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LA NOSTRA “CRISI FINANZIARIA” E’ UN NUOVO 11 SETTEMBRE ?

I BABBEI PENSANO DI SI, E IO SONO D’ACCORDO CON LORO

DI WINTER PATRIOT

L’undici settembre viene spessissimo citato in relazione all’attuale cosiddetta “crisi finanziaria”. Gran parte di quelli che lo citano sono persone che sembra non ne sappiano nulla o non siano per niente interessati a ciò che è veramente successo quel giorno. E tuttavia tutti sembrano “cogliere” il parallelo. Che strano. O forse no.

I tratti in comune più notevoli tra i cosiddetti “attacchi terroristici” del 2001 e la cosiddetta “’crisi finanziaria” del 2008 a mio parere sono questi:

C’è una complicità interna (1) –un attacco terroristico su scala che non ha precedenti – resa possibile da dichiarazioni piene zeppe di bugie e notizie distorte da parte di politici e organi d’informazione.

Non è stata una cosa improvvisa; molti l’avevano prevista e si sarebbe potuta evitare se il governo l’avesse voluto.
Al contrario, è stato incoraggiata, e facilitata, proprio dalle persone che dichiarano di volere la vostra sicurezza. Ma, come potete vedere, non vogliono che vi sentiate sicuri. Vi vogliono spaventati, molto spaventati.

Arthur Silber ci regala questa perla:

Alla seduta della Camera dei Rappresentanti di mercoledì il repubblicano Steve
LaTourette è arrivato subito al punto, riassumendo la frustrazione dei colleghi
che pensano che i loro elettori non abbiano colto la gravità della situazione, così come
rappresentata nel freddo spettacolo offerto da Bernanke e da Paulson.
LaTourette ha esordito parlando del “tipo sdraiato sul divano”, laggiù nel suo distretto e-
lettorale, tormentato dal suo capoufficio e infuriato perché dubita che potrà comprarsi u-
na macchina nuova, mantenere il posto di lavoro, riuscire a tenersi la sua carta di credito
e mettere soldi da parte per far studiare la figlia.
“E’ spaventato perché è la prima volta che una generazione, la sua, non riesce a
trasmettere il sogno americano ai propri figli” – così ha detto il repubblicano dell’Ohio,
e ha poi aggiunto: “Perché accetti questo piano… bisogna che sia ancora più spaven-
tato”.


Paulson si è dato da fare.
“Dovrebbe essere arrabbiato e dovrebbe essere spaventato – e penso che in questo
momento sia più arrabbiato che spaventato” ha detto Paulson, che ha poi aggiunto: “ E
questo ci mette in una situazione difficile – a nessuno piace rappresentare una situa-
zione così disastrosa e spaventare la gente, ma il fatto è che se i mercati finanziari non
sono stabilizzati la situazione può essere molto dura, in quanto è collegata
non solo alla situazione attuale – ma mantenere il proprio posto di lavoro… questa è una
situazione seria, per la quale bisogna essere preoccupati”.

La vostra paura sarà manipolata, amplificata e usata come arma per spogliarvi dei vostri redditi futuri e della vostra sicurezza personale. Se allarghiamo l’immagine, vediamo milioni di vite distrutte e pochissimi diventare ricchi.
L’amministrazione, eletta sulla base della promessa di un “governo ridotto”, si serve di questa situazione per cercare di realizzare un altro enorme furto di potere: lo scopo è quello di riuscire ad aumentare i poteri dei funzionari di nomina governativa, allo stesso tempo scavalcando i tribunali.

Nel frattempo il Congresso sta facendo gli straordinari ( anche ora che scrivo), per redigere nuove leggi che permettano la continuazione di questo scandaloso abuso da parte del governo.

Ho studiato abbastanza economia per sapere che tutta questa “scienza” è solo letame. Non è affatto una scienza; è un falso credo basato su delle premesse invisibili che sono, appunto, false.

Il primo falso articolo di fede della “scienza” economica sostiene che le cose che possono essere comprate e vendute hanno valore ( riflesso dal loro prezzo), mentre le cose che non possono essere comprate o vendute non ne hanno ( e infatti non hanno un prezzo).

Per gli economisti, tutta la loro visione del mondo dipende da questa ovvia bugia. E tuttavia, su di essa costruiscono simulazioni intricate e sistemi di predizione, e sono frustrati quando la “gente” non si comporta secondo il “modello”.
Poiché coloro che hanno studiato “economia” si affidano a questa bugia e a questo modello che tutto comprendono, non potranno, nessuno di loro, dire mai la verità. Non riescono neanche a vederla, la verità. Ecco perché sono scappato via da questa cosiddetta disciplina il più veloce che ho potuto, non appena ho capito di che si trattava.

Secondo me, le persone che sono alla ricerca di un aiuto caritatevole in questa cosiddetta crisi sono la feccia della terra. Il loro richiedere i soldi del governo è la rappresentazione perfetta dell’avidità impazzita; ma questo è ciò che ci si deve sempre aspettare dai parassiti che succhiano il sangue del sistema.

Coloro che speculano nei mercati – soprattutto in quello valutario e del settore immobiliare – non aggiungono valore a nulla; fanno semplicemente aumentare il prezzo delle cose. Invece di ideare e fabbricare prodotti, o venire incontro ai bisogni della società in qualche altro modo, passano la vita a costruire estesi portafogli di soldi immaginari che loro considerano “ricchezza”.

Questa “ricchezza” esiste fintantoché altre persone sono disposte a pagare per ciò che è contenuto in questi portafogli, e fino a quando nessun altro sa che un portafoglio è essenzialmente senza valore, il proprietario di questa spazzatura senza valore riesce a considerare se stesso una persona “di successo”, e persino “ricca”.

Per cui, nel settore immobiliare, per esempio, gli speculatori comprano, vendono e danno di matto, e tutto questo agitarsi fa salire il prezzo delle abitazioni, che per la gran parte delle persone sono un bene essenziale. A causa della speculazione nel settore immobiliare, i valori delle case sono gonfiati artificialmente fino al punto in cui la gente non può permettersi le case, ma nel frattempo queste si deteriorano e il loro valore reale scende.

E alla fine diventa chiaro a tutti che questo incessante agitarsi porta ad un aumento dei senzatetto, ma se ne preoccupano gli speculatori? NO! Sono occupati a tenersi in contatto con gli altri costruttori di portafogli nella loro potente alta società. O almeno lo erano.

Ma ora vogliono centinaia di miliardi dei vostri dollari perché è venuto fuori che non possono più nascondere il fatto che hanno speso troppo per troppo poco.

Che cosa dovrebbe dir loro il governo? Che dovrebbero muoversi e cercarsi un lavoro come chiunque altro. Che dovrebbero creare prodotti, o fornire servizi, e guadagnarsi onestamente da vivere, una volta tanto – se ci riescono!
Ma invece il governo vuole che voi compriate i portafogli che gli speculatori non riescono a vendere a nessun altro.
Sentiamo sempre dire che l’economia non sopravvivrà se non salviamo gli speculatori e i loro inutili portafogli. Ma – proprio come nel caso dell’ 11 settembre – la storia vera è proprio l’opposto di quella ufficiale.

Il mercato sopravvivrà – se mai sopravvivrà – allo stesso modo in cui un corpo malato cura se stesso: eliminando da sé le tossine e i parassiti che le producono.

Il libero mercato è previsto che funzioni proprio così; come i repubblicani non si stancano mai di ripeterci, questa è la società dei proprietari e ognuno è responsabile delle proprie decisioni. Se hai comprato un portafoglio di spazzatura, te lo tieni, babbeo. Caveat emptor (2), ragazzo mio, e non hai nessun diritto di scaricare il peso dei tuoi errori su nessun altro.

Ma proprio in questo consiste questo salvataggio: il governo compra titoli senza valore a prezzi altamente gonfiati da persone che prima di tutto non avrebbero mai dovuto comprarli.

L’editorialista del New York Times Paul Krugman definisce “rifiuti tossici” i portafogli in questione, e dichiara che il governo dovrebbe fare una cosa da persona “cresciuta”, e cioè costringere i contribuenti a comprarli tutti. Come se avessimo bisogno di altri rifiuti tossici.

Mio figlio di cinque anni usa la parola “cresciuto”. L’altro di otto dice “adulto”. In questo contesto il vocabolario di Krugman mi ricorda un bambino di sei anni. E così il suo ragionamento.

Forse non possiamo aspettarci che Paul Krugman – che dopotutto ha studiato da economista- veda la verità in questa questione. E certamente non possiamo aspettarci che il New York Times stampi la verità anche se dovesse avere, tra i suoi giornalisti, qualcuno disposto e in grado di scriverla. Ma la cosa adulta da fare sarebbe di lasciare che il mercato si liberi da solo dei parassiti e delle tossine, proprio come è previsto che funzioni.

I programmi appoggiati da Krugman e da tutti quelli che propongono il salvataggio non sono altro che una rapina ai danni dei poveri e innocenti per dare ai ricchi e colpevoli, sotto la copertura di una paura estrema indotta deliberatamente dal nostro governo e dai nostri organi di informazione.

E indovinate un po’? E’ ancora una volta come l’11 settembre, e da parte di un’amministrazione la cui unica pretesa di legittimità consiste nel fatto che doveva proteggerci da queste cose.

Fonte: http://winterpatriot.blogspot.com
Link: http://winterpatriot.blogspot.com/2008/09/is-our-financial-crisis-new-911-chumps.html
27.09.08

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ENZO SUELLA

Nota del traduttore:

(1) in inglese: “inside job” ( crimine compiuto con l’aiuto di un complice all’interno del luogo in cui avviene);
(2) in latino nel testo: “stia in guardia il compratore”.

Pubblicato da Davide

  • Jack-Ben

    bellissimo testo sintetico ma chiaro come la luce del sole, siamo messi ….
    insomma siamo alla frutta, aspettiamoci un buon caffè sul finale e grazie per queste perle chiare
    cordialmente
    jack-ben

  • ilBarone

    è il ‘solve et coagula’ della tradizione M:.ca, ovvero si facilita la dissoluzione di uno stadio per coagulare un Nuovo stato di Ordine superiore.
    Lasciamo perdere i perchè e i come di quello che è successo, che già mi sempbra evidente, preoccupiamoci piuttosto di percepire in tempo le ‘sirene’ del nuovo ‘stadio’, ricordandoci che “il Capitale non ha patria”