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LA PRETESA D'INNOCENZA IN UN GIOCO AVVELENATO

Ricordi quei giorni felici della giovinezza quando ci insegnavano ad uccidere?

DI JOHN KAMINSKI

Fammi vedere un uno che gioca bene a biliardo e ti mostrerò una gioventù sprecata.
Damon Runyon

Per far sì che le masse non arrivino a capire cosa c’è in serbo per loro NOI LE DISTRAIAMO A PIU’ NON POSSO CON DIVERTIMENTI, GIOCHI, PASSATEMPI, PASSIONI, CENTRI RICREATIVI… PRESTO DOVREMO COINVOLGERE LA STAMPA NEL PROPORRE COMPETIZIONI NELL’ARTE, LO SPORT ED ALTRO ANCORA: interessi che finiranno per distrarre una volta per tutte le loro menti da questioni che altrimenti ci obbligherebbero ad opporci a loro. La gente resa sempre meno avvezza
alla riflessione ed all’opinione personale, comincerà ad esprimersi usando i nostri stessi toni, dal momento che noi siamo i soli in grado di offrire loro nuovi orientamenti di
pensiero… naturalmente attraverso individui insospettabili d’essere solidali con noi.

– Protocolli di Sion, 13:3 Se i media possono trasformare mostri assassini come George W. Bush in eroi, perchè non dovrebbero trasformare un angelo com Cindy Sheehan – genuina rappresentante della madre di tutti che predica solo per il nostro bene – in un diavolo?
– Johnny Barzakh

Ah, il football americano e il suono della banda che passa, lo strafogarsi d’hamburgers sorseggiando qualcosa di forte nell’arietta frizzante di un giorno d’autunno.

Il compito del leader della squadra, quando ispeziona il campo al di là dei suoi compagni schierati in formazione, è quello di identificare gli ostacoli che lo separano dal
suo obiettivo, ovvero portare la palla fino a fondo campo. Si segnano “punti” per questo e si può “vincere la partita”. Ecco dove apprendiamo a considerare le persone
come ostacoli piuttosto che come elementi propri e necessari di quel particolare che definiamo “noi stessi” (si abusa del prossimo al fine di ottenere “punti”, proprio come
nel mondo vero dove si abusa degli esseri umani al fine di far “soldi”). Il concetto che gli altri siano parte di noi stessi viene mutilato nei quotidiani ogni giorno. Si persegue
la politica sociale secondo la quale l’alienazione personale dalla famiglia e dagli amici porta ad un aumento dei consumi. Tale politica induce ad acquistare beni nel
tentativo di rimettere in sesto la propria sicurezza infranta. Un po’ come il Libro della Rivelazione, il football americano, secondo me, suona come una missione suicida
codificata. Ma d’altronde la vita è una missione suicida. Non ha senso nasconderlo. Non c’è motivo per non essere onesti. C’è solo da capire il significato di certi rituali.
Alla fine il vero colpo vincente sarai tu a segnarlo: accederai alla bellezza del sapere.

Tra rossi, dorati e tutte le cangianti sfumature intermedie, il mese di ottobre reca con sè un risplendente abbraccio di vivaci colori per le incontaminate colline del Vermont.
In paese una banda delle scuole medie marcia festosa e trionfante lungo il viale principale mentre genitori orgogliosi assistono appoggiati ai loro veicoli pickup, cullando i
loro piccoli e sfoggiando un radioso sorriso. E’ giunto il giorno della grande partita. Ciascuno indossa il suo orgoglio forzato con la prescritta plasticità di una sitcom
televisiva. La città si è allenata ad odiare chiunque abbia a che vedere con il nemico per eccellenza: la West Bumphuck, la scuola media della regione.

L’affluenza alle manifestazioni autunnali è stata inferiore al solito quest’anno, per via delle tante famiglie recatesi a Washigton o in molte altre località per protestare
contro l’insana guerra americana in Iraq. A tuttora, non uno tra i presenti alla grande parata in questo speduto centro abitato si è fermato a pensare che molto lontano da
lui vive una famiglia in tutto simile alla sua – che in pratica prende parte agli stessi rituali sociali solo esprimendosi in una strana lingua – i cui componenti si stanno
sostenendo uno con l’altro mentre osservano i bambini con orgoglio… mentre sulla loro parata piovono dal cielo le bombe americane, mentre i manipolatori ebrei e
britannici se la ridono in disparte alla vista di quei bimbi sanguinanti tra la polvere irachena.

Nel Cuore della Città, America, non se ne parla e basta. Il grande spettro grigio incombe sul mondo con la pesantezza di un male troppo grande per essere contrastato
nel timore di veder andare a pezzi la propria vita.

Mentre la civiltà umana precipita verso abissi degradanti sotto diversi aspetti – nutrizione, pensiero, degrado ambientale – in America, il gioco non si arresta. La gente
volta lo sguardo altrove quando le valanghe fantasma del capitalismo si abbattono sui loro vicini. Dà una bell’occhiata allo specchio umano.
Ecco: la cittadinanza si dirige verso il campo sportivo a passo di marcia. Lasciamo la brutalità simbolica abbia inizio. Spacchiamo qualche gamba di adolescente e
impariamo come si usano quelle armi di distruzione di massa che accusiamo sempre gli altri di possedere pur sapendo al tempo stesso che le migliori ce le abbiamo noi.
Questa è la nostra ipocrisia non detta.

Viviamo in una società che esalta l’eroismo trascurando di esaminarne appieno i risvolti pratici.
E allora, se il vero scopo dello sport è quello di estirpare la vigliaccheria dal coraggioso e la serietà dal cooperativo, coloro che trionfano non possono che essere dei
robot. Difatti, hanno fatto loro un progetto affidatogli da altri. Da individui che in fin dei conti non sono che proprietari di schiavi. Prendi ad esempio il ventaglio di
possibilità che hai contemplato da ragazzo e nota come l’ambito di tale scelte sia rimasto offuscato, limitato dalla tua partecipazione ad attività sportive.

Da uno che possiede l’Enciclopedia del Baseball stipata in un archivio ammuffito dietro al suo orecchio sinistro, posso propio dire che scambierei volentieri ogni ultima
media statistica di battitura in quello spazio di mente sprecato con l’abilità di suonare uno strumento musicale o di parlare un’altra lingua.

Devi raccogliere le cose che ti serviranno quando disputerai la tua ultima partita, questo è lo scopo della vita.

Ma il mondo sembra stia giocando con noi un gioco ben diverso.

Siamo carne, tagli scelti (alcuni non così scelti) nel comparto frigo degli Illuminati e disponibili all’istante per tutti i sacrifici rituali del club Bohemian Grove, rappresentato
nel il mondo in luoghi come Kabul e Baghdad.

Mettiamo il nostro manzo sulla griglia e in altre arene e la città intera si svuoterà per acclamarlo. Non mettiamo in relazione il fatto che imparando a lanciare la palla in una
volta magnifica fino al glorioso passaggio del touchdown ciò che in realtà collochiamo a fondo campo è la nostra facoltà – anzi, la nostra giurata obbedienza –   di vedere
una nube a forma di fungo che incenerisce degli innocenti…

…sulla base di quanto i nostri “leaders” (allenatori, insegnanti, guide spirituali) ci hanno detto di fare. Non mettiamo in dubbio quello che affermano, lo facciamo e basta.
In milioni muoiono senza motivo e noi sventoliamo le nostre bandiere; ci compiaciamo per i profitti che frutta il nostro stile di vita a spese di miliardi di altri sconosciuti
individui.

Abbiamo segnato un touchdown. Un affare a rischio. Quel che c’è voluto a farci vincere la partita ha appestato milioni di individui nel tempo che a noi è bastato per
vincere.

Ecco perchè dico sempre, se ti trovi coinvolto in queste attività, in realtà sei tagliato fuori dal gioco vero, quello a cui si allude nei Protocolli sopra citati. I Protocolli? Le
parole più vere non sono mai state enunciate. Se finora non avete creduto a niente di quanto ho detto, a questo credeteci.

Attualmente in tutto il Medio Oriente assistiamo ad una situazione (in tutto il mondo per la verità) che serve da prototipo per la nostra nuova società umana, totalmente
governata dai numeri di uomini che imbrogliano sui loro libri. La giustizia è un vuoto cicalare in una cella buia. Stai calcolando quanto manca al momento in cui
l’acquazzone si riverserà sul casa tua? La maggior parte delle persone che conosco lo stanno facendo.

L’intera storia sugli Ebrei è che a loro spetta scegliere di rientrare a far parte della razza umana, pena la distruzione. L’atteggiamento deleterio che li affligge è quello di
ritenersi migliori di chiunque altro. Pensano di aver stretto un’alleanza con Yahweh, il che li autorizzerebbe a commettere crimini contro il prossimo restando impuniti. Nella
loro odiosa arroganza, che è diretta veramente, come la loro stessa vergognosa prestazione, come un gruppo socio etnico costruito artificialmente che fu fondato su
varie pericolose patologie (tra cui il sacrificio di bambini, il peggiore), insistono a dire che, se non si farà come dicono, distruggeranno il resto del mondo. Per me si tratta di
una malattia psicologica infantile che hanno bisogno di curare, o altrimenti ci penseranno altri a farlo, potete contarci.

Ci penserà Madre Natura se non lo faranno i loro simili.  

Esiste la possibilità che la cura per tale malattia sia lo sterminio. Alcune persone, estremamente potenti, non la disdegnano. Chi sa perchè? Il fatto è assodato, le ragioni
rimangono in parte sconosciute e certamente celate alla vasta maggioranza delle pecore-uomo.

Tutti gli eroi identificati dai media come tali sono stati dei personaggi grossolani, dalla fama velatamente descritta in discussioni preparate in anticipo. Veneriamo le loro
leggende. Sono parte di noi, personaggi che cerchiamo di emulare. Di solito si tratta di una false immagini ma esistono delle eccezioni: Martin Luther King, Gandhi,
Hawking o Keller.

Mi torna in mente il gigantesco campo da gioco Maia presso le rovine di Chichen Itza, nello Yucatan. Mi colpì moltissimo il fatto di come alla fine la squadra perdente
venisse decapitata. Questo sì che è un incentivo a dare il massimo! Mi chiedo se è così che si sentono gli iracheni ad essere usati come un football nella lotta al potere
geopolitico tra squadre ben più potenti, con l’unica prospettiva di una morte orrenda e sanguinosa.

Il futuro per la civiltà umana si delinea in questa forma e tutto questo sta accadendo perchè tu scegli di credere alle bugie che ti raccontano. Il potere che conferisci loro non è altro che l’elemento in grado di trasformare il pianeta Terra in una fossa tossica dell’umanità.

John Kaminski
Fonte:http://warfolly.vzz.net/
Link:http://warfolly.vzz.net/poisonedgame.html
30.09.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di KOLDER

 

Pubblicato da Davide

  • AldoVincent

    Credo che kaminski debba migliorare il suo spagnolo.
    Infatti, la guida che lo accompagnava, sicuramente gli ha detto che a Chikenitza era il leader DELLA SQUADRA VINCITRICE a venir decapitato (dopo essere stato dipinto tutto d’azzurro) Per la sua maggior gloria.

    Cia’

    Aldo Vincent
    FATEVI DA SOLI IL VOSTRO QUOTIDIANO:
    http://guide.supereva.it/satira

  • ElTano

    Credo che Kaminski farebbe bene a controllare meglio le sue fonti: “I protocolli dei savi di Sion” è un noto pamphlet antisemita pubblicato per la prima volta in Russia nel 1905 e contenente un miscuglio di menzogne e incitazioni più o meno indirette all’odio razziale. Servì infatti come base teorica del pensiero (se si può definire così) antisemita per i decenni successivi, fino all’Olocausto. Indubbiamente, alcuni punti del preteso complotto ebraico che il libro dice di svelare si sono attuati o si stanno attuando punto per punto, ma non credo che ciò ne implichi necessariamente l’imputabilità ad un’internazionale ebraica occulta. In fondo si tratta di un programma costituito da una serie di provvedimenti di “senso comune” che chiunque abbia la pretesa di dominare il mondo adotterebbe. E dunque, perché puntare il dito contro questa fantomatica internazionale ebraica? Perché non accusare invece i veri padroni del mondo, siano essi ebrei, londinesi o cingalesi? Il capitale non ha né colore né razza, e confondere l’antisemitismo con l’essere contro lo Stato di Israele è intellettualmente sbagliato, oltre che politicamente pericoloso.

  • giorgiovitali

    La frase che più mi ha colpito è quella conclusiva: . E fosse solo così! Invece NO! Si crede alle bugie nella misura in cui sono palesemente delle stronzate. Si crede alle idiozie in quanto idiozie. Detto questo, è logico che la lotta contro la menzogna – che fu anche la lotta di un tale, non si sa bene quando vissuto, ed al quale fu dato il nome di Gesù – sia titanica. Di carattere divino. Chi lotta,realmente e concretamente, contro la menzogna, ha il diritto di essere ritenuto DIO. Giorgio Vitali