Alex Berenson
alexberenson.substack.com
Il preprint era uscito a luglio, firmato da alcuni scienziati e medici dell'Università di Bristol, una delle migliori università britanniche.
Naturalmente, aveva suscitato pochissima attenzione, anche dopo la sua presentazione in agosto al Congresso della Società Europea di Cardiologia.
La ricerca che, anche indirettamente, solleva dubbi sulla sicurezza dei vaccini Covid raramente arriva in prima pagina.
[Questa è la traduzione integrale dell'articolo riportato in figura:
La proteina spike Covid-19 si lega e modifica le cellule cardiache
28 agosto 2021 Jennifer Mitchell
La proteina spike che si trova sulla superficie del virus responsabile della Covid-19 provoca cambiamenti alle cellule dei piccoli vasi sanguigni del cuore, secondo una ricerca da noi finanziata e presentata al Congresso della Società Europea di Cardiologia.
I ricercatori dell'Università di Bristol hanno scoperto che la proteina spike si lega a cellule chiamate periciti che rivestono i piccoli vasi del cuore. Questo legame innesca una cascata di cambiamenti che interrompono la normale funzione di queste cellule e portano al rilascio di sostanze chimiche che causano infiammazione. Questo succede anche quando la proteina [spike] non è più attaccata al [rivestimento esterno del] virus.
Ricerche precedenti avevano mostrato che la proteina spike può rimanere nel flusso sanguigno anche dopo la scomparsa del virus dal sito di infezione. In questo studio, i ricercatori hanno analizzato solo i periciti dei piccoli vasi sanguigni all'interno del cuore. Tuttavia, i periciti si trovano all'interno dei piccoli vasi sanguigni in tutto il corpo, anche nel cervello e nel sistema nervoso centrale. Questa ultima scoperta può contribuire a chiarire l'effetto del virus su organi lontano dal sito d'infezione del virus Sars-Cov2.
I ricercatori hanno prelevato alcune cellule dei piccoli vasi cardiaci e le hanno esposte alla proteina spike. Hanno scoperto che la proteina spike, da sola, era sufficiente a disturbare la normale funzione delle cellule e a portare al rilascio di sostanze chimiche pro-infiammatorie.
Hanno poi bloccato il recettore CD147 e hanno scoperto che questo impediva alla proteina spike di provocare alcune delle modificazioni cellulari [osservate in precedenza]. Tuttavia, l'infiammazione continuava. Ora i ricercatori sperano di scoprire se un farmaco che blocca il CD147 negli esseri umani possa aiutare a proteggere le persone da alcune delle complicazioni derivanti dalla Covid-19.
Il professor James Leiper, il nostro direttore medico associato, ha detto:
"La Covid-19 ha presentato una sfida senza precedenti per la comunità della ricerca cardiovascolare. C'è ancora molto da sapere sul tipo di impatto a lungo termine che il virus potrà avere sulla nostra salute, ma questa ricerca ci porta più vicino a capire meglio come il virus della Covid-19 colpisce il cuore e il sistema circolatorio e potrà infine portare a nuovi modi per proteggere il cuore.”]
[Continua il post di Berenson]
Il preprint è lungo 26 pagine e comprende 56 note. Non sono un esperto della struttura e della funzione delle cellule cardiache, ma, per quanto posso dire, sembra meticolosamente documentato. E dipinge un quadro preoccupante: le cellule specializzate dei vasi sanguigni, chiamate periciti, hanno recettori chiamati CD147. Questo nuovo coronavirus (Sars-Cov-2) come tale non può attaccare direttamente questi recettori CD147 e danneggiare le cellule dei periciti, causando trombi e attacchi di cuore.
Ma la proteina spike libera di circolare nel torrente ematico, come la proteina spike che i vaccini fanno produrre al nostro organismoi, può farlo.
Lavoro originale: https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.12.21.423721v2.full.pdf
I ricercatori non avevano esaminato specificamente le proteine spike indotte dal vaccino; stavano invece studiando il potenziale distruttivo delle proteine spike nelle persone infettate naturalmente dal virus. Ma sono stati chiari sulle implicazioni della loro scoperta:
"Cosa importante, dimostriamo che la proteina S ricombinante, da sola, attiva la segnalazione cellulare attraverso il recettore CD147 nelle [cellule] cardiache, inducendo così disfunzione cellulare e rottura microvascolare in vitro."
E la proteina spike è uguale e funziona essenzialmente allo stesso modo, sia che derivi dalla frammentazione del virus o che sia stata sintetizzata dal vaccino. Un documento pubblicato a maggio aveva mostrato che 11 persone su 13 avevano livelli misurabili di proteine spike nel sangue dopo la vaccinazione.
Fonte: https://academic.oup.com/cid/advance-article/doi/10.1093/cid/ciab465/6279075
Presi insieme, questi lavori chiariscono, almeno in teoria, il meccanismo d'azione con cui questi vaccini causano miocardite e altri danni cardiaci: le proteine spike vengono rilasciate nel torrente ematico dopo la vaccinazione, [vanno in circolo] e poi danneggiano queste importanti cellule [cardiache].
Quanto frequentemente possa verificarsi questa attività indesiderata non si sa, ma l'evidenza clinica mostra che il legame con la miocardite è reale, come ora ammette anche il Centers for Disease Control.
In un mondo migliore, i regolatori e gli esperti di salute pubblica farebbero della ricerca di questo potenziale legame una priorità assoluta.
Sfortunatamente, il fanatismo intorno ai vaccini ha reso quasi impossibile una discussione onesta sul legame tra [vaccini Covid] miocardite e altri potenziali problemi cardiaci - e la ricerca su di essi è ancora più difficile.
E così continuiamo a cercare risposte a domande che a malapena ci è permesso porre.
Alex Berenson
Fonte: alexberenson.substack.com
Link: https://alexberenson.substack.com/p/pay-no-attention-to-the-spike-proteins
06.09.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


Pfefferminz 8 settembre 2021
Sorprendente notizia dall'Università di Innsbruck.
C'è una correlazione fra l'alto livello di anticorpi e il decorso grave della malattia Covid, mentre il decorso lieve dipende dall'attività delle cellule T del sistema immunitario.
Fonte in tedesco: https://www.transparenztest.de/post/uni-innsbruck-schwere-verlaeufe-bei-hohen-antikoerpertitern-leichte-bei-guter-t-zell-aktivitaet
È un po' il contrario di quello che ci si aspetta.
In certe parti del mondo, tra cui Israele e Ostfriesland (Frisia orientale), si inietta la terza e quarta dose di vaccino Covid perché il numero degli anticorpi diminuisce. Gli scienziati di Innsbruck ci dicono che alti livelli di anticorpi sono correlati con il decorso grave della malattia.
E il virologo Christian Drosten, l'inventore del test PCR a 45 cicli, dice di voler contagiarsi per irrobustire l'immunità acquisita con due vaccinazioni.
Chi ci capisce più qualcosa?
ton1957 8 settembre 2021
E' una discussione tra ubriachi (arroganti scientisti), starci dietro si rischia la follia.
Papaconscio 8 settembre 2021
Infatti a questo punto non bisogna capirci più nulla e basarsi sulla propria diretta esperienza: non mi ammalo da anni e negli ultimi due anni non ho preso né raffreddore né influenza, eppure sono stato a contatto con migliaia di persone di tutte le nazionalità per il lavoro che faccio. Se qualcuno mi chiede se sono vaccinato prima di tutto rispondo che sono c...i miei, e in seconda battuta: "ho sviluppato una immunità naturale che è superiore a qualsiasi farmaco" e con questo chiudo ogni ulteriore comunicazione.
Pfefferminz 8 settembre 2021
Lo studio dell'Università di Innsbruck conferma i sospetti degli scienziati dissidenti che conosciamo come il prof. Bhakdi, la prof. Dolores Cahill e il dott. Michael Yeadon: gli anticorpi si distinguono in neutralizzanti e non neutralizzanti. Quelli non neutralizzanti si legano al virus SARS-CoV-2, rendendolo più aggressivo. Vi sarebbe poi una reazione esagerata del sistema immunitario ("tempesta citochinica") con concomitante produzione di una particolare tossina e decorso grave della malattia.
Ma gli scienziati dissidenti non sono mai stati ascoltati. Se si dovesse confermare quello che hanno scoperto gli scienziati dell'Università di Innsbruck, ogni vaccinazione supplementare non farà che aggravare la malattia, se i vaccinati si contagiano.
Del tutto incomprensibile poi "l'andate e contagiatevi" rivolto ai vaccinati del prof. Drosten, le cui dichiarazioni vengono ora minimizzate dalla stampa mainstream tedesca. Drosten avrebbe parlato solo a titolo personale.
Hai ragione, Ton, si rischia la follia a seguire le esternazioni di certi soggetti. Per fortuna abbiamo i nostri fari nella nebbia, i pochi pensatori incorruttibili che ci illuminano.
Christian 9 settembre 2021
ottimo, spara pure che hai anticorpi antisarscov-19 superiori al 20% rispetto ai vaccinati (info scientifica fà sempre figo), e FINE DELLA COMUNICAZIONE passiamo ad altro.
Christian 9 settembre 2021
cosa centra l'ossido di grafene nei vaccini?