LA PERDITA DELLA POLTRONA

LA PERDITA DELLA POLTRONA

DI BRUNO POGGI

“... Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa dal voto”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L'astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente... Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell'antipolitica, perché non danno fastidio.



Danno fastidio quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo. Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere: si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità. Quello che spaventa è proprio la perdita della poltrona. Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita. La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente, a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.



Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c'era da salvare l'Italia?

No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po' come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla. Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona. E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti. Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

Bruno Poggi

Tratto da Fuori da questa Europa Intervista a Bruno Poggi, sondaggista, analista politico e segretario del neonato Movimento Libera Italia.

10.09.2012

Commenti (42)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. zingaro 12 settembre 2012

      Come al solito, ci risiamo.... (ci prepariamo alle elezioni del 2013, se ci saranno)
      Come sto dicendo da un po', chi entra in politica o è un illuso o è un colluso. Quindi automaticamente niente voto.
      Vedo anche la probabilità che il Dott. Poggi sia un colluso: è conosciuto nell'ambiente politico (Era o è sondaggista); emerge all'attenzione mentre il M5S sta raccogliendo consensi, ponendosi di fatto in alternativa/concorrenza; non sostiene nulla che non fosse risaputo almeno 5 anni fa; tende a raccogliere i voti dei non votanti offrendo qualcosa di nuovo, ma ricordiamoci, sono solo parole, nulla ci dice che verranno seguite da fatti concreti. Abbiamo mai avuto esempi di questo tipo? In Argentina è gi asuccesso (poi è scoppiato il bubbone).

    1. Kevin 11 settembre 2012

      "The difference between a democracy and a dictatorship is that in a democracy you vote first and take orders later; in a dictatorship you don't have to waste your time voting" Bukowski

    1. GioCo 11 settembre 2012

      Mi unisco al coro di chi ritiene che sia meglio non votare.

      Aggiungo che la mia scelta è stata sia sofferta che ponderata. Ho anche valutato la possibilità di abbandonare questo paese, ma purtroppo non me la cavo abbastanza con le lingue straniere.

      Il problema non è l'endemica disaffezione per la politica italiana, ma all'evidente questione strutturale del paese Italia e degli strumenti giuridici e di diritto (si va dal non senso del lavoro come diritto infilato in costituente per non so quale ispirazione schiavista, fino alla mancanza di una legge che consenta la class action) che di fatto estromettono da ogni aspetto della vita politica attiva il cittadino.

      E' il dramma di un riflesso storico, il timore dei padri costituenti di attuare una politica liberale in senso allargato, cioè che partisse dal basso. Per capire lo sbilancio tra la realtà del paese e quella dello stato Italiano, basta capire come sia il partito a rappresentare il potere e non il cittadino: questo di fatto rende il paese vulnerabile a qualsiasi pressione economica.

      Non si può nemmeno immaginare che qualcosa cambi con sistema maggioritario, perché quanto la base elettorale diventa troppo grande (vedi presidente U.S.A.) la gestione dei costi per la campagna elettorale diventa un problema serio e alla fine anche se la legge garantisce che chiunque si può candidare, i soldi (e non le idee migliori) diventano la discriminante.

      L'unica sarebbe organizzare comitati rionali e di quartiere, eleggere un rappresentate che poi confluisce in comune, che elegge strutture regionali che poi si occupano di quelle statali, il tutto garantito dalla revoca immediata del mandato. Cioè se un rappresentate di un comune fa cose che non piacciono al quartiere che lo ha eletto, quest'ultimo ha il potere di revocargli il mandato con effetto immediato.

      Questo darebbe alla struttura statale più flessibilità e meno dipendenza dal denaro, oltre a una rappresentanza più coerente con la base elettorale. Purtroppo però uno Stato oggi ha potere solo se dirige un esercito: l'ultima volta che la politica si è armata in Europa abbiamo assistito alla nascita delle dittature repressive. Non penso per ciò sia una buona idea invocare rivoluzioni armate.

      Tanto più che oggi nel mondo comanda il paese che ha l'esercito più forte. Stop. Fine delle trasmissioni.

      Per ciò noi avremo solo lo stato clonato sotto dettatura da chi ha l'esercito più forte e non avremo altro finché staranno così le cose.

      A questo punto, andare a votare ha meno senso che stare ad ascoltare le stupidaggini elargite dal TG ogni giorno, o dal moralista di turno che crede ancora nel voto.

    1. albsorio 11 settembre 2012

      È un modo di dire

    1. Primadellesabbie 11 settembre 2012

      Quello che lei evidenzia é un problema risolvibile. - La mia é evidentemente una provocazione, ispirata al fatto che questo balbettio politico pare dia per scontato, e ritenga non sia tra i suoi doveri intervenire energicamente per fronteggiare cambiamenti o meglio derive, di portata tale da costringere un intero Paese a modificare radicalmente i più basilari costumi. I cittadini non possono accettare di spendere la loro vita in un mondo di incertezze PROVOCATE ARTIFICIALMENTE E FRUTTO DI DECISIONI E PROVVEDIMENTI CONTRARI ALL'INTERESSE COMUNE assunti da persone o gruppi perfettamente individuabili, per incapacità o per un preciso e aberrante disegno o per altri motivi inconfessabili. Incertezze che sarebbe sbagliato sopportare o, comunque, lasciarsene travolgere e che si sovrappongono a quelle che la vita riserva ad ognuno di noi e che fanno parte, quelle si', della nostra avventura esistenziale.

    1. andyconti 11 settembre 2012

      Sono d'accordo nel principio, ma nella pratica non dimentichiamo che negli Usa il fatto che il Presidente sia votato da solo il 15% non ne diminuisce il potere. In ogni caso, io sono per il non voto attivo, cioe' non votare e nello stesso tempo agire sul territorio con iniziative di distacco dal governo centrale.

    1. cardisem 11 settembre 2012

      Certo!

      Se vai a votare, come dicono loro, gli fai un favore.

      Se non vai a votare, gliene fai due e forse tre:

      due perché almeno non hai votato per il loro avversario/concorrente;

      tre perché in ogni caso i soldi vanno divisi fra i partiti non sulla base del numero dei votanti, ma sul numero degli aventi diritto al voto.

      Almeno io così so...

      Se proprio vuoi fargli un dispetto, a non fargli prendere soldo sulla tua quota capite, dovreste commettere un reato di quelli che fanno perdere i diritti politici, ma ti conviene?

      A me non piace per nulla andare a votare... quante volte mi hanno riso in faccia proprio quelli che ho votato, giusto il giorno dopo!

      La soluzione ci sarebbe, ma è laboriosa: superare l’istituto della rappresentanza politica, attraverso sistemi alternativi, che dovrebbe essere studiati e proposti da un vasto e radicato movimento di occupazione permanete delle piazze, dove il popolo avoca a sé la sovranità e si costituisce come potere costituente, dove fissa tutto di nuovo dall’A alla Z...

    1. peronospora 11 settembre 2012

      e chi controlla le schede ?

    1. rebel69 11 settembre 2012

      Hooo,tranquillo Giancarlo,la mia era una provocazione.Anche se sono aperto di mentalità vorrei rimanere aperto solo di quella.A me il discorso di questo sig.Poggi non m'ha convinto per niente

    1. Primadellesabbie 11 settembre 2012

      Questa storia del votare o non votare va avanti da 65 anni, fino a non molto tempo fa votare era addirittura considerato obbligatorio, gli elenchi di chi non aveva votato erano segnalati alla procura. Propongo di allargare la gamma delle possibilità. Ad esempio introduciamo un voto ogni quattro/sei mesi, un voto agile, telematico sul seguente tema fisso: "Consento (o non consento) che gli eletti ricevano il regolare stipendio, il rimborso spese e le altre facilitazioni". A seconda del risultato della consultazione i "nostri rappresentanti" (tutti in blocco) saranno pagati o ci rappresenteranno gratis per i prossimi quattro/sei mesi. Punto. Non pensate che con questo semplice accorgimento ci libereremmo di un sacco di detriti, vecchi e giovani, che hanno "particolarmente a cuore il bene del Paese" e otterremmo, senza bisogno di infiniti dibattiti, una salutare rigenerazione della "classe politica"?

    1. FedeMusso 11 settembre 2012

      Movimenti alternativi al sisstema esistono giá. Oltre al citato Movimento Libera Italia, c'é Per il Bene Comune, Movimento Decrescita Felice, il Movimento Zero, Alternativa e (forse) MoVimento 5 stelle.

    1. Giancarlo54 11 settembre 2012

      Può darsi che a qualcuno piaccia farsi sodomizzare, a me, sono all'antica, no. Quindi a me, mi sodomizzano con la violenza non con il mio consenso.

    1. Giancarlo54 11 settembre 2012

      Mazziato sicuramente si. Cornuto assolutamente no. E' cornuto chi pensa di affidarsi al proprio "partner", chi ha già abbandonato il proprio "partner" non è cornuto, ma con un po' di sale in zucca.

    1. rebel69 11 settembre 2012

      Quindi bisogna votare se non altro per essere io quello che decide chi mi deve sodomizzare e non lasciare questa delicata operazione al primo che capita?
      Ottima motivazione

    1. albsorio 11 settembre 2012

      Sbagliato il jackpot è Xmilioni di AVENTI DIRITTO per tot euro = torta da spartire proporzionalmente i voti presi, quindi dato che chi sceglie di votare è importante ai fini dellalla spartizione della torta ti chiedono i voti... chi NON vota è cornuto e mazziato 2 volte chi vota solo una... :-(

    1. gm 11 settembre 2012

      Sta diventando quasi una moda quella di proporre referendum o leggi popolari per uscire dall’euro e dalla Ue! Lo fa la lega per ridarsi una verniciata dopo i noti fattacci, ne fa cenno Berlusconi per saggiare se può essere l’onda giusta per un suo possibile rientro, per un po’ di tempo lo ha fatto anche grillo e il M5s, ora lo fa anche questo illustre dott. Poggi!
      Il dott. Poggi vorrebbe uscire dalla Ue nelle condizioni politiche attuali? Sarebbe puro suicidio …o, meglio, genocidio soprattutto degli strati popolari! Ma, a parte queste considerazioni, pretenderebbe di riuscire a far approvare una “legge popolare” di uscita dalla Ue con un 10% di voti alle prossime elezioni? Ma è matto o questo signore , sfruttando il malcontento contro euro e Ue, in realtà vuole solo crearsi un trampolino di lancio per sedersi anche lui in qualcuna di quelle comode poltrone vellutate del parlamento?
      Quanto al fatto che i politicanti se ne fregherebbero del "non voto" questa è una "madornale cagata" come direbbe Fantozzi! E ammesso pure che le cose stiano così, non ci frega di quello che pensano questi partiti, a noi interessa contarci e contare la dimensione del dissenso, anzi, dell'ostilità a questo immondo governo e parlamento!

    1. bysantium 11 settembre 2012

      Da quanto sotto, estratto da Come funziona il rimborso elettorale (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003028.html), non mi pare che sia come dici.
      Cioè che tu vada o meno a votare il conteggio del rimborso non cambia.

      "Nell’arco di una legislatura lo Stato elargisce ai partiti più di un miliardo a titolo di rimborso di spese elettorali . In che modo si arriva a questa cifra? Ogni volta che si tiene un’elezione viene istituito un fondo annuo, calcolato moltiplicando il numero degli elettori potenziali alla Camera (circa 50 milioni di persone) per un euro, arrivando a un totale di 50 milioni di euro. Questo meccanismo funziona per ciascuna delle elezioni alla Camera, al Senato, europee e regionali. Quindi la cifra di 50 milioni di euro va moltiplicata per quattro, portando l’esborso oltre i 200 milioni di euro l’anno. Questo avviene per cinque anni, portando la spesa dello Stato sull’arco di una legislatura canonica a 1 miliardo di euro. Ciascun fondo viene ripartito in modo proporzionale tra i partiti che hanno partecipato alle elezioni ottenendo almeno l’un per cento dei voti."
      Cioè che tu vada o meno a votare il conteggio del rimborso non cambia.

    1. Giancarlo54 11 settembre 2012

      Condivido la tua speranza.

    1. albsorio 11 settembre 2012

      E quindi qual'è la tua soluzione? Non votare? A loro che gli frega il tuo disprezzo... parla pure finchè vuoi, loro i soldi senza responsabilitá li prendono lo stesso, con me devono stare attenti non cambierò molto ma qualcuno perde un lauto stipendio, vedi Lega.

    1. Tonguessy 11 settembre 2012

      Quoto assolutamente. Ma per completezza ricordo che non tutto è prevedibilmente nero così come lo dipingi. Ci sono delle variabili in gioco che non sono da sottovalutare. Ad esempio ci potrebbe essere un disinteresse delle elites a manovrare le questioni nazionali a causa di un grosso problema, come il crollo delle borse. Diciamo che se le cose restassero come sono ora avresti ragione, ma se sopravvenissero circostanze favorevoli a noi e sfavorevoli a loro già cominceresti ad avere torto. Speriamo bene che tu abbia torto, quindi.

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