La Resistenza tradita - note a margine del 25 aprile

La Resistenza tradita - note a margine del 25 aprile

Di Giovanni Amicarella

Vade retro costituzionalismi e altri feticismi imbecilli mal nascosti, mi riferisco proprio alla negazione della memoria storica che da qualche anno a questa parte sta assassinando lentamente, in uno stillicidio silenzioso, parte delle nostre radici.

Il significato del 25 aprile è passato in una sordina rumorosa: si fa già una campagna elettorale per il 2027, si polarizza già fra un centrodestra che riscopre Bella Ciao, un destracentro che festeggia esclusivamente San Marco e un centrosinistra che prova a cavalcare le manifestazioni popolari.

Qualche corteo, qualche commemorazione, qualche spicchio festaiolo nel grigio cittadino, ma per la maggior parte degli italiani quasi una giornata come le altre, con qualche locale in ferie e i musei gratuiti in alcune città.

A me rattrista, e non sono un sentimentale, vedere tanto menefreghismo per la nostra storia. Vade retro costituzionalismi e altri feticismi imbecilli mal nascosti, mi riferisco proprio alla negazione della memoria storica che da qualche anno a questa parte sta assassinando lentamente, in uno stillicidio silenzioso, parte delle nostre radici. Perché, che lo si voglia o no, la seconda guerra mondiale ha dato origine al mondo in cui ci troviamo oggi: confini, contraddizioni, geopolitica. Il laboratorio politico degli anni '20-'30 dello scorso secolo tutt'ora influenza la nostra vita, nonostante tromboni alterni parlino di superamento e di seguire "qualcosa di più alto", senza però riuscire mai a dare risposte concrete ai problemi attuali.

La nostalgia e la voglia di superamento permeano la società italiana a tal punto che il nostro lessico politico è cristallizzato, basta pensare questo per capire che significato possa avere quella tragedia storica durata anni.

Una nuova bestia rara è emersa prepotentemente nella bolla: i giustificazionisti. Vale a dire coloro che nelle loro pappardelle soporifere riciclate e ri-riciclate sulla Resistenza, che quasi fanno un favore agli avversari, entrano nel merito della "virtuosa" conduzione della guerra da parte degli Alleati: stupri, sevizie, stermini, bombardamenti e mitragliamenti su obiettivi civili, approfittarsi del momento per spingere donne (e bambine) nella prostituzione, ecc. diventano conseguenze di nostre scelte, o come la pongono loro, "essercela cercata". Una comoda soluzione di coscienza per provare meno disgusto allo specchio sapendo di appoggiare oggi la stessa creatura unipolare che ha reiterato quello fatto al popolo italiano su decine di altri popoli, negli stessi modi, con la stessa ferocia.

Anche allora portavano la democrazia, facendo a gara coi le truppe di occupazione naziste a livello di disumanità, solo che sembriamo averlo dimenticato. Oppure abbiamo voluto farlo? Non nasce proprio da questo la retorica secondo cui tutti quegli orrori sono responsabilità indiretta del regime già sconfitto? Comodo, sicuramente. Tutto finito, è stata colpa di quelli che abbiamo processato, anche di quello fatto da gente che ci combatteva contro. Ci rode che quei violentatori siano tornati in patria, abbiano ricevuto tutti gli onori e gli allori possibili ed immaginabili, siano morti di vecchiaia, eppure abbiamo scelto il silenzio, abbiamo preso i soldi per la ricostruzione. Abbiamo venduto l'anima. Ad alcuni settori della Resistenza la cosa è andata bene, e questo penso sia il tassello fondamentale della grande amnesia del dopoguerra: gli ambienti vicini agli Alleati per ideologia e attitudine si sono impegnati fin da subito per fare argine ai socialisti, in maniera che il paese potesse già conformarsi ad una certa linea e non sviare da essa.

L'istillare paura del costante ritorno del fascismo o del consolidamento del movimento comunista ha permesso agli stessi moderati che già avevano chiuso un occhio di chiudere anche l'altro. "Questo non è il paese che volevano i nostri nonni" è una frase che da qualche anno ho sentito dire spesso, non corrisponde però al vero: qualcuno di noi ha nonni che l'hanno attivamente voluta questa strada abbassando la testa, altrimenti non saremmo in questa situazione. C'erano partigiani che hanno lottato per un'Italia libera e non più subordinata ai tedeschi, c'è chi invece, alla fine, non si è dispiaciuto più di tanto ad accettare il nuovo ordine da sottomesso.

Parliamone, sì, di Resistenza tradita, ma facciamolo senza peli sulla lingua, perché non è solo dibattito storico: sono fondamenta che continuano ad avere conseguenze. Basti vedere chi, applicando gli stessi distinguo, si dice antisionista ma svilisce la Resistenza palestinese sulla base di falsità, si dice contro il nazismo ma si strugge per Azov, si dice contro l'imperialismo ma ha festeggiato per i bombardamenti su scuole e ospedali in Iran. Qualcuno è degno nipote degli stessi nonni.

Di Giovanni Amicarella

26.04.2026

Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (26)

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    1. uomospeciale 26 aprile 2026

      E' la festa della liberazione dal nemico più odiato dagli italiani :

      - IL LAVORO -

      Per il resto:

    1. A.P. 26 aprile 2026

      Sarò lungo e pedante, ma sicuramente non conforme al pensiero unico.

      Non si riesce ad uscire dalla logica della resistenza pro o contro perché non si inquadra il fenomeno delle 2 guerre mondiali avvenute nel prossimo novecento. Cosa è stata la resistenza all'antifascsimo? un fenonemo politico militare conseguente alla dinamica di non esaurimento del conflitto tra la borghesia capitalistica di inzio novecento e il proletariato in lotta: sostanzialmente la resitenza non è stato altro che un riflesso della lotta di classe; il bagno di sangue della prima guerra mondiale si è risolto con la vittoria della borghesia capitalistica a trazione nazionalistica, tranne che nella nascente Unione Sovietica. In Italia e successivamente in Germania fiorirono, se così si può dire, due fenomeni di diversa natura ma complementari come il fascismo e il nazismo, entrambe trainate da ideologie espansioniste e embrionalmente anticapitalistiche. Purtroppo però, queste due ideologie dovettero, per non soccombere miseramente, lasciarsi contaminare della borghesia agraria in Italia e industriale in Germania e favorire così l'ascesa di queste classi borghesi in un compiuto imperialismo. Gli americani avevano avuto un disastrosa crisi finanziaria e si erano messi sulla strada di un embrionale socialismo per risollevare le sorti della loro economia e l'Unione Sovietica si consolidava come il primo paese al mondo con una economia decisamente socialista. Questo equilibrio precario non poteva durare per diversi motivi: l'imperialismo nazionalista nipponico con mire di conquista della Cina e di tutto l'estremo oriente, l'imperialismo nazi-fascista per il dominio dell'europa e dunque con la conquista di Gran Bretagna e Francia, gli Stati Uniti da sempre imperialisti ma sulla via di una riconsiderazione di una economia in favore delle classi meno abbienti. In sintesi: la lotta di classe doveva essere spezzata di nuovo come lo era stato per l'innesco della prima guerra mondiale. La Germania diede fuoco alle polveri e il mondo per ben 6 anni fu devastato da una guerra totale. Oggi dividersi tra pro-resistenti e anti-resistenti è un giochetto da scuola elementare che non fa capire niente e che sostanzialmente si ferma alla superficie degli eventi. Bisogna dirla tutta altrimenti si equivoca: la resistenza è stata una forma di lotta di classe anche da parte della borghesia antifascista, anche perché non è scritto da nessuna parte che la borghesia non faccia lotta di classe aprioristicamente: la fa perché comprende che la dialettica borghesia proletariato è il freno all'espansione incontrollata del capitalismo finanziario internazionale.
      Il fascismo e il nazismo pure cercarono di opporsi al capitalismo finanziario internazionale, ma lo fecero in modo rozzo e barbaro suscitando nei popoli un sentimento nazionalistico totalmente adialettico e come abbiamo rilevato scientificamente ogni condizione adialettica porta inevitabilmente alla violenza, alla "Hybris" avrebbero detto gli antichi quanto mai saggi greci.
      Quindi, inquadrare la resistenza secondo ideologismi di parti contrapposte, fascismo antifascismo, non farà mai capire niente, inquadrare la resistenza come di lotta di classe con radici che partono dall'innesco della grande guerra 14/18 potrebbe dare nuovi spunti alla comprensione del tutto non ideologica, ma certamente storico-filosofica della vicenda.

      ps.
      avvertenza: chi considerasse la lotta di classe una invenzione di Marx catalogandola come ideologica è evidente che non ha capito nulla della dinamica complessiva storico-filosofica e certamente gli fa comodo la posizione dicotomica sx-dx dx-sx per opportunità meramente ideologiche.

    2. omega 26 aprile 2026

      Lei non è stato conforme al pensiero unico ma piuttosto contraddittorio e incompleto.
      Dopo la crisi del 1929, i primi a reagire furono l'Italia fascista, i Paesi Scandinavi e la Germania nazista, che inventarono il Welfare.
      Roosvelt a seguire.

    1. pippo123 26 aprile 2026

      Per S.Johnson il patriottismo era l'ultimo rifugio dei mascalzoni, l'antifascismo lo è per molte canaglie

    1. Dario Lampa 26 aprile 2026

      Repetita iuvant (quam quam continuata secam): tutti i governi sono la proiezione dell' inconscio (e dell' ignoranza) dei popoli che governano.
      Affinché gli ideali di fraternità, di uguaglianza e di libertà (ma non liberismo o libertinaggio) si concretizzino tra i popoli e prevalganoa sugli " arcaici istinti" di auto annichilimento bisogna educare la gente a farla uscire dall'ignoranza ("indotta" o no) altrimenti qualsiasi tentativo di "rivoluzione, di cambiamento positivo di una società fallirebbe miseramente.

    2. ric 26 aprile 2026

      allora rassegniamoci....

      l '" ignoranza degli itaglioti , fra 300 anni sara' ancora l' ingrediente principale che lo rende schiavo Incapaci di capire che C. destra e C. sinistra sono la stessa cosa , ubbidienti entrambi allo stesso disegno .

    1. PietroGE 26 aprile 2026

      Da il passato che non passa al passato che non deve passare. Un passato inventato come le cause della WWII o i 'mali assoluti' per giustificare il presente, un presente di sudditanza e servitù militare economica e culturale. Menefreghismo? Diciamo piuttosto strumentalizzazione a fini di potere spicciolo della storia, anche quando si arriva al ridicolo dei 'partigiani' per associazione politica e magari alla protesta contro gli (ormai ex) alleati per non essere stati riconosciuti anche noi come vincitori della WWII. Cè stata la Resistenza? Abbiamo appeso a testa in giù il tiranno? E allora perché non siamo stati invitati al tavolo dei vincitori? Il 25 Aprile l'Italia festeggia una 'vittoria' non riconosciuta con tanto di inno musicale. E, nella sfilata non può mancare la brigata ebraica che festeggia la nascita del Paese sionista e il potere della lobby in America che ha spinto per la guerra mondiale e il genocidio di Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania del tempo presente. La sudditanza si vede da come viene accettata la sub cultura del vincitore : il multiculturalismo, il Paese come terra di nessuno aperta all'invasione di popoli stranieri, la costituzione ridotta a pezzo di carta. Francamente, il 25 Aprile non c'è niente da festeggiare.

    2. ric 26 aprile 2026

      Se da vittoriosi nella prima G guerra a Versailles l' itaglia e' stata beffata , cosa ci aspettiamo dalla sconfitta nella seconda ? ..

      Globalisti e sovranisti alla conferenza di pace di Versailles (e l’Italia isolata)

      Serva degli inglesi ha ricevuto la giusta ricompensa ricevendo la meta' di quanto sarebbe stato concesso dagli AUSTRIACI in caso di neutralita'. Esattamente come succedera' per il per il becero lecchinaggio verso l' ucraina

    3. omega 26 aprile 2026

      In effetti la Monarchia con i Grandi del 25 luglio e con i Badoglio, rovesciando le alleanze, ottenne un trattamento meno duro di Germania e Giappone.

    4. omega 26 aprile 2026

      Ha ricevuto quello che aveva già preso da sola dopo lo sfondamento di Vittorio Veneto.
      Nulla di più e anzi qualcosa di meno, e comunque quello che politicamente meritava dopo aver rovesciato le alleanze, tradendo i tedeschi.

    5. oriundo2006 26 aprile 2026

      Solo perchè il re, da gran massone affiliato alle logge inglesi, aveva le prove. Per le quali venne ammazzato Mussolini. Per le quali esiste un sito segreto in UK che le tiene ben nascoste persino ai maggiordomi del potere ufficiale.
      Eccetera eccetera.
      E non ultimo il ruolo della chiesa cattolica, che favorì prima l' 'uomo della provvidenza' e poi la sua eliminazione dopo il famoso incontro tra Schuster e il Duce a Milano: e ne ebbe il 'boccon del preve' per cinquant'anni.
      Quante immense tragedie per tutti questi popoli, italiano, tedesco, giapponese ed anche russo e tanti altri, solo per realizzare il dominio anglosionista sul mondo intero.
      Quello di oggi: perchè sono loro ad essere i vincitori, gli 'egemoni' eccezionalisti: e la Russia proprio perciò non viene neppure citata. Non conta nulla.
      Chi celebra politicamente il 25 Aprile è correo della situazione attuale. Rinnovati genocidi compresi. Rinnovate stragi insensate comprese. Rinnovati eccezionalismi compresi.
      Il passato ha generato il presente. Non altro. Niente di più e niente di meno.
      E se nel passato c'era il potere militare dei 'liberatori', con il 'contorno' dei 'resistenti' a guerra persa, oggi è ancora così.
      La cosa stranissima è che leggendo in giro le responsabilità attuali dei sionisti e degli anglosassoni sugli eccidi infami e sulle aggressioni a paesi inermi o fortunatamente in condizioni di resistere a mano armata, vengono qualificate come 'nazi(fasci)ste'.
      Perchè mai ?
      Pare inconcepibile ai più dire la verità senza affibiarla al tribunale del passato.
      E sopratutto per affibbiliarla ai perdenti.
      Un 'vae victis' ingiusto e disumano, un accanimento verso regimi e sopratutto popoli interi costretti a prendere le armi per reagire all' ingiustizia storica di Versailles e lo statuto coloniale del mondo di allora, che non lasciava alcuna possibilità a popoli considerati 'inferiori'. Neppure la dignità.
      La Germania forse no, ma se i jap erano 'musi gialli' e basta, l' Italia era considerata con disprezzo dagli anglosassoni, degradata a Paese di 'latinos' ridicoli e straccioni.
      Oggi nei fatti è ancora così.

    6. omega 26 aprile 2026

      Non so di quali prove parli.
      Quelle che aveva Matteotti?

    7. oriundo2006 27 aprile 2026

      Le prove di aver concordato con Churchill le mosse italiane: venendone poi traditi e fatti a pezzi quando non più servibili: a lavoro fatto.
      Le prove di aver sempre tenuto un filo segretissimo tra le due monarchie, quella inglese e quella italiana, sino a portare la seconda i suoi averi alla Banca d' Inghilterra mentre la RAF radeva al suolo le città italiane. Le prove della diplomazia segreta UK attraverso le logge italiane affiliate alla casa madre inglese, i cui uomini sedevano nel Gran Consiglio del Fascismo coordinandone le decisioni. Alla fine l' Inghilterra diede il benservito alla monarchia italiana solo perchè se fosse rimasta sul trono sarebbe stato un pericolo per la verità sulla II GM: prima o poi tutto sarebbe saltato fuori. Invece nei caveau del 'Miglio' come altrove le carte stanno ancora lì.

    8. omega 27 aprile 2026

      E perchè il Re non le tirò fuori nemmeno dopo il 1947, a pace fatta?
      Aveva ottenuto qualcosa?
      E nessun altro lo sapeva o aveva le carte per tirarle fuori, a parte Mussolini?

    9. ric 27 aprile 2026

      nessuno gli avrebbe creduto..

    1. ric 26 aprile 2026

      ma che bravi sti Yankees: hanno liberato noi da Tedeschi , il Vietnam da Pol Pot , la LIBIA da Gheddafi , Cuba dal CHE GUEVARA, il Cile da Allende , il Venezuela da Maduro ecc...
      Attualmente stanno liberando l' IRAN , questo meraviglioso popolo dalla sua storia, , contribuiscono a liberale la Palestina dai Palestinesi con l' aiuto degli itaglioti ....

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      festeggio anch' io !

      https://thumbs.dreamstime.com/z/incroci-bianchi-cimitero-americano-omaha-beach-normandia-franco-84224794.jpg

    1. ric 26 aprile 2026

      festeggio anche io .....

      Cimitero Militare Americano di Saint James

      https://thumbs.dreamstime.com/z/incroci-bianchi-cimitero-americano-omaha-beach-normandia-franco-84224794.jpg

    2. maghi 26 aprile 2026

      ebbero meno morti, che di noi, nella WWII.

    3. omega 26 aprile 2026

      Perchè bombardavano indiscriminatamente e avevano una potenza di fuoco spaventosa.
      Ma soprattutto perchè usavano svariati ascari (come anche i nostri partigiani) come carne da cannone, addossando nel contempo alla Russia il peso maggiore della guerra.

    4. maghi 26 aprile 2026

      già allora usavano il divide et impera. E pensare che i primi a mettere in atto questa strategia di dominio in modo sistematico sono stati i nostri progenitori. Chi non impara nulla dalla storia, non ha un futuro.

    5. ric 27 aprile 2026

      purtroppo...

    1. clausneghe 26 aprile 2026

      Lo sbaglio dei partigiani è stato ascoltare i moderati che non volevano chiudere i conti con i collaboratori dei nazifascisti che erano tantissimi.
      Avrebbero dovuto applicare la regola del "guai ai vinti" e sterminarli tutti, oggi non avremmo in giro gente come la Poponi o la Ruzla o bestie similari.

    2. maghi 26 aprile 2026

      insomma vuoi che l'Italia facesse la fine della Grecia, dove i partigiani dopo aver combattuto contro i nazisti, combatterono contro gli alleati, perchè dopo un padrone non ne volevano un altro. Peccato per loro, che la Grecia fosse stata assegnata a Yalta, alla Gran Bretagna, che la cedette subito agli USA per non finire sconfitta. Poi si è visto cos'è successo alla Grecia: colonnelli, dittatura, default, ecc.I popoli non fanno la storia e solo ora dopo 80 anni dalla fine della WWII si comincia a intravedere un cambiamento geopolitico. Mi chiedo? Ma sarà vero questo cambiamento? Chi sono i nuovi attori? Sono sempre gli stessi, i vincitori della WWII, ossia USA, Russia e Cina. Non ci metto gli imperi francese e inglese, che non esistono più da quando si sono svuotati per vincere Hitler e in fondo favorire gli interessi geopolitici del trio USA, Russia e Cina. Basta che si mettano d'accordo loro e noi servetti ci dobbiamo accodare. Ho visto i dati dei consumi petroliferi di marzo e, nonostate i forti aumenti, non c'è stata riduzione significativa. Quindi esiste un'unica possibilità per la loro riduzione: razionamenti. Il fatto che Hormuz continui a essere chiuso, mi fa pensare di essere in quella traiettoria.E' proprio il caso di dire: "Festeggiate, servi", (finchè lo permetteremo noi, i padroni).

    3. omega 26 aprile 2026

      Non avrebbe funzionato.
      I comunisti lo hanno fatto sistematicamente nell'Est Europa e alla lunga non ha funzionato nemmeno lì.
      Ma soprattutto non lo hanno permesso i "liberatori" Anglo-USA e anche un certo Togliatti, che di quelli ne ha reclutato tantissimi, tra i quali un certo Camilleri e anche un certo Giorgio diventato anni dopo capo dello stato.

    4. pippo123 26 aprile 2026

      E chi erano i puri che dovevano epurare?

    5. makarov 26 aprile 2026

      Concordo. L'errore più grande è stato quello di non finire il lavoro.

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