppi sono nutriti dagli elementi più radicali del movimento sionista: Geller ed i suoi sostenitori affermano di  “difendere Israele”, l’  E.D.L. sventola regolarmente la bandiera di Israele ai suoi raduni di odio.

La difesa dello Stato ebraico è uno dei temi principali della rete islamofoba:  si usa come  scudo e pretesto per sviare le critiche. Un capo strategico di questa rete è l’ex Neo- sinistròrso e  ex  seguace delle Black Panther,  David Horowitz: il suo “David Horowitz Freedom Center” (ex Centro per lo Studio della Cultura Popolare), sponsorizza ” Jihad Watch “. La “Frontpage”  del sito di Spencer Horowitz  – zeppo di storie che condannano il “tradimento” di Israele da parte del governo americano e  racconta tutte le perfidie compiute dall’ Islam – ha recentemente ipotizzato che Innocence (14)  sia stato creato dagli stessi salafiti che adesso protestano. Dato che il video nasce dalla stesso ambiente bigotto esaltato dalla Frontpage che è in linea con  Gerusalemme, questa “teoria” non è solo ironica – è una vera oscenità morale.

Non è difficile immaginare da dove siano arrivati i soldi per creare questa provocazione mortale. In mezzo ai molti milioni in cui sguazzano i neocon (15)  in questo paese, non è certo inconcepibile pensare che un centinaio di migliaia di dollari o giù di lì abbia preso la strada per arrivare nelle mani di un criminale, condannato due volte,  e di quel dubbio personaggio di Nakoula, che è, ho il sospetto, solo un truffatore piuttosto che un ideologo ultra-sionista, come chi ha pagato il suo “lavoro”.
Ma in fondo, la differenza è del tutto trascurabile.

Justin Raimondo
Fonte: http://original.antiwar.com
Link: http://original.antiwar.com/justin/2012/09/18/the-pro-israel-network-behind-the-innocence-video/
20.09.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Note :

  1. http://www.haaretz.com/news/middle-east/u-s-suspends-aid-talks-with-egypt-over-anti-american-protests-report-says-1.465457
  2. http://www.sfgate.com/opinion/article/Opportunism-by-Salafist-extremists-3861095.php
  3. http://www.huffingtonpost.com/2012/09/15/feds-question-nakoula-basseley-nakoula-_n_1886492.html
  4. http://www.huffingtonpost.com/2012/09/17/nakoula-basseley-nakoula-federal-informant_n_1891661.html
  5. http://www.huffingtonpost.com/2012/09/12/nakoula-basseley-nakoula-anti-islam-film_n_1879195.html
  6. http://www.huffingtonpost.com/2012/09/17/nakoula-basseley-nakoula-federal-informant_n_1891661.html
  7. http://www.talk2action.org/story/2012/9/14/05433/1020/Front_Page/Media_for_Christ_Led_By_Anti_Muslim_Agitator_Joseph_Nasralla_Produced_Incendiary_Film
  8. http://www.talk2action.org/story/2012/9/14/05433/1020
  9. http://www.theblaze.com/stories/anti-muslim-filmmaker-behind-innocence-of-muslims-previously-charged-with-dealing-meth-fraud/
  10. http://www.voanews.com/content/muslims-in-bangkok-hold-peaceful-film-protest/1510100.html
  11. http://articles.latimes.com/2012/sep/13/business/la-fi-ct-youtube-accountability-20120914
  12. worldnews.nbcnews.com

  13. http://www.guardian.co.uk/uk/2012/sep/01/far-right-support-anders-breivik
  14. http://frontpagemag.com/2012/dgreenfield/were-sam-bacile-and-the-innocence-of-muslims-part-of-a-salafi-plot-all-along/
  15. http://mondoweiss.net/2010/09/meet-the-chernicks.html

Pubblicato da Bosque Primario

  • Ercole

    Penso che dietro questa farsa ci siano gruppi, fazioni ,e interessi per il potere ,delle varie frazioni della borghesia araba, esclusa dai giochi di potere .canalizzano il malessere ,la rabbia ,della disoccupazione ,delle masse proletarizzate dei paesi musulmani in nome di maometto per distrarli dalla lotta di classe ,il proletariato arabo,dovra ancora capire che la causa della loro condizione non dipende ne da israele ne dagli U.S.A.,MA CHE IL NEMICO E IN CASA PROPRIA,se questa rabbia fosse usata contro chi li sfrutta avrebbero risolto il problema .ma la storia ci insegna che senza teoria rivoluzionaria non ce partito rivoluzionario ,lo impareranno sulla propria pelle.

  • Tao

    Conversazione con Aldo Giannuli * a cura di Michele Marelli – Affari Italiani.

    Nella misteriosa vicenda che riguarda il film blasfemo sul Profeta Maometto, le cose che non tornano sono parecchie. La sensazione che si sia cercato di provocare una reazione a tutti i costi è forte…

    Camilleri definirebbe l’autore di questo film ‘mastro d’opra fina’. Come prodotto artistico è una schifezza irripetibile, ma come operazione di guerra psicologica è assolutamente impeccabile, da manuale direi.

    Stando alla versione ufficiale, dietro a questo film ci sarebbero unicamente tre copti di origine egiziana – Nakoula Basseley Nakoula, Nasrallah Abdelmasih e Morris Sadek. Le sembra un’ipotesi credibile?

    Non diciamo cazzate. Per com’è stata concepita e per la raffinatissima sensibilità psicologica dimostrata, si tratta quasi certamente di un’operazione da Servizi Segreti. Quei tre cretini dovrebbero innanzitutto spiegare dove hanno trovato i soldi per fare questo film; ma, in ogni caso, se io – insieme a dieci amici – trovassi dei soldi per girare un cortometraggio con l’obiettivo di prendere a pesci in faccia l’Islam, potrei pure metterlo su YouTube ma non è che automaticamente tutti se ne accorgerebbero. Se aspettassi il passaparola, forse in cinque anni… Se una cosa del genere scoppia in modo così repentino, significa che qualcuno, oltre ad averci messo dei soldi, ha organizzato alla perfezione il lancio del film via web proprio allo scopo di ottenere un’eco mediatica come quella che abbiamo visto.

    Pare che il film fosse in rete già dallo scorso giugno e che solo con la comparsa – circa due settimane fa – di una versione sottotitolata in arabo si sia giunti allo scoppio, decisamente repentino, di questa crisi. Strano, se si pensa che in Paesi come la Libia e lo Yemen l’alfabetizzazione si attesta intorno al 50%…

    Cerchiamo di capire, innanzitutto, chi ci guadagna. Non può non colpire la coincidenza fra questa crisi e l’avvicinarsi della possibile azione militare israeliana contro l’Iran. Diciamo che la ‘minestra’ era preparata da un po’. Se è vero che il film era stato caricato su YouTube già lo scorso giugno, probabilmente questa cosa era ‘in viaggio’ già dalla scorsa primavera, se non addirittura da prima. Qualche tempo tecnico per preparare questa porcheria ci sarà pure voluto…

    Tra l’altro pare che questo misterioso produttore, Nakoula, si sia recato in Egitto alla ricerca di fondi. Sarà un caso, ma la presenza dei Servizi Segreti israeliani in Egitto è un fatto assodato…

    Si può dire che lì stiano di casa… L’interesse è chiaramente di chi auspica una frattura fra il Mondo islamico e l’Occidente. È per questo che mi viene da pensare più agli israeliani che agli americani. Questi ultimi puntano, semmai, più a una rottura fra l’Iran e il Mondo arabo, giocando – con l’appoggio dell’Arabia Saudita – sul crinale sunniti-sciiti. Qui invece l’operazione ha mirato a spostare la spaccatura sulla contrapposizione Occidente-Islam: l’intento è inequivocabilmente quello di impedire un ponte col mondo islamico. Per quanto possa sembrare paradossale, gli israeliani sono più interessati a un Medio Oriente fondamentalista che non a un Medio Oriente che evolva verso forme di democrazia più o meno simili a quelle occidentali. In un Medio Oriente tendenzialmente filo-occidentale, democratizzato e secolarizzato, infatti, Israele perderebbe gran parte della sua ragione d’essere.

    Quando parla di un coinvolgimento israeliano in questa vicenda, a chi si riferisce?

    Parlare di Israele in toto sarebbe un errore. Ho in mente alcuni circoli di destra che, per esempio, non vogliono saperne di alcun processo di distensione coi palestinesi e che premono per un’operazione in Iran. Consideriamo poi un altro fatto: la destra israeliana non ama Obama. Non le sembra strano che questa crisi in Nordafrica e in Medio Oriente sia scoppiata a poco più di un mese dalle Presidenziali americane? Di colpo Obama si è trovato tra le mani, oltre a un Ambasciatore ucciso in un modo a dir poco atroce, una situazione delicatissima: se non reagisce trasmette un’immagine di debolezza, ma può forse reagire bombardando a cuor leggero le città di un Paese che lui stesso ha contribuito a liberare da una dittatura?

    Eppure, stando ai primi sondaggi, sembra che Romney non abbia guadagnato terreno su Obama in questa fase. Anzi, sembra che ci stia addirittura rimettendo…

    Romney ci sta rimettendo perché è un inetto. Però, obiettivamente, lo ‘scherzo’ a Obama non è stato carino…

    In questa operazione, secondo lei, quali altri attori potrebbero essere in gioco?

    Io non escluderei l’ipotesi di una ‘manina’ americana riconducibile a quei settori legati ai petrolieri. L’idea che abbiano dato una mano o che siano essi stessi i ‘committenti’ non è campata per aria. Non vedo, viceversa, la possibilità di coinvolgimenti di altri Servizi Segreti. Nessun Servizio europeo, in un momento di crisi come questo, si prenderebbe la briga di far scoppiare un simile caos. I cinesi? Che interesse vuole che abbiano… I russi? Quelli hanno già tanti problemi coi ceceni e la creazione del nemico americano è roba da URSS, non da Russia di Putin… Gli iraniani…?

    Trova così improbabile l’ipotesi di un coinvolgimento dei Servizi Segreti iraniani? In effetti, questa crisi sembra aver ricompattato l’opinione pubblica musulmana contro il comune nemico americano, indipendentemente dalle divisioni fra sunniti e sciiti…

    Sì, è vero. Ma un’operazione simile, a tre settimane da un possibile attacco israeliano in Iran, non avrebbe alcun senso. Il tempismo fa pensare agli israeliani, non agli iraniani.

    Ha in mente altre possibili ‘regie’?

    Si potrebbe anche pensare a un’operazione dei Fratelli Musulmani egiziani organizzata per mettere in crisi l’Esercito e per mobilitare le masse verso un fondamentalismo religioso lontano da uno sbocco di tipo democratico-occidentale. Ma è un’ipotesi poco probabile…

    La ‘pista egiziana’ non la convince?

    Non è una pista campata per aria, intendiamoci. Tuttavia, i Servizi Segreti egiziani – i cosiddetti Mukhabarat – sono roba seria e, a quanto ne so io, sono controllati dall’Esercito. Se i Fratelli Musulmani si fossero mossi in questo senso (e dubito che siano così ‘raffinati’), i Mukhabarat l’avrebbero scoperto e, a quel punto, l’obiettivo dell’operazione sarebbe stato chiarissimo. Il piano, le garantisco, non sarebbe andato in porto.

    Un gioco di sponda fra alcune frange dei Servizi Segreti americani e l’Intelligence israeliana legata alla destra, dunque?

    È sicuramente un’ipotesi molto più convincente.

    Quando parla di Servizi Segreti israeliani a chi allude?

    È sbagliato pensare necessariamente al Mossad. Esistono altri Servizi, come quello dell’Esercito, decisamente più ‘cattivelli’. A confronto, quelli del Mossad sono i ‘buoni’ (quant’è difficile usare quest’espressione…). È l’Esercito che in questa storia ha un interesse maggiore a mantenere una tensione permanente, in modo da restare un’istituzione intoccabile. Fino a quando permarrà una situazione d’emergenza, infatti, l’Esercito potrà fare ciò che vuole.

    Torniamo ai tre copti che avrebbero prodotto il film blasfemo su Maometto. È probabile che siano stati usati e che non abbiano la minima idea di chi siano in realtà le persone per cui stanno lavorando?

    Quando dico che il regista di questa operazione è ‘mastro d’opra fina’ penso anche alla scelta della ‘faccia’. Tra tutti i possibili ‘candidati’ chi si è deciso di usare per un’operazione di questo tipo? Tre copti. Così magari ci scappa pure un bel massacro dei cristiani in Egitto. Ulteriore motivo per poter dire: «Guardate i musulmani che carogne che sono»…

    Probabilmente si tratta di tre imbecilli reclutati per l’occasione. Qualcuno avrà detto loro: «Facciamo una cosa contro Maometto» e quelli ci sono cascati in pieno. Se si fosse voluto creare un caos simile in Turchia, a metterci la faccia sarebbero stati sicuramente tre armeni… Sotto questo punto di vista, ripeto, è stata un’operazione perfetta.

    Colpisce anche un altro fatto, tralasciato dai più. Si parla di rivolte in tutto il mondo islamico, eppure nella Penisola Arabica – ad eccezione dello Yemen – sembra che non stia succedendo niente. In Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Oman nessuno si muove in difesa del Profeta…?

    Questo ha colpito anche me. Tuttavia, l’Arabia Saudita è un Paese poco popoloso, molto più controllato anche per ciò che riguarda Internet e colpito solo in misura ridottissima dalla Primavera Araba, mentre Qatar ed Emirati sono Paesi ad alto reddito. In più, non dimentichiamo che in quella zona ci sono le basi americane… Diciamo che le condizioni e gli interessi per tenere sotto controllo la cosa ci sono. È la dimostrazione di un fatto: se non si crea un ‘ponte’, la notizia non passa. A colpirmi è anche un altro fatto: a muoversi maggiormente sono stati, guarda caso, i Paesi colpiti dalla Primavera. L’impressione è che si tratti proprio di un’operazione mirata

    Michele Marelli
    Fonte: www,affaritaliani.libero.it.
    Link: http://affaritaliani.libero.it/esteri/la-verit-choc-sul-film-blasfemo-girato200912.html?refresh_ce
    20.09.2012

    *Aldo Giannuli è ricercatore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano; consulente delle Procure di Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo, nonché della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Stragi (1994-2001); esperto di Servizi Segreti. Cura il blog http://www.aldogiannuli.it.

  • Fabriizio

    molto interessante

  • RicBo

    Tutti questi articoli dipingono un mondo in completa opposizione di interessi: da una parte i biekissimi usraeliani che perseguono la loro guerra razzista per il dominio imperialista del mondo, dall’altra un indistinto “mondo arabo” ignorante, sporco e manipolabile, pronto a bersi qualsiasi panzana e ad essere sopraffatto dall’imperialismo occidentale.
    Delle borghesie, delle caste militari, delle dittature arabe, alcune delle quali pesantemente colluse con i biekissimi usraeliani (come in questo caso del finto film anti-islamico) o con il mondo russo-asiatico ai fini del mantenimento del proprio potere non c’è quasi mai traccia, sarebbe come ammettere che il mondo è mille volte più complesso di quello disegnato in articoli come questo.
    Guardate Iran ed Israele ad esempio: per uno storico è chiaro che alimentano una falsa rivalità solo per mantenere un potere violento ed antidemocratico all’interno dei loro paesi. E’ una tattica che già usavano gli assiri: costruisci il nemico all’esterno per mantenere il potere all’interno. Ma no, per milioni di persone i kattivi sono gli Usa e la loro sterminata potenza imperialista.

  • consulfin

    non hai tutti i torti. ma devi pure ammettere che, avendo preteso il controllo mondiale in seguito alla “vittoria” della guerra, gli Stati Uniti devono pur accettare di prendersi la maggior parte delle responsabilità di ciò che accade nel mondo.

  • consulfin

    mi piace l’atteggiamento di youtube, anche se dubito (giusto un pochino) che avrebbero scelto la stessa linea se il film fosse stato ingiurioso per israele.
    detto questo, credo che si debba anche dire che, alla fine della fiera, tutto ciò è possibile a causa dell’esistenza di vaste masse incolte, facilmente fomentabili per motivi più che futili. Qui siamo al cospetto di gente che non ci pensa due volte a scendere in piazza e fare sfracelli per un video da niente (almeno stando a quanto si scrive: non l’ho visto e non intendo vederlo. Non voglio affatto fare il gioco di chi l’ha messo in circolazione) mentre rimane inerte di fronte a violazioni che la colpiscono negli interessi più diretti: tra loro potrebbe esserci chi, domani mattina, a causa delle condizioni disumane in cui è costretto a vivere, si imbarcherà su un gommone per venire in Sicilia proprio mentre un suo cugino o un suo vicino si produrrà in scaramucce in una piazza araba, dando di sè un’immagine a dir poco penosa, pestando, che sò, una bandiera in fiamme.
    e su cosa si basa tutto ciò? sull’inganno della religione!

  • decimalegione

    Prima di accusare di qualsiasi crimine un uomo, un governo, una istituzione religiosa o scientifica bisognerebbe però avere in mano delle prove, almeno dei documenti certi, punti saldi sui quali basare le proprie accuse che, ricordiamolo, sono gravissime.
    I teoremi dei complottisti invece sono opere incompiute: nessuna prova, nessuna evidenza documentata, solo supposizioni che trasformano qualsiasi evento in un piano alle spalle della popolazione inconsapevole. Non si tratta quindi di discutere dei problemi che realmente rendono difficile la nostra vita o minano la nostra tranquillità (l’inquinamento, la politica disonesta, la povertà, alla fine non sono “complotti”?) ma di eventi talmente enormi da poter cambiare la storia se fossero reali, ma che nel caso del complottismo non hanno nessuna prova della loro esistenza.
    Studiare il complottismo è un utile esercizio psicologico e proprio secondo alcuni psicologi (nonostante la presenza di pochi studi importanti sul problema) la personalità complottista è legata a disturbi di personalità ben precisi.

  • Tonguessy

    la personalità complottista è legata a disturbi di personalità ben precisi.

    parafrasando Bukowski: se gli psicologi hanno delle definizioni per i complottisti io ho delle ottime definizioni per gli psicologi. No problem.