La Moldavia potrebbe unirsi alla Romania e alla NATO

Secondo l'ex presidente Igor Dodon il governo moldavo, favorevole all'UE, sta spianando la strada alla presenza di truppe straniere sul suo territorio

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L’incombente crisi economica che la Moldavia sta per affrontare a causa dell’aumento dei prezzi del gas è solo un passo verso la perdita della sovranità di Chisinau, ha affermato ieri, mercoledì 8 giugno, l’ex presidente del Paese, Igor Dodon.

In un post sul suo canale Telegram, Dodon, che è stato presidente della Moldavia tra il 2016 e il 2020, ha affermato che il governo “non è in grado di trovare una via d’uscita” dall’attuale crisi. Al contrario, le autorità starebbero conducendo la nazione verso una “liquidazione economica, morale e politica” e lo stanno facendo per costringere il popolo ad accettare una “fusione militare e politica” con la Romania.

L’unificazione della Moldavia e della Romania – che hanno stretti legami culturali e condividono la stessa lingua – è un concetto ricorrente nella politica moldava dalla fine degli anni Ottanta. Tuttavia, un sondaggio condotto nel marzo 2022 ha mostrato che solo l’11% dei moldavi sostiene questa idea, mentre un terzo della popolazione si oppone apertamente e il 42% ritiene che non sia il momento giusto per questo passo.

Dodon, tuttavia, ritiene che l’attuale governo potrebbe fare tale mossa senza indire un referendum sulla questione e poi “renderla legale attraverso una maggioranza parlamentare” e la Corte Costituzionale.

Dodon ha anche accusato l’attuale governo di pianificare l’arrivo di truppe straniere – o meglio della NATO – sul suolo moldavo e di porre fine alla decennale politica di neutralità della nazione. A scatenare la reazione rabbiosa dell’ex presidente sono stati gli emendamenti alla legge sulla sicurezza dei confini nazionali proposti dal governo. Il disegno di legge ha provocato accesi dibattiti nel parlamento moldavo la scorsa settimana.

Uno dei principali punti di contesa è stata la proposta, sponsorizzata dal governo, di creare un quadro giuridico per consentire alla polizia di frontiera dell’UE – Frontex – di essere dispiegata ai confini della Moldavia con la scusa di dover far fronte ai flussi migratori dovuti al conflitto in Ucraina. Così facendo dicono Donon e gli attuali partiti d’opposizione si permetterà a un contingente militare di entrare nel territorio della Repubblica di Moldova in qualsiasi momento.

Le parole di Dodon arrivano in un momento di grave crisi energetica in Moldavia. La nazione – che riceve il gas dalla Russia – ha accumulato un enorme debito per le precedenti forniture di gas. Secondo il gigante energetico statale russo Gazprom, Moldovagaz le deve circa 709 milioni di dollari.

Chisinau avrebbe dovuto completare un audit del suo debito prima di estendere il contratto con Gazprom a maggio, ma non lo ha ancora fatto, sostenendo che il conflitto in Ucraina le ha impedito di assumere un revisore straniero per svolgere il lavoro. Ciononostante Gazprom continua a rifornirla di gas nonostante i ritardi nell’estensione del contratto.


Massimo A. Cascone, 09.06.2022

Fonte: https://en.news-front.info/2022/06/08/igor-dodon-romania-is-preparing-the-annexation-of-moldova/

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