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LA MAREA NERA DEL GOLFO E L’ AGENDA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE

DI RICHARD K. MOORE
henrymakow.com

“E’ chiara la direzione verso cui stanno spingendo: evacuazione forzata di milioni di residenti del Golfo e loro trasferimento nei campi FEMA. In questo modo il NWO avrà l’opportunità di dichiarare la legge marziale su grande scala nella parte sud-est degli USA e per iniziare ad abituarci a questa ulteriore lesione dei diritti della persona, come fu per le estreme misure di sicurezza negli aeroporti e per la tortura.”

Mentre il progetto globale del NWO veniva implementato, è stato molto difficile prevedere con precisione come i vari eventi si sabbero svolti.

Il 9/11, ad esempio, ci ha colti completamente alla sprovvista.
Chi avrebbe potuto prevedere quanto rapidamente l’intera Costituzione ed il diritto internazionale sarebbero stati smantellati nella totale indifferenza della maggior parte degli americani?
Alcune cose accadono più rapidamente di quanto ci aspetteremmo.
Con l’Iran, invece, in questi anni ci è sembrato che l’attacco fosse imminente più e più volte, ma ancora non è avvenuto.
Alcune cose accadono più lentamente.

A seguito, “Una catastrofe “artificiale” “ (Marcello Cini, ilmanifesto.it);E poi ci scaricano addosso cose come l’influenza suina, immediatamente e insistentemente spacciata per pandemia quando ancora oggi stentiamo a capire di cosa si trattasse.
Certamente la campagna di vaccinazione di massa non ha avuto nulla a che vedere con la salute pubblica, ed il profitto delle case farmaceutiche da solo non appare una giustificazione sufficiente per una così vigorosa campagna globale di disinformazione.
Forse è stato fatto tutto solo per tenere la gente in stato di squilibrio e confusa, mentre cercava di trovare un qualche schema razionale dietro l’evidentemente contradditoria propaganda.
O forse è stato fatto per testare le nostre varie difese sociali contro la guerra farmacologica.

Esiste un sacco di documentazione sul Nuovo Ordine Mondiale, scritta dalla sua stessa élite, e varie altre categorie di prove.
Ci sono alcuni eventi ed obiettivi che sono sicuramente inclusi nei loro piani, anche se non sappiamo le tempistiche con cui verranno attuati.
Questi comprendono il governo unico mondiale (nell’essenza, se non nel nome), il controllo centralizzato della moneta, la drastica riduzione della popolazione e una guerra nucleare su larga scala.

Dobbiamo renderci conto che tutto ciò non è qualcosa che appartiene al futuro, o addirittura qualcosa che potrebbe anche non accadere.
Proprio in questo momento ci troviamo nel mezzo del processo di passaggio.
La catena di eventi economico-finanaziari mutui tossici-bolla-crollo-salvataggio è stato un chiaro segno che il processo è iniziato.
Con questa prima mossa, le sovranità nazionali sono state trasferite dai governi nazionali alla élite finanziaria.
La Grecia rappresenta il poster promotore di questo passaggio, il quale interesserà tutto l’Occidente.
La crisi greca è stata un’operazione psicologica (psy-op) volta a dare agli altri governi una scusa per implementare misure di austerità.
E’ stato come fustigare uno schiavo di fronte a tutti gli altri, per fare in modo che quelli si comportino di conseguenza.

Una volta che ci rendiamo conto che il processo di passaggio è iniziato, non abbiamo ragione di aspettarci una sua evoluzione graduale, o ad un ritmo lento, come si dispiegherebbe la trama di una serie TV.
Piuttosto stiamo assistendo ad assalti coordinati che provengono da direzioni diverse.
E come in ogni assalto, ha senso chiudere la partita il più rapidamente possibile, come abbiamo visto con l’attacco alla Costituzione americana dopo il 9/11.

Daniel Estulin ed i suoi colleghi ci fanno sapere che i partecipanti del più recente incontro del gruppo Bilderberger sono confusi e preoccupati che la gente si scrolli di dosso la paura e inizi a resistere.
Dobbiamo ricordare, tuttavia, che quello del Bilderberger non è un gruppo decisionale.
È un luogo dove i piani precedentemente filtrati della élite sono discussi con personaggi di secondo piano nella catena del potere quali politici, personaggi di spicco dei media e similari.

Conformarsi alle direttive del gruppo Bilderberg è semplicemente uno dei canali del processo di passaggio, non ancora completato.
Nel frattempo, altri vettori del processo di migrazione possono venire dispiegati in parallelo.
L’articolo di Soros (George Soros, A New Wold architecture – NDT) ci fornisce, più o meno, un rapporto sullo stato di avanzamento dei lavori della élite per l’istituzione del governo mondiale e il controllo della moneta unica.
L’attacco contro l’Iran sarà il trampolino di lancio verso una guerra nucleare su larga scala.
Nel frattempo, a parte il continuo genocidio di massa in Africa, quali progressi stanno facendo sul versante del depopolamento?
È in questo contesto che dobbiamo considerare gli eventi del Golfo del Messico.

Quando si verificò lo sversamento di greggio dalla petroliera Valdez nei mari dell’Alaska, non ci fu nessun motivo di sospettare che fosse un atto intenzionale, progettato per distruggerne l’ambiente.
Fu chiaramente un incidente dovuto alle misure di sicurezza insufficienti, e tutte le persone coinvolte avrebbero preferito non fosse mai accaduto.
Non c’era alcun movente per il dolo, nonostante ci fossero i mezzi e le opportunità.

Ma ora nel Golfo, nel bel mezzo di un processo di passaggio che ha tra gli obiettivi dichiarati un drastico depopolamento, il movente si palesa nel quadro generale.
Quale modo migliore per portare avanti il progetto?
Quale che sia il minestrone tossico-chimico che stanno cucinando nel Golfo, questo verrà diffuso dalla corrente del Golfo su tutto l’Oceano Atlantico, sulle zone costiere e in tutto sistema globale di correnti oceaniche.
E quando arriverà la stagione degli uragani, che è già alle porte, la mistura tossica verrà dispersa su tutta la regione del Golfo, rendendo grandi aree degli Stati costieri e probabilmente l’intera Florida, inabitabili e tossiche per le colture e le creature, siano esse uomini o animali.

Ed è senza dubbio un minestrone tossico.
Hanno ragginto un grande canale di migrazione di petrolio abiotico (approfondimento al link: www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/09/petrolio-non-e-bio.shtml – NDT) ad una profondità tale da raggiungere gli strati dove hanno origine i vulcani, ed ora ne sta risalendo un mix di gas tossici e petrolio da diversi punti sul fondale marino e ad una pressione tale che non può essere contenuta.
E nel caso in cui ciò non fosse già abbastanza velenoso, stanno irrorando il Golfo con il Corexit, una neurotossina vietata in Europa a causa di amare esperienze precedenti concernenti la sua tossicità.

Nulla di tutto ciò può essere ridotto a semplice incidente.
Le proprietà geologiche della zona e la natura del sistema petrolifero presente in profondità sono da sempre ben note agli esperti.
Il Golfo è uno delle più antiche e studiate zone di perforazione al mondo.
Qualsiasi legittimo tentativo di raggiungere quei sistemi in profondità avrebbe richiesto misure di sicurezza straordinarie e non misure di sicurezza sistematicamente scadenti.
Quello alla Deep Water Horizon è stato un incidente pianificato, ed i suoi testimoni sono stati spaventati e ricondotti al silenzio.

A questo punto abbiamo il movente, i mezzi, le opportunità e un’abbondanza di prove indiziarie che puntano ad un vero e proprio progetto di depopolamento.
Consideriamo ora il modus operandi del NWO ed i paralleli tra questa e alcune delle loro precedenti operazioni.

Prima di tutto c’è la tattica “shock and awe” (traumatizza e spaventa): un primo attacco decisivo ed inaspettato che apre uno scenario apocalittico: prima il 9/11, poi la crisi finanziaria e ora il Golfo del Messico.
Ognuno di questi eventi, a suo modo, ha l’immediata conseguenza di cambiare per sempre la visione del mondo e altrettanto rapidamente diventa oggetto di una sistematica campagna di disinformazione da parte dei mass media globali e di una campagna di confusione nei media alternativi e negli ambienti dove vengono denunciate e portate alla luce le cospirazioni governative.

In secondo luogo, c’è la “shock doctrine” (terapia d’urto): intraprendere azioni sul maggior numero possibile di versanti e/o aree di interesse per ogni attacco messo a segno.
A seguito del 9/11, ad esempio, l’elite è riuscita a rimodellare la Costituzione americana ed ha ottenuto la giustificazione per due guerre (Afghanistan e Iraq – NDT).
Con il crollo finanziario ed il conseguente salvataggio truffa, hanno messo le mani sulle tesorerie nazionali dell’Occidente.
Nel caso del Golfo del Messico,l’elite non è ancora passata a questa seconda fase.
Ma appare chiara la direzione verso cui stanno spingendo: evacuazione forzata di milioni di residenti del Golfo e loro trasferimento nei campi FEMA.

In questo modo il NWO avrà l’opportunità di dichiarare la legge marziale su grande scala nella parte sud-est degli USA e per iniziare ad abituarci a questa ulteriore lesione dei diritti della persona, come fu per le estreme misure di sicurezza negli aeroporti e per la tortura.

Non è che all’élite piaccia particolarmente lo strumento della legge marziale, è solo che il processo di passaggio non può avere successo senza che questo possa essere prontamente dispiegabile ovunque si renda necessario.

Le persone che verranno evacuate dalla regione del Golfo potranno aspettarsi lo stesso tipo di “soccorso” di cui sono stati oggetto gli abitanti di New Orleans (uragano Katrina nel 2005 – NDT) e di Haiti (terremoto di intensità 7,3 scala Richter nel 2010 – NDT), i quali eventi furono esercitazioni pratiche per il test e la messa a punto del protocollo di “soccorso” del NWO.
Questo protocollo è una diretta espressione della terapia d’urto e prevede che le vittime del disastro siano trattate né più né meno come insurrezionisti e che i malavitosi banchieri (banksters) che fanno capo alle società di investimento subentrino per rivendicare qualsiasi attività liberatasi in seguito altrasferimento forzato, come avvoltoi che si avventato su carcasse marcescenti.

Ogni catastrofe è una nuova opportunità di riqualificazione, e coloro che muoiono contribuiscono al successo del programma di depopolamento.

E’ questo il motivo per cui i beni di primo soccorso destinati ad Haiti sono stati bloccati dai militari USA durante i primi giorni critici che hanno seguito il terremoto: per assicurarsi che le persone intrappolate sotto le macerie non sopravvivessero.

Per portare il mondo al crollo finanziario, hanno iniettato derivati tossici nei flussi di investimento globali.
Per realizzare un crollo dell’ecosistema su vasta scala, hanno iniettato una mistura di elementi tossici nelle correnti oceaniche globali.

Le loro impronte digitali sono ovunque.

Versione originale

Richard K. Moore
Fonte: www.henrymakow.com
Link: http://www.henrymakow.com/the_gulf_gusher_nwo_depopulati.html
19.06.2010

Versione italiana

Fonte: http://puntodiorigine.splinder.com
Link: http://puntodiorigine.splinder.com/post/22924946/the-gulf-gusher-the-nwo-agenda
25.06.2010

Traduzione a cura di ORIGINN

Pubblicato da Davide

  • Tao

    UNA CATASTROFE “ARTIFICIALE”

    DI MARCELLO CINI
    ilmanifesto.it

    Quel «maledetto buco» continua a sputare petrolio. Nessuno riesce a tapparlo. Ma il mondo rischia di cominciare ad abituarcisi, anche se Obama fa il possibile per tenerci i riflettori puntati sopra, e per riuscire a conciliare la fame di petrolio dei suoi concittadini con l’occasione, offertagli dal disastro provocato dall’avidità della Bp e dei suoi soci, per rilanciare la riduzione degli sprechi energetici e la crescita delle fonti di energia pulita (punti qualificanti del suo programma presidenziale).
    Ma la maggior parte dell’opinione pubblica mondiale, tuttavia, non vede il disastro del Golfo del Messico per quello che è: un evento epocale che segna una tappa irreversibile della corsa verso catastrofi sempre più gravi.

    Non è infatti soltanto una questione quantitativa, anche se indubbiamente da questo punto di vista il buco segna un record pazzesco. La Bp aveva annunciato agli inizi una fuoriuscita di 5.000 barili al giorno. Dopo due mesi la stessa Bp parlava di 20.000. Ma alla fine di giugno ammette che possa arrivare a 100.000. È dunque di gran lunga il più grande disastro ecologico causato dal versamento di petrolio in mare: ogni due giorni e mezzo è quello che è uscito dalla petroliera Exxon Valdès (250.000 barili) le cui tracce devastano ancora dopo vent’anni le coste dell’Alaska.
    Ma quante altre Exxon Valdès sputerà fuori il «maledetto buco» prima che si riesca a tapparlo? E se arriverà a beccare la Corrente del Golfo che succederà all’Europa? Il futuro ci darà le risposte, ma resta il fatto che un drammatico record è già stato ampiamente superato.

    Premesso questo, nascono alcune domande. Cominciamo da quella che dovrebbe essere la più ovvia. È possibile che lo Stato più potente e più tecnologicamente avanzato del mondo non abbia le competenze e gli strumenti per proteggere i propri cittadini dalle conseguenze nefaste di iniziative private condotte in modo, a dir poco, azzardato, e debba affidarsi ai responsabili stessi del disastro per riuscire a fermarne, peraltro senza riuscirci, la furia distruttiva? Eppure, per esempio, ha il monopolio della difesa dei cittadini dagli attacchi di nemici esterni interni e possiede per questo il dominio delle tecnologie più avanzate e raffinate. Più in generale occorre domandarsi: è possibile che la gestione di attività che comportano rischi per i cittadini così gravi come quelli dell’evento al quale stiamo assistendo impotenti, debba necessariamente essere affidata all’iniziativa privata, senza controllo pubblico preventivo?
    La risposta a queste domande, a lume di ragione e di giustizia dovrebbe essere negativa. Dovrebbe infatti apparire chiaro a tutti che quantificare in termini monetari la distruzione di patrimoni naturali irriproducibili di dimensioni planetarie e la violenta annichilazione di attività di intere popolazioni frutto di tradizioni secolari e di esperienze individuali maturate nel corso di vite intere è una profonda ingiustizia che permette ai ricchi di distruggere legalmente ricchezze che appartengono a tutta l’umanità e di spazzar via, coperti dallo scudo della legge, il mondo di relazioni basilari affettive e materiali che sorregge la vita dei poveri.

    Ma la cultura del mercato ormai ovunque dominante sostiene invece che i vincoli di tutela ambientale, le precauzioni per la difesa della salute pubblica e la salvaguardia degli interessi delle collettività, rappresenterebbero arbitrari ostacoli al libero sviluppo delle iniziative individuali, che, secondo il pensiero neoliberista, sarebbero l’unica fonte della ricchezza della società. Solo a posteriori, dunque, queste attività, ove provocassero danni, verrebbero sanzionate con il pagamento di un indennizzo monetario ai singoli individui colpiti.

    La profonda ingiustizia di questa procedura falsamente risarcitoria si collega a due aspetti complementari del dominio culturale e materiale dell’Occidente sul resto del mondo. Il primo – acutamente analizzato nelle sue forme concrete e dettagliatamente ricostruito nelle sue tappe storiche in un libro importante di Ugo Mattei e Laura Nader intitolato Il saccheggio – è riconducibile alla pratica dell’appropriazione da parte dei potenti delle risorse delle società moderne attraverso la costruzione di un «regime di legalità celebrato come quintessenza della civiltà». «In questo libro – spiegano gli autori nell’introduzione – abbiamo cercato di dimostrare che il regime di legalità è un progetto di dominazione del più forte nei confronti del più debole, una vera e propria legge del più forte in nome della quale, tramite diverse strategie culturali e professionali, si radica profondamente la superiorità del primo e l’inferiorità del secondo. Un progetto di dominazione avvolto nella retorica della legalità non può che costituire una poderosa costruzione di egemonia persuadendo le vittime della benevolenza dei predoni».
    Il secondo aspetto, complementare al primo, non è altro che l’estensione alle catastrofi «artificiali» delle ricette degli economisti della «Scuola di Chicago» che hanno conferito per qualche decennio dignità «scientifica» a queste pratiche malavitose nei casi di catastrofi «naturali».

    Naomi Klein – nel suo celebre libro Shock Economy – ha squarciato le tenebre che nascondono lo sfruttamento delle popolazioni colpite da queste catastrofi, compiuto attraverso l’espropriazione dei diritti acquisiti, l’abbattimento delle tutele legislative e la distruzione dei loro legami associativi, culturali e sociali, da parte delle imprese capitalistiche non più vincolate dalle barriere nazionali e dalle regole che ne discendevano.

    «Quando l’uragano Katrina – scrive la Klein – colpì New Orleans e la pletora di politici conservatori, think tanks e imprenditori edili iniziarono a parlare di tabula rasa e di fantastiche opportunità fu chiaro che il metodo privilegiato per imporre gli obiettivi delle grandi imprese adesso era quello di usare i momenti di trauma collettivo per dedicarsi a misure radicali di ingegneria sociale ed economica». Il caso di New Orleans è paradigmatico. «Siamo finalmente riusciti – ha dichiarato pochi mesi dopo un importante rappresentante repubblicano della Lousiana al Congresso – a ripulire il sistema delle case popolari a New Orleans. Non sapevamo come fare ma Dio l’ha fatto per noi».

    Ma torniamo alle catastrofi «artificiali». Il caso del «maledetto buco» è un precedente di straordinaria importanza per le catastrofi future che inevitabilmente il mondo si troverà a fronteggiare se continuerà a prevalere la cultura neoliberista. Dalle fonti di energia all’alimentazione, dalla salute ai servizi, dalla conoscenza ai «prodotti finanziari speculativi», l’adozione della logica del profitto come unica finalità delle attività umane – anche e sempre di più attraverso l’appropriazione privata dei beni materiali e immateriali comuni – non potrà non rendere il rischio di catastrofi una merce dotata di prezzo come le altre, invece che una eventualità da scongiurare attraverso un rigoroso controllo sociale. Una merce sulla quale, magari, si potrà scommettere come sulle altre.

    Questi rapidi cenni ci riportano alla conclusione sul tema del controllo sociale dei rischi e della prevenzione delle catastrofi in un caso particolare di enorme portata. Il recente annuncio da parte di Craig Venter del passo avanti compiuto nella produzione di cellule viventi sintetiche programmate per solgere funzioni mirate è un esempio perfetto delle contraddizioni tra interesse privato e interessi della collettività. Il dibattito che esso ha suscitato si è limitato a contrapporre i favorevoli e i contrari sul piano etico e religioso, dando per scontato che l’intreccio ormai indissolubile tra le scienze della vita e il capitale globale, rappresentato dalla brevettabilità di organismi viventi naturali modificati e impersonificato dallo stesso Venter nella sua duplice veste di scienziato e di imprenditore, possa non avere delle conseguenze impreviste e non tutte auspicabili per l’umanità.

    È estremamente significativo scorrere a questo proposito il testo di un servizio sulle possibili domande sollevate dalle ricerche di Venter pubblicato sulla rivista Science del 21 maggio dal reporter Elizabeth Pennisi insieme al direttore della rivista Artificial Sciene, Mark Bedau, per vedere come questi autori, che molto responsabilmente colgono alcuni aspetti problematici dello sviluppo di queste ricerche, sottovalutino al tempo stesso la radicalità del conflitto di interessi implicito nell’eventuale occorrenza di incidenti.

    Per quanto riguarda l’argomento della sicurezza, infatti, alla domanda «Cosa accadrebbe se cellule batteriche venissero accidentalmente rilasciate nell’ambiente?», la risposta è abbastanza credibile: «I ricercatori – scrivono – che lavorano nella creazione di cellule sintetiche da rilasciare nell’ambiente sono ben consci dei rischi molto più significativi che essa comporta rispetto a quelli derivanti dalla ricerca sui batteri confinati nei laboratori. Qualunque rilascio nell’ambiente avverrebbe soltanto in condizioni stringenti appropriate. Tuttavia esiste ancora la possibilità che un rilascio non intenzionale possa accadere». Anche se, aggiungono: «Il team di Venter sta studiando il modo di dotare le cellule sintetiche di meccanismi di autodistruzione in circostanze inpreviste e di tracciabilità della loro origine in modo da potere individuare la responsabilità di eventuali danni».

    Ma la risposta alla seconda domanda – «a che punto dovrebbero entrare in gioco i politici? Ci sono in corso piani per regolamentare la ricerca e monitorarne le conseguenze?» – è a dir poco insoddisfacente: «Numerosi gruppi – leggiamo – di scienziati, esperti di etica, leader religiosi analisti politici eccetera, negli Stati Uniti e in Europa hanno esaminato da vicino le implicazioni sociali, etiche e politiche di queste ricerche. Questo lavoro è andato avanti per molti anni e i risultati a tutt’oggi sono liberamente disponibili al pubblico. Politici a tutti i livelli, inclusi i più elevati, partecipano già all’elaborazione, e piani per certi tipi di regolamentazione sono già avanzati (ad esempio la regolamentazione della sintesi di lunghi pezzi di Dna). Ulteriori tipi di regolamentazioni sono attivamente in corso di discussione».

    Sono informazioni sufficienti a prevedere uno scenario futuro assai prossimo nel quale la competizione fra imprese private metterà sul mercato una molteplicità di batteri sintetici finalizzati agli scopi più disparati. I dispositivi di sicurezza diventeranno un costo da ridurre al pari degli altri costi per massimizzare i profitti. Anche in questo caso gli scienziati degli organi pubblici diventeranno sempre meno competenti e specializzati di quelli impegnati nelle imprese private a sviluppare nuovi microrganismi e sempre meno in grado di esercitare le loro funzioni di prevenzione e di controllo.
    Siamo sicuri che fra qualche anno non ci sarà un presidente americano che dovrà gridare, senza successo: «Fermate quelle maledette bestie»?

    Marcello Cini
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    Link: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100710/pagina/10/pezzo/282216/
    10.07.2010

  • ulrichrudel

    Mi sembra la trama di un film apocalittico.Non conosco cosa siano i campi FEMA ,per cui presumo saranno come le riserve indiane.
    Io ,intanto vorrei sapere se BP e soci fossero assicurati e per quale cifra e con quali compagnie.Ecco chi dovrà temere per primo. Dietro le compagnie ci sono i proprietari e forse a questo livello siamo al top dei paperoni.
    Sono d’accordo che al Bilderberg vanno solo i funzionari, con compagnia della regina Beatrice. ,cosi come sono d’accordo che la popolazione mondiale è cresciuta enormemente.
    Non sono d’accordo se per farla decrescere alla svelta scatenano guerre nucleari,batteriologiche,inquinamento delle acque.,terremoti. maremoti.Poi diciamola tutta ma in Occidente, la popolazione decresce da 30 anni, anzi ci si lamenta che ci sono troppi anziani e vecchi.Anzi i signori che tutto prevedono ,per evitare questo(cosi ci dicevano) hanno attinto al serbatoio continuo dell’Africa,Asia,Sud America.Quindi bisogna dire a lor signori di mirare giusto ….

  • Kerkyreo

    Seeee! VAbbe’ !!! Non berti tutta la bottiglia di vino da solo! versa qua dai!

  • fm

    E se questi coglioni (la BP) avessero semplicemente fatto tutto ‘sto casino per semplice avidita`?

    Voglio dire NWO = Guerra atomica, inquinamento a gogo, etc… Tutte ‘ste cose sono irreversibili. In che diavolo di mondo pensano di ritrovarsi una volta che il piano sara` completato? Questa elite trova eccitante ritrovarsi vivere su un pianeta dove se non hai uno scafandro puoi morire? Oppure la sua massima aspirazione e` vivere in un bunker antiatomico?

    A me sembra che tutta questa elite scaltrissima stia segando il ramo dove e` seduta, il che la rende piuttosto stupida. Contenti loro.

    A me, francamente, la dinamica attuale sembra la somma della coglionaggine di diverse elite locali che aspirano egoisticamente alla richezza assoluta mosse dall’avidita`. Molte di queste elite si sono organizzate in multinazionali per poter avere piu` chance di successo.

    Gli effetti di questa somma di coglionaggini sono un po’ gli stessi di quelli descritti come piani per il NWO, ma a me sembra che nel futuro di Order ce ne sara` ben poco. Io ci vedo piuttosto un Great World Chaos generato soprattutto dall’avidita` di questi fenomeni criminali.

  • Nyarlathotep

    Noi di norma consideriamo questa elite come infallibile, c’è da dire che anche loro subiscono cambi generazionali, ed anche loro fanno errori, disattenzioni, ecc. Tutto pilotato? Forse no, e forse le loro nuove leve non sono della stessa pasta dei loro padroni

  • Eurasia

    Tutto può essere… secondo il mio misero punto di vista continuamo a comportarci come dei cavernicoli anche se nel frattempo la giungla si è civilizzata.

  • nautilus55

    Dei Moore, Michael è il fratello venuto bene. Questo, mah…

  • gamma5

    Troppi telefilm, troppi popcorn, troppa cocacola….ti sei fritto il cervello.

  • vic

    Costa impegno trovare certi uffici nascosti. Comunque eccoci qua: ufficio BP di cryptozoologia e vita marina profonda. Sentiamo cosa ci raccontano.

    V: Che profumino di fritto!
    Crypto Zoologo (sgranocchiando un calamaretto fritto): Eccellente, ne vuole?
    V: Son fritti in olio vegetale?
    CryptoZO: No, in olio minerale
    V: Naturale?
    CryptoZO: Naturale!
    V: Ah, be’.
    CryptoZO: Non abe’, ma abiotico, fritto d’olio abiotico!
    V: Veniamo al dunque. Ho sentito che lei ha un’interpretazione biologica su quella macchia nera nel Golfo.
    CryptoZO: Effettivamente ce l’ho. La mia teoria spiega tutto, perfino l’alto contenuto di metano.
    V: Siamo tutt’orecchi, dica.
    CryptoZO: Dovete sapere che noi conosciamo ben poco sulle forme di vita nelle profondita’ marine. Ancora meno sulle forme di vita giganti.
    V: A quel tempo vivevano i giganti (Genesi). Quei giganti li’?
    CryptoZO: No, calamari giganti. Enormi come montagne.
    V: Oh!
    CryptoZO: Nel Golfo del Messico si tengono al calduccio.
    V: Come, come?
    CryptoZO: Infilandosi nelle fessure della crosta, la’ dove e’ calda.
    V: E cosa e’ successo?
    CryptoZO: E’ successo un gran disastro.
    V: Bella novita’.
    CryptoZO: Abbiamo perforato le meningi!
    V: No!
    CryptoZO: Si’, proprio le meningi di un calamaro supergigante.
    V: Oddio, e’ morto?
    CryptoZO: Forse e’ in coma. S’e’ messo ad eruttare. Conati di vomito ..
    V: .. nero!
    CryptoZO: Per forza, la sua natura di calamaro cosi’ impone.
    V: E il metano?
    CryptoZO: Voi avete un nome buffo, mi sorregga.
    V: Scorreggia. Il metano e’ semplice scorreggia di calamaro gigante?
    CryptoZO: Be’ Pe’, e’ cosi’.
    V: Parola di Be’ Pe’?
    CryptoZO: Non mettera’ mica in dubbio la nostra luminosa parola!
    V: Sono argomenti poco digeribili, la massa non e’ abituata ad ingoiare schifezze in questa quantita’.
    CryptoZO: Ci pensiamo noi, si fidi.
    V: Adesso come procederete?
    CryptoZO: Il nostro sarto di fiducia sta confenzionando un cappello apposito.
    V: Gabbana?
    CryptoZO: Non si puo’ rivelare, segreto industriale. Comunque il cappello, una volta messo in testa al calamaro supergigante risolvera’ la faccenda del nero.
    V: Vedo molto nero.
    CryptoZO: Si fidi si fidi.
    V: O, ma c’e’ l’inflazione dei fidi?
    CryptoZO: Tenga, le regalo una statuetta di calamaro, opera di Fidia.
    V: Fidia il greco! Grazie mille signor Crypto. Grazie per averci illuminato.
    CryptoZO: Dovere mio, signore.

    Fido, vieni che devo portarti fuori a far pipi’

  • Xeno

    >

    Difatti:prima creano il caos che “giustifica” il nuovo ordine.

  • fm

    Si ma tu fai svariate ipotesi non banali :

    1) Che il caos creato sia, in seguito, gestibile
    2) Che tutte queste elite siano d’accordo sugli stessi obiettivi (il che non e` per nulla ovvio)
    3) Che la popolazione resti inerme
    4) Che la natura non entri in questa equazione (sottoipotesi del punto 1)

    I punti 1 e 2, a mio avviso, sono veramente un grosso punto interrogativo su tutte le teorie NWO.

  • Altrove

    Beh, nonostante l’ilarità generale, è tutto potenzialmente vero. Considerando cosa è successo negli ultimi 10 anni, sai di quante cose avrei riso se me le avessero raccontate allora… Poi sempre coi piedi per terra e gli occhi al cielo.
    Comunque sia sono fottuti anche loro: Mal comune mezzo gaudio…

  • fm

    Un’altra ipotesi che ritengo spesso sottintesa e` che la bramosia che anima questa somma di elite considerata monoliticamente come un gruppo sia magicamente assente all’interno del gruppo stesso.

    Voglio dire, perche` i gruppi che partecipano al bilderberg non dovrebbero essere pronti a scannarsi tra di loro invece di essere tutti fraternamente concentrati a questo grandioso progetto del NWO?

    A me sembra abbastanza improbabile che questa somma di individui possa essere considerata come unico manovratore (cosa spesso sottintesa in tutti i discorsi sul NWO).

    E se il manovratore unico non (puo`) esiste allora siamo di fronte alle solite dinamiche di conquista che dalla notte dei tempi animano questo mondo. I romani avevano conquistato mezzo mondo, ma non erano i soli a giocare e, alla fine, sono stati sopraffatti. Stessa cosa qui.

    L’unica cosa che cambia e` la potenza delle armi che, attualmente, possono distruggere il pianeta, compreso il gruppo che vorrebbe conquistarlo.

    Ecco perche` tutta questa storia la trovo abbastanza improbabile.

  • Xeno

    fm,
    non ho detto che funzioni la cosa.Loro credono di si,altrimenti perchè lo chiamerebbero nuovo ordine.
    Per il resto sono daccordo con te.