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LA LUNGA STORIA DELLE AZIONI SOTTO COPERTURA IN IRAN DI GRAN BRETAGNA E USA

DI STEVE WATSON
Infowars.net

Stati Uniti e Gran Bretagna sono già in guerra con l’Iran, lo sono già da un po’ di anni a questa parte e stanno finanziando in Iran gruppi terroristici contro lo stesso Iran, in preparazione della situazione che si presenterà dopo che sarà dato inizio a un’azione militare sotto copertura.

Non sono parole mie, ma quelle di alti Ufficiali della CIA, Ufficiali del Dipartimento della Difesa, ex Ufficiali delle Nazioni Unite e Colonnelli a riposo dell’Aviazione Canadese.

L’agenzia di stampa nazionale iraniana, IRNA, ha fatto oggi una lista delle cinque precedenti violazioni del territorio iraniano da parte dell’Esercito Britannico:

giugno 2004: un aereo spia viola lo spazio aereo iraniano a nord est di Abadan e viene colpito da cannoni anti-aerei iraniani.

22 giugno 2004: otto militari su tre motoscafi entrano nelle acque territoriali iraniane e vengono arrestati da guardacoste iraniani; gli arrestati vengono rilasciati dopo tre giorni.

1 novembre 2006: due elicotteri, a una altezza di 150 metri (492 piedi), violano lo spazio aereo iraniano per un totale di 10 minuti.


27 gennaio 2007: un elicottero viola lo spazio aereo iraniano sopra la foce del fiume Arvand e lascia l’area dopo un ammonimento delle guardie costiere iraniane.

28 febbraio 2007: tre imbarcazioni della marina entrano nelle acque territoriali iraniane alla foce del Khor Mousa.

Possiamo credere alle notizie di stato iraniane? La Gran Bretagna e/o gli Stati Uniti sono impegnate in azioni sotto copertura di reclutamento di Intelligence in Iran? La risposta è che non dobbiamo credere alle notizie di stato iraniane perché è un fatto ben risaputo che in Iran azioni indirette dell’Intelligence sono già state intraprese.

In un articolo intitolato “La guerra degli USA all’Iran è già cominciata” [1], scritta nello scorso giugno 2005, l’ex ispettore agli armamenti dell’Onu in Iraq, Scott Ritter, si rivolge proprio a questo argomento e descrive come la CIA, spalleggiata dalle forze speciali dell’ONU, stia portando a termine attività d’Intelligence, azioni dirette e mobilitazione alfine di creare una opposizione indigena.

Ritter affermava: “Come con l’Iraq, il presidente ha spianato la strada al condizionamento dell’opinione pubblica americana e dei media fin troppo accondiscendenti nell’accettare come valore apparente i meriti di una politica di cambiamento di regime riguardo l’Iran, collegando il regime dei Mullah a un “asse del male” (insieme agli appena “liberati” Iraq e Corea del Nord), e parlando della assoluta necessità di “democrazia” per il popolo iraniano.

Ma gli statunitensi, e in verità gran parte del resto del mondo, continuano a cullarsi in un falso senso di tranquillità dato dal fatto che finora tra USA e Iran non sono ancora iniziate operazioni militari dirette. Così molti si aggrappano alla falsa speranza che la stessa follia in corso in Iraq possa essere posticipata o evitata nel caso dell’Iran. Ma pensarlo è da pazzi.

In realtà la guerra tra USA e Iran è già iniziata. Mentre ne parliamo, aerei spia e ancor più sofisticate tecnologie, stanno sorvolando il territorio iraniano.

La violazione dello spazio aereo di uno stato è un atto di guerra in sé. Ma la guerra con l’Iran è andata ben oltre la fase di raccolta di informazioni. Il presidente Bush si è avvantaggiato dei poteri assoluti accordatigli l’indomani dell’11 settembre, per muovere una guerra globale contro il terrorismo e iniziare svariate operazioni sotto copertura in Iran”.

Ritter continua descrivendo come gruppi di opposizione iraniani, compresa la ben nota organizzazione terroristica Mujahedeen-e Khalq (MEK), guidata un tempo dai temuti servizi segreti di Saddam Hussein, e attualmente in servizio esclusivo per la Directorate of Operations della CIA, stiano mettendo in atto bombardamenti controllati a distanza dello stesso genere di quelli condannati quotidianamente dall’amministrazione Bush in Iraq.

Descrive anche come a nord, nel vicino Azerbaijan, l’esercito USA stia preparando una base operativa per una massiccia presenza militare che potrebbe presagire una massiccia campagna terrestre progettata per conquistare Tehran.

Ritter non è l’unico a fare una simile affermazione.

Durante un’intervista rilasciata alla CNN un anno fa, Sam Gardiner, colonnello a riposo dell’Air Force USA, sostenne che le operazioni militari dell’esercito erano già in “cammino” verso l’Iran.

“Credo, e ciò potrebbe spaventare qualcuno, che la decisione sia stata presa e le operazioni militari siano già iniziate” raccontò il colonnello Gardiner al conduttore della CNN International Jim Clancy.

“Il punto è che gli iraniani sostengono che le truppe americane si trovano là da almeno un anno” disse Gradiner. “Due settimane fa mi trovavo a Berlino, seduto accanto all’ambasciatore iraniano dell’IAEA e dico,’ho sentito che state accusando gli americani di essere già sul territorio e di operare con alcune delle unità che hanno colpito le guardie rivoluzionarie iraniane’. Mi rispose molto francamente, ‘Si, ne siamo al corrente. Abbiamo catturato alcune delle unità, e ci hanno confessato di collaborare con gli americani.”

Quasi nello stesso periodo della rivelazione di Gardiner, RAW Story uscì con un’intervista [2], che rivelava inoltre, secondo ufficiali del controspionaggio, di operazioni sotto copertura che erano in cammino includendo co-opzioni con la CIA e l’utilizzo di gruppi terroristici di destra: “Li abbiamo disarmati (MEK) dagli armamenti più consistenti ma non dalle altre armi. Rumsfeld (Segretario della difesa) spingeva affinché venissero usati come gruppi militari speciali, a parte lotte politiche interne tra loro e Condi , che però lei riuscì a tenere a distanza per un breve periodo”, disse l’ufficiale dell’Intelligence.

Secondo un’altra fonte dell’Intelligence, le lotte politiche interne cessarono lo scorso anno quando Donald Rumsfeld, sotto la pressione del vice presidente Cheney, saltò fuori con un piano per “convertire” i MEK, facendoli semplicemente abbandonare la propria organizzazione.

“Questi sono pazzi”, disse questa fonte dell’Intelligence”. Cambone e questi individui hanno fatto giurare “sulla Democrazia” i membri del MEK e di ritirarsi dall’organizzazione, in seguito i nostri ragazzi li avrebbero incorporati e addestrati nelle loro unità”.

MEK era un’organizzazione famigerata in Iraq, difatti Saddam Hussein stesso l’aveva usata per compiere atti terroristici contro mussulmani non sunniti e aveva assegnato loro i dettagli della sicurezza interna come mezzo per creare dissenso politico tra la popolazione. Fu sotto la guida della “politica” del MEK che i cittadini iraqeni non sunniti venivano sistematicamente torturati, attaccati e arrestati.

Proprio lo scorso mese dopo un bombardamento in Iran, il London Telegraph [3] riportò inoltre come un alto ufficiale della CIA denunciò pubblicamente il fatto che gli States stessero creando in segreto gruppi terroristici in Iran nel tentativo di aumentare la pressione sul regime islamico affinché rinunciasse al programma nucleare.

Questa dichiarazioni furono supportate da Fred Burton, ex agente antiterrorismo del Dipartimento di Stato, che disse: “I recenti attacchi in Iran furono allineati con gli sforzi US per supportare e addestrare le minoranze etniche iraniane a destabilizzare il regime iraniano”.

John Pike, capo dell’influente gruppo di ricerca Global Security di Washington affermò: “Le attività dei gruppi etnici si sono scaldate negli ultimi due anni e sarebbe uno scandalo se ciò non fosse dovuto almeno in parte al risultato dell’attività della CIA”.

Se tutto ciò suona familiare, è perché lo è. Il fatto è che gli USA hanno una lunga tradizione in provocazioni e azioni sotto copertura in Iran.

Nel 1963 la CIA e l’M16 portarono a termine l’operazione AJAX (ufficialmente TP-AJAX), una operazione sotto copertura di Gran Bretagna e Stati Uniti per rimuovere dal potere il primo ministro iraniano Mohammed Mossadegh eletto democraticamente, per sostenere la dinastia Pahlavi e consolidare il potere di Mohammed Reza Pahlavi, così da preservare il controllo dell’occidente sulla altamente redditizia infrastruttura petrolifera iraniana.

Nel pianificare l’operazione, la CIA organizzò una guerriglia nel caso il partito comunista Tudeh si impadronisse del potere come risultato del caos creato dall’operazione AJAX. Secondo documenti un tempo “top secret” pubblicati dall’Archivio della Sicurezza Nazionale, il sottosegretario di stato Walter Bedell Smith riferì che la CIA aveva raggiunto un accordo con i leader dei Qashqai nel sud dell’Iran per creare un rifugio clandestino sicuro dove la guerriglia messa in piedi dagli States e gli agenti dell’Intelligence potessero operare.

La cospirazione verteva sulla figura sempre più debole dello Shah che avrebbe dovuto far dimettere l’autorevole primo ministro Mossadegh per rimpiazzarlo con il generale Fazlollah Zahedi, decisione condivisa dai britannici e dagli americani dopo un attento esame riguardo le sue simpatie pro britanniche.

Zahedi venne fatto subentrare al primo ministro Mossadegh. Il destituito Mossadegh fu arrestato, il suo processo reso uno show, e condannato a morte. Lo Shah commutò la pena in isolamento per 3 anni in un carcere militare, seguita da arresti domiciliari a vita.

“Se non ci fosse stato un colpo di stato, non ci sarebbero stati 25 anni di regime brutale dello Shah, non ci sarebbe stata una rivoluzione nel 1979 e un governo di religiosi”, Ibrahim Yazdi, ex ministro degli Esteri

e membro eminente di un partito che traccia le proprie origini dal Fronte Nazionale di Mossadegh, raccontò al Christian Science Monitor per il 50 anniversario del colpo di stato e insediamento dello Shah. “A tutt’oggi sembra che gli statunitensi spingano di nuovo verso la stessa direzione. Ciò dimostra che non hanno imparato nulla dalla storia”.

“Per molti iraniani il colpo di stato fu una tragedia dalla quale il paese non si è più ripreso. Forse perché Mossadegh rappresenta il futuro negato, il suo ricordo ha rasentato il mito”, scrive Dan De Luce per il Guardian. “Al di là dell’Iran, gli USA rimangono profondamente risentiti di dover appoggiare un regime autoritario nella regione”.

L’ultimo film di Alex Jones “Terrorstorm” [5], prende in esame in profondità l’estromissione di Mossadegh.

A seguito della rivoluzione iraniana del 1979, gli USA si ritrovano a disputare di nuovo con l’Iran. Di nuovo ritroviamo una storia di provocazioni e aggressioni. In particolare il feroce assalto conosciuto come Operazione Praying Mantis è famoso. L’operazione iniziò dopo che una nave da guerra statunitense entrò in acque territoriali iraniane minate nel Golfo Persico.

da Wikipedia [6]: “Il 14 aprile 1988 un missile comandato della fregata USS Samuel B. Roberts in navigazione nel Golfo Persico come parte dell’operazione Earnest Will, colpì una mina, le missioni di scorta del 1987-88 nelle quali le navi da guerra USA scortavano petroliere battenti bandiera kuwaitiana per proteggerle da attacchi iraniani. L’esplosione aprì uno squarcio di 25 piedi (7.62 m.) nello scafo della Roberts e per poco non la affondò. L’equipaggio salvò la nave senza perdite umane, e la Roberts fu rimorchiata fino a Dubai il 16 aprile.

Sommozzatori della marina USA recuperarono nell’area altre mine. Quando fu scoperto che i numeri di serie combaciavano con quelli delle mine sequestrate insieme all’Iran Ajr il precedente settembre, ufficiali dell’esercito US programmarono una operazione di rappresaglia contro obiettivi iraniani nel Golfo.

La battaglia, la più grande per le forze terrestri dalla Seconda Guerra Mondiale, [1], affondò due navi da guerra iraniane e almeno sei motoscafi armati. Segnò anche il primo scontro missili superficie-superficie della storia della Marina USA”.

Gli US attaccarono e distrussero diverse piattaforme petrolifere iraniane in un veloce assalto militare. A quel tempo il Chicago Sun Times [7] riportò: “Lunedì forze della marina US hanno attaccato obiettivi iraniani nel Golfo Persico per dimostrare agli iraniani che ‘Se ci minacciano, ne pagheranno le conseguenze” disse il presidente Reagan.

In un combattimento condotto per nove ore, le forze USA fecero fuori due piattaforme petrolifere iraniane, affondarono poi o neutralizzarono un missile fast attack di una nave da pattuglia, due fregate e tre motoscafi nel momento in cui l’Iran cercò di contrattaccare.[8]”

Notate le dichiarazioni di Reagan. Di qui il nome dell’operazione Praying Mantis (Mantide religiosa), si riferiva allo spiegarsi delle ali usato dalla mantide per sembrare più grande e spaventare l’avversario.

Il 6 novembre 2003 la Corte Internazionale di Giustizia respinse la richiesta di risarcimento dell’Iran contro gli USA per violazione del Trattato di Amicizia stipulato nel 1955 tra le due nazioni. La Corte inoltre respinse una contro richiesta da parte degli USA per la stessa violazione dello stesso trattato. Come parte del verdetto la Corte appuntò che “le azioni degli Stati Uniti contro le piattaforme petrolifere iraniane del 19 ottobre 1987 (Operazione Nimble Archer) e del 18 aprile 1988 (Operazione Praying Mantis) non possono trovare giustificazione come misure necessarie per proteggere gli interessi essenziali della sicurezza degli Stati Uniti d’America”.

L’effetto secondario di “Mantide Religiosa” provocò l’abbattimento di un aereo di linea iraniano, Iran volo 655, tra Bandar Abbas e Dubai, da parte dell’incrociatore lanciamissili USS Vincennes della marina militare USA, uccidendo tutti i 290 passeggeri e l’equipaggio, inclusi 38 non iraniani e 66 bambini. L’incrociatore Vincennes si trovava in acque territoriali iraniane al momento dell’abbattimento.

Il mattino del 3 luglio, il Vincennes entrò in acque iraniane durante uno scontro con un cannoniere iraniano. Poco prima quello stesso giorno, il Vincennes – insieme alle cannoniere iraniane – aveva in modo simile violato le acque territoriali di Oman, fino a che non venne bloccata da una nave da guerra dell’Oman.

Secondo il governo USA, il velivolo iraniano venne identificato erroneamente come caccia dell’esercito. Comunque il governo iraniano sostiene che il Vincennes abbatté intenzionalmente il velivolo civile.

Secondo il governo iraniano, l’abbattimento dell’IR 655 da parte del Vincennes fu un atto intenzionale e fuorilegge. Anche se ci fosse stata una identificazione erronea, che l’Iran non ha mai accettato,si tratterebbe di negligenza grave e sconsiderata equivalente a un crimine internazionale, non a un incidente.

John Barry e Roger Charles, reporter del Newsweek, scrissero che la Roberts agì in modo avventato e senza la dovuta cura. Il loro resoconto accusava il governo USA di insabbiamento. Un’analisi degli avvenimenti fatta dall’International Strategic Studies Association definiva lo schierarsi nella zona di un incrociatore Aegis come irresponsabile e riteneva che le spese per la nave avevano giocato un ruolo importante nel mettere in opera un abbassamento della soglia per aprire il fuoco.

Gorge H.W. Bush, all’epoca vice presidente disse:” Non chiederò mai scusa per gli Stati Uniti d’America – non m’importa quali siano i fatti” riferendosi all’incidente.

Più tardi la BBC riportò [9]: “Ci vollero quattro anni all’amministrazione USA per ammettere ufficialmente che l’USS Vincennes si trovava in acque iraniane quando accadde la schermaglia con le cannoniere iraniane. Successive investigazioni avevano accusato l’esercito US di aver mosso una guerra sotto copertura all’Iran in sostegno all’Iraq. Nel febbraio 1996 gli US accordarono il pagamento di 61.8 milioni di dollari all’Iran come risarcimento per i 248 iraniani uccisi, più il costo del velivolo e le spese legali.

Da qui notiamo come Gran Bretagna e USA abbiano una lunga storia di azioni sotto copertura e provocazioni in e contro l’Iran nel loro sforzo per conquistare controllo in quell’area in modo aggressivo. Questi fatti e precedenti passati sono proprio la ragione per la quale dovremmo interrogare i nostri governi sull’autenticità dell’attuale cattura dei marines britannici [10] da parte dell’Iran.

I nostri governi hanno violato continuamente il territorio iraniano per decenni e poi insabbiato il tutto.

In gennaio il membro del congresso repubblicano e candidato alle presidenziali del 2008 Ron Paul, dichiarò [11] che temeva che la messa in scena di un incidente stile Golfo del Tonkino [12] potesse essere usata per provocare incursioni aeree sull’Iran, visto che numerosi fattori entrano in collisione nell’aumentare le aspettative che gli USA si ritrovino presto impegolati in una terza guerra nel giro di sei anni.

Proprio il mese scorso anche Zbigniew Brzezinski ex consulente della National Security e membro fondatore della Trilateral Commission ha tacitamente messo in guardia [13] che un attacco all’Iran potrebbe essere lanciato a seguito della messa in atto di una provocazione.

Durante il programma Newsnight della BBC di questa settimana, è stato dimostrato che le riprese della cattura dei marines britannici erano in gran parte simulate e i commentatori lasciavano intendere tutto tranne che l’intero incidente fosse stato preparato o che al limite costituiva “grave negligenza”, nell’interesse degli inglesi.

L’ex ambasciatore britannico Craig Murray e altri stanno sottolineando il fatto che il confine marittimo tra Iraq e Iran è conteso, e i britannici hanno essenzialmente creato un confine per far sembrare che la HMS Cornwall si trovava in acque territoriali iraqene. I mezzi di comunicazione tradizionali hanno bloccato in modo uniforme l’uscita di questa edizione. Sembra che stiamo assistendo ancora una volta alla rivelazione di azioni militari sotto copertura in corso dai nostri governi contro (che siate d’accordo o meno) un governo straniero eletto democraticamente in Iran.

Steve Watson
Fonte: http://globalresearch.ca
Link: http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=5267
3.04.7

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LAURA

Riferimenti:

[1] http://www.prisonplanet.com/articles/june2005/200605alreadybegun.htm

[2] http://www.rawstory.com/news/2006/US_outsourcing_special_operations_intelligence_gathering_0413.html

[3] Telegraph

[4] http://www.guardian.co.uk/print/0,,4736736-111322,00.html

[5] http://infowars-shop.stores.yahoo.net/teascsyed.html

[6] http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Praying_Mantis

[7] http://www.highbeam.com/doc/1P2-3881010.html

[8] http://en.wikipedia.org/wiki/Iran_Air_Flight_655

[9] http://news.bbc.co.uk/onthisday/hi/dates/stories/july/3/newsid_4678000/4678707.stm

[10] http://www.prisonplanet.com/articles/march2007/300307bordermap.htm

[11] http://www.prisonplanet.com/articles/january2007/150107gulfoftonkin.htm

[12] http://en.wikipedia.org/wiki/Gulf_of_Tonkin_Incident

[13] http://www.prisonplanet.com/articles/february2007/060207falseflag.htm

Pubblicato da Davide

  • ElTano

    La traduzione è così penosa che leggere l’articolo è un’impresa.

  • missilekornet

    L’Iran stavolta è molto più armato di una volta. Hezbollah che io definisco le bricciole iraniane riuscirono fermare la superpotenza militare israeliana che condivide la gran parte di technologia con gli americani. Se fossero deboli gli Iraniani, America avrebbe già attaccato l’Iran. Ma il vero problema per gli Americani sono i missili Sunburn ss-n-22 e Yakhonts ss-nx-26 entrambi in grado di trasportare le testate nucleari di 200kt. Ma anche senza testata nucleare possono distruggere tranquilamente le navi di grande tonnelaggio. Questi missili sono in agguato e stanno aspettando il CASUS BELI.

  • alcenero

    Con tutto il rispetto, ma mi sembra un giudizio molto ingeneroso