LA PIU' POTENTE BANCA DEL MONDO

LA PIU' POTENTE BANCA DEL MONDO

DI GIANLUCA FREDA

blogghete.blog.dada.net

“Un giorno, chiederanno anche a te qualcosa, tu ascolterai e ricambierai chi ti ha aiutato”.

(Paulo Coelho, Lo Zahir)

Il 25 giugno scorso, cioè cinque giorni dopo che il video fasullo della “morte di Neda” era stato diffuso attraverso Twitter e Facebook a tutti i media dal mondo, sulla stampa comparve un articolo firmato dal noto scrittore brasiliano Paulo Coelho. In esso Coelho affermava di aver riconosciuto nel video di Neda, visto su internet, un suo amico, un medico iraniano di nome Arash Hejazi. Hejazi è l’uomo che nel video si trova alla sinistra di Neda (e con ogni probabilità è lui a rovesciare il finto sangue sul viso della ragazza). Coelho si mostra preoccupato per la sorte dell’amico, lo contatta per mail e riceve conferma: è proprio Hejazi l’uomo che compare nel video.

Nella foto: Paulo Coelho Cerca poi di contattare l’amico anche via cellulare, ma al telefono risponde, per motivi non precisati, un giornalista della CNN. Finalmente il 24 giugno Hejazi dà notizia del suo arrivo a Londra e a questo punto Coelho decide di offrire alla stampa la conversazione via mail avuta con l’amico. L’articolo di Coelho è una delle cose più strane che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi, non solo per il contenuto sibillino, ma anche per gli interrogativi che pone circa i veri motivi della sua pubblicazione. Cercherò di spiegare di seguito ciò che voglio dire.

Io non conosco molto Paulo Coelho come scrittore. Qualche anno fa acquistai il suo romanzo Lo Zahir, di cui si faceva un gran parlare, ma nella mia memoria i contenuti del testo si confondono con i ricordi della mia folle notte d’amore con Demi Moore, di cui sognai dopo essermi addormentato a pagina 11. I pochi brani che ho leggiucchiato dei suoi testi (materiale scaricato più che altro da internet) contengono copiosi riferimenti al mondo della massoneria ed esplicitano, spesso con illuminante chiarezza, i fondamenti della filosofia massonica e i loro risvolti nei rapporti interpersonali degli appartenenti alla fratellanza. Si prenda ad esempio questo brano, tratto per l’appunto da Lo Zahir:

"Che cos'è la Banca dei Favori?"

"Lo sai sicuramente. Ogni essere umano la conosce".

"E' possibile. Tuttavia non riesco ancora a capire di che tu stia parlando".

"Era citata in un libro di uno scrittore americano. E' la banca più potente del mondo. E opera in tutti i campi".

"Io vengo da un paese senza tradizioni letterarie. Non potrei fare favori a nessuno".

"Questo non ha importanza. Posso farti un esempio: io so che tu sei un personaggio destinato ad affermarsi, ad avere molta influenza, un giorno. Lo so perché, un tempo, ero come te: ambizioso, indipendente, onesto. Oggi non ho più l'energia di allora, ma intendo aiutarti perché non posso o non voglio sentirmi inerte: il mio sogno non è la pensione, bensì la lotta intrigante rappresentata dalla vita, dal potere, dalla gloria. Così comincio a fare versamenti sul tuo conto - depositi che non sono in denaro, ma in contatti. Ti presento a questa e a quella persona, facilito determinate trattative, purchè siano lecite. Tu sai che mi devi qualcosa, anche se io non chiedo mai niente".

"E un giorno..."

"Proprio così. Un giorno, ti chiedo qualcosa: tu potrai rifiutarmelo, ma saprai di essermi debitore. Se farai ciò che domando, io continuerò ad aiutarti. Gli altri sapranno che sei una persona leale, effettueranno versamenti sul tuo conto - saranno sempre dei contatti, perchè questo ambiente vive di essi, soltanto di essi. Un giorno, chiederanno anche a te qualcosa, tu ascolterai e ricambierai chi ti ha aiutato. Con il passare del tempo, la tua rete si estenderà nel mondo, conoscerai quelli che avrai bisogno di conoscere, e la tua influenza aumenterà sempre di più."

"Oppure potrò non fare ciò che mi chiedi..."

"Certo. La Banca dei Favori è un investimento a rischio, come qualsiasi altro. Potrai rifiutarti di farmi il favore che ti chiedo, pensando che ti ho aiutato perché lo meritavi, perché tu sei il migliore, e tutti abbiamo il dovere di riconoscere il tuo talento. Bene, allora io ti ringrazierò e chiederò a qualcun altro, sul conto del quale ho effettuato dei depositi. Ma, da quel momento, senza che ci sia bisogno di dire niente, tutti sapranno che non meriti alcuna fiducia. Potrai crescere ancora, sì, ma non fino al punto che vorresti. A un certo momento, la tua vità comincerà a declinare: sarai arrivato a metà, non alla fine, sarai mezzo contento e mezzo triste - non sarai né un uomo frustrato né un uomo realizzato. Non sarai né freddo né caldo: sarai tiepido, e, come dice un evangelista in uno dei libro sacri, le cose tiepide non colpiscono il palato."

Non credo di stare facendo una rivelazione inaudita: lo stesso Coelho non ha mai negato la propria appartenenza alla massoneria e perfino Wikipedia lo definisce “uno dei maggiori esponenti della massoneria moderna”. Non è un caso che egli venga invitato tutti gli anni al Forum Economico di Davos insieme a personalità quali Henry Kissinger, Bill Gates, Shimon Peres, Gordon Brown e Rupert Murdoch. Quello che in verità non sapevo è che Coelho fosse membro anche dell’INP (Harvard International Negotiative Initiative), un’organizzazione che si occupa di gestione della psicologia dei soggetti in zone di guerra e che così definisce i suoi scopi: “Riconoscendo la necessità di approcci nuovi e psicologicamente sofisticati ai conflitti contemporanei, la INP lavora per estendere il campo di applicazione tanto della psicologia quanto della gestione del conflitto”. Coelho fa anche parte del Doha Center for Media Freedom, un’organizzazione con sede in Qatar, guidata dal francese Robert Menard, che riceve fondi USA per diffondere i nobili ideali della grande libertà mediatica americana (quella che ci propone perle come la “morte di Neda”) anche in Medio Oriente. Infine Coelho è membro della Maybach Foundation, un’organizzazione che “promuove contatti in tutto il mondo tra mentori e allievi, facilita e sovrintende alle loro relazioni”. La Maybach Foundation riceve i suoi fondi da associazioni sparse in tutto il mondo, quali la Daimler AG e la Silverstein Properties (di proprietà di Larry Silverstein, l’uomo che acquistò l’intero complesso del World Trade Center e lo assicurò per 7 miliardi dollari 6 mesi prima degli attacchi dell’11/9).

Chi credeva che Coelho fosse un semplice scrittore di romanzetti New Age, insomma, farà meglio a ricredersi.

Ora, la lettera pubblicata da Coelho sulla stampa è strana per diversi motivi. Tanto per cominciare, Coelho spiega ai lettori che il suo amico Hejazi è un “medico”. Il che non è del tutto inesatto: è vero che Arash Hejazi è laureato in medicina, ma è anche vero che egli stesso afferma in quest’intervista (rilasciata nell’aprile di quest’anno in lingua portoghese, che Hejazi parla perfettamente insieme all’inglese, lo spagnolo e ovviamente il farsi): “En primer lugar, actualmente no practico la medicina. En realidad dejé de practicarla hace diez años, porque tenía que dividir mi tiempo entre la medicina, como trabajo, y la literatura, como pasión” (Prima di tutto, attualmente non pratico la medicina. In realtà ho smesso di praticarla da dieci anni, perché dovevo dividere il mio tempo tra la medicina, come lavoro, e la letteratura, come passione). Eh già, perché Coelho nell’articolo, per motivi non chiari, non ha fatto il minimo riferimento alla cosa più importante: che Hejazi, in occidente, non è tanto noto per essere un “medico”, ma per essere uno scrittore di racconti di fiction, nonché titolare e fondatore della Caravan Books, che tra l’altro traduce e pubblica in Iran proprio i libri di Coelho! Tutti i libri di Coelho sono stati pubblicati in Iran dalla Caravan e quasi sempre tradotti in farsi dallo stesso Hejazi. Perché Coelho preferisce definire Hejazi un medico (cosa che egli è fino a un certo punto) e non fa il minimo riferimento alla sua ben più nota attività di scrittore, editore e traduttore dei suoi libri?

Di sicuro non per “proteggerlo” dal malvagio Ahmadinejad, visto che nell’articolo Hejazi viene menzionato con nome e cognome e che l’articolo è stato pubblicato solo dopo l’arrivo di Hejazi a Londra. Inoltre, non mi è chiaro perché mai un medico dovrebbe correre dei rischi, fino al punto di fuggire precipitosamente dal proprio paese, solo per aver soccorso una manifestante ferita: non mi risulta che esistano paesi nel mondo in cui ciò sia vietato o sia motivo di persecuzione, tanto più che il video era stato visto ormai da tutto il mondo e c’era ben poco da mettere a tacere. Le cose ovviamente cambiano se consideriamo il fatto che il video di Neda, come si è visto, non è altro che un falso costruito dalla CIA con la collaborazione di Hejazi per screditare il regime iraniano. Allora sì che comincio a capire i motivi della fuga precipitosa! Soprattutto se si considera che il “regime change”, progettato dalla CIA con la collaborazione di Mousawi, Rafsanjani e dei loro stolidi sostenitori, non era andato a buon fine.

Hejazi era (è?) per la CIA un contatto ideale. La sua casa editrice, come quasi tutti i gruppi d’opposizione in Iran, riceve fondi dal Congresso USA per svolgere opera di destabilizzazione in patria. Hejazi ha una residenza a Londra, studia alla londinese Oxford Brookes, parla diverse lingue e fa la spola tra Londra e Teheran, sotto la copertura delle sue attività culturali, il che gli ha permesso, fino a qualche anno fa, una certa libertà nello scambio d’informazioni riservate nonché la possibilità di ricevere direttive dall’esterno senza dare troppo nell’occhio. Poi però è venuto il brutto giorno in cui il governo iraniano ha mangiato la foglia. Il brutto giorno arrivò nel maggio del 2005, quando successe qualcosa che fece un certo scalpore anche sui media occidentali e che all’epoca si ritenne inspiegabile. Membri del servizio governativo iraniano si recarono allo stand della Caravan Books, nel bel mezzo della Fiera Internazionale del Libro di Teheran, sequestrando tutte le copie non ancora vendute (circa 1000) dell’edizione iraniana de Lo Zahir di Paulo Coelho. Ora, questa non è una storia di ordinaria censura. Prima di tutto la censura è qualcosa che si pratica, di norma, il più possibile dietro le quinte, cercando di non fare troppo rumore. In questo caso, invece, si scelse un appuntamento internazionale per eseguire il sequestro, in modo che la cosa facesse quanto più scalpore possibile, soprattutto all’estero. Fino a quel momento tutti i libri di Coelho erano stati tranquillamente pubblicati in Iran, sia pure con qualche piccola “correzione”. Inoltre, nel libro di Coelho non c’era assolutamente nulla che potesse impensierire il regime degli ayatollah, tant’è vero che il libro aveva già passato il vaglio della burocrazia culturale e aveva ottenuto l’autorizzazione alla pubblicazione e alla stampa. Si può legittimamente supporre che non si volesse colpire il libro di Coelho in sé, bensì la casa editrice che lo pubblicava e soprattutto il suo direttore, Hejazi, i cui rapporti con i servizi segreti stranieri dovevano essere ormai venuti alla luce. E lo si voleva fare in modo che il messaggio arrivasse forte e chiaro, nel bel mezzo di una convention internazionale: sappiamo cosa state facendo, da oggi in poi vi teniamo d’occhio. Hejazi riuscì comunque a vivacchiare, grazie alle protezioni dell’occidente e ai suoi contatti con Londra, dove passava buona parte del suo tempo. Immagino che dopo aver rovesciato la celebre fialetta di sangue finto sulla faccia di “Neda” la sua sopravvivenza in Iran non sarebbe più così facile. Faccio notare: cinque o sei giorni fa, dopo la pubblicazione dell’articolo di Coelho, ero andato sul sito personale di Hejazi (www.hejazi.ir ) e sul suo blog (http://hejazi.ir/en/blog/ ), dove c’erano molte cose interessanti, tra cui diverse foto di Hejazi e Coelho durante le presentazioni dei libri dello scrittore brasiliano in Iran e la promessa di Hejazi di spiegare ai lettori del suo blog ciò che aveva visto durante il tentativo di soccorrere la povera Neda. Oggi sia il sito che il blog sono spariti, non si capisce bene il perché. Contenevano informazioni compromettenti? Mah... di sicuro lo zelo nel cancellare le tracce è eccessivo per un “medico” la cui unica colpa sarebbe quella di aver soccorso una ragazza ferita. E a proposito di cancellare le tracce: da Youtube, da Google e da MySpace è anche sparita la parte centrale dell’intervista rilasciata alla BBC da Hejazi, dopo il suo arrivo a Londra, sull’”affaire Neda”. Si badi, non tutta l’intervista: solo la parte centrale, quella in cui Hejazi faceva dichiarazioni implausibili (e contrastanti con altre sue dichiarazioni precedenti) riguardo al sicario Basij che avrebbe ucciso Neda. L’intervista è ancora visibile per intero sul sito della BBC (e sui blog che la linkano, tra cui quello di Coelho); ma non appena la BBC dovesse decidere di rimuovere il video, le dichiarazioni di Hejazi svanirebbero dalla memoria del web (a meno che qualcuno non si prodighi a salvare il filmato, cosa che io non sono riuscito a fare). Per questo motivo, oltre a linkare di seguito il video dell’intervista integrale, riporto a futura memoria la trascrizione delle dichiarazioni di Hejazi (una volta tanto senza traduzione, tanto è un inglese abbastanza semplice da capire):



: A car coming by opened the door and offered them to take her away [cioè di portare “Neda” all’ospedale, dopo il presunto decesso, NdR]. They put her in the car and just went away, so I don’t know what happened afterwards, other than everybody else has heard.

But afterwards, some people believed they actually took someone with a Basij car. They said he was on a motorcycle, coming the other way and hiding in a corner. Some people shouted: “We caught him! We caught him!”. People went towards him and they disarmed him and took out his identity card, which was of a Basij member. And he was shouting, - because people were furious – he was shouting: “I didn’t want to kill her! I didn’t want to kill her!”. People just caught him and they didn’t know what to do with him. Some people said: “Don’t harm him! We are not killers like them!”. And… well, I was a few meters away, watching. I was shocked, so I didn’t participate anything.

Intervistatrice: Were you just watching?

Hejazi: I was just looking at them, watching, yes. And they said: “We can’t even give him back to the police, because they would just let him go away. So what should we do?”.

Intervistatrice: But they were certain in their own minds that he was from the Basij militia and that he was the one responsible?

Hejazi: Yes. And he was shouting “I didn’t want to kill her!”.

Intervistatrice: You heard him say so?

Hejazi: Yes, I heard him. He didn’t say “I wasn’t the one who shot her”, I think he was just crying, because he was afraid, “I didn’t want to kill her!”.

So they let him go, because they didn’t know what to do with him; they should have either harmed him or given him back to the police and none of them would work in that situation, and they were afraid to expose themselves to the police. They just let him go and they took his identity cards. I don’t know those people who took his identity cards, but I know that there are people there who know who he is. I noticed that some people were taking photos of him, but I don’t know who they are as well. And then I went back to my office to wash my hands and when I came out people had scattered. And that’s what I have seen.

Questa è la versione fornita da Hejazi alla BBC. Ma in precedenza Hejazi aveva fornito una versione del tutto diversa, ancora leggibile su Wikipedia:


“Alle 19.05 del 20 giugno, in Kargar Avenue, all’angolo tra via Khosravi e via Salehi, una giovane donna che era in piedi accanto a suo padre [sic] ad osservare le proteste è stata colpita da un miliziano Basij nascosto sul tetto di un’abitazione civile. Egli mirò dritto alla ragazza e non avrebbe potuto mancarla. In ogni caso, mirò dritto al cuore [e come fa Hejazi a saperlo?, NdT]. Io sono un medico, perciò corsi verso di lei per cercare di salvarla. Ma l’impatto del colpo era stato così forte che il proiettile era esploso all’interno del torace della vittima e lei morì nell’arco di 2 minuti. Le proteste si stavano svolgendo a circa un chilometro di distanza sulla strada principale [altra fesseria: abbiamo il video di Neda e Panahi nel bel mezzo della manifestazione, NdT] e alcuni dei manifestanti stavano fuggendo a causa del gas lacrimogeno usato contro di loro, verso via Salehi. Il filmato è stato girato da un mio amico che era accanto a me [!!!, NdT]”.

La mia domanda è: cosa ha spinto Hejazi a cambiare versione dell’accaduto pochi giorni dopo? E’ completamente citrullo, soffre di crisi amnesiache, vuole farsi scoprire come il classico criminale che inconsciamente desidera essere catturato o c’è dell’altro? Provo a rispondere più avanti.

Torniamo all’articolo di Coelho: il passo che mi sembra veramente interessante è il seguente:

“Lunedì 22 giugno, ore 17,46

Caro Arash, finora, ancora nessuna notizia da te. Dopo la pubblicazione del video sul mio blog, sembra che si sia diffuso in tutto il mondo, comprese citazioni sul New York Times, sul Guardian, National Review eccetera. Perciò ora la mia preoccupazione maggiore è per te. Ti prego di rispondere a questa email dicendomi che stai bene, citando il nome della persona con cui abbiamo trascorso il Capodanno del 2001, tanto per essere certo che sei tu a rispondere all’email. Non mi fido di questa persona della Cnn che risponde al tuo cellulare. Se non lo fai, potrei far sapere il tuo nome alla stampa, così da proteggerti — la visibilità è l’unico espediente per stare sicuri, a questo punto. Lo so perché sono stato un prigioniero di coscienza. Se mi rispondi, a meno di tue istruzioni diverse, smetterò di assillarti, per il momento. La mia preoccupazione ora sei tu. E la tua famiglia.

Con affetto

Paulo

p.s. diversi amici hanno ricevuto in copia questo scritto”

Coelho teme che il suo amico possa essere ucciso o che possa essere prigioniero di qualcuno. Per questo gli chiede di confermare la sua identità e avverte che farà il suo nome alla stampa se non riceverà altre notizie. Ma di chi, esattamente, Coelho teme che Hejazi sia prigioniero? Non credo che egli tema una sua cattura da parte della polizia iraniana: se così fosse, fare il suo nome sulla stampa occidentale non servirebbe a molto. Il putiferio internazionale non ha mai impedito al governo iraniano di eseguire, se necessario, delle condanne a morte. Tantomeno servirebbe a proteggere la famiglia di Hejazi. Qui devo partire da due postulati: il primo (che mi sembra confermato oltre ogni ragionevole dubbio) è che il video di Neda sia un falso pacchiano; il secondo è che Coelho sia a conoscenza dell’inautenticità del video. Questo secondo postulato non posso ovviamente dimostrarlo, ma mi sembra abbastanza verosimile, visto l’ambiente massonico-economico-mediatico-politico in cui Coelho è immerso fino al midollo e la sua partecipazione ad un’organizzazione che si occupa di “gestione psicologica dei conflitti”. Se un comune blogger arriva a rendersi conto di come funzionano le psyop d’intelligence, è improbabile che Coelho, con la sua assidua frequentazione di certi ambienti, non lo sappia. Mi sembra anche poco probabile che Coelho non abbia nulla a che fare con la creazione dei legami tra Hejazi e l’intelligence occidentale (“Così comincio a fare versamenti sul tuo conto - depositi che non sono in denaro, ma in contatti”, scrive Coelho nel brano citato più sopra). E’ probabile dunque che Coelho sappia benissimo che i reduci da “operazioni” di manipolazione psicologica come quella dell’”affaire Neda” tendano a sparire misteriosamente e vuole evitare che questo accada al suo amico. Non è a Hejazi che sono rivolte le mail, forse le mail non sono mai esistite: l’articolo è un messaggio in codice rivolto a tutti coloro che potrebbero cercare di eliminare Hejazi per evitare che la verità salti fuori. Non a caso Coelho fa pubblicare l’articolo su tutti i giornali, per dargli la massima risonanza possibile. Non a caso Coelho scrive in calce: “diversi amici hanno ricevuto questo scritto”. Traduzione: è inutile che cerchiate di togliere di mezzo il mio amico, perché anch’io sono a conoscenza della faccenda e se ci provate scateno un putiferio; conosco persone importanti. Ed è inutile che cerchiate di eliminare anche me, perché ho informato della cosa molte altre persone. Persone che contano. In questo caso la “visibilità” che l’autore brasiliano consiglia al suo amico è in effetti l’unico espediente per stare sicuri: eliminare in segreto un bersaglio (mediaticamente) visibile è più difficile che togliere di mezzo un perfetto sconosciuto. E difatti, appena arrivato a Londra, Hejazi rilascia immediatamente la sua lunga intervista alla BBC.

Intervista in cui cambia improvvisamente, platealmente e implausibilmente la sua versione dell’accaduto. Facciamo una prova: proviamo a leggere l’intervista di Hejazi alla BBC come un messaggio in codice diretto a chi ha “orecchie per intendere”:

We caught him! = Già, mi avete incastrato con questa sceneggiata di “Neda”.

I didn’t want to kill her! = Ma l’idea della messinscena è stata vostra. Io ho accettato di collaborare solo perché ero in debito con la Banca dei Favori.

And they didn’t know what to do with him = Ora non sapete cosa fare di me, vero?

Don’t harm him! We are not killers like them! = Vi chiedo di non farmi del male. Uccidermi sarebbe inutile.

I didn’t participate anything... I was just watching = Ero solo una pedina. Ho accettato di girare quel video perché ero in debito, ma non so nulla dei vostri piani. Non vi tradirò, non potrei farlo neanche volendo.

We can’t even give him back to the police, because they would just let him go away. = Non denuncerò il vostro imbroglio. A che servirebbe?

So they let him go = Perciò lasciatemi stare.

They should have either harmed him or given him back to the police and none of them would work in that situation = So bene che cercare di danneggiarvi o di denunciarvi non servirebbe a niente.

And they were afraid to expose themselves to the police = E del resto io stesso avrei paura a spiegare alle autorità o ai media cosa è realmente accaduto.

They took his identity cards = Ci sono persone che conoscono il vostro intero “curriculum vitae”.

I don’t know those people who took his identity cards, but I know that there are people there who know who he is = Io non conosco queste persone, ma vi garantisco che esistono e che non vogliono vedermi “sparire”.

Some people were taking photos of him = Altre persone conoscono bene le vostre facce, hanno file ponderosi su ogni vostra attività.

But I don’t know who they are as well = Non conosco neanche loro, ma, credetemi, esistono.

And then I went back to my office to wash my hands = Ora tornerò alla mia vita. Ho pagato il mio debito con la Banca dei Favori. Da adesso in poi me ne lavo le mani.

And that’s what I have seen = E questo è tutto ciò che ho da dirvi. Spero di essere stato chiaro.

Chissà se il messaggio otterrà lo scopo che Coelho, il “grande esponente della massoneria”, come lo chiama Wikipedia, si era prefisso. Chissà se Hejazi avrà salva la vita. Fino a pochi giorni fa avrei giurato che lo avremmo rivisto nelle pagine di cronaca di qualche quotidiano locale: “Tragica morte in un incidente d’auto del medico che tentò di salvare Neda. Il ricordo commosso del suo amico Paulo Coelho” o qualcosa del genere. Dopo la sua performance alla BBC penso invece che le sue quotazioni e le sue chance di non avere improvvisi guasti al sistema di frenatura dell’auto siano notevolmente aumentate. Ho l’impressione che sentiremo ancora parlare di lui.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-07-01
1.07.2009

Commenti (42)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. BSMLLHTL 5 luglio 2009

      http://www.presstv.ir/classic/detail.aspx?id=99636&sectionid=351020101

    1. myone 4 luglio 2009


      la prima volta la sequenza era lenta, ora e' sempre veloce.

      Mi sembra che la mano dell' uomo butti o si avvicini con gesto di buttare,

      e non si vede la provetta, mentre la mano che si vede la provetta,

      e' propio della donna.

      Meda sara' stata uccisa, questa non e' Meda.



      Andro' pure io di qui e di la', ma rimango nell' oppinione dei fatti, secondo l' articolo.

    1. myone 4 luglio 2009


      Ho guardato meglio, nella gif dell' articolo esce meglio la scena.

      Mi sembra una gif animata di due fotoframmi,, e non una sequenza,

      oppure e' una sequenza, in contemporanea, dove:
      le mani sono due;

      una femminile che chiaramente avvicina a getto la provetta al naso,

      e una mano maschile, poi, coperta (provetta), che fa' lo stesso movimento.

      Il samgue appare di subito.

      Il gesto c'e', l' oggetto pure.

      Il sangue appare.

    1. myone 4 luglio 2009



      come non si puo' darne atto a rectotal



      http://www.septclues.com/NEDA/NEDA%20squirt_on%20ketchup.gif


      sembra che la mano del dottore sia su un braccio e sul petto, mentre la mano che agisce,br>
      sembra propio della donna.

      Ma anche la mano sul petto, sembra femminile.

      Bhe, basta il gesto, la boccetta, ecc ecc..

    1. reza 4 luglio 2009

      Intanto due precisazioni per te:

      non agitarti, ci puoi scrivere anche in inglese sul blog di Arash, basta cliccare sul lato sinistro dello spazio dove in un quadrettino piccolo vedi scritto FA(farsi),se ci clicchi diventa EN(english) e cosi potrai dare sfogo alle tue "perplessioni".

      Potrai anche mandarli un e-mail se non vuoi che il tuo commento si veda dal pubblico.

      Inoltre,i commenti alla lettera di Arash qui da me tradotto in questo preciso momento sono 423 e non tre come dici tu. Un paio di occhiali !?!

      Se ci vai a vedere,proprio ora ho girato la tua domanda a lui.

    1. rectotal 4 luglio 2009

      Appunto, nel blog si può scrivere solo in farsi, e io non ne conosco una virgola. Ma mantenere il vecchio sito, quello in inglese, gli sembrava brutto? Magari è che quello in inglese era meno utile a sobillare il popolo dell'Iran contro il proprio governo e a svendere il paese agli americani? Ma quanti morti vuole ancora vedere questo Hejazi prima di piantarla di fabbricare e raccontare fregnacce? Oltretutto fino ad ora vedo solo tre miseri commenti al suo post, nonostante si tratti di un argomento che è discusso in tutto il mondo (e nel blog di un presunto "testimone oculare"!); il che mi fa fortemente pensare che Hejazi pubblichi solo i post che piacciono a chi gli tira i fili. A Reza: tu che conosci così bene il farsi, potresti per cortesia domandare al buon dottore che cos'è quell'affare oblungo che si vede distintamente comparire nella sua mano destra e poi muoversi fulmineamente verso il volto di "Neda" un attimo prima che compaiano le strisce di sangue? Faccio riferimento a queste immagini: http://www.septclues.com/NEDA/NEDA%20squirt_on%20ketchup.gif
      Se Hejazi fosse in grado di dare una risposta a questa domanda, la discussione potrebbe anche riaprirsi; altrimenti, per quanto mi riguarda, essa è chiusa e Hejazi non è che un fabbricante di bufale sanguinose, non solo nel senso del ketchup versato sul muso di "Neda", ma anche con riferimento ai nuovi scontri e ai nuovi morti che la sua perdurante irresponsabilità di traditore del proprio paese rischia di provocare.

    1. reza 4 luglio 2009

      ".......riaprire le pagine della storia con la storia del grande Ché e la loro rilettura,in particolar modo quando gli Sati Uniti d'America sbandierano la "libertà" nel mondo con la "lotta al terrorismo", ma solamente per coprire la loro egemonia sul mondo e la voglia di globalizzarla, quando mai nessuno al mondo è stato più terrorista e mai nessuna potenza al mondo ha interferito nella vita degli altri popoli quanto gli Stati Uniti,quando lo stesso Ché come Ptrick Lomumba,come Martin Luter King, e come MalcolmX e, addiritura come un presidente ; J.F.Kennedy , sono stati tutti uccisi per azione terroristica organizzata e compiuta dagli Stati Uniti d'America, serve per scoprie che,in realtà, mai nessuna potenza nella storia umana è stata più liberticida quano lo è stato l'Amrica e quanto lo è ora..............." Arash Hejazi

      Dalla introduzione del Libro "Il Ché,eterno l'eroe." Autore : Arash Hejazi - Editore: Caravan

    1. guru2012 3 luglio 2009

      Spero tu conosca bene anche il farsi. :D

    1. reza 3 luglio 2009

      Se invece di andarci direttamente stai qui ancora a fare una domanda cosi stupida, non sei altro che vittima dei tuoi pregiudizi.

      Avevo lasciato l'indirizzo del blog di arsh Hejazi in fondo al mio commento precedente. No l'hai visto?

      E' come tuti i blog più liberi e i commenti si possono fare, credo anche le domande.

    1. rectotal 3 luglio 2009

      Interessante. Il blog di Hejazi ha anche una parte con i commenti, in cui gli si possano rivolgere delle domande, o prevede solo monologhi? Avrei diverse cose da chiedergli e conosco bene l'inglese...

    1. reza 3 luglio 2009

      IERI ARASH HEJAZI HA POSTATO QUESTO SUL SUO BLOG:

      "Dopo l'intervista del 25 giugno con la BBC sul selvaggio assasinio di Neda Aqasultan, a distanza di circa una settimana ricevo la notizia che il governo iraniano ha emanato un mandato di cattura nei miei confronti.

      Come avevo sottolineato in quella intervista, una mossa del genere l'avevo previsto come la reazione che entra nella logica di un governo che è basato sulle bugie e sulla dittarura.

      Avevo detto che faranno di tutto per contraddire la mia versione e che invece di cercare il colpevole dell'assassinio di Neda,useranno tutte le loro forze per infangare me ed ora, stanno facendo pressione sulla mia famiglia e sui miei amici, mentre nessuno di loro c'entra minimamente con questa facenda.

      Non è morto solo Neda, ci sono decine di altri morti ammazzati di cui le famiglie vengono maltrattati, ma il governo non vuole sapere niente della loro morte e invece si concentrano su di me,solo perché vivo all'estero e posso far comodo alla loro teoria di complotto per cui, la gente si sarebbe rivolta guidata dall'esterno e non per i brogli elettorali che ha rubato il loro voto.

      Hanno chiamato il mio anziano padre a presentarsi in questura, senza che lui sappia nemmeno cosa è veramente accaduto,mentre l'unica mia colpa sarebbe ciò che avrebbe fatto qualsiasi persona umana al mondo in quelle condizioni.

      Ho semplicemente cercato di salvare una vita e dopo che i pochi media controllati dal governo hanno parlato della morte di Neda inventando ben tre diverse storie non vere,ho cercato di fornire la mia testimonianza, maio cosi mi sono comportato sempre , anche durante il terremoto di Bam, sono stato tra i primi volontari a presentarmi sul luogo e poi ho denunciato sul mio blog i ritardi e le mancanze del governo .

      Per me questa volta era uguale a quella del terremoto,si trattava sempre di salvare vite innocenti e di ingiustizia nei loro confronti,con una differenza però;che questa volta il governo ha da subito cercato di celare la verità sull'assassinio di una povera ragazza innocente che non aveva a che fare nemmeno con le manifestazioni.

      Di cosa mi accusano se ho sempre denunciato le ingiustizie e ho sempre scritto in difesa dei diritti delle persone sia alla vita che alla libertà ?

      Tutto ciò che ho scritto negli anni è tuttora disponibile e tutti possono giudicare sulla mia persona attraverso le mie opere,compiute in piena sincerità e onestà intellettuale.

      Io credo che bisogna lottare sempre per la libertà rimanendo fedeli alla verità,credo che Dio aiuta gli audaci e che il corraggio per dire la verità,anche quando questo è scomodo al potere, non deve mancare a chi scrive rivolgendosi al pubblico quindi, ho sempre agito con la conscenza pulita sapendo sempre che cé sempre un prezzo da pagare quando si sceglie di stare dalla parte della verità e contro il potere, specialmente quando questo è il potere cieco della prepotenza e quella accecata dalla sete del dominio totale sulla vita dei paesi e dei popoli.

      Dio mi è testimone che sulla morte di Neda ho detto solo e solamente la verità come esattamente le cose sono avvenute senza aggiungere o togliere una virgola da ciò che ho visto succedere e lo giuro di fronte all'intero Popolo iraniano ed al mondo e cioé, di fronte a quelli che mai,nemmeno per un secondo, ho tradito nella mia vita e giuro che sono stato e resto sempre fedele al mio paese al patto su cui il Mio Popolo ha fondato la rivoluzione islamica dell'1979 e da li la repubblica islamica dell'Iran e giuro che quel patto di rendere il nostro paese il fulcro dell'indipendenza dalle potenze straniere , come è vivo nel petto e nella testa dei miei giovani connazionali che manifestano contro i brogli ora, è sempre vivo anche in me e costituisce il fondamento del mio pensiero politico .

      Quel che è successo e ciò che mi ha messo in questa posizione attuale per cui ingiustamente vengo marchiato di tradimento è direttamente in relazione con la bugia che il governo ha cercato di dire sulla morte di Neda che davanti ai miei occhi è stata assassinata con crudeltà,con la stessa crudeltà con cui decine di altri ragazzi sono stati uccisi e centinaie di altre persone sono state picchiate a sangue e poi arrestate, con la stessa crudeltà con cui il governo chiude ogni spiraglio di libertà ponendo una severa censura in ogni ambito della vita della società iraniana,mentre anche i più piccoli e elementari diritti degli individui che vivono in questa società vengono negati e calpestati da questo governo.

      Ecco;io sono solo uno di tutti quelli che negli ultimi 20 giorni, malgrado la violenza fisica esercitata dalle guardie del governo,malgrado la censura ed il blocco totale delle vie di trasmettere delle informazioni e malgrado il clima di terrore creato per mettere a tacere tutti quelli che denunciano i brogli, si è sentito il dovere di fare la propria parte,ma che si è tovato coinvolto nella ingiustizia più grande con cui la povera innocente Neda è stata assassinato ed il governo,con il suo nevrotico interesse dimostrato solo per questa morte , ci rivela ancor di più la sua malvagità,poiché non si interessa assolutamente della morte di altri 19 che lo stesso governo dichiara come uccisi in questi giorni.

      Ah certo, gli altri 19 non contano perché sono morti isolatamente e della loro uccisione ci sono solo alcuni filmati,mentre Neda è morta davanti a me e io posso dire al mondo come è morta, ma questi sono i calcoli sbagliati che fa il governo perché sono sicuro che nessuno al mondo dimenticherà Neda e tutti gli altri morti come nessuno dimenticherà chi sono i responsabili della loro morte che hanno avuto la mano armato e libertà di uccidere da parte del governo e di questo crimine sono testimoni milioni di iraniani e migliaia di giovani che sono stati malmentai,arrestati,torturati e violentati solo perché esercitavano ciò che è nel loro diritto; protestare per i loro diritti negati.

      Io sono onorato di stare con questi ultimi e la minaccia del governo alla mia libertà e alla mia vita non mi fa paura. Ho fatto ciò che andava fatto e lo rifarò e resto con i miei coetanei iraniani nella loro lotta per la libertà e per la giustizia .

      Arash Hejazi

      2 luglio 2009

      Blog Di Arash Hejazi; http://ahejazi.persianblog.ir/

    1. rosarossa 3 luglio 2009

      molto molto interessante.. quest'articolo è veramente un tassello del puzzle nelle vicessitudini internazionali. Non è poca cosa rilevare come il mondo intellettuale sia connesso, se pur indirettamente, anche in questi sub-strati chiamiamoli "pseudo/letterari" .. e bravo Coelho.. comunque basta il nome di Kissinger per far precipitare qualsiasi buona intenzione nell'abisso..

      ma quando muore Kissinger.. chè è imbalsamato quel figlio di buona... avrà 3000 anni

    1. maristaurru 3 luglio 2009

      Capperi, che impressione! oggi ho fatto un po' di spesa per la vicina che non poteva andare al mercato, invece di ringraziarmi e basta, quella sciagurata m'ha detto : "A buon rendere!"

      Capito? ha fatto capire che mi renderà il favore, ein quel momento passava il postino! Sono rovinata? Passo per una che fa parte nientepopodimeno che di una Banca, che invece del" tempo libero" scambia i FAVORI! e per assurdo magari passo per una vecchia massona che fa la spesa alla vicina che poi gli darà da mangiare al gatto se lei va fuori città.
      Ma di che stiamo leggendo?

    1. ericvonmaan 3 luglio 2009

      Reza sono d'accordo con te che l'universo islamico è molto vario, e che la vita di tutti i giorni di un cittadino dell'Afghanistan è molto diversa da quella di uno della Tunisia o dell'Indonesia o di Saudi Arabia.
      Quello che volevo dire, però, è che mi sembra che il dio denaro gioca un ruolo molto più importante di quello che pensiamo, e che la storia la fanno non i ragazzi che protestano nelle piazze ma i potenti che siedono nei Parlamenti, nei consigli di amministrazione delle Banche e delle Corporations. Persone che spesso nemmeno conosciamo, noi vediamo solo le persone che eseguono i loro ordini, cioè i politici.
      E mi sembra che questo schema sia valido anche nei paesi islamici, soprattutto in quelli dove gira tanto denaro come l'Iran grazie al petrolio, al gas, all'industria militare.
      Forse sono molto cinico, ma personalmente non mi esalterei per gli aspetti ideologici e idealistici di questi movimenti di piazza (che è facile per chi governa il potere manipolare a suo piacimento), io cercherei di vedere cosa c'è dietro, perchè, lo sappiamo, la politica in tutto il mondo è solo una questione di soldi.
      Mi piacciono molto i tuoi interventi, li leggo sempre con grande interesse, mi sembri una persona molto ben informata, a differenza del 90% delle persone che postano su questo sito... continua a informarci che sono sicuro ci sono tante persone che ti stimano. Cordialmente

    1. rectotal 3 luglio 2009

      Ah, se me lo dice lei, come potrei dubitarne?

    1. reza 3 luglio 2009

      Hejazi è ricercato perché (te lo dico io) ha visto bene chi ha sparato e , tra diverse persone che hanno visto le cose che ha visto anche lui, è l'unico che ha legami e contatti che possono permetterli di creare seri guai al governo di ahmadienjad .

      Mi sto preoccupando per il Sig. Panahi e per l'intera famiglia di Neda, che senza la presenza di Hejazi all'estero sarebberò davvero in pericolo di vita.

      Ora hai capito perché lo cercano o no ?

    1. reza 3 luglio 2009

      Mah, può darsi che sotto sotto è questo che dici tu, però a livello del dibattito pubblico (e anche gli slogan elettorali nonché i programmi politici) la cosa sta avvenendo veramente tra due separate e distinte interpretazioni dell'Islam.

      Ayatollah Mesbah Yazdi ha scritto un libro "la fine del mondo" in cui presenta Ahmadinejad come "vicario del salvatore" ovvero, "vicario dell'Imam oculto" sulla terra !

      Questa interpretazione dell'Islam ha in progetto di chiudere l'Iran, il Libano e la Palestina nonché il sciismo e altri musulmani , all'interno di una sfera detta "intima", da tenere completamente separato dal "mondo del Kofr" in attesa della parussia dell'Imam oculto che darebbe battaglia(finale) al Kofr.

      L'interpratazione dei riformisti(dalla estrema sinistra rappresentata da Moin che vuole la separazione tra religione e lo stato, alla sinistra che è rapresentata da Karubbi, il quale vuole la cancellazione del ruolo del CGC dalla costituzione, al centro che è mussavi, fino alla destra che è Tavakoli e l'estrema destra che è Rafsanjani) è invece basata sulla MODERAZIONE E PRAGMATISMO .

      Se consideriamo il Corano l'ago della bilancia tra i due schieramenti; sfido chiunque che possa sostenere(il Corano alla mano)che tra i due il più musulmano è il primo. sfido chiunque che vuole sostenere questa tesi e chiunque altro che da qui arriverà a sostenere anche il salafismo dell'Alqaeda.

      L'Islam puro mohammadiana è per la Pace e ha tutti i mezzi e meriti per poterla instaurare, seanche il Kofr sta attaccando parte dell'Islam, poiché(al contrario di quanto sostengono gli occidentali anti islamici e i musulmani deviati)l'Islam non divide il mondo in soli due parti : Dar-Al-Islam(territorio del'Islam) e Dar-Al-Kofr(territorio del nemico dell'Islam), infatti, esiste nell'Islam anche il Dar-Al-Ahd(territorio neutrale) e Dar-Al-Salam(o Amn).

      I sionisti hanno sempre impedito che si conosca nel mondo l'Islam nella sua interezza, per poterlo descrivere come "una religione violenta che non si adatterà mai alla pace", mentre né l'ONU , né la dichiarazione dei diritti umani , né i sistemi di democrazia liberale occidentali possono garantire la Pace mondiale quanto l'Islam, e questo è stato il messaggio della Rivoluzione iraniana sin dall'1979, malgrado i continui attacchi ,sabotaggi, terrorismi, interferenze , embarghi, pressioni e infiltrazione di quinte colonne dai nemici come il sionismo, etc, etc.

      La sfida di fronte a noi(parlo dal punto di vista dei riformisti iraniani)non è trincerarci e prepararci alla guerra, poiché ciò potrà incoraggiare i nostri nemici ad accellerare su questa via, mentre a noi è concesso(nel Corano) di esercitare la guerra solamente nel caso di difesa, e mentre a noi è stato dettato(dettame del Corano) di muoverci costantemente sulla via della Pace.

    1. rectotal 3 luglio 2009

      E' evidente che lei conosce la dinamica degli eventi ancor meglio dello stesso Hejazi. E meglio anche del capo della polizia iraniano, Esmail Ahmadi-Moqaddam, il quale proprio l'altroieri (1 luglio) ha dichiarato: ""Arash Hejazi è ricercato dall'Interpol e dal Ministero dell'Intelligence iraniano". Il capo della polizia ha affermato che Hejazi è accusato di aver aiutato i media occidentali a lanciare una guerra psicologica contro l'Iran. "L'omicidio di Neda Agha-Soltan è stato una messinscena e non ha in alcun modo a che vedere con i disordini di Teheran", ha aggiunto.
      fonte: http://www.presstv.ir/classic/detail.aspx?id=99571&sectionid=351020101

    1. ericvonmaan 3 luglio 2009

      Non mi meraviglio, basta vedere come Wikipedia tratta un argomento a dir poco scottante come quello della sovranità monetaria e del signoraggio bancario, assumendo una linea del tutto funzionale agli attuali poteri forti (banche). Se provi a postare qualcosa, anche di perfettamente argomentato, non in linea con i voleri del grasso banchiere, vieni subito cancellato.

    1. reza 3 luglio 2009

      Io non ho ascoltato Hejazi, ma ho letto la dichiarazione del capo delle forze dell'ordine iraniano per il quale "Neda è stata colpita alla schiena, all'altezza della cassa toracica ed il colpo della pistola è uscito dal suo petto".

      La dinamica della scena tra i due filmati presentati da me nel precedente commento chiarisce che Neda e il sig. Panahi stavano tornando verso la loro auto, perché a poca distanza e alle loro spalle stava succedendo un casino e mentre camminavano allontanandosi dai tumulti, una pallottolla raggiunse Neda alle spalle che gira su se stesso e cade per terra con i piedi verso l'estremo della strada dove vi erano impostati i basiji.

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