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LA PERDITA DELLA POLTRONA

DI BRUNO POGGI

“… Quando sento la gente che dice “la prossima volta sto a casa dal voto”, li capisco ma non li condivido e lo dico anche da esperto della materia, dico “guardate che le poltrone vengono divise su una percentuale che prescinde dal numero dei votanti”. Cioè, che voti il 10% degli italiani o il 90%, dà diritto al 25% delle poltrone disponibili, grossomodo, in un proporzionale. Per chi sta a casa, i politici che sono in attesa dei risultati, le prime due ore dopo il voto dicono “eh, certo! L’astensionismo è un problema perché questa disaffezione è assolutamente… Dobbiamo recuperare il rapporto coi cittadini”.Appena arrivano i primi risultati questa cosa finisce in archivio e, guarda caso, nessuno dice ai cittadini che stanno a casa che sono dei qualunquisti, che fanno dell’antipolitica, perché non danno fastidio.

Danno fastidio quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo. Lì sì. Allora questa secondo me è anche una consapevolezza che il cittadino dovrebbe avere: si può sempre fare qualcosa, che comunque, per quanto possano restringerti le libertà, hai sempre una possibilità. Quello che spaventa è proprio la perdita della poltrona. Il Parlamento italiano è composto da circa mille, tra deputati e senatori, sono 945 più i senatori a vita. La maggior parte di loro sono i cosiddetti “peones”, cioè gente che non si vede mai in tv, sui giornali o raramente, a meno che non succeda qualche scandalo o qualcosa.

Ma tu credi che il Governo Monti sia stato votato da questi perché c’era da salvare l’Italia?

No. Il Governo Monti è stato votato perché garantiva a queste persone un altro anno di permanenza dentro il Parlamento. Questo significa che la poltrona per loro viene prima di tutto e che se li vuoi colpire, li devi colpire sulla poltrona. È un po’ come faceva Falcone coi mafiosi, andava a cercare, andava a colpire sul denaro, perché è la cosa a cui tengono di più, non sequestrando due chili di eroina, che non gli toglieva nulla. Allora se si vuol colpire la cosiddetta “casta”, va colpita nella cosa che tiene di più: la poltrona. E la poltrona è considerata tanti pezzetti chiamati voti. Nel momento in cui i cittadini smettono di dargli un voto e lo danno, ripeto, a forze nuove, di gente nuova e anche capace, insomma poi dopo uno sceglie e fa ciò che vuole, però, ripeto, delegittima i partiti che ci sono adesso in Parlamento, a quel punto gli fa veramente del male.”

Bruno Poggi

Tratto da Fuori da questa Europa Intervista a Bruno Poggi, sondaggista, analista politico e segretario del neonato Movimento Libera Italia.
10.09.2012

Pubblicato da Davide

  • jorge

    Gentile sig. Poggi: e se la regola d’oro fosse: mai dare il tuo voto a colui che lo chiede ? Sopratutto quando la richiesta è supportata dalla solita tiritera: sono diverso, sono nuovo “e anche capace”, provami ! esattamente come se si trattasse di un nuovo detersivo.

  • Tonguessy

    Danno fastidio quando prendono la pistola del voto e tolgono un pezzo di poltrona a uno e votano per qualcuno di nuovo.
    La pistola del voto? Quella scarica oppure quella giocattolo col terminale rosso? Perchè questo ci hanno lasciato.Con buona parte delle eroiche suffragette, la democrazia di una testa un voto ha saputo mettersi nell’angolo delle svendite di fine stagione, liquidando definitivamente la questione di chi ci rappresenta. Inutile quindi sperare che il mio voto conti: per me che ho ancora memoria storica di cosa significhi la sinistra votare uno qualsiasi dei partiti attualmente in lizza (ressa) vuol dire regalare il mio voto alla destra. Da Vendola a Storace sono tutti lì, ad aspettare qualche gonzo che creda ancora di votare “gente nuova e anche capace” mentre sono solo arraffapoltrone ed incapaci. Come amo ripetere ai miei amici le elezioni odierne sono un banchetto di carne di ogni varietà (agnello, vitello, manzo, maiale, pollo, selvaggina etc..) offerta ad un vegetariano. Ma per quale motivo il vegetariano si dovrebbe sentire in obbligo di mangiare carne? E se non lo si fa si diventa antidemocratici o antipolitici, perchè l’offerta alimentare è ampia e varia. Così dicono loro.
    La speranza è che davvero ci sia “gente nuova e anche capace” di organizzarsi in partito politico. Speriamo bene.

  • peronospora

    Ne ho pieni i maroni di tutti quelli che mi vengono a dire cosa fare. Se a te sta bene di andare a votare fallo. Io mi faccio i cazzi miei , grazie

  • Giancarlo54

    Gentile sig. Poggi, grazie per l’invito, ma devo declinare, lascio a voi i soli stanchi e insulsi riti della democrazia rappresentativa. Io, al momento, mi tiro fuori.

  • kawataxi

    se vuoi farti i [email protected]@i tuoi, almeno cerca di farli bene. il tuo non voto verra’ conteggiato a favore del partito di maggioranza! percio’ non votando gli fai solo un favore. puoi fargli del male in un solo modo: senza toccare la scheda, dichiari che nessuno ti rappressenta. solo in quel caso il voto non verrá conteggiato. saluti

  • peronospora

    Qui hanno appena rifatto il sindaco. Quello con meno preferenze è stato eletto………grazie ma me ne starò nell’orto a zappare

  • peronospora

    Visto che reputo tutti gli uomini uguali, non voglio essere rappresentato da altri

  • Aironeblu

    B.Poggi parla come se fossimo in una democrazia rappresentativa, e come se ci fosse una moltitudine di “forze nuove, di gente nuova e capace” che sta in ansia per il nostro benessere.

    Lasciando ancora aperto un interrogarivo sul M5S, che forse potrebbe essere l’unica forza realmente nuova, o forse potrebbe essere parte del gioco, quale partito politico andrebbe a rappresentare in parlamento gli interessi di noi cittadini? Il massimo a cui potrebbero arrivare è cercare di convincerci che i loro tornaconti personali in fondo in fondo li fanno per il nostro bene: meglio scrivere un bel VAFF…. sulla scheda, lasciare un 4-5 % di rappresentanza reale a chi occuperà le poltrone della nostra amministrazione politica, e consolidare la consapevolezza della natura abusiva del nostro governo tra il restante 95% di popolazione.

    Non è la stessa cosa occupare una poltrona con il voto di decine di milioni di cittadini, oppure occuparla abusivamente con una misera base di qualche punto percentuale.

  • stefanodandrea

    Il dott. Bruno Poggi è rappresentante di un movimento che ha predisposto una proposta di legge popolare per uscire dall’Unione europea. L’intervista dalla quale è tratto il breve post è buona. Egli è un liberale (piuttosto) classico e lo dimostra con alcune (persino acute) osservazioni sulo stato sociale.Se egli riuscisse a promuover eun movimento capace di candidarsi alle elezioni, avremmo l’unico partito che proporrà chiaramente l’uscita dall’Unione europea come punto programmatico fondamentale. In altro tratto dell’intervista egli si augura che “uno o due partiti” con questo punto programmatico si candidino alle elezioni, raggiungendo il 10%. A noi spetterebbe muoverci e militare nella vita reale per costituire la gamba socialista dell’alleanza patriottica o verificare se il movimento al quale appartiene Bruno Poggi vuole darsi una caratterizzazione liberale o intende essere un Fronte, al quale possano partecipare anche i socialisti o coloro che sono, comunque, per un’economia sociale e popolare.
    In ogni caso deve essere per tutti una speranza il fatto che anche in Italia, come in Grecia e in Francia e a differenza della Spagna (che qualche sciocco prende ad esempio) si candidi almeno un partito antiunionista. Sia chiaro, infatti, che ogni partito antiunionista è per sua intrinseca natura più socialista (volete dire più di sinistra? io preferisco l’altra parola) di qualsiasi partito unionista.

  • vimana2

    Un attimo, se io vado al bar e sento 10 persone che discutono animatamente dicendo un sacco di cazzate….se mi introduco nella discussione cambio qualche cosa?

    No al max 2 di quelle persone si uniscono a me per fare la guerra agli altri 8, finita la discussione nn è cambiato un bel nulla se nn per il fatto che ho perso minuti o 2 ore di tempo in bla bla bla.

    Stessa cosa vale per la politica e per i politici.

  • Fabriizio

    stanti cosi’ le cose

    chiunque vada al governo

    la musica non cambia

    e se mai cambia

    ci cambiano il governo

    in corso d’opera

  • gm

    Non votare nessuno degli attuali farabutti della parrocchia parlamento significa dichiarare implicitamente il disgusto per tutti quelli che siedono o siederanno su quelle poltrone; significa “delegittimarli!” ; significa che non possono più riempirsi la bocca dicendo che il loro “potere” deriva dal consenso dei cittadini ma dovranno dire che deriva esclusivamente dalle loro leggi truffa e, se non lo diranno, saranno i “cittadini” a considerarli “non rappresentativi”; significa che le persone hanno acquistato consapevolezza che uno dei loro nemici è proprio quello che siede su quelle poltrone . Qualcuno ha scritto qui che anche il mio “non voto” sarà conteggiato a favore del partito di maggioranza! Ma che significa questo? Significa che se, ad esempio, il 50% degli aventi diritto si astengono dal voto, il partito “banda bassotti” che ottiene la maggioranza, supponiamo del 30% dei votanti, è come se avesse ottenuto il 30% + il 50%= 80% ? ma non diciamo fesserie per favore! Comunque, ammesso che questi signori parlamentari si siano inventati una regola truffaldina del genere, che rubino pure i “non voti”… tanto da ladri e farabutti, servi e marionette del capitalismo ladro, non c’è da aspettarsi altro.
    Queste storielle sul “voto”, sulla “democrazia”, propinatele a quelli dei paesi della cosiddetta “primavera araba”! quelli, forse, potranno ancora credervi, ma non venite più a raccontarle a noi.
    Noi preferiamo che la “democrazia” viva nella lotta dei popoli, nelle assemblee, nei cortei, negli scioperi, nelle occupazioni di scuole e fabbriche. Questa per noi è la vera democrazia! Finché questa democrazia non avrà diritto di voto nei parlamenti, finché lo stato sarà solo uno strumento nelle mani della classe dominante, la “democrazia” nel chiuso di una cabina confessionale la lasciamo ai borghesi e a tutti i loro vigliacchi burattini.

    P.s. certo è che definire – come fa l’articolista – il “voto” come una “pistola” fa proprio ridere a crepapelle! Direbbe Totò: “ma ci faccia il piacere!”

  • Giancarlo54

    Infatti non è la stessa cosa. I sostenitori ad oltranza del voto a tutti i costi non riescono a capire questa fondamentale questione: se 945 vengono eletti con 40.000.000 di voti è un conto, se gli stessi 945 vengono eletti con 100.000 voti il conto è un altro. Significa che 59.900.000 italiani NON SI RICONOSCONO PIU’ NEL REGIME e nessuna forza coercitiva, polizia o altro, poteranno ma sopratutto, vorranno imporre niente

  • Highlangher

    Qualcuno, credo fosse Mark Twain, disse: se il voto fosse davvero decisivo, lo avrebbero gia proibito. Mettici pure che con il porcellum voti solo una lista e loro decidono chi mettere sulla poltrona e dimmi cosa voti a fare. Rimane vero che se anche solo il dieci per cento continua a votare, si dividono quelli e la sostanza non cambia. In sostanza non esistono poteri buoni, lo diceva gia’ il mitico Faber molti anni fa.

  • albsorio

    Quelli che fanno politica sono contenti se molti non vanno a votare, loro non cercano il nostro consenso o ammirazione, se sbattono di ciò che pensi di loro, se li disprezzi non gli frega niente, e dato che due sberle sul muso non gliele dai perché hanno la scorta… Se sei un elettore votante invece, si devono inventare le favolette, perché invece di votare X puoi votare Y, in altre parole chi va a votare da solo problemi ai partiti.
    Io rompo e voto, tu ritieniti “superiore” e vai al mare, siamo tutti grandi e vaccinati, se poi però fanno qualcosa che non ti piace stai zitto, perché se ti andava bene tutto prima ti va bene tutto anche adesso.

  • Giancarlo54

    Capisco, ed in via teorica, condivido questo post. Ma in via pratica oramai ritengo che seguendo il metodo elettorale non si possa fare più nulla, proprio nulla. Mi spiego meglio. Se anche il movimento di Poggi ottenesse il 51% dei voti e potesse governare, durerebbe, al massimo, 3 mesi. L’Europa, con cui lui vorrebbe, giustamente, rinegoziare la partecipazione dell’Italia, in una mossa della sua longa manus, la BCE, e dei suoi sicari, i mercati, sbalzerebbe lo spread a 1.000. La popolazione verrebbe terrorizzata dai media asserviti e il sig. Poggi si troverebbe in un batter d’occhio senza governo e senza maggioranza. I voti, e lo ripeto per la milionesima volta, contano assai relativamente nel regime democratico. Quello che conta veramente sono i gruppi e le bande di potere inserite nei gangli dello stato, dell’economia e della finanza. Senza l’appoggio di una o più di una di queste bande, puoi prendere tutti i voti che vuoi, NON POTRAI MAI GOVERNARE!

  • peronospora

    Perchè uno deve essere rappresentato o meglio ancora amministrato ?
    E poi da chi, da uno fatto come me ?

  • IVANOE

    Stucchevoli discorsi sulle elezioni… e non riesco a capire come si fa a non capire che le elezioni in italia almeno da 25 anni sono truccate e telecomndate dagli USA.
    Allora si indicono le elezioni e oni come tanti gonzi andiamo a votare i gialli, i rossi i neri i blu… poi secondo le percentuali e i sondaggi sempre più precisi la domenica sera oppure il lunedì mattina a secondo di quello che decidono a tavolino i vecchi furfanti della politica su chi quale coalizione deve vincere le elezioni, ecco che vengono comandati i militanti dei partiti e i tesserati dei sindacati per far vincere (anche se di poco – basta ricordare le due ultime elezioni ) la coalizione X… (tanto la musica non cambia…), quei militanti e tesserati dei sindacati che vivono da eunuchi e parassitamente nei nostri confronti, in sostanza quelli che hanno il posto allo stato, quelli che gli hanno fatto assumere il figlio, quello che ha preso casa dell’ente ecc. ecc….
    Quindi che cosa parliamo a fare di andare o non andare al voto ?

  • Giancarlo54

    Infatti ci mancava la solita solfa:…….”se poi però fanno qualcosa che non ti piace stai zitto, perché se ti andava bene tutto prima ti va bene tutto anche adesso.”

    Mi stavo giustappunto chiedendo quando sarebbe saltata fuori. Arrivata puntuale come un treno (di un’altra epoca però…..)

    Ti rimando la stessa affermazione: “se, però, fanno qualche cosa che non ti piace, non lamentarti PERCHE’ GLI HAI ELETTI TU! PROPRIO TU!”

  • Giancarlo54

    Altro commento contro i favorevoli al voto. Se io non vado a votare il mio voto NON E’ CONTEGGIATO AI FINI DEL RIMBORSO ELETTORALE AI PARTITI! Capito perchè vi chiedono di andare a votare? Perchè se voi votate un partito che non raggiunge l’1%, i soldi del rimborso non vanno a quel partito, ma si vengono SPARTITI DA TUTTI GLI ALTRI. Metidate gente, meditate.

  • Hamelin

    Straquoto!

  • Hamelin

    Concordo con Entrambi .
    Fiero di avere scritto sempre insulti sulla scheda elettorale.
    La vera paura dei politici è il non voto ,o voto nullo ,semplicemnete perchè li delegittima de facto.
    Se si trovassero in parlamento con 1,000,000 di voti non potrebbero piu’ permettersi di dire che gli “Italiani li hanno scelti” , perchè il 90% non li ha legittimati con il voto .
    Non potrebbero piu’ fare nulla a nome “del popolo Italiano”.
    L’Italiani non capiscono che il Voto è la vera chiave di volta che li tiene incatenati alla schiavitu’ di questo sistema.
    D’altronde è rispauto che l’Italiani sono piu’ bravi a fare un tifo da stadio per una o per l’altra parte pittosto che mettere in moto i tre neuroni che hanno nella testa.

  • Tonguessy

    Quoto assolutamente. Ma per completezza ricordo che non tutto è prevedibilmente nero così come lo dipingi. Ci sono delle variabili in gioco che non sono da sottovalutare. Ad esempio ci potrebbe essere un disinteresse delle elites a manovrare le questioni nazionali a causa di un grosso problema, come il crollo delle borse. Diciamo che se le cose restassero come sono ora avresti ragione, ma se sopravvenissero circostanze favorevoli a noi e sfavorevoli a loro già cominceresti ad avere torto. Speriamo bene che tu abbia torto, quindi.

  • albsorio

    E quindi qual’è la tua soluzione? Non votare? A loro che gli frega il tuo disprezzo… parla pure finchè vuoi, loro i soldi senza responsabilitá li prendono lo stesso, con me devono stare attenti non cambierò molto ma qualcuno perde un lauto stipendio, vedi Lega.

  • Giancarlo54

    Condivido la tua speranza.

  • bysantium

    Da quanto sotto, estratto da Come funziona il rimborso elettorale (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003028.html), non mi pare che sia come dici.
    Cioè che tu vada o meno a votare il conteggio del rimborso non cambia.

    “Nell’arco di una legislatura lo Stato elargisce ai partiti più di un miliardo a titolo di rimborso di spese elettorali . In che modo si arriva a questa cifra? Ogni volta che si tiene un’elezione viene istituito un fondo annuo, calcolato moltiplicando il numero degli elettori potenziali alla Camera (circa 50 milioni di persone) per un euro, arrivando a un totale di 50 milioni di euro. Questo meccanismo funziona per ciascuna delle elezioni alla Camera, al Senato, europee e regionali. Quindi la cifra di 50 milioni di euro va moltiplicata per quattro, portando l’esborso oltre i 200 milioni di euro l’anno. Questo avviene per cinque anni, portando la spesa dello Stato sull’arco di una legislatura canonica a 1 miliardo di euro. Ciascun fondo viene ripartito in modo proporzionale tra i partiti che hanno partecipato alle elezioni ottenendo almeno l’un per cento dei voti.”
    Cioè che tu vada o meno a votare il conteggio del rimborso non cambia.

  • gm

    Sta diventando quasi una moda quella di proporre referendum o leggi popolari per uscire dall’euro e dalla Ue! Lo fa la lega per ridarsi una verniciata dopo i noti fattacci, ne fa cenno Berlusconi per saggiare se può essere l’onda giusta per un suo possibile rientro, per un po’ di tempo lo ha fatto anche grillo e il M5s, ora lo fa anche questo illustre dott. Poggi!
    Il dott. Poggi vorrebbe uscire dalla Ue nelle condizioni politiche attuali? Sarebbe puro suicidio …o, meglio, genocidio soprattutto degli strati popolari! Ma, a parte queste considerazioni, pretenderebbe di riuscire a far approvare una “legge popolare” di uscita dalla Ue con un 10% di voti alle prossime elezioni? Ma è matto o questo signore , sfruttando il malcontento contro euro e Ue, in realtà vuole solo crearsi un trampolino di lancio per sedersi anche lui in qualcuna di quelle comode poltrone vellutate del parlamento?
    Quanto al fatto che i politicanti se ne fregherebbero del “non voto” questa è una “madornale cagata” come direbbe Fantozzi! E ammesso pure che le cose stiano così, non ci frega di quello che pensano questi partiti, a noi interessa contarci e contare la dimensione del dissenso, anzi, dell’ostilità a questo immondo governo e parlamento!

  • albsorio

    Sbagliato il jackpot è Xmilioni di AVENTI DIRITTO per tot euro = torta da spartire proporzionalmente i voti presi, quindi dato che chi sceglie di votare è importante ai fini dellalla spartizione della torta ti chiedono i voti… chi NON vota è cornuto e mazziato 2 volte chi vota solo una… 🙁

  • rebel69

    Quindi bisogna votare se non altro per essere io quello che decide chi mi deve sodomizzare e non lasciare questa delicata operazione al primo che capita?
    Ottima motivazione

  • Giancarlo54

    Mazziato sicuramente si. Cornuto assolutamente no. E’ cornuto chi pensa di affidarsi al proprio “partner”, chi ha già abbandonato il proprio “partner” non è cornuto, ma con un po’ di sale in zucca.

  • Giancarlo54

    Può darsi che a qualcuno piaccia farsi sodomizzare, a me, sono all’antica, no. Quindi a me, mi sodomizzano con la violenza non con il mio consenso.

  • FedeMusso

    Movimenti alternativi al sisstema esistono giá. Oltre al citato Movimento Libera Italia, c’é Per il Bene Comune, Movimento Decrescita Felice, il Movimento Zero, Alternativa e (forse) MoVimento 5 stelle.

  • Primadellesabbie

    Questa storia del votare o non votare va avanti da 65 anni, fino a non molto tempo fa votare era addirittura considerato obbligatorio, gli elenchi di chi non aveva votato erano segnalati alla procura. Propongo di allargare la gamma delle possibilità. Ad esempio introduciamo un voto ogni quattro/sei mesi, un voto agile, telematico sul seguente tema fisso: “Consento (o non consento) che gli eletti ricevano il regolare stipendio, il rimborso spese e le altre facilitazioni”. A seconda del risultato della consultazione i “nostri rappresentanti” (tutti in blocco) saranno pagati o ci rappresenteranno gratis per i prossimi quattro/sei mesi. Punto. Non pensate che con questo semplice accorgimento ci libereremmo di un sacco di detriti, vecchi e giovani, che hanno “particolarmente a cuore il bene del Paese” e otterremmo, senza bisogno di infiniti dibattiti, una salutare rigenerazione della “classe politica”?

  • rebel69

    Hooo,tranquillo Giancarlo,la mia era una provocazione.Anche se sono aperto di mentalità vorrei rimanere aperto solo di quella.A me il discorso di questo sig.Poggi non m’ha convinto per niente

  • peronospora

    e chi controlla le schede ?

  • cardisem

    Certo!

    Se vai a votare, come dicono loro, gli fai un favore.

    Se non vai a votare, gliene fai due e forse tre:

    due perché almeno non hai votato per il loro avversario/concorrente;

    tre perché in ogni caso i soldi vanno divisi fra i partiti non sulla base del numero dei votanti, ma sul numero degli aventi diritto al voto.

    Almeno io così so…

    Se proprio vuoi fargli un dispetto, a non fargli prendere soldo sulla tua quota capite, dovreste commettere un reato di quelli che fanno perdere i diritti politici, ma ti conviene?

    A me non piace per nulla andare a votare… quante volte mi hanno riso in faccia proprio quelli che ho votato, giusto il giorno dopo!

    La soluzione ci sarebbe, ma è laboriosa: superare l’istituto della rappresentanza politica, attraverso sistemi alternativi, che dovrebbe essere studiati e proposti da un vasto e radicato movimento di occupazione permanete delle piazze, dove il popolo avoca a sé la sovranità e si costituisce come potere costituente, dove fissa tutto di nuovo dall’A alla Z…

  • andyconti

    Sono d’accordo nel principio, ma nella pratica non dimentichiamo che negli Usa il fatto che il Presidente sia votato da solo il 15% non ne diminuisce il potere. In ogni caso, io sono per il non voto attivo, cioe’ non votare e nello stesso tempo agire sul territorio con iniziative di distacco dal governo centrale.

  • Primadellesabbie

    Quello che lei evidenzia é un problema risolvibile. – La mia é evidentemente una provocazione, ispirata al fatto che questo balbettio politico pare dia per scontato, e ritenga non sia tra i suoi doveri intervenire energicamente per fronteggiare cambiamenti o meglio derive, di portata tale da costringere un intero Paese a modificare radicalmente i più basilari costumi. I cittadini non possono accettare di spendere la loro vita in un mondo di incertezze PROVOCATE ARTIFICIALMENTE E FRUTTO DI DECISIONI E PROVVEDIMENTI CONTRARI ALL’INTERESSE COMUNE assunti da persone o gruppi perfettamente individuabili, per incapacità o per un preciso e aberrante disegno o per altri motivi inconfessabili. Incertezze che sarebbe sbagliato sopportare o, comunque, lasciarsene travolgere e che si sovrappongono a quelle che la vita riserva ad ognuno di noi e che fanno parte, quelle si’, della nostra avventura esistenziale.

  • albsorio

    È un modo di dire

  • GioCo

    Mi unisco al coro di chi ritiene che sia meglio non votare.
    Aggiungo che la mia scelta è stata sia sofferta che ponderata. Ho anche valutato la possibilità di abbandonare questo paese, ma purtroppo non me la cavo abbastanza con le lingue straniere.
    Il problema non è l’endemica disaffezione per la politica italiana, ma all’evidente questione strutturale del paese Italia e degli strumenti giuridici e di diritto (si va dal non senso del lavoro come diritto infilato in costituente per non so quale ispirazione schiavista, fino alla mancanza di una legge che consenta la class action) che di fatto estromettono da ogni aspetto della vita politica attiva il cittadino.
    E’ il dramma di un riflesso storico, il timore dei padri costituenti di attuare una politica liberale in senso allargato, cioè che partisse dal basso. Per capire lo sbilancio tra la realtà del paese e quella dello stato Italiano, basta capire come sia il partito a rappresentare il potere e non il cittadino: questo di fatto rende il paese vulnerabile a qualsiasi pressione economica.
    Non si può nemmeno immaginare che qualcosa cambi con sistema maggioritario, perché quanto la base elettorale diventa troppo grande (vedi presidente U.S.A.) la gestione dei costi per la campagna elettorale diventa un problema serio e alla fine anche se la legge garantisce che chiunque si può candidare, i soldi (e non le idee migliori) diventano la discriminante.
    L’unica sarebbe organizzare comitati rionali e di quartiere, eleggere un rappresentate che poi confluisce in comune, che elegge strutture regionali che poi si occupano di quelle statali, il tutto garantito dalla revoca immediata del mandato. Cioè se un rappresentate di un comune fa cose che non piacciono al quartiere che lo ha eletto, quest’ultimo ha il potere di revocargli il mandato con effetto immediato.
    Questo darebbe alla struttura statale più flessibilità e meno dipendenza dal denaro, oltre a una rappresentanza più coerente con la base elettorale. Purtroppo però uno Stato oggi ha potere solo se dirige un esercito: l’ultima volta che la politica si è armata in Europa abbiamo assistito alla nascita delle dittature repressive. Non penso per ciò sia una buona idea invocare rivoluzioni armate.
    Tanto più che oggi nel mondo comanda il paese che ha l’esercito più forte. Stop. Fine delle trasmissioni.
    Per ciò noi avremo solo lo stato clonato sotto dettatura da chi ha l’esercito più forte e non avremo altro finché staranno così le cose.
    A questo punto, andare a votare ha meno senso che stare ad ascoltare le stupidaggini elargite dal TG ogni giorno, o dal moralista di turno che crede ancora nel voto.

  • Kevin

    “The difference between a democracy and a dictatorship is that in a democracy you vote first and take orders later; in a dictatorship you don’t have to waste your time voting” Bukowski

  • zingaro

    Come al solito, ci risiamo…. (ci prepariamo alle elezioni del 2013, se ci saranno)
    Come sto dicendo da un po’, chi entra in politica o è un illuso o è un colluso. Quindi automaticamente niente voto.
    Vedo anche la probabilità che il Dott. Poggi sia un colluso: è conosciuto nell’ambiente politico (Era o è sondaggista); emerge all’attenzione mentre il M5S sta raccogliendo consensi, ponendosi di fatto in alternativa/concorrenza; non sostiene nulla che non fosse risaputo almeno 5 anni fa; tende a raccogliere i voti dei non votanti offrendo qualcosa di nuovo, ma ricordiamoci, sono solo parole, nulla ci dice che verranno seguite da fatti concreti. Abbiamo mai avuto esempi di questo tipo? In Argentina è gi asuccesso (poi è scoppiato il bubbone).