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LA REPLICA DI MARCO TRAVAGLIO A PAOLO BARNARD

Mail di Paolo Barnard al sito:

Come talvolta accade nella vita, la verità si offre da sé. Mi è arrivata la più cristallina conferma che quanto vado dicendo di certi nuovi ‘paladini’ di questa povera Italia è vero. Essi necessitano adulazione, ma una volta sottoposti a critica reagiscono esattamente come i personaggi del Sistema-Potere, quelli cioè che proprio loro così alacremente contestano.

Marco Travaglio non mi ha ovviamente risposto, ma ha replicato a un cittadino che gli chiedeva del caso Censura Legale e di cosa pensasse della mia ‘Lettera aperta’ a lui destinata. Ora leggete: To: “travaglio” [email protected]****
Cc :
Date : Wed, 30 Apr 2008 10:23:20 +0200
Subject : Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

Caro Travaglio
La leggo e la seguo in tutti i modi possibili per la chiarezza di esposizione e per la mancanza di peli sulla lingua. Ricevo però da Barnard l’allegata (Lettera aperta, nda) e sarei anch’io felice se assieme
allo staff di “Anno Zero”, avesse il coraggio, fin quì negato, di trattare la questione Gabanelli/Barnard. Ho piu’ volte scritto alla redazione della trasmissione senza avere riscontro (siamo in un regime democratico o piu’ o meno tutti hanno imparato dal Caimano?). Non mi deluda e dipani questa intricata matassa che doverosamente gli uomini liberi e giusti, come io La intendo, dovrebbero sentire il dovere forte di fare. Con stima Le invio i piu’ cordiali saluti.
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Sent: Thursday, May 01, 2008 2:18 PM
Subject: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

SONO TUTTE BALLE.
SALVE
MT
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To: [email protected]****
Cc :
Date : Thu, 1 May 2008 15:24:50 +0200
Subject : Re: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

Grazie per il riscontro ma non per la frettolosa risposta. In certi casi anche la forma richiede di essere onorata e la sostanza giustificata. Cordialmente
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From: <[email protected]****
Sent: Thursday, May 01, 2008 3:31 PM
Subject: Re: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

è che non ho tempo da perdere dietro ai delirii di uno squinternato che mi diffama su internet senza avermi mai visto nè coniosciuto con processi alle intenzioni. ciao m,t
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“Sono tutte balle”. Ho fornito le prove nero su bianco in atti giudiziari pubblici della collusione di Milena Gabanelli con la RAI in Censura Legale. Inoltre io e il gruppo di cittadini censurati da Report e da Beppe Grillo abbiamo fornito le prove nero su bianco di quella censura. A montagne. Abbiamo lanciato un allarme perché quei fatti, incontestabili, colpiscono al cuore la libera informazione italiana, e proprio per mano di coloro che si autoproclamano i suoi ultimi bastioni. Ho scritto che “il giorno in cui dovessimo scoprire che ‘Il nemico marcia alla nostra testa’, quello sarebbe il giorno più tragico per le speranze della società civile italiana”.

Marco Travaglio, attento esaminatore di documenti, non ha letto nulla e non si è documentato su nulla in questo caso, e spara sentenze esattamente come faceva Berlusconi quando gli contestavano i suoi misfatti prove alla mano: “Tutte balle”. Questa è ignoranza e tracotanza, Travaglio come Berlusconi, come Ferrara o Feltri. Vedete quanto poco ci vuole a replicare il Sistema?

“I delirii di uno squinternato”. Sono giornalista da quando Travaglio era al liceo. Ho co-fondato Report e ho lavorato in RAI per 14 anni partendo da Samarcanda, poi Report per arrivare a RAI Educational; sono scrittore e saggista pubblicato da alcune delle maggiori testate italiane; sono ideatore e membro di una Consulta presso il Ministero della Salute.

Giovanni Minoli ha detto pubblicamente di me: “Su un giornale e anche su un blog, leggevo di una polemica di un socio fondatore di Report, Paolo Barnard, che è stato sicuramente uno che a Report ha dato tantissimo, che ha fatto la maggior parte delle inchieste di grande successo dei primi anni di Report e anche successivamente. E lui era severo, severo con Milena . Però mi colpiva che un uomo etico come Barnard, una persona che dedica molto del suo tempo, della sua vita, ad assistere i malati terminali, quindi un uomo e una persona che ha un impegno sociale e civile di primissimo ordine, chiedeva conto a Milena del perché è stato abbandonato”.

L’ex magistrato di Mani Pulite Gherardo Colombo mi ha definito per iscritto “una persona molto stimata nella società civile”.

Giuliano Amato mi ha telefonato per commentare così il mio ‘Per un Mondo Migliore’: “Lei ha finalmente detto ciò che lo fa accadere (il cambiamento, nda). L’ho citata e la citerò”.

Alex Zanotelli ha scritto di me “Ho sempre ammirato il lavoro giornalistico di Paolo Barnard. Penso che le sue puntate su Report siano le più belle del giornalismo italiano”.

Ma soprattutto migliaia di cittadini mi hanno scritto per esprimermi la loro gratitudine e il loro apprezzamento.

Io ho posto a Marco Travaglio una questione che va al cuore dell’etica del nostro mestiere: il rapporto fra fama/potere e libertà di espressione. Lui non mi risponde e mi insulta volgarmente per interposta persona con, di nuovo, una tracotanza impressionante. L’impasto di ignoranza del tema trattato e di arroganza volgare sono in Marco Travaglio, qui, la replica esatta di come hanno sempre reagito i peggiori personaggi del Sistema Potere a chi li criticava o a chi ne esponeva le ipocrisie.

“I processi alle intenzioni”. Sabina Guzzanti ha replicato così alla lettura della mia Lettera aperta a Marco Travaglio: “Tu dici che Marco starà in tv 20 anni? Che si corromperà? Può darsi, ma è un pò prematuro darlo per certo non ti pare? Tua Sabina”.

Le ho risposto: “Marco si è già corrotto. Come fa a stare nel salotto di uno che ha fatto scempio del mandato elettorale di tanti italiani per scendere da Strasburgo (dove ha soggiornato a spese dei cittadini) a riprendersi il suo ‘giocattolo’ preferito? Cos’è un mandato elettorale? Un parcheggio temporaneo? Una cura ricostituente? E costui, cioè Santoro, oggi sta in TV a bacchettare il malcostume della politica (sic). Può Marco dire quanto sopra in faccia a Santoro in diretta ad Anno Zero? Eppure è un fatto, conclamato. Può? Lo ha fatto?

Può Travaglio dire che la sua casa editrice Chiarelettere è diventata il fans club di un magistrato e della magistratura con  tanto di striscione e motto sul sito (caso unico in occidente), facendo così a pezzi il più sacro dei principi dei checks and balances nel giornalismo? Può? Lo ha fatto?”.

E aggiungo qui: può Travaglio spiegarci cosa ci sta facendo in prima serata TV dopo aver perentoriamente dichiarato nel 2006 quanto segue:

“In televisione è vietato tutto ciò che è libero, indipendente e autonomo. Perché? Perché non si sa mai cosa può dire uno libero, che non risponde, non si sa mai cosa potrebbe fare, non si sa mai cosa potrebbe raccontare… Se uno è asservito è controllabile, si conoscono le dimensioni del suo guinzaglio, e si sa anche chi lo tiene in mano il guinzaglio. Chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha.

Si tratta a volte di scoprirlo, per quelli più furbi, che lo nascondono meglio, per altri si tratta di capire quanto è lungo, ma non c’è dubbio che chiunque lavori in televisione nei posti chiave, che si occupano di informazione, di attualità, o che si occupano disettori limitrofi, il guinzaglio c’è e lo tiene in mano qualcuno. Poi ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio e pure è bravo (sic, nda), non è mica escluso, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile , ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”?

Quanto sopra, dovrebbe in un pubblico sano destare una profondissima preoccupazione e molte domande.

Nel mio Considerazioni sul V-day (http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm) e nelle mie interviste su Arcoiris TV ho lanciato appelli alla società civile organizzata, cioè all’ultimo residuo di speranza dell’Italia di emergere dal buio. Potete leggerli e ascoltarli, ma ripeto qui alcuni punti fondamentali.

Primo. Non esistono spiriti liberi nel circo delle Star e della fama. La fama dà potere e, una volta acquisito, il suo mantenimento diviene prioritario rispetto alla libertà d’espressione (come dimostrato sopra). Inoltre il potere e la fama inducono spesso a comportamenti meschini. Nell’estate del 2006, per fare un esempio, Beppe Grillo negava al cineamatore Pietro Campoli il permesso di diffondere su Arcoiris Tv le immagini del suo intervento alla marcia di Quarrata “perché non ricordo ciò che ho detto e non posso più sostenere le cause che mi arrivano” (sic). Grillo denuncia un reddito di 4,2 milioni di euro all’anno. Arcoiris vive di contributi volontari.

Secondo. Il lavoro di Travaglio e soci nella ‘Industria della Denuncia e della Indignazione’ che hanno fondato è inutile. Inutile perché 16 anni dopo Mani Pulite, e dopo 16 anni di denunce e di indignazione sfornati a ritmo ossessivo, con decine di libri fotocopia, l’Italia è messa peggio di prima. E sapete chi lo ha scritto questo? Marco Travaglio nel suo libro ‘Mani Sporche’. E qui sta l’ironia: Travaglio ha scritto di suo pugno che quello che fa non serve a un accidenti. Ma non se nè accorto. L’‘Industria della Denuncia e della Indignazione’ ha fallito interamente i suoi scopi, e naturalmente i suoi ‘industriali’ sono ben lontanti da qualsiasi autocritica su questa evidenza. E ben lontani dal pensare di fare altro.

Terzo, lavoro di Travaglio e soci è anche dannoso. Dannoso perché i Travaglio, Grillo, Stella e co., con gli attacchi ossessivi alla Casta, stanno fornendo agli italiani un alibi colossale per fuggire dall’unica verità che sarebbe utile all’Italia: e cioè che la Casta siamo noi, tutti noi, noi mafiosi, parrocchiali, omertosi, e ladri di 270 miliardi di euro di sola IVA, confronto ai quali il mantenimento della Casta politica, la mafiosità di un pugno di amministratori, l’omertà dei furbetti italici sono ben poca cosa. Va riportato il cittadino al centro, al centro delle sue responsabilità per il Paese che ogni giorno crea con le sue azioni, e gli va detto che Berlusconi, Mangano, Consorte, Pio Pompa, Bossi e gli altri sono solo la proiezione sul muro della sua ombra. Null’altro.

Ma dannoso soprattutto perché questi nuovi Personaggi/eroi della nuova Italia hanno finito per replicare lo Star system del sistema commercial-mediatico. Sono oggi vere celebrità. Ponendosi come tali, inevitabilmente trasmettono alle persone la sensazione di sapere sempre più di loro, di contare più, di avere più carisma, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità le persone gli attribuiscono, meno ne attribuiscono a se stessi. Il paragone inevitabile fra la (generalmente fragile) autostima della gente comune e l’immagine di ‘grandezza’ dei Personaggi, fra il limitato potere della gente e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullare tantissimi. E infatti in assenza dei Personaggi, la maggioranza dei loro seguaci non osa più esporsi, anzi, scompare. Ecco perché le migliaia che si riversano nelle piazze ogni anno sembrano regolarmente sparire nel nulla all’indomani.
I Travaglio, Grillo e soci dovrebbero rimpicciolisi, sgonfiare la loro ipertrofica presenza e aiutare invece i cittadini a ingrandirsi, a divenire infatti i Personaggi di se stessi, i Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stessi, a ‘scrivere’ cioè il ‘libro’ della propria denuncia dei fatti, a fare loro personale Tg, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno, chiunque esso/a sia, qualunque sia la sua fama, provenienza, carisma o potere. Insomma, a scintillare non dovrebero essere i Grillo e i Travaglio, ma ogni singola persona comune, per sé, in sé.
Solo il percorso sopraccitato avrebbe garantito la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, protagonisti. Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia.

Sono queste le riflessioni che da due anni pongo a Marco Travaglio e ai suoi colleghi ‘paladini’. Le risposte non sono mai venute. Da loro ho unicamente censure, insulti, disprezzo.

Ma il punto è ben altro. Il punto siete voi che leggete. Le domande che non vi fate. L’affettività del tutto irrazionale con cui difendete questo triste stato di cose e i suoi ‘eroi’. Dopotutto le evidenze di quanto poco distanti siano alcuni di questi ‘paladini’ dai modi del Sistema-Potere che vorrebbero abbattere sono davanti ai vostri occhi. Perché non fate qualcosa per voi stessi? Perché non aprite gli occhi e non vi mettete voi sui palchi da centomila, dietro ai tavoli coi microfoni, al centro del mondo delle idee per cambiare?

Paolo Barnard
2.05.08

Pubblicato da God

  • silviu

    Che dirti, Paolo, se non esserti grato perché, grazie a te, dopo la Milena e il masaniello di Zena, adesso anche il neo-montanelli si è sbertucciato con le sue proprie mani. Come scrivevo da un’altra parte, meno male che ci siete ancora tu e Fulvio Grimaldi a ricordarci cos’è l’informazione. Alla faccia di insetti, dolori e voltagabbana. Ciao e auguri per la tua causa!

  • Truman

    Barnard in questo caso decisamente esagera. Non può pretendere che tutti siano come lui, in particolare che siano come è lui adesso.

    Tra tutti i giornalisti italiani Travaglio è sicuramente uno dei migliori. Nessuno è mai completamente puro, nessuno è mai completamente libero, tutti siamo schiavi dei condizionamenti ambientali, della nostra storia, della nostra eredità culturale. Bisogna apprezzare le diversità e anche le posizioni un po’ sfumate. Altrimenti si può cadere nel ridicolo.

    Mi torna in mente una canzone satirica di Vecchioni, Vaudeville, se ben ricordo:
    E spararono al cantautore
    in una notte di gioventù
    gli spararono per amore
    per non farlo cantare più
    per ricordarlo com’era prima
    autogestito, autoridotto, fuori dall’ottica del sistema.

    Io sto con Travaglio.

  • lino-rossi

    travaglio e grillo, come tutta la ghenga, non contestano una virgola dell’impostazione liberista che ci mette in schiavitù dei detentori di denaro. toccano aspetti apparentemente importanti ma completamente ininfluenti dell’architettura del potere attuale. quando parleranno chiaramente di Politica Monetaria allora, e solo allora, saranno ascoltabili. ora sono solo dei quaquaraqua. sono infinitamente migliori, da questo fondamentale punto di vista, Tremonti e Bossi, ma non certamente sgarbi che, come cancronesi, non vale una cicca.

  • 0456

    Scusa Truman, ma chi sarebbe il cantautore…? Travaglio?!
    Oooh, poveri noi!!

    Paolo Barnard pretende che tutti siano come lui??!! Se questo è quello che hai capito allora è proprio vero: non può altro che piacerti quello stordito di Vecchioni.

    Io non sto con nessuno. Sto con me stesso!

  • maristaurru

    Caro Barnard, le sono grata soprattutto per il suo tentativo eroico di infrangere la acriticità, il conformismo, che troppi e da troppo tempo sta soffocando. Da quando scribacchioin web blogger infinitesimale, sia da Grillo che altrove, vengo regolarmente o insultata o più spesso ignorata se con i miei limitati mezzi di persona comune, cerco di convicere i lettori a “leggere” quel che hanno davanti, i teleutenti a guardare le Tv “vedendo” e ascoltando in prima persona, senza farsi inzeppare dai preposti allo scopo, come salsicciotti pronti per la cottura.

    Mi auguro di tutto cuore che lei, data la professionalità e la conseguente credibilità, possa ottenere buoni risultati nella lotta per il superamento del conformismo delle idee

  • dav

    Allora Paoluzzo ma tu dov’eri quando berlosco sommergeva Marco di querele e denunce?
    A memoria non ricordo un tuo intervento “pro”Marco.Se lo hai fatto ti inviterei a indicarmi come quando, dove e come.
    Ora che tu abbia dei problemi con la Galbanelli sono tutte cose tue che tu abbia delle grane giudiziarie mi spiace ma questo tuo berciare non ti fà certo onore.Cerchi solidarietà? Ma tu l’hai mai data?
    Fammi sapere.
    Non ho letto il libro che hai scritto ma dalle recensioni ho visto che tratta argomenti importanti e scottanti ma non te ne devi avere se non ha avuto la platea di Marco, gli argomenti internazionali agli italiani interessano niente, fanno fatica a capire quelli italici e qui ne hai ampia rappresentazione.
    Ci sono squallidissime persone che scambiano atti giudiziari per “pezzi” giornalistici qui ampiamente rappresentate.
    Rinnovo l’invito al sig.Lino Rossi a fornirmi indicazioni circa le cose sbagliate scritte da Travaglio( invito già formulato in altro post)

  • lino-rossi

    ho già risposto ed hai già ribattuto malissimo attaccando Craxi e difendendo travaglio.
    se dedicassi un po’ del tuo tempo a leggere cose serie anzichè parlare come fai, scopriresti che Craxi è stato l’unico Politico che ha tentato di spezzare la tresca che ci ha rovinato. è vero che ha rubacchiato qualche decina di milioni di euro, ma è anche vero che ha tentato di fermare il furto da un migliaio di miliardi di euro (2/3 del debito pubblico) che abbiamo subito. continua pure a vedere la pagliauzza. io preferisco guardare dove cade il pagliaio. come te la cavi coi numeri? se hai dei problemi dillo che mi spiego meglio.
    travaglio sta dalla parte di chi ci massacra, infatti attacca Craxi che era proprio contro i suoi attuali datori di lavoro.

    circa Auriti cosa sostieni? spiegati bene perchè su questo argomento mi pare proprio che hai fatto un po’ di confusione. ti consiglio, se vuoi evitare figuracce, di leggere bene tutto ciò che è stato pubblicato su questo sito sul tema della Politica Monetaria. ti consiglio anche di leggerti, prima, questo libro: http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-musu_ignazio/sku-12272353/il_debito_pubblico_.htm

    costa poco e ti potrà risparmiare una legnata, se sarai prudente.
    quando eri piccolo non t’hanno insegnato che quando non si è sicuri di una cosa è meglio stare zitti?

  • dav

    Che logica?

    Secondo il tuo metro di paragone craxi rubacchiava ma ha tentato di impedire???Ha tentato di impedire perchè non gli davano la tangente…
    Sei un socialista?hi hi hi

    Hai scritto:
    il percorso logico è il seguente: la moneta non può non essere del popolo sovrano. visto che per averla si deve indebitare non può non esserci una truffa. dovrei avere i miei 100 euro ed invece mi trovo con 100 di debito + devo pagarci gli interessi. la banca centrale ci frega il signoraggio (100), che è nostro e se lo porta in nero alle Cayman (tesi Auriti).
    questa è l’apparenza o l’abbaglio.
    sembra così, ma non è così.
    Quindi Auriti avrebbe preso un abbaglio?
    Non è che niente niente a suon di scrivere castronerie ti sei convinto di essere un guru?
    Auriti ha fatto e dimostrato con i fatti tu riempi di pixel il web e fai solo aria
    In quanto alle legnate da te? Hai sempre detto tutto e il contrario di tutto.
    Illuminaci con il tuo sapere spiegaci perchè bankitalia gestita da privati stampa danaro e lo “presta” allo stato..
    Fammi capire

  • dav

    Su travaglio hai detto solo fregnacce qui chi scrive cavolate sei solo tu travaglio riporta atti giudiziari di pubblico dominio.
    Te capi..
    Quindi finiscila di dire che scrive cavolate non è VERO.
    Sopratutto ti rode perchè attacca craxi vero socialistuzzo:::

  • lino-rossi

    vedo che non sei prudente.

    DAV: “Quindi Auriti avrebbe preso un abbaglio?”

    Risposta: grosso come una casa, ma Auriti ha avuto il merito di aver posto il problema della moneta.

    DAV: “Non è che niente niente a suon di scrivere castronerie ti sei convinto di essere un guru?”

    R: è talmente vero che ciò che sostengo è riportato in tutti i libri di Economia Politica. mi sembra più logica la ricostruzione che qualcosa di Economia Politica l’ho letto e tu no. potrebbe esserti utile leggere pagina 172-3 di “sulla dinamica dell’economia capitalistica” di M. Kalecki, Einaudi Torino 1975, un economista proveniente dal marxismo che con parecchi decenni di anticipo ha descritto la nostra situazione attuale difesa dai travagli e dai grilli.

    DAV: “Auriti ha fatto e dimostrato con i fatti”

    R: quali sarebbero questi fatti?

    DAV: “tu riempi di pixel il web e fai solo aria In quanto alle legnate da te? Hai sempre detto tutto e il contrario di tutto. Illuminaci con il tuo sapere spiegaci perchè bankitalia gestita da privati stampa danaro e lo “presta” allo stato.. Fammi capire”

    R: su questo sito l’ho spiegato parecchie volte, ma si vede che qualche problemino di comprendonio ce l’hai.
    ci trovavamo con una grande “ingiustizia”.
    http://www.disinformazione.it/questione_monetaria.htm
    mi chiedevo: “come si può monetizzare un sistema economico in stato di carenza monetaria, senza indebitarlo?”
    era palese la risposta di allora: non esiste, con l’attuale ordinamento, la possibilità di monetizzare un sistema economico senza indebitarlo.
    ciò si potrebbe ottenere solo con le monete metalliche o con i biglietti di Stato. di qui la correttezza della tesi del “signoraggio”, ecc.
    quella risposta è SBAGLIATA.
    che fare? Si cerca di rendere chiaro ciò che chiaro non è.
    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425
    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=3070
    http://www.soldionline.it/a.pic1?EID=21471
    alla fine si arriva alla conclusione in base alla quale:
    – è corretta gran parte della battaglia effettuata: potere monetario pubblico, attuale politica monetaria errata, ecc.
    – vanno rimosse alcune sbavature: signoraggio, moltiplicatore bancario fasullo, critica alla messa al passivo dello SP del circolante, ecc.
    introducendo tali accorgimenti si otterrebbe:
    – innalzamento del livello intellettuale della battaglia;
    – inattaccabilità da parte di chiunque e di qualunque tecnicismo;
    – possibilità di coinvolgere personaggi competenti;
    – possibilità di sviluppare nuovi strumenti e nuove preposte.
    se tu fossi un insegnante e la tua scolaresca, durante le ore di lezione, anzichè studiare le materie corrette studiasse le avventure dei gormiti, cosa faresti?
    potresti chiedere: perchè tutto questo casino se è già tutto scritto nei testi di Economia Politica? perchè se tu leggi un testo con determinate chiavi di lettura (paradigmi) vedi certe cose, mentre se ne hai altre ne vedi altre ancora.

    DAV: “Su travaglio hai detto solo fregnacce qui chi scrive cavolate sei solo tu travaglio riporta atti giudiziari di pubblico dominio. Te capi.. Quindi finiscila di dire che scrive cavolate non è VERO. Sopratutto ti rode perchè attacca craxi vero socialistuzzo”.

    R: se ti sei affezionato a travaglio non posso farci niente. di Craxi mi dispiace solo che ha perso la battaglia contro ciampi e quelli di repubblica/l’espresso (attuali datori di lavoro di travaglio). non te ne frega niente? buon per te. se a te piace …

    http://digilander.libero.it/culturaviva/venier.htm

    PRESENTAZIONE DI BETTINO CRAXI

    Il silenzio dei grandi economisti di questo paese – non solo di quelli che fanno la spola fra la cattedra e gli incarichi politici, ma anche di quelli che si dicono professori ‘puri’, cioè privi di ambizioni politiche e di aspirazioni alle consulenze del settore pubblico – su un tema di fondamentale importanza qual è quello della eliminazione del settore pubblico (e di buona parte di quello privato) dall’‘ancoraggio’ nazionale (ossia dal mantenimento di buona parte dell’economia italiana in mano italiana), sarebbe sorprendente se il veleno liberista, che tanto colpisce oggi la classe politica e quella imprenditoriale, non fosse asceso all’empireo del dogma pseudoscientifico.
    Quell’empireo, che vanamente i vari Adam Smith e David Ricardo cercarono di scalare nel XVIII swecolo, allo scopo di permettere all’industria inglese di dominare il mondo e di impedire l’industrializzazione tanto dell’Europa continentale quanto dei neonati Stati Uniti d’America.
    Creatosi, con il crollo dell’Unione Sovietica, il clima adatto, sulle basi gettate dalla ’scuola’ monetarista di Milton Friedman e da tutti i ragionieri-’economisti’ allevati nelle varie banche centrali di emissione, BRI, Banca Mondiale, oltre che nel FMI e nel GATT (1), era inevitabile che la classe politica si arrendesse a discrezione, se questo era (e lo era) il prezzo da pagare. Un prezzo che essa ha puntualmente pagato, o meglio, che ha pagato il popolo che bovinamente le aveva -e le ha- affidato il proprio avvenire.
    Si è tanto parlato, a proposito dell’industria di Stato, di “carrozzoni” di cui l’IRI rappresentava l’esempio maggiore.
    Nessuno discute la necessità di risanare quel pozzo senza fondo, in cui si scorgeva una gestione catastrofica sopra tutto di Finsider e Finmare. Ma una cosa è il risanamento, ben altra cosa, invece, è la liquidazione; Era possibile risanare?
    Riguardo all’Italsider, se si tiene conto che i deficit erano causati sopra tutto da gravosissimi oneri bancari, da approvvigionamenti a prezzi eccessivi e dalla pletora di mano d’opera, la risposta deve essere affermativa: certo, era possibile risanare.
    Per azzerare gli oneri bancari, sarebbe stato sufficiente fornire alla gestione i mezzi necessari al normale funzionamento, a interesse zero. Eventualmente -come già si usava praticare nei confronti degli Enti Locali- tramite la Cassa Depositi e Prestiti, dato che la grande liquidità (proveniente dal risparmio postale) di quest’ultima lo avrebbe facilmente consentito.
    Per ridurre fino al 50% gli oneri del personale, sarebbe bastato attrezzare con le ultime applicazioni tecnologiche gli impianti e la movimentazione, nonché eliminare le assunzioni clientelari e le assurde remore interne imposte da sindacati ebbri di demagogia.
    Per approvvigionarsi a prezzi di mercato, sarebbe stato opportuno operare mediante aste trasparenti, anziché agire sulla base di tangenti.
    Inoltre si sarebbe dovuto, da una parte, puntare maggiormente sui nuovi processi di produzione e sugli acciai speciali; dall’altra, diversificare ulteriormente le fonti, acquistando magari le migliori ‘maniere’ estere. (Giappone docet). Anche per quel che riguarda il gruppo Finmare la risposta non può che essere affermativa. Per riportare ordine nei suoi conti sarebbe bastato -in difetto di idee originali- copiare il “know how” e la tecnologia giapponesi -e/o quelli della cantieristica norvegese- tanto in materia di organizzazione del lavoro quanto in fatto di flessibilità di rotte, di gestione dei container, di riduzione dei tempi morti di permanenza nei porti o in navigazione; si sarebbe inoltre potuto curare una migliore dinamica nell’acquisizione degli ordinativi e nello sfruttamento dei volumi di carico. Tutto ciò, senza dimostrare alcuna sudditanza nei riguardi di committenti eccellenti o di clienti politicamente protetti.
    In entrambi i casi (Finsider e Finmare), una immediata messa in disponibilità dei fondi di dotazione avrebbe fatto risparmiare -con o senza il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti- migliaia di miliardi di interessi passivi.
    Il medesimo discorso vale, mutatis mutandis, per le altre imprese del Gruppo IRI.
    A quel punto, ovvero a risanamento ottenuto, si sarebbe anche potuto vendere -però, a imprese o a consorzi italiani (o a maggioranza nazionale), con notevoli ricavi per l’Erario e, quindi, per il contribuente, mantenendo così in Italia la “cabina di pilotaggio”. Ma tant’è. Attraverso Mario Sarcinelli (2), Bankitalia aveva evidentemente già promesso (3) agli uomini della Finanza internazionale la svendita del patrimonio degli Enti di Stato -quindi.bisognava ottemperare!
    Nel suo saggio, il Venier sintetizza alcuni aspetti del disastro dell’industria italiana, rivelando nella propria agile ricognizione una lucidità e una acutezza che di rado si riscontrano pure nelle rare analisi anticonformistiche di questo tema. Di ciò, tutti gli italiani -o meglio tutti gli italiani che, pensando, rimangono pensosi di fronte alla sorte di questa Nazione- debbono essergli grati.
    La materia, in realtà, meriterebbe un’analisi più vasta e articolata, attraverso uno studio complessivo, munito di tabelle a confronto e -elemento, questo, non meno importante- integrato da un ‘libro bianco’ (o ‘nero’?), redatto dai principali protagonisti della galassia IRI. Un ‘libro bianco’scritto sopra tutto da coloro che, fra questi ultimi, non furono pedissequi esecutori di ordini politici e di ‘ukase’ della Finanza.
    Certo, sarà vano attendersi un testo siffatto da uomini come Romano Prodi che, dopo aver rappresentato in Italia gli interessi della “Goldman & Sachs”, venne nominato presidente dello stesso IRI: con quei risultati -a suo dire- “straordinari”, che tuttavia non impedirono la liquidazione del Gruppo a condizioni catastrofiche non solo per l’erario ma anche per l’indipendenza industriale e navale nazionale, per le maestranze, e per una miriade di professionalità irrecuperabili.
    Possa quindi questo saggio di Antonio Venier essere il primo di una più ampia letteratura specializzata. E siano resi al medesimo autore la simpatia e l’omaggio che meritano i pionieri della ricerca, in campi dove chi si avventura deve combattere non solo contro i muri di gomma ma, sopra tutto, contro l’ostilità ostinata di chi sapendo non osa parlare.

    * Note.
    (1) Tutte istituzioni, queste, agli ordini delle varie Lazard Bros, Lehman Bros, Goldman & Sachs, First Boston, Warburg & Co., Hong Kong ¦ Shanghai B. Corp., Rothschild etc., con contorno di Deutsche Bank, Parisbas, UBS, Mediobanca etc.
    (2) Universalmente noto, costui, peò non essersi mai opposto, nella sua qualità di vicepresidente della Banca europea di ricostruzione e sviluppo, alle follie del suo infausto presidente Jacques Attali.
    (3) Nei primi anni ’90, a bordo del panfilo reale “Britannia”?

    1999 – l’anno prima della sua morte.

  • MespE

    Sì, sono d’accordo sull’utilità relativa delle critiche, perché distolgono dal bersaglio reale. Un passo di Chomsky esprime bene questo concetto

    http://tmcrew.org/archiviochomsky/chomsky_ricette01.html

    Detto questo con tutti i limiti che possono avere un Grillo e un Travaglio, non mi fa schifo il fatto che grazie a loro anche le masse possono venire a conoscenza di certe magagne. Ovviamente questo non significa assolutamente che bisogna accontentarsi.

  • nest

    senti bardard mi dispiace per le tue sfighe ma piantala. travaglio gabanelli e grillo mi danno informazioni che gli altri non mi danno, puoi contestare il modo, le intenzioni, i secondi fini, puoi anche denunciare omissioni, ma finchè non dimostri che quello che dicono è falso, mollami. sono maggiorenne e abbastanza scafata, lo so che esistono la corruzione la malafede e la sete di potere, me ne so fare un’idea non ho bisogno di essere messa in guardia da te. non me li devo sposare, ascolto quello che hanno da dire e mi faccio un’idea, il resto me lo cerco da qualche altra parte, punto fine. sei un chiodo.

  • lino-rossi

    riporto per l’ennesima volta i passaggi della PM.

    il signoraggio è una cosuccia tecnica, relativamente complicata a causa delle varie forme che assume in funzione del tipo di moneta, ma totalmente insignificante.
    il problema vero è la Politica Monetaria, completamente sbagliata, che da quasi 30 anni ci mette, in tutto il mondo, nella condizione di indebitarci sempre e comunque.
    se le cose fossero più trasparenti, per creare Base Monetaria non onerosa (non indebitante), funzionerebbe così:
    il tesoro stampa 100 di titolo di debito e li da alla BC che li mette, come riserva, all’attivo dello Stato Patrimoniale bankitalia incassando i correlati interessi dallo Stato.
    essendoci la riserva la BC può stampare 100 di moneta nuova a costo nullo mettendola infruttifera nel passivo dello Stato Patrimoniale bankitalia e li da allo Stato che li spende.
    a fine anno lo Stato riprende esattamente gli stessi interessi che ha pagato.
    se non ci fossero i costi della BC, che comunque ci sarebbero anche se la BC fosse un braccio del tesoro, lo Stato si troverebbe con 100 di moneta che circola nella società e zero di spese.
    la moneta non è di nessuno, ma non costa nulla a nessuno, ed è garantita dallo Stato.
    se la moneta fosse tutta così non ci sarebbero problemi.
    qual’è allora il problema?
    il problema è che ce n’è troppo poca.
    i banchieri centrali fanno gli interessi dei banchieri privati e tengono bassa la BM favorendo la massima crescita della moneta creditizia creata col moltiplicatore bancario. infatti hanno la Riserva Obbligatoria bassissima.

    il moltiplicatore bancario è solo questo:
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3817
    l’altro, quello che hanno in testa i signoraggisti, è questo:
    un risparmiatore deposita 100
    la banca mette 100 in Riserva Obbligatoria (2%) e presta 5000.
    falso in bilancio e partita doppia in tilt.
    è ovviamente una bufala.
    non ha quindi nessun senso parlare di riflusso incassato o meno in nero dal banchiere; tutte balle.

    se non è chiaro chiedi. ma un po’ ti devi impegnare.

  • lino-rossi

    sottoscrivo. a tutti bisogna fare la tara.

  • Lestaat

    ooohhhhh
    smack smack smack
    Non potevo dirlo meglio.
    Comincia a puzzarmi come i maniaci del signoraggio sto Barnard.
    Per carità..sono cosciente che il problema da lui sollevato esiste e sono altresì cosciente che anche Grillo, Travaglio o chi vi pare possano essere coscientemente o incoscientemente parte di un gioco di potere, ma che davvero uno si erga a eroe o unico simbolo di libertà è davvero ridicolo. La parola di Travaglio vale quanto quella di Barnard per quanto mi riguarda, e come qualsiasi cosa esca dalla bocca di Grillo la prendo con le pinze, cerco verifiche e cerco di capirne eventuali sviluppi negativi o positivi, così faccio per Barnard. Comincia davvero a stufare questo suo modo di schematizzare in “buoni e cattivi” basandosi esclusivamente sulle SUE idee del mondo. Da giornalista è diventato uno dei tanti peracottari che parla di se, per se, e presto anche soltanto A se.

  • Pausania

    Sono stupito assai da questa lettera di Barnard. Però mi ha illuminato e quindi applicherò il suo stesso metodo di “indagine”. Barnard, con un buon gusto che prima o poi entrerà nella leggenda, ci snocciola i suoi titoloni:

    Sono giornalista da quando Travaglio era al liceo.

    Anche Emilio Fede: non mi pare discriminante valida.

    ho lavorato in RAI per 14 […] sono scrittore e saggista pubblicato da alcune delle maggiori testate italiane; sono ideatore e membro di una Consulta presso il Ministero della Salute.

    Giovanni Minoli ha detto […]

    Giuliano Amato mi ha telefonato […]

    Quindi per capirci: lei lavora da anni per il più potente apparato propagandistico dell’Italia repubblicana, rifugio di servi del potere, leccaculo assortiti, nani, ballerine, politici, veline, il luogo principe della mistificazione e della censura, la quintessenza del “nuovo fascismo” pasoliniano.

    Riceve le lodi da personaggi di spicco del potere, come Amato, noto amante della libertà e nemico di ogni censura.

    Lavora per il Ministero della Salute, nota fucina di libertà e ultimo rifugio di pochi spiriti liberi.

    Lei fa tutto questo, però ci viene ad illacrimare con i suoi attacchi a Travaglio, reo di piacere troppo.

    Potrebbe essere anche una critica sensata… lo avrebbe potuto essere… prima che ci venisse a sventolare il suo “lei non sa chi sono io”.

    Lo avrebbe potuto essere, se non ci avesse appena detto che la sua carriera esiste soltanto grazie ai soldi rubati ai cittadini italiani.

    Le piace questo metodo, applicato a lei e non agli altri?

  • Lestaat

    🙂

  • NerOscuro

    Sono portato umanamente a comprendere Barnard in questa lettera che sembra molto uno sfogo, però credo come hanno detto altri utenti stia esagerando.
    Un altra esagerazione è contenuta alla fine ed è quella di esortare non tanto alla partecipazione, ma ad un vero e proprio “risveglio di coscienza” totale. Mi spiace, il mio lavoro è un altro. Amo la politica, l’informazione e quanto altro, ma ho anche io bisogno di referenti (e di riposo). Per questa ragione, mi devo fidare di moltissimi individui: da quelli che mi preparano il pranzo a mensa, a quelli che mi riferiscono i fatti del giorno. D’altra parte, molti altri hanno fiducia in me e questo bilancia un po’ tutto… Posso solo dire che sto allerta e sono pronto a ritirare la fiducia se trovo il motivo. Fidarsi, avere referenti e su su fino ai leader è umano. Non puoi pretendere di cambiarlo.

  • Siculo

    Signor lino-rossi io conosco le tesi del prog Auriti…
    mi sembrano invece molto sensante, soprattutto il suo esperimento SIMEC…
    Non so se lo conosce pure lei, cmq le rimando qualche link
    http://it.wikipedia.org/wiki/SIMEC
    http://www.maza.it/simec/home.htm
    http://www.laleva.cc/economia/intervista_auriti.html
    http://sovranitamonetaria.org/home/
    le comunico pure che è online il libro di auriti “il paese dell’utopia”, dove parte proprio dalle tesi di Erza Poud
    http://www.signoraggio.com/auriti/ilpaesedellutopia_auriti.pdf
    Grazie per l’attenzione, un saluto

  • uitko

    la realtà è una sola.
    grillo e travaglio sono i personaggi internettiani del momento e ci sono un sacco di cervelli che per trovare spazio in questo mondo finto si spremono al massimo per contestate tutto e tutti.
    è molto più facile trovare blogger contro questo duo perchè tutti si contendono il tytolo di anti-grillo.
    come se grillo fosse il despota intellettuale del web ed il vero bastiancontrario lo deve contraddire ad ogni costo.

  • RobertoG

    Evvvai!! Questi sono gli interventi che piacciono a me.

    Quelli che dopo tanto chiaccherare alla fine, come suol dirsi, “tagliano la testa al toro” !!!

  • lino-rossi

    il Simec è stata una esperienza positiva, anche se aveva una pecca tecnica fondamentale.
    ha dimostrato che le monete possono funzionare anche senza le banche e quindi se siamo schiavi delle banche è perchè lo vogliamo essere.
    purtroppo l’uomo più che sapiens è conformisticus e quindi le banche, che lo sanno, ne approfittano.

    il Simec funzionava così:
    andavo al punto di emissione con 1000 lire e mi davano 2000 simec.
    andavo a fare la spesa e portavo a casa beni per 2000 simec pari a 2000 lire.
    fin qui tutto bene.
    i beni locali potevano così essere acquistati meglio e tutti ne traevano giovamento.
    primo problema: la merce non locale. il negoziante doveva pagarla in lire, immaginiamo 1500 lire ma aveva in mano 2000 simec.
    nessun problema. il negoziante andava al punto di emissione con 2000 simec e gli davano 2000 lire. il negoziante era a posto.
    il giochino avrebbe anche potuto funzionare fintanto che si fosse rimasti nella fase espansiva. alla prima stabilizzazione il sistema sarebbe andato in crisi.
    secondo problema: i furbi. ovviamente c’era della gente che andava la mattina a prendere 2000 simec (con 1000 lire) e la sera mandava la moglie a portare 2000 simec per incassare 2000 lire. buon investimento! 100% in un giorno!

    Il Prof. Auriti ebbe il grande merito di sollevare il problema della moneta. Chi ritiene che adesso potremo risolvere tutti i problemi applicando alla lettera le Sue tesi, penso che sbagli. I nostri problemi potranno essere risolti solo ed esclusivamente impiegando la nostra testa e non quella di travaglio e di grillo perchè, nella loro testa, hanno solo l’attuale schema monetarista, castrante per i cittadini. Chi li difende, per la sua sopravvivenza, farebbe bene a studiare un po’ di Economia Politica. L’EP di grillo e travaglio è la stessa di Pinochet: stato leggero, moneta creditizia e pedalare. contenti voi!

  • magnesia

    Se è così che la mette il Barnard… si possono fare critiche a tutti, soprattutto per chiedergli di fare meglio, ma non mi sembra questa l’intenzione del Barnard con questo suo insipido auto-elogio veramente di cattivo gusto. Se c’è una cosa che dobbiamo a Grillo e Travaglio è proprio quella di dare alla gente la possibilità di parlare sempre di più e con cognizione di causa di tanti problemi nascosti da lungo tempo!

    Che ‘la casta siamo noi’ lo vada a dire ai suoi potenti amici e ammiratori. Ma con che diavolo di paralogismi e paramoralismi si va a riempire la bocca?

    Leggo solamente i rantoli di una persona che cerca di elevarsi sopra ad altri che hanno avuto il coraggio di esporsi come raramente si è visto in Italia, e nient’altro.

    Se Travaglio e Grillo non fanno niente allora lui sembra fare di peggio. Non ha capito che il mondo non lo potrà cambiare né lui né quelli come lui che hanno raggiunto un posto in prima serata… cita Travaglio che dice di sapere di non poter cambiare nulla e quindi in verità è il B. che proietta la sua immagine di ‘paladino’ su altri che sanno di non esserlo e non si accorge che il problema in realtà è il suo, non di Grillo o Tavaglio.

    Questa lettera dice tutto e il contrario di tutto, cioè niente di fatto. Un egoista e basta. Sappiamo bene degli errori di questi showmen alternativi, e ora sappiamo anche degli errori di questo ‘criticone’. Grazie comunque.

  • lino-rossi

    I nostri problemi potranno essere risolti solo ed esclusivamente impiegando la nostra testa e non quella di travaglio e di grillo perchè, nella loro testa, hanno solo l’attuale schema monetarista, castrante per i cittadini. Chi li difende, per la sua sopravvivenza, farebbe bene a studiare un po’ di Economia Politica. L’EP di grillo e travaglio è la stessa di Pinochet: stato leggero, moneta creditizia e pedalare. contento tu … ! mi dissocio visceralmente dall’elogiarli. rammento che entrambi 2 anni fa hanno fatto la campagna elettorale per prodi il massacratore.

  • Siculo

    Guardi che io non ho mai difeso nessuno, non faccio di certo l’avvocato 🙂
    Anzi se devo esser sincero, altrove ho criticato questi pseudo rivoluzionari e soprattutto tutto quello che gli gira attorno, che dicendosi critici, si scoprono invece acritici e conformisti
    Del resto si sa, qui ormai esiste solo o la casta o l’anticasta tutto il resto si ignora!! 🙂
    cmq non vorrei dilungarmi ancora a riguardo, invece mi interessa sapere cosa realmente si può fare per risolvere il fenomeno banche, e come far si che la momenta (di proprietà del popolo) diventi uno strumento di scambio e richezza anzichè di debito!!
    grazie per un suo cordiale riscontro

  • FeraLupus

    Bell’intervento che sottoscrivo in pieno… 😉
    Senza nulla togliere alla professionalità di Barnard in questo caso mi sembra l’abbia fatta fuori dal vasetto.

  • harold

    Caro Paolo sono diventato un tuo grande estimatore,soprattutto ora che sto leggendo il tuo libro “perchè ci odiano”.E’ un libro fatto di interviste e dati inoppugnabili sul perchè i mussulmani ci odiano così tanto,su chi sono i veri terroristi.Purtroppo la falsa informazione molto pilotata mi portava a quasi odiare i mussulmani come terroristi nemici della democrazia.Che idiozia.Sto aprendo gli occhi,grazie a te,e ora non condivido,ma comprendo la loro rabbia,il male che gli è stato fatto per la loro ingenuità dai volponi americani e i loro gregari.Fa rabbia pensare che tanti ,troppe persone non sanno di cosa sono capaci gli americani.Devo dirti però che a me piace anche Travaglio,lo seguo e condivido molti suoi punti di vista.D’altra parte non è che abbiamo molta scelta,anche se oggi la rete ci aiuta molto a capire , a conoscere.Purtoppo per chi vive di tv e qualche giornale,è quasi impossibile capire quello che succede nel mondo.Per questo non linciamo giornalisti come travaglio Santoro e anche Grillo e altri, perchè anche se hanno le loro contraddizioni,fanno un buon lavoro di informazione.Dopodichè c’e il buio totale.Certo è sbagliato delegare a loro tutte le nostre lotte,fare di loro i nostri eroi.Su quello possiamo discutere e migliorarci senza distruggere tutto.Ci sono poi fortunatamente anche persone che non prendono quello che questi giornalisti dicono come oro colato,ma che ascoltano,valutano,discutono per poi farsi un idea propria ,una propria opinione.Tu dici che noi in prima persona dovremmo farci sentire,non delegare a loro le nostre voci e su questo possiamo discutere,è giusto.non possiamo noi fare con loro quello che fanno gli operai con i sindacalisti,cioè farci rappresentare,però loro potrebbero essere i nostri megafoni se scendessero dal loro piedistallo e discutere con noi.Tutto questo è sano,giusto ma non dobbiamo azzannarci fra di noi.Un ultima cosa volevo dirti che hai ragione quando accusi Travaglio che porta sempre come esempio che quello che succede in Italia in America non succede.Lì fanno molto peggio,riguardo l’informazione soprattutto,a livello mondiale,lì calpestano i diritti dei paesi più deboli,gli tolgono la loro libertà,gli succhiano tutte le risorse possibili e poi se questi si ribellano,diventano dei terroristi nemici della democrazia.Forse non ha letto “perchè ci odiano “.Grazie ancora per il libro che ci hai regalato e per il coraggio delle tue interviste vere.

  • Pausania

    Oh, finalmente possiamo parlare del de quibus! Possiamo infine gustarci il succoso scambio epistolare, degno degli degli stessi onori di quello Kulishoff/Togliatti…

    allo staff di “Anno Zero”, avesse il coraggio, fin quì negato, di trattare la questione Gabanelli/Barnard.

    Ecco la richiesta: che Anno Zero, nel poco tempo a disposizione, non parli di guerre, morti, incidenti sul lavoro, mafia… ma di Barnard e del suo rapporto con la Gabanelli. E, si presume, a qualche milionata di spettatori la cosa dovrebbe anche interessare.

    Credo che tutto questo rientri in un genere letterario preciso: la commedia dell’arte.

    Ho piu’ volte scritto alla redazione della trasmissione senza avere riscontro (siamo in un regime democratico o piu’ o meno tutti hanno imparato dal Caimano?)
    Ormai siamo alla “democrazia v 2.1.5”, cioè io chiamo il giornalista che mi fa le puntate on-demand. La settimana dopo scrivo una lettera per parlare della piaga dei concorsi canini che sfruttano il miglior amico dell’uomo. La settimana dopo ancora Dio solo sa cosa potremo chiedere

    Non mi deluda e dipani questa intricata matassa che doverosamente gli uomini liberi e giusti, come io La intendo, dovrebbero sentire il dovere forte di fare.

    Cioè Travaglio dovrebbe fare il giudice del lavoro di Barnard, dopo che Barnard ha scritto che Travaglio non conta niente perché lavora alla Rai, cioè fa la stessa cosa che Barnard fa da 14 anni.

    Direi che potremmo anche fermarci qui con questa storia, o dobbiamo ascoltare altri lamentosi lamenti?

  • Hassan

    Sì direi che Barnard dovrebbe finirla con questo piagnisteo. Ha avuto una disavventura e adesso si aspetta che tutti facciano la fila per dargli solidarietà, fare trasmissioni per lui e poi chissà cos’altro… (il prossimo Vday per Barnard ??).

    E quelli che non si interessano al suo caso sarebbero dei “gate keepers” o dei “manovrati dal sistema”. Insomma, la smetta di rompere il cazzo. Travaglio fa il giornalista e decide lui di cosa occuparsi, e il suo lavoro lo fa bene. Non c’è scritto da nessuno parte che se Travaglio non parla del caso Barnard-Gabanelli allora sia “manovrato” o chissà che cosa. Che poi si sia montato un pò la testa per il successo che ha avuto… e allora ? E’ un essere un umano non un robot, è normale per tutti montarsi un pò la testa quando si ha così tanto successo.

    Questa ennesima lettera di Barnard poi sembra solo lo sfogo di un invidioso… almeno nella sua intervista ad Arcoiris usava toni più tranquilli e diceva anche cose sensate, adesso invece ha deciso di sparare ad altezza uomo su tutti coloro che non gli danno solidarietà-lealtà immediata dopo la sua piagnucolosa e incessante richiesta. Deve abbassare la cresta e smettere di atteggiarsi a “profeta” o “predicatore duro e puro”. Immagino che tutti i fan di Grillo e Travaglio dovrebbero seguire Barnard, così riceverà anche lui un pò di quell’attenzione che sembra invidiare tanto a loro due…

  • lino-rossi

    http://www.soldionline.it/a.pic1?EID=21471

    è molto semplice, ma bisognerebbe che grillo, anzichè portare la gente su binari morti, la portasse su questo argomento. perchè non lo fa?

  • dav

    Date: Fri, 31 May 1996 FONT SIZE=5>Comparsa di costituzione e risposta
    per la BANCA D’ITALIA, Istituto di diritto pubblico con sede in Roma, via Nazionale 91 in persona del suo legale rappresentante pro tempora, rappresentata e difesa dagli avv.ti Giuseppe Vittimberga e Sergio Luciani e dal dott.proc. Marco Mancini dell’Avvocatura della Banca stessa, come da mandato in calce alla presente comparsa, domiciliata presso gli stessi in Roma, via Nazionale, 91 convenuta

    CONTRO
    Auriti Giacinto, rappresentato e difeso dagli avv.ti Giuseppe Marzano e Berardino Ciucci e dal dott.proc. Antonio Pimpini, elettivamente domiciliato presso lo studio dell’avv.to Giuseppe Marzano in Roma, via A.Traversari n.55, attore

    * * *

    Con atto di citazione, notificato il 24 giugno 1994, il prof. Giacinto Auriti agendo sia in proprio quale cittadino italiano, sia quale legale rappresentante dell’Associazione Culturale “Alternativa Sociale per la Proprieta’ di Popolo”(ASSPP) sostenendo che allo stato attuale nessuna legge indicherebbe il proprietario della moneta all’atto dell’emissione e lamentando che sino ad oggi, in base ad una consuetudine interpretativa contra legem, l’erogazione della moneta sarebbe “effettuata dalla banca centrale addebitando illegittimamente allo Stato ed alla collettivita’ l’intero ammontare corrispettivo” in modo da conferire “solo la proprieta’ a titolo derivativo per il tempo limitato alla durata del prestito”, ha convenuto la Banca d’Italia dinanzi al Tribunale di Roma per ivi sentir “dichiarare la moneta un bene reale conferito, all’atto dell’emissione, a titolo originario, in proprieta’ di tutti i cittadini appartenenti alla collettivita’ nazionale italiana, con conseguente declaratoria d’illegittimita’ dell’attuale sistema dell’emissione monetaria che trasforma la banca centrale da ente gestore ad ente proprietario dei valori monetari”..

    * * *

    La domanda attorea nei confronti della Banca d’Italia deve essere respinta perche’ improponibile e/o inammissibile e comunque palesemente infondata nel merito.

    La visione della moneta e delle funzioni monetarie che l’attore intende accreditare e palesemente distorta e completamente infondata. Da un punto di vista logico, e innanzitutto ben evidente che l’accettazione da parte della collettivita’, lungi dall’essere causa del valore della moneta, ne rappresenta in realta’ solo l’effetto, siche il sillogismo deve essere rovesciato: non e vero che la moneta vale in quanto e accettata, ma semmai, come la storia e la cronaca stanno a dimostrare, che essa e’ accettata solo in quanto abbia un valore. Di qui la necessita che tale valore, rispondendo ad un fondamentale interesse pubblico, sia difeso e garantito dalle Pubbliche Autorita’, funzione nei moderni stati affidata alle banche centrali.

    Sotto il profilo giuridico, poi, il batter moneta ha da sempre rappresentato e rappresenta tuttora una delle piu’ evidenti e indiscusse espressioni della sovranita’ statale, sicche’ puo’ correttamente affermarsi che il valore della moneta trae il proprio fondamento solo ed unicamente da norme dell’ordinamento statale, che, per solito, disciplinano minutamente la creazione e la circolazione della moneta, ne sanciscono l’efficacia liberatoria, ne sanzionano la mancata accettazione in pagamento e tutelano la fede pubblica contro la sua falsificazione ed alterazione.

    Anche in Italia, questa fondamentale prerogativa sovrana dello Stato e compiutamente disciplinata dal legislatore sia per quanto attiene all’attribuzione della funzione di emissione, che in ordine alle relative modalita’ di esercizio.

    La funzione di emettere moneta, affidata nella sua quasi totalita’ alla Banca d’Italia, sulla base di un rapporto avente natura concessoria, dall’art. 28 aprile 1910, n. 204, ha successivamente assunto il carattere di un’attribuzione istituzionale della Banca centrale, a seguito del R.D.L. 12 marzo i936, n. 371, e dell’art. 1 dello Statuto della stessa Banca, approvato con R.D. 11 giugno 1936, n. 1067, e successive modificazioni, a norma del quale essa e’ un istituto di diritto pubblico che, quale unico istituto di emissione, emette biglietti nei limiti e con le norme stabilite dalla legge.

    In ordine alle modalita’ di esercizio di tale funzione, l’art. 4 del T.U. n. 204/1910 e il D.P.R. 9 ottobre 1981, n. 811, prevedono che alla fabbricazione del biglietto concorrano la Banca d’Italia e lo Stato, tramite il Ministero del tesoro, in modo che ne l’una ne l’altro possano formare un biglietto completo.

    Mentre per la fabbricazione l’Istituto di emissione e il Ministero del tesoro hanno competenze congiunte e coordinate, le decisioni riguardanti la quantita’ dei biglietti da immettere nel mercato ed i tempi dell’immissione competono alla sola Banca quanto strumentali all’esercizio delle funzioni di controllo della liquidati del sistema e di salvaguardia del valore del metro monetario, affidatele nell’ordinamento italiano (T.U. n. 204/1910 e Statuto della Banca d’Italia, ma anche art. 47 della Costituzione) e ora trovanti fondamento, anche a livello comunitario, nell’art. 105 del Trattato di Maastricht sull’Unione Monetaria Europea.

    Sia in ordine alla fabbricazione che all’emissione monetaria, l’attivita’ della Banca d’Italia, pur caratterizzandosi per una forte discrezionalita’ tecnica, non e’ esente da vincoli e da controlli riguardanti la produzione dei biglietti, l’iter di emissione, l’annullamento e la distruzione delle banconote logore o danneggiate. In particolare, i tagli dei biglietti che possono essere emessi dalla Banca d’Italia sono stabiliti con legge, mentre le caratteristiche e le quantita’ dei biglietti da stampare vengono stabilite con distinti decreti del Ministro del tesoro. L’intera attivita’ della Banca in questi campi e poi sottoposta alla vigilanza del Ministro del tesoro e di un’apposita commissione permanente di cui fanno parte, fra l’altro, anche sei parlamentari (artt. 108 ss. del T.U. n. 204/1910).

    * * *

    Tanto premesso, va rilevato innanzi tutto che nell’esercizio della funzione di emissione, e attribuito alla pubblica amministrazione un potere discrezionale assoluto, prerogativa della sovranita’ statale, che trae fondamento dalla necessaria preminenza dell’interesse pubblico alla fabbricazione ed alla circolazione della moneta rispetto a tutti gli eventuali interessi privati che con esso possano confliggere. A fronte di tale potere, non esistono posizioni soggettive giuridicamente tutelate, bensi’ meri diritti civici al godimento di pubbliche funzioni. Ne discende il difetto assoluto di giurisdizione o, quantomeno, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario.

    A cio’ si aggiunga l’evidente carenza di interesse ad agire dell’attore, il quale ha promosso un’azione di accertamento senza che esistesse alcuna situazione di incertezza da rimuovere tant’e’ che l’emissione della moneta e’ compiutamente disciplinata dal legislatore in modo da non lasciare spazi all’immaginazione o alla fantasia ne’ alcun pregiudizio, anche soltanto potenziale, per l’attore in proprio o per l’associazione che lo stesso asserisce di rappresentare.

    La domanda attorea e’ poi, anche nel merito, destituita del benche’ minimo fondamento.

    Essa muove, infatti, dalla premessa, completamente errata, secondo cui difetterebbe nel nostro ordinamento una norma di legge che indichi il proprietario della moneta all’atto dell’emissione, sicche’ l’appropriazione della stessa da parte della Banca d’Italia si baserebbe su una consuetudine interpretativa contra legem.

    Ebbene, alla stregua della puntuale disciplina della funzione di emissione, i biglietti appena prodotti dall’officina fabbricazione biglietti della Banca d’Italia costituiscono una semplice merce di proprieta’ della Banca centrale, che ne cura direttamente la stampa e ne assume le relative spese (art. 4, comma 5, del T.U n. 204/1910). Essi acquistano la loro funzione e il valore di moneta solo nel momento, logicamente e cronologicamente successivo, in cui la Banca d’Italia li immette nel mercato trasferendone la relativa proprieta’ ai percettori.

    Tale immissione, che rappresenta uno dei principali strumenti a disposizione della Banca centrale per l’esercizio delle cennate funzioni di regolazione della liquidita’ del sistema e di tutela del valore del metro monetario, avviene tramite operazioni che l’Istituto di emissione, in piena autonomia conclude con il Tesoro, con il sistema bancario, con l’estero e con i mercati monetario e finanziario, operazioni tutte previste e compiutamente disciplinate dalla legge e dallo statuto della Banca d’Italia (artt. 25 – 42 del T.U. n. 204/1910 e artt. 41 – 53 dello Statuto)

    Alla luce di quanto sinora precisato, e’ del tutto abnorme e campata in aria l’affermazione dell’attore secondo cui esisterebbe una consuetudine interpretativa contra legem, in base alla quale la Banca centrale all’atto dell’emissione “mutua allo Stato italiano ed alla Collettivita’ Nazionale, tutto il danaro che pone in circolazione”. Come visto, la moneta viene infatti immessa nel mercato in base ad operazioni legislativamente previste e disciplinate, a seguito del compimento delle quali la Banca d’Italia cede la proprieta’ dei biglietti, i quali, in tale momento, come circolante, vengono appostati al passivo nelle scritture contabili dell’Istituto di emissione, acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno, altri beni o valori mobiliari (titoli, valute, ecc.) che vengono, invece, appostati nell’attivo.

    Tali operazioni trovano evidenza, come prescrive la legge, nella situazione della Banca d’Italia mensilmente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.

    Se si considera oltretutto che, come gia’ osservato, le spese di fabbricazione dei biglietti e l’imposta di bollo sono a carico della Banca centrale e che gli utili annuali da essa conseguiti, effettuati i prelevamenti e le distribuzioni di cui all’art. 54 dello Statuto, ai sensi dell’art. 23 del T.U. n. 204/1910 vengono devoluti allo Stato, si evidenzia altresi l’assoluta inconsistenza ed insensatezza delle tesi attoree, secondo cui l’erogazione della moneta sarebbe effettuata dalla Banca d’Italia addebbitandone allo Stato ed alla collettivita’ l’intero ammontare senza corrispettivo.

    Ne consegue, pertanto, che non e’ dato riscontrare alcunche’ di arbitrario o di illegittimo nelle prerogative esercitate in campo monetario dalla Banca centrale, perche’, contrariamente a quanto preteso dall’attore, l’intera materia e compiutamente disciplinata dal legislatore, in modo tale che nessun aspetto attinente all’attribuzione o all’esercizio della funzione di emissione puo’ dirsi regolamentato da consuetudini interpretative e, men che mai, da consuetudini contra legem.

    * * *

    Alla luce delle suesposte considerazioni, si confida nella reiezione, da parte dell’intestato Tribunale, della domanda proposta dal prof. Auriti, della quale e difficile persino comprendere l’oggetto (art. 163, 3ø comma, n. 3, e art. 164, 1ø comma, c.p.c.), con condanna dell’attore, non solo alla refusione delle spese di lite, ma altresi’ al risarcimento dei danni ex art.96 c.p.c., atteso che, anche a considerare con la miglior benevolenza l’azione da questi intentata, riesce difficile non ravvisarvi il carattere della “temerarieta'”.

    * * *

    Tutto cio’ premesso, la Banca d’Italia, come sopra rappresentata e difesa, formula le seguenti

    CONCLUSIONI

    “Piaccia all’Ill.mo Tribunale adito, ogni contraria istanza e deduzione reiette, respingere la domanda attorea siccome improponibile e/o inammissibile e, comunque, infondata nel merito. Condannare, in ogni caso, l’attore alla refusione delle spese di lite nonche’ al risarcimento dei danni causati e causandi ai sensi dell’art.96 c.p.c., nell’importo che riterra’ di liquidare in via equitativa”.

    Con ogni piu’ ampia riserva e salvezza anche di richieste istruttorie. Roma, 20 settembre 1994

  • marco76

    Non si puo paragonare Barnard a Grillo, travaglio ecc…
    Ok anche lui ha lavorato in Rai per tanti anni, però e stato uno dei fondatori di report e le sue inchieste sono tra le migliori del giornalismo italiano…”perche ci odiano” grandissimo libro, poco pubblicizzato e poco recensito…
    Gli altri al suo contrario pur combattendo il sistema guadagnano a sproposito e li senti e vedi dappertutto…
    Travaglio per esempio sforna libri a volontà che parlano sempre dele stesse cose…
    Grillo fa spettacoli sempre uguali di anno in anno…Ho tre suoi dvd e le differenze tra i tre spettacoli sono minime…
    State attenti a dare troppo credito a questi personaggi ( come io ho fatto pentendomene ) perche si rischia di cadere dalla padella alla brace.
    Non mi rimane che dire “Forza Paolo” continua così senza badare a che ti rimprovera di stare esagerando…

  • lino-rossi

    secondo te questa sentenza non la conoscevo prima che tu la mettessi nel commento?

    se pensi questo sbagli.
    ho già esposto le ragioni del Professore ed i torti.
    penso di onorarlo di più correggendolo piuttosto che seguirlo pedissequamente.
    il confronto sarà più costruttivo se farai domande ed osservazioni in sintonia con le mie.

    per “impegno” intendevo un’altra cosa. intendevo lo smontare le tesi in passaggi elementari in modo da farli vedere nitidamente, come alla moviola. te li ho proposti tutti scompattati, ma vai per la tangente.

  • IVANOE

    Ho scorso i commenti di questo post e devo dire che alcuni mi sono sembrati strumentali e pretestuosi, ossia quasi forvianti se non del tutto parziali quasi da pensare ad una strategia di gruppo per mettere in cattiva luce barnard.
    Non è necessario ragionare con la testa di Travaglio o dello stesso Barnard. Ritengo che ognuno di noi è dotato di una coscienza e nel suo lontano profondo precepisce, anzi sà perfettamente come gira il fumo.
    Io non sò chi ci faccia o chi ci sia tra Travaglio o Barnard o Gabanelli o Grillo. Non sò nemmeno se il povero Barnard sia stato fatto fuori dai giochi ed alla fine abbia “parlato”.
    Gli và dato comunque atto che nei pochi spazi a lui concessi ci ha svelato quanto già avevamo un pò tutti percepito senza però averne conferme, ossia che tipo di guerra fredda psicologica il potere tutto abbia preventivamente iniziato e stà conducendo contro il popolo e cioè noi sulle nostre menti e sun nostro grado d’informazione.
    E’ evidente a tutti che Travaglio sia diventata una star lo dicono i fatti, è evidente a tutti che santoro abbia lavorato anche a mediaset, è evidente a tutti che la gabanelli sforna decine di scandali alla settimana senza che succeda niente di niente.
    Allora non capisco perchè queste persone che si definiscono all’avanguardia della vera informazione continuiano da anni ha dire ed a fare gli stessi spettacoli.Perchè diciamocela tutta qui nessuno è fesso tutti hanno capito che le loro trasmissioni e/o esternazioni sono diventate magari per carità solo adesso solo un modo per fargli sbarcare in modo egregio il lunario.
    E allora cosa ci aspettiamo un passo indietro, cioè quel passo indietro di cui dice Barnard per non suscitare dubbi agli ascoltatori fedeli e forse un pò creduloni.
    La risposta di Travaglio che ha liquidato Barnard con “sono tutte balle” lascia molto pensare e vedere un Travaglio dietro le quinte un pò diverso rispetto a quello che spesso conosciamo in tv.
    Ecco la percezione che si ha di certi personaggi in tv che poi diventano familiari a noi tutti e quasi dei rappresentanti dei nostri pensieri, alla fine fuori dai riflettori sono dei personaggi pieni di boria e di arie da primadonna che si danno un tono. Vivono da sempre in quartieri di ricchi, hanno gli stessi modi dei ricchi, magari vanno a passeggio con il loro barboncino incipriato e guardano con un’aria un pò schifata lo zingaro e/o il mendicante sotto casa.
    Poi in televisione fanno invece i robin wood…finita la trasmissione ritornano ad essere quelli che sono lontani dai quartieri popolari, lontani dai problemi reali della gente, lontano da tutto quello che può disturbarli.
    Di Barnard invece si percepisce, oltre all’aria signorile e forse simile a quella dei signori sopra descritta, l’esperienza di chi si è calato in certe misere realtà della nostra povera italia che stà morendo nell’abuso gratuito e nell’ingiustizia e comunque la voglia di svelare o quanto meno confermare i trucchi che spesso questi pompieri dell’informazione ( con una mano aizzano il popolo e con l’laltra sempre secondo copione gettano acqua sul fuoco ) non lasciano trapelare oppure si affidano all’inerzia quotidiana dell’ascoltatore ormai totalmente lobottizzato.
    Allora se fosse così ben vengano 1.000.000 di Barnard a fare saltare il banco dell’ipocrisia.

    Saluti

    IVANOE

  • marco76

    Parole giustissime…
    Sono in contatto con Barnard e posso dire di avere di fronte una persona vera che dice quello che pensa sempre con educazione e moderazione…
    Gli altri personaggi sopra descritti mi sembrano invece prime donne dello spettacolo non molto diverse dalle persone che criticano…(vedi la risposta di Travaglio alla mail del signore dove non si spreca neanche nel mettere la firma ma butta li un MT a caso dopo due parole di circostanza)
    Purtroppo hanno dalla loro chi li segue ciecamente arrivando a perdere l’uso della propria testa e lo spirito di critica…
    Saluti Marco

  • marco76

    Quale palcoscenico migliore dell’ultimo V-Day svoltosi il 25 Aprile per il caro Grillo di parlare del caso di Paolo Barnard visto il tema su cui era improntato…
    Come abbiamo saputo però Grillo è amico intimo della Gabanelli, quindi bye bye denuncia del misfatto in pubblica piazza…Dovremmo imparare da Bush noi italiani, nonostante Bin Laden sia o fosse amico di famiglia non ha esitato un secondo a render note le sue malefatte…
    Travaglio essendo amico di Grillo ha seguito la sua stessa onda…Meno male che ne uno ne l’altro sono intimi con Berlusconi, Mastella e altri intrallazzatori nostrani, altrimenti saremmo all’oscuro delle loro birichinate…
    Chiudo rispondendo a chi etichetta Barnard come invidioso e noioso nel continuare questa battaglia…Ricordo ancora l’indignazione e la minaccia di scendere in piazza se fosse stato censurato e allontanato da Anno Zero il caro Travaglio (episodio risalente al periodo ottobre novembre 2007)…Li il popolo dei disinformatori era in fermento e pronto a tutto, ora invece visto che si tratta solo di Barnard e meglio lasciar perdere anzi da pure fastidio parlarne…
    Ora vi lascio visto che immagino sia giunta l’ora del pascolo….
    Saluti Marco

  • diffidente

    sottoscrivo il commento e aggiungo che barnard e’ uno squinternato anche a parer mio a questo punto che fa in internet un sacco di polverone paranoide.
    inoltre apprezzo molto il fatto che, seppur sinteticamente, travaglio si sia anche preso l’incomodo di rispondere a tali accuse, mentre colui che lancia queste pietre nello stagno ad oggi (ed ho gia’ letto diversi suoi post di questo stampo) non torna neanche a chiarire o a motivare i propri ragionamenti a chi, dimostrando per lo meno di avergli dedicato attenzione come sto facendo io adesso, commenta i suoi articoli

  • diffidente

    perche’ sta gia’ facendo grandi cose e passi giganteschi.
    non ha proprio alcun senso muovergli accuse, perche’ ha intrapreso una strada eccezionale: quella di portare la gente a riflettere sul proprio libero arbitrio.
    o vogliamo criticare anche l’idea delle liste civiche ?
    quell’uomo ha suggerito alla gente un metodo per tentare di combattere la corruzione un passo alla volta, entrando nel sistema dal basso.
    e soprattutto lui e’ un comico che sta facendo cose enormi ed enormemente positive perche’ dovrebbe prendersi responsabilita’ come quella ?
    cosa vorrebbe lei signor rossi, incitamento alla sollevazione armata ?
    io proprio non vi seguo.

  • BarnardP

    Sono Paolo Barnard. Ringrazio tutti quelli che hanno scritto sostenendomi e chi mi critica. In particolare vorrei replicare a Pausania.

    Ho lavorato in RAI per anni, ma sempre e solo come collaboratore esterno: cioè, un povero diavolo qualunque che vendeva pezzi alla RAI e che mai è stato ospite fisso e contrattualizzato come lo è Travaglio. Cioè: non in posizione centrale agli equilibri del potere come è oggi l’accoppiata Santoro-Travaglio. Legga bene ciò che Travaglio stesso aveva detto: “Non c’e’ dubbio che chiunque lavori in televisione nei posti chiave, che si occupano di informazione, di attualita’, o che si occupano di settori limitrofi, il guinzaglio c’e’ e lo tiene in mano qualcuno.”. NEI POSTI CHIAVE, scrive Travaglio. Io non lo sono mai stato, lui lo è oggi. Non siamo paragonabili, e la sua argomentazione cade.

    Al Ministero della Salute non lavoro. Sono membro di una Consulta, che infatti è stata boicottata fino a essere annullata. La Turco la volle per la solita cosmesi, ma poi l’ha seppellita perché eravamo troppo irriducibili. Cade anche la sua seconda argomentazione.

    Amato mi chiamò di sua iniziativa. Mai lavorato per lui, mai visto, né frequentato. Travaglio frequenta ed è compagno di merende di politici, magistrati, e lacché come Santoro e i suoi padroni dell’asse PCI-Curzi. Io non ho mai cenato né passato le ferie con un singolo politico, giornalista che conta, giudice, ecc. Unica eccezione: ho passato 2 giorni con Gherardo Colombo che mi sono serviti per criticarlo al punto che non ci parliamo più. Minoli mi stima, ma anni addietro disse “se incontro Barnard gli tiro un armadio”. Cade la sua terza accusa.

    La mia carriera, caro amico, non esiste e non è mai esistita. Ho toccato molte stanze dei bottoni, e sempre ne sono stato cacciato, sempre sono diventato uno isostenibile da togliersi dai piedi. Oggi sono disoccupato. E, considerando che cosa si deve vendere per essere occupati nel giornalismo di oggi, lo considero il mio maggior titolo.

    Suo B.