La psichiatrizzazione della società e della persona

La psichiatrizzazione della società e della persona

Di Saura Plesio, Nessie

Ho letto un articolo di Susanna Tamaro comparso sul Corriere della Sera del 26 gennaio scorso che tratta l'argomento apparentemente inaccostabile come la vicenda della famiglia nel bosco e quella di Vittorio Sgarbi. In realtà sono due vicende che hanno molto in comune: in entrambi i casi c'è una magistratura che si impadronisce delle vite degli altri per metterli sotto tutela come avveniva in Urss. Il noto critico d'arte non può sposare la sua compagna di una vita Sabrina Colle, prima di essere stato sottoposto a perizia psichiatrica, solo perché una figlia (forse più interessata al suo patrimonio che al suo affetto) ha fatto richiesta di esserne la tutrice. Idem per la nota "famiglia del bosco" australiana smembrata e separata negli affetti più cari dopo il prelievo forzoso dei tre bambini.

I genitori come è noto non possono interagire coi figli. Le visite vengono contingentate e la madre non può rimanere a tempo pieno con i suoi figli, mentre al padre è consentita solo qualche oretta, come avviene nei parlatori carcerari. Così i bambini si sono ritrovati dalla libertà del bosco con la capretta e il cavallo, a una impersonale e anonima casa-famiglia con tanto di assistenti sociali che con molta probabilità non parlano nemmeno la loro lingua, in questo caso (e non a caso) "lingua materna". Chi giudica gli stili di vita, le scelte sentimentali di Sgarbi così come le scelte esistenziali dei coniugi Trevallion e della loro famiglia, sottoposti a perizia psichiatrica e che hanno reagito denunciando, a loro volta, l'assistente sociale? I giudici, gli psicologi e psichiatri forensi e le assistenti sociali. Ovvero, quelli che la Tamaro chiama "i nuovi sacerdoti".

Quello che sta succedendo non ha nulla a che vedere con la sua controversa immagine pubblica, ma con qualcosa di molto più grave e che accomuna la sua vicenda (ndr: si riferisce a Sgarbi), in qualche modo, a quella dei bambini del bosco. In entrambi i casi abbiamo delle persone che non compiono alcun crimine, ma semplicemente non si uniformano alla codificata consuetudine dei tempi, e per questo vengono psichiatrizzate. Gli psichiatri sono assurti, loro malgrado, a sacerdoti del postmoderno. La loro parola sancisce ciò che è accettabile da ciò che non lo è...

D'altra parte, una forma di medicalizzazione di massa forzosa e perfino di psichiatrizzazione è avvenuta anche durante il periodo della crisi sanitaria del 2020, con la cosiddetta "pandemia".

Un ragazzo che violò le regole liberticide del confinamento coattivo, venne ritirato in reparto psichiatrico e dovette intervenire il parlamentare leghista Armando Siri (nipote del fu-cardinale genovese Giuseppe Siri) per farlo rilasciare. Avvenne a Ravanusa in Sicilia, ma i più, manco se ne ricorderanno, nonostante si fosse trattato di un atto gravissimo. E comunque sta a dimostrare che il fossato della linea di confine tra democrazia e tirannia è già stato varcato e saltato.

Alla famiglia del bosco la sottoscritta ha già dedicato un paio di post qui e qui. Ma noto con dispiacere, che ogni scusa è buona per allungare i tempi burocratici del rilascio dei bambini e che da novembre a oggi sono passati quasi tre mesi. Bambini allontanati dai genitori a Natale, a Capodanno, all' Epifania e in altre festività comandate, mentre la Pasqua non è lontana, tenuto conto che quest'anno cade il 5 aprile.

Sempre la Tamaro in un'intervista a cura di Francesco Borgonovo, apparso su La Verità, parla di un "proletariato mentale" sottomesso all'arbitrio dei giudici. Ovvero, siamo all'assenza di un pensiero critico, all'essere omologati in tutto per tutto alle idee socialmente imposte e subire un controllo sociale in ogni ambito della vita. Le scelte personali ritenute devianti possono venire non solo stigmatizzate, ma impedite e represse con ogni mezzo.

Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone - continua la Tamaro. Per le persone è normale avere un momento di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell'ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi.

Nel caso di Sgarbi, lo stato depressivo nel quale era sprofondato, è servito ad attirargli l'attenzione psichiatrica. Curiosamente, quando invece era veemente, polemico, reattivo e perfino aggressivo, nessuno si sognava di richiedergli un simile trattamento. Della serie, a cavallo magro vanno addosso mosche.

Un paragrafo importante dell'intervista citata è dedicato alle case-famiglia e a tutto il business che ci sta dietro. Il tutto gestito dai sistemi poco trasparenti delle cooperative rosse. Ma questo è un altro tema di discussione.

Di Saura Plesio, Nessie

06.02.2026 Santa Martina

Fonte: https://sauraplesio.blogspot.com/2026/02/la-psichiatrizzazione-della-societa-e.html

Commenti (9)

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Mostra commenti 9 caricati
    1. Martin 8 febbraio 2026

      Il discorso sulla psichiatria occidentale contemporanea è estremamente complesso ed è generalmente argomentato e compreso quasi solo da.... psichiatri, ossia indisponibile o incomprensibile al grande pubblico.

      Ho letto parecchio in merito, ma mi limito ad un esempio esplicativo.

      Tra la meta' degli anni 80 e la fine degli anni 90 ha imperversato negli USA l'onda della cd scuola dei "ricordi indotti", secondo la quale era possibile via psicoanalisi far riemergere la memoria di abusi sessuali subiti durate l'infanzia. Tale "scuola" provocò migliaia di procedimenti penali e psichiatrici in migliaia di famiglie americane, con interrogatori e sedute psichiatriche o psicologiche multiple, e traumi senza fine comunque provocati dai procedimenti, penali e/o psichiatrici. Famiglie devastate da interrogatori, psichiatrici e di polizia.

      Già all'inizio degli anni 90 emerse chiaramente che la metodologia di tale indirizzo dei "ricordi indotti", l'insistenza e le suggestioni con le quale si facevano le domande, condizionavano i minori - in maggioranza bambini - a rispondere d'accordo con le aspettative degli interroganti.
      La stragrande maggioranza dei minori non aveva subito alcun abuso sessuale.

      Il cd indirizzo alla fine degli anni 90 finì, così, pesantemente ridimensionato e screditato, ma solo dopo aver rovinato migliaia di famiglie.

      Domanda: dovè l'odiato sistema in questa fattispecie?
      Migliaia di psichiatri e psicologi americani hanno aderito a quell'indirizzo per oltre un decennio, e ci hanno ampiamente lucrato sopra. Nessuno li ha obbligati.

    2. ric 8 febbraio 2026

      quel rotto in c... del giudeo freund ne e' stato capostipite di

      nefandezze che ancora ingrassano gli strizzacervelli.. e tanti assistenti sociali che decidono schematicamente sui figli altrui...


    1. BrunoWald 7 febbraio 2026

      "E comunque sta a dimostrare che il fossato della linea di confine tra democrazia e tirannia è già stato varcato e saltato."

      Il passo successivo consiste nel rendersi conto che non c'é nessun fossato, che la democrazia non é altro che un camuffamento della tirannia, particolarmente sofisticato. Un insieme di concessioni temporanee su questione marginali, revocabili in qualunque momento.

      Perché é importante capirlo? Perché ormai sono quasi tre secoli che giriamo in tondo cercando di afferrarci la coda, come i cani. E poiché la realtá umana é prodotta dal pensiero, per poter pensare qualcosa di diverso bisogna prima capire dove stiamo sbagliando.

    2. ric 7 febbraio 2026

      quando nella tecnologia una cosa si rompe o non funziona , una analisi scientifica ne trae le debite concusioni e provvede...

      Capire dove stiamo sbagliando nella societa' sarebbe ugualmente facile , in tutti i campi.

      il difficile e' ammeterlo per non disturbare i responsabili .

    1. natascia 7 febbraio 2026

      Credo che i cosi- detti sistemi, debbano periodicamente essere rivisti. Nulla è immutabile.

    2. ric 7 febbraio 2026

      si ,ma sovente peggiorano....

    1. akel 7 febbraio 2026

      Bellissimo quando si parla di «nuovi sacerdoti»!
      Dovrebbe anche servire per ricordare che sempre sono stati i sacerdoti di un qualche potere teologico/politico a decidere sulla salute mentale degli individui.
      Ma i sacerdoti hanno bisogno del «sacro» per esistere: non sarebbe forse l'ora di "cancellare" questo concetto dal nostro universo semantico.
      Oltre che nella tirannia anche nella democrazia c'è un momento nel quale qualcosa è superiore alla legge: nella grecia antica in un processo in cui erano giudicati alcuni ammiragli accusati di non avere salvato dei naufraghi la volontà della maggioranza si impone contro la legge; adesso sopra la legge c'è la ragione di stato.

    1. gix 7 febbraio 2026

      Siamo sulla falsariga del tema principale, già toccato con il "decalogo del perfetto schiavo", ovvero, nella sostanza, provare a capire come si sta al mondo. Certo, il massimo sarebbe riuscire a conciliare la propria dignità con la sopravvivenza nel sistema, ma non è facile. Sappiamo ormai che il sistema, ammesso che si possa individuare una struttura dai contorni, e dai confini, ben precisi, nei confronti dei quali si sceglie di stare dentro o fuori, in realtà non è una entità così ben stabilita. Il sistema infatti non è solo quello istituzionalmente individuabile in base alle regole e alle leggi, ma è tutto ciò con il quale ognuno di noi ha a che fare dalla mattina alla sera: la cosi detta matrix, per semplificare. Nella matrix ci trovi di tutto, dal tutore della legge inflessibile nel contestare l'infrazione, allo psichiatra/assistente sociale che decide (non si sa bene in base a quali criteri) il tuo stile di vita, al vicino rompicoglioni che ti rovina la giornata, fino al matto fuori di testa che può persino porre fine alla tua esistenza. Nella spesso citata a sproposito "Arte della Guerra" di Sun Tzu (ma si potrebbe citare anche Machiavelli, in ottica sovranista...), tre sono i principali metodi per attuare le proprie strategie di vittoria e, quindi, di sopravvivenza. Primo, cercare di vincere senza spargimenti di sangue, combattendo quindi con astuzia e tenendo sempre presenti i costi economici, morali e politici della guerra. Secondo, uso della forza proporzionato all'obiettivo da raggiungere, nonchè terzo, fondamentale, conoscenza il più possibile approfondita del nemico. Il sistema quindi non è solo quello che ti avvolge con le sue regole spesso assurde e con l'unico scopo di imporre il potere precostituito, ma è anche quello che si materializza sulla strada di casa, quando si incontra un proprio simile del quale non si riesce ad individuare la natura amica o nemica. Secondo gli insegnamenti suddetti, la cosa giusta da fare sarebbe, se non si riesce a conoscere in modo sufficientemente chiaro e prevedibile l'entità con cui si rischia il confronto, girare alla larga o quantomeno prevedere le mosse del possibile nemico evitando il confronto. Suggerimento che magari può essere utile a quei cappuccetti rossi che pensano di poter addentrarsi nel bosco confidando nella buona fede altrui, e nel rispetto delle regole a priori.

    1. Dario Lampa 7 febbraio 2026

      Cito: "[...]In realtà sono due vicende che hanno molto in comune: in entrambi i casi c’è una magistratura che si impadronisce delle vite degli altri per metterli sotto tutela come avveniva in Urss[...].
      Ci sarà forse una magistratura a volte un po' "deviata" ma un'altra cosa è mettere sotto il controllo della politica l'intera magistratura e questo non mi impedirà di votare NO al prossimo referendum sulla giustizia. A buon intenditor...

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