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LA NAVE DEI FOLLI

DI PIERLUIGI PAOLETTI
Centro fondi

Stiamo assistendo al crollo di questo sistema basato volutamente su importanti squilibri che

permettono alla ricchezza di scendere come in un imbuto dritto nelle tasche di pochissimi.

Crollano i passeggeri di Alitalia ad Aprile (- 25,9%)

Crollano le vendite di auto -17,56% a maggio ed è il 5° mese consecutivo

Crollano gli utili delle società europee del 24% nel primo trimestre

Crollano i consumi nella zona euro -2,9% in un anno, la maggiore diminuzione dal 1995

Crolla il settore più forte dell’economia inglese, quello dei servizi

Crolla la fiducia dei consumatori Usa a 59 punti il livello più basso dal 1980

(dati raccolti da Davide 912 sulla lista di Centrofondi)

Per quanto riguarda l’Italia il declino è stato costante dal 1970 (sotto il PIL)

Ancor prima della cosiddetta globalizzazione noi eravamo già sulla strada del declino, la

nostra è una crisi non momentanea ma di sistema.

La risposta della politica è stata quella di consegnare ai poteri finanziari la propria (e la

nostra) testa, con Maastricht e oggi Lisbona http://www.disinformazione.it/trattato_lisbona.htm mentre

i gruppi di potere nostrani si spartivano i ricchissimi monopoli ex pubblici abbandonando

sempre più la produzione vera e propria.
Il fatto è che con punti di partenza così distanti, l’equilibrio necessariamente si colloca in un

punto molto più basso per noi e anche se nell’est si raddoppiano gli stipendi (da 100 a 200

euro) ancora molta strada si deve fare per raggiungere gli standard occidentali dei 1000,

1300 euro. Ecco che l’occidente non lavora e produce più mentre l’Asia e l’est europa si

surriscaldano.

Le autorità finanziarie hanno cercato di compensare inondando di liquidità il sistema, ma a

causa del fatto che la nuova moneta è sempre emessa, a parte rari e ininfluenti casi*, a fronte

di un indebitamento dello stato e dei privati, possiamo dire che l’effetto dagli anni ’90

aumentato dal 2000 è stato solo quello di mostrare una facciata di ricchezza basata solo

sull’indebitamento ed il risultato è che oggi il debito mondiale è una cosa enorme e

ingestibile

*nel caso di emissione di denaro cartaceo da parte della banca centrale una parte degli interessi

attivi derivante dalla gestione delle riserve vengono retrocessi allo stato (0,8 mld contro i 70mld

pagati annualmente dallo stato)

La crisi sistemica è stata già descritta in questo report

http://www.centrofondi.it/report/report_06_01_07.pdf ed oggi ci stiamo pericolosamente

avvicinando al punto di non ritorno.

L’economia finanziaria ed il debito assorbono quote sempre più imponenti di ricchezza

reale che viene negata alla vita quotidiana, ancora, per poco, opulenta per l’occidente e sotto

la soglia di sopravvivenza per gran parte del resto del mondo. La crisi alimentare di cui si

sta tanto parlando è una cosa che tocca e toccherà tutti indistintamente se non saremo in

grado di offrire risposte adeguate a questo stato di cose.

Se aspettiamo aiuti dalle istituzioni stiamo freschi. Draghi (anche il nome è evocativo) nella

sua relazione annuale ha snocciolato ovvietà sottolineate dal plauso dei cortigiani:

i giovani sono pagati poco, bisogna diminuire le tasse, bisogna lavorare di più e andare in

pensione più tardi ecc. ecc. ecc. e intanto la bce combatte l’inflazione da lei stessa creata

paventando improbabili aumenti di tassi che aumenterebbero la forza dell’euro sul dollaro e

i disagi delle famiglie; a questo proposito proponiamo di “licenziare” tutta la banca d’italia

che per dire queste banalità si prende la piccolissima cifra di 1,5 mld di euro (3.000 miliardi

di vecchie lire) per il proprio sostentamento e per “vigilare” sui propri azionisti e padroni…

nel contempo l’Ocse ci mette in guardia dal deficit che aumenta….e la FAO disquisisce, a

tavola ovviamente, su come risolvere la fame nel mondo cercando aiuti finanziari che

finirebbero nelle tasche delle multinazionali del seme e dei fertilizzanti per distruggere e

schiavizzare ancora di più le popolazioni del sud del mondo.

Intanto in Italia si impone con il pugno di ferro gli inceneritori, o chiamati da alcuni

incancritori, picchiando pericolosissimi padri e madri di famiglia che si sono stufati di

prenderlo sempre in tasca da Garibaldi e Cavour in poi.

Sarà che siamo maliziosi, ma nessuno ci toglie dalla testa che il problema dei rifiuti sia stato

creato ad arte per imporre obsoleti incancritori e favorire le solite lobbies che sui rifiuti

hanno fatto il loro tesoro.

Poi, sempre lo stato, risolve il problema energetico con improbabili centrali a carbone pulito

(!?) o nucleari come se fossimo tutti dei deficienti che non utilizzano la rete per informarsi e

si mettono in azione i mass media del regime per pilotare le masse verso l’inesorabile

olocausto, tanto di qualcosa si deve morire no?. Come se non bastasse sulla difficile strada

del governo ci si mette anche quell’incidentucolo della centrale slovena che prontamente

viene sminuito e ridotto al silenzio da politici, oncologi, saltimbanchi e meretrici di corte.

Per tacitare il popolo arrabbiato per quella tassa occulta ed ingiusta che è l’inflazione, il

governo emana provvedimenti di aiuto alle famiglie, sbandiera l’accordo sui mutui come

una vittoria sul sistema bancario mentre la realtà è che converte in rata fissa i mutui e mette

la durata variabile cosicché la schiavitù del mutuo può durare anche tutta la vita e oltre, da

30-40 anni anche 50 o 60 e di questo naturalmente dobbiamo anche ringraziare…

Con squillare di trombe si toglie l’ici sulla prima casa con la gioia dei comuni che

rimangono senza soldi subito, con una promessa, del governo, di restituire in altra forma il

mancato introito. Se pensiamo che l’aumento della benzina fa incamerare 5 mld e che la

manovra ici costa 2 mld di euro, allora possiamo dire che si pagano tasse per 3 mld di euro

in più dell’anno scorso e chi le paga? Chi lavora naturalmente, autotrasportatori,

rappresentanti, imprese, gli stessi consumatori che vedranno i prezzi aumentare ecc. ecc.

E ancora opere ciclopiche e inutili che mai si realizzeranno, ma che costeranno alla

collettività sudore e sangue.

Sorvoliamo su quei criminali degli immigrati che spinti dalla fame osano turbare i nostri

sonni tranquilli e che meritano ben altro che semplici espulsioni! E mettiamo una citazione a

sostegno del nostro pensiero (grazie Nello!)

Un giorno vennero a prendere me…

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali

e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti

ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(Bertold Brecht)

Come è brutto vedere le cose da questo punto di vista….si soffre e siamo assaliti dalla

nausea e dal vomito!

Il fatto è che si cerca di far fronte alle modificazioni che avanzano velocemente con metodi

vecchi, con istituzioni vecchie e svuotate da ogni potere, con persone vecchie che vogliono

trovare il proprio tornaconto in tutto, prima agevolando i poteri finanziari internazionali, poi

agevolando i poteri interni e nostrani, il tutto condito con una sostanza fascista

(mal)mascherata dal buonismo della democrazia e aiutata dalla grancassa della propaganda

di regime (mondiale).

Ma quanto ancora ci vuole al popolo a dire basta a vedere che il RE E’ NUDO?

Dicevamo prima che se aspettiamo loro stiamo freschi e allora vogliamo soccombere

lentamente e inesorabilmente vedendo le saracinesche dei negozi chiudere uno dopo l’altro,

le aziende fallire lasciando per strada posti di lavoro a favore di megacentricommerciali vere

cattedrali di un mondo illusorio e finto oppure iniziare a ricostruire e salvare quello che

rimane di uno splendido paese formato da tanta brava gente piena di creatività e

entusiasmo?

Riprendiamo il nostro destino nelle nostre mani e guardiamoci negli occhi, immigrati

compresi, per aiutarci reciprocamente a svegliarci da questo incubo, il peggiore che la

mente umana potesse concepire e che farebbe impallidire lo stesso Orwell.

Nonostante tutto questo squallore e sfacelo è possibile fare qualcosa. Come?

Facendo l’esatto contrario di quello che ci dicono di fare. Attuando la “guerriglia

economica” riscoprendo i prodotti locali invece di comprare quelli della globalizzazione,

ricostruendo il tessuto sociale anziché combatterci, aiutandoci gli uni con gli altri invece di

guardarci in cagnesco e “competere”, tendere una mano all’altro e insieme uscire da questo

pantano invece che affidarsi ai pifferai magici di turno, usando uno strumento monetario

come lo Scec che non crea, ma libera progressivamente dal debito.

Ormai da anni ci dedichiamo a questa attività “sovversiva” che ad aprile ha dato vita ad

ArcipelagoSCEC www.arcipelagoscec.org e vi possiamo dire che di forze belle e

desiderose di fare questo paese è ancora pieno. Oggi centinaia di persone in tutta Italia

stanno lavorando a questo rivoluzionario progetto

http://www.centrofondi.it/articoli/Progetto_Buoni_Locali.pdf che a ben vedere assomiglia

tanto alla scoperta dell’acqua calda, ma quando l’acqua calda non c’è più perché si sono

privatizzati anche quella, allora anche questa diventa una cosa rivoluzionaria e innovativa .

Addirittura stanno arrivando a sostenerci nel nostro lavoro enti locali di tutti i colori

dell’arcobaleno e enti religiosi che hanno a cuore il loro territorio, dentro Arcipelago ci sono

professionisti, economisti, laici, preti, operai, famiglie, artigiani, commercianti, professori

universitari, scrittori, gente di tutte le estrazioni sociali e politiche, di tutte le razze (in una

conferenza un ragazzo del Senegal ha chiesto come si può attuare il progetto nel suo paese).

Quello che dobbiamo imparare è che dobbiamo spogliarci delle etichette, dei luoghi

comuni: ad es.dicono peste e corna dei napoletani e della gente del sud in generale, ma a

Napoli c’è il gruppo più attivo e creativo del nostro Arcipelago e il sud sta lavorando

alacremente al suo riscatto, esaltando le sue caratteristiche. Man mano che andiamo avanti

vediamo che le forze positive si stanno aggregando spontaneamente intorno a questa idea

e programmatori informatici, architetti, commercialisti, aziendalisti, esperti vari ci stanno

aiutando volontariamente e senza compenso ad attuare una nuova economia, una nuova

società, quella vera, quella che sa che il proprio benessere dipende da quello di tutti, che

rompe la catena dello sfruttamento e inizia quella della solidarietà quella della

SOLIDARIETA’ CHE CAMMINA (SCEC)

Quello che questa splendida avventura offre alle persone che si avvicinano ad essa, è una

visione di un futuro che gli permette di guardare gli altri con occhi diversi, di sapere che ci

sono persone oneste come loro, che costruiscono in comunione e trasparenza il proprio

futuro, quando questo futuro è messo in serio pericolo da un manipolo di irresponsabili.

Non so a voi, ma a noi ci vengono i brividi di gioia ogni volta che persone nuove si

aggregano a noi. Nel nostro gruppo diciamo che con ArcipelagoSCEC ha preso il varo la

“nave dei folli” quei folli che credono nell’uomo e che si possa cambiare le cose nonostante

tutto e tutti, che sono legati dalla condivisione di un sogno e dalla consapevolezza di

assistere alla morte del bruco e alla nascita della farfalla

http://www.centrofondi.it/report/report_06_05_07.pdf .

Perché Arcipelago? Perché ci siamo stufati di avere la nostra isola felice e vogliamo

costruire invece tante isole felici, nel nostro ArcipelagoSCEC dove naviga a gonfie vele

la nave dei folli, cosa aspetti ad unirti a noi?

That’s all folks

Pierluigi Paoletti
Fonte: www.centrofondi.it
Link: http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_giu_1.pdf
6.06.08

Pubblicato da Davide