LA REPLICA DI MARCO TRAVAGLIO A PAOLO BARNARD

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Mail di Paolo Barnard al sito:

Come talvolta accade nella vita, la verità si offre da sé. Mi è arrivata la più cristallina conferma che quanto vado dicendo di certi nuovi ‘paladini’ di questa povera Italia è vero. Essi necessitano adulazione, ma una volta sottoposti a critica reagiscono esattamente come i personaggi del Sistema-Potere, quelli cioè che proprio loro così alacremente contestano.



Marco Travaglio non mi ha ovviamente risposto, ma ha replicato a un cittadino che gli chiedeva del caso Censura Legale e di cosa pensasse della mia ‘Lettera aperta’ a lui destinata. Ora leggete: To: "travaglio" marco.travaglio@****

Cc :

Date : Wed, 30 Apr 2008 10:23:20 +0200

Subject : Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard



Caro Travaglio

La leggo e la seguo in tutti i modi possibili per la chiarezza di esposizione e per la mancanza di peli sulla lingua. Ricevo però da Barnard l'allegata (Lettera aperta, nda) e sarei anch'io felice se assieme

allo staff di "Anno Zero", avesse il coraggio, fin quì negato, di trattare la questione Gabanelli/Barnard. Ho piu' volte scritto alla redazione della trasmissione senza avere riscontro (siamo in un regime democratico o piu' o meno tutti hanno imparato dal Caimano?). Non mi deluda e dipani questa intricata matassa che doverosamente gli uomini liberi e giusti, come io La intendo, dovrebbero sentire il dovere forte di fare. Con stima Le invio i piu' cordiali saluti.

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Sent: Thursday, May 01, 2008 2:18 PM

Subject: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard



SONO TUTTE BALLE.

SALVE

MT

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To: marco.travaglio@****

Cc :

Date : Thu, 1 May 2008 15:24:50 +0200

Subject : Re: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard



Grazie per il riscontro ma non per la frettolosa risposta. In certi casi anche la forma richiede di essere onorata e la sostanza giustificata. Cordialmente

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From:
Sent: Thursday, May 01, 2008 3:31 PM

Subject: Re: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard



è che non ho tempo da perdere dietro ai delirii di uno squinternato che mi diffama su internet senza avermi mai visto nè coniosciuto con processi alle intenzioni. ciao m,t

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"Sono tutte balle". Ho fornito le prove nero su bianco in atti giudiziari pubblici della collusione di Milena Gabanelli con la RAI in Censura Legale. Inoltre io e il gruppo di cittadini censurati da Report e da Beppe Grillo abbiamo fornito le prove nero su bianco di quella censura. A montagne. Abbiamo lanciato un allarme perché quei fatti, incontestabili, colpiscono al cuore la libera informazione italiana, e proprio per mano di coloro che si autoproclamano i suoi ultimi bastioni. Ho scritto che “il giorno in cui dovessimo scoprire che ‘Il nemico marcia alla nostra testa’, quello sarebbe il giorno più tragico per le speranze della società civile italiana”.

Marco Travaglio, attento esaminatore di documenti, non ha letto nulla e non si è documentato su nulla in questo caso, e spara sentenze esattamente come faceva Berlusconi quando gli contestavano i suoi misfatti prove alla mano: “Tutte balle”. Questa è ignoranza e tracotanza, Travaglio come Berlusconi, come Ferrara o Feltri. Vedete quanto poco ci vuole a replicare il Sistema?

“I delirii di uno squinternato”. Sono giornalista da quando Travaglio era al liceo. Ho co-fondato Report e ho lavorato in RAI per 14 anni partendo da Samarcanda, poi Report per arrivare a RAI Educational; sono scrittore e saggista pubblicato da alcune delle maggiori testate italiane; sono ideatore e membro di una Consulta presso il Ministero della Salute.

Giovanni Minoli ha detto pubblicamente di me: “Su un giornale e anche su un blog, leggevo di una polemica di un socio fondatore di Report, Paolo Barnard, che è stato sicuramente uno che a Report ha dato tantissimo, che ha fatto la maggior parte delle inchieste di grande successo dei primi anni di Report e anche successivamente. E lui era severo, severo con Milena . Però mi colpiva che un uomo etico come Barnard, una persona che dedica molto del suo tempo, della sua vita, ad assistere i malati terminali, quindi un uomo e una persona che ha un impegno sociale e civile di primissimo ordine, chiedeva conto a Milena del perché è stato abbandonato”.

L’ex magistrato di Mani Pulite Gherardo Colombo mi ha definito per iscritto “una persona molto stimata nella società civile”.

Giuliano Amato mi ha telefonato per commentare così il mio ‘Per un Mondo Migliore’: “Lei ha finalmente detto ciò che lo fa accadere (il cambiamento, nda). L’ho citata e la citerò”.

Alex Zanotelli ha scritto di me “Ho sempre ammirato il lavoro giornalistico di Paolo Barnard. Penso che le sue puntate su Report siano le più belle del giornalismo italiano”.

Ma soprattutto migliaia di cittadini mi hanno scritto per esprimermi la loro gratitudine e il loro apprezzamento.


Io ho posto a Marco Travaglio una questione che va al cuore dell’etica del nostro mestiere: il rapporto fra fama/potere e libertà di espressione. Lui non mi risponde e mi insulta volgarmente per interposta persona con, di nuovo, una tracotanza impressionante. L’impasto di ignoranza del tema trattato e di arroganza volgare sono in Marco Travaglio, qui, la replica esatta di come hanno sempre reagito i peggiori personaggi del Sistema Potere a chi li criticava o a chi ne esponeva le ipocrisie.


“I processi alle intenzioni”. Sabina Guzzanti ha replicato così alla lettura della mia Lettera aperta a Marco Travaglio: “Tu dici che Marco starà in tv 20 anni? Che si corromperà? Può darsi, ma è un pò prematuro darlo per certo non ti pare? Tua Sabina”.

Le ho risposto: “Marco si è già corrotto. Come fa a stare nel salotto di uno che ha fatto scempio del mandato elettorale di tanti italiani per scendere da Strasburgo (dove ha soggiornato a spese dei cittadini) a riprendersi il suo ‘giocattolo’ preferito? Cos’è un mandato elettorale? Un parcheggio temporaneo? Una cura ricostituente? E costui, cioè Santoro, oggi sta in TV a bacchettare il malcostume della politica (sic). Può Marco dire quanto sopra in faccia a Santoro in diretta ad Anno Zero? Eppure è un fatto, conclamato. Può? Lo ha fatto?

Può Travaglio dire che la sua casa editrice Chiarelettere è diventata il fans club di un magistrato e della magistratura con tanto di striscione e motto sul sito (caso unico in occidente), facendo così a pezzi il più sacro dei principi dei checks and balances nel giornalismo? Può? Lo ha fatto?”.



E aggiungo qui: può Travaglio spiegarci cosa ci sta facendo in prima serata TV dopo aver perentoriamente dichiarato nel 2006 quanto segue:

“In televisione è vietato tutto ciò che è libero, indipendente e autonomo. Perché? Perché non si sa mai cosa può dire uno libero, che non risponde, non si sa mai cosa potrebbe fare, non si sa mai cosa potrebbe raccontare... Se uno è asservito è controllabile, si conoscono le dimensioni del suo guinzaglio, e si sa anche chi lo tiene in mano il guinzaglio. Chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha.

Si tratta a volte di scoprirlo, per quelli più furbi, che lo nascondono meglio, per altri si tratta di capire quanto è lungo, ma non c’è dubbio che chiunque lavori in televisione nei posti chiave, che si occupano di informazione, di attualità, o che si occupano disettori limitrofi, il guinzaglio c’è e lo tiene in mano qualcuno. Poi ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio e pure è bravo (sic, nda), non è mica escluso, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile , ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”?



Quanto sopra, dovrebbe in un pubblico sano destare una profondissima preoccupazione e molte domande.



Nel mio Considerazioni sul V-day (http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm) e nelle mie interviste su Arcoiris TV ho lanciato appelli alla società civile organizzata, cioè all’ultimo residuo di speranza dell’Italia di emergere dal buio. Potete leggerli e ascoltarli, ma ripeto qui alcuni punti fondamentali.


Primo. Non esistono spiriti liberi nel circo delle Star e della fama. La fama dà potere e, una volta acquisito, il suo mantenimento diviene prioritario rispetto alla libertà d’espressione (come dimostrato sopra). Inoltre il potere e la fama inducono spesso a comportamenti meschini. Nell’estate del 2006, per fare un esempio, Beppe Grillo negava al cineamatore Pietro Campoli il permesso di diffondere su Arcoiris Tv le immagini del suo intervento alla marcia di Quarrata “perché non ricordo ciò che ho detto e non posso più sostenere le cause che mi arrivano” (sic). Grillo denuncia un reddito di 4,2 milioni di euro all’anno. Arcoiris vive di contributi volontari.



Secondo. Il lavoro di Travaglio e soci nella ‘Industria della Denuncia e della Indignazione’ che hanno fondato è inutile. Inutile perché 16 anni dopo Mani Pulite, e dopo 16 anni di denunce e di indignazione sfornati a ritmo ossessivo, con decine di libri fotocopia, l’Italia è messa peggio di prima. E sapete chi lo ha scritto questo? Marco Travaglio nel suo libro ‘Mani Sporche’. E qui sta l’ironia: Travaglio ha scritto di suo pugno che quello che fa non serve a un accidenti. Ma non se nè accorto. L’‘Industria della Denuncia e della Indignazione’ ha fallito interamente i suoi scopi, e naturalmente i suoi ‘industriali’ sono ben lontanti da qualsiasi autocritica su questa evidenza. E ben lontani dal pensare di fare altro.



Terzo, lavoro di Travaglio e soci è anche dannoso. Dannoso perché i Travaglio, Grillo, Stella e co., con gli attacchi ossessivi alla Casta, stanno fornendo agli italiani un alibi colossale per fuggire dall’unica verità che sarebbe utile all’Italia: e cioè che la Casta siamo noi, tutti noi, noi mafiosi, parrocchiali, omertosi, e ladri di 270 miliardi di euro di sola IVA, confronto ai quali il mantenimento della Casta politica, la mafiosità di un pugno di amministratori, l’omertà dei furbetti italici sono ben poca cosa. Va riportato il cittadino al centro, al centro delle sue responsabilità per il Paese che ogni giorno crea con le sue azioni, e gli va detto che Berlusconi, Mangano, Consorte, Pio Pompa, Bossi e gli altri sono solo la proiezione sul muro della sua ombra. Null’altro.



Ma dannoso soprattutto perché questi nuovi Personaggi/eroi della nuova Italia hanno finito per replicare lo Star system del sistema commercial-mediatico. Sono oggi vere celebrità. Ponendosi come tali, inevitabilmente trasmettono alle persone la sensazione di sapere sempre più di loro, di contare più, di avere più carisma, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità le persone gli attribuiscono, meno ne attribuiscono a se stessi. Il paragone inevitabile fra la (generalmente fragile) autostima della gente comune e l’immagine di ‘grandezza’ dei Personaggi, fra il limitato potere della gente e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullare tantissimi. E infatti in assenza dei Personaggi, la maggioranza dei loro seguaci non osa più esporsi, anzi, scompare. Ecco perché le migliaia che si riversano nelle piazze ogni anno sembrano regolarmente sparire nel nulla all’indomani.

I Travaglio, Grillo e soci dovrebbero rimpicciolisi, sgonfiare la loro ipertrofica presenza e aiutare invece i cittadini a ingrandirsi, a divenire infatti i Personaggi di se stessi, i Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stessi, a ‘scrivere’ cioè il ‘libro’ della propria denuncia dei fatti, a fare loro personale Tg, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno, chiunque esso/a sia, qualunque sia la sua fama, provenienza, carisma o potere. Insomma, a scintillare non dovrebero essere i Grillo e i Travaglio, ma ogni singola persona comune, per sé, in sé.

Solo il percorso sopraccitato avrebbe garantito la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, protagonisti. Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia.


Sono queste le riflessioni che da due anni pongo a Marco Travaglio e ai suoi colleghi ‘paladini’. Le risposte non sono mai venute. Da loro ho unicamente censure, insulti, disprezzo.



Ma il punto è ben altro. Il punto siete voi che leggete. Le domande che non vi fate. L’affettività del tutto irrazionale con cui difendete questo triste stato di cose e i suoi ‘eroi’. Dopotutto le evidenze di quanto poco distanti siano alcuni di questi ‘paladini’ dai modi del Sistema-Potere che vorrebbero abbattere sono davanti ai vostri occhi. Perché non fate qualcosa per voi stessi? Perché non aprite gli occhi e non vi mettete voi sui palchi da centomila, dietro ai tavoli coi microfoni, al centro del mondo delle idee per cambiare?



Paolo Barnard

2.05.08

Commenti (39)

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    1. Siculo 2 maggio 2008

      Signor lino-rossi io conosco le tesi del prog Auriti...
      mi sembrano invece molto sensante, soprattutto il suo esperimento SIMEC...
      Non so se lo conosce pure lei, cmq le rimando qualche link
      http://it.wikipedia.org/wiki/SIMEC
      http://www.maza.it/simec/home.htm
      http://www.laleva.cc/economia/intervista_auriti.html
      http://sovranitamonetaria.org/home/
      le comunico pure che è online il libro di auriti "il paese dell'utopia", dove parte proprio dalle tesi di Erza Poud
      http://www.signoraggio.com/auriti/ilpaesedellutopia_auriti.pdf
      Grazie per l'attenzione, un saluto

    1. NerOscuro 2 maggio 2008

      Sono portato umanamente a comprendere Barnard in questa lettera che sembra molto uno sfogo, però credo come hanno detto altri utenti stia esagerando.
      Un altra esagerazione è contenuta alla fine ed è quella di esortare non tanto alla partecipazione, ma ad un vero e proprio "risveglio di coscienza" totale. Mi spiace, il mio lavoro è un altro. Amo la politica, l'informazione e quanto altro, ma ho anche io bisogno di referenti (e di riposo). Per questa ragione, mi devo fidare di moltissimi individui: da quelli che mi preparano il pranzo a mensa, a quelli che mi riferiscono i fatti del giorno. D'altra parte, molti altri hanno fiducia in me e questo bilancia un po' tutto... Posso solo dire che sto allerta e sono pronto a ritirare la fiducia se trovo il motivo. Fidarsi, avere referenti e su su fino ai leader è umano. Non puoi pretendere di cambiarlo.

    1. Lestaat 2 maggio 2008

      :)

    1. Pausania 2 maggio 2008

      Sono stupito assai da questa lettera di Barnard. Però mi ha illuminato e quindi applicherò il suo stesso metodo di "indagine". Barnard, con un buon gusto che prima o poi entrerà nella leggenda, ci snocciola i suoi titoloni:


      Sono giornalista da quando Travaglio era al liceo.


      Anche Emilio Fede: non mi pare discriminante valida.

      ho lavorato in RAI per 14 [...] sono scrittore e saggista pubblicato da alcune delle maggiori testate italiane; sono ideatore e membro di una Consulta presso il Ministero della Salute.

      Giovanni Minoli ha detto [...]

      Giuliano Amato mi ha telefonato [...]

      Quindi per capirci: lei lavora da anni per il più potente apparato propagandistico dell'Italia repubblicana, rifugio di servi del potere, leccaculo assortiti, nani, ballerine, politici, veline, il luogo principe della mistificazione e della censura, la quintessenza del "nuovo fascismo" pasoliniano.

      Riceve le lodi da personaggi di spicco del potere, come Amato, noto amante della libertà e nemico di ogni censura.

      Lavora per il Ministero della Salute, nota fucina di libertà e ultimo rifugio di pochi spiriti liberi.

      Lei fa tutto questo, però ci viene ad illacrimare con i suoi attacchi a Travaglio, reo di piacere troppo.

      Potrebbe essere anche una critica sensata... lo avrebbe potuto essere... prima che ci venisse a sventolare il suo "lei non sa chi sono io".

      Lo avrebbe potuto essere, se non ci avesse appena detto che la sua carriera esiste soltanto grazie ai soldi rubati ai cittadini italiani.

      Le piace questo metodo, applicato a lei e non agli altri?

    1. Lestaat 2 maggio 2008

      ooohhhhh
      smack smack smack
      Non potevo dirlo meglio.
      Comincia a puzzarmi come i maniaci del signoraggio sto Barnard.
      Per carità..sono cosciente che il problema da lui sollevato esiste e sono altresì cosciente che anche Grillo, Travaglio o chi vi pare possano essere coscientemente o incoscientemente parte di un gioco di potere, ma che davvero uno si erga a eroe o unico simbolo di libertà è davvero ridicolo. La parola di Travaglio vale quanto quella di Barnard per quanto mi riguarda, e come qualsiasi cosa esca dalla bocca di Grillo la prendo con le pinze, cerco verifiche e cerco di capirne eventuali sviluppi negativi o positivi, così faccio per Barnard. Comincia davvero a stufare questo suo modo di schematizzare in "buoni e cattivi" basandosi esclusivamente sulle SUE idee del mondo. Da giornalista è diventato uno dei tanti peracottari che parla di se, per se, e presto anche soltanto A se.

    1. lino-rossi 2 maggio 2008

      sottoscrivo. a tutti bisogna fare la tara.

    1. lino-rossi 2 maggio 2008

      riporto per l'ennesima volta i passaggi della PM.



      il signoraggio è una cosuccia tecnica, relativamente complicata a causa delle varie forme che assume in funzione del tipo di moneta, ma totalmente insignificante.

      il problema vero è la Politica Monetaria, completamente sbagliata, che da quasi 30 anni ci mette, in tutto il mondo, nella condizione di indebitarci sempre e comunque.

      se le cose fossero più trasparenti, per creare Base Monetaria non onerosa (non indebitante), funzionerebbe così:

      il tesoro stampa 100 di titolo di debito e li da alla BC che li mette, come riserva, all'attivo dello Stato Patrimoniale bankitalia incassando i correlati interessi dallo Stato.

      essendoci la riserva la BC può stampare 100 di moneta nuova a costo nullo mettendola infruttifera nel passivo dello Stato Patrimoniale bankitalia e li da allo Stato che li spende.

      a fine anno lo Stato riprende esattamente gli stessi interessi che ha pagato.

      se non ci fossero i costi della BC, che comunque ci sarebbero anche se la BC fosse un braccio del tesoro, lo Stato si troverebbe con 100 di moneta che circola nella società e zero di spese.

      la moneta non è di nessuno, ma non costa nulla a nessuno, ed è garantita dallo Stato.

      se la moneta fosse tutta così non ci sarebbero problemi.

      qual'è allora il problema?

      il problema è che ce n'è troppo poca.

      i banchieri centrali fanno gli interessi dei banchieri privati e tengono bassa la BM favorendo la massima crescita della moneta creditizia creata col moltiplicatore bancario. infatti hanno la Riserva Obbligatoria bassissima.



      il moltiplicatore bancario è solo questo:

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3817

      l'altro, quello che hanno in testa i signoraggisti, è questo:

      un risparmiatore deposita 100

      la banca mette 100 in Riserva Obbligatoria (2%) e presta 5000.

      falso in bilancio e partita doppia in tilt.

      è ovviamente una bufala.

      non ha quindi nessun senso parlare di riflusso incassato o meno in nero dal banchiere; tutte balle.



      se non è chiaro chiedi. ma un po' ti devi impegnare.

    1. nest 2 maggio 2008

      senti bardard mi dispiace per le tue sfighe ma piantala. travaglio gabanelli e grillo mi danno informazioni che gli altri non mi danno, puoi contestare il modo, le intenzioni, i secondi fini, puoi anche denunciare omissioni, ma finchè non dimostri che quello che dicono è falso, mollami. sono maggiorenne e abbastanza scafata, lo so che esistono la corruzione la malafede e la sete di potere, me ne so fare un'idea non ho bisogno di essere messa in guardia da te. non me li devo sposare, ascolto quello che hanno da dire e mi faccio un'idea, il resto me lo cerco da qualche altra parte, punto fine. sei un chiodo.

    1. MespE 2 maggio 2008

      Sì, sono d'accordo sull'utilità relativa delle critiche, perché distolgono dal bersaglio reale. Un passo di Chomsky esprime bene questo concetto

      http://tmcrew.org/archiviochomsky/chomsky_ricette01.html

      Detto questo con tutti i limiti che possono avere un Grillo e un Travaglio, non mi fa schifo il fatto che grazie a loro anche le masse possono venire a conoscenza di certe magagne. Ovviamente questo non significa assolutamente che bisogna accontentarsi.

    1. lino-rossi 2 maggio 2008

      vedo che non sei prudente.



      DAV: "Quindi Auriti avrebbe preso un abbaglio?"



      Risposta: grosso come una casa, ma Auriti ha avuto il merito di aver posto il problema della moneta.



      DAV: "Non è che niente niente a suon di scrivere castronerie ti sei convinto di essere un guru?"



      R: è talmente vero che ciò che sostengo è riportato in tutti i libri di Economia Politica. mi sembra più logica la ricostruzione che qualcosa di Economia Politica l'ho letto e tu no. potrebbe esserti utile leggere pagina 172-3 di "sulla dinamica dell'economia capitalistica" di M. Kalecki, Einaudi Torino 1975, un economista proveniente dal marxismo che con parecchi decenni di anticipo ha descritto la nostra situazione attuale difesa dai travagli e dai grilli.



      DAV: "Auriti ha fatto e dimostrato con i fatti"



      R: quali sarebbero questi fatti?



      DAV: "tu riempi di pixel il web e fai solo aria In quanto alle legnate da te? Hai sempre detto tutto e il contrario di tutto. Illuminaci con il tuo sapere spiegaci perchè bankitalia gestita da privati stampa danaro e lo "presta" allo stato.. Fammi capire"



      R: su questo sito l'ho spiegato parecchie volte, ma si vede che qualche problemino di comprendonio ce l'hai.

      ci trovavamo con una grande "ingiustizia".

      http://www.disinformazione.it/questione_monetaria.htm

      mi chiedevo: "come si può monetizzare un sistema economico in stato di carenza monetaria, senza indebitarlo?"

      era palese la risposta di allora: non esiste, con l'attuale ordinamento, la possibilità di monetizzare un sistema economico senza indebitarlo.
      ciò si potrebbe ottenere solo con le monete metalliche o con i biglietti di Stato. di qui la correttezza della tesi del "signoraggio", ecc.

      quella risposta è SBAGLIATA.

      che fare? Si cerca di rendere chiaro ciò che chiaro non è.

      http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425

      http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=3070

      http://www.soldionline.it/a.pic1?EID=21471

      alla fine si arriva alla conclusione in base alla quale:

      - è corretta gran parte della battaglia effettuata: potere monetario pubblico, attuale politica monetaria errata, ecc.

      - vanno rimosse alcune sbavature: signoraggio, moltiplicatore bancario fasullo, critica alla messa al passivo dello SP del circolante, ecc.

      introducendo tali accorgimenti si otterrebbe:

      - innalzamento del livello intellettuale della battaglia;

      - inattaccabilità da parte di chiunque e di qualunque tecnicismo;

      - possibilità di coinvolgere personaggi competenti;

      - possibilità di sviluppare nuovi strumenti e nuove preposte.

      se tu fossi un insegnante e la tua scolaresca, durante le ore di lezione, anzichè studiare le materie corrette studiasse le avventure dei gormiti, cosa faresti?

      potresti chiedere: perchè tutto questo casino se è già tutto scritto nei testi di Economia Politica? perchè se tu leggi un testo con determinate chiavi di lettura (paradigmi) vedi certe cose, mentre se ne hai altre ne vedi altre ancora.



      DAV: "Su travaglio hai detto solo fregnacce qui chi scrive cavolate sei solo tu travaglio riporta atti giudiziari di pubblico dominio. Te capi.. Quindi finiscila di dire che scrive cavolate non è VERO. Sopratutto ti rode perchè attacca craxi vero socialistuzzo".



      R: se ti sei affezionato a travaglio non posso farci niente. di Craxi mi dispiace solo che ha perso la battaglia contro ciampi e quelli di repubblica/l'espresso (attuali datori di lavoro di travaglio). non te ne frega niente? buon per te. se a te piace ...



      http://digilander.libero.it/culturaviva/venier.htm



      PRESENTAZIONE DI BETTINO CRAXI



      Il silenzio dei grandi economisti di questo paese - non solo di quelli che fanno la spola fra la cattedra e gli incarichi politici, ma anche di quelli che si dicono professori ‘puri’, cioè privi di ambizioni politiche e di aspirazioni alle consulenze del settore pubblico - su un tema di fondamentale importanza qual è quello della eliminazione del settore pubblico (e di buona parte di quello privato) dall’‘ancoraggio’ nazionale (ossia dal mantenimento di buona parte dell’economia italiana in mano italiana), sarebbe sorprendente se il veleno liberista, che tanto colpisce oggi la classe politica e quella imprenditoriale, non fosse asceso all’empireo del dogma pseudoscientifico.

      Quell’empireo, che vanamente i vari Adam Smith e David Ricardo cercarono di scalare nel XVIII swecolo, allo scopo di permettere all’industria inglese di dominare il mondo e di impedire l’industrializzazione tanto dell’Europa continentale quanto dei neonati Stati Uniti d’America.

      Creatosi, con il crollo dell’Unione Sovietica, il clima adatto, sulle basi gettate dalla ’scuola’ monetarista di Milton Friedman e da tutti i ragionieri-’economisti’ allevati nelle varie banche centrali di emissione, BRI, Banca Mondiale, oltre che nel FMI e nel GATT (1), era inevitabile che la classe politica si arrendesse a discrezione, se questo era (e lo era) il prezzo da pagare. Un prezzo che essa ha puntualmente pagato, o meglio, che ha pagato il popolo che bovinamente le aveva -e le ha- affidato il proprio avvenire.

      Si è tanto parlato, a proposito dell’industria di Stato, di “carrozzoni” di cui l’IRI rappresentava l’esempio maggiore.

      Nessuno discute la necessità di risanare quel pozzo senza fondo, in cui si scorgeva una gestione catastrofica sopra tutto di Finsider e Finmare. Ma una cosa è il risanamento, ben altra cosa, invece, è la liquidazione; Era possibile risanare?

      Riguardo all’Italsider, se si tiene conto che i deficit erano causati sopra tutto da gravosissimi oneri bancari, da approvvigionamenti a prezzi eccessivi e dalla pletora di mano d’opera, la risposta deve essere affermativa: certo, era possibile risanare.

      Per azzerare gli oneri bancari, sarebbe stato sufficiente fornire alla gestione i mezzi necessari al normale funzionamento, a interesse zero. Eventualmente -come già si usava praticare nei confronti degli Enti Locali- tramite la Cassa Depositi e Prestiti, dato che la grande liquidità (proveniente dal risparmio postale) di quest’ultima lo avrebbe facilmente consentito.

      Per ridurre fino al 50% gli oneri del personale, sarebbe bastato attrezzare con le ultime applicazioni tecnologiche gli impianti e la movimentazione, nonché eliminare le assunzioni clientelari e le assurde remore interne imposte da sindacati ebbri di demagogia.

      Per approvvigionarsi a prezzi di mercato, sarebbe stato opportuno operare mediante aste trasparenti, anziché agire sulla base di tangenti.

      Inoltre si sarebbe dovuto, da una parte, puntare maggiormente sui nuovi processi di produzione e sugli acciai speciali; dall’altra, diversificare ulteriormente le fonti, acquistando magari le migliori ‘maniere’ estere. (Giappone docet). Anche per quel che riguarda il gruppo Finmare la risposta non può che essere affermativa. Per riportare ordine nei suoi conti sarebbe bastato -in difetto di idee originali- copiare il “know how” e la tecnologia giapponesi -e/o quelli della cantieristica norvegese- tanto in materia di organizzazione del lavoro quanto in fatto di flessibilità di rotte, di gestione dei container, di riduzione dei tempi morti di permanenza nei porti o in navigazione; si sarebbe inoltre potuto curare una migliore dinamica nell’acquisizione degli ordinativi e nello sfruttamento dei volumi di carico. Tutto ciò, senza dimostrare alcuna sudditanza nei riguardi di committenti eccellenti o di clienti politicamente protetti.

      In entrambi i casi (Finsider e Finmare), una immediata messa in disponibilità dei fondi di dotazione avrebbe fatto risparmiare -con o senza il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti- migliaia di miliardi di interessi passivi.

      Il medesimo discorso vale, mutatis mutandis, per le altre imprese del Gruppo IRI.

      A quel punto, ovvero a risanamento ottenuto, si sarebbe anche potuto vendere -però, a imprese o a consorzi italiani (o a maggioranza nazionale), con notevoli ricavi per l’Erario e, quindi, per il contribuente, mantenendo così in Italia la “cabina di pilotaggio”. Ma tant’è. Attraverso Mario Sarcinelli (2), Bankitalia aveva evidentemente già promesso (3) agli uomini della Finanza internazionale la svendita del patrimonio degli Enti di Stato -quindi.bisognava ottemperare!

      Nel suo saggio, il Venier sintetizza alcuni aspetti del disastro dell’industria italiana, rivelando nella propria agile ricognizione una lucidità e una acutezza che di rado si riscontrano pure nelle rare analisi anticonformistiche di questo tema. Di ciò, tutti gli italiani -o meglio tutti gli italiani che, pensando, rimangono pensosi di fronte alla sorte di questa Nazione- debbono essergli grati.

      La materia, in realtà, meriterebbe un’analisi più vasta e articolata, attraverso uno studio complessivo, munito di tabelle a confronto e -elemento, questo, non meno importante- integrato da un ‘libro bianco’ (o ‘nero’?), redatto dai principali protagonisti della galassia IRI. Un ‘libro bianco’scritto sopra tutto da coloro che, fra questi ultimi, non furono pedissequi esecutori di ordini politici e di ‘ukase’ della Finanza.

      Certo, sarà vano attendersi un testo siffatto da uomini come Romano Prodi che, dopo aver rappresentato in Italia gli interessi della “Goldman & Sachs”, venne nominato presidente dello stesso IRI: con quei risultati -a suo dire- “straordinari”, che tuttavia non impedirono la liquidazione del Gruppo a condizioni catastrofiche non solo per l’erario ma anche per l’indipendenza industriale e navale nazionale, per le maestranze, e per una miriade di professionalità irrecuperabili.

      Possa quindi questo saggio di Antonio Venier essere il primo di una più ampia letteratura specializzata. E siano resi al medesimo autore la simpatia e l’omaggio che meritano i pionieri della ricerca, in campi dove chi si avventura deve combattere non solo contro i muri di gomma ma, sopra tutto, contro l’ostilità ostinata di chi sapendo non osa parlare.



      * Note.

      (1) Tutte istituzioni, queste, agli ordini delle varie Lazard Bros, Lehman Bros, Goldman & Sachs, First Boston, Warburg & Co., Hong Kong ¦ Shanghai B. Corp., Rothschild etc., con contorno di Deutsche Bank, Parisbas, UBS, Mediobanca etc.

      (2) Universalmente noto, costui, peò non essersi mai opposto, nella sua qualità di vicepresidente della Banca europea di ricostruzione e sviluppo, alle follie del suo infausto presidente Jacques Attali.

      (3) Nei primi anni ’90, a bordo del panfilo reale “Britannia”?



      1999 - l'anno prima della sua morte.

    1. dav 2 maggio 2008

      Su travaglio hai detto solo fregnacce qui chi scrive cavolate sei solo tu travaglio riporta atti giudiziari di pubblico dominio.
      Te capi..
      Quindi finiscila di dire che scrive cavolate non è VERO.
      Sopratutto ti rode perchè attacca craxi vero socialistuzzo:::

    1. dav 2 maggio 2008

      Che logica?

      Secondo il tuo metro di paragone craxi rubacchiava ma ha tentato di impedire???Ha tentato di impedire perchè non gli davano la tangente...
      Sei un socialista?hi hi hi

      Hai scritto:
      il percorso logico è il seguente: la moneta non può non essere del popolo sovrano. visto che per averla si deve indebitare non può non esserci una truffa. dovrei avere i miei 100 euro ed invece mi trovo con 100 di debito + devo pagarci gli interessi. la banca centrale ci frega il signoraggio (100), che è nostro e se lo porta in nero alle Cayman (tesi Auriti).
      questa è l'apparenza o l'abbaglio.
      sembra così, ma non è così.
      Quindi Auriti avrebbe preso un abbaglio?
      Non è che niente niente a suon di scrivere castronerie ti sei convinto di essere un guru?
      Auriti ha fatto e dimostrato con i fatti tu riempi di pixel il web e fai solo aria
      In quanto alle legnate da te? Hai sempre detto tutto e il contrario di tutto.
      Illuminaci con il tuo sapere spiegaci perchè bankitalia gestita da privati stampa danaro e lo "presta" allo stato..
      Fammi capire

    1. lino-rossi 2 maggio 2008

      ho già risposto ed hai già ribattuto malissimo attaccando Craxi e difendendo travaglio.

      se dedicassi un po' del tuo tempo a leggere cose serie anzichè parlare come fai, scopriresti che Craxi è stato l'unico Politico che ha tentato di spezzare la tresca che ci ha rovinato. è vero che ha rubacchiato qualche decina di milioni di euro, ma è anche vero che ha tentato di fermare il furto da un migliaio di miliardi di euro (2/3 del debito pubblico) che abbiamo subito. continua pure a vedere la pagliauzza. io preferisco guardare dove cade il pagliaio. come te la cavi coi numeri? se hai dei problemi dillo che mi spiego meglio.

      travaglio sta dalla parte di chi ci massacra, infatti attacca Craxi che era proprio contro i suoi attuali datori di lavoro.



      circa Auriti cosa sostieni? spiegati bene perchè su questo argomento mi pare proprio che hai fatto un po' di confusione. ti consiglio, se vuoi evitare figuracce, di leggere bene tutto ciò che è stato pubblicato su questo sito sul tema della Politica Monetaria. ti consiglio anche di leggerti, prima, questo libro: http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-musu_ignazio/sku-12272353/il_debito_pubblico_.htm



      costa poco e ti potrà risparmiare una legnata, se sarai prudente.

      quando eri piccolo non t'hanno insegnato che quando non si è sicuri di una cosa è meglio stare zitti?

    1. dav 2 maggio 2008

      Allora Paoluzzo ma tu dov'eri quando berlosco sommergeva Marco di querele e denunce?
      A memoria non ricordo un tuo intervento "pro"Marco.Se lo hai fatto ti inviterei a indicarmi come quando, dove e come.
      Ora che tu abbia dei problemi con la Galbanelli sono tutte cose tue che tu abbia delle grane giudiziarie mi spiace ma questo tuo berciare non ti fà certo onore.Cerchi solidarietà? Ma tu l'hai mai data?
      Fammi sapere.
      Non ho letto il libro che hai scritto ma dalle recensioni ho visto che tratta argomenti importanti e scottanti ma non te ne devi avere se non ha avuto la platea di Marco, gli argomenti internazionali agli italiani interessano niente, fanno fatica a capire quelli italici e qui ne hai ampia rappresentazione.
      Ci sono squallidissime persone che scambiano atti giudiziari per "pezzi" giornalistici qui ampiamente rappresentate.
      Rinnovo l'invito al sig.Lino Rossi a fornirmi indicazioni circa le cose sbagliate scritte da Travaglio( invito già formulato in altro post)

    1. maristaurru 2 maggio 2008

      Caro Barnard, le sono grata soprattutto per il suo tentativo eroico di infrangere la acriticità, il conformismo, che troppi e da troppo tempo sta soffocando. Da quando scribacchioin web blogger infinitesimale, sia da Grillo che altrove, vengo regolarmente o insultata o più spesso ignorata se con i miei limitati mezzi di persona comune, cerco di convicere i lettori a "leggere" quel che hanno davanti, i teleutenti a guardare le Tv "vedendo" e ascoltando in prima persona, senza farsi inzeppare dai preposti allo scopo, come salsicciotti pronti per la cottura.

      Mi auguro di tutto cuore che lei, data la professionalità e la conseguente credibilità, possa ottenere buoni risultati nella lotta per il superamento del conformismo delle idee

    1. 0456 2 maggio 2008

      Scusa Truman, ma chi sarebbe il cantautore...? Travaglio?!
      Oooh, poveri noi!!

      Paolo Barnard pretende che tutti siano come lui??!! Se questo è quello che hai capito allora è proprio vero: non può altro che piacerti quello stordito di Vecchioni.

      Io non sto con nessuno. Sto con me stesso!

    1. lino-rossi 2 maggio 2008

      travaglio e grillo, come tutta la ghenga, non contestano una virgola dell'impostazione liberista che ci mette in schiavitù dei detentori di denaro. toccano aspetti apparentemente importanti ma completamente ininfluenti dell'architettura del potere attuale. quando parleranno chiaramente di Politica Monetaria allora, e solo allora, saranno ascoltabili. ora sono solo dei quaquaraqua. sono infinitamente migliori, da questo fondamentale punto di vista, Tremonti e Bossi, ma non certamente sgarbi che, come cancronesi, non vale una cicca.

    1. Truman 2 maggio 2008

      Barnard in questo caso decisamente esagera. Non può pretendere che tutti siano come lui, in particolare che siano come è lui adesso.


      Tra tutti i giornalisti italiani Travaglio è sicuramente uno dei migliori. Nessuno è mai completamente puro, nessuno è mai completamente libero, tutti siamo schiavi dei condizionamenti ambientali, della nostra storia, della nostra eredità culturale. Bisogna apprezzare le diversità e anche le posizioni un po' sfumate. Altrimenti si può cadere nel ridicolo.


      Mi torna in mente una canzone satirica di Vecchioni, Vaudeville, se ben ricordo:

      E spararono al cantautore

      in una notte di gioventù

      gli spararono per amore

      per non farlo cantare più

      per ricordarlo com'era prima

      autogestito, autoridotto, fuori dall'ottica del sistema.



      Io sto con Travaglio.

    1. silviu 2 maggio 2008

      Che dirti, Paolo, se non esserti grato perché, grazie a te, dopo la Milena e il masaniello di Zena, adesso anche il neo-montanelli si è sbertucciato con le sue proprie mani. Come scrivevo da un'altra parte, meno male che ci siete ancora tu e Fulvio Grimaldi a ricordarci cos'è l'informazione. Alla faccia di insetti, dolori e voltagabbana. Ciao e auguri per la tua causa!

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