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LA MORTE DI MICHAEL JACKSON

DI DAVID WALSH
globalresearch.ca

Si può rimpiangere con sincera tristezza la morte del cantante Michael Jackson a soli 50 anni, ma non certo sorprendersene troppo. Vista la situazione, non si capisce come la sua saga avrebbe potuto finire in tutta serenità. Negli USA, chi gode di una immensa popolarità e fortuna paga spesso un prezzo estremamente elevato.

Senza dubbio molti si sono commossi per la morte di Jackson. Dopo tutto era una delle prime superstar mondiali e ha venduto circa 750 milioni di album in tutto il mondo. Chi ha amato la sua musica e le sue esibizioni, e magari ha anche provato simpatia per i suoi evidenti traumi personali, reagirà con sincera emozione.

A seguito, “Jacko, ma se questo è l’evento del secolo allora il mondo è ridotto male” (Alain De Benoist, ilgiornale.it);Si può dire il contrario per quel che riguarda i magnati dell’industria ludica e dei media, e di vari personaggi politici (dal primo ministro inglese Gordon Brown al ministro tedesco dell’economia Karl-Theodor zu Guttenberg, dall’ex presidente sudcoreano Kim Dae-jung all’ex first lady filippina Imelda Marcos). In questo casi, calcolo finanziario (o politico) e cinismo si rafforzano a vicenda.

La morte di Jackson in una casa in affitto a Los Angeles ha prodotto una fiammata d’interesse su vari servizi online, e un aumento delle vendite dei suoi dischi. I canali televisivi e i notiziari via internet parlano di ben poche altre cose. Venerdì MTV ha detto che “la musica di Jackson ha monopolizzato la lista dei 15 migliori best-seller in Amazon e ha rappresentato la metà dei 20 album e singoli più scaricati da iTunes”.

Non commettiamo un’ingiustizia ai danni dei dirigenti dell’industria discografica, una categoria notoriamente predatoria, supponendo che la morte di Jackson sia stata subito considerata, in certi circoli, un’opportunità d’oro per migliorare le vendite di CD, quest’anno in forte calo (gli analisti prevedono che le vendite complessive nel 2009 ammonteranno a 23 miliardi di dollari, il 16% in meno rispetto al 2006).

In una dichiarazione ufficiale Howard Stringe, dirigente della Sony (l’azienda che detiene i diritti della migliore musica di Jackson), ha definito il cantante “un brillante cantastorie della sua generazione, un genio la cui musica rifletteva la passione e la creatività di un’era”, mentre il servizio via cavo Bloomberg ha ricordato che Sony “potrebbe registrare un netto aumento nelle vendite dei più recenti CD e DVD dell’artista”. Un analista della Deutsche Bank AG a Tokio ha però buttato acqua sul fuoco, sottolineando che il contributo del decesso di Jackson ai ricavi complessivi dell’azienda “sarà limitato e non influirà probabilmente sul valore delle azioni Sony”.

Per quanto riguarda i media, all’epoca del processo californiano a Jackson per molestie a un minorenne, i vari giornali avevano sviscerato tutti i dettagli piccanti e avevano speculato nel modo più spregevole sulla sua vita privata. Riviste e giornali in generale avevano accolto con gran disappunto la sua completa assoluzione: l’idea di una condanna al carcere di Jackson offriva fin troppe opportunità per mettere a nudo e sfruttare ulteriormente le sue miserie.

Dopo la sua morte, il Los Angeles Times ha scritto: “Le riviste che avevano impietosamente perseguitato Jackson, quando era vivo, soprannominandolo ‘Wacko Jacko’ per il suo comportamento imprevedibile, il suo aspetto sempre più strano e le accuse di molestie a un minorenne mossegli, sono diventate improvvisamente sperticati elogiatori di un uomo che “ha offerto un filo musicale a un miliardo di famiglie”.

Uno dei più ripugnanti e costanti denigratori, l’inglese Sun (di Rupert Murdoch), ha per esempio pontificato: “Aveva sconfitto i suoi accusatori, ma la sua salute ne era uscita a pezzi e la sua ricchezza si era liquefatta. Ricordiamo oggi il Michael Jackson che tutto il mondo ha amato: il ragazzo prodigio dei Jackson Five il cui talento, carisma e fascino avevano incantato tutti…

Il mondo intero era il suo palcoscenico e l’umanità tutta il suo pubblico. Quelli che sono stati tanto fortunati da poterlo vedere non lo dimenticheranno mai, e quelli che possiedono le sue registrazioni (ma c’è qualcuno che non ne ha?) le riascolteranno oggi piangendo”.

Era questo l’ambiente corrotto e ipocrita nel quale ha lavorato Jackson e che ha finito col distruggerlo. Sarebbe imprudente separare la sua morte, quale che possa essere stata la causa psicologica immanente, dalle immense tensioni che ne hanno caratterizzato l’esistenza. Showman professionale per 40 anni, perseguitato senza un attimo di tregua dai media, braccato dagli scandali, sotto pressione per conseguire un ritorno trionfale sulle scene, Jackson, la cui salute era cattiva già da anni, ha ceduto alla vigilia di una serie di 50 concerti londinesi (dal luglio 2009 al marzo 2010).

I promotori hanno ripetuto che Jackson aveva superato una “serie di rigorosi esami clinici” prima d’impegnarsi negli spettacoli, in parte organizzati per aiutarlo a districarsi da debiti che secondo i pettegolezzi ammonterebbero a centinaia di milioni di dollari. Tipico della macabra e spietata atmosfera che circondava il cantante, lo scommettitore inglese William Hill dava 1 a 8 la sua partecipazione al primo spettacolo in programma. Il pubblicista di Los Angeles Michael Levine, che una volta aveva rappresentato l’artista, aveva dichiarato un una conferenza stampa: “Nessun essere umano può sostenere a lungo un tale livello di stress”.

Nel corso della sua vita, varie circostanze avevano concorso a marcare la sorte di Michael Jackson. In primo luogo, ovviamente, il suo immenso talento. A questo punto è molto difficile andare oltre le follie e le iperbole dei media e ricostruire un quadro accurato delle sue qualità: la registrazione video dell’audizione per la Motown Records nel 1968, quando Jackson aveva 10 anni, lascia capire che tipo di prodigio fosse nel campo della musica popolare. Come segnalava un commentatore, Jackson “danza, piroetta e si contorce sul palcoscenico in una esplosione di membra che agiscono in modo indipendente, dimostrando così trionfalmente che il corpo umano può essere uno strumento e non solo una stupida macchina” (Guardian).

Cresciuto nella città industriale di Gary, Indiana, Jackson aveva assorbito musica e sensazione nell’aria stessa, e aveva conosciuto le possibilità commerciali rese possibili dalle battaglie e dai sacrifici del movimento per i diritti civili, nonché dai cantanti afroamericani delle precedenti generazioni.

Nato in una famiglia con un difficile retroterra sociale, come avevamo sottolineato nel 2003, “Jackson era stato accolto dal distruttivo apparato dell’industria americana del divertimento e, data la sua vulnerabilità psicologica, non nel miglior momento.

“Il grande successo individuale di Jackson coincide con gli anni di Reagan, un periodo in cui molti si erano lasciati alle spalle il radicalismo degli anni ’70, il proprio o quello di altra gente, e si erano concentrati sul compito di diventare ricchi. Egoismo, edonismo, individualismo, avidità erano stati posti al primo posto. Jackson era un cantante, ballerino e cantautore estremamente dotato, ma la capacità di dire qualcosa con la propria musica non è innata e tanto meno il risultato di prove incessanti e pressioni familiari.

“I Jackson Five arrivarono sulla scena musicale e a Motown, in particolare, in un periodo di proteste generalizzate. L’azienda musicale, posseduta da Berry Gordy, un fervente fautore del “capitalismo nero”, non aveva tagliato i ponti con le correnti radicali.

“Nel 1971, Gordy e il cantante Marvin Gaye si scontrarono sul desiderio di quest’ultimo d’incidere ‘What’s Going On,’ una canzone contro la guerra del Vietnam. Gaye, il cui cugino era morto in Vietnam e il cui fratello ci era andato per tre volte, se ne era meravigliato, ‘col mondo intorno a me che esplode, come si può pensare che continui a cantare canzoni d’amore?’. Nei primi anni ’70, altri esecutori negri, ad esempio Stevie Wonder, avevano inciso canzoni molto critiche verso Richard Nixon, e Curtis Mayfield era un dichiarato oppositore della guerra e del razzismo.

“I Jacksons, anche se non per colpa loro, funzionarono da argine dell’industria musicale a tutte queste tendenze, grazie a quello che divenne noto come ‘bubblegum soul’. Jackson ruppe con la sua puerile immagine musicale verso la fine degli anni ’70, ma non c’è ragione di attribuire una soverchia importanza a questa decisione: dimostrò un’abilità straordinaria, ma il contenuto delle canzoni non arrivò mai a essere eccelso e di certo non di genialità rimarchevole. Negli articoli dei media su Jackson, bisogna sempre distinguere tra l’apprezzamento delle sue qualità genuine e la molto più diffusa ammirazione con cui i giornalisti e gli esperti dell’industria osservano le cifre di vendita e il crescere della ricchezza personale del cantante”.

Col che non vogliamo sminuire la perizia delle danze e delle esibizioni di Jackson, che raggiunse forse il culmine negli anni ’80. Un lettore di WSWS ricorda un’esibizione dell’epoca: “Il gruppo eseguì assieme qualche vecchio lavoro, poi Michael cantò le sue canzoni. Nei pochi momenti in cui, dopo averne eseguite varie di seguito, lasciò la scena per una pausa, gli altri Jacksons suonarono, e Jermaine eseguì anche alcuni pezzi del suo nuovo album… Ma era solo intermezzo. Stavamo tutti aspettando il ritorno di Michael, e quando rientrò l’arena impazzì. Che ballerino! Che energia! Riusciva realmente a ipnotizzare gli spettatori”.

Jackson sfruttava anche tecnologie e formati relativamente nuovi: la videomusica raggiunse la sua importanza ai primi degli anni ’80, col lancio della rete televisiva via cavo MTV (Music Television). Nel 1983 apparve nei negozi un suo video di 14 minuti con la canzone “Thriller”, costato mezzo milione di dollari, una cifra mai raggiunta prima. L’album fu venduto in 109 milioni di copie, e divenne così il bestseller di tutti i tempi.

Per il mondo dei media e del divertimento successi stratosferici di questo tipo significano soldi e sangue. Da un lato, ovviamente, le vendite dei CD e dei DVD, le esibizioni dal vivo, le performance, la pubblicità, e tutto il resto, generano ampi profitti per le aziende che sfruttano e vendono il talento genuino di artisti come Jackson e molti, molti altri. Anni di sforzi, affinamento delle capacità vocali o creative, coscienza professionale, generosità, umanità, e sentimenti riversati nelle composizioni musicali, significano qualcosa per l’industria solo se portano soldi.

D’altro lato, negli USA la celebrità stessa svolge un ruolo fondamentale e insano. In un paese in cui sui temi più importanti si organizzano solo i dibattiti ufficiali che non possono essere evitati, e in cui la vita politica è quasi interamente decisa d’avanzo, un fascino malsano per le esistenze delle persone ricche e famose aiuta a riempire almeno in parte il vuoto esistenziale e distrae l’attenzione dei cittadini dai suoi veri interessi e necessità.

Al tempo stesso, però, frustrazione popolare e scontento non scompaiono: l’attitudine del pubblico, sollecitata dai media, verso le “celebrità” oscilla spesso tra ammirazione acritica e risentimento. Riviste, spettacoli d’intrattenimento e notiziari manipolano questi sentimenti per i loro scopi. Lo sfortunato atleta, la popstar o l’attore caduti in disgrazia possono scoprirsi demonizzati in un modo realmente mostruoso.

Per uno come Jackson, baciato dalla fortuna ma anche profondamente disturbato sul piano psicologico, essere violentemente aggredito – adorato un giorno, ridicolizzato e disprezzato un altro – dev’essere risultato particolarmente distruttivo. Era un uomo che, per usare le sue stesse parole, ha vissuto per i suoi spettacoli dal vivo e per l’adulazione delle masse anonime di spettatori.

Ora i grandi media e l’industria dello spettacolo cercheranno di sfruttare il più possibile la morte di Jackson, guardandosi intanto attorno per trovare la prossima vittima.

David Walsh
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=14204
2.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO PAPPALARDO

JACKO, MA SE QUESTO E’ L’EVENTO DEL SECOLO ALLORA IL MONDO E’ RIDOTTO MALE

DI ALIAN DE BENOST
ilgiornale.it/

Sopravvivrà il mondo a Michael Jackson? Ce lo chiediamo dopo l’onda planetaria, riversatasi sui suoi funerali, ma avvenuta su scala planetaria, della «Jacksonmania», dieci volte più importante che l’«Obamania» di pochi mesi fa. Qualcosa che non s’era visto nemmeno per le esequie di Elvis Presley, John Lennon e Lady Di.

Alla morte del Michael Jackson le catene tv di tutto il mondo, o quasi, sono diventate altrettanti «Jackson Channels». Da allora, alcune trasmettono solo clip dell’inventore del Moonwalk. In Francia perfino le grandi reti generaliste hanno subito cambiato i programmi, sopprimendo per giorni le informazioni che non fossero da Neverland. Iran, Afghanistan, Irak: basta! Solo Michael Jackson! Servizi e omaggi si succedevano, mentre da Los Angeles a Tokyo, via Parigi, Buenos Aires e Nairobi, centinaia di migliaia di allucinati con telefonino e mp3 si riunivano spontaneamente. Abbiamo saputo tutto di Jackson, delle sue origini, della sua carriera, dei suoi cambiamenti di pelle, dei suoi successi (750 milioni di dischi venduti), delle sue ultime prove, dei suoi ultimi istanti, della sua prole, delle sue finanze, della sua eredità. Tutto, dovevamo saper tutto. Tutto annegato nel diluvio di ditirambi e iperboli: il più grande cantante, il più geniale, il più creativo, il più qui, il più là… Tale commozione globale allibisce. Non si discute il talento, reale o no, di Michael Jackson, e nemmeno le sue doti di cantante (e soprattutto di ballerino). È in causa il modo di fare informazione. Nessun fatto dopo l’11 settembre 2001 ha avuto una tale copertura mediatica. Nessuno. Se capitassero domani la morte di Obama, di Putin, del Papa farebbero dieci volte meno rumore. Del resto molti giornalisti ne convengono: come si potrebbe, anche tecnicamente, dare più eco a qualcosa? Di qui la domanda: la morte di Michael Jackson è davvero l’evento più importante nel mondo da dieci anni? Anche i commenti dei fan più isterici fanno riflettere.

Dalla California, le tv li hanno messi davanti alla telecamera a rivaleggiare in affermazioni deliranti: «Il più grande cantante di ogni tempo», «l’uomo più importante dopo Gesù», «la morte di un genio», «ci vorranno anni per superare questo lutto», ecc. Per i funerali di «Bambi» ci sono state quasi mezzo miliardo di richieste di biglietti. Le aste su e-Bay sono arrivate a centomila dollari per biglietto. Negli Stati Uniti, dove l’isteria pare una componente della vita sociale, ci sono già state varie decine di suicidi. Il pianeta vacilla. Nasce una nuova religione! Non è una novità che immense folle siano pronte ad attraversare il mondo per assistere a un grande fatto sportivo o musicale, mentre i partiti politici, i sindacati e le Chiese non mobilitano più molta gente – il che qualcosa significa. Ma ora ogni confine è stato apparentemente varcato anche nella dismisura. È la distrazione nel senso che al termine dava Pascal: ciò che distrae distogliendo dal resto. Ciò che fa sparire tutto sotto l’agitare dei lustrini, del rumore, delle luci multicolori e delle clip. Il «diversity management» che solo perversi blasfemi possono pensare di turbare.


Nel settembre 1995, cinquecento uomini politici e dirigenti economici di primo piano s’erano riuniti a San Francisco sotto l’egida della Fondazione Gorbaciov per confrontare le loro opinioni sul futuro. La maggior parte concordò che le società occidentali erano sul punto di divenire ingestibili e che andava trovato un modo per mantenere, con nuovi procedimenti, la soggezione al dominio del Capitale. La soluzione fu proposta da Zbigniew Brzezinski col nome di «tittytainment». Il termine scherzoso alludeva al «cocktail di svago abbrutente e alimentazione che mantiene di buon umore la popolazione frustrata del pianeta». «We are the world!», cantava Michael Jackson. Quale mondo? Il mondo del tittytainment. Un mondo senza uscita di sicurezza. Siamo franchi: non c’è da stare allegri ad abitare un mondo dove ormai nulla, proprio nulla, conta più che la morte di un re della pop music.

Alain De Benoist
Fonte: www.ilgiornale.it/
Link: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=364793
8.07.2009

Traduzione a cura di Maurizio Cabona

Pubblicato da Davide

  • rosacroce

    non è morto un uomo ,ma una macchina di questo sistema orrendo, quel tale nato nero ,è diventato bianco, vendendo l’anima al demonio, cioè alla scienza e la paga del demonio , è stata il tumore alla pelle, anni e anni di sofferenze e dolori con antidolorifici sempre più potenti per non sentire il guasto , il male della scelta fatta,e alla fine la morte a 50 anni ,come giusta ricompensa,per una vita inutile e venduta ai balocchi del demonio.
    questa storia è l’icona di questa società di venduti alla tecnologia per diventare quello che non si è ,per rinnegare quello che si è,per i soldi falsi vendere ogni cosa ,rinnegare la propia origine ,la propia razza,per diventare l’elite , bianco da nero ,salute per malattia .per diventare niente dopo che si era tanto.

  • berotor

    Vorrei solo fare una piccola considerazione sull’articolo di De Benoist, dove viene criticata la sovraesposizione della morte di MJ.
    Io ho letto l’articolo di De Benoist con un misto di stupore e curiosità, come quando si ascolta con estrema attenzione e partecipazione un resoconto di un viaggio in luoghi sperduti. Posso anche dire di essere caduto dalle nuvole. Ebbene io questa cosiddetta follia collettiva, questa movimentazione planetaria non l’ho affatto avvertita. Ma proprio per niente! Non vivo in Italia, ma vivo in una città da un milione e mezzo di abitanti nel paese (forse) più consumista-edonista del mondo, non in una caverna, per chiarirci. Ho saputo della morte di Jackson scrollando come ogni mattina i titoli del Corriere on line: “toh, è morto Michael Jackson. Amen”, ho pensato. Poi ne ho letto qui su CDC. (Quindi uso internet per le informazioni). Ho sentito anche un paio di “Thriller” alla radio in qualche locale. Ma poi, basta!
    Devo aggiungere una cosa però: io non ho la televisione. L’articolo di De Benoist mi ha fatto davvero riflettere e forse me ne ha dato conferma: se davvero tutto questo movimento mondiale è in atto, allora la televisione è uno strumento di una potenza davvero inaudita, perché è sufficente non farne uso per uscire di colpo dal rave planetario e piombare in un’oscurità medievale.
    Quindi vi chiedo: ma c’è veramente tutto questo baccano per la morte di MJ?! Ma ve lo chiedo sul serio, non sto scherzando!

  • Galileo

    Non ho letto l’articolo ma rispondo alla tua domanda. Neanch’io vivo in Italia, ma qui si è trasmesso per ben tre ore il funerale di MJ. Di norma la Spagna è un pettegolezzo unico, peggio degli Italiani direi. Riescono a metterti su interi programmi di ore solo per parlare che la figlia di quel personaggio noto, non può vedere il padre…ti fanno dei film su niente. Come te mi detti conto della morte di Mj scorrendo i titoli di un periodico. Vabbè è morto pensai. Pace. Chi se ne frega, aggiungerei.

    Mi era arrivata l’informazione e non avrebbe dovuto accupare più di un minuto della mia vita. Ma eccoci qua. Anche noi dentro all’ingranaggio.

    Anche se non facciamo uso della televisione, sicuramente abbiamo un vicino, qualcuno insomma che se ciuppato le tre ore di funerale, e anche se non te ne frega niente, ti sei sorbito la descrizione del vestito della figlia…cosicchè ti incuriosisci, anche solo per vedere fin dove è arrivato questo evento mediatico.

    La prima cosa che ti chiedi è: ma vi sembra normale che si debbano vendere dei biglietti per un funerale??? Chiunque tu sia, vi sembra normale che devo andare a pagare per offrire un ultimo saluto ad una persona che se ne è andata?

    Credo di averti risposto.

  • warlock

    vorrei aggiungere la mia ai tre commenti precedenti che condivido in toto.
    questo grande talento e’ vissuto da deficente e morto da coglione. mi rattrista vedere come la popolarita’ e la ricchezza siano state buttate via. innanzitutto doveva rimanere nero, fare la sua musica ed usare il suo ascendente per veicolare messaggi onorevoli ed usare i suoi soldi per creare strutture di aiuto ed emancipazione per i poveri nei ghetti, per insegnare un mestiere e diffondere cultura, invece che baloccarsi con le giostre nel suo parco privato. questo e’ a mio avviso la missione di chi ha ascendente sulle masse.
    Invece e’ diventato la caricatura di se stesso, ed un icona del nulla di questa societa’ malata. Abominevole il pensiero dei biglietti per il funerale, e sconvolgente la copertura da grande fratello che ne hanno fatta. Farsa ed ipocrisia, condite con avidita’ ed opportunismo.

  • fernet

    Due cose. Secondo voi è normale che un 51enne salti, balli e rotoli sul palco per due ore facendo uso di nove farmaci da anni e tutti i giorni?
    E’ normale che un uomo di colore (molto di colore) abbia due (2) figli bianchi?
    PS: mica ci stanno prendendo per il culo per prove tecniche di trasmissione?

  • Galileo

    Che vuoi dire: che pagheremmo anche per il funerale del berluska?…perdon.

    No, non ho affettato il tuo concetto. Puoi essere più esplicito?

    Volo di fantasia: mi stai suggerendo che questo è il primo passo per far nascere figli bianchi da neri (anche se la madre è bianca, non era l’infermiera poi pagata profumatemente per sparire…queste cose me le ha raccontate sempre la stessa persona che si è ciuppata le tre ore di funerale) e che quindi si stà studiando come far sparire la razza nera per innesti?

  • fernet

    Nooo…è molto più semplice. Stanno prendendo per il retro a livello planetario la gente. Hai presente il proverbio degli asini che volano? L’unica cosa che ci salva è che non stanno ancora prendendendo in considerazione internet o qualcuno ci sta salvando le chiappe.

  • Mara79

    ebbasta con sta storia del nero che vuole diventare bianco: lo ripeto per l’ultima volta, perchè a volte mi sembra di parlare col muro.
    Un conto è essere disinformati, un conto sordi. Andate a cercarvi informazioni sulla vitiligine e soprattutto sulla depigmentazione totale alla quale si sottopone talvolta chi è completamente deturpato dalla malattia. Volendo, ci sono una valanga di foto e anche video su youtube piuttosto chiarificatori in merito.

  • Mara79

    non si potrebbe pensare che semplicemente non fossero figli suoi? Li avrà avuti da donatore esterno, presumibilmente. Per quale motivo di certo non si sa.

  • Mara79

    Anche qui basta informarsi. Di beneficienza ne ha sempre fatta parecchia, anche senza farsi troppa pubblicità, il che è una cosa che rende onore.

  • Galileo

    E la cura a questa Vitiligine è diventare interamente bianchi? Ossia sbiancare la parte della pelle che hai normale in maniera da essere maggiomente soggetto alle radiazioni solari?

  • Mara79

    purtroppo nei casi più gravi è l’unica scelta possibile, a meno che una persona non si voglia tuffare nel camouflage ogni mattina prima di uscire dalla porta.

  • Santos-Dumont

    Non sapevo dell’opzione di sbiancamento corporeo completo, ma immagino che sia realmente l’unica soluzione esteticamente gradevole per chi è affetto da vitiligine… Qui in Brasile ogni tanto vedo qualche malato per strada, se già sulle persone tendenzialmente bianche l’effetto è sgradevole, su chi ha la pelle più scura è letteralmente disastroso e può veramente creare barriere sociali… Insomma, se MJ aveva realmente la vitiligine, non è veramente il caso di trasformare una doverosa applicazione della chirurgia estetica in una questione di vanità!

  • cloudcagliari

    i biglietti per il memoriale (non un funerale) erano gratis.

  • cloudcagliari

    e non si e’ sbiancato la pelle. aveva la vitiligine.
    giocate tanto a fare i complottisti pero’ vi dimostrate facili bevitori delle idiozie del mainstream informativo.

  • cloudcagliari

    “fare la sua musica ed usare il suo ascendente per veicolare messaggi onorevoli ed usare i suoi soldi per creare strutture di aiuto ed emancipazione per i poveri nei ghetti”

    e’ proprio quello che ha fatto

  • cloudcagliari

    “Nooo…è molto più semplice. Stanno prendendo per il retro a livello planetario la gente. Hai presente il proverbio degli asini che volano? L’unica cosa che ci salva è che non stanno ancora prendendendo in considerazione internet o qualcuno ci sta salvando le chiappe.”

    l’unica cosa che ci salva e’ internet? gente come te e’ la rovina della controinformazione seria.
    la notizia della sua morte e’ partita proprio da Internet: il giorno del decesso l’8% della messaggistica era a lui dedicato, senza che nessun grande vecchio dell’Informazione fosse intervenuto a dettare l’agenda.
    i grandi netwrok, dopo averlo sbeffeggiato per vent’anni, colgono la palla al balzo e assecondano i desideri della gente.
    Vai su Youtube, ogni angolo del mondo lo ha celebrato, nelle piazze. Mai vista una roba del genere. E’ ora di chiedersi perche’, senza discorsi del cazzo.

  • cloudcagliari

    Qui fate tanto i paladini della controinformazione ma in realta’ vi siete bevuti tutte le balle dell’informazione ufficiale sparate su Jackson da vent’anni a questa parte a megafoni unificati…
    Jackson, come Gandhi, Lennon e ML King stava acquistando un consenso popolare enorme che non conosceva confini territoriali, ne’ di classe sociale o razza.Veniva accolto in ogni dove come un capo di stato. Chi parla di amore universale, antimilitarismo, chi propaganda l’autodeterminazione dell’individuo e riesce a maturare un consenso imponente, viene matematicamente ucciso. O accusato di pedofilia.

  • cloudcagliari

    non ho capito niente…

  • fernet

    Meno male che scrivo solo quattro righe qui su CDC! Non mi hai capito Cloudcagliari!! L’han fatto fuori!! PS: siccome non so nulla della vita privata di MJ, mi racconti qualcosa sui farmaci presi e sui figli?

  • cloudcagliari

    fatti un giro su youtube sui tributi di piazza, spontanei, in giro per il mondo: rio, stoccolma, parigi, harlem, los angeles, johannesburg…i partecipanti non sono cariatidi reduci dagli anni 80 ma una miscellanea di bambini, giovani e meno giovani, senza distinzione di ceto sociale ne’ razza.
    su facebook ha piu’ ammiratori di barack obama!
    leggetevi i testi delle canzoni degli anni 90 e capirete perche’ era un personaggio scomodo che stava diventando, prima delle accuse di pedofilia, quasi come un Presidente globale, accolto come un capo di Stato ovunque andasse, con la gente che sveniva letteralmente.
    La sua musica ha la particolarita’ di entrare dritta nell’animo e i messaggi che propaganda sono quelli dell’amore e della non violenza. Chiediamoci piuttosto: perche’ per vent’anni la stampa l’ha crocefisso?
    E qui ancora stiamo a farci pippe sul colore della pelle, sugli interventi chirurgici…

  • cloudcagliari

    sui farmaci presi non so niente di piu’ di quello che puoi leggere sui giornali…da anni comunque si vociferava fosse dipendente da psicofarmaci.
    sui figli c’e’ la confusione piu’ totale, ma a me pare difficile siano figli suoi dal punto di vista biologico, dato che jackson era nero e i tre figli son caucasici. ad ogni modo i figli, per quanto mi riguarda, sono di chi li cresce.

  • cloudcagliari

    si scusa, ti ho frainteso

  • cloudcagliari

    l’ha confermato anche il suo dermatologo personale ieri in un’intervista a larry king

  • rosacroce

    M JACKSON ha voluto divebtare bianco di pelle essendo nato nero di pelle,affidatosi alla scienza ,per effettuare il prodigio ,in seguito è stato colpito da TUMORE ALLA PELLE , i cui dolori insopportabili lo hanno obbligato a prendere farmaci sempre più potenti e intossicanti che lo hanno portato a MORIRE.
    LA MORTE E IL DOLORE(PAGA DEL DEMONIO) è IL PREMIO PER AVER TRADITO LA NATURA ,QUELLO CHE CIOè LUI ERA (NERO).
    IL DEMONIO è LA SCIENZA CHE HA PERMESSO LA SUA TRASFORMAZIONE DA NERO A BIANCO.
    COSTUI HA VENDUTO L’ANIMA AL DEMONIO,COME LUI FANNO IN TANTI CHE PER SOLDI ,SUCCESSO O POTERE SI VENDONO AL DEMONIO ,tradendo cio che sono ,e ,,,,,,,,,,,,,,,,,l a paga del demonio arriva con minimo un vuoto interiore,una vita sprecata ecttttt,,,,

  • rosacroce

    M JACKSON ha voluto diventare bianco di pelle essendo nato nero di pelle,affidatosi alla scienza ,per effettuare il prodigio ,in seguito è stato colpito da TUMORE ALLA PELLE , i cui dolori insopportabili lo hanno obbligato a prendere farmaci sempre più potenti e intossicanti che lo hanno portato a MORIRE. LA MORTE E IL DOLORE(PAGA DEL DEMONIO) è IL PREMIO PER AVER TRADITO LA NATURA ,QUELLO CHE CIOè LUI ERA (NERO). IL DEMONIO è LA SCIENZA CHE HA PERMESSO LA SUA TRASFORMAZIONE DA NERO A BIANCO. COSTUI HA VENDUTO L’ANIMA AL DEMONIO,COME LUI FANNO IN TANTI CHE PER SOLDI ,SUCCESSO O POTERE SI VENDONO AL DEMONIO ,tradendo ciò che sono ,e ,,,,,,,,,,,,,,,,,l a paga del demonio arriva con minimo un vuoto interiore,una vita sprecata malattie ,rancori ectt……

  • rosacroce

    perfettamente d’accordo con WARLOCK

  • rosacroce

    QUELLO CHE H A FATTO COSTUI è FARE SOLDI PER IL BISNESSSSSSSS
    E FARSI FREGARE DA GENTE PIù FURBA DI LUI.

  • rosacroce

    CHI COLPITO DALLA VITILAGINE si affida alla scienza per questo rimedio e diventa tutto bianco ha dopo la giusta paga con TUMORE ALLA PELLE CHE PORTA ALLA TOMBA.

  • rosacroce

    tu sei pazzo a paragonare lennon ,gandi, e luter king a sto deficiente di m jackson,in fatti loro sono stati uccisi lui msi è ucciso da se, perchè era pure scemo.

  • rosacroce

    e si che sono stato chiaro,non è che forse ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,non vuoi capire?
    ti da fastidio?
    aprire gli occhi,,,,,,,,

  • cloudcagliari

    ma che stai farneticando? 😀

  • cloudcagliari
  • cloudcagliari

    lui era scemo e secondo te ha venduto l’anima al demonio…certo, certo, dai che arriva la punturina ora, stai tranquillo che ti rimbocco le coperte.

  • cloudcagliari

    jackson non aveva un tumore alla pelle.

  • Galileo

    Memoriale de che? del funerale?

    Senza ironia….insomma, l’ultimo show da appena morto? mancava che lo tirassero fuori dalla bara per far vedere l’ultimo respiro?

    per favore.

  • cloudcagliari

    ha donato 400 milioni di dollari in beneficienza, ha lasciato il 20% dei suoi beni, via testamento, a diverse associazioni caritatevoli e istituito questa fondazione:
    http://www.healtheworld.us/members/htwf

    queste le condoglianze della fondazione mandela:
    http://www.thetimes.co.za/News/Article.aspx?id=1024286

    tu che hai fatto per il prossimo?

  • Galileo

    Il testamento lo impugneranno…tanto succede sempre così.

  • cloudcagliari

    nella cultura black si usa cosi’, ricevimento e “festa” con la bara in casa.
    informiamoci.

  • Mara79

    io non sto neanche a rispondere perchè mi sa che siamo di fronte a un troll.

  • cloudcagliari

    se lo dovessero impugnare, come’ probabile, cio’ non sminuirebbe l’impegno di jackson.
    ci sono tante cazzate che girano sul suo conto, e noi che siamo clienti di donchisciotte dovremmo aver imparato a diffidare delle cazzate sparate in blocco dagli organi di stampa.

  • Mara79

    😀
    ma da doveccazzo esce questo?

  • Mara79

    ma secondo me pure Lennon aveva venduto l’anima al demonio. QAuel satanista sulla copertina di Sgt. Pepper non me l’ha mai raccontata giusta 🙂

  • cloudcagliari

    la mamma degli imbecilli partorisce ogni 9 minuti…

  • Galileo

    Vedere in Mj un nuovo messia mi sembra oltremodo esagerato. Niente e nessuno vuole eclissare la sua genialità musicale, ma in quanto a uomo credo che il mio vicino abbia molto di più da insegnare che lo stesso Mj.

    Le balle dell’informazione o controinformazione purtroppo te le sorbisci anche tu “cloudcagliari” poi ti fai un idea personale (in quanto meglio di me lo sai che tanto la verità non la sapremo mai aimè) e scegli di seguire la tua rotta e in cosa credere. Il fatto che vada in collisione con la mia, non significa che tu abbia la ragione o che mi sia bevuto le balle dell’informazione ufficiale, significa che stiamo esattamente dentro al gioco del sistema e per tornare all’inizio, da dove siamo partiti coi commenti, lo ripeto: eccoci qua, anche noi dentro all’ingranaggio.

  • cloudcagliari

    di quale ingranaggio parli? non ho mai parlato di Messia, era semplicemente un grande artista con una forte vocazione umanitaria. Per quanto riguarda il Messia, fra parentesi, son convinto che se anche dovesse scendere sulla Terra, verrebbe crocefisso e dileggiato.
    ho sempre apprezzato jackson come artista e come uomo perche’ sono andato oltre i tabloid e le accuse di pedofilia, provando a scavare e scoprendo tante cose. e tutto questo mi e’ stato utile quando, un pochino piu’ maturo, ho cercato (e cerco tutt’ora) di capire i meccanismi alla base della manipolazione mediatica e della formazione dell’opinione pubblica in campi piu’ importanti della nostra vita.

  • adriano_53

    porca vacca!
    che dibattito.

  • rosacroce

    perchè era pieno di antidolorifici e altri farmaci vari?
    per la vitiligine?
    ma va’.
    gli antigolorifigi distruggono il fegato è provato,
    lo sapevi?
    perchè aveva dolori insopportabili?

  • rosacroce

    sei tu che non vuoi capire.

  • rosacroce

    avere la vitiligine è cosa non grave,affidarsi alla scienza per risolverla con sbiancamento totale ,ha provocato nel tempo problemi su problemi e l’obbligo per il nostro eroe negativo(m jackson) di ricorrere a d antidolorifici sempre più potenti,che intossicano l’organismo(tumore al fegato è provato)e infine la morte.
    inoltre mi sembra strano che la vitiligine si veda su una pelle scura, scura ,io non sono informato più di tanto sul nostro contante e la sua vita ,dato che lo considero alla stregua di una merce da vendere,ma da quello che ho capito , era pieno di farmaci ,andava in giro con la maschera perchè aveva il sistema immunitario a pezzi ,distrutto dai farmaci e dalla scienza medica .
    è morto a 50 pieno di dolori, e distrutto fisicamente.

  • rosacroce

    portava la maschera ,perchè l’aria normalmente respirata da tutti ,lo poteva uccidere ,aveva il sistema immunitario a pezzi ,distrutto dai farmaci presi per anni,era malato dentro e fuori.
    non vorrai negare la storia della mascherina al volto?
    era un simbolo di questa società malata,chi gurda a lui come esempio.
    è malato, come lui, e come questa società.

  • cinthia

    beh, Michael era sicuramente malato… ma anche voi forse non è che vi sentite (e ascoltate l’un l’altro) molto bene,
    senza offesa, è solo una battuta 🙂
    ma il risultato apparente è che sembrate tutti un po’ posseduti dallo spirito della Verità!

    In realtà ne viene fuori un dibattito piuttosto delirante che non fa onore all’articolo, si direbbe che non l’avete letto
    e siete subito passati ai commenti al semplice scopo di contrapporre ognuno le proprie verità, senza riflettere minimamente sui contenuti.
    Non mi sembra un bel modo di convivere e condividere. Questo è decisamente più triste della morte di Jackson.

  • cinthia

    beh, Michael era sicuramente malato… ma anche voi forse non è che vi sentite (e ascoltate l’un l’altro) molto bene,
    senza offesa, è solo una battuta 🙂
    ma il risultato apparente è che sembrate tutti un po’ posseduti dallo spirito della Verità!

    In realtà ne viene fuori un dibattito piuttosto delirante che non fa onore all’articolo, si direbbe che non l’avete letto
    e siete subito passati ai commenti al semplice scopo di contrapporre ognuno le proprie verità contro quelle dell’altro,
    senza riflettere minimamente sui contenuti.
    Non mi sembra un bel modo di convivere e condividere. Questo è decisamente più triste della morte di Jackson.

  • cinthia

    si, purtroppo c’è!

    Io ne sono stupita quanto te e, non guardando mai la tele,
    non è la prima volta che mi trovo a fare questa tua stessa riflessione.

    Tutto sembra esistere solo se è mediaticizzato e acquista proporzione,
    peso, rilevanza, ineluttabilità e sostanza solo in base all’attenzione che ne accendono i media.

    A volte anch’io mi ritrovo fuori dal mondo… è una grande conquista!

    Non è un’oscurità medievale, ma una re-illuminazione coscienziale 🙂

    …teniamocela stretta!!!

  • berotor

    ahahah, si forse non si era capito: intendevo una beata e rilassante oscurità medievale! Insomma, vivere da eremiti e non dover neppure pagare il canone: una figata!

  • berotor

    Il fatto è, caro cloudcagliari, che a sentire certi (anche tuoi) commenti non si riesce a non vedere il fan in delirio che difende a spada tratta il suo eroe. Molti cantanti (o meglio l’esercito di esperti di marketing che gli sta sotto) hanno questo effetto deleterio sulla psiche umana: farci credere che loro siano davvero importanti per la nostra vita, che facciano qualcosa per noi.
    Io non ho particolari asti contro MJ, non mi è mai piaciuta la sua musica, né il suo “stile”, non me ne è mai fregato un cazzo di MJ, in poche parole. E’ morto, mi dispiace, ma basta. Non voglio calpestare una tomba, ma è improbonibile innalzare un mausoleo in suo onore.
    Hai detto che faceva beneficenza: embè se lo poteva permettere in relazione ai suoi guadagni; per di più qualsiasi divo e divetto fa beneficenza: la beneficenza è la carta igienica dei potenti.
    Hai detto che le sue canzoni inneggiavano all’amore e alla fratellanza tra i popoli (scusami se non ti quoto ma mi pare che il succo fosse quello), e hai perciò instillato il dubbio che fosse inviso hai potenti: ma quale delle miriadi delle insulse popstar che ci hanno propinato in questi anni, non ha mai cantato dei brani sull’amore e sulla fratellanza??? E’ il tema più banale per vendere una canzoncina che rende tutti felici e ci fa andare a nanna col sorriso. Vorrei vedermela proprio una popstar della premiataditta MTV che inneggia alla superiorità degli ariani.
    MJ creava problemi ai potenti della terra con le sue canzoni e quindi qliel’hanno fatta pagare, ma allora a Bob Dylan che gli dovrebbero fare?!
    Insomma, non mi scende la lacrima, mi dispiace.

  • Galileo

    Neanche a me scende la lacrima.

  • kiteni

    Lacrime, lacrime infinite per la star del pop il cui travagliato cammino si concluse con un funerale mediatizzato farcito da speculazioni ed insinuazioni, anche loro infinite. In casa mi é stato proibito il commento negativo e come esile minoranza debbo mantenere il riserbo. A voi, cari lettori, posso dire sinceramente che non me ne importa assolutamente niente di M.J. ed affini. Mi preoccupo di altre cose che ritengo decisamente piú importanti della morte di una celebritá commerciale. Naturalmente coloro che soffrono per la irremediabile perdita del caro defunto hanno tutta la mia compassione del caso. Grazie y saludos.

  • Eurasia

    “I manipolatori della pazzia”(Thomas Szasz) hanno fatto un ottimo lavoro: monopolizzare le masse su un “cadavere”… vivo ormai era diventato troppo scomodo… troppe contraddizioni che chiedevano troppe spiegazioni. Meglio morto. Mi preoccupa una cosa: tra non molto vedremo tanti sosia di MJ… purtroppo non si limiteranno al solo trucco ricorreranno a interventi chirurgici. La notte dei morti viventi. Da brividi. Ecco è mancata un’analisi dal punto di vista psichiatrico (la psichiatria non convenzionale, per intenderci): nel mondo il 25% della popolazione umana soffre di disturbi mentali, un 30% ne ha sofferto, sembra guarita… ma meglio dire che è in stand-by… anche perché periodicamente ricorre alla “felicità chimica”, mentre il restante chi più chi meno siamo sottoposti a stress psico-fisico… da un momento all’altro, potenzialmente, visto le condizioni in cui siamo costretti a vivere, possiamo dare di matto. Viviamo in balia della smisuratezza che inevitabilmente porta a disturbi psichici e comportamentali… e MJ, essendo anche lui umano, non ne era immune. Purtroppo lo Star System ci ha lucrato e continuerà a lucrarci sopra.: ne farà un mito per tutte le stagioni. L’uomo ha bisogno di miti… quelli degli antichi avevano un ruolo taumaturgico sulle angosce umane… quelli di oggi invece hanno un ruolo anestetizzante … martellandoci ossessivamente le menti con tutti i mezzi per uniformarci in un unico pensiero. AMEN!