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LA MORGAN STANLEY TEME LA CRISI DEL DEBITO NEL REGNO UNITO PER IL 2010

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

L’Inghilterra rischia di diventare la prima nazione del G10 a rischiare la fuga dei capitali e una crisi sul debito nei prossimi mesi, secondo una nota di Morgan Stanley.

La banca d’investimento ha dichiarato che sussiste il rischio che il mix tossico di problemi inglesi arriveranno al capolinea presto, il prossimo anno, attivato dalla paura che Westminster potrebbe dimostrarsi incapace di restaurare credibilità fiscale.

“I crescenti timori di un parlamento senza una maggioranza stabile probabilmente peseranno sia sulla valuta sia sui rendimenti dei Gilt (titoli del debito), dal momento che sarà in un certo senso un salto nel buio, ed aumenterà la probabilità che alcune delle agenzie di rating toglieranno lo status di AAA al Regno Unito”, si legge nel report scritto dalla banca d’investimento europea, di Roman Carr, Teun Draaisma e Graham Secker

“in una situazione estrema, una crisi fiscale potrebbe portare ad una fuga dei capitali interni, grave debolezza del Pound e una svendita di buoni del tesoro inglesi. La Banca d’Inghilterra potrebbe sentirsi costretta ad alzare i tassi per sostenere la fiducia nella politica monetaria e stabilizzare la moneta, minacciando la fragile ripresa economica”, hanno dichiarato.

Morgan Stanley ha dichiarato che questi eventi a catena potrebbero alzare i rendimenti del Gilt a 10 anni di 150 punti base.

Questo farebbe alzare il costo dei prestiti ben oltre il 5% – il livello che ora affronta la Grecia, e ben più alto dei costi di Italia, Messico e Brasile (NDFC: l’affezionato lettore avrà tristemente notato l’accostamento del nostro paese ad altri che percepiamo come lontani).

I migliori titoli di debito di aziende come BP, GSK, o Tesco, potrebbero portare un rischio premium inferiore al debito sovrano inglese – semplicemente impensabile in passato.

Una impennata dei rendimenti dei bond potrebbero complicare molto l’obiettivo di finanziare il deficit di budget, che è atteso per essere il peggiore di tutto il gruppo OSCE l’anno prossimo, al 13.3% del PIL.

Per un certo tempo gli investitori sono stati preoccupati, in privato, del fatto che la Banca d’Inghilterra avrebbe dovuto alzare i tassi prima di essere pronta a farlo – rischiando una recessione a W , ed una incipiente spirale di pagamento del debito – ma questa è la prima volta che una principale società di investimenti solleva un warning così forte.

Nessuna nazione del G10 ha visto la sua abilità di fornire uno stimolo di emergenza severamente limitato da forze esterne dall’inizio della crisi del credito.

Non è chiaro come i mercati potrebbero rispondere se iniziassero a mettere in discussione l’efficacia del potere statale (NDFC: vogliamo tirare a indovinare?)

Morgan Stanley dichiara che la sterlina potrebbe cadere di un altro 10% in termini di potere d’acquisto. Questo completerebbe il più aspro declino del Pound dai tempi della rivoluzione industriale, superiore al calo del 30% dopo che l’Inghilterra uscì dal Gold Standard nelle cataclismiche circostanze del 1931.

Le azioni inglesi performerebbero ragionevolmente bene.

Un buon 65% dei guadagni delle aziende della borsa inglese vengono dall’estero, quindi godrebbero di vantaggi della caduta della moneta.

Anche se il report “Tempi più duri nel 2010” non è collegato alla debacle di Dubai, ci ricorda che le nazioni hanno a malapena comprato tempo durante la crisi per rivolgersi agli stimoli fiscali e travasare le perdite private sui libri contabili pubblici.

I salvataggi – per quanto necessari – non hanno risolto il problema sottostante del debito. Hanno accumulato un secondo insieme di problemi, degradagando il debito sovrano in buona parte del mondo.

Morgan Stanley ha dichiarato che il travaglio inglese è una delle tre “sorprese” attese per il 2010.

Le altre due sono

* Rimbalzo del dollaro
* Forti performance delle azioni delle compagnie farmaceutiche (NDFC: “…!”)

David Buik, di BGC Partners, ha dichiarato che l’Inghilterra è particolarmente fuori forma perchè i ritorni fiscali sono soggetti ad una forte leva sul ciclo economico globale: i servizi finanziari hanno fornito il 27% dei ritorni in fase di boom, ma ora sono crollati.

Gli inglesi hanno mancato di mettere da parte denaro negli anni delle vacche grasse per bilanciare questo ciclo fiscale giunto al momento della verità. Hanno avuto un deficit del 3% del PIL al massimo del boom, mentre le nazioni prudenti come la Finlandia e perfino la Spagna avevano un surplus di più del 2%.

“Dobbiamo alzare l’IVA al 20% e fare tagli seriamente drammatici nei servizi che vanno oltre tutto cio’ di cui stanno parlando Alistair Darling o David Cameron. Nessuno sembra avere il coraggio di fronteggiare questo” , ha dichiarato Buik.

Il report coincide con le notizie che l’Inghilterra è ora ufficialmente la sola nazione del G20 ad essere ancora in recessione. Il Canada ha riportato che la sua economia è cresciuta dello 0,1% nel terzo trimestre. L’inghilterra, per contro, si è contratta dello 0,3%, secondo le più recenti stime.

Versione originale:

Ambrose Evans-Pritchard
Fonte: www.telegraph.co.uk
Link:
http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/6693162/Morgan-Stanley-fears-UK-sovereign-debt-crisis-in-2010.html
1.12.2009

Versione italiana:

Fonte: Informazione corretta
Link
1.12.2009

Pubblicato da Davide

  • dino23

    “Dio stramaledica gli inglesi !”
    (M. Appelius)

  • maumau1

    ecco che quanto detto anche qui sul forum,si avvera…se
    nazionalizzi il debito privato delle banche ecco che prima o poi la crisi del privato diventa crisi dello stato …ossia crisi di tutti i cittadini ed invece di tagliare il cancro dei debiti privati da speculazione si è permesso che questo cancro invadesse anche lo stato ed i cittadini e questo fa capire chi comanda e di chi è lo stato veramente e per chi lavorano i politici che l’hanno permesso
    ma nessuno rimproverà a Brown ed agli altri capi di governo quello che hanno fatto e nessun cittadino dice nulla,gli inglesi come gli altri controllati dai media e dalla tv..
    cioè lo stato inglese sta per fallire perchè ha coperto i debiti delle banche private che ora hanno rimesso i loro conti a posto e dato tutti i debiti allo stato che non è in grado di sostenerli ,ci sarebbero tutti i motivi per accusare quei politici di alto tradimento e giustiziarli(come diceva Jorg Hieder,per questo ucciso,anche se lui li voleva solo arrestare e sequestrarne i beni,mentre io dico che per alto tradimento sebbene il trattato di Lisbona non lo prevede,io ristabilirei la legge in tempo di guerra,perchè di guerra si tratta di una classe di banchieri e finanzieri contro il popolo o tutti gli altri)ma nessuno lo chiede ed aspettano il fallimento in silenzio…

    anche perchp siamo sicuri che prima di fallire gli UK si inventeranno qualcosa un polverone tipo guerra in Iran o attentati a scopo sempre di guerra..

  • LucaV

    Ma magari…sti anglosassoni. Nel Tamigi affogate, voi e la regina. C’hanno la puzza sotto il naso, ma in vacanza sono peggio delle bestie (con tutto il rispetto per le bestie)

  • maumau1

    ora però vi dò una brutta notizia:
    gli stati le cui banche hanno un debito troppo grosso rispetto al PIL
    sono quelle che hanno avuto maggiori problemi e quindi rischio di fallimento–in quanto è ovvio che se il debito è troppo grosso rispetto al PIL ecco che lo stato anche volendo non può coprire o se copre rischia di crollare lui stesso…
    il New yor times pubblico dei grafici in cui questo si vedeva chiaramente,molti fecero finta di nulla della Bridgewater Associates un centro di studi economici
    gli stati maggiormente a rischio erano
    Belgio,Svizzera,Islanda e Gran Bretagna che sono gli stati i cui stati hanno dovuto coprire di più i debiti delle banche private ed oggi sono quelli a maggior rischio default dello stato appunto(In Islanda di fatto il default è avvenuto ,la Svizzera è li li,del Belgio non si parla ma intanto hanno fatto presidente della UE un belga,L’inghilterra è prossima sebbene il rating è sempre tripla A ma sappiamo quanto non conti una cippa..ci ricordiamo tutti il rating di Lehman fino alla mattina del fallimento..)
    http://www.nytimes.com/imagepages/2008/10/11/business/20081011_CHARTS_GRAPHIC.html

    e sorpresa sorpresina ci siamo noi subito dopo l’Inghilterra..
    quindi dovremmo stare molto attenti ,forse per questo Tremonti non si schioda sui finanziamenti del debito pubblico..come vorrebbero Baldassari,Fini,Scajola,Brunetta..dei perfetti idioti…ed infatti nonostante questo sia impopolare Berlusconi lascia fare Tremonti perchè sa il rischio che corriamo..

    Inoltre gli stati in UE diversamente dagli USA non hanno diritti di stampare moneta per coprire i debiti(sebbene questo aumenti debito ,visto che lo stampano le banche private,ed inflazione )ma cmq apparentemente riesce a coprire almeno formalmente eventuali default
    come hanno fatto gli USA aumentando il debito di oltre 2trilioni emessi(aumentando prima o poi l’inflazione)cosa che uno stato europeo non potrebbe fare o ad esempio nel caso dell’UK potrebbe fare ma appunto causando una iperinflazione..

    Infine gli USA nei grafici hanno ottimi valori,ma per un semplice motivo..
    il USA buona parte del debito a breve termine(ossia quelli da coprire subito)è inferiore agli altri stati ma soprattutto perchè il debito principale è delle banche d’affari che godono di maggiori libertà contabili che non e ci si accorge dei debiti(come Lehman)solo quando dichiarano fallimento…
    inoltre il grafico non tiene conto dell’enorme debito a breve ed impagabile che in USA(molto meno in Europa)hanno accumulato le famiglie con le carte di credito,i mutui senza contare quello delle aziende…
    anche gli USA sono di fatto decotti ma grazie a questa anomalia questo non compare in quell’indicatore e sicuramente aiutati dal poter stampare moneta in quantità e poi cercare di coprirlo con l’acuisto da parte di paesi stranieri del loro debito in titoli spesso grazie ad accordi geopolitici e di sfera di influenza come quello con la Cina(a cui viene concesso di allargare la sua sfera di influenza in cambio di assicurazione di acquisto di titoli di stato USA)o con accordi di non mettere dazi sulla merce cinese sempre in cambio dell’assicurazione di acquisto di titoli di stato a breve e medio termine americani.
    Quindi la situazione USA è più complessa ed il grafico non rende bene la situazione ,anche se rende bene il fatto che gli USA hanno fatto i più grandi salvataggi ma proprio perchè il PIL è grande hanno potuto assorbire l’urto ma grazie al fatto che posso emettere moneta (2trilioni)
    e per evitare inflazione poi si accordano con la Cina per l’acquisto dei titoli
    cosa che evidentemente non può fare l’UK che qualsiasi cifra emette si ritrova una equivalente perdita del valore della sterlina..

    ossia se la banca centrale UK aumenta la massa monetaria del 10% per pagare i debiti(introiettati dentro lo stato)ecco che la sterlina perde il 10% del potere di acquisto intraUK(ossia come introdurre una tassa del 10% alla popolazione) e rispetto all’Euro ,Dollaro ed altre monete..

    Non rimane che o fare abra cadabra ed entrare nell’euro facendo pagare a noi UE i debiti dell’UK spalmandoli su tutta l’UE con qualche artificio invisibile ai più..o dichiarare qualche megaguerra polverone rilanciare la produzione industriale e quindi aumento del PIL e delle entrate fiscali ammesso che basti..e cmq le guerre servono sempre da volano..
    o magari entrambi,vedremo…ma il presidente UE è inglese,e questo non depone certo per una politica pacifista dell’UE..

    ciao

    ciao