Di Accattone il Censore per Comedonchisciotte.org
Già dalla metà del secolo scorso, le elezioni si tengono in un Paese occupato e tutto si è svolto secondo un copione risaputo, senza neppure i manifesti per le strade, tra il silenzio e la tristezza di una dittatura sudamericana.
La mechata pulzella della Garbatella, che ama le consonanti doppie forse più della bandiera, assurge infine al ruolo cui l'ha preparata per anni un'accorta regia d'oltreoceano, che le ha cucito addosso la parte di finta oppositrice del sistema, dopo Grillo e Salvini.
“Finalmente una donna”, anche da noi, come sempre più spesso nel cosiddetto “occidente”. A tal proposito, Ida Magli, antropologa femminista, sosteneva che la donna non può mai incarnare l'autorità e il potere, prerogative da sempre maschili; laddove ciò succeda è lo stesso ruolo rappresentato che ne risulta esautorato. Lettura quantomai esatta del momento attuale: sempre più donne “leader”, che non comandano nulla, ma prendono soltanto ordini da suggeritori dietro le quinte.
L'astensione ufficiale supera il 36 per cento. Una cifra bassa, considerando il valore dell'offerta politica (e le facce: perché non si studia più Lombroso?); tuttavia, probabilmente sottostimata, per evitare l'effetto psicologico di numeri più realistici: ogni dato offerto dalla comunicazione di regime è, infatti, utilizzato per manipolare il pubblico-bersaglio. Il caso covid docet: le cifre non mentono, ma i mentitori usano cifre. E gli imbecilli, spesso dotati di laurea, non solo le prendono per vere, ma si comportano di conseguenza e ci costruiscono sopra ipotesi e teoremi.
Dopo "Il piccolo chimico", dedicato ai pargoli, spopola “Il piccolo politico”, purtroppo tra chi ha tra i quaranta e i sessant'anni. Si gioca con sedicenti “network televisivi” composti da una sola persona, con ascolti da emittenti di quartiere, supponenti e millantate capacità oratorie da predica domenicale e due irrinunciabili virtù italiche: cialtroneria e improvvisazione. Per partecipare, non occorre alcuna conoscenza di comunicazione, al punto di scambiare una marginale presenza su internet per un radicamento nel Paese reale e di riuscire ambigui persino su argomenti dirimenti come l'obbligo vaccinale.
Tra i partecipanti al gioco, ci si crogiola nell'autodefinirsi “intellettuali”: va a spiegare loro che Benedetto Croce aveva 75000 libri e taluni di questi soggetti quasi altrettante difficoltà con la lingua italiana. Leo Longanesi diceva di alcuni pittori che “dipingevano in dialetto”, questi guitti pensano in dialetto, purtroppo con l'ambizione di farlo sui massimi sistemi.
In quasi tre anni di farsa pandemica, nella situazione più favorevole possibile, non sono riusciti a organizzare uno straccio di movimento politico degno di questo nome e nemmeno ad unirsi, con i brillanti risultati che vediamo sotto i nostri occhi e dopo aver vantato "sondaggi riservati" che li proiettavano "in doppia cifra". In effetti, certi prefissi telefonici ne hanno addirittura tre. Miglioreranno? Non credo: l'incompetenza non si supera, si perfeziona.
Con tali premesse, in Parlamento avrebbero addirittura potuto fare peggio degli attuali occupanti. Per fortuna, prima di darcene la prova, sono scomparsi non come meteore -queste ultime, almeno si vedono- ma fuochi fatui di un Paese in decomposizione; o, forse, semplice meteorismo.
E, mentre attendevamo il “tramonto dell'euro” -che Bagnai in modo acuto profetizzava come imminente nel 2012- abbiamo assistito a quello di Borghi, dello stesso Bagnai e della Lega, il partito in cui militano entrambi. La famosa “strategia” di cui blateravano i suddetti, ha condotto dal 34 e rotti per cento delle ultime elezioni europee all' 8 delle politiche attuali, in soli tre anni; qualora esistesse – cosa di cui dubito – tale strategia andrebbe insegnata a chi vuol fare politica, almeno per non ripeterla.
Il reddito di cittadinanza, viceversa, funziona in modo egregio: ha creato una fedele clientela (che cresce inesorabilmente nel tempo di pari passo con la povertà e la disoccupazione) e ha abituato le masse ad allontanarsi definitivamente dal lavoro, prefigurando la società dei prossimi tempi. Magari, truccando qualche dato reddituale, per i più fortunati ci scapperà pure un abbonamento a Sky o a Netflix e la possibilità di allietare il razionamento di cibo con l'ultima serie alla moda. Quando si è già pochissimo, guai ad essere da meno.
Negli sciagurati anni che ci lasciamo alle spalle, qualunque forza politica antagonistica, minimamente seria e capace, avrebbe avuto buon gioco a ad organizzare campagne coordinate di disobbedienza civile. L'effetto di proselitismo e di radicamento sarebbe stato rapido e inarrestabile.
Allo stesso modo, enorme è lo spazio di manovra per un movimento pacifista che provasse a mettere in campo azioni sinergiche con i paesi neutrali, non schierati con gli Stati Uniti, né con la Russia, piuttosto che dividerci fra opposte tifoserie come prevede la sceneggiatura.
Invece si litiga nel pollaio, per capire quale galletto diventerà il capo di sé stesso.
Il quoziente intellettivo arretra da decenni nel mondo. Da noi il fenomeno è più marcato. Siamo nelle condizioni migliori per goderci lo spettacolo a reti unificate che ci hanno apparecchiato in anteprima: quello della guerra e del grande reset, stranamente speculari.
Ma sono fiducioso: anche senza i partitini, l'Italia andrà indietro lo stesso.
Di Accattone il Censore per Comedonchisciotte.org
Martin 28 settembre 2022
Clap clap, sparare su tutto e tutti e' tipico degli impotenti colonizzati.
Hai presente il vecchio alcolizzato che sbraita nel bar del paese? Dice spesso la verita' sui suoi compaesani, ma nessuno se lo caga comunque - giustamente.
Quanto al quoziente intellettivo occidentale, secondo approfondite analisi scientifiche, e' in effetti in calo costante a partire dalla fine della rivoluzione industriale (1870 circa): ogni generazione e' piu' stupida della precedente. E francamente si vede, basta guardare i Millennials.
La ragione e' molto semplice: l'intelligenza - che piaccia o no - e' in alto grado ereditaria. Per millenni prima della rivoluzione industriale, i figli li facevano perlopiu' i pochi che se li potevano permettere (ossia le classi piu' agiate), e comunque la mortalita' infantile era di oltre il 50%, e colpiva come ovvio piu' le classi piu' deboli.
Dopo la rivoluzione industriale, grazie in particolare al welfare, i figli li fanno praticamente tutti, e grazie alla medicina, la mortalita' infantile si e' ridotta a meno dell'1%. E' un cambiamento epocale rispetto ai millenni precedenti - ripeto millenni. Ma nelle scuole italiane si studiano Dante e Foscolo - piu' della rivoluzione industriale!
La selezione naturale dei migliori che aveva operato per millenni - ripeto millenni - non c'e' piu'. Deboli e cretini si riproducono come conigli.
Cristianamente, e' assolutamente giusto, ma purtroppo la Natura - che piaccia o no - opera con una logica diversa, quella della prevalenza del migliore o del piu' forte.
Come se non bastasse, in Europa il gap demografico tra indigeni bianchi europei da una parte e africani o islamici dall'altra rendera' gli indigeni bianchi europei una minoranza in ampie aree nel giro di 50 anni.
La France e' saldamente all'avanguardia in tale deriva, gia' dagli anni 30, come a suo tempo notato dai suoi "vicini" italiani e tedeschi.
La Spagna segue a ruota nel disperato tentativo di "colmare il ritardo". L'unico sollievo e' vedere anche la Gran Bretagna sprofondare in tale deriva.
Noi Italiani per inciso, ancora possiamo salvarci.
Chissa' perche', secondo l'antropologia dominante, i cavernicoli indigeni che popolano la Papua Nuova Guinea, l'Amazzonia ed il Congo belga, tutti con un QI medio inferiore a 70, meritano di essere protetti dall'invasione occidentale, ma gli indigeni bianchi europei invece devono stare zitti a casa loro.
Inutile citare i soggetti che in Italia prima e in Germania dopo avevano purtroppo previsto chiaramente e ripetutamente tale deriva.
Sono i noti "innominabili", pena l'automatica scomunica.