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LA LOTTA CIVICA A GETTONI NON FUNZIONA, RANDAZZO E BLONDET

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

La sensazione è un amaro in bocca di quelli che ti fa rimanere in silenzio senza neppure più la voglia di finire la birra. Ero in un pub con una cara amica, che mi dice “La Randazzo non scrive più su Comedonchisciotte, ci si deve abbonare per leggerla adesso… Mi pare che anche Blondet sia a pagamento”. La prima cosa che mi è venuta in mente è un’immagine, ve la descrivo: il panorama desolato di una Berlino est in pieno regime, poche anime che vagano nel grigiore del cemento disadorno in cerca di sostegno. Su un muro è appeso un distributore automatico, la scritta recita “Resistenza, inserire un gettone”.

Nella foto: Maurizio Blondet

A seguito, “Paypal la tua fonte, e rimani inutile” (Paolo Barnard,paolobarnard.info)

Randazzo, Blondet, ma che fate? Siamo il sottoscala della resistenza civica, ombre che parlottano nei sotterranei dell’informazione mentre sopra troneggiano i colossi del Sistema e dell’Antisistema che ci lasciano lo scarto delle briciole del pubblico, e voi elargite strumenti di lotta a pagamento?

Posso capire se scriveste di geopolitica, di new age, di costume. Ma chi scrive come poter respirare nonostante le polveri che intasano i polmoni, come poter ancora vedere nonostante l’acido negli occhi, non può chiedere “inserite un gettone”. Avete bisogno di soldi? Arrangiatevi in altro modo.

“Libertà, inserire un gettone.”

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=172
9.01.2010

PAYPAL LA TUA FONTE, E RIMANI INUTILE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Non ho mai visto un uomo scavare a pagamento nelle macerie della casa del vicino crollatagli addosso. Non ho mai visto in Salvador guerriglieri pagati, chi lo era si chiamava contractor, mercenario. Non ho mai visto a Luanda un comboniano visitare gli ammalati di Aids paganti. Forse sono affetto da una forma paranoide, ma io vedo tutti noi sotto le macerie, assediati dalle squadre della morte, stremati da un virus. Le macerie della democrazia partecipativa demolita, le squadre della morte del vero Potere armato di Esistenza Commerciale, il virus della pestilenziale Cultura della Visibilità. Io ci vedo alla soglia di una rovina che sarà irreversibile per secoli. Cara Randazzo, va fatto tutto quello che si può finché siamo in grado e senza frapporre neppure l’ombra di un ostacolo fra la mano che noi fonti possiamo offrire e coloro che potrebbero usarla per salvarci. Ogni centesimo del denaro disponibile va impiegato per organizzarsi e combattere, non per scaldarsi i muscoli. Noi fonti siamo lo scaldamuscoli.

Come sempre, non conta l’entità ridotta delle cifre che chiedete, conta il principio. Potevate chiedere offerte libere, ma non più di questo. Poi non è certo chiedendo denaro che ci si ripara dall’orgia scellerata del giornalismo improvvisato in rete, del nuovo genere Fantasy rettilianmassonicomplottista. E’ assai fallato anche il tuo ragionamento sull’entità della preparazione culturale e dei contenuti che noi fonti dobbiamo poter offrire, e sul tempo e denaro che ciò ci richiede. Mi spiego con franchezza: tu produci mille volte di più di quello che è necessario, i tuoi approfondimenti sono ossessivi e superflui per un uso pubblico. In questo, copincolli esattamente l’inutile Travaglio con i suoi dettagli numero 342.765 sul Cavaliere che seguono quelli precedenti (che erano 342.764), quando nella realtà sia i tuoi lettori che quelli di Marco sanno già da anni, decenni in alcuni casi, cosa non va, non gli serve ancora un’altra camionata di super dettagli, anzi, li soffoca. Solo a finir di leggere te, non rimane più neppure il tempo per far il bucato di casa, figuriamoci organizzarsi, discutere e combattere. La tragedia del nostro tempo è assai più banale: nessuno di noi sa più come brandire un forcone e prendere d’assalto la Bastiglia, o dar fuoco alle corvé. Siamo pavidi, incollati alle tastiere dei pc, non sappiamo più neppure lontanamente come cambiare la Storia. Novecento ore delle mille che tu lavori sono sprecate in questo senso, non ti occorrono soldi per esse, puoi benissimo dare lezioni private o altro per arrotondare.

Tu imponi un copyright per la riproduzione dei tuoi pezzi (Copyright © 2008 – all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione dell’articolo scrivere all’indirizzo e-mail [email protected]), come il Big Mac. Citi Massimo Fini, il ribelle che non ha retto (gli ha dato un passaggio Travaglio, misericordioso), bell’esempio. Qui non ci stiamo capendo, gente. Non ci servono le Randazzo e i Barnard, se non come fonti di tanto in tanto, altro che pagarci.

Ci serve il coraggio di pagare i prezzi del cambiamento. Se ancora esiste.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=173
9.01.2010

Pubblicato da Davide

  • Xeno

    Quoto e straquoto.
    Ha proprio ragione .

  • stefanodandrea

    Come quasi sempre, Barnard non mi convince.
    L’informazione “ufficiale” è stata pressoché sempre gratuita o quasi . Il prezzo dei giornali (un euro) è pari ad una frazione che va da un settimo a un dodicesimo del costo. Il discorso vale a maggior ragione per la informazione radiotelevisiva (tralascio il servizio pubblico, che pure è sostanzialmente gratuito). A pagare “gli informatori-formatori” dell’opinione pubbllica, bravi e meno bravi – un tempo ve ne erano di bravi, ora ne è rimasto qualcuno – è il capitale tramite la pubblicità, detratta dalle imposte.
    “E’ necessario sottrarre al capitale il potere di formare l’opinione pubblica” (http://www.appelloalpopolo.it/?p=163), vietando la pubblicità sui mezzi di informazione (o limitandola al 20% dei costi di produzione).Questa è la battaglia politica.
    Invece, non si vede la ragione per la quale la cosiddetta informazione – concetto ambiguo, diciamolo una volta per tutte, perché ciò che forma è la “riflessione”, per la quale spesso sono necessarie poche informazioni, ma un metodo di ragionamento rigoroso – dovrebbe essere fornita necessariamente in forma gratuita da coloro che cercano e pongono per iscritto le informazioni o meglio elaborano le riflessioni.
    E’ fastidioso il moralismo che spnge a condannare chi si fa pagare le proprie riflessioni, senza nemmeno accorgersi che il problema è di eliminare l’enorme informazione-formazione “gratuita”, con la quale il capitale ottunde le menti e sussume la nuda vita dei cittadini.

  • ottavino

    Paolo, non stai facendo una bella figura….cosa vorresti dire? che i soldi fanno la felicità?

  • anonimomatremendo

    Chi,la Randazzo? quella che crede che tutti quelli che nel mondo detengono una posizione sociale elevata hanno una anomalia al corpo calloso del cervello, quando non sono del tutto dei rettili mascherati?Adesso si fa pure pagare?Poveri fan,cornuti e maziati.

    Quando si parla di Blondet e della Randazzo l´ immagine che mi viene in mente é l´ imbonitore da fiera che grida”venghino,venghino…”

  • Melkitzedeq

    Non metterei sullo stesso piano Blondet e la Randazzo.

  • myone

    Hanno ragione a farsi pagare.
    Gli italiani pagano uguale per andare peggio.
    Volete idee perche’ gia’ la realta’ e la logica non vi basta? Pagate.
    Chi si fa’ pagare per servirvi, e servirvi male, si fa’ pagare di piu’ e li pagate e votate.
    Dovete pagare per sapere, cosi sapete che costa pure cercare la propria liberta’,
    quando si paga chi la liberta’ se la usa su di voi.
    Si dovrebbe mettere in appalto al rialzo, chi le cose le sa’ e vuole farle al meglio per la giustizia e per la gente, costi quello che costi.
    Non solo diventerebbero miliardari, ma le cose le farebbero, almeno per parificare giustizia e vivere per tutti,
    ordine, etica, indipendenza, e uno stato che garantisce il tutto a misura di tutti.
    Invece pagano voi con le parole e le promesse, e poi si pagano in vero su di voi,
    e fanno pagare alla gente l’ ostilita’ della vita, che gia’ nel viverla e’ dura,
    figuriamoci quando si deve sborsare, tirare il collo, e poi finire con l’ essere fuori dalle possibilita’.

    Barnard, perche’ non posti un piano finanziario, una riconversione dello stato e delle regole,
    poi ti candidi con altri cento boss del tutto, che non solo vi paghiamo di piu’ di tanti,
    ma ci cambiarte la vita, riasettate un paese, diminuite l’ inutile, e date tempo e risorse alla gente,
    al fine di poter avere una vita spenzierata e organizzata e appagata?
    Dai chi ci sarebbe? Te, lui lei, salvi, grillo, benettazzo, tanti scrittori e conoscitori della realta’, e poi? Allora, sta rivoluzione, si mette in moto,
    o e’ un moto perpetuo?
    Avreste gia’ i voti di quando ando’ su brodino, piu’ la meta’ dei voti di chi eleggerebbe l’ altra meta’,
    se faceste sapere dove vorreste arrivare e realizzarete….
    Se non partite voi, menti pensanti e aggiornate, chi volete che parti…?????

  • Truman

    Quella che chiami “informazione ufficiale”, dichiarandola pure quasi gratuita, a me appare essere semplicemente propaganda. C’è propaganda commerciale, propaganda politica, propaganda di tutti i generi.

    E i venditori / imbonitori di Raiset e di Corsera/Stampa/ Repubblica vorrebbero pure che io regalassi a loro il mio tempo e la mia attenzione per vedere e/o ascoltare e/o leggere la loro robaccia.
    Forse per te l’informazione è gratuita, ma io voglio essere pagato per perdere tempo dietro a tale “informazione”.

  • Allarmerosso

    “L’informazione “ufficiale” è stata pressoché sempre gratuita o quasi . Il prezzo dei giornali (un euro) è pari ad una frazione che va da un settimo a un dodicesimo del costo”

    No la paghi e anche piu di una volta . La pubblicità la paghi comprando i prodotti in piu i giornali li i paga all’edicolante (che ci guadgna una miseria) li paghi tramite i finanziamenti ai giornali con le tasse e li paghi come gia detto con la pubblicità.

    “Il discorso vale a maggior ragione per la informazione radiotelevisiva (tralascio il servizio pubblico, che pure è sostanzialmente gratuito)”

    il discorso pubblicitario vale anche qui allo stesso modo come detto sopra .
    mi sfugge quel “sostanzialmente” anche se posso immaginare che la sua dedzione sia data al fatto che il canone rai non sia altro che la tassa sul possesso della scatola magica ..

  • Allarmerosso

    PROPAGANDA ! Quoto !

  • stefanodandrea

    Per Truman. Non credo che le nostre posizioni siano così distanti e forse quasi coincidono.
    L’informazione ufficiale è propaganda: sono daccordo. Ci sono eccezioni: sul corriere della sera, per esempio, si possono leggere Romano, o Canfora o Irti e altri; ma sono poche: lo specchietto per le allodole.
    Non credo, peraltro, che Raiset, corsera e Repubbica vogliano che si paghi un prezzo idoneo a compensare costi e profitti: sanno che se non vi fosse la pubblicità essi perderebbero molti lettori e il potere di formare l’opinione pubblica, a vataggio di altri e forse nostro, anzi senz’altro anche a vantaggion nostro. Essi vogliono essere pagati dai titolari del capitale-marchio (che ovviamente non contesteranno mai). E infatti si lamentano del calo della pubblicità
    Né intendo essere pagato per leggere quella roba. La leggo, ogni tanto, perché me la danno per un obolo. Sono libero di non leggerla. Il problema è che vivo in un mondo nel quale l’opinioe pubblica è formata dal grande capitale. Perciò il problema è politico e mi sembra che si debba volere l’abolizione o la grave limitazione della pubblicità sui mezzi di informazione e intrattenimento

    Per AllarmeRosso. Il servizio pubblico è sostanzialmente geatuito. In non ho la tv e non so quanto costi il canone. Credo, tuttavia, che se lo dividi per 600 telegiornali l’anno, cento trasmissioni a contenuto dchiaratamente politico, striscia la notizia, le iene, le partite di clacio e così via, la tv pubblica non costi, mediamente, più di un centesimo di euro l’ora (se poi dividiamo per i vari componenti di una famiglia arriviamo ad un costo indicibile, nel senso che non esiste la frazione di euro per esprimerlo).
    La TV (anche pubblica) e i giornali sono sostanzialmente gratuiti. La cocaina costa sempre meno. E il credito per il consumo te lo regalano (carte di credito revolving: chi voglia scoprire di quale mostruosità si tratta può leggere qui: http://www.appelloalpopolo.it/?p=892). Gli strumenti di ottundimento sono gratuiti; questo è un fatto. Che poi si paghi il conto, questo, ovviamente, è un altro fatto. Ma tutto ciò mi spinge a credere che, sebbene raramente ci si soffermi su questo punto, sia necessario sottrarre al grande capitale il potere di formare l’opinione pubblica.

  • helios

    A pagamento si trovano pochi lettori, chi paga poi è sempre d’accordo altrimenti non fa più l’abbonamento, a pagamento si trovano pochi dissidenti …a pagamento nessuno da contro, ovviamente….a pagamento si vive anche meglio, alla fin fine….
    Finchè si può e finchè i tempi sono questi….e Blondet e la Randazzo si adeguano a tempi.
    Chi si adegua ai tempi è, forse, quello che “elargisce strumenti di lotta” o chi si preoccupa del suo conto in banca?

  • Allarmerosso

    QUI TROVATE LA RISPOSTA DELLA RANDAZZO ALL’ARTICOLO DI PAOLO BARNAND.
    http://lanuovaenergia.blogspot.com/2010/01/carissimo-paolo-barnard.html

    spero di non incorrere in problemi nel pubblicare qui il link al sito !!!

  • anonimomatremendo

    bhé in effetti Blondet é molto piú preparato e professionista.

  • zingaro

    E’ un vero peccato che per leggere di verità, di libertà, di resistenza al regime (devo stare attento a come mi esprimo altrimenti cominciano a darmi del terrorista e…) si debba “inserire un gettone”. Purtroppo non mi resta che sottomettermi alle loro scielte, certamente giustificate, e agire di conseguenza. Auspicandomi che al più presto si possano leggere liberamente anche i loro interessanti articoli non mi resta che attendere un passo indietro da parte di questi autori. Lo Zingaro

  • sheridan

    Caro Barnard, ma chi se ne frega se la randazzo o blondet si vogliono far pagare per indottrinarci??? Basta non leggerli no? Se fossi stato al tuo posto quando la tua amica ti ha rifertito la triste notizia col cavolo che ci rimettevo anche la birra!, me la sarei scolata e poi mi sarei occupato dell’amica con rinnovato vigore. Forse ti sfugge un particolare, quelli che su internet leggono siti come questi e similari sono una sparuta minoranza dei navigatori per cui e’ assolutamente irrilevante ai fini pratici che qualcuno sappia le scie chimiche, il trattato di lisbona, il signoraggio e frescacce simili. Oltretutto i divoratori piu’ avidi di queste informazioni son definitivamente persi ai fini della rivoluzione vera, quelli (i divoratori di notizie) si ritengono gia’ satolli per il solo fatto di essersi “informati” e mai e poi mai alzeranno il cul dalla sedia e le mani dalla tastiera per passare a quacosa di piu’ concreto. Le rivoluzioni non si fanno con l’informazione, le rivoluzioni si fanno con la panza! La potenza informativa dalla panza vuota non ha paragoni, e’ meglio di internet, delle tv, della fibra ottica, del wi fi, dei cellulari e dei picciono viaggiatori. Insomma, solo la (probabile) catastrofe economica ci puo’ portare a qualcosa di nuovo, se aspetti la Randazzo stai proprio fresco!

  • FreeDo

    Sono abbastanza d’accordo su quanto scrivi.Solo una piccola osservazione: siamo briciole di pubblico si, ma per nostra scelta, non perche’ qualcuno ci ha scartati.Saluti

  • ottavino

    Proporrei a Comedonchisciotte di risparmiarci articoli polemici tra giornalisti.

  • stefanodandrea

    Ottime osservazioni.
    Però si deve sperare e soprattutto volere che prima o poi toglieremo le mani dalla tastiera. Internet sono le catacombe dalle quali prima o poi bisogna uscire: collettivamente (è auspicabile) o, nel peggiore dei cqasi, individualmente (tra tante droghe non è certo la migliore)

  • marco08

    L’ ultimo post della Randazzo su Don Chisciotte parlava del suo libro su Travaglio non è stato permesso a nessuno di postrare ne su questo blog ne tantomeno sul suo dove sono stato bannato più volte nel nome di regole imposte dall’ autrice le quale non facevano riferimento ad un buon comportamento (al quale mi attengo sempre) bensi al suo pensiero.Caro Barnard con te posso anche non essere d’ accordo ma meriti sempre grande considerazione la Randazzo andasse pure a scrivere a pagamento di certo non vivrà ne dei miei soldi ne della mia considerazione.

  • Doriana

    Una Firma è sempre una Firma del Firmamento dell’Informazione, tutto con la maiuscola. Per molt* che navigano in acque scelte…, questa è la Controinformazione. Mi ci sono imbattuta anche io. Metto avanti la Signora, le chiesi il permesso con una mail di citare un suo articolo, 2 volte…e non ebbi mai risposta, forse si era schifata solo a sentire il mio nome, che non ho mai coperto da segreto bancario.
    Passiamo al secondo. Concittadino del viterbese, vive a Bagnaia ma nessuno lo sa lo conosce l’ha visto…girano altri Fiori per lui.
    Bene, aveva scritto qualcosa sull’economia che mi pareva interessante, altrettanto il paragone con un’altra firma della controinformazione che mi venne sottomano, scrivo l’articolo per Reset-Italia, blog partecipativo senza firme tutto al minuscolo con assenza di redazione, e invio una mail all’attenzione della redazione, sua ovvio, dove spiego le ragioni della copiatura corredata come una sposa di citazioni link e fonte, peraltro inviatami da un altro (recentemente ho appreso che è un fan su FB di Storace) e per fortuna mi attardo…stavo per uscire…il responsabile web bloccò tutto, ci fu uno scambio concitato in cui per poco non andavo in prigione, dovevo prendermi un avvocato…si voleva sapere il nome di chi mi aveva segnalato, non ero un’abbonata…diffidata…Quando vedo il loro nome, salto, c’è molto altro da sapere, conoscere affrontare e “praticare”.
    Barnard di solito la fa lunga, anche con i conflitti e le motivazioni tra colleghi, stavolta è stato breve, conciso e chiaro. Non lo sono stata io , scusate l’intervento-testimonianza, il primo forse l’ultimo ma ho toccato con mano le due prestigiose firme, per me al minuscolo, che andassero dove gli pare, in entrata e uscita per abbonamento. La polemica è molto diversa dal pettegolezzo-discussione.Il gettone lo regalo al carrello, quando ci vado al discount , perchè cammini e me lo riprendo.

  • vic

    Oggi siamo finiti in uno studio speciale. Di solito in questi studi si entra con un gruzzolo e poi si esce con un altro gruzzolo da pagare, perche’ il primo non bastava. Comunque sentiamo lo stato dell’arte.

    V: Buongiorno signora Bongiorno. Siamo venuti da lei per capire come funziona il suo lavoro.
    avv. B: Bongiorno a lei. Mi fa piacere potermi esprimere sul nostro affascinante lavoro.
    V: In cosa consiste esattamente?
    avv. B: E’ semplice da capire. Prima ci si documenta, si intervista un po’, e quindi si scrive.
    V: Come fa Paolo B!
    avv. B: Gia’, pero’..
    V: .. pero’?
    avv. B: Noi ci facciamo pagare meglio, siamo avvocati professionisti!
    V: Gia’, fate pagare solo a tenere dei fogli nel cassetto.
    avv. B: La carta costa, anche le scrivanie, l’affitto ..
    V: E come la mettiamo per le spese stratosferiche in telefonate?
    avv. B: I telefoni costano, il tempo costa.
    V: Si’, ma voi moltiplicate con un bel fattore il costo di base.
    avv. B: Beh, si paga anche la nomea.
    V: La firma?
    avv. B: Se vuole, come nel calcio. Ronaldo costa anche se la palla e’ sempre rotonda.
    V: Allora Barnard dovrebbe darsi a qualche sport professionistico?
    avv. B: Se vuol campare bene si’. Anche come avvocato potrebbe cavarsela bene.
    V: Lui non vende l’anima a nessuno!
    avv. B: Mica tutti sono avvocati del diavolo, io per esempio ho avuto come cliente Andreotti.
    V: Devo fare un regalino a Barnard allora. Una targa con scritto: Paolo B., avvocato angelico.
    avv. B: La faccia in legno di balsa la targa.
    V: Perche’ in legno di balsa?
    avv. B: Perche’ se a Barnard salta in mente di sbattergliela in testa si spacca la targa e non la testa.
    V: Grazie del consiglio, a nome della mia testa, e grazie di tutte le informazioni.
    avv. B (porgendo una busta chiusa): Questo e’ per lei.
    V: Grazie, com’e’ gentile.
    avv B: E’ la mia parcella. Sa’, la nomea costa!

    A propostio di coste, ottima l’idea di mangiare pizzoccheri con coste domani. Augurando a tutti vuoi di non rompervi le costole ruzzolando giu’ dalle scale, gli ospedali ed i medici costano!

  • AlbertoConti

    Io son di quelli che apprezzano molto sia Antonella Randazzo che Paolo Barnard. Non per questo mi sento “fan” o indottrinato da chicchessia.
    La decisione di Antonella la capisco e la rispetto anche se non mi è piaciuta. Se tutte le contraddizioni legate a questo sistema di m. fossero di questa portata sarebbe sempre Natale!
    Ma è cosi difficile da capire che ognuno ha i suoi limiti? Per Paolo pare di sì, ma va bene lo stesso, è simpatico anche per questo.

  • mikaela

    Gli articoli della signora Randazzo hanno sempre avuto il Copyright ed erano riproducibili da CDC in cambio della pubblicita’ del suo libro Bambini psico programmati nella Home e ancora prima c’era le Democrazie …ecc. ecc. . Credo d’averlo letto insieme al suo profilo proprio aprendo un link su CDC ( non vorrei sbagliarmi e chiedo umilmente scusa se ho preso un abbaglio)

    Non e’ detto che in futuro CDC possa raggiungere un nuovo accordo pubblicizzando il suo ultimo libro e poter riproporre qualche articolo.

    Anche se mi dispiace le auguro tutto il bene possibile perche’ e’ un’ autrice molto brava e preparata ed e’ un vero peccato non ritrovarla piu’ su CDC.

  • egoland

    Io, francamente, non ci vedo tutto ‘sto scandalo. Ho letto la risposta della Randazzo e mi sembra ragionevole. A me non interessa se, ad esempio, Naomi Klein guadagna centinaia di migliaia di dollari; a me interessa che abbia la possibilitá di girare il mondo per documentarsi e riportarci le sue analisi dettagliate. Se c’ha la villa a 3 piani, chissenefrega. Quando poi inizia a scrivere cazzate, magari smetto di comprare i suoi libri… Anche perché qui si ricade nello sport nazionale di guardare il dito anziché la luna, dimenticandocii delle informazioni per attaccare inutilmente l’informatore.
    E in secondo luogo, credo sia interessante il concetto di pagare per informarsi poiché è un modo (piú o meno efficace, su questo possiamo discutere) per responsabilizzare chi fruisce di una informazione indipendente riguardo alla sua salvaguardia. Non è lo stesso pagare per leggere articoli online che cazzeggiare qua e lá ‘che tanto non costa nulla. Forse questa è una delle ragioni che spinge persone come Blondet e Randazzo a scegliere questa strada. Ripeto, su questo si puó discutere, peró calma col dare giudizi morali. È o non è pur sempre un lavoro?
    A meno che Barnard non lo veda come l’ennesimo esempio di mercificazione da combattere all’interno di un sistema che non ti lascia respirare se non sei in grado di comprarti l’aria. Ma questo è un altro discorso ancora, decisamente piú ampio e quasi astratto, visti i tempi.

  • katy

    neanche dei miei soldi stanne certo!

  • Rossa_primavera

    In effetti hai dipinto molto efficacemente la Randazzo che altro non e’ che un moderno Lombroso radical chic,dunque nemmeno originale.

  • Rossa_primavera

    In effeti il sempre puntiglioso Barnard ha sottolineato una giusta contraddizione di questi due grandi intellettuali,ai qual tuttavia,proprio in quanto intellettuali di una certa area,tutto e’ consentito e perdonato.

  • glab

    quote: “Avete bisogno di soldi? Arrangiatevi in altro modo”:

    zappate l’orto! oppure adeguatevi all’andazzo senza la pretesa di fare quelli “puri”

  • anonimomatremendo

    Esattamente.

  • GRATIS

    Mi spiace Paolo, ma con questa non mi ci ritrovo. Un blogger che riesce a riscontrare tangibilmente la sostanza della propria scrittura non mi suscita alcuno scoramento. E’ come se uno facesse musica e la divulgasse attraverso la rete: in un primo momento rendendola disponibile a tutti, in un secondo pretendendo un compenso in cambio. Anche se la musica portasse contenuti antagonisti al sistema non ci troverei niente di strano se fosse retribuita in quanto frutto di ricerca e talento. Per l’oggetto dei loro articoli Blondet e Randazzo non potranno mai aspettarsi di diventare un fenomeno mediatico tipo Grillo o Travaglio. Almeno nell’immediato. Anche se sull’onda montante 2012 – monterà: eccome monterà! – non si può mai dire. Perchè dunque questa scelta? Io la trovo corretta, anche se non mi abbonerò. Dei 2 seguivo in particolare la Randazzo e già da diverse settimane mi ero accorto che si pagava. Me ne sono dispiaciuto un poco, ma tant’è. Ho avuto la possibilità di leggere tutta o quasi la sua produzione prima che essa diventasse a pagamento. I suoi articoli, alcuni dei quali secondo me di notevole valore ed interesse, non mi hanno d’altro canto svelato nulla che già non sapessi o sospettassi, pur senza disporre delle sue ampie documentazioni e dei suoi accessi. Questi dati servono se la verità che hai intuito a sprazzi o raggiunta per assurdi, ti proponi condividere con la scrittura. Solo Pasolini poteva permettersi di dire ” Io so, ma non ho le prove ” e non per questo essere meno credibile, tanto da dovere essere soppresso nella più classica delle operazioni coperte. Sai bene di cosa parlasse PPP. Si faceva pagare per le cose che scriveva e i suoi articoli non erano rassicuranti. Tornando al lavoro degli scrittori che hai redarguito dico che nei temi trattati da AR ho trovato una aderenza ed una congruenza con il mio sistema di leggere la realtà. Mi può bastare. Così come mi fa piacere constatare che la mia mente risuoni sulla stessa frequenza di altre persone che si mettono in discussione nella rete. La lettura di AR potrà mancarmi, ma non come strumento di orientamento o militanza, quanto piuttosto come un buon sigaro, perciò potrò anche farne a meno senza che il mio processo evolutivo subisca interruzioni di rilievo.
    Posso immaginare che il numero di “fan” dei due blogger sia andato crescendo. Ad essi (come del resto anche a te) l’idea di avere dei “fan” sarà sembrata becera e perciò hanno scelto di trasformare gratuiti ammiratori in normali lettori paganti. Tu vorresti invece che i tuoi si mutassero in militanti. Chissà, forse i risultati migliori potrebbero essere ottenuti da MILITANTI A PAGAMENTO. (Credo che questa categoria non sia ancora stata individuata da nessun ufficio marketing: li farebbe impazzire!)
    Seriamente: se uno ha bisogno di qualcun altro che gli apra gli occhi allora deve compiere il gesto indispensabile per utilizzare pienamente ciò che riceve: pagare per esso. Nessuno sarà mai convinto fino in fondo di una cosa che gli venga spiegata senza pagare, a meno che non la rubi (ma anche in tal caso, prima o poi, la paga. E se te lo dice uno col mio nick, c’è da crederci.

  • VittorioMD

    Anch’io proporrei a Comedonchisciotte di risparmiarci articoli polemici tra giornalisti.

  • BarnardP

    Che significa nostra scelta? B.

  • giosby

    Scusa Paolo, ma il tuo libro “Perché ci odiano” è in vendita o lo regali?

    http://www.ibs.it/code/9788817010641/barnard-paolo/perche-odiano.html

    Perché non lo metti liberamente scaricabile in pdf?

    Io avrò scritto una cagata, ma chiunque la può scaricare quando vuole.

    http://www.giosby.it/la-ragnatela-del-grillo/

    Come fai a criticare gli altri quando anche tu fai lo stesso?

    In rete siamo TUTTI fonti.
    Anche NOI cazzoni frequentatori di Facebook!

    Almeno ci proviamo.

    Pensa se GRILLO diventasse un FINANZIATORE del movimento con i suoi 4 milioni di euro all’anno invece di papparseli tutti lui …

    Potremmo investire nell’INDUSTRIA DELLA COSCIENZA e ricavarne un beneficio. TUTTI.

    Invece Grillo riesce a ottenere quei risultati, anche se in declino, grazie a una struttura come la CASALEGGIO, che STUDIA COMUNICAZIONE, anche se in modo che io ritengo TRUFFALDINO.

    Certo è che ad essere sempre puri e immacolati
    finiamo sempre ad essere incu …

    Bella rima eh?
    Qualcuno la vuol comprare?

    🙂

  • nicus

    scusa, ottavino, ma hai letto l’articolo che stai commentando?

    Ogni centesimo del denaro disponibile va impiegato per organizzarsi e combattere, non per scaldarsi i muscoli. Noi fonti siamo lo scaldamuscoli.

    a me sembra che qui gli unici a farci una brutta figura siano gli speculatori della “controinformazione”.

  • willoworld

    Totalmente d’accordo con Barnard in questo caso.
    Non e’ tanto il fatto della resistenza, ma del fenomeno internet in se. Pensare ancora di potersi aggrappare alle leggi sul copyright e’ ridicolo. La rivoluzione di internet e’ soprattutto questa.
    Mi aspetto che gli articoli di chi si fa pagare, se proprio interessanti, verranno riportati su altri blog accessibili gratuitamente. Il fenomeno del file sharing, piu’ o meno legale e’ inarrestabile.

  • portierino

    Secondo me la Randazzo e Blondet fanno bene a farsi pagare, gli articoli sono di qualità, frequenti e documentati ed i loro siti sono belli e frubili, non ignoranti come quello di barnard. D’altra parte i giornali non li regalano e sono pure sovvenzionati dallo stato

  • lucamartinelli

    non capisco la polemica. perche’ criticare chi decide legittimamente di chiedere l’abbonamento ad un sito? personalmente sono abbonato a Effedieffe di Blondet. 50 euro all’anno sono un inezia. 1 pacchetto di Ms al giorno mi costa 900 euro all’anno. Blondet ha spiegato il perche’ della trasformazione del suo sito da libero a pagamento. è un lavoro come tanti. i collaboratori vanno compensati. per avere notizie di un certo rilievo anche lui paga abbonamenti. cito solo il validissimo Europe 2020. quindi? dov’è il problema? dov’è la pietra dello scandalo? buona domenica a tutti.

  • jake

    Portierino e lucamartinelli e altri forse non hanno mai letto veramente Barnard…. E forse lo hanno letto ma non capito!
    Lui parla di Giornalismo con la G maiuscola o quello che dovrebbe essere il giornalismo ( mera chimera!, lo so)
    Oscar Wilde diceva che“Le informazioni riservate sono, in pratica, la fonte di ogni grande fortuna moderna.” pensava forse alla fortuna della Gabanelli o della simpaticissima Randazzo?

  • nicus

    ciao luca, ti dico come la vedo io.
    converrai con me che al momento l’informazione (non solo in italia) vive un periodo di tremenda siccità. c’è gente che continua a bere acqua non potabile, si ammala e si incazza con chi gli ha montato i rubinetti, senza rendersi conto (o voler vedere) che sono le tubature ad essere marcite.
    bene, in questa metafora, i giornalisti come Barnard e Randazzo sono tra i pochi che ancora riescono a trovare acqua potabile, e se scelgono di venderla (anche a poco) anziché distribuirla gratuitamente… beh, a me viene il magone.

  • ottavino

    Proprio perchè l’ho letto ho fatto quel commento. Barnard rimprovera i suoi colleghi di farsi pagare per informare, mostrando che per lui il denaro è una forte discriminante. E’ così importante il denaro? La cosa che ci necessita è denaro? Egli crea un suo mondo e poi pretende che le caselle del suo mondo siano tutte al loro posto. Dov’è questa rivolta a cui lui sembra chiamare? Non c’è nessuna rivolta, non c’è nessun movimento. Io non so te ma a me non mi va che lui si arroghi il diritto di considerarsi “fonte” del “movimento”, e che stia lì a dire cosa devono fare gli altri……frequentando internet direi: non è vero che barnard, blondet, randazzo siano delle enormi fonti…c’è TANTO, TANTO, TANTO di più…e c’è di più gratis, e c’è di più a pagamento.
    Barnard deve smettere di criticare ed essere propositivo. Fare un programma. Sottoporlo agli altri. Creare dei ruoli. Organizzarsi. Preparare la “rivolta”. Ma è esattamente quello che non vuol fare perchè così dovrebbe fareil “capo”, il “guru”. Cosa che, come ha ripetuto mille volte, non ha voglia di fare.

  • Eli

    Questa volta Paolo Barnard ha proprio ragione. Non capisce nulla di sessualità e rapporti interpersonali, ma sul giornalismo dà lezioni efficaci e sapienti…”bastonate”. Personalmente vivo bene anche senza gli articoli ridondanti della Randazzo e quelli del delirante Blondet. Vogliono tenersi le loro riflessioni per sé? Che facciano pure. Il vero intellettuale è colui che condivide le sue riflessioni ed accetta anche le critiche, come fa Carlo Bertani, non chi chiede la gabella. Non sono più i tempi in cui si possano coltivare particolarismi ed egoismi.

  • portierino

    Se Barnard parlasse di G come il punto lo leggerei. Il giornalismo non esiste, è uno strumento del potere per contenere le masse e per far accadere le cose.

  • nicus

    Barnard rimprovera i suoi colleghi di farsi pagare per informare, mostrando che per lui il denaro è una forte discriminante. E’ così importante il denaro? La cosa che ci necessita è denaro?
    per questo ti dico che forse non hai letto bene l’articolo. il rimprovero di cui parli non parte dall’assunto che il denario sia “così importante”, ma dal fatto che in questo periodo storico un’informazione libera ci serve come l’aria che respiriamo, e che quindi distribuirla dietro pagamento sia sbagliato.

    poi c’è un’altra cosa che non condivido. tu dici: a me non mi va che lui si arroghi il diritto di considerarsi “fonte” del “movimento”.
    intanto non capisco di quale “movimento” tu stia parlando. in secondo luogo, mi sembra che siamo in molti a leggere e a trarre importanti informazioni dal lavoro di Barnard, e questo si chiama essere una fonte. non c’è alcun diritto da arrogarsi, è un dato di fatto.

  • Kiddo

    Magari l’ottimo Bertani non ha bisogno di farsi pagare da noi, Gli basta il suo stipendio da insegnante.

  • stonehenge

    Pagare gente che scrive il banale fa proprio ridere..
    Ricercare le notizie e commentarle non è bravura, è solo aver tanto tempo a disposizione.

  • pablobras

    concordo…

  • ottavino

    Tu dici:”ma dal fatto che in questo periodo storico un’informazione libera ci serve come l’aria che respiriamo, e che quindi distribuirla dietro pagamento sia sbagliato.” E io ti dico che puoi avere un’informazione stupenda senza ricorrere a barnard, blondet, o randazzo. In rete c’è di tutto e di più. Dunque, i soldi per blondet o la randazzo non servono, ma allora perchè farne una questione così discriminante……non sarà che barnard crede di essere un detersivo che lava più bianco di blondet/randazzo, solo perchè lui i soldi non li prende? In breve, non sarà solo un fatto di ego?

  • renatino

    Ma vi siete dimenticati dei soldi ai giornalai e compagnia bella dati dallo stato?!
    E che dire del canone rai?!
    Quelli non sono soldi o cosa?! Non provengono dalle tasse che la gente paga?!
    Mi domando se ci siete o ci fate a dire che l’informazione ufficiale è gratuita!!

  • Santos-Dumont

    Concordo totalmente con Barnard. Ovviamente qui non si tratta di limitare la libertà di chicchessia, Randazzo o Blondet o chiunque altro sono liberissimi di chiedere i contributi che gli pare, ci mancherebbe. Esiste comunque un certo grado di correlazione (in controtendenza) tra la richiesta di pagamento e la moderazione “arbitraria” attuata da Randazzo, in quanto evidentemente considera l’articolo come un prodotto sostanzialmente finito. E’ esattamente in questo senso che parlo di controtendenza: i commenti dei lettori non sono un corollario ma parte integrante del contributo informativo. Spesso trovo i commenti molto più interessanti del pezzo in sè. Il modello informativo unidirezionale uno a molti, tipico della carta stampata, è in declino da tempo e non saranno certo tentativi velleitari come quelli in questione a cambiare la realtà. Che poi il cambiamento di paradigma disincentivi gli scrittori di professione in favore dei “dilettanti”, è una conseguenza assolutamente prevedibile e IMHO anche auspicabile: c’é molto più bisogno di gente che coniughi pensiero e azione che di puri “teorici”.

  • tersite

    E’ vero, “le rivoluzioni si fanno con la panza(vuota!)!” – ma le rivoluzioni sono spesso cieche o, meglio, guidate da chi ha interesse a renderle inutili, fingendo di assecondarle per poi reprimerle. Una volta sospettavo l’inganno, ora lo vedo…e non perché ho guardato nella sfera di cristallo( o palla di vetro).

  • nicus

    su internet possiamo avere informazione anche senza ricorrere a Barnard, Randazzo, Blondet, o CDC, ok, posso anche condividere. ma onestamente se da domani CDC diventasse a pagamento, io mi troverei a dover fare a meno di una delle mie fonti principali di informazione.
    c’è anche altro, d’accordo, ma mi girerebbero le balle uguale.

  • stefanodandrea

    Tu oaghi il giornale un euro, la pubbllicità paga per te (ma oi prende indietro) dai sette ai dieci euro. Lo stato ci mette da due a quattro euro.
    Abolendo l’odioso finanziamento pubblico (la stampa “alternativa”, come il manifesto non è per l’abolizione, bensì per il finanziamento anche di giornali che non sono finanziati) ed eliminando il ben più grave finanziamento privato, dovresti pagare quel giornale 12 euro. Ovvio che visarebbero molte meno vendite di corsera, repubbica e compagnia bella (e sarebbe un bene); e che quei giornali dovrebbero ridurre enormemente il numero di pagine (immagina repubblica composta soltanto da 10 pagine), e sarebbe un bene, diminuirebbe notevolmente il numero dei giornalisti, e sarebbe un bene, si diffonderebbero più settimanali e mensili che quotidiani, e sarebbe un bene, e i quotidiani che riuscierebbero a stare sul mercato csterebbero almeno 3 o 4 euro, e sarebbe un costo necessario, ma anche un bene, posto che certamente sarebbero migliori.
    Ce la prendiamo tanto con il finanziamento dello stato; dovremmo in primo luogo prendercela con il finanziamento del grande capitale detentore dei marchi e delle banche che siedono nei (e dominano i) consigli di amministrazione dei grandi gruppi editoriali (per esempio, a capo del patto di sindacato del corsera c’è Bazzoli, cioè il presidente di una delle più importanti banche del paese).

  • egoland

    Non è che l’abbiano solo trovata, ti hanno anche costruito un piccolo acquedotto affinché tu possa riceverla.

  • fefochip

    beh in effetti modi per guadagnare in altro modo ci sono …

    la randazzo potrebbe fare sesso ludico a pagamento e blondet pure…. barnard ma te quando lavoravi per la gabanelli facevi sesso ludico a pagamento ? o ti guadagnavi da vivere in altro modo?

    questo idea spesso condivisa che chi lavora per l’umanità deve farlo gratis quando l’umanità al 99,9% funziona con il denaro è una idea cosi imbecille come ce ne stanno poche ma altresi fortemente radicata.

  • ottavino

    CDC è ottimo. Ma vedi, dovesse succedere che diventa a pagamento, non mi strapperei i capelli. Pagherei o non pagherei. Boh? Per ora ne pago uno solo: Blondet. Il migliore. Il fatto di pagare è anche una misura per vedere quanto ti sta a cuore una cosa. Se ci sono molte offerte di informazione, pago la migliore. Tra Blondet e CDC sarebbe difficile scegliere. 50/100 euro all’anno per della sana informazione si può fare. Meglio pagare che avere banner.

  • nicus

    onestamente, tra “pagare” e “avere banner”, preferisco farmi il mazzo e scavare tra ciò che è gratuito e non finanziato.
    l’informazione libera a pagamento è – a mio parere – un ossimoro.

  • nicus

    verissimo.
    a maggior ragione, se mi dicessero che da domani la fontanella di Barnard, Randazzo, etc. funziona con la carta di credito, ci resterei parecchio male.

  • cloroalclero

    ooo certo. Con lo stipendio da prof ci compri la biblioteca vaticana e stai tutto il giorno a consultare libri che tanto a scuola ti dicono “ma si resti pure a casa se ha da scrivere un post complicato”
    dai su…
    Poi: è vero che nella vita una persona puo’ avere dei problemi quindi decidere di continuare a fare per danaro quel che prima faceva gratis. Ma se l’alternativa è non scrivere, meglio cosi (non sn infatti d’accordo con barnard, anche se penso che facessero tutti cosi la controinformazione resterebbe in mano alle agenzie USraeliane)

    cioè: mi sento un po’ “democristiana” nel dare sto giudizio 😀

  • myone

    Voi vi fate pagare l’ impegno e l’ informazione, ed e’ anche giusto, e’ un lavoro, ma rimane tale, La vo ro.
    In definitiva, chi vi paga, paga una battaglia o processo, che non esiste, e quindi paga la sua sconfitta.
    La vostra no, perche’ ci vivete con queste cose, chi piu’ e chi meno.
    Non esistono solo le bolle speculative, esistono pure le “bolle” delle “balle”
    perche’ una verita’ non e’ tale, se lasciata marcire nella falsita’, dove, chi la capisce e la divulga,
    non solo non si mette in prima fila nell’ applicarla, ma pretende che tante persone “bolla”,
    isolate, mentali, suggestionate, culturi, saputi, informati, sostenitori, speranzosi,
    siano il terreno da “mangimare”, e che secondo la stagione gisuta, le cose nascano per miracolo, sapendo che non e’ un ciclo naturale, ma umano,
    e che le cose sono e saranno se volute, e non solo “borghesemente” e “staccatamente” vagliate, considerate, scardinate, e messe in luce.
    La cosi detta gente, qui al di la’ del vetro, fa il tifo, ma per una partita che non e’ mai cominciata. Praticamente siamo in un video_game.
    E non pensate che la massa, erudita e preparata, possa far capo e cambiamento dal basso,
    o possa farlo con un voto, quando non ci sono personaggi a “modo vostro”,
    che le cose le cambiano dall’ alto, dopo essere stati votati, e dopo che rendano operativa e reale la giusta dimensione di tutto quello che vedete, sapete, e fate acconsentire e partecipare alla cosi detta “gente”.
    Quindi, e’ tutta una masturbazione, dove la pentola sul fuoco brucia, e la cronaca in diretta delle cause, delle dinamiche, e’ “tutto un dire”,
    mentre la “gente”, si arroventa a fare pulizie, spostare mobili, dibattere come e quando e chi,
    e nessuno, ne chi la sa’ lunga, e ne chi vorrebbe metterci del suo per farlo realmente,
    non osa mai ne chiudere il fuoco del fornello, e ne mettere la pentola sotto l’ acqua.
    Vi state perdendo in un nulla, anche se la gente fosse milionaria da pagarvi, e voi foste milionari per la cultura piu’ accurata e sottile che possa esistere da dare in pasto “al cervello” della pentola che brucia.
    Tutto e’ inutile, e tutto e’ disgregato, e ancora il passo quello vero, non lo fa nessuno e nessuno lo sa fare,
    perche’ fra il dire e il fare c’e’ di mezzo un mondo di oceani.
    E’ gisuto che le cose vadino cosi nel mondo e nella realta’, perche’ e’ lo sforzo vero e migliore che si possa fare,
    e se le cose non le fai, sei un mentitore, perche’ critichi e basta, e il dire, e’ un punto di vista, che lascia il tempo che trova,
    e ad averne di tempo, tutti i punti di vista, possono essere rovesciati da sopra a sotto, e rivoltati come calzini.
    Quindi, se l’ andazzo e’ di andare avanti cosi, questi calzini puzzano, perche’ non hanno mai preso una piega “da arieggiare”,
    e la possibilita’, di mettere in atto il motto ” datemi un punto di appoggio e vi sollevero’ il mondo”.
    Qui di appoggi e di leve, non ce ne sono, ed e’ per questo che questi oceani di parole, sono solo aria fritta.
    Buon proseguimento.
    PS= Se uno non fa’, inutile che dica all’ altro che fa’, che sbaglia.
    E il paradosso dei colmi, e’ che fanno con i soldi dei piu’, con leggi loro, lasciando il vero degli esseri umani nella loro condizione subdola,
    sia per chi soffre, per chi sta’ bene, e per chi, la vita, in tanti punti del mondo la maledice, sapendo che,
    stiamo su un calderone, che cuoce poco di buono, e che e’ destinato a bruciare, a questo passo, fosse solo per la non intelligenza e umanita’ che l’ umanita’ di questa razza ha.

    Copyright _Myone©Evry_Time. Indipendete con carichi pendenti

  • ranxerox

    A mio parere i pizzoccheri sono ottimi anche con verza o fagiolini. Mai dimenticare poi la tisana di salvia e limone per digerire senza problemi il tutto. Nonna valtellinese purosangue docet.
    P.S. Se il consumatore è una carogna sostituirai limone con amanita muscaria q.b. per farlo volar via.

  • angelacorrias

    Che brutto leggere queste cose da un giornalista. E’ come se Barnard dicesse ai giornalisti che vogliono fare informazione onesta che faranno meglio a prepararsi a una vita di stenti e privazioni. Sono una giornalista freelance e siccome i miei articoli non sono propaganda la maggior parte dei siti e giornali che li pubblicano non hanno i fondi per pagarmi. Così ho altri lavori, sempre legati ai media, ma non da giornalista. Questi lavori (il tuo “Arrangiatevi in altro modo”) tolgono tempo prezioso alle mie ricerche e ai miei articoli, e quindi informazione preziosa in questi tempi di propaganda-spazzatura. Spreco il mio tempo in lavori che non mi piacciono e che giudico per la maggior parte inutili e noiosi, e quello che dovrebbe essere il mio lavoro, per cui ho studiato tutta la vita e che è l’unico per cui ho pensato valesse la pena fare sacrifici, è il mio “hobby”, e lo posso fare solo part-time, quando sono fortunata. Ti svelo un segreto, Barnard: non è una bella vita.

  • IVANOE

    Ha ragione Barnard.
    Randazzo,Blondet si sono arresi…hanno capito che non c’è più niente da fare tanto è irreversibile la situazione italiana. E’ allora anche loro si nutrono nella mangiatoia di tutti gli altri psudo-informatori e giornalisti cosidetti d’assalto.
    E allora ecco che vanno alla cassa o peggio ancora con il pagamento dei loro articoli alzano l’asticella per noi perchè qulacuno dei potenti gle lo ha ordinato.
    Nulla di nuovo qui da noi in italia… le nostre ataviche abitudini di voltagabana, opporunismo e di tradimento vengono sempre fuori prima o poi.
    Meglio così… si sta facendo un’auto scrematura di tutti questi personaggi scribacchini imbrattatori che da secoli impervesano nel nostro paese, alla fine quelli che rimarranno, pochi saranno quelli con più attributi di tutti.

  • FreeDo

    Piu’ precisamente, siamo briciole in conseguenza del nostro modo di rapportarci allo stato di cose che ci circonda (in particolare per quanto riguarda il discorso informazione, che non e’ cosa da poco).Da quanto leggo su questo sito, non siamo pochi a cercare di mantenere vivo lo spirito critico che fa si che ad ogni sollecitazione delle nostre meningi, corrisponda un attimo di pausa e quindi di elaborazione di cio’ che ci viene comunicato. Elaborazione mai disgiunta dalla valutazione generale che matura col tempo nei confronti della fonte.Di conseguenza non potremmo mai essere entusiasti lettori, ascoltatori o addirittura seguaci di quei paladini(sistema-antisistema) che tu malsopporti, perche’ molte loro contraddizioni(o lacune), almeno a me paiono evidenti. E’ questo che intendevo per “briciole per nostra scelta”, perche’ se non ci ritroviamo con la massa che subisce l’informazione dei TG e di mille altri programmi, e neanche tanto con la sottomassa che segue l’antisistema, rimaniamo davvero in pochi, e senza che nessuno ci abbia escluso.Gia’ che ci siamo, un’altra precisazione: ho scritto che sono “abbastanza” d’accordo con quanto esterni; abbastanza perche’ ritengo troppo facile da parte mia, che sono uno dei beneficiari del lavoro da te e da altri svolto, puntare il dito verso chi a un certo punto ha deciso di guadagnare dal lavoro che svolge in rete. La tua posizione naturalmente e’ diversa, tu ti puoi permettere certe critiche.Per chiudere: non appena sei venuto a conoscenza della notizia tu hai immaginato la Berlino deserta ecc..; a me e’ venuto subito in mente Murdoch. Per la Randazzo (che se non sbaglio nel suo bagaglio culturale ha anche studi psicoanalitici) non credo sia una gran bella associazione. Con stima,FreeDo.

  • stefanodandrea

    Il commento più intelligente, che rivela anche il lato altamente immorale della proposta moralistica di Barnard. Salvo che non si tratti di immoralità, bensì di infantilismo. Non è una bella alternativa: immorale o infantile!

  • Altrove

    Arrivo tardi e probabilmente nessuno leggerà questo commento.
    Per me è già difficile mettere insieme i soldi per la cena a volte. 50 euro all’ anno non sono niente se non devi spenderli per sopravvivere. Per me, pagare un’informazione equivale a non potermela permettere. Il resto secondo me sono quisquiglie. Qui si tenta di aumentare la conoscenza e critica globale o di formare l’ennesimo gruppo di intellettuali borghesi rivoluzionari? Fate vobis, mettete a pagamento quello che volete, non cambierete una emerita mazza… Accidenti a chi ha inventato il copyright e tutte queste cazzate che ti fanno credere che ci sia un merito dietro quella minuscola c cerchiata. Suvvia, qui siamo sempre sul solito binario… Con rispetto…

  • helios

    Sono d’accordo….è un binario morto.
    E molti fanno i ricconi dicendo che 50euro non significano nulla, parlando anche per altri che invece non nuotano nell’oro…
    La conoscenza globale con l’abbonamento non si fa. E l’informazione, se tale, dovrebbe essere rivolta a tutti altrimenti è solo per un gruppo che, col tempo, ti riduce solo a parlare di quello che vogliono loro, altrimenti niente abbonamento.
    Due pesi e due misure anche sul web?!…che tristezza!!!

  • ComeDonkeyKong

    Sottoscrivo quanto sostenuto da Altrove e da Barnard. E aggiungo che prima ancora del denaro in cambio di “informazione” (che sinceramente, nel caso dei due in questione, non mi pare meriti sempre il tempo che richiede per essere letta), il problema è il diritto d’autore, un principio che porta ad autentici soprusi.

  • ComeDonkeyKong

    Naturalmente i due in questione a cui alludo sono quelli citati nel titolo dell’articolo.

  • Galileo

    Io allucino. Ancora con Il Barnard?

    Poi Magari buona parte di questa gente che parla dell’informazione libera, sono i primi a pagare un abbonamento allo stadio o un canale a pagamento, però chiaro quello non conta.

    Smettiamo di dare i soldi a quattro buffoni in calzoncini andando allo stadio o guardando le partite su canali a pagamento e iniziamo a dare questi soldi all’informazione vera e propria.

    Che arresi e arresi. Credo che Blondet non sia un arreso, conosco meno la Randazzo, però idioti no, vero?

    Se sei disposto a pagare per una partita (e credo che molti di quelli che hanno postato un commento a favore o contro) sono spettatori di partite di calcio a pagamento, perchè non devi riconoscere il mio talento? Quello di dare l’informazione? Di fare gool con le mie parole??

  • A

    BERNARDA 3000 o GENTE DI MERDA potrebbe essere il titolo appropriato. E’ Pronto per fondare e dirigere una rivista di genere Vip & Pettegoli di Nicchia. IL Comandante Insorgente Bernarda, si merita giustamente il suo spazio da Illuminato in questi tempi bui. Un Imbecille Importante il Bernarda, si straccia la vesti da quando l’hanno sbattuto fuori a calci in culo dal Mainstream, da allora MA solo da allora, scopre che la Tv non va bene, da quando non ci lavora Lui. E’ sveglio Il Comandante e decide che la Rete invece ora è il posto per la Rivoluzione. Ma c’è concorrenza. Esordisce allora raccontando che chi si occupa di 11 settembre è un imbecille ma non basta come castronata e lui con la sua formazione da Moralista tipica dell’ Intellettuale a Farfalle va più lontano, Ultimo Arrivato scopre l’acqua calda e la racconta come fosse lui l’Archeologo Assoluto, The Voice, altro che Sinatra. E’ dotato Il Comandante, non per la fica certo ma non è colpa sua, una ripassata a qualche fregna ambulante gliela darebbe, se solo sapesse da dove si comincia, tenta anche una sortita a puttane ma la dichiara fallita in un volantino di rivendicazione del Nulla di Fatto, è come il Compagno Silvio, altro Imbecille che manco con una vera puttana riesce ad andare con tutti i soldi che si ritrova. A poco a poco si specializza l’IO Bernarda, crea il suo spazio Vip da 4 Soldi, accusa gli altri di fare i protagonisti e firma tutti gli articoli bene in evidenza. L’IO Bernarda scatena la sua Terribile Offensiva Rivoluzionaria con un Opera tentativo di demolizione isterica di altre Prime Donne da Baraccone Mediatico che lui sente come sue dirette Concorrenti al Trono di Miss Italia. In perfetto stile prima apparizione dello Psicolabile Sgarbi, ora mangia terreno alle concorrenti. Ha ottenuto il suo spazio anche lui e il suo meritato fun-club di imbecilli ma se ne lamenta dimostrando di non essere uno qualsiasi ma un Idiota Per Eccellenza, pronto per il Grande Fratello o l’Isola dei Famosi, se lo contenderanno in futuro, che share potrebbe essere un episodio di “Bernarda & Fregna senza Pay Palle”. Non mancava certo in rete un altro Povero Scemo, quindi si merita tutto lo spazio possibile. Una Scoreggia è sempre benvenuta nella Grande Cloaca. Speriamo faccia soldi in abbondanza e in fretta, almeno si toglie dalle spese della madre, povera donna.

  • anonimomatremendo

    Non capisco questi toni drammatici solo perché alcuni giornalisti-opinionisti si fanno pagare la gabella.Come se essi contassero qualcosa nel processo rivoluzionario in corso.Alla rivoluzione servono scienziati,ingegneri ,buoni tecnici e in genere operai che sanno far funzionare le cose nonché masse di uomini incazzati di brutto come iene inferocite e non semplicemente “indignati”. Non inutili parolai per giunta razzisti e con la puzzetta sotto il naso.Sono convinto che quando il gioco si fará duro li vedremo davvero di che pasta sono fatti questi giornalisti.E sono convinto che il buon Barnard sará uno dei pochissimi a “tener duro” mentre al primo grande sussulto gentaglia come i Blondet la Randazzo,i Travalio Grillo,Fini ecc ecc correranno dritti dritti a cercar rifugio tra le sottane di Mammona.

  • anonimomatremendo

    Almeno Barnard non crede ai rettiliani(Randazzo),non é sionista(travaglio),non é liberista(Grillo),non fa il ribelle reazionario(Fini),non é razzista(Blondet) e non crede alle panzane sui missili nel pentagono e demolizioni controllate.Di questo bisogna dargli atto.Il resto sono solo innocue debolezze da prima donna,come giustamente fai notare.

  • mazzi

    Come al solito, tutto e il contrario di tutto. ———- Io non ho nessuna stima per questa industrietta del dissenso, non ho stima per questi “guerrieri” dell’informazione che fan marchette. Non abbiamo gia’ abbastanza giornalisti di regime che lo danno via a pagamento?——————– Liberissimi di farlo, s’intende, ma a me sinceramente fanno un po’ schifo.

  • lucamartinelli

    perdonami, amico. il fatto è che io non voglio sempre capire qualcuno., mentre voglio o vorrei sempre avere INFORMAZIONE e non menzogne. al resto penso io. qualche volta mi fa comodo leggere l’analisi del giornalista. Altre volte tiro da solo le mie conclusioni. Sicuramente Barnard è valido, anche se a mio avviso un po’ polemico, a volte. ma, voglio ripetere, che non è il giornalista che fa la notizia. é la notizia che si fa da se in quanto fatto concreto. saluti

  • lucamartinelli

    ok.

  • mazzi

    Sebbeni trovi sempre un po’ sospetto quello che se ne viene fuori con tanta alacrita’ e devozione per la “verita'” ufficiale (e’ ormai piu’ che altro una questione di cattivo gusto che solo marescialli e debunker continuano a sfoggiare imperterriti) perdero’ tempo per farti notare che credre al gruppetto di arabi armati di temperino richiede molta piu’ fatica …. e pelo sullo stomaco.

  • vraie

    Randazzo è un’ottima giornalista, anche Barnard e Blondet. Non sono ricco. Per quanto mi riguarda trovo vantaggioso il fatto di essermi iscritto al sito di Blondet. Lavora poco di fantasia pura e molto di notizie, raccolte studiando. (cosa che fa da molti anni): E’ possibile che abbia scelto quella strada per rendere meno probabile un qualche “misterioso” attentato a suo danno?

  • mikaela

    Non credo che la Randazzo possa annoverarsi fra gli scribbacchini imbrattatori, e se Barnard e’ tanto deluso e’ proprio perche’ una penna come la Randazzo e’ difficile da trovare nella free web della controinformazione.

  • Rossa_primavera

    Questo Barnard poi,di cui nessuno mette in discussione la competenza,fa piu’ polemiche di quante ne faceva Sgarbi ai tempi d’oro:diciamo che non sarebbe mai un buon ministro degli esteri

  • anonimomatremendo

    E quindi sul pentagono ci e´finito un missile e le torri sono state demolite con gli esplosivi.Guarda che negare la veritá ufficiale non vuol dire credere a tutte le fregnacce uscite dalla fantasia di scrittori in cerca do notorietá.dietro l attentato c´erano sicuramente elementi dei servizi segreti USA e molti sapevano e hanno lasciato fare.Ma da qui a credere ai missili e a demolizioni controllate ce ne vuole.

  • mikaela

    Wikipedia (quella in lingua inglese) ha messo un piccolo “modulo” dove chiede un contributo. Io sono favorevole al contributo non all’abbonamento con il copyright.

  • Santos-Dumont

    Sarà una domanda retorica ma gliela faccio lo stesso: indipendentemente dall’etica che ciascuno di noi si sforza di seguire, quante persone in percentuale secondo lei riescono a seguire pienamente le proprie aspirazioni, invece di barcamenarsi come meglio possono in funzione dell’ambiente in cui vivono?
    Credo che in generale basti e avanzi una sola cifra.

  • angelacorrias

    Posso parlare solo per quano riguarda il mio campo, e penso nessuno. Certo, dipende anche da che tipo di aspirazioni. Se voglio scrivere articoli di non-propaganda i media mainstream non li pubblicano, ci sono argomenti completamente tabù. Infatti i soli articoli che ho avuto pagati sono stati reportage da vari paesi ma in ambito di costume o società, oppure di politica ma stando attentissima a quello che scrivevo e lasciando sottindendere più che dicendo esplicitamente.
    Purtroppo, a differenza della credenza popolare, i giornalisti non ancora hanno imparato a vivere di aria, e quindi in tantissimi abbiamo altri lavori. Una vera e propria perdita di tempo, oltre che grande ingiustizia.
    Chi poi non ha nessuna etica, viene assunto dal primo giornale che capita e va bene così, tanto non ha problemi a scrivere solo quello che è permesso. E così vale anche per molte altre professioni, ma solo perché è prassi diffusa non significa sia giusta, e soprattutto non significa li si debba difendere e sollecitare!

  • ComeDonkeyKong

    Mi permetto di chiedere che fine abbia fatto la “lettera aperta” di Antonella Randazzo in risposta a questo articolo di Barnard. L’avete forse richiusa in fretta e furia?

  • brunotto588

    Il punto Antonella, indipendentemente dal fatto se sia giusto o sbagliato farlo ( e non mi interessa entrare nel merito ) è che così SI COSTITUISCE UN PRECEDENTE MOLTO PERICOLOSO.
    Vada per Blondet che gestisce un vero e proprio quotidiano, con le relative esigenze ( e costi ) di struttura, collaboratori, di tempi da rispettare … Ma io mi immagino un Bertani, lo stesso Barnard, chiedersi: “e perchè non io ?”… Al che staremmo freschi … L’ apoteosi del sistema, che vince anche sulle mosche bianche … che a questo punto finirebbero per assomigliare molto alla metamorfosi subita dalla “sinistra”. Ti sei accorta che stai parlando in termini di “produttività” ? Che stai parlando di “energia e tempo” come un perfetto manager ? Ora la domanda è questa: “A chi serve, di grazia, la produttività ???” … Non a noi che leggiamo, a noi non interessa dover leggere a cadenza periodica, anzi, molto meglio un post bello tosto una volta al mese, che di grafomani in giro ce ne sono fin troppi …! Quindi c’è un falso problema di base, ossia che “serva TANTA ROBA” … No, non serve tanta roba ( e anche questa è una deformazione indotta dell’ Immaginario !!! ) … Serve più riflessione, che si sposa sempre col “POCO” … e poi che ognuno, tranquillamente e senza azioni plateali, metta in pratica nel quotidiano quello che man mano capisce. Questa, e solo questa, è LA RIVOLUZIONE. Con immutata stima, Il Linguaggio Dimenticato. ( lo metto qui, perchè sotto il post della Randazzo non riesco a commentare ). Ciao a tutti.

  • Truman

    Credo che con questo articolo Barnard, più che innescare una polemica con altri giornalisti, evidenzi alcuni punti critici del fare informazione oggi.
    Si deve pagare per avere informazione che non sia propaganda?
    E’ possibile fare informazione senza campare su tale lavoro?
    Un’informazione a pagamento è affidabile?
    Oppure è più affidabile l’informazione gratuita?
    Ho la sensazione che non ci siano risposte univoche e qui abbiamo raccolto diversi pareri interessanti.
    Per quanto ci riguarda, per noi fare informazione ad un certo punto è diventata un’esigenza vitale, l’unico modo per non sentirci schiavi del sistema commerciale, e per fare questo paghiamo, in tempo e denaro.

  • Truman

    Antonella Randazzo ha protestato, perchè l’avevamo messa senza la sua autorizzazione. Effettivamente è stata una nostra leggerezza. Stiamo cercando di trovare un accordo.

  • ComeDonkeyKong

    Hanno automaticamente cancellato anche tutti i nostri commenti alla “lettera” di Randazzo (non si trovano più nei nostri archivi personali). A questo punto, direi che cdc ci debba delle spiegazioni: questa faccenda ha del ridicolo!

  • ComeDonkeyKong

    Grazie per la risposta. Certo, a questo punto mi rifiuto di leggere qualunque cosa scriva Antonella Randazzo, anche se autorizzata ad essere pubblicata da CDC.

  • redme

    quanta importanza…vuoi vedere che in fondo in fondo credono pure di cambiare qlc?

  • DaniB

    “questo idea spesso condivisa che chi lavora per l’umanità deve farlo gratis quando l’umanità al 99,9% funziona con il denaro è una idea cosi imbecille come ce ne stanno poche ma altresi fortemente radicata.”

    sono d’accordo, al 100%

  • Truman

    @stefanodandrea:
    dici:

    vivo in un mondo nel quale l’opinione pubblica è formata dal grande capitale.

    Non sempre è vero. Il capitale pilota l’opinione pubblica in molti casi, ma a volte perde. L’ultimo caso è la colossale truffa dell’influenza suina: sono riusciti a vendere i vaccini, ma non sono riusciti a convincere la gente a vaccinarsi.
    Anche la grandiosa rappresentazione dell’11 settembre oggi ha perso molta credibilità nel grande pubblico. A volte la controinformazione funziona.

  • pianello51

    A me sembra evidente che il problema sollevato da Paolo Barnard non consista nel fatto che il “formatore” (novello sofista) si faccia pagare per elargire il suo sapere (anche se personalmente la ritengo una operazione moralmente discutibile).

    Finché discutiamo, polemizziamo, ci scandalizziamo, e rimaniamo seduti davanti al computer, il mondo rimane quello di prima.

    Il problema non è come spiegare il mondo, ma come cambiarlo.

    L’attesa di una soluzione perfetta agevola solo i furboni che si sfregheranno le mani per la nostra immobilità e continueranno indisturbati nelle loro nefandezze.

    Forse è meglio un’azione imprecisa che una teoria perfetta.

    Se ci salveremo sarà per un’azione politica, non per una teoria culturale.

  • nettuno

    Siamo lungo la strada senza ritorno. Se Blondet e la Randazzzo si moderano nella loro richiesta a 50 euro a me sta bene . Si pensi che devono anche vivere e che la gente di norma e cretina e se verrà eliminata degli squali economici. (non me ne fega niente degli stupidi votanti, perche se gli dai una dritta onesta neanche ti ascoltano) Che gli articoli di Blondet e della Randazzo siano veritieri per la politica e per l’economia e se poi EFFEDEFFE ogni tanto parla di Fatima , be! in quel caso ogniuno è libero di pregare come vuole…

    Cercate su GOOGLE ILLUMINATI.

    Cari pirla di Comedonchisciotte , vi attende un futuro di MERDA ed è appena cominciato.

    ILLUMINATI CARD GAME, carte dal futuro? ITA
    http://www.youtube.com/watch?v=RmO4v_4Fbec

    Io naufrago attaccato ad una zattera speriamo che me la cavo …

  • BarnardP

    Assolutamente, mi unisco a te. Non posso credere a quello che leggo. Barnard

  • mikaela

    Il commento della Randazzo “alla presunta risposta di Barnard” mi ha fatto aprire gli occhi, io sono favorevole all’offerta per chi scrive senza copyright ma solo se fa veramente controinformazione, ma da quello che
    ho letto mi sembra che la Randazzo si sia gia’ allineata e non merita neanche quelli.

    Lei dice:

    “Da qualche tempo Barnard non fa che dire siete pavidi,non sapete più reagire, quel tal giornalista sbaglia in questo, quel talaltro sbaglia in quest’altro.

    Ma sta’ scherzando signora Randazzo? deve forse fare l’applauso a quei giornalisti che si spacciano per controinformazione ma che tacciono altre verita’ piu’ importanti?

    Come si fa a non dare ragione a Barnard quando sincazza e non vuole il fans Club ma essere considerato solo una fonte come potrebbe essere una Garzantina o Wikipedia.

  • walterkurtz

    Me lo ero chiesto anch’io e speravo che il motivo non fosse proprio questo… Evidentemente era in errore chi pensava che la Randazzo ci avesse “regalato” un suo articolo…è riamsta fedele alla linea