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LA “MADRE DI TUTTI I CROLLI” IN ONDA SUL FINANCIAL TIMES

DI FRANCESCO PICCIONI
Il Manifesto

Giù all’inferno in 12 tappe. L’implacabile analisi di Nouriel Roubini, illustrata da Martin Wolf

Il pessimismo sul futuro dell’economia Usa ha raggiunto i piani alti dei media specializzati. Sul Financial Times di ieri Martin Wof – uno degli editorialisti di punta – sintetizzava l’analisi di Nouriel Roubini, economista tra i più ascoltati della nuova generazione. In sintesi, la strada verso «la madre di tutte le catastrofi» viene spiegata in dodici tappe. Una vera via crucis di inizio millennio.

Il primo passo dovrebbe essere un ulteriore calo del valore delle case Usa, tra il 20 e il 30%. Una svalutazione del patrimonio immobiliare tra i 4mila e i 6mila miliardi di dollari, che lascerebbe molti consumatori senza nulla in tasca. Ne discende una svalutazione nell’ordine del 60% di tutti i mutui concessi negli ultimi due anni, lasciando le banche a loro volta senza fiato. Il terzo passo falso coinvolgerebbe il credito al consumo «non assicurato» (carte di credito, prestiti a breve, ecc), provocando un innalzamento insostenibile dei tassi praticati alla clientela ordinaria. La serie delle svalutazioni si scaricherebbe a quel punto sulle «assicurazioni monoline» (società specializzate nella ri-assicurazione delle obbligazioni municipali e corporate), già in difficoltà in questo momento.

Nemmeno il tempo di tirare il fiato, ed ecco che il quinto step annuncia il tracollo dei valori degli immobili commerciali, che si trascina quello di numerose banche di livello regionale e anche nazionale. A un profano può sembrare che la lista delle catastrofi potrebbe anche fermarsi qui, ma siamo solo a metà del guado, per Wolf e Roubini. I prestiti concessi dalle banche ed altre istituzioni finanziarie per i leverage buyouts (fusioni societarie fatte a credito, stile l’acquisto della Telecom italiana ai tempi di Colaninno e poi di Tronchetti Provera) diventerebbero fonte di perdite molto consistenti, compromettendone i bilanci. A catena, andrebbe registrata un’ondata di fallimenti societari (di preferenza tra chi ha bassa profittabilità e alto indebitamento), provocando un credit default swap da almeno 250 miliardi di dollari.

Il castello di scartoffie che viene anche chiamato «sistema finanziario ombra» (cdo, hedge funds, «veicoli speciali», ecc) ne uscirebbe minato dall’interno; e non potrebbe neppure ricevere un aiuto dall’intervento delle banche centrali. Passo 10: collassano più velocemente i mercati azionari, prosciugando (11) la liquidità nei mercati finanziari (compreso il prestito interbancario). Tappa finale, il «circolo vizioso» di perdite, riduzioni di capitale, contrazione del credito, liquidazioni forzate, vendita isterica di asset a qualsiasi prezzo ribassato.
Non si tratta, spiega Wolf, di una forzatura polemica; ma dello «scenario da incubo» che ha spinto Bernanke a tagliare i tassi di interesse di 200 punti base in pochi mesi. E ancora non basta. L’implacabile Roubini risponde anche alla domanda: «questa azione della Fed, alla fine fine, ci tirerà fuori dai guai?». La spiegazione è altrettanto articolata, ma la risposta è semplice: «no».

Francesco Piccioni
Fonte: www.ilmanifesto.it
Link: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/21-Febbraio-2008/art51.html
21.02.08

Pubblicato da Davide