LA LOTTA CIVICA A GETTONI NON FUNZIONA, RANDAZZO E BLONDET

LA LOTTA CIVICA A GETTONI NON FUNZIONA, RANDAZZO E BLONDET

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info


La sensazione è un amaro in bocca di quelli che ti fa rimanere in silenzio senza neppure più la voglia di finire la birra. Ero in un pub con una cara amica, che mi dice "La Randazzo non scrive più su Comedonchisciotte, ci si deve abbonare per leggerla adesso... Mi pare che anche Blondet sia a pagamento". La prima cosa che mi è venuta in mente è un'immagine, ve la descrivo: il panorama desolato di una Berlino est in pieno regime, poche anime che vagano nel grigiore del cemento disadorno in cerca di sostegno. Su un muro è appeso un distributore automatico, la scritta recita "Resistenza, inserire un gettone".


Nella foto: Maurizio Blondet


A seguito, "Paypal la tua fonte, e rimani inutile" (Paolo Barnard,paolobarnard.info)


Randazzo, Blondet, ma che fate? Siamo il sottoscala della resistenza civica, ombre che parlottano nei sotterranei dell'informazione mentre sopra troneggiano i colossi del Sistema e dell'Antisistema che ci lasciano lo scarto delle briciole del pubblico, e voi elargite strumenti di lotta a pagamento?

Posso capire se scriveste di geopolitica, di new age, di costume. Ma chi scrive come poter respirare nonostante le polveri che intasano i polmoni, come poter ancora vedere nonostante l'acido negli occhi, non può chiedere "inserite un gettone". Avete bisogno di soldi? Arrangiatevi in altro modo.

"Libertà, inserire un gettone."

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=172

9.01.2010

PAYPAL LA TUA FONTE, E RIMANI INUTILE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info


Non ho mai visto un uomo scavare a pagamento nelle macerie della casa del vicino crollatagli addosso. Non ho mai visto in Salvador guerriglieri pagati, chi lo era si chiamava contractor, mercenario. Non ho mai visto a Luanda un comboniano visitare gli ammalati di Aids paganti. Forse sono affetto da una forma paranoide, ma io vedo tutti noi sotto le macerie, assediati dalle squadre della morte, stremati da un virus. Le macerie della democrazia partecipativa demolita, le squadre della morte del vero Potere armato di Esistenza Commerciale, il virus della pestilenziale Cultura della Visibilità. Io ci vedo alla soglia di una rovina che sarà irreversibile per secoli. Cara Randazzo, va fatto tutto quello che si può finché siamo in grado e senza frapporre neppure l’ombra di un ostacolo fra la mano che noi fonti possiamo offrire e coloro che potrebbero usarla per salvarci. Ogni centesimo del denaro disponibile va impiegato per organizzarsi e combattere, non per scaldarsi i muscoli. Noi fonti siamo lo scaldamuscoli.


Come sempre, non conta l’entità ridotta delle cifre che chiedete, conta il principio. Potevate chiedere offerte libere, ma non più di questo. Poi non è certo chiedendo denaro che ci si ripara dall’orgia scellerata del giornalismo improvvisato in rete, del nuovo genere Fantasy rettilianmassonicomplottista. E’ assai fallato anche il tuo ragionamento sull’entità della preparazione culturale e dei contenuti che noi fonti dobbiamo poter offrire, e sul tempo e denaro che ciò ci richiede. Mi spiego con franchezza: tu produci mille volte di più di quello che è necessario, i tuoi approfondimenti sono ossessivi e superflui per un uso pubblico. In questo, copincolli esattamente l’inutile Travaglio con i suoi dettagli numero 342.765 sul Cavaliere che seguono quelli precedenti (che erano 342.764), quando nella realtà sia i tuoi lettori che quelli di Marco sanno già da anni, decenni in alcuni casi, cosa non va, non gli serve ancora un’altra camionata di super dettagli, anzi, li soffoca. Solo a finir di leggere te, non rimane più neppure il tempo per far il bucato di casa, figuriamoci organizzarsi, discutere e combattere. La tragedia del nostro tempo è assai più banale: nessuno di noi sa più come brandire un forcone e prendere d’assalto la Bastiglia, o dar fuoco alle corvé. Siamo pavidi, incollati alle tastiere dei pc, non sappiamo più neppure lontanamente come cambiare la Storia. Novecento ore delle mille che tu lavori sono sprecate in questo senso, non ti occorrono soldi per esse, puoi benissimo dare lezioni private o altro per arrotondare.

Tu imponi un copyright per la riproduzione dei tuoi pezzi (Copyright © 2008 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. Per richiedere la riproduzione dell'articolo scrivere all'indirizzo e-mail [email protected]), come il Big Mac. Citi Massimo Fini, il ribelle che non ha retto (gli ha dato un passaggio Travaglio, misericordioso), bell’esempio. Qui non ci stiamo capendo, gente. Non ci servono le Randazzo e i Barnard, se non come fonti di tanto in tanto, altro che pagarci.


Ci serve il coraggio di pagare i prezzi del cambiamento. Se ancora esiste.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=173

9.01.2010


Commenti (97)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. walterkurtz 12 gennaio 2010

      Me lo ero chiesto anch'io e speravo che il motivo non fosse proprio questo... Evidentemente era in errore chi pensava che la Randazzo ci avesse "regalato" un suo articolo...è riamsta fedele alla linea

    1. mikaela 12 gennaio 2010

      Il commento della Randazzo "alla presunta risposta di Barnard" mi ha fatto aprire gli occhi, io sono favorevole all'offerta per chi scrive senza copyright ma solo se fa veramente controinformazione, ma da quello che
      ho letto mi sembra che la Randazzo si sia gia' allineata e non merita neanche quelli.

      Lei dice:

      "Da qualche tempo Barnard non fa che dire siete pavidi,non sapete più reagire, quel tal giornalista sbaglia in questo, quel talaltro sbaglia in quest'altro.

      Ma sta' scherzando signora Randazzo? deve forse fare l'applauso a quei giornalisti che si spacciano per controinformazione ma che tacciono altre verita' piu' importanti?

      Come si fa a non dare ragione a Barnard quando sincazza e non vuole il fans Club ma essere considerato solo una fonte come potrebbe essere una Garzantina o Wikipedia.

    1. BarnardP 11 gennaio 2010

      Assolutamente, mi unisco a te. Non posso credere a quello che leggo. Barnard

    1. nettuno 11 gennaio 2010

      Siamo lungo la strada senza ritorno. Se Blondet e la Randazzzo si moderano nella loro richiesta a 50 euro a me sta bene . Si pensi che devono anche vivere e che la gente di norma e cretina e se verrà eliminata degli squali economici. (non me ne fega niente degli stupidi votanti, perche se gli dai una dritta onesta neanche ti ascoltano) Che gli articoli di Blondet e della Randazzo siano veritieri per la politica e per l'economia e se poi EFFEDEFFE ogni tanto parla di Fatima , be! in quel caso ogniuno è libero di pregare come vuole...

      Cercate su GOOGLE ILLUMINATI.

      Cari pirla di Comedonchisciotte , vi attende un futuro di MERDA ed è appena cominciato.

      ILLUMINATI CARD GAME, carte dal futuro? ITA
      http://www.youtube.com/watch?v=RmO4v_4Fbec

      Io naufrago attaccato ad una zattera speriamo che me la cavo ...

    1. pianello51 11 gennaio 2010

      A me sembra evidente che il problema sollevato da Paolo Barnard non consista nel fatto che il "formatore" (novello sofista) si faccia pagare per elargire il suo sapere (anche se personalmente la ritengo una operazione moralmente discutibile).

      Finché discutiamo, polemizziamo, ci scandalizziamo, e rimaniamo seduti davanti al computer, il mondo rimane quello di prima.

      Il problema non è come spiegare il mondo, ma come cambiarlo.

      L'attesa di una soluzione perfetta agevola solo i furboni che si sfregheranno le mani per la nostra immobilità e continueranno indisturbati nelle loro nefandezze.

      Forse è meglio un'azione imprecisa che una teoria perfetta.

      Se ci salveremo sarà per un'azione politica, non per una teoria culturale.

    1. Truman 11 gennaio 2010

      @stefanodandrea:

      dici:

      vivo in un mondo nel quale l'opinione pubblica è formata dal grande capitale.


      Non sempre è vero. Il capitale pilota l'opinione pubblica in molti casi, ma a volte perde. L'ultimo caso è la colossale truffa dell'influenza suina: sono riusciti a vendere i vaccini, ma non sono riusciti a convincere la gente a vaccinarsi.

      Anche la grandiosa rappresentazione dell'11 settembre oggi ha perso molta credibilità nel grande pubblico. A volte la controinformazione funziona.

    1. DaniB 11 gennaio 2010

      "questo idea spesso condivisa che chi lavora per l'umanità deve farlo gratis quando l'umanità al 99,9% funziona con il denaro è una idea cosi imbecille come ce ne stanno poche ma altresi fortemente radicata."

      sono d'accordo, al 100%

    1. redme 11 gennaio 2010

      quanta importanza...vuoi vedere che in fondo in fondo credono pure di cambiare qlc?

    1. ComeDonkeyKong 11 gennaio 2010

      Grazie per la risposta. Certo, a questo punto mi rifiuto di leggere qualunque cosa scriva Antonella Randazzo, anche se autorizzata ad essere pubblicata da CDC.

    1. ComeDonkeyKong 11 gennaio 2010

      Hanno automaticamente cancellato anche tutti i nostri commenti alla "lettera" di Randazzo (non si trovano più nei nostri archivi personali). A questo punto, direi che cdc ci debba delle spiegazioni: questa faccenda ha del ridicolo!

    1. Truman 11 gennaio 2010

      Antonella Randazzo ha protestato, perchè l'avevamo messa senza la sua autorizzazione. Effettivamente è stata una nostra leggerezza. Stiamo cercando di trovare un accordo.

    1. Truman 11 gennaio 2010

      Credo che con questo articolo Barnard, più che innescare una polemica con altri giornalisti, evidenzi alcuni punti critici del fare informazione oggi.

      Si deve pagare per avere informazione che non sia propaganda?

      E' possibile fare informazione senza campare su tale lavoro?

      Un'informazione a pagamento è affidabile?

      Oppure è più affidabile l'informazione gratuita?

      Ho la sensazione che non ci siano risposte univoche e qui abbiamo raccolto diversi pareri interessanti.

      Per quanto ci riguarda, per noi fare informazione ad un certo punto è diventata un'esigenza vitale, l'unico modo per non sentirci schiavi del sistema commerciale, e per fare questo paghiamo, in tempo e denaro.

    1. brunotto588 11 gennaio 2010

      Il punto Antonella, indipendentemente dal fatto se sia giusto o sbagliato farlo ( e non mi interessa entrare nel merito ) è che così SI COSTITUISCE UN PRECEDENTE MOLTO PERICOLOSO.
      Vada per Blondet che gestisce un vero e proprio quotidiano, con le relative esigenze ( e costi ) di struttura, collaboratori, di tempi da rispettare ... Ma io mi immagino un Bertani, lo stesso Barnard, chiedersi: "e perchè non io ?"... Al che staremmo freschi ... L' apoteosi del sistema, che vince anche sulle mosche bianche ... che a questo punto finirebbero per assomigliare molto alla metamorfosi subita dalla "sinistra". Ti sei accorta che stai parlando in termini di "produttività" ? Che stai parlando di "energia e tempo" come un perfetto manager ? Ora la domanda è questa: "A chi serve, di grazia, la produttività ???" ... Non a noi che leggiamo, a noi non interessa dover leggere a cadenza periodica, anzi, molto meglio un post bello tosto una volta al mese, che di grafomani in giro ce ne sono fin troppi ...! Quindi c'è un falso problema di base, ossia che "serva TANTA ROBA" ... No, non serve tanta roba ( e anche questa è una deformazione indotta dell' Immaginario !!! ) ... Serve più riflessione, che si sposa sempre col "POCO" ... e poi che ognuno, tranquillamente e senza azioni plateali, metta in pratica nel quotidiano quello che man mano capisce. Questa, e solo questa, è LA RIVOLUZIONE. Con immutata stima, Il Linguaggio Dimenticato. ( lo metto qui, perchè sotto il post della Randazzo non riesco a commentare ). Ciao a tutti.

    1. ComeDonkeyKong 11 gennaio 2010

      Mi permetto di chiedere che fine abbia fatto la "lettera aperta" di Antonella Randazzo in risposta a questo articolo di Barnard. L'avete forse richiusa in fretta e furia?

    1. angelacorrias 11 gennaio 2010

      Posso parlare solo per quano riguarda il mio campo, e penso nessuno. Certo, dipende anche da che tipo di aspirazioni. Se voglio scrivere articoli di non-propaganda i media mainstream non li pubblicano, ci sono argomenti completamente tabù. Infatti i soli articoli che ho avuto pagati sono stati reportage da vari paesi ma in ambito di costume o società, oppure di politica ma stando attentissima a quello che scrivevo e lasciando sottindendere più che dicendo esplicitamente.
      Purtroppo, a differenza della credenza popolare, i giornalisti non ancora hanno imparato a vivere di aria, e quindi in tantissimi abbiamo altri lavori. Una vera e propria perdita di tempo, oltre che grande ingiustizia.
      Chi poi non ha nessuna etica, viene assunto dal primo giornale che capita e va bene così, tanto non ha problemi a scrivere solo quello che è permesso. E così vale anche per molte altre professioni, ma solo perché è prassi diffusa non significa sia giusta, e soprattutto non significa li si debba difendere e sollecitare!

    1. Santos-Dumont 10 gennaio 2010

      Sarà una domanda retorica ma gliela faccio lo stesso: indipendentemente dall'etica che ciascuno di noi si sforza di seguire, quante persone in percentuale secondo lei riescono a seguire pienamente le proprie aspirazioni, invece di barcamenarsi come meglio possono in funzione dell'ambiente in cui vivono?

      Credo che in generale basti e avanzi una sola cifra.

    1. mikaela 10 gennaio 2010

      Wikipedia (quella in lingua inglese) ha messo un piccolo "modulo" dove chiede un contributo. Io sono favorevole al contributo non all'abbonamento con il copyright.

    1. anonimomatremendo 10 gennaio 2010

      E quindi sul pentagono ci e´finito un missile e le torri sono state demolite con gli esplosivi.Guarda che negare la veritá ufficiale non vuol dire credere a tutte le fregnacce uscite dalla fantasia di scrittori in cerca do notorietá.dietro l attentato c´erano sicuramente elementi dei servizi segreti USA e molti sapevano e hanno lasciato fare.Ma da qui a credere ai missili e a demolizioni controllate ce ne vuole.

    1. Rossa_primavera 10 gennaio 2010

      Questo Barnard poi,di cui nessuno mette in discussione la competenza,fa piu' polemiche di quante ne faceva Sgarbi ai tempi d'oro:diciamo che non sarebbe mai un buon ministro degli esteri

    1. mikaela 10 gennaio 2010

      Non credo che la Randazzo possa annoverarsi fra gli scribbacchini imbrattatori, e se Barnard e' tanto deluso e' proprio perche' una penna come la Randazzo e' difficile da trovare nella free web della controinformazione.

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